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Vaccino, Sbarra “Sì all’obbligo, fare chiarezza subito”

ROMA (ITALPRESS) – “Vaccinarsi è un dovere morale e civile verso sè e verso gli altri, come ha ricordato qualche giorno fa il capo dello Stato. Un dovere che va sancito solo per legge, perchè lo prevede la Costituzione. Non ci sono alternative, non possiamo introdurlo surrettiziamente attraverso le relazioni sindacali e la contrattazione. Protocolli e contrattazioni invece vanno utilizzati al meglio per l’organizzazione del lavoro e per gestire l’utilizzo degli spazi comuni nelle aziende, a partire dalle mense. Ecco perchè diciamo al governo che bisogna fare chiarezza su questi temi e bisogna farlo subito per evitare che gli ambienti lavorativi diventino campo di battaglia”. Lo ha detto Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, ospite di Agorà estate su Rai3.
“Sì all’obbligo vaccinale per legge per tutti i cittadini – ha aggiunto – per mandare in profondità la campagna di vaccinazione. Sul green pass – ha proseguito – diciamo che è uno strumento utile, importante, ma le questioni legate all’organizzazione del lavoro, all’accesso e all’utilizzo degli spazi comuni nelle aziende vanno affrontate in un rapporto trilaterale governo-sindacati-imprese per migliorare, rafforzare, adeguare, aggiornare i protocolli che abbiamo sottoscritto”.
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Le piccole imprese trainano il manifatturiero per la ripresa

ROMA (ITALPRESS) – Il sistema manifatturiero italiano sta spronando la ripresa. A sottolinearlo Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison, disaggregando i dati Istat sull’andamento del prodotto interno lordo. Uno sprone alla ripresa dopo che il sistema manifatturiero ha retto bene perfino alla crisi innescata dalla pandemia. Preservando significative quote di mercato. E confermandosi per il nostro Paese un patrimonio prezioso, da tutelare. Un patrimonio che, al contrario della vulgata comune, è formato nella stragrande maggioranza da imprese artigiane, micro e piccole. Imprese che hanno contribuito in maniera preminente, quindi, a resistere alla crisi socio-economica scaturita dall’emergenza sanitaria. Ragion per cui diventa inderogabile tarare le future misure di politica industriale, spesso invece pensate “a taglia unica” su misura delle grandi. A testimoniare il ruolo delle piccole imprese italiane nel sistema produttivo una indagine del Centro studi CNA, dalla quale scaturisce che, sulla base dei più recenti dati economici omogenei a disposizione, l’Italia rimane la seconda economia manifatturiera d’Europa, dopo la Germania.
La presenza di piccole e piccolissime imprese è preponderante in tutti gli ambiti produttivi del comparto: dai campi più tradizionali, a spiccata vocazione artigiana, a quelli caratterizzati dai processi produttivi maggiormente complessi. Prova inoppugnabile di quanto siano ingiuste e ingiustificate le critiche alle piccole imprese che il pregiudizio ideologico fa accusare di tutti i ritardi del sistema produttivo nazionale e della sua (presunta) scarsa competitività sui mercati internazionali. In Italia, su quasi 380mila imprese attive nei comparti manifatturieri il 92,3% sono micro (82% del totale) o piccole (10,3% del totale), organizzate giuridicamente come imprese artigiane nel 63,8% dei casi. Tra le grandi economie dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, l’Italia presenta la struttura produttiva più estesa e diffusa. Solo limitatamente al segmento delle grandi imprese (oltre 250 addetti) il nostro Paese ne conta un numero più basso o uguale rispetto alla Germania e alla Francia. Dal punto di vista occupazionale, invece, le grandi imprese assorbono il 60,5% degli addetti in Germania, il 60% circa in Francia e il 27,2% nel nostro Paese. Il secondo posto europeo dell’Italia per fatturato manifatturiero dimostra come un sistema produttivo frammentato, quale l’italiano, non rappresenti necessariamente un ostacolo per competere con successo a livello internazionale. Nel 2018 il valore aggiunto italiano, pari a 246,9 miliardi, ha superato quello francese, di poco superiore ai 241 miliardi. Per merito, soprattutto, delle piccole imprese. In Francia circa 1300 grandi imprese (lo 0,6% complessivo) hanno creato il 70,9% del valore aggiunto totale, in Italia un numero di grandi imprese di poco inferiore ha contribuito alla creazione solo del 39,4% del valore aggiunto complessivo. Viceversa, il valore aggiunto creato dalle imprese italiane fino a 50 addetti ha più che doppiato quello realizzato in Francia dalle imprese con la stessa dimensione occupazionale. Dal confronto con la Germania sulla specializzazione produttiva, calcolata dal rapporto tra indici di produttività per addetto, l’Italia esce penalizzata di quasi 20 punti percentuali. Garantiscono migliori prestazioni, però, proprio alcuni settori tradizionali del Made in Italy (alimentari, bevande, tessile, moda) nei quali è maggiore la presenza di imprese minori per dimensione.Le piccole imprese della manifattura contribuiscono all’export complessivo del settore per una quota pari al 15,8% del totale, superando i 20 punti percentuali nelle produzioni in legno che non includono i mobili (43,4%), nelle altre industrie manifatturiere (27,6%), nel tessile (31,1%), nella fabbricazione di mobili (29,4%), nell’abbigliamento (27,3%) e negli alimentari (22,5%);
I settori nei quali è maggiormente radicata la presenza delle piccole e medie imprese sono quelli che contribuiscono quasi per intero alla formazione dell’avanzo commerciale dell’intera manifattura. In particolare l’alimentare, il tessile, l’abbigliamento, la pelletteria, la metallurgia, la meccanica e i mobili.
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Il Napoli batte il Venezia 2-0 in dieci

NAPOLI (ITALPRESS) – Debutto stagionale con vittoria per il Napoli di Spalletti, che tra le mura amiche del “Diego Armando Maradona” supera il Venezia per 2-0. Decidono la rete dal dischetto di Insigne (che prima aveva sbagliato un altro tiro dagli undici metri) e il gol di Elmas. Il Napoli prova a fare la partita e parte in maniera più aggressiva, mentre il Venezia bada principalmente a difendersi. Il più pericoloso è sicuramente Osimhen, che si dà molto da fare e crea svariati grattacapi alla retroguardia avversaria. Al 23′, però, è proprio l’attaccante nigeriano a lasciare in 10 i suoi. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il direttore di gara Aureliano punisce infatti con un cartellino rosso la sua manata al volto di Heymans. Per il Napoli piove sul bagnato visto che al 35′ Zielinski deve lasciare il terreno di gioco per infortunio. Cambio obbligato dunque per Spalletti, che manda in campo Elmas. Le due squadre vanno al riposo sullo 0-0.
In avvio di ripresa la gara è molto spezzettata, ma la difesa dei lagunari conferma di essere in difficoltà e concede molto agli avversari. Al 56′ ingenuità di Caldara, che tocca la palla con la mano in area di rigore: l’arbitro non può far altro che assegnare un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Insigne, che però calcia male e spedisce fuori. La stessa situazione si ripete pochi minuti dopo, con un altro fallo di mano, in questo caso di Ceccaroni, e secondo penalty per il Napoli. Dagli 11 metri va sempre Insigne, il quale questa volta non sbaglia e sblocca la gara al 62′. Il Venezia prova a reagire e si affida all’asse Johnson-Forte per spaventare la difesa avversaria, ma a trovare la via del gol è ancora il Napoli. Al 73′ splendida azione degli uomini di Spalletti che ripartono in verticale e finalizzano con Elmas, bravo a rientrare sul destro e battere Maenpaa. Tre punti in cascina quindi per il Napoli, che esordisce con una vittoria.
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La Roma parte bene, 3-1 alla Fiorentina

ROMA (ITALPRESS) – Buona la prima anche in campionato per la nuova Roma di Josè Mourinho. In un Olimpico finalmente aperto ai tifosi, i giallorossi battono la Fiorentina per 3-1 nel match d’esordio in Serie A e si presentano nel migliore dei modi al ritorno dei playoff di Conference League contro il Trabzonspor. In avvio di quella che sarà una serata di luci e ombre per la squadra capitolina non manca un pò di fortuna per lo Special One, visto che la partita viene messa subito in discesa dopo un quarto d’ora dall’espulsione comminata da Pairetto a Dragowski per un’uscita scriteriata in tackle su Abraham lanciato nello spazio. La superiorità numerica paga subito i dividendi e dopo meno di dieci minuti i tempi sono maturi per il gol del vantaggio della Roma. Abraham continua a seminare il panico tra i difensori viola e serve un assist al bacio per Mkhitaryan che a tu per tu col portiere non perdona. L’assistente Rossi, però, segnala fuorigioco, salvo essere smentito dal Var dopo la review che convalida il gol. La squadra di Italiano non si scompone, macina gioco prima dell’intervallo e sfiora il gol con Bonaventura. La ripresa si apre come peggio non potrebbe per i giallorossi, che restano anch’essi in dieci uomini per l’espulsione di Zaniolo a seguito di due cartellini gialli. Nell’ultima mezzora abbondante, dunque, inizia tutt’altra partita. Dopo due occasioni per Vlahovic e Pulgar, arriva il pareggio di Milenkovic con uno stacco perentorio sugli sviluppi di un piazzato. La gioia dei toscani dura però appena cinque minuti, visto che è ancora Abraham – che colpisce anche una traversa con un colpo di testa – a risultare decisivo per il 2-1, scattando sul filo del fuorigioco e servendo poi l’assist al bacio per il comodo appoggio di Veretout. Ancora una volta disattento l’assistente, stavolta Tegoni, che sbandiera offside, ma il Var rimedia all’errore e fa esplodere di gioia Mourinho e i tifosi. Titoli di coda a dieci dal termine quando ancora il centrocampista francese, ex di turno, trova il gol del 3-1 firmando la propria doppietta personale su assist di Shomurodov e chiudendo definitivamente i giochi.
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Afghanistan, Di Maio “Occorre capire errori Occidente”

RIMINI (ITALPRESS) – “Dobbiamo rafforzare la nostra alleanza occidentale, non metterla in discussione”. Così Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, in collegamento con il meeting di Rimini parlando della questione afghana per la quale ha indicato cinque priorità a partire dalla “protezione dei civili, di tutti quelli che hanno lavorato con noi negli ultimi vent’anni”. L’Afghanistan è “diventato uno scenario drammatico su cui occorre interrogarsi per capire gli errori fatti dall’Occidente”.
Di Maio ha informato che proprio in queste ore si stanno portando in salvo numerose persone in Italia e che “il nostro console si trova ora all’aeroporto di Kabul” per coordinare questi lavori. L’altra priorità è “il rispetto dei diritti umani a partire da quelli delle donne” che “verranno monitorati”. E ancora: “l’impatto migratorio legato alla questione afghana, la situazione umanitaria ed il contrasto al terrorismo”. “L’Afghanistan” dice Di Maio “non deve diventare il paradiso dei terroristi e del loro business legato all’eroina e all’oppio”.
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Juve doppio vantaggio ma viene raggiunta, a Udine 2-2

UDINE (ITALPRESS) – Allegri torna sulla panchina della Juventus con il pareggio per 2-2 contro l’Udinese nella prima giornata di Serie A. La vittoria, maturata nel primo tempo con i gol di Dybala e Cuadrado, era ormai in tasca ma due errori clamorosi di Szczesny hanno rovinato l’esordio regalando le reti di Pereyra su rigore e di Deulofeu nel finale. Iniziale esclusione per Cristiano Ronaldo, in campo soltanto nell’ultima mezzora e autore del possibile gol vittoria annullato per fuorigioco al fotofinish. Il vicepresidente Nedved aveva spento le polemiche sul futuro del portoghese prima del fischio d’inizio parlando di “scelta condivisa con il giocatore” che “resterà assolutamente” a Torino. Tutte le responsabilità, dunque, sulle spalle di Dybala, con la fascia di capitano al braccio. La Joja trova il gol dopo appena tre minuti, combinando con Cuadrado e Bentacur. L’Udinese si desta dopo il colpo subito e vive il momento migliore proprio a cavallo tra i due gol bianconeri. Pussetto è il migliore tra i suoi e colleziona due occasioni nitide per il pareggio. Invece è ancora Dybala a inventare un lancio panoramico per Cuadrado, che al 23′ beffa la difesa avversaria e trova il raddoppio. A inizio ripresa arriva l’occasione che l’Udinese stava aspettando. Szczesny non trattiene il tiro di Arslan e sulla ribattuta esce a valanga sul centrocampista: per l’arbitro Pezzuto di Lecce è calcio di rigore. Dal dischetto al 51′ Pereyra sigla la rete dell’1-2 che riapre la partita. All’83’ un altro errore clamoroso di Szczesny condanna i bianconeri quando rinvia su Okaka e regala a Deulofeu la palla del 2-2. In pieno recupero Ronaldo sigla la rete della vittoria, annullata però dal Var per fuorigioco come l’illusione dei tre punti.
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Bologna-Salernitana 3-2, doppio De Silvestri e Arnautovic

BOLOGNA (ITALPRESS) – Tre espulsioni e cinque gol ma soprattutto una vittoria tanto sofferta quanto cruciale per il Bologna. Al Dall’Ara alla Salernitana non bastano i gol di Bonazzoli e Mamadou Coulibaly per evitare la sconfitta per 3-2 contro gli uomini di Mihajlovic, che si affidano ad Arnautovic e alla doppietta di testa di De Silvestri. Castori lascia in panchina Simy e lancia dal 1′ Bonazzoli e Djuric. La prima mezz’ora è molto fisica, costellata da interventi al limite ma allo stesso tempo da pochi fischi dell’arbitro Rapuano. Col passare dei minuti, si accende sempre di più Aaron Hickey, che al 32′ penetra in area e lascia partire un destro potente ma centrale. Passata la mezz’ora c’è già la svolta del match. Al 34′ Strandberg riceve un giallo per una trattenuta su Orsolini, un minuto dopo si fa espellere per un fallo di mano sul tiro di Arnautovic e lascia in dieci i suoi. La Salernitana però è viva e batte un colpo al 43′: cross di Lassama Coulibaly e colpo di testa impreciso di Djuric. Al 50′ il Bologna si fa male da solo: Soriano svetta di testa su calcio d’angolo e colpisce col gomito Djuric. L’arbitro Rapuano viene richiamato al var, concede il rigore ed estrae il doppio giallo al centrocampista. Dagli undici metri Bonazzoli non sbaglia e “apre” il match. La reazione del Bologna è puntuale: sugli sviluppi di un angolo, De Silvestri svetta di testa, Belec respinge ma la palla è dentro. Al 65′ Castori si gioca la carta Simy ma il gol del 2-1 lo firma Mamadou Coulibaly con un pallonetto delizioso. Non è comunque finita e nel giro di cinque minuti il Bologna ribalta tutto: Schouten trova in area Arnautovic che aggancia e batte Belec. Subito dopo il 3-2 e la firma è sempre di De Silvestri che sigla la doppietta e lo fa sempre di testa. Nel finale il Bologna resta in 9: Schouten riceve il secondo giallo ma la squadra di Mihajlovic regge.
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Afghanistan, Sassoli “Europa non sia spettatore impotente”

RIMINI (ITALPRESS) – “E’ chiaro che la drammatica crisi afgana riguarda anche l’Europa. La sconfitta dell’Occidente mette in discussione la nostra identità nel contesto globale. Ma non possiamo diventare spettatori sconcertati e impotenti”. Così il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, nel suo intervento al Meeting di Rimini, nel talk dal titolo “Europa, Nazioni, Regioni. Le verticalizzazione del potere?”.
“L’indignazione diffusa tra noi – aggiunge – i timori legati alle scelte dei nuovi governanti, le coscienze ferite dei nostri popoli rischiano di disperdersi nell’aria senza un’assunzione di responsabilità comune dell’Europa. Non si tratta certo di separare le due sponde dell’Atlantico ma di comporre un nuovo equilibrio in cui l’Europa riesca a mettere in comune quello che finora non ha fatto: la politica estera e politica di difesa”.
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