BOLOGNA (ITALPRESS) – “La parola chiave è vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi. Oggi il costo della non vaccinazione è un costo che il nostro sistema non può permettersi, in termini di vite umane e in termini di costi economici. Più del 95% delle vittime per Covid in questo periodo è di persone non vaccinate. Se non ci rendiamo conto di questo aspetto credo non ci rendiamo conto che stiamo scherzando col fuoco”. Questo l’appello del segretario Pd, Enrico Letta, a margine della Pre-Agorà sulla sostenibilità a Bologna. “E noi diciamo: non si scherza col fuoco, coi vaccini. E che i parlamentari diano l’esempio. Il fatto che ci sono ancora troppi parlamentari che non si sono vaccinati credo sia un pessimo esempio nel nostro Paese”, conclude.
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Vaccino, Letta “I parlamentari diano l’esempio”
Covid, 4.259 nuovi casi e 21 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Non si arresta la significativa crescita dei casi covid in Italia. I nuovi contagiati, registrati dal Ministero della Salute sono 4.259, in aumento rispetto ai 3.558 registrati ieri con un altrettanto aumento dei tamponi processati, 235.097 (ieri erano stati 218.705) con un tasso di positività che sale leggermente all’1,81%. A crescere sono pure i decessi, 21 (+11).
I guariti oggi sono 2.235 mentre gli attuali positivi crescono di 1.998 raggiungendo il numero totale di 51.308. Quasi stabile il numero dei ricoverati nei reparti ordinari, 1.194 (+2); tornano a scendere invece le terapie intensive, 158 (-7) con 9 nuovi ingressi (ieri erano stati 11). In isolamento domiciliare vi sono 49.954 persone. La regione con il maggior numero di casi è il Lazio (616), seguita da Lombardia (564) e Sicilia (550).
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Rse, a Milano area sperimentale per studi su ricarica elettrica
MILANO (ITALPRESS) – Taglio del nastro a Milano per l’area sperimentale RSE (Ricerca Sistema Energetico) per la ricarica di veicoli elettrici con sistema centralizzato che ne ottimizza il funzionamento. Con la conversione in elettrico delle flotte aziendali e un’area dedicata con 24 postazioni realizzate da diversi costruttori, l’infrastruttura, oltre ad offrire un servizio di ricarica ai dipendenti, consentirà a RSE di analizzare le principali opportunità e criticità, nonchè di sviluppare e testare sul campo soluzioni innovative di gestione. Tali attività, che proseguiranno fino al termine del 2022, si inseriscono nell’ambito dei Progetti di Ricerca finanziati dal Fondo per la Ricerca sul Sistema Elettrico Nazionale su reti elettriche, generazione distribuita e veicoli elettrici.
“Oggi è un passo importante per noi – ha spiegato l’amministratore delegato di Rse, Maurizio Delfanti – finalmente inauguriamo la nostra area di ricarica sperimentale. Alcune finalità del progetto sono di origine interna, vogliamo alimentare la nostra flotta elettrica di circa 25 vetture con una nostra infrastruttura e vogliamo farlo per dimostrare che c’è una convenienza per le aziende come la nostra a passare alla trazione elettrica e anche perchè ci sono vantaggi per l’ambiente non solo interni, emetteremo meno gas clima-alteranti, meno gas inquinanti e poi faremo vedere come l’uso delle batterie delle auto come accumulatori di riserva per fornire servizi al dispacciamento possano avere una valenza sistemica e anche economica. Infine, l’infrastruttura non è aperta soltanto alla nostra flotta aziendale ma anche alle persone che lavorano in RSE quindi speriamo che questo favorisca e stimoli il passaggio all’elettrico anche delle persone che gravitano attorno a RSE”, ha concluso.
Obiettivo del progetto, realizzato con il supporto di Cesi, è dimostrare la fattibilità e la convenienza complessiva per un’azienda di elettrificare la flotta auto e valutare la complementarietà della ricarica aziendale con la ricarica privata e pubblica. Il progetto vuole ponderare le reali potenzialità sistemiche derivanti dall’aggregazione dei processi di ricarica per flotte aziendali gestita con algoritmi innovativi. Oltre alla riduzione degli impatti ambientali, si stima una riduzione dei costi di gestione della flotta per una spesa di carburante ridotta fra i 1.000 e i 4.000 euro l’anno, con la possibilità di una gestione smart tramite webapp e la condivisione dei servizi dell’infrastruttura con i dipendenti. I 24 nuovi punti di ricarica fino a 22 kW a Milano, sommati ai 3 installati a Piacenza e ai sistemi di ricarica domestica presso dipendenti selezionati fino a 7 kW sono stati prodotti da cinque partner industriali differenti per verificare l’interoperabilità con il sistema di ottimizzazione e l’utilizzo degli standard.
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Agli Istituti Maugeri si celebra la ricerca e nuova arma contro covid
PAVIA (ITALPRESS) – L’ICS Maugeri di Pavia ha ospitato Rino Rappuoli, definito dall’amministratore delegato Mario Melazzini “un potenziale premio Nobel in vaccinologi”. Rappuoli, microbiologo, nel 2005 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica, mentre il primo giugno scorso è stato insignito dell’alta onorificenza di Cavaliere del Lavoro dal presidente della Repubblica, per il suo impegno nel campo delle ricerche sugli anticorpi monoclonali, una delle armi più promettenti contro la lotta al Covid.
Rappuoli ha annunciato una sorta di bazooka anti Covid: “Noi abbiamo sviluppato un anticorpo monoclonale di seconda generazione – spiega Rappuoli – con diverse peculiarità: da una parte neutralizza ogni tipo di variante, poi invece di essere somministrato in endovena si somministra attraverso iniezione. Inoltre, è il più potente mai sviluppato, quindi può essere usato da tante persone e non da un gruppo di elite”.
Attualmente, questo monoclonale “ha fatto la fase clinica 1 con risultati eccezionali”, mentre adesso “è in una fase 2-3 che speriamo si concluda presto così da essere a disposizione delle persone”.
Il direttore scientifico dell’Ics Maugeri, Walter Ricciardi (nella foto), sottolinea come il futuro del paese “passa attraverso un aumento delle attività di ricerca e di innovazione”, mentre l’Italia attualmente “non è neanche nei primi trenta paesi su questo aspetto”, dunque dobbiamo migliorare.
Con di fronte questa grande occasione, ossia quella del Pnrr, per Ricciardi “tutti I ricercatori italiani devono in qualche modo capire come possono giocare un ruolo da protagonisti nell’ambito di questi grandi finanziamenti che arriveranno, e questo lo devono fare a tutti i livelli: ricerca di base, ricerca applicata e ricerca industriale”. In particolar modo, quest’ultima, che “è legata al trasferimento tecnologico, cioè la creazione di innovazioni che vanno sul mercato e quindi producono ricchezza e quindi vantaggi per i paesi”.
E’ questo il senso dell’iniziativa: dimostrare che l’innovazione sostenibile e la ricerca non solo siano ancore di salvataggio da un punto di vista sanitario ma lo possono essere proprio da un punto di vista economico, se si valuta che l’effetto covid è andato a colpire i settori più fragili e precari della popolazione.
In Italia l’intensità di spesa in risorse e sviluppo rispetto al Pil (nel 2018 pari all’1,4%) è decisamente distante dai livelli dei paesi Ocse, che si attestano al 2,4%, e lo è tanto nel settore pubblico quanto nel privato. Una carenza che si riflette anche sul fronte delle competenze: il numero di ricercatori per persone occupate dalle imprese è pari solo alla metà della spesa Ue (2,3% a fronte del 4,3%).
“In Italia si può lavorare ai ritmi internazionali, ma ci vogliono strutture dedicate, ricercatori motivati- e ce ne sono molti- ma soprattutto mancano i finanziamenti con la conseguente libertà da parte dei ricercatori di costruire dei laboratori competitivi. Non abbiamo nulla da invidiare all’estero, speriamo solo che con il Pnrr si facciano investimenti per tenere qui scienziati di alto livello”.
E’ stata anche l’occasione di fare il punto sullo stato dell’arte dei 17 istituti italiani della Fondazione Maugeri, di cui ben nove riconosciuti dal ministero della Salute come “di ricovero e cura a carattere scientifico”.
In fin dei conti, sottolinea ancora l’ad di Maugeri Mario Melazzini si è trattato di “un momento storico”, perchè dopo un anno e mezzo di chiusura, “abbiamo avuto la possibilità di organizzare in presenza un momento che richiama l’importanza della ricerca”.
Tuttavia, per Rappuoli, l’errore più grande che si fa è “considerare la salute un mero capitolo di spesa”, quando invece è “una grande opportunità”, da considerare alla stessa stregua di “un investimento in borsa”, da far fruttare. A tal proposito, l’immunologo racconta un aneddoto: “Tanti anni fa cercavamo di convincere i ministri della Salute a spingere sui vaccini, ma invano. Dopodichè abbiamo deciso di rivolgere la nostra proposta ai ministri dell’economia, con Pil alla mano. Gli dicevamo ‘se vaccini questo è il tuo Pil’: solo allora le cose hanno iniziato a cambiare”.
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Ok a delibera Giunta su fondo per prevenire dissesto finanziario comuni
ROMA (ITALPRESS) – Via libera all’unanimità dei presenti allo schema di deliberazione della Giunta regionale numero 181, concernente: “Definizione dei nuovi criteri e delle modalità di accesso al Fondo per prevenire il dissesto finanziario dei comuni. Istituzione della Commissione tecnica di supporto per la valutazione delle domande di concessione ed individuazione delle procedure e dei parametri di controllo a cui sottoporre l’ente beneficiario del contributo per prevenire il dissesto finanziario. Esercizio finanziario 2021”.
Il parere favorevole è arrivato oggi dalla seduta congiunta (in modalità telematica) tra la commissione Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, partecipazione, risorse umane, enti locali, sicurezza, lotta alla criminalità, antimafia, presieduta da Sara Battisti (Pd), e la commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Fabio Refrigeri. Il provvedimento, che tornerà in Giunta per l’approvazione definitiva, è stato illustrato ai membri delle due commissioni dall’assessora Valentina Corrado, titolare delle deleghe “Turismo, Enti Locali, Sicurezza Urbana, Polizia Locale e Semplificazione Amministrativa”. Collegato anche il vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio, Daniele Leodori.
Lo schema di delibera numero 181, secondo quanto stabilito dal comma 78 dell’articolo 1 della legge regionale n. 12/2011 con riferimento al Fondo per prevenire il dissesto finanziario dei comuni, individua:
a) i criteri e le modalità per l’accesso al Fondo;
b) l’istituzione e il funzionamento della commissione tecnica di supporto per la valutazione delle domande di concessione, presieduta dal direttore regionale al Bilancio, Governo societario, Demanio e Patrimonio e della quale fanno parte due dirigenti regionali (uno dell’assessorato al bilancio e l’altro dell’assessorato agli enti locali) e un rappresentante dell’Associazione nazionale comuni italiani Lazio (Anci Lazio);
c) le procedure ed i parametri di controllo a cui il comune beneficiario deve sottoporsi nel biennio successivo al ricevimento dell’apposito contributo.
La Legge regionale 30 dicembre 2020, numero 25 (Legge di stabilità regionale 2021) ha rifinanziato il Fondo per prevenire il dissesto finanziario dei comuni con 2 milioni di euro per spesa di parte corrente e 700 mila euro per spesa di parte capitale.
Il Fondo è finalizzato alla concessione di contributi straordinari per il risanamento economico-finanziario dei comuni con una situazione di rischio di dissesto finanziario riferibile, negli ultimi due esercizi finanziari, ad almeno due dei seguenti indicatori: a) utilizzazione continuativa dell’anticipazione di tesoreria; b) disequilibrio strutturale della parte corrente del bilancio; c) disavanzo di amministrazione; d) debiti fuori bilancio.
Nelle premesse dell’atto della Giunta viene specificato che “in ossequio alla più recente giurisprudenza costituzionale e contabile, i contributi non possono determinare un ampliamento della capacità di spesa degli enti beneficiari, con particolare riferimento alle spese a carattere ripetitivo, suscettibili di consolidarsi. A tal fine, i Comuni destinatari dei contributi dovranno individuare, per il contributo di parte corrente, esclusivamente uno dei seguenti utilizzi:
– riduzione del disavanzo aggiuntiva rispetto a quella imposta dalla normativa vigente;
– abbattimento dello stock di debito, da intendersi quale estinzione anticipata dello stesso;
– accantonamento a fondo contenzioso o perdite potenziali;
– quale extrema ratio, finanziamento di debiti fuori bilancio.”.
La deliberazione di Giunta, infine, dispone che “il contributo regionale verrà concesso solo se, ad esito delle verifiche tecnico-amministrative effettuate dalla Commissione, il Comune abbia posto in essere ogni azione utile ad arginare lo stato di rischio di dissesto, inclusi il contrasto all’evasione fiscale, l’aumento delle tariffe, la valorizzazione patrimoniale e la razionalizzazione delle spese per fitti passivi, ed a condizione che il contributo stesso risulti determinante per il superamento della predetta situazione, escludendo in ogni caso i Comuni che, alla data di adozione della presente Deliberazione, abbiano deliberato il dissesto finanziario ai sensi dell’articolo 246 del T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali o il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’articolo 243-bis del medesimo Testo unico”.
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Cingolani “Italia verde, rivoluzione possibile”
ROMA (ITALPRESS) – «Cambieranno i trasporti, l’industria manifatturiera, la produzione energetica, il modo di fare turismo. Sarà una rivoluzione». Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, in un’intervista pubblicata nel numero da domani in edicola, spiega a Famiglia Cristiana la «trasformazione epocale che attende il nostro Paese, grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)». In tutto 235 miliardi di euro di investimenti, di cui 70 dedicati al “verde”.
«Al momento abbiamo, in tutto il territorio nazionale, 50 gigawatt di installazioni rinnovabili. Nei prossimi dieci anni dobbiamo portarle a 120. Non c’è un piano B. Non si può scherzare con il futuro delle persone. Abbiamo una road map molto chiara indicata dal Pnrr e dagli Accordi di Parigi secondo i quali entro il 2030 dobbiamo avere il 70% dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili». Uno sforzo dalle positive ricadute occupazionali.
«Nei prossimi cinque anni ci sarà almeno un milione di posti di lavoro in più per portare a termine tutta la trasformazione ecologica», afferma il ministro Cingolani. «Stiamo parlando di impiantare 30 mila colonnine per ricaricare le auto elettriche, di tutte le installazioni fotovoltaiche offshore, cioè galleggianti, dell’eolico, della riforestazione, dei lavori sugli acquedotti che si snodano su 24 mila chilometri. E ancora, dei bacini idrici, dell’agricoltura verticale, dell’economia circolare. Queste infrastrutture, se saranno ben fatte e avranno successo, creeranno lavoro stabile anche in futuro. Quindi al milione dei prossimi cinque anni se ne aggiungeranno molti di più per la gestione dello strutturale, perchè la faccia dell’Italia sarà completamente cambiata».
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Aiuti alle imprese siciliane in difficoltà, nuovo bando dell’Irfis
PALERMO (ITALPRESS) – “L’Irfis nel 2017 era da tutti inteso come un carrozzone, deliberava solo 57 pratiche in un anno. Nel 2020 siamo riusciti a segnare un record. Abbiamo approvato 7.000 pratiche e abbiamo aiutato 400 ristoratori con misure straordinarie, evidentemente per il governo regionale Irfis rappresenta oggi un interlocutore serio”. A parlare, in un’intervista all’Italpress, è Giacomo Gargano, presidente Irfis.
Domani verrà pubblicato il bando per le imprese. “Abbiamo lavorato in sinergia con le associazioni di categoria e tutti gli ordini professionali – spiega – è la prima volta che capita, perchè questa non è la misura del governo regionale, voluta dal presidente della Regione, ma è la misura di tutti gli operatori economici. Ecco perchè in questi mesi abbiamo avuto decine di incontri e domani troverete sul sito dell’Irfis, ma anche sui siti istituzionali delle associazioni di categoria e degli ordini professionali il link per poter procedere a creare questa istanza e presentarla. I termini si apriranno domani e scadranno il 9 settembre. Si tratta di un finanziamento per un massimo di 25 mila euro, di cui 5 mila potranno essere a fondo perduto se si dimostra che questi importi sono stati spesi per dispositivi di protezione durante la pandemia”. Sono finanziamenti che possono essere restituiti in 48 mesi e ci saranno due mesi di preammortamento. “Siccome è un finanziamento senza spese, senza tassi di interesse, senza garanzie – aggiunge – significa che per i primi due anni non verrà restituito nulla”. Gargano ci tiene a sottolineare che “non sarà l’ennesimo click day”. Il termine di presentazione scadrà il 9 settembre, “c’è tutto il tempo, abbiamo attivato un’assistenza tecnica. Da domani tutti gli operatori economici, liberi professionisti e di imprese avranno con assoluta calma la possibilità di studiare quali sono i requisiti di ammissibilità e come presentare la domanda”.
L’obiettivo “è ora quello di informatizzare l’Irfis, di renderlo ancora più efficiente, di dare tempi certi e risposte certe. Quando nel 2017 abbiamo assunto tutti questi importanti impegni avevamo di fronte un soggetto che era impantanato all’interno delle regole bancarie. Oggi Irfis non è più solo un istituto finanziario, può concedere anche finanziamenti agevolati, può offrire servizi alle imprese”. Riguardo alle misure anti-Covid per le imprese spiega: “Abbiamo lavorato con l’assessore Armao, con il fondo Sicilia, un fondo regionale di 84 milioni. Lo abbiamo speso in pochi mesi perchè grazie all’impegno di Armao si è riusciti a riconvertire questa misura subito a sostegno delle imprese più svantaggiate. Penso al settore turistico, alla ristorazione ma anche alla stessa imprenditoria editoriale. Unica misura a livello nazionale, quella voluta dal governo Musumeci a sostegno dell’editoria: 10 milioni, 130 pratiche istruite e liquidate in un mese e mezzo. Credo che questo sia sinonimo di efficienza e lo abbiamo potuto fare perchè chi lavora all’Irfis sente in maniera forte l’impegno di dover stare al fianco delle imprese”.
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Infrastrutture, aperto nuovo tratto SS125 “Orientale Sarda”
CAGLIARI (ITALPRESS) – – E’ stato aperto oggi al traffico, alla presenza degli Assessori dei Lavori Pubblici Aldo Salaris e dei Trasporti, Giorgio Todde, del viceministro delle Infrastrutture Alessandro Morelli e dell’Amministratore delegato di Anas Massimo Simonini, il nuovo tratto della strada statale 125 “Orientale Sarda” nel tratto Tertenia-San Priamo-Galleria “Sa Pruna”.
“Abbiamo davanti un’opera strategica che testimonia l’impegno e l’attenzione della Regione per una moderna rete viaria e per un territorio, l’Ogliastra, troppo a lungo lasciato senza collegamenti sicuri e celeri”, ha spiegato l’Assessore dei Lavori Pubblici Aldo Salaris nel corso della cerimonia officiata dal parroco di Tertenia, Monsignor Battista Mura, che ha benedetto l’opera, alla presenza dei sindaci delle Comunità interessate. Di strategicità dell’opera parla l’Assessore dei Trasporti, Giorgio Todde. “Oggi diamo una risposta concreta alle necessità di un territorio che da troppo tempo attendeva collegamenti scorrevoli, sicuri, certi”. L’intervento – che riguarda un tratto di strada lungo quasi 6 km e si sviluppa nei territori comunali di Tertenia e Osini – da oggi collegherà il tratto già in esercizio della variante di Tertenia al km 101 e il vecchio tracciato della statale 125 attraverso la rotatoria al km 95. In una fase successiva è previsto il collegamento con il lotto adiacente (lotto 1 stralcio 2°) in fase di progettazione, tra il km 95 in territorio di Osini e la nuova statale 125 in località San Giorgio, per il quale sono già disponibili 100 milioni di euro e il cui inizio dei lavori è previsto per settembre 2022. All’interno del tracciato inaugurato sono presenti due svincoli a livelli sfalsati e una rotatoria, un ponte e 5 viadotti (di cui il più esteso della lunghezza di oltre 270 metri), un cavalcavia nello svincolo di Tertenia e una galleria artificiale di 200 metri situata nei pressi dello svincolo di Perdasdefogu. I lavori sono stati definitivamente ultimati il 15 luglio.
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