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Istituita con legge fondazione per la formazione politica

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BARI (ITALPRESS) – Una scuola politica per formare gli amministratori locali pugliesi del futuro: è l’obiettivo di una nuova legge pugliese, approvata dal Consiglio regionale a maggioranza dei presenti, con due astensioni, e dichiarata urgente. Firmata dai consiglieri Giuseppe Tupputi, Alessandro Leoci e Gianfranco Lopane, con altri numerosi componenti dell’Assemblea, punta a migliorare la qualità amministrativa dei Comuni e a potenziare il coordinamento tra gli enti istituzionali.
Una Fondazione avrà come finalità la formazione politica e istituzionale dei giovani consiglieri regionali e amministratori delle autonomie locali, tra i 18 e i 40 anni. Il Consiglio regionale sarà socio fondatore e potranno partecipare associazioni rappresentative degli enti locali e altri soggetti individuati dallo statuto.
La complessità socioeconomica crescente in cui operano le pubbliche amministrazioni rende utile definire percorsi di formazione politico-amministrativa, per qualificare sempre più l’impegno della classe politica nelle Istituzioni e far crescere le capacità di analisi e di governo degli eletti negli enti locali. Con un’opportuna formazione, i giovani amministratori possono diventare risorse per l’innovazione nella gestione pubblica, orientandola verso obiettivi di lungo termine.
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Crisci (Unrae) “Nel Pnrr si poteva fare di più per l’automotive”

ROMA (ITALPRESS) – “Un settore così importante poteva e doveva essere una parte centrale del Pnrr, che ha come obiettivo quello di ammodernare il Paese ma anche sfruttare le risorse per ripartire e rimettere in sesto la nostra economia. Ci sembrava giusto ripartire da quei settori che sono trainanti, come l’automotive”. Così Michele Crisci, presidente dell’Unrae, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, in un’intervista al direttore dell’agenzia Italpress, Gaspare Borsellino.
“Nella realtà – ha continuato – questo non è avvenuto. Ci sono dei fondi destinati all’automotive, per esempio i 750 milioni definiti per la creazione di impianti di ricarica fast charge e non, ci sono anche miliardi indirizzati al ricambio del parco circolante ma parliamo di trasporto di persone, specificatamente degli autobus o al rinnovo per alcuni mezzi pesanti. Non c’è molto altro – ha aggiunto – e noi speravamo di potere avere invece incentivi, per esempio, per il ricambio del parco circolante delle auto in una visione sostenibile, magari sulla scorta del successo che avevano ottenuto le campagne di incentivazione in corso”.
Crisci ha ricordato che “il mondo dell’automotive in Italia rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia, della fiscalità italiana, dell’occupazione”. Per esempio, “sono impiegati 1,25 milioni di addetti, se partiamo dalla produzione e percorriamo tutta la filiera commerciale”. Questo mondo “dal punto di vista fiscale pesa circa 80 miliardi all’anno per quanto riguarda le casse delle Stato”.
La transizione ecologica è oggi fondamentale. “In Italia – ha spiegato Crisci – circolano quasi 40 milioni di autoveicoli, di questi 11 milioni sono ante Euro 4. Gli incentivi messi in atto dal precedente governo nel periodo più drammatico della pandemia, così come quelli approvati nella legge di bilancio – ha continuato -, hanno dimostrato di essere in grado di portare un ricambio di parco circolante su centinaia di migliaia di vetture rottamate, di essere in grado di tenere in piedi un settore e di riuscire ad avere un impatto ambientale. Tutto questo non c’è stato nel Pnrr e l’auspicio è che ci sia una grande attenzione al rifinanziamento di questi fondi da subito”.
Il presidente dell’Unrae, che è anche presidente a Ad di Volvo Car Italia, ha illustrato alcune richieste avanzate dall’associazione. “Dal punto di vista fiscale chiediamo che ci sia grande attenzione al mondo delle aziende”, ha evidenziato. Tra le richieste, anche “un adeguamento nelle auto aziendali per quanto riguarda la deducibilità dei costi e la detrazione dell’Iva”. “Oggi l’Italia – ha spiegato – continua a rimanere in una situazione di deroga rispetto alle volontà dell’Ue. Continuiamo a poter detrarre solo il 40% dell’Iva a livello aziendale contro il 100% degli altri paesi europei”. Inoltre, “in Italia continuiamo a pagare il bollo sui kilowatt espressi dal motore endotermico” ma poichè “stiamo tutti procedendo verso l’elettrificazione” sarebbe “interessante iniziare a basare il bollo sulle emissioni di CO2”.
L’auspicio è anche l’istituzione di un tavolo dell’automotive. “Pensiamo che gli attori attorno a questa transizione – ha affermato – debbano sedersi intorno a un tavolo. Parliamo dei produttori, della filiera di distribuzione, delle istituzioni, di tutti gli stakeholder perchè è fondamentale gestire questa transizione. Non si può pensare che avvenga dalla sera alla mattina: va gestita da un punto di vista di incentivazione, di sensibilizzazione del pubblico, da un punto di vista fiscale ma soprattutto nei tempi che prima o poi l’Europa ci imporrà”.
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Pari opportunità, Longo “Serve un colpo di acceleratore”

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BARI (ITALPRESS) – “Nella scorsa legislatura non siamo riusciti sul filo di lana ad approvare le norme elettorali per favorire la parità di genere, ricevendo, poi, le bacchettate dal governo centrale; adesso è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare alle modifiche della legge. E questo va fatto a prescindere dall’esito del ricorso pendente al Consiglio di Stato presentato da un gruppo di associazioni per la presenza di donne in lista.” E’ l’invito rivolto da Peppino Longo, consigliere regionale del Gruppo “Con-Emiliano”.
“E’ necessario passare dalle parole ai fatti – prosegue Longo – con il consiglio regionale pugliese che deve dare la necessaria accelerata e mettere benzina nei serbatoi delle commissioni ed accogliere le più che legittime richieste della commissione Pari opportunità. La politica regionale – prosegue il consigliere regionale – deve dare un colpo di spugna a questa ingiustizia che è contraria alle regole basilari della democrazia. Ricevere l’imposizione da parte del governo poco prima delle elezioni regionali, non è stato “simpatico” ed ecco perché – conclude Peppino Longo – dobbiamo avere un ennesimo scatto di orgoglio e dimostrare quanto la Puglia ed i pugliesi credano nella parità di genere”.
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PNRR, Cida Umbria: “Regione ci ascolti su progetti e utilizzo risorse”

PERUGIA (ITALPRESS) – La necessità di tradurre in opere concrete le risorse stanziate nel Pnrr è una sfida che riguarda tutto il Paese, ma che si fa urgente nei territori già in crisi, in cui occorre utilizzare al meglio le competenze e le professionalità delle risorse manageriali disponibili. E’ l’appello lanciato da CIDA Umbria “alla luce delle cifre allarmanti emerse nel corso della Conferenza regionale dell’Economia e del Lavoro (CREL) tenutasi nei giorni scorsi a Perugia”.
Gli effetti economico-sociali negativi che la pandemia ha prodotto in Umbria in particolare nel corso del 2020 – si legge nel Rapporto – hanno confermato un trend discendente che durava in realtà dal 2008. Il picco negativo fatto registrare nel 2014 era stato in effetti seguito da un timido percorso di recupero, che aveva riportato il Pil regionale ai livelli del 1995. Ma la crisi ha annullato questo sforzo. Tutte le previsioni dicono che il Pil dell’Umbria abbia raggiunto nel primo semestre di quest’anno il livello più basso dell’ultimo quarto di secolo. La crisi in corso presenta dunque per l’Umbria un carattere particolarmente grave, che ha investito la gran parte dei settori produttivi e l’intero mondo dei servizi e del terziario, specie quello più tradizionale legato al turismo e alle attività commerciali: ambiti che erano stati invece relativamente
risparmiati dalla crisi finanziaria del 2008.
“Questa situazione di ‘declino conclamatò rischia di divenire una costante endemica e irreversibile, con preoccupanti ricadute sul futuro sistema regionale – si legge in una nota -. Si parla, non a caso, di regione più amalgamata al Sud del Paese che al Centro-Nord. Si tratta allora di capire in che modo, con quali risorse, quali strumenti e, soprattutto, quali obiettivi e traguardi, l’Umbria può inserirsi nel flusso delle risorse originato dal Pnrr, tenuto conto dei peculiari fattori
di debolezza che caratterizzano il suo sistema socio-economico e sui quali CIDA Umbria intende richiamare l’attenzione del decisore pubblico, rivolgendosi, in particolare, all’istituzione regionale”. CIDA Umbria, infatti, denuncia “la scarsa o nulla attenzione della Regione che nei suoi atti programmatori non mostra alcuna attenzione al ruolo dei manager. Evidenziando una carenza ‘culturalè verso quei valori del merito, della
responsabilità e della competenza che possono dare concretezza esecutiva ai progetti contenuti nel Pnrr e alle sue ricadute sui territori”. Evidenziando che “sono proprio i dirigenti l’indispensabile anello della catena che lega gli intenti politici e programmatici alle realizzazioni concrete ed efficienti. Dimenticare il ruolo della comunità manageriale, anche e soprattutto in una regione come l’Umbria, può solo costituire l’ennesimo errore commesso da una classe politica a volte miope e purtroppo attenta solo ed esclusivamente al consenso dei grandi numeri”.
E ancora: “CIDA Umbria rappresenta circa un migliaio di iscritti tra dirigenti e alte professionalità di tutti i settori socio-
produttivi, pubblici e privati: da tempo ci siamo messi a disposizione per offrire le nostre competenze e le
nostre esperienze al servizio della società e dell’economia locali. Ci aspettiamo che questo appello non cada
nel vuoto e venga ascoltato dai nostri interlocutori privilegiati, le istituzioni regionali, e le autorità ai vertici
dell’Ente Regione. Siamo pronti a fornire collaborazione e siamo in grado di presentare progetti concreti in tema di turismo, commercio, digitalizzazione, formazione e utilizzo delle risorse umane”.
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Recovery, Capone “Bella giornata con via libera Pnrr”

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BARI (ITALPRESS) – Oggi è una bella giornata per l’Italia e per la Puglia: c’è il via libera ufficiale al Piano nazionale per la Ripresa e la Resilienza.
La prima tranche di 25 miliardi dovrebbe arrivare tra fine luglio e i primi di agosto. Oltre un miliardo sarà impiegato a favore dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, due miliardi saranno riservati agli incentivi per l’occupazione femminile e ad asili nido e scuole a tempo pieno. E proprio su quest’ultimo punto, nella mozione sul Pnrr, il Consiglio regionale aveva sottolineato l’importanza di un investimento. Le classi a tempo pieno, infatti, pur essendo un diritto per tutte le famiglie, per molti bambini del sud restano ancora un miraggio. Non vediamo l’ora, allora, di vedere questi obiettivi realizzarsi”. Così il presidente del consiglio regionale Puglia Loredana Capone in apertura della seduta.
“E con altrettanta gioia accogliamo l’impegno del Presidente Draghi, assunto in occasione del ‘Women Leaders political summit 2021’, di investire, entro il 2026, 7 miliardi per la promozione dell’uguaglianza di genere. Insieme all’annuncio che, per la prima volta nella storia, il G20 a presidenza italiana includerà un vertice ministeriale sull’emancipazione femminile.
Intanto domani, insieme all’Ufficio di Presidenza e agli assessori Leo e Delli Noci incontreremo sindacati, Inail e Inps, per un tavolo tecnico sulla sicurezza e legalità sul lavoro. Il passo successivo sarà un incontro con tutti i presidenti delle Commissioni affinché il dibattito interessi l’intero Consiglio regionale. Si tratta di una ferita ancora troppo aperta per la nostra Regione che abbiamo il dovere di affrontare, tutti insieme. D’altra parte i dati parlano chiaro: da gennaio a marzo sono 5693 gli infortuni denunciati all’Inail in Puglia, 13 di questi mortali. Una media di 63 infortuni al giorno. Un bollettino che suggerisce che la sicurezza sul luogo di lavoro deve essere una delle priorità di questo Governo. Non si può più morire o subire infortuni gravi per inerzie o disattenzioni. La salute di chi lavora è un dovere e un diritto” conclude.
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Draghi “L’economia italiana ed europea migliora, torna la fiducia”

ROMA (ITALPRESS) – “La situazione economica europea e italiana è in forte miglioramento. Secondo le proiezioni della Commissione europea, nel 2021 e nel 2022 l’Italia crescerà rispettivamente del 4,2% e del 4,4%, come l’Ue nel suo complesso”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo nell’aula della Camera, in vista del Consiglio Europeo. “Molti degli indicatori che abbiamo a disposizione ci indicano che la ripresa sarà ancora più sostenuta” ha aggiunto “gli ultimi dati sulla fiducia di imprese e consumatori, riferiti al mese di maggio, sono infatti in marcato aumento”. Draghi ha ricordato che “il dato per le imprese, in particolare, è in forte accelerazione rispetto alla tendenza positiva degli ultimi mesi, ed è il dato più alto da febbraio 2018. Anche il commercio estero è ripartito”. Bene anche i dati relativi alle esportazioni: “nel mese di aprile sono cresciute notevolmente non solo rispetto all’anno scorso – quando il loro livello era stato eccezionalmente basso – ma anche rispetto a due anni fa, segnando un +7,4%. Sempre ad aprile, l’indice della produzione industriale è aumentato dell’1,8% rispetto a marzo. La fiducia, insomma, sta tornando”.
“Oggi possiamo dirci ragionevolmente ottimisti per l’evoluzione della situazione europea – ha detto ancora Draghi -. La campagna vaccinale ci sta permettendo di contenere in maniera efficace la pandemia. La ripresa economica procede rapida, e il programma Next Generation EU ci fa guardare con fiducia a una stagione di riforme e investimenti.
“Tuttavia, permangono diverse sfide, a partire dalla gestione della migrazione, che dobbiamo affrontare con attenzione per venire incontro alle richieste dei nostri cittadini – ha aggiunto -. L’Unione Europea è la sede giusta per risolvere questi problemi, ma è importante che i nostri partner comprendano l’urgenza di trovare soluzioni rapide e condivise. Il vostro sostegno è determinante per portare avanti gli interessi italiani in Europa”, ha concluso rivolgendosi ai parlamentari.
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Conad chiude il 2020 con un fatturato di 15,95 miliardi

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BOLOGNA (ITALPRESS) – Il consorzio Conad ha presentato ai soci delle cinque cooperative che lo compongono i dati relativi al 2020, anno caratterizzato dalla situazione di emergenza sanitaria per l’epidemia di Covid 19 e dal completamento, in una situazione di mercato molto complessa, delle attività di integrazione della rete ex Auchan.
I delegati dei soci hanno approvato – nel corso dell’Assemblea che si è tenuta oggi a Bologna – un bilancio che vede in crescita tutti i principali indicatori. Il fatturato della rete Conad è arrivato a 15,95 miliardi di euro, in aumento del 12,3% rispetto all’anno precedente, continuando una crescita che prosegue da 15 anni. Anche la crescita del 2020 è superiore a quella del mercato di riferimento, che ha fatto registrare un + 5% su base annua.
La quota di mercato è cresciuta negli ultimi 12 mesi, passando dal 13,8 % del 2019 al 15,01% del 2020 (+ 1,21%), consolidando il ruolo di leadership di Conad come prima insegna della GDO italiana.
La dinamica della rete conferma anch’essa la tendenza alla crescita: nel 2020 il numero di punti vendita è passato da 3.207 a 3.305 (+ 98), contribuendo a rafforzare la copertura in tutte le Regioni italiane.
Il numero dei collaboratori è aumentato: nel 2020 sono entrati far parte del mondo Conad 8.273 nuovi collaboratori, portandone il numero totale a 65.772. Questo aumento fa seguito a quelli del 2019, relativi all’integrazione della rete ex Auchan e alla crescita del sistema Conad in tutto il Paese.
Il sistema Conad chiude l’anno con un patrimonio netto aggregato di 2,91 miliardi di euro (+11,9% rispetto al 2019). Nel periodo 2010 – 2020 il patrimonio netto è raddoppiato.
La crescita, secondo le previsioni, dovrebbe continuare, con un incremento del fatturato nel 2021 stimato intorno al 5%.
Sul fronte della sostenibilità, il 2020 è stato molto intenso. Accanto alle attività per la riduzione delle emissioni e dell’impiego di energia, oltre ai progetti per la transizione verso la sostenibilità dei packaging dei prodotti a marchio Conad, sono stati moltissimi gli interventi nel sociale. Le donazioni per la ricerca contro il Covid 19, gli interventi a sostegno della scuola, la continua presenza a fianco dei più fragili e bisognosi in ogni comunità dove c’è un punto vendita Conad, hanno portato a 30 milioni di euro i contributi erogati in azioni di sostegno sociale.
A sottolineare quanto la sostenibilità ambientale, sociale ed economica indichino oggi la direzione per lo sviluppo di Conad, nel corso dell’Assemblea è stata annunciata la creazione della Fondazione Conad ETS. Il suo statuto, la sua appartenenza agli Enti del Terzo Settore, i suoi obiettivi ispirati agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, caratterizzano la Fondazione Conad ETS come il luogo di sintesi dell’impegno dei soci e delle cooperative per contribuire alla costruzione del futuro delle comunità in cui operano.
“Nel 2020 abbiamo consolidato il nostro ruolo di presidio e punto di riferimento per le comunità, contribuendo con la nostra continua vicinanza a dare qualche certezza alle persone. Sono grato ai Soci e ai loro collaboratori che in un anno così difficile hanno dimostrato impegno e responsabilità, umanità e dedizione. Aver fatto bene il nostro dovere e aver ottenuto buoni risultati ci rende soddisfatti; ma averlo fatto in una situazione così incerta per milioni di concittadini non ci può certo rendere felici – ha dichiarato Francesco Pugliese, Amministratore Delegato Conad – Gli effetti della pandemia hanno accelerato molti cambiamenti già in atto e aumentato le nostre responsabilità nei confronti delle persone”.
“Per continuare a servirle, dobbiamo diventare sempre più bravi, per rendere le nostre attività sostenibili, assicurando così lavoro alle filiere italiane e un futuro ai nostri figli – ha proseguito Pugliese – Per il 2021 mi aspetto una crescita solida, ma più contenuta, sia per la fine dell’emergenza sanitaria, sia per l’impegno che abbiamo preso nei progetti di digitalizzazione delle nostre attività nella strategia di multicanalità avviata lo scorso anno. Dove cresceremo molto di più che nel passato – ha concluso Pugliese – sarà nell’impegno per le comunità. La Fondazione Conad ETS sarà l’anello di congiunzione tra la due anime di Conad: quella del movimento di valori e quella del sistema economico”.
Conad ha in corso un piano di investimenti da 1,5 miliardi di euro in tre anni. Queste risorse sono destinate all’ammodernamento dei punti vendita e alla digitalizzazione delle attività delle aziende, per sostenere la messa in opera della strategia multicanale avviata lo scorso anno. Avviata anche la realizzazione di una piattaforma digitale per la gestione dell’e-commerce e per lo sviluppo di un’ampia gamma di servizi per l’alimentazione, la persona, la famiglia e la casa.
Pugliese ha anche annunciato l’avvio della campagna di vaccinazione aziendale in tutto il sistema Conad (uffici delle cooperative e punti vendita), sottolineando che si tratta del compimento di un impegno preso con tutti i collaboratori e di una iniziativa che mira ad affiancare la campagna nazionale per contribuire ad accelerarne il già ottimo andamento.
“Sono stato eletto Presidente del Consorzio nazionale Conad nel 2020, in piena pandemia. In questa situazione ho potuto vedere il valore e la solidità di quanto i Soci imprenditori e le Cooperative hanno costruito in questi anni – ha dichiarato in apertura di assemblea Valter Geri, Presidente di Conad – Il bilancio approvato oggi vede tutti i valori in crescita, a conferma della solidità della nostra insegna e della nostra capacità di servire le comunità in cui operiamo”, ha concluso Geri.
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Mozione urgente sulla SP3 Minervino-Spinazzola

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BARI (ITALPRESS) – “Un’opera che attende di essere conclusa da trent’anni e che sta particolarmente a cuore ai cittadini del territorio e alle imprese della provincia BAT, provati da anni passati tra denunce e segnalazioni per continui disagi e pericoli per l’incolumità degli automobilisti.
Una questione che merita la dovuta attenzione ed una soluzione definitiva”. Lo ha detto il consigliere regionale di ‘CON Emiliano’ Giuseppe Tupputi a proposito della Strada Provinciale 3 Minervino-Spinazzola per la quale ha presentato, insieme al capogruppo Gianfranco Lopane e al consigliere Alessandro Leoci, una mozione urgente. L’obiettivo è quello di ottenere risposte e tempi certi.
“Con questa mozione che sarà presto discussa in Consiglio regionale – ha aggiunto Tupputi – invitiamo la Giunta regionale a impegnare il finanziamento già disposto dalla delibera di G.R. 782/2014″
“Questi i fatti. Era l’agosto del 1988 quando con delibera CIPE fu finanziato l’intervento per la realizzazione dell’allora Strada Regionale numero 6. I lavori affidati all’ATI ASTALDI iniziarono il 29 gennaio 1999, ma a causa delle problematiche insorte con la Soprintendenza Archeologica per la Puglia, per i rinvenimenti archeologici di età dauna in località Madonna del Sabato e Le Chianche, furono chiusi il 16 maggio 2008, con due interruzioni di percorso in prossimità delle due località.
L’opera, non completata, fu collaudata il 3 giugno 2009 e consegnata prima alla Provincia di Bari e, successivamente alla costituzione della nuova Provincia BAT, a quest’ultima, prendendo la denominazione di Strada Provinciale numero 3. A seguito di una lunga trattativa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Puglia, il 19 dicembre 2013 si giunse alla sottoscrizione di un verbale che individuava un’ipotesi progettuale condivisa per il completamento della strada”.
“Con la deliberazione di G. R. n. 782/2014 si affidò la Responsabilità del Procedimento, finalizzato alla realizzazione dell’opera, al Dirigente dell’Ufficio di coordinamento delle Strade provinciali BA-BT-FG con la collaborazione dell’Ufficio Tecnico della Provincia BT per la progettazione ed esecuzione dei lavori e si stabilì che il finanziamento di 17 milioni di euro fosse a carico della Regione e che tuttavia per l’assunzione dell’impegno di spesa fosse necessaria l’autorizzazione della Conferenza di Direzione nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Da tale stanziamento, sono stati trasferiti all’Ufficio Tecnico della Provincia BT e già spesi circa 150mila euro per la progettazione preliminare.
“Come gruppo consiliare – ha commentato il capogruppo Lopane – continueremo a lavorare e ad interessarci in maniera meticolosa alle opere stradali dei territori pugliesi. Gli interventi sulle infrastrutture viarie della nostra regione rappresentano il simbolo di un’azione politica che mette al primo posto la sicurezza delle persone. Non si può più tollerare che le strade delle nostre province, come la S.P. 3 Spinazzola-Minervino ma penso anche alla Talsano-Avetrana, continuino a far registrare tassi allarmanti di incidenti e mortalità. A lavoratori, turisti e a chiunque si sposti in Puglia dev’essere garantita una mobilità priva dell’inquietudine del pericolo imminente dovuto al ritardo infrastrutturale”.
“Un impegno politico – ha aggiunto il consigliere Leoci – che darebbe sicurezza ai fruitori, rendendo la Puglia una regione collegata sempre meglio e percorribile in sicurezza. I cittadini e le imprese pugliese meritano efficienza nei servizi. Con tale mozione si confida che l’attesa trentennale possa giungere davvero alla fine”.
(ITALPRESS).