NAPOLI (ITALPRESS) – “E’ la prima volta che ricevo una presentazione così, nonostante io sia nel calcio da molti anni.
Sicuramente c’è emozione. Vi ringrazio, ringrazio Napoli. Adesso non mi resta che dare, restituire”. Queste le prime parole di Antonio Conte, nel corso della conferenza stampa di presentazione, al Teatro di Corte di Palazzo Reale a Napoli.
“Il progetto è quello di cercare nel più breve tempo possibile di far diventare Napoli di nuovo un’alternativa credibile alle solite note. Il presidente questo lo sa bene. Lo scorso anno non è stato positivo e oggi c’è da ricominciare, ricostruire, ci vorrà un pò di tempo e di pazienza. Cercheremo in tutti i modi di prenderci questa responsabilità. Siamo qui e non vediamo l’ora di ricominciare”, ha chiarito Conte. Il suo sarà un Napoli con “una faccia arrabbiata perchè veniamo da un’annata in cui tante cose non sono andate per il verso giusto. Dovremo trasferire questa voglia di rivalsa in campo, sotto tutti i punti di vista, calcistico, comportamentale”. Sul mercato, poi, Conte ha detto: “Io sono stato molto chiaro con il presidente, prima di parlare di contratti e aspetti economici ho voluto una sola rassicurazione: che avrei deciso io chi sarebbe rimasto e chi magari poteva anche prendere altre strade fuori da Napoli. Sono stato categorico. Se pensiamo al riscatto e poi diamo via i giocatori migliori, è un controsenso”. Accanto a lui Aurelio De Laurentiis ha rassicurato tutti i presenti: “Di Lorenzo è un giocatore straordinario e un uomo straordinario, di grande livello. Posso capire che si sia infastidito nelle ultime partite e si sia sentito abbandonato ma gli ho spiegato che non era possibile abbandonare una persona come lui”. Anche per Kvaratskhelia, “non ci sono problemi, abbiamo un contratto ma mi siederò con Manna, Chiavelli, il ragazzo e il suo agente e gli faremo una proposta di cambiamento contrattuale”, ha aggiunto il presidente. Un Napoli che lavorerà sodo, quello di Conte. “Non posso promettere la vittoria perchè ne vince solo una, ma inizieremo un percorso, noi dovremo essere competitivi per la vittoria. Posso solo dire ‘testa bassa e pedalarè, poche chiacchiere ma facciamo i fatti. Io sono una persona molto essenziale e poco paziente. Quest’anno dobbiamo stare zitti, lavorare e recuperare quanto perso lo scorso anno”, ha concluso Conte.
– foto Ipa Agency –
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Conte “Il mio Napoli arrabbiato, poche chiacchiere e tanto lavoro”
Ue, Schlein “Meloni convinca nazionalisti a non ostacolare investimenti”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono certa” che la premier Meloni “vorrà convincere i suoi alleati nazionalisti a smettere di ostacolare gli investimenti comuni che servono all’Italia, perchè chi dice ‘meno Europà si pone contro l’interesse nazionale dell’Italia”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, in Aula alla Camera, durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio Europeo. “L’Italia ha bisogno di investimenti comuni europei, lo sa bene il nostro mondo produttivo, perchè abbiamo una vocazione industriale, il sapere degli artigiani, l’intelligenza e la creatività ma da soli non abbiamo il margine fiscale che altri Paesi stanno usando per creare nuove filiere strategiche”, ha sottolineato.
“Mi aspetto che nella discussione di domani” la premier Giorgia Meloni “porti le priorità per il nostro Paese anzichè quelle per la sua famiglia politica, perchè purtroppo queste due cose non solo non coincidono, ma sono in aperta contraddizione – ha detto ancora Schlein -. Trovo positivo che finalmente la presidente del Consiglio si accodi a chi, come noi, l’Europa vuole cambiarla e non voglia più uscirne. Sono felice, da federalista europea, che abbia capito, rispetto a quando diceva che bisognava uscire dall’euro, che il processo di integrazione europea conviene all’Italia”.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Di Francesco è il nuovo allenatore del Venezia
VENEZIA (ITALPRESS) – Sarà Eusebio Di Francesco a raccogliere l’eredità di Paolo Vanoli e a guidare il neopromosso Venezia nel prossimo campionato di Serie A. E’ stata la stessa società lagunare a ufficializzare l’arrivo del 55enne tecnico pescarese, reduce dall’esperienza di Frosinone, dove non è però riuscito a centrare la salvezza: ha firmato un contratto biennale, fino al termine della stagione 2025/26.
Di Francesco vanta, nel suo percorso da allenatore, le promozioni in Serie B con il Pescara e in Serie A con il Sassuolo, oltre a una storica qualificazione in Europa League sempre con il Sassuolo nella stagione 2015/16 e a un terzo posto con la Roma nella stagione 2017/18, dove ha raggiunto anche la semifinale di Champions League a 34 anni di distanza dall’ultima volta.
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Premio Fair Play Menarini, c’è Eto’o fra i vincitori
FIRENZE (ITALPRESS) – I membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini, Antonello Biscini, Valeria Speroni Cardi ed Ennio Troiano, hanno annunciato di aver accolto un altro campione nel roster dei premiati del 2024. La Giuria del Premio ha aggiunto infatti alla rosa dei vincitori di quest’anno una leggenda del calcio mondiale, l’attaccante camerunense Samuel Etòo. Eletto nel 2007 miglior giocatore africano del secolo, Etòo ha scritto la storia calcistica del Camerun, con cui ha conquistato un oro alle Olimpiadi del 2000 e due Coppe d’Africa, nel 2000 e nel 2002. Con ben 56 reti è tuttora il capocannoniere della sua nazionale. In Europa, è stato consacrato come uno dei più forti attaccanti del calcio moderno. Con il Barcellona di Pep Guardiola ha vinto, tra gli altri, tre campionati spagnoli e due Champions League. Con l’Inter di Josè Mourinho è stato decisivo, nel 2010, nelle vittorie di Campionato, Coppa Italia e Champions League. E’ l’unico giocatore ad aver conquistato due Triplete consecutivi (campionato, coppa nazionale e Champions League) con due squadre diverse (Barcellona nel 2009 e Inter nel 2010). Nel 2021 viene nominato presidente della Federazione calcistica del Camerun. Nel corso della sua carriera si è distinto per l’impegno nel sociale con la Fundacion Privada Samuel Etòo, istituita per aiutare i giovani camerunensi. Da sempre in prima fila per contrastare il razzismo nel calcio, Samuel Etòo incarna a pieno i valori di etica, lealtà e rispetto del Premio Internazionale Fair Play Menarini. Etòo e le altre stelle della 28° edizione saliranno sul palco del Teatro Romano di Fiesole giovedì 4 luglio durante la cerimonia di premiazione.
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El Shaarawy tra rimpianti e fiducia “L’Italia non muore mai”
ISERLOHN (GERMANIA) (ITALPRESS) – “E’ chiaro che ognuno di noi punta sempre al massimo, sia a livello italiano che europeo, sì ho qualche rimpianto, potevo fare qualcosa in più in azzurro, ho sempre cercato di dare tutto per quello che era nelle mie possibilità, essere qui per me oggi è un grande privilegio, volevo esserci e ci sono riuscito anche se non sto giocando, ma è una grande gratificazione essere nel gruppo”. Stephan El Shaarawy fino l’Europeo l’ha visto dalla panchina, ma non è questo il suo rammarico più grande, anzi è fiero di essere tra i 26, ma sa che dalla sua carriera era lecito aspettarsi di più. Però c’è ancora tempo, anche per incidere in questo torneo che, secondo lui, può dare tante gioie agli italiani, così come una grande gioia l’ha data il gol di Zaccagni al 98° contro la Croazia. “E’ stata una grande emozione, è arrivato negli ultimi secondi ed era quello della qualificazione, ci ha dato la conferma che questa squadra lotta e non muore mai”, ha spiegato il Faraone in conferenza stampa a Casa Azzurri a tre giorni dal match contro la Svizzera, ottavo di finale in programma sabato a Berlino. “Segnare al 98° non è solo fortuna, dimostra la qualità di una squadra che ci crede fino all’ultimo, il gol di Zaccagni è stata una grande gioia, arrivata al termine di una partita magari non eccezionale dal punto di vista della qualità come quella contro l’Albania, ma c’è stato grande impegno, abbiamo lottato e la qualificazione secondo me è meritata”. Nonostante il passaggio del turno si avverte una certa tensione e anche le critiche non sono mancate. “E’ normale che ci siano grandi aspettative, che ci sia pressione, perchè siamo una squadra forte che può arrivare fino in fondo, siamo i campioni in carica ed è giusto che ci siano grandi aspettative – prosegue il giocatore della Roma -. Abbiamo una grande responsabilità, ma questa Nazionale è fatta da grandi uomini, abbiamo un grande gruppo che sa soffrire e lottare insieme e che ha anche grande qualità, potevamo fare meglio contro la Spagna, ma dobbiamo avere l’ambizione di essere protagonisti”, ha aggiunto El Shaarawy. Spalletti lo vede “carico nel modo giusto, è esigente, pretende tanto come è giusto che sia, ma lo vedo positivo per quello che è il nostro percorso, crede nella squadra e in quello che gli possiamo dare”. Se intorno agli azzurri c’è un pò di tensione, dall’altra parte entusiasmo e fiducia, tanto che il ct Yakin assicura di preparare con serenità e senza paura il match contro la squadra di Spalletti. “Nessuna squadra è contenta di giocare contro l’Italia, abbiamo una grande storia e siamo i campioni in carica. Non è facile giocare contro di noi – sottolinea l’esterno della Nazionale -, siamo una squadra che non molla, che cerca il gol e che vuole imporre sempre il proprio gioco, ci abbiamo provato anche contro la Spagna sapendo che ci sarebbero state delle difficoltà. Noi possiamo giocare a viso aperto contro qualsiasi avversaria, perchè abbiamo le qualità per farlo, lo faremo anche contro la Svizzera, vogliamo fare un calcio propositivo e vincere perchè l’obiettivo è arrivare fino in fondo”.
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“Carta dei Diritti del Caregiver”: più tutele per il ruolo
ROMA (ITALPRESS) – Presentata oggi la “Carta dei Diritti del Caregiver”, documento che rappresenta il pillar fondamentale del Caregiver SumMeet 2024. L’iniziativa, promossa da Cencora-Pharmalex, è nata dalle conversazioni con le associazioni di pazienti orientate a dare voce ai bisogni alle persone che tutti i giorni sono al fianco dei malati da esse rappresentati.
Con la volontà di sottolineare il necessario riconoscimento della figura cruciale del caregiver nella gestione della malattia sono stati organizzati dei workshop tematici dai quali sono emersi i principali bisogni che hanno trovato spazio all’interno della “Carta dei diritti del Caregiver”, documento che porta all’attenzione delle istituzioni i bisogni comuni a tutti i caregiver coinvolti.
L’evento Caregiver SumMeet 2024 ha ricevuto il Patrocinio del Ministro per la Disabilità, Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Patrocinanti dell’intera iniziativa e dell’evento istituzionale diciannove associazioni pazienti di tutta Italia: ADAL Associazione Diabetici Alessandria O.d.V Consociato FAND, AIN – Associazione Italiana Narcolettici e Ipersonni, AIM – Associazione Italiana Miastenia e Malattie Immunodegenerative Amici del BESTA ODV, A.I.V.A. – Associazione Italiana Vasculiti ANCA Associate, AMICA – Associazione Malati Italiani Castleman ODV, ANED – Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto APS, APMARR – Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APS-ETS, Carolina Zani ETS Melanoma Foundation, EpaC ETS, Europa Donna Italia, Food Allergy Italia, Gruppo LES Italiano ODV, Fondazione Longevitas ETS, Melanoma Day, MIO Melanoma Italia Onlus, Associazione PaLiNUro APS, Respiriamo Insieme – APS, WALCE Women Against Lung Cancer in Europe, con la collaborazione di Progetto Itaca.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di Teva Italia Main Sponsor, Astellas Silver Sponsor e Pierre Fabre Supporter.
Secondo i dati ISTAT, in Italia circa l’8% della popolazione è costituito da caregiver familiari, di cui il 75% sono donne tra i 45 e i 64 anni. Per poter assolvere ai compiti di cura, spesso i caregiver sono costretti a ridurre drasticamente l’attività lavorativa o, in casi estremi, abbandonare il lavoro. I compiti del caregiver sono numerosi e richiedono competenze diverse, anche mediche, con una disponibilità continua, inclusi orari notturni e festivi. Senza il loro contributo, il peso della cura ricadrebbe sulla collettività. Fondamentale ricordare che l’assistenza fornita coinvolge non solo la sfera economica, ma anche quella fisica e l’investimento di risorse soprattutto emotive. Comune a tutti i caregiver è lo stress psicologico, senso di incomprensione e isolamento.
Il caregiver svolge questo ruolo a titolo personale, volontario e non retribuito, ridimensionando la propria attività professionale, trascurando la propria salute, e ritrovandosi socialmente isolato. I caregiver non rappresentati, esprimono preoccupazione per il futuro dei loro cari se nel futuro non potessero più occuparsene.
‘Il riconoscimento dei caregiver familiari, in particolare conviventi, è fondamentale e non può più essere rinviato. Il tavolo che abbiamo istituito con li Ministro Calderone nei mesi scorsi sta lavorando a una proposta che porteremo all’attenzione del Parlamento con l’obiettivo di dare una cornice normativa al ruolo del caregiver e un adeguato riconoscimento al caregiver familiare convivente. Serve sostenere adeguatamente le persone che amano e curano i propri cari e sono fiduciosa che si possa arrivare presto a dare una risposta concreta e attesa da anni dalle famigliè, ha dichiarato il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli in un messaggio inviato al Caregiver SumMeet 2024, esprimendo i “complimenti agli organizzatori per questo evento e per l’impegno quotidiano nel sostenere i caregiver familiari”.
Obiettivo centrale del Caregiver SumMeet 2024 è stato la costruzione del dialogo con le istituzioni sulla base del contenuto della “Carta dei Diritti del Caregiver” realizzata grazie ai tavoli di lavoro.
Le work room tematiche hanno affrontato quattro aree chiave da cui sono emersi diversi elementi rilevanti comuni a tutti i caregiver ascoltati.
Lavoro: Le forme contrattuali attualmente vigenti non sono compatibili con il ruolo di caregiver, per cui è necessaria una revisione dei Contratti Collettivi Nazionali che mirino alla sensibilizzazione ed all’innovazione legislativa e contrattuale. Il ruolo del caregiver deve essere riconosciuto nei luoghi di lavoro scardinando il dogma legato alla sua figura; è inoltre necessario prevedere un supporto economico integrativo e provvedere all’opzione valida e garantita di smart working.
Salute mentale: il caregiver ha bisogno di tempo per il proprio benessere psicofisico, per questo motivo dovrebbe poter usufruire di servizi gratuiti che facciano sì che possa delegare a qualcun’altro compiti del suo ruolo.
Il supporto psicologico e la condivisione delle esperienze con chi sta affrontando lo stesso tipo di situazione sono chiave per poter ridurre il senso di solitudine che accompagna costantemente il caregiver.
Ruolo sociale: si propone di istituire un’unica associazione di caregiver a livello nazionale che possa mappare i caregiver presenti in Italia attraverso canali già esistenti. La figura del caregiver dovrebbe essere inclusa nel tavolo di lavoro a supporto di aspetti come l’impatto economico e finanziario, l’impatto etico e sociale.
Competenze: al caregiver devono essere fornite e garantite informazioni base, fondamentali per la corretta gestione della patologia del proprio caro in tutti i Centri. E’ necessario organizzare incontri e corsi educazionali programmati nel tempo tra operatori sanitari e caregiver per ottimizzare la gestione del paziente e delle emergenze delle patologie croniche in contesti scolastici, lavorativi e sociali.
L’invito al dialogo è rivolto alle istituzioni, per sensibilizzare i referenti politici sulla centralità della figura del caregiver e garantire l’avvio di un percorso di regolamentazione e riconoscimento a livello normativo e sociale.
“La Regione Lazio ha affrontato la tematica attraverso la legge regionale n. 5 dell’11 aprile 2024 recante ‘Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiarè ovvero una disciplina organica che tutela i diritti del caregiver familiare come soggetto autonomo e distinto dall’assistito. La Regione ha così stanziato 15 milioni per la sua attuazione. La normativa – ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali, Massimiliano Maselli – risponde all’esigenza di colmare una lacuna nell’ordinamento regionale rappresentata dalla mancata disciplina connessa alla funzione di rilevante valenza sociale, economica e morale, svolta dai quasi 25.000 caregiver familiari presenti nella nostra Regione. La Carta dei Diritti del Caregiver, presentata oggi al Caregiver SumMeet, è in linea con le scelte del governo regionale e ci fa andare avanti con maggiore convinzione di aver intrapreso la strada giusta a tutela della persona caregiver come portatore di diritti propri, distinti da quelli della persona cara da lui assistità, conclude l’Assessore Maselli.
La “Carta dei Diritti del Caregiver” ha l’obiettivo di promuovere l’adozione di strumenti normativi e legislativi specifici che garantiscano una migliore tutela e supporto ai caregiver in tutte le loro forme.
Cencora-Pharmalex, al fianco delle Associazioni, ha ritenuto fondamentale istituire questo appuntamento annuale, affinchè il tema della tutela dei caregiver resti protagonista del dibattito politico e istituzionale.
‘Da sempre siamo al fianco delle Associazioni Pazienti, di cui accogliamo le istanze e amplifichiamo i messaggi. Per questo motivo abbiamo voluto che le venti Associazioni che hanno partecipato a Caregiver SumMeet fossero protagoniste nella realizzazione del documento” – sottolinea Domenico Palomba, Managing Director e Partner di Cencora-Pharmalex Italy – Grazie allo stretto confronto che intercorre costantemente con istituzioni competenti ci siamo fatti portavoce delle numerose istanze provenienti dalle persone che ogni giorno rivestono questo ruolo. La nostra dedizione nel sostenere i caregiver non si ferma qui, continueremo a dialogare con tutte le parti coinvolte, affinchè la loro voce sia ascoltata e le istanze vengano accoltè.
– foto ufficio stampa Pharmalex –
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Sanità, Pelissero (Aiop) “Dare risposte a cronicità e invecchiamento”
MILANO (ITALPRESS) – “Costruire una sanità che risponda richiede un’organizzazione che va messa in piedi”. L’idea alla base delle misure approvate alcune settimane fa dal Consiglio dei ministri “è quella di erogare più prestazioni sanitarie a fronte di una domanda”, ma è “importante cercare finalmente di capire” se e quanto è critico il fenomeno delle liste d’attesa, “perchè non c’è un dato nazionale serio e certificato che ci dica quante sono le criticità. Bisogna uscire dagli slogan”. Lo ha detto il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP), Gabriele Pelissero, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “Probabilmente ci sono delle difficoltà”, ma “non c’è paese europeo che abbia un sistema di welfare evoluto che non abbia problemi a far combaciare la domanda e l’offerta”, ha spiegato. Ma ci sono anche dei problemi organizzativi: “Abbiamo una elevata quantità di prenotazioni – il 20-30% di tutte quelle che vengono fatte – a fronte delle quali il paziente non si presenta. Bisogna conoscere meglio” questo fenomeno e, nei provvedimenti del governo, “ci sono dei segnali, come ad esempio l’osservatorio che finalmente dovrebbe darci uno strumento per capire quali sono i bisogni”, ha ricordato.
Poi “abbiamo certamente dei problemi di sistema perchè nei decenni scorsi l’Italia ha sbagliato la programmazione degli specialisti medici: soprattutto in alcune specialità, non produciamo specialisti in modo sufficiente rispetto alla domanda e questo è un problema che richiederà degli anni per essere risolto. C’è anche un problema di tariffe perchè la tariffazione, cioè ciò che lo Stato mette per erogare queste prestazioni, in molte realtà è scesa troppo”. Quindi quella individuata dal governo è la strada giusta? “E’ un primo passo. Se verrà sviluppato a breve con il disegno di legge e anche con un pò di finanziamenti, sicuramente è una strada. Sono 10 anni che i governi definanziano la sanità, è una buona cosa se ci si rimette dentro qualcosa”, ha sottolineato Pelissero.
“In Europa tutti i sistemi di welfare fanno fatica, perchè sono stati pensati 40-50 anni fa, quando quello che si poteva fare è infinitamente meno rispetto a quello che si può fare oggi. Questa però è una scelta politica di fondo: queste società devono decidere quanto investire sul valore della salute e del benessere dei cittadini, questa è la grande sfida”, ha sottolineato. “L’Europa – e l’Italia è molto allineata – è sicuramente il territorio nel mondo che si prende più cura dei propri cittadini, lo fa discretamente. Abbiamo abbattuto drasticamente la mortalità infantile, la nostra speranza di vita è elevata: gli indicatori fondamentali non sono affatto male. Ci sono delle disparità territoriali, si può fare meglio” ma “se vogliamo fare una comparazione fra le cose reali, allora sicuramente questa sicuramente è un’oasi felice”.
Come presidente Aiop, “l’obiettivo è trovare le risorse per rinnovare i contratti di lavoro di circa 100.000 lavoratori su tutta la filiera”. L’Aiop rappresenta le strutture ospedaliere, socio sanitarie e territoriali di diritto privato del Servizio sanitario nazionale e le realtà operanti nel campo del privato puro. “Dobbiamo dare una risposta alla cronicità, all’invecchiamento della popolazione e al cambiamento della struttura delle famiglie in questo paese, dove la famiglia individuale diventa sempre più frequente: una fetta importante della popolazione ha bisogno di più presenza, sostegno e aiuto. La residenzialità sanitaria non è l’unica soluzione possibile, però è una soluzione importante e significativa: oggi abbiamo un grande sviluppo – soprattutto nell’Italia del Nord e del Centro – della residenzialità che unisce i servizi alla persona (l’alimentazione, la pulizia, la socialità) con una parte che diventa sempre più importante dal punto di vista sanitario. L’ospedale non è la struttura adatta per fare queste cose: la risposta sul benessere e sulla salute della persona deve essere completa” e “la nostra associazione ha lavorato per mettere insieme tutto questo”, ha spiegato Pelissero. “Le nostre strutture sono integrate nel Servizio Sanitario Nazionale, ci si va con la tessera sanitaria sia per fare la visita medica, sia per un ricovero. Il cittadino non ha la minima percezione del fatto che esistono un 28-30% di prestazioni di ricovero ospedaliero che sono erogate da enti che non sono di proprietà pubblica, ma sono convenzionati. C’è una divaricazione di linguaggio e di percezione fra gli utilizzatori” del servizio “rispetto invece al dibattito politico, dove l’ideologia è assolutamente dominante: la cosa divertente è che poi anche chi “strilla” contro il privato, quando governa, invece, lo usa tantissimo”.
-foto Italpress-
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“La Salute al Centro”, al via progetto di Attività Sportive Confederate
ROMA (ITALPRESS) – Cento associazioni e società sportive attive in tutto il territorio nazionale e oltre mille persone appartenenti a categorie “vulnerabili”. Sono i protagonisti del progetto La Salute al Centro, promosso da ASC Attività Sportive Confederate e presentato questa mattina a Roma, nella sede nazionale dell’ente. I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati nel corso di un’apposita conferenza stampa, alla quale hanno preso parte il presidente nazionale di ASC, Luca Stevanato; il direttore generale di ASC, Valter Vieri; il project manager di ASC, Marco Visconti; Maria Cecilia Morandini e Jennifer Bevilacqua, consulenti del progetto in materia di tutela dei minori e safeguarding.
Il progetto muove dall’idea che attraverso l’attività sportiva sia possibile trasformare il proprio stile di vita e raggiungere una condizione di maggiore benessere fisico, psichico e sociale. Un assunto valido per la generalità delle persone ed ancor più per quei soggetti, coinvolti nel progetto La Salute al Centro, che essendo alla prese con patologie croniche non trasmissibili e in condizioni stabilizzate, hanno la necessità di modificare profondamente le proprie abitudini. Un cambiamento, innanzitutto culturale, che La Salute al Centro intende orientare su più livelli, rivolgendosi in primis alle categorie vulnerabili, ma anche al resto della popolazione.
I principali protagonisti del cambiamento, nell’ambito del progetto, saranno i centri sportivi, accuratamente selezionati, sulla base di rigidi criteri di sicurezza e aderenza alle norme vigenti.
Tali centri saranno chiamati a trasformarsi in Centri Sportivi della Salute, diventando punto di riferimento per quei soggetti vulnerabili che, mutando i propri stili di vita, avranno modo di ridurre i fattori di rischio o comunque di trarre beneficio, per la propria condizione patologica, dall’attività fisica opportunamente proposta. All’interno di ogni Centro Sportivo della Salute opereranno tecnici e professionisti, in possesso di specifici requisiti e adeguatamente formati, che avranno il compito di assistere le persone coinvolte nel progetto, calibrando il programma fisico da svolgere sulle esigenze di ogni singolo individuo.
La frequenza della pratica sportiva varierà in base alla condizione di salute del beneficiario, anche se in linea di massima si prevede lo svolgimento di attività fisiche almeno due volte a settimana, per una durata minima di 4 mesi consecutivi. I percorsi di pratica sportiva saranno sostenuti attraverso un sistema di voucher, assegnati tramite una piattaforma informatica appositamente sviluppata da ASC. Una forma di supporto mirata ad abbattere quella barriera economica che troppo spesso rappresenta un ostacolo insormontabile per l’accesso ad attività necessarie ed efficaci per la salvaguardia della salute.
Il concetto di cambiamento investirà, di pari passo, anche le ASD (associazioni sportive dilettantistiche) e le SSD (società sportive dilettantistiche) che gestiscono gli impianti: le circa 100 realtà selezionate, aderenti alla rete ASC, saranno infatti chiamate a qualificare la propria azione in termini di promozione attiva della salute presso le comunità locali di riferimento. Al riguardo, sempre al fine di promuovere l’attività sportiva e l’esercizio fisico, saranno instaurate collaborazioni e sinergie con istituzioni locali come Asl e Comuni. Il processo di sviluppo dei Centri sportivi della salute sarà inoltre accompagnato da un intenso percorso di formazione, rivolto a dirigenti e tecnici sportivi, mirato a garantire l’adeguato recepimento della Riforma dello Sport, che presenta tra i suoi elementi più innovativi proprio la spinta ad una nuova formazione delle competenze di collaboratori e lavoratori delle realtà sportive. In particolare la riforma riserva particolare attenzione alla creazione di procedure per la tutela dei minori, il contrasto alla violenza di genere e la tutela delle pari opportunità: tutti aspetti che connoteranno, proprio in virtù di specifici percorsi formativi, l’operato dei Centri sportivi della salute.
Parallelamente alle attività dei Centri Sportivi della Salute, il progetto prevede la promozione di sani e corretti stili di vita, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione che saranno proposte nell’ambito del Tour della Salute 2024. In particolare, nelle 10 piazze italiane che ospiteranno questo grande evento itinerante, saranno allestiti dei veri e propri Villaggi dello Sport e della Salute, all’interno dei quali il personale sanitario, altamente qualificato, curerà spazi dedicati alla prevenzione di primo livello, mentre gli operatori della rete ASC sensibilizzeranno i cittadini sull’importanza dell’attività motoria, fisica e sportiva, coinvolgendoli in momenti ludici e aggregativi.
“In una fase storica in cui, da un lato, si pone sempre più attenzione al tema della salute e dall’altro si riconosce l’assoluta centralità dello sport, recentemente inserito anche in Costituzione, ASC lancia un progetto che va nella direzione giusta – ha detto Luca Stevanato, presidente nazionale di ASC -. Siamo orgogliosi delle tante associazioni e società sportive che hanno scelto di partecipare all’iniziativa e siamo fieri di poter consentire, alle categorie di cittadini che ne hanno maggior bisogno, di cogliere un’opportunità preziosa per la tutela della propria salute”.
“La parola chiave di questo progetto è ‘cambiamentò, innanzitutto da un punto di vista culturale, poichè occorre un radicale cambio di approccio, sia da parte dei cittadini che da parte degli operatori del settore, in riferimento al rapporto tra pratica sportiva e salvaguardia della salute – ha aggiunto Valter Vieri, direttore generale di ASC -. Le persone coinvolte nel progetto avranno poi modo di sperimentare, in concreto, i molteplici effetti benefici derivanti dall’attività fisica e da un corretto stile di vita”.
Secondo Marco Visconti, project manager di ASC “abbiamo puntato in maniera decisa sulla formazione, sia per garantire ai beneficiari del progetto di essere seguiti da professionisti qualificati e competenti, sia perchè riteniamo fondamentale che tutti i nostri operatori veicolino valori, in linea con quelli che ci appartengono, nel segno della promozione del benessere, dell’inclusione sociale e del contrasto ad ogni tipo di discriminazione”.
– foto spf/Italpress –
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