ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto questa mattina una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica tunisina, Kais Said. Al centro dei colloqui: gli ultimi sviluppi politico-istituzionali nel Paese; la necessità di ristabilire tempestivamente l’ordine costituzionale; l’assistenza e il sostegno che l’Italia ha offerto e continuerà ad assicurare alla Tunisia (come dimostrato anche dalla recente consegna di 1,5 milioni di dosi vaccinali) e la gestione dei flussi migratori.
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Tunisia, telefonata Draghi-Said, Italia assicura assistenza e sostegno
Settebello eliminato ai quarti dalla Serbia
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Il Settebello azzurro è stato eliminato dal torneo olimpico di pallanuoto. Nel match valido per i quarti di finale, la squadra di Alessandro Campagna ha ceduto
alla Serbia con il punteggio di 10-6. Questi i parziali: 2-5, 1-4, 1-0, 2-1.
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Tari e rifiuti, regolazione tariffe arriva a impianti di trattamento
MILANO (ITALPRESS) – ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha deliberato l’avvio del secondo periodo di regolazione tariffaria per il settore dei rifiuti, MTR-2, valido dal 2022 al 2025.
Pur confermando l’impianto generale del Metodo presentato alla fine del 2019 – in primis la garanzia della sostenibilità sociale delle tariffe, grazie al vincolo di crescita delle entrate per gli operatori – sono numerose le novità che ampliano il perimetro di controllo della filiera e di conseguenza il numero di soggetti interessati.
Se il primo MTR introduceva il riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento per le fasi della filiera dei rifiuti fino al conferimento, con l’MTR-2 si regolano da oggi anche le tariffe di accesso agli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani. Si arriva, cioè, fino al “cancello” di impianti e di discariche, prevedendo una programmazione quadriennale, premiando il ricorso ad impianti di trattamento che valorizzino i rifiuti e penalizzando decisamente il conferimento in discarica.
Per il presidente dell’ARERA, Stefano Besseghini, “Con il nuovo Metodo ARERA conferma la propria attenzione al settore, completando il progetto avviato con il precedente metodo. La regolazione del settore è certamente lungi dall’essere matura, ma il percorso procede in un dialogo cercato e costante con i consumatori e tutti i portatori di interesse. L’introduzione della regolazione degli impianti, con una specifica attenzione alla chiusura del ciclo, rappresenta un elemento di assoluta novità. L’MTR-2 è uno strumento flessibile che consente, agli Enti territorialmente competenti e agli operatori, di fornire agli utenti servizi adeguati a costi sostenibili e l’Autorità è pronta ad intervenire nei casi di inerzia nell’applicazione del Metodo”.
In questo secondo periodo di regolazione – dopo le consultazioni che hanno coinvolto il tavolo tecnico permanente istituito da ARERA con le Regioni e le Autonomie locali e i focus group con i consumatori e gli operatori – sono incluse variabili di calcolo che tengono conto dei più recenti elementi normativi europei e nazionali, che hanno modificato la classificazione dei rifiuti e gli obiettivi ambientali nel corso di questi anni.
Sono stati considerati gli obiettivi a lungo termine per l’economia circolare, la responsabilità estesa del produttore, le regole per gli imballaggi, la gerarchia dei rifiuti urbani e la loro identificazione, la graduale riduzione dei conferimenti in discarica, il principio “chi inquina paga” e – infine – il collegamento con il PNRR.
Per affrontare le evidenti differenze territoriali e gestionali, sia in termini di presenza di impianti che di gestione dei flussi di rifiuti, l’Autorità ha confermato un modello di regolazione tariffaria “asimmetrica”, introducendo un meccanismo di incentivazione tramite perequazione, sulla base della gerarchia dei rifiuti, che prevede componenti a compensazione o maggiorazione dei corrispettivi per l’accesso a seconda del tipo di impianto.
Gli impianti sono classificati secondo la natura del gestore (“integrato” se gestisce più fasi della filiera e ha impianti di trattamento già considerati nella regolazione del precedente MTR) e il ruolo che ricoprono nel ciclo (se impianti di chiusura del ciclo o intermedi).
Il meccanismo di perequazione, nonchè il previsto limite alle tariffe di accesso ai medesimi impianti, mirano a responsabilizzare le realtà locali, supportando i percorsi di miglioramento dell’efficienza gestionale, di completamento della filiera e di realizzazione di impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti, premiando la prossimità territoriale.
Sono impianti “minimi” quelli ritenuti indispensabili alla chiusura del ciclo dei rifiuti nel loro territorio e previsti nella programmazione. Sono impianti “aggiuntivi” quelli diversi dai minimi, per i quali si applica una regolazione orientata alla trasparenza
La regolazione MTR-2, quindi, oltre ad applicarsi a tutti i gestori integrati e ai loro impianti, si applica agli operatori non integrati che gestiscono impianti “minimi”, con l’introduzione di incentivi decrescenti in base al tipo di trattamento che operano sui rifiuti (compostaggio, digestione anaerobica, termovalorizzazione).
E’ sempre penalizzato il conferimento in discarica.
“I livelli di raccolta differenziata, il trattamento dei rifiuti con riutilizzo o riciclo, la prossimità territoriale e le caratteristiche dimensionali, tecnologiche e di impatto ambientale degli impianti, diventano con l’MTR-2 variabili quantitative che determinano la TARI, rendendola più vicina alle esigenze dei cittadini”, si legge in una nota.
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Tari e rifiuti, regolazione tariffe arriva a impianti di trattamento
MILANO (ITALPRESS) – ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha deliberato l’avvio del secondo periodo di regolazione tariffaria per il settore dei rifiuti, MTR-2, valido dal 2022 al 2025.
Pur confermando l’impianto generale del Metodo presentato alla fine del 2019 – in primis la garanzia della sostenibilità sociale delle tariffe, grazie al vincolo di crescita delle entrate per gli operatori – sono numerose le novità che ampliano il perimetro di controllo della filiera e di conseguenza il numero di soggetti interessati.
Se il primo MTR introduceva il riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento per le fasi della filiera dei rifiuti fino al conferimento, con l’MTR-2 si regolano da oggi anche le tariffe di accesso agli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani. Si arriva, cioè, fino al “cancello” di impianti e di discariche, prevedendo una programmazione quadriennale, premiando il ricorso ad impianti di trattamento che valorizzino i rifiuti e penalizzando decisamente il conferimento in discarica.
Per il presidente dell’ARERA, Stefano Besseghini, “Con il nuovo Metodo ARERA conferma la propria attenzione al settore, completando il progetto avviato con il precedente metodo. La regolazione del settore è certamente lungi dall’essere matura, ma il percorso procede in un dialogo cercato e costante con i consumatori e tutti i portatori di interesse. L’introduzione della regolazione degli impianti, con una specifica attenzione alla chiusura del ciclo, rappresenta un elemento di assoluta novità. L’MTR-2 è uno strumento flessibile che consente, agli Enti territorialmente competenti e agli operatori, di fornire agli utenti servizi adeguati a costi sostenibili e l’Autorità è pronta ad intervenire nei casi di inerzia nell’applicazione del Metodo”.
In questo secondo periodo di regolazione – dopo le consultazioni che hanno coinvolto il tavolo tecnico permanente istituito da ARERA con le Regioni e le Autonomie locali e i focus group con i consumatori e gli operatori – sono incluse variabili di calcolo che tengono conto dei più recenti elementi normativi europei e nazionali, che hanno modificato la classificazione dei rifiuti e gli obiettivi ambientali nel corso di questi anni.
Sono stati considerati gli obiettivi a lungo termine per l’economia circolare, la responsabilità estesa del produttore, le regole per gli imballaggi, la gerarchia dei rifiuti urbani e la loro identificazione, la graduale riduzione dei conferimenti in discarica, il principio “chi inquina paga” e – infine – il collegamento con il PNRR.
Per affrontare le evidenti differenze territoriali e gestionali, sia in termini di presenza di impianti che di gestione dei flussi di rifiuti, l’Autorità ha confermato un modello di regolazione tariffaria “asimmetrica”, introducendo un meccanismo di incentivazione tramite perequazione, sulla base della gerarchia dei rifiuti, che prevede componenti a compensazione o maggiorazione dei corrispettivi per l’accesso a seconda del tipo di impianto.
Gli impianti sono classificati secondo la natura del gestore (“integrato” se gestisce più fasi della filiera e ha impianti di trattamento già considerati nella regolazione del precedente MTR) e il ruolo che ricoprono nel ciclo (se impianti di chiusura del ciclo o intermedi).
Il meccanismo di perequazione, nonchè il previsto limite alle tariffe di accesso ai medesimi impianti, mirano a responsabilizzare le realtà locali, supportando i percorsi di miglioramento dell’efficienza gestionale, di completamento della filiera e di realizzazione di impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti, premiando la prossimità territoriale.
Sono impianti “minimi” quelli ritenuti indispensabili alla chiusura del ciclo dei rifiuti nel loro territorio e previsti nella programmazione. Sono impianti “aggiuntivi” quelli diversi dai minimi, per i quali si applica una regolazione orientata alla trasparenza
La regolazione MTR-2, quindi, oltre ad applicarsi a tutti i gestori integrati e ai loro impianti, si applica agli operatori non integrati che gestiscono impianti “minimi”, con l’introduzione di incentivi decrescenti in base al tipo di trattamento che operano sui rifiuti (compostaggio, digestione anaerobica, termovalorizzazione).
E’ sempre penalizzato il conferimento in discarica.
“I livelli di raccolta differenziata, il trattamento dei rifiuti con riutilizzo o riciclo, la prossimità territoriale e le caratteristiche dimensionali, tecnologiche e di impatto ambientale degli impianti, diventano con l’MTR-2 variabili quantitative che determinano la TARI, rendendola più vicina alle esigenze dei cittadini”, si legge in una nota.
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Ponte Stretto, Giovannini “Prima fase fattibilità entro primavera 2022”
ROMA (ITALPRESS) – “Per dar seguito all’impegno del Governo espresso dalla Camera si dovrebbe procedere con la redazione di un progetto di fattibilità tecnica e economica andando a indagare tutti gli aspetti che il gruppo di lavoro ha segnalato, sul piano del progetto in quanto tale dal punto di vista ingegneristico, naturalistico, sismico per le due opzioni che sono state evidenziate”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, sull’attraversamento stabile dello Stretto di Messina. “E’ disponibile – ha proseguito – il finanziamento di 50 milioni individuato con la legge di bilancio 2021. La prima fase del progetto di fattibilità potrebbe concludersi entro la primavera del 2022, per avviare un dibattito pubblico e pervenire a una scelta condivisa in modo tale da evidenziare le risorse nella legge di bilancio per il 2023, nel caso in cui si scelga uno dei due impianti progettuali. In ogni caso – ha concluso – sarebbe opportuna l’istituzione di un gruppo di lavoro dedicato a supportare e coordinare l’intero processo, con la partecipazione di esperti e rappresentanti dei ministeri coinvolti”.
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Suicidio paziente Covid a Palermo, Donato “Razza riveda reparti”
PALERMO (ITALPRESS) – “La tragedia dell’ospedale ‘Cervello’ di Palermo impone una seria riflessione sulle condizioni dei reparti Covid, occorre trovare formule nuove per non trasformare l’isolamento di questi reparti in un’ulteriore pena per i degenti e i loro familiari”. Lo ha detto l’europarlamentare della Lega Francesca Donato. “Chiederò all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza – continua la deputata europea – di pensare ai reparti Covid non solo in termini di posti letto ma anche di rispetto alla dignità ed alla condizione complessiva dei pazienti. Se nei prossimi mesi si andrà verso una convivenza permanente con il Covid, come l’aumento di contagi e ricoveri nonostante l’incremento dei vaccinati lascia presagire, sarà necessario dotarsi anche di strumenti e strutture adeguate per consentire a chi è colpito dalla malattia di affrontarla con le cure e il supporto psicologico necessario e soprattutto spezzando l’isolamento dai familiari sinora imposto”. Per la parlamentare europea del Carroccio inoltre “al netto delle note carenze delle Usca in termini di cure domiciliari, che – ricorda – sono di fatto l’unico vero argine alle ospedalizzazioni, sarebbe necessario assicurare la presenza di psicologi nelle corsie ospedaliere, nell’ottica di una messa a punto del servizio psichiatrico e psicoterapeutico nelle strutture territoriali”. “Nei mesi scorsi – ha concluso Donato – ho già visitato il reparto Covid dell’ospedale di Marsala; conto di fare la stessa cosa negli ospedali palermitani e di far giungere all’assessore Razza le mie osservazioni”. (ITALPRESS).
Le Pro Loco scrivono a Draghi: “Sì al Green Pass ma serve chiarezza”
ROMA (ITALPRESS) – “Un’audizione urgente e un intervento emendativo per superare discrasie e difficolta interpretative emerse nella lettura del provvedimento governativo sul green pass”: sono i punti al centro della missiva inviata dal presidente dell’Unione Nazionale delle Pro Loco Aps, Antonino La Spina, al Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, al ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e al ministro per Affari regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini.
Nella lettera-appello si evidenzia che le problematiche interpretative emerse rischiano di portare “all’impossibilità di realizzazione di decine di migliaia di eventi sul territorio nazionale da parte delle Pro Loco associate, già in difficoltà per le pressanti misure di sicurezza da mettere in atto, con gravi danni sociali ed economici per le piccole realtà territoriali”.
“Siamo d’accordo con la necessità del green pass, ma riteniamo sia necessario fare chiarezza su alcune difficoltà interpretative che emergono dall’applicazione del decreto, in particolare non è sufficientemente chiaro a chi spetta l’onere e la responsabilità dei controlli soprattutto in luoghi all’aperto ma con molteplici accessi, come nel caso delle sagre. Alcune sono realizzate in aree ben delimitate, altre, invece, animano interi borghi e centri storici; in questi casi come fare a controllare tutti gli accessi, dovremmo chiudere interi paesi? Identico problema si pone per i residenti. Per la nostra realtà si tratta di questioni centrali che restando insolute rischiano di far saltare moltissimi eventi”, precisa il presidente dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (Unpli), Antonino La Spina.
Nella nota, infine, si evidenzia che “un ulteriore appesantimento degli adempimenti potrebbe determinare conseguenze disastrose non solo per le Pro Loco ma per l’intero tessuto sociale ed economico dei piccoli centri e non solo, fino al punto di determinare la possibile cancellazione definitiva degli eventi già in programma o in programmazione”.
Come acclarato dal Centro Studio Sintesi della Cgia di Mestre, nel 2018 le 6200 Pro Loco associate a Unpli Aps hanno organizzato oltre 110 mila eventi (rievocazioni, fiere, mostre, sagre, eventi culturali, manifestazioni) ai quali hanno partecipato 88milioni di visitatori; dei 110mila eventi, 20mila sono solo sagre e fiere: per realizzarle le Pro Loco hanno sostenuto una spesa complessiva di 700 milioni di euro che ha prodotto, fra effetto diretto, indiretto e indotto, un valore economico e sociale di 2,1 miliardi di euro, dal quale, tra l’altro, sono scaturiti anche 10.500 occupati. Un impatto economico-sociale che nel 2020 è stato quasi azzerato dall’emergenza Covid-19 (sono saltati l’80% degli eventi Pro Loco) e che rischia un ulteriore tracollo.
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Ciclismo, Italia oro nell’inseguimento a squadre
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Medaglia d’oro per l’Italia del ciclismo su pista nell’inseguimento di squadre. Gli azzurri (Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Jonathan Milan) hanno battuto la Danimarca. L’Italia ha migliorato ancora il record del mondo realizzato ieri in semifinale, chiudendo in 3’42″032.
(ITALPRESS).








