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Corte dei Conti, la priorità è il calo del rapporto Debito/Pil

ROMA (ITALPRESS) – “In vista della traslazione nell’ordinamento nazionale del nuovo quadro di regole comunitarie, che hanno l’obiettivo di coniugare la sostenibilità della finanza pubblica con il supporto alla crescita, le esigenze di sviluppo economico e di garanzia dei diritti dei cittadini su tutto il territorio richiedono il bilanciamento con una solida e realistica regolazione dei canali di spesa e di entrata”. Lo ha detto in occasione del Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2023 il presidente della Corte dei Conti Guido Carlino.
“L’attuale priorità risiede, dunque, nel rendere compatibili la migliore qualità nella composizione delle entrate e delle spese e il graduale rientro del disavanzo, nell’ambito di un piano pluriennale che incoraggi il costante e duraturo aggiustamento dei conti pubblici e ponga il rapporto debito-Pil in una direzione stabilmente in calo, coniugando accortezza fiscale e ritmi di miglioramento economico e sociale più sostenuti”, prosegue.
“La nuova architettura richiederà una prudente ponderazione, volta a potenziare la sorveglianza degli indicatori sensibili con misure diversificate, via via più selettive, che garantiscano favorevoli impatti per famiglie e imprese e ricadute positive sui conti e sulla qualità dei servizi – sottolinea il presidente della Corte dei Conti -. Ciò, con il concorso del sistema delle autonomie, da ridisegnare nel rispetto delle prerogative costituzionali e di salvaguardia di diritti incomprimibili”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Fiaip, locazioni turistiche sempre più strategiche per il Paese

ROMA (ITALPRESS) – Il mercato delle locazioni turistiche si conferma essere un settore sempre più strategico per la crescita del turismo e dell’economia in Italia. Infatti, in Italia nel 2023 le compravendite di seconde case sono state circa 285.000 (+2,5% rispetto al 2022 e +27% rispetto al 2021) e le proiezioni indicano per il 2024 un ulteriore incremento di circa il 2%, ciò è dovuto prioritariamente alla volontà delle famiglie italiane di tutelare i propri risparmi (cresciuti a 2000 miliardi) dagli effetti inflattivi. Questi elementi, unitamente all’incremento delle vendite dei monolocali, quintuplicate rispetto al 2022, e dei bilocali (+64%), motivano il considerevole aumento, avvenuto nel 2023, degli acquisti per investimento, finalizzati ad una rendita da locazione prevalentemente breve (+ 28%). Questi alcuni dati che emergono dal “Fiaip Monitora Italia Turistico”, il report Immobiliare Nazionale della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali sulle locazioni brevi ad uso turistico delle principali località Italiane, incentrato sull’andamento della stagione estiva 2023 rispetto all’anno precedente e tendenze per l’estate 2024, presentato a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, elaborato dal Centro Studi Nazionale Fiaip unitamente al focus su Gorizia – Nova Gorica – Capitale Europea della Cultura 2025. II Report è stato presentato da Francesco La Commare Presidente del Centro Studi Fiaip, Marco Bettiol Vicepresidente del Centro Studi Fiaip, Leonardo Piccoli Vicepresidente Nazionale Fiaip con delega al settore Turistico, e commentato dal Presidente Nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini e da Erica Mazzetti componente dell’VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. “Dall’indagine emerge chiaramente come la soluzione alle problematiche presenti in alcune grandi città, ovvero la gentrificazione, l’overtourism, lo spopolamento dei centri storici e, soprattutto, l’emergenza abitativa, non è da ricercarsi nell’introduzione di divieti o limitazioni alle locazioni turistiche, come dimostrano le esperienze fallimentari in molte capitali europee, servono, invece, adeguate politiche abitative che, da una parte, garantiscano un’offerta pubblica di case a canoni accessibili, e dall’altra, incentivino i privati ad affittare per periodi medio-lunghi”. Afferma Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip. “È ora che il legislatore comprenda definitivamente che, in Italia, il settore delle locazioni turistiche, rappresenta un necessario ampliamento dell’offerta turistica e una straordinaria risorsa per l’economia locale e Nazionale e, come tale, va salvaguardato e agevolato non vessato”, aggiunge. Nel 2023, infatti, aumentano i contratti di locazione breve ad uso turistico (+5% rispetto alla stagione estiva 2022) sia per l’ottima redditività, infatti, i rendimenti medi lordi (tra 6-9% in media nel 2023) offrono ai proprietari/locatori maggiori soddisfazioni rispetto alla locazione ordinaria, sia per le maggiori tutele contro il rischio di mancato pagamento o di mancata restituzione dell’immobile, praticamente assenti nella locazione turistica. Anche i canoni di locazione turistica nel 2023 hanno registrato un aumento rispetto al 2022 del +4%. Stimata per il 2024 una crescita di un +8% rispetto all’estate 2023 del numero dei contratti di locazione breve con finalità turistica a seguito dell’atteso considerevole aumento dei turisti stranieri. Si conferma la crescita di coloro che hanno scelto o sceglieranno per la propria vacanza forme di ricettività extra- alberghiera in particolare la locazione di case indipendenti o ampi appartamenti preferibilmente con terrazze vivibili e ingresso autonomo, aspetto quest’ultimo che evidenzia quanto, la locazione turistica, non rappresenti necessariamente una scelta di natura economica ma principalmente il desiderio di vivere un’esperienza diversa, in maggiore libertà, e quindi alternativa rispetto a quanto offerto dalle strutture ricettive tradizionali. I valori dei canoni di locazione sono previsti in crescita per il terzo anno consecutivo (+7% rispetto all’estate 2023), incremento dettato prioritariamente dall’inflazione e dall’aumento del costo del denaro oltre che da una maggiore “domanda” confermando un rendimento lordo medio stimato tra il 6% e il 9%.I flussi turistici crescono in maniera significativa, sono attesi circa 65.800.000 turisti soprattutto nordamericani e cinesi, in crescita rispetto all’anno scorso. Infatti, su scala annua, il Centro Studi Fiaip stima in circa 460 milioni le presenze turistiche nel 2024 contro i 451 milioni del 2023 con una crescita del 2%. Infine dal Report immobiliare turistico Fiaip emerge l’aumento nella stagione estiva 2023 di un +10% rispetto al 2022 di locazioni brevi ad uso turistico gestite dagli agenti immobiliari professionali che diventano sempre più punto di riferimento necessario, sia per i proprietari che per i turisti, in quanto garanzia di utile consulenza e soprattutto di legalità, in particolare in relazione agli adempimenti correlati alla riscossione e versamento delle ritenute d’acconto e dell’imposta di soggiorno e quindi figura di garanzia contro l’evasione fiscale e l’abusivismo che da sempre minano il settore. “Per l’imminente stagione estiva si prevede un deciso aumento delle locazioni turistiche – dichiara Francesco La Commare, Presidente del Centro Studi Fiaip- a seguito dell’imminente arrivo di oltre 65 milioni di turisti, soprattutto nordamericani e cinesi, che hanno scelto l’Italia come metà ideale per trascorrere in piena libertà e autonomia le proprie vacanze, con un conseguente incremento dei canoni di locazione garantendo rendimenti medi elevati dal 6% al 9%”. Marco Bettiol, Vicepresidente del Centro Studi Fiaip, sottolinea come sia in “crescita, per il quinto anno consecutivo, il numero di locazioni turistiche gestite dalle agenzie immobiliari riconosciute oramai, dai proprietari e dai vacanzieri, come un rassicurante presidio di trasparenza e legalità, i cui servizi di assistenza e consulenza diventano sempre più necessari per il corretto adempimento degli innumerevoli aspetti burocratici e normativi connessi alla locazione”, conclude. “Nonostante una lieve flessione registrata nel primo trimestre, anche per il 2024 si prevede un incremento degli acquisti di seconde case, un trend in crescita ormai da tre anni – commenta Leonardo Piccoli, Vicepresidente Nazionale Fiaip con delega al settore Turistico -, la maggior parte delle quali saranno destinate a locazioni turistiche perché più sicure, flessibili e redditizie rispetto a quelle ordinarie, confermandosi un settore di strategica rilevanza per il turismo Nazionale e per il sistema Paese”. Erica Mazzetti, componente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblico della Camera, spiega che con “l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale abbiamo messo ordine a favore della legalità in un comparto strategico per il nostro Paese, ora diventa necessario riformare in maniera organica il sistema edilizio e urbanistico Nazionale per ripensare alle nostre città anche alla luce di queste moderne esigenze; al riguardo, stiamo lavorando con l’Intergruppo Parlamentare ‘Progetto Italia’, che ho l’onore di coordinare e di cui fa parte anche Fiaip, ad una revisione del Testo Unico dell’Edilizia orientata ad unificare le norme esistenti, stabilendo criteri chiari e uniformi, per offrire una soluzione sostenibile che impatti positivamente e in maniera duratura nel settore edilizio e nel mercato immobiliare”, conclude. (ITALPRESS).

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Ue, Mattarella “Non si può prescindere dall’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Non si può prescindere dall’Italia”. Così, secondo quanto si apprende, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il premier Giorgia Meloni e una delegazione di ministri per la tradizionale colazione di lavoro alla vigilia del Consiglio Europeo. Il capo dello Stato ha comunque fatto presente che non è suo compito entrare nelle dinamiche politiche europee di questi giorni.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Ustica, Mattarella “Manca una piena verità, i Paesi amici collaborino”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel cielo di Ustica, 44 anni or sono, si compì una strage di dimensioni immani. Rimasero uccise tutte le 81 persone a bordo del DC9 in volo da Bologna a Palermo. La Repubblica fu profondamente segnata da quella tragedia, che resta una ferita aperta anche perchè una piena verità ancora manca e ciò contrasta con il bisogno di giustizia che alimenta la vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 44° anniversario della strage di Ustica. “Nel giorno dell’anniversario, desidero anzitutto rinnovare i sensi di una profonda solidarietà ai familiari delle vittime, che non si sono arresi davanti a opacità, ostacoli, distorsioni e hanno sempre cercato, pur in condizione di umana sofferenza, di fare luce sulle circostanze e le responsabilità della tragedia”, ha aggiunto, sottolineando che “la loro opera, unita a quella di uomini dello Stato che hanno compiuto con capacità e dedizione il loro dovere, ha contribuito a diradare nebbie e a ricostruire lo scenario di quel tragico evento”.
Secondo Mattarella “sulla strada della ricostruzione della verità, passi significativi sono stati compiuti. Ne offre testimonianza il Museo per la Memoria di Ustica, aperto a Bologna. La Repubblica non si stancherà di continuare a cercare e chiedere collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne il 27 giugno 1980”. “Al tempo stesso la memoria è anche trasmissione, ai più giovani, dei valori di impegno civile che sorreggono la dignità e la forza di una comunità e le consentono di affrontare le circostanze più dolorose e difficili”, ha concluso.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Il Pirelli Star Rally4 Top a metà cammino con il Due Valli

MILANO (ITALPRESS) – Con il Rally Due Valli che si concluderà sabato sera davanti all’Arena di Verona, il Pirelli Star Rally4 Top – e con esso il Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco – supera la metà del proprio calendario 2024. Inevitabile, quindi, che il verdetto veronese sarà fondamentale per stabilire il novero dei potenziali campioni stagionali. Nelle prime tre gare è decisamente emerso un tris di piloti che hanno di fatto monopolizzato il podio del trofeo: il piacentino Giorgio Cogni, in passato già campione italiano junior e vincitore lo scorso anno del Pirelli Star Rally4 Terra, il lucchese Christopher Lucchesi, e il veneto Edoardo De Antoni. Ciascuno di loro ha al proprio attivo una vittoria e un secondo posto fra i trofeisti, con il terzo risultato metterli in fila. Al via del rally Due Valli è Cogni a comandare grazie a un terzo posto, davanti a Lucchesi che ha una quarta posizione e a De Antoni che ha invece un ritiro. Un grande equilibrio che la gara veronese potrebbe modificare. A puntare ad un ribaltamento dei valori ci sarà soprattutto il vincitore 2023 della serie principale del monomarca Pirelli, cioè Gabriel Di Pietro. Il pilota ossolano sin qui non ha saputo ripetere le esaltanti prestazioni della passata stagione con la Peugeot 208 Rally4, ma a questo punto dovrebbe aver superato l’inevitabile adattamento alla Renault Clio Rally4 a cui – unico fra i migliori – si è affidato quest’anno. Da seguire con attenzione anche i due debuttanti nelle gare del Tricolore, il reggiano Alex Ferrari e il mantovano di nascita Denis Vigliaturo, entrambi in costante crescendo nelle prestazioni anche se solo quest’ultimo ha raccolto un discreto bottino di punti. A completare in questa gara il panorama degli outsider è il genovese Emanuele Fiore, anche lui su Peugeot 208 Rally4. Il Rally Due Valli, in programma venerdì e sabato sulle colline veronesi, è valevole anche come quarta delle sei gare valevoli per il Trofeo Pirelli Accademia CRZ della Zona 4, che a differenza del Pirelli Star Rally4, riservato appunto alle due ruote motrici più moderne della omonima categoria, è aperto ai piloti di tutte le classi che Pirelli ha raggruppato per tipologia.
– foto ufficio stampa Pirelli –

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Suzuki Rally Cup fa tappa a Verona per il Due Valli

ROMA (ITALPRESS) – Dopo più di un mese di quiete tornano a rombare i motori della Suzuki Rally Cup, il trofeo dedicato alle Suzuki in versione rallystica che accompagna su e giù per lo stivale i Campionati Italiani della specialità in controsterzo. In particolare per questo 4° round, dopo aver fatto tappa al Sud in Salento, ora i protagonisti del monomarca giapponese hanno
risalito l’Italia per affacciarsi all’Arena di Verona, e saranno
in 12 a sfidarsi per il 42° Rally Due Valli. La gara scaligera,
giro di boa della stagione, sarà così un appuntamento fondamentale per tutte le lotte della Suzuki Rally Cup, in quanto i suoi protagonisti avranno l’occasione o di allungare in classifica o di rimescolare ancora una volta le carte in tavola.
Cercherà senza dubbio di scappare sin dalle prime speciali il
giovane classe 2004 Sebastian Dallapiccola, leader del trofeo dopo le ultime due vittorie consecutive. Il talento trentino, navigato da Fabio Andrian, ora ha 79 punti in classifica con un buon margine sui suoi sfidanti, avendo approfittato anche le sfortune capitate ai suoi rivali nei round precedenti, e così proverà a sfruttare il 2Valli per confermarsi ancora al vertice.
D’altro canto, ce la metteranno tutta per metterlo sotto scacco due equipaggi ben più esperti, dalle qualità più che note e che partiranno con l’obbiettivo di vincere: Roberto Pellè in coppia con Luca Franceschini e Giorgio Fichera affiancato da Enzo Colombaro. Fichera ha infatti ancora l’amaro in bocca dopo
la vittoria sfumata al Salento, e cercherà di rifarsi subito,
mentre Pellè che aveva vinto il primo round del Ciocco avrà voglia di riassaporare lo champagne del vincitore, dopo alcuni round in cui ha raccolto meno rispetto al solito. Si butteranno nella bagarre gli altri under25 attesi a Verona – che numericamente sono la metà degli equipaggi in gara – tra cui Samuele Santero navigato da Nadir Bionaz ed Alessandro Forneris affiancato da Vincenzo Torricelli. Forneris vorrà replicare il buon risultato con podio ottenuto al Ciocco, mentre Santero attualmente al 4° posto generale proverà a migliorare i risultati delle ultime uscite. Su Suzuki Swift Sport Hybrid sarà della sfida anche Davide Bertini, con le note del solito Luca Vignolo, 4° al Salento ed a caccia di conferme.
L’azione del 42° Rally Due Valli inizierà venerdì 28 con lo shakedown dalle ore 11 alle 13.30, seguito dopo poco dalla partenza della gara alle 15. Alle 15.15 poi i protagonisti del CIAR Sparco, con le Suzuki in testa, sfileranno in Piazza Brà difronte all’Arena di Verona, per affrontare poi le prime tre prove speciali. Sabato 29 si inizierà poi alle 8:00 con la prima assistenza a Veronafiere. Le vetture si dirigeranno verso
il primo passaggio di due sulla “Moruri”, in programma di mattina
alle 9:19.
– foto ufficio stampa Suzuki Italia –
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Lavoro, l’80% degli italiani vuole la settimana corta

MILANO (ITALPRESS) – Il mondo del lavoro è in costante evoluzione, e la possibile introduzione della settimana corta dopo l’affermazione ormai consolidata dello smart working, possono essere strumenti di salvaguardia del benessere dei lavoratori così come dell’ambiente. Una nuova indagine realizzata per Pulsee Luce & Gas, brand digitale di Axpo Italia, dalla società NielsenIQ, ha portato in luce i punti di vista su questo importante aspetto di un campione rappresentativo della popolazione italiana.
Dal rapporto emerge che 1 intervistato su 3 lavora in modalità full remote o ibrida. Lo smart working è mediamente concesso per il 37% delle ore totali di lavoro (uno o due giorni, su cinque). Complessivamente, il 49% del campione preferisce il lavoro agile, mentre il 42% l’ufficio. Tra i lati positivi del lavoro da casa figurano principalmente la riduzione dei tempi di spostamento per raggiungere il luogo di lavoro (77%), che in media ammonta a 41 minuti, e dei costi (72%), che ammonta a circa 124 euro al mese tra viaggi e pranzi di lavoro) insieme a una migliore gestione del work-life balance (64%). I maggiori rischi percepiti, invece, sono l’isolamento sociale (59%) (specie al Nord Ovest), la sedentarietà (58%) e la difficoltà a separare lavoro e vita privata (44%).
L’espansione dello smart working risulta particolarmente compatibile con professioni che non necessitano di troppi strumenti e materiali. Infatti, più di 7 intervistati su 10 ritengono di avere tutti i dispositivi necessari per svolgere il proprio lavoro da casa. Tuttavia, solo il 26% dichiara di avere una seduta ergonomica, il valore scende al 14% nel caso del piano di lavoro ad altezza regolabile e all’11% per i poggiapiedi.
Lavorare da remoto può voler dire ottimizzare il tempo per dedicarsi ad attività domestiche: l’89% del campione afferma infatti di approfittare delle pause per svolgere attività collaterali. Tra le più diffuse vi sono cucinare (66%), occuparsi delle faccende domestiche (45%), della lavatrice (44%) e guardare la televisione (29%).
La comodità di lavorare da casa ha anche un possibile risvolto della medaglia che riguarda proprio i consumi energetici: il 49% degli intervistati ritiene che con questa nuova modalità lavorativa i suoi consumi siano aumentati con conseguenze sulle bollette. Gli italiani si sono però subito attivati per porre rimedio a questo possibile costo maggiore e le principali contromisure dichiarate sono l’illuminazione, con l’utilizzo di lampadine a basso consumo (59%), il maggiore ricorso alla luce naturale (per il 58%), cui si uniscono alcune accortezze di risparmio energetico. Dallo spegnimento del pc con distacco dall’alimentatore quando non è impiegato (44%), all’ottimizzazione nell’uso di climatizzatori e di riscaldamento (42%).
L’indagine offre spunti di riflessione anche sull’impatto sociale della settimana corta (quattro giorni di lavoro a settimana) voluta dall’80% degli intervistati. Circa la metà del campione (48%) dichiara di avere figli. Nella maggior parte dei casi (66%) sono gestiti in autonomia o con l’aiuto dei nonni (24%), solo l’11% si affida a figure esterne come baby-sitter o altre figure professionali, con una spesa media mensile di 115 euro. Tre intervistati su quattro ritengono che la settimana corta possa generare benefici, dando la possibilità di gestire con maggiore autonomia i propri figli. Tra le iniziative di welfare aziendale evidenziate dai lavoratori, le più comuni sono benefit di tipo economico, come l’assegno familiare (40% del campione), o di tempo retribuito, sotto forma di giorni di paternità e di permessi (34%).
Per quanto riguarda invece la cura di familiari anziani o con disabilità, il 35% degli italiani afferma di occuparsene da solo, contro il 65% che ricorre a un aiuto esterno. In particolare, chi riceve supporto conta su altri familiari (42%), mentre il 34% si rivolge a badanti, case di riposo o altre forme di sostegno, con una spesa di circa 540 euro al mese. Per l’85% degli intervistati ‘caregiver’ la settimana corta offre l’opportunità di curare i propri familiari con maggiore autonomia. Il bonus più offerto dalle aziende in questo ambito è la flessibilità (37%), seguita da ore di permesso (22%) e supporto psicologico (14%).
Per la cura domestica, solo il 13% del campione afferma di doversi rivolgere a professionisti, spendendo, in media, 107 euro al mese. Anche in questo caso la settimana corta viene percepita come un valido supporto, come dichiara l’80% degli intervistati. Avere un giorno libero in più, inoltre, permetterebbe di dedicare maggiore tempo al benessere personale, soprattutto per svolgere l’attività fisica (62%), ma anche fare gite e viaggi (54%).
Il desiderio di adottare la settimana corta coinvolge 4 intervistati su 5, con il 50% che si definisce “molto interessato”. Per ottenere questo beneficio, i compromessi che i lavoratori sono più propensi ad accettare sono una maggiore flessibilità sull’orario di lavoro durante la settimana lavorativa (52%), un aumento della produttività durante i giorni lavorativi (47%) e un minor numero di pause (45%). Soltanto il 10% sarebbe disposto ad una leggera riduzione dello stipendio. La settimana corta viene vista positivamente come modalità per accrescere l’equilibrio tra lavoro e vita privata (72% del campione), la soddisfazione personale (63%) e il tempo di qualità da dedicare alla famiglia e agli amici. Tra gli aspetti critici sono invece elencati l’aumento del carico di attività durante i giorni lavorativi (51%), la maggior pressione e stress associato al raggiungimento degli obiettivi (37%) e i problemi di coordinamento (27%).
Smart working e settimana lavorativa corta sono percepiti quindi come strumenti utili per migliorare la qualità della vita dei lavoratori italiani, con benefici per la gestione della famiglia, la cura degli anziani e la salute.

– foto ufficio stampa Axpo Italia –
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Scuola, D’Aprile “Valorizzazione del personale parte da stabilizzazione”

ROMA (ITALPRESS) – “La valorizzazione del personale parte soprattutto dalla stabilizzazione: non è possibile che in un Paese civile come l’Italia ci sia un precariato che conta 234 mila persone a tempo determinato”. Lo ha detto Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola Rua in un’intervista all’Italpress. Bisogna “assicurare un docente specializzato per ogni alunno con disabilità”, riaprendo “il numero chiuso delle università che specializzano sul sostegno”, e bisogna “ampliare l’organico del personale Ata, ridotto negli anni” ma che “invece risulta l’asse portante per la funzionalità delle scuole”: sono “rivendicazioni che portiamo avanti da 2 anni” e “continueremo a farlo con coerenza e determinazione”. Per la Uil, “la scuola resta quella nazionale: lavoreremo, in modo legittimo e nel rispetto della Costituzione, per non rischiare di dividere il Paese”. Il riferimento è alla recente approvazione dell’autonomia differenziata, con cui “si rischia di creare una serie di meccanismi scolastici differenziati in base alla regione e basati sulle risorse economiche” delle diverse realtà territoriali. “Questo potrebbe far venir meno l’unitarietà dell’istruzione: scuola, trasporti, infrastrutture sono alcuni dei settori nei quali il gap tra le regioni del Sud e del Nord è talmente ampio che non vorremmo” ulteriormente allargarlo.
Le ultime elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione hanno consegnato alla Uil “un insieme di 100 mila voti, più del doppio rispetto all’elezione del 2015. Siamo molto contenti, è una netta crescita dell’identità di sigla” che “ci riempie di orgoglio e responsabilità” ed “è un risultato che arriva come risposta a scelte non sempre facili da prendere. Abbiamo deciso di seguire la nostra linea di ascolto, coerenza, impegno e attenzione e le persone ci hanno seguito. Davanti alle rivendicazioni più impegnative è necessario osare per affermare le proprie idee e dettare delle linee chiare, sforzandosi di guardare oltre e di ipotizzare soluzioni diverse, a tutela di tutta la comunità educante”, ha spiegato. I candidati “hanno fatto la differenza: il nostro ringraziamento va a loro, ai nostri segretari regionali e territoriali e ai tanti lavoratori che si sono impegnati nella complessa campagna elettorale e nell’attività nei seggi”, oltre che “ai tantissimi che, con il loro voto hanno reso concreta la piena democrazia partecipativa”. Tra i prossimi appuntamenti c’è quello del prossimo 4 luglio col ministro Valditara che esporrà la bozza dell’atto di indirizzo per il prossimo contratto. “La decisione assunta nel precedente contratto è stata ragionata e ben ponderata con tutti gli attori coinvolti: abbiamo sostenuto che si trattava di un contratto peggiorativo rispetto al precedente e per questo non lo abbiamo sottoscritto. Questo non vuol dire mantenere la stessa posizione a prescindere, ci aspettiamo un atto di indirizzo a maglie larghe che, ci auguriamo, indichi obiettivi condivisibili che andremo a discutere nel negoziato contrattuale” che dovrà dare risposte organiche ed unitarie “a tutto il personale, in termini economici – ad esempio detassando gli aumenti contrattuali – e in termini normativi, anche in relazione al testo contrattuale in vigore. Molta attenzione al dettato costituzionale e alla definizione chiara degli ambiti nei quali bisogna muoversi. E’ da tutelare la libertà di insegnamento e bisogna fare in modo che questo contratto non venga sottoposto ai vincoli di legge per non perdere la sua natura pattizia. Lavoreremo anche in questo senso”, ha concluso.

– foto Italpress –
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