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Il prefetto di Palermo visita il Conservatorio “E’ luogo di affetti per città”

PALERMO (ITALPRESS) – “Per una città il Conservatorio è un luogo di affetti e di identità. La musica che vi s’insegna è una grandissima risorsa per la crescita sociale e la legalità”. Lo ha detto il Prefetto di Palermo Giuseppe Forlani che oggi ha visitato il Conservatorio ‘Alessandro Scarlatti’. Accompagnato dal presidente Mario Barbagallo e dal direttore Daniele Ficola, il dottor Forlani ha apprezzato l’efficienza e l’organizzazione dell’Istituto, uno dei più antichi d’Italia. “Avere una lunga tradizione musicale è una fortuna – ha aggiunto – la musica parla al cuore e precede l’acquisizione di una competenza. È questione di saper ascoltare e le istituzioni devono impegnarsi ancora di più per avvicinare i bambini alla grande armonia che si trova nella musica”. Il Prefetto si è a lungo soffermato in Biblioteca e nel Museo degli strumenti musicali, ha visitato le nuove aule di Percussioni e, infine, la Sala Ferrara, dove le allieve della classe di Musica d’insieme per archi del maestro Alberto Franchin (Sofia Ribaudo I violino, Maria Grazia Salerno II violino, Giulia Di Pietra viola, Giulia Cusumano violoncello) hanno suonato il Quartetto per archi n. 5 K158 di Mozart. Subito dopo l’organista Giuseppe Intogna, allievo del maestro Matteo Helfer ha eseguito un brano di Bach.
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Trentino, porte aperte nei rifugi alpini

TRENTO (ITALPRESS) – Percorrere a piedi i sentieri di montagna è un’esperienza stimolante, rilassante e alla portata di tutti. Dal weekend del 20 giugno sulle vette del Trentino, e in particolare nelle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, la rete di oltre 5800 chilometri di sentieri torna ad animarsi con l’apertura della maggior parte dei 146 rifugi alpini. Al momento sono in vigore le stesse disposizioni dell’estate scorsa per garantire distanziamento e sicurezza negli spazi comuni, come la prenotazione sia per il pernottamento che per consumare il pranzo, utilizzo di dotazioni personali come il sacco letto e le ciabattine, obbligo di mascherina negli spazi interni. Tre anni di lavori di ristrutturazione e ampliamento, complessi anche per la quota, che sfiora i 3000 m, stanno per restituire alla fruizione degli escursionisti uno degli storici rifugi situati nelle Dolomiti di Fassa. E’ il rifugio Boè della Società degli Alpinisti Tridentini nel cuore del massiccio del Sella, a quota 2.871 metri ai piedi della piramide del Piz Boè. Il rifugio è raggiungibile con diversi sentieri: tra questi, il più lungo (3h e 45′), ma dal particolare fascino, è quello che sale da Pian Schiavaneis, lungo la strada per il Passo Sella, e rimonta la selvaggia e silenziosa Val Lastìes fino al Pian de Roces, Val Larga e infine Forcella di Antersass.
Qui la scelta progettuale è stata quella di affiancare al volume risanato del rifugio storico risalente al 1898, quando lo costruì il Club Alpino Austrotedesco, una nuova costruzione che riproponesse i volumi del primo edificio, ma realizzata con materiali e architetture moderne. Punto tappa sull’Alta Via Dolomitica n. 2, il nuovo Boè dispone ora di 76 posti letto e sale da pranzo, inclusa la stube storica nella parte più antica, per 114 posti a sedere. Grande attenzione è stata posta alla riduzione dell’impatto ambientale; sul terreno calcareo che caratterizza il massiccio dolomitico del Gruppo del Sella, la carenza di acqua è un’emergenza che gli effetti del riscaldamento globale amplificano. Per questo il Boè è stato dotato di quattro reti di distribuzione idrica: “bianca”, che alimenta lavabi e docce dei bagni e della cucina, con acqua proveniente dalle sorgenti captate intorno al rifugio e da acqua di fusione che riforniscono anche la rete antincendio; “grigia”, che utilizza l’acqua piovana e quella degli scarichi dei lavabi e, preventivamente filtrata, alimenta gli sciacquoni dei servizi igienici; “potabile”, che grazie ad un sofisticato impianto di mineralizzazione, filtrazione e debatterizzazione delle acque captate attorno al rifugio, può servire agli ospiti acqua potabile eliminando del tutto, o comunque riducendo notevolmente, la vendita di acqua in bottiglie di plastica. Sempre in tema di sostenibilità in Alta val di Sole, un nuovo progetto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, promosso dall’APT Val di Sole e dal Consorzio Pontedilegno-Tonale, coinvolge i quattro rifugi nella zona di Passo Tonale e del Ghiacciaio Presena: Capanna Presena, Panorama 3000 Glacier, Passo Paradiso e Malga Valbiolo. Dall’estate 2021 saranno al centro di una serie di azioni per diventare rifugi “green” dove si utilizzerà solo energia da fonti rinnovabili, totalmente plastic free, e con una proposta enogastronomica basata su prodotti locali, a km Zero, biologici e con etichette di qualità.
A novant’anni dall’apertura della storica “via delle Bocchette”, la Via delle Normali permette di scalare le cime più importanti del Brenta, come Cima Tosa, Cima Brenta, Cima Falkner, il Campanile Alto, e provare le proprie capacità alpinistiche su vette meno blasonate come Cima d’Ambièz, Pietra Grande e Cima Vagliana. Complessivamente dieci cime, tutte oltre i 2900m, con una difficoltà mai superiore al grado III+; in alcuni tratti seguono parti di via ferrata e gli avvicinamenti, partendo dai rifugi, non sono mai troppo lunghi. Queste vie sono tutte state ripristinate con nuovi ancoraggi di sosta e protezioni nei punti più delicati grazie al paziente lavoro delle Guide Alpine del Trentino Meno difficili delle classiche più conosciute, ma non per questo meno interessanti, le “vie normali” fanno scoprire un Brenta rimasto nella memoria dei diari degli alpinisti che per primi affrontarono queste guglie dolomitiche. L’itinerario inizia dal rifugio Silvio Agostini o dal rifugio XII Apostoli. Sono 8 i rifugi a cui appoggiarsi e volendo anche il bivacco Castiglioni in vetta al Crozzòn di Brenta. Arrivati al rifugio Graffer al Grostè, sopra Madonna di Campiglio, si avranno alle spalle oltre 45 Km tra campanili e pareti, canali e bocchette, di cui 15 di sola arrampicata, 60 ore di “montagna vissuta”, 7 giorni di vera avventura.
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A Matera la rete elettrica del futuro

ROMA (ITALPRESS) – Una rete elettrica sempre più digitale, sostenibile, resiliente e partecipativa, realizzata in uno dei comuni più belli d’Italia, che integra il territorio e la tradizione con l’innovazione: è il progetto Grid Futurability Matera di E-Distribuzione, presentato oggi in un evento digitale moderato dal direttore di Italian Tech de La Repubblica, Riccardo Luna, cui hanno partecipato il sindaco di Matera Domenico Bennardi, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; Antonio Cammisecra, direttore Global Infrastructure & Networks di Enel, Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-Distribuzione e Massimo Ricci, direttore della Divisione Energia di Arera. L’evento ha previsto inoltre il contributo della ricercatrice dell’Enea ed esperta in Smart Grid, Maria Laura di Somma e, per l’approfondimento tecnologico sul progetto, della Responsabile di Tecnologie di Rete di E-Distribuzione, Marina Lombardi.
La rete elettrica di distribuzione è un’infrastruttura che abilita il processo di transizione energetica, in grado di sviluppare e fornire nuovi servizi per i cittadini e accogliere sempre di più l’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’obiettivo è trasformarla in una rete flessibile, aperta alla collaborazione e sempre più digitale garantendo qualità e affidabilità del servizio, tutto in un’ottica sostenibile per massimizzare il valore economico e ridurre gli impatti ambientali. Grid Futurability è quindi il modello per la trasformazione delle reti di distribuzione in Smart Grid attraverso la combinazione di sistemi tradizionali e soluzioni digitali avanzate che le rendono più affidabili ed efficienti, aperte alla partecipazione degli stakeholder e sostenibili.
Il progetto Grid Futurability Matera avrà la durata di 5 anni (2021-2025), con investimenti pari a 27 milioni di euro. Gli interventi interesseranno circa 9000 km di linee, 31 impianti primari e 2412 impianti secondari, con benefici per oltre 129.000 clienti. Lo sviluppo del progetto dimostrerà tutti i vantaggi derivanti dall”implementazione delle reti digitali a favore di clienti, imprese e comunità.
“La scelta di una città come Matera per sperimentare la rete elettrica del futuro non è casuale – spiega Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-Distribuzione -. Il progetto, che potrà essere replicato in altre aree del Paese, permetterà di mettere in campo tecnologie, energie e risorse per rispondere alle esigenze specifiche del Comune e della sua straordinaria conformazione urbana, abilitando la trasformazione in una vera e propria smart city e dimostrando come la bellezza del territorio possa convivere e integrarsi perfettamente con l’innovazione”.
“Matera sta realizzando un modello di sviluppo sostenibile del territorio in grado di preservare il patrimonio e le risorse ambientali e naturali – ha commentato il sindaco di Matera Domenico Bennardi – E’ un modello che punta sull’innovazione, intesa come capacità di avere uno sguardo e un punto di vista nuovi per la crescita dell’intero sistema. La collaborazione tra cultura tradizionale e smart city supera l’effetto di una semplice iniezione di tecnologie per l’efficienza della città, e può generare un processo che si adatta alla forma della comunità e del territorio urbano”.
A Matera saranno introdotte nuove tecnologie come il Qed (Quantum Edge Device), dispositivo per la digitalizzazione delle cabine secondarie dotato di elevata capacità computazionale e intelligenza che integrerà in un unico device le funzionalità più importanti per l’automazione della rete elettrica, o la Smart street box, cassetta stradale di nuova generazione dotata di sensori e di apparati intelligenti in grado di fornire informazioni in tempo reale sullo stato della rete. Inoltre, grazie ai nuovi canali di comunicazione dell’Open Meter come la Chain 3 sarà possibile abilitare nuovi servizi e una più ampia partecipazione delle comunità al mondo dell’energia.
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In arrivo un film su Lucio Dalla diretto da Cesare Cremonini

ROMA (ITALPRESS) – Tenderstories, società attiva nella creazione di contenuti originali e nella produzione audiovisiva e la società di produzione cinematografica Papaya Records, saranno i produttori del film dedicato alla figura artistica di Lucio Dalla, nato da un soggetto scritto da Cesare Cremonini, che sarà anche il regista del film. Il cantautore bolognese, impegnato nella scrittura del nuovo album e alla vigilia del grande ritorno negli stadi italiani che lo vedrà protagonista nel 2022, sta da tempo lavorando all’opera che affronterà alcuni momenti della carriera artistica di Dalla.
Il film è coprodotto da Tenderstories di Moreno Zani, il cui amministratore delegato è Malcom Pagani, e da Papaya Records di Filippo Valsecchi. La pellicola si preannuncia come uno degli eventi cinematografici più importanti dei prossimi mesi.
“E’ un progetto in cui abbiamo creduto molto fin da subito – affermano Zani, Pagani e Valsecchi -. Ringraziamo Cesare da cui è nata l’idea e siamo certi che da questa collaborazione sarà possibile far rivivere, attraverso un film, una figura fondamentale come Lucio Dalla: un’icona della musica italiana e, al tempo stesso, uno dei cantautori più celebri del nostro Paese. Abbiamo quindi deciso di omaggiare la sua grandezza artistica con questo contributo. Occorre puntare sulla cultura nella sua accezione più ampia e il settore cinematografico italiano rappresenta un’eccellenza da valorizzare, soprattutto in questa fase di ripartenza per l’Italia”.
Il film è ambientato principalmente a Bologna e sarà supportato dalla Emilia-Romagna Film Commission. L’ufficio stampa del film è curato da Ital Communications di Attilio Lombardi.
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A San Marino una nuova livrea per la Peugeot 208 Rally 4

ROMA (ITALPRESS) – Due gare vinte su due disputate in questo Campionato Italiano Rally 2 ruote motrici 2021: la Nuova Peugeot 208 rally 4 è la degna erede della gloriosa 208 R2B che ha fatto divertire e vincere tanti piloti italiani e non solo. Oggi la Nuova 208 Rally 4, in vista del suo terzo appuntamento nel Cir, si veste con una nuova livrea che esalta ancor più le sue linee dinamiche e valorizza i tanti partner che accompagnano l’avventura ufficiale della 208 nel Tricolore 2021. Infatti, al San Marino, del 25 e 26 giugno prossimi, la Nuova 208 Rally 4 dell’equipaggio ufficiale sfoggerà una livrea totalmente inedita, caratterizzata da tre colori base: il bianco, il grigio ed il blu. Sul frontale e sul posteriore il tricolore italiano, a conferma dell’importanza dell’Italia nel palmares delle vittorie della Casa del Leone. “Correre da ufficiale è stato un grande traguardo per la mia carriera – le parole di Andrea Nucita – Vincere subito le prime due gare disputate è stata la conferma che siamo il team da battere in questa stagione, grazie anche alla grandiosa 208 Rally 4. Il team ufficiale gestito dalla F.P.F. Sport di Fabrizio e Michele Fabbri non ha bisogno di tante presentazioni, ritengo sia quanto di meglio si possa desiderare”. “Correre a fine giugno il San Marino con una nuova ed inedita livrea mi fa oggi ben sperare per il prosieguo del campionato – ha aggiunto Nucita – Abbiamo investito tanto tempo ed energie in questa stagione e vogliamo continuare ad esser protagonisti nel CIR 2021. Forse qualcuno per scaramanzia non avrebbe mai accettato di cambiare colori e livrea, ma siamo convinti che gli elementi che ci hanno finora portato sul gradino più alto del podio siano ben più solidi e resistenti”.
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PNRR, dalle aziende dell’acqua 11 mld di investimenti per il clima

ROMA (ITALPRESS) – Per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, le aziende italiane del settore idrico sono pronte a mettere in campo investimenti per circa 11 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. E’ questa la conclusione di un’analisi messa a punto da Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia) incrociando le linee di investimento previste dal Recovery plan con i progetti delle aziende associate candidabili a essere finanziati dal PNRR. L’indagine è stata presentata oggi in occasione del Festival dell’Acqua.
Il PNRR destina 3,5 miliardi alla componente “Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche lungo l’intero ciclo”. Tra quello che viene messo in campo e quanto potrebbe essere investito la discrepanza è quindi di circa 10,5 miliardi.
Dall’indagine è emerso che 7,8 miliardi dovrebbero essere destinati a interventi per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento idrico delle aree urbane e una maggiore resilienza delle infrastrutture; altri 3,1 miliardi di euro sono invece stati stimati per contrastare il fenomeno delle dispersioni idriche, per un totale di 10,9 miliardi per progetti dedicati al contrasto ai cambiamenti climatici. Se si considerano anche i circa 3 miliardi di investimenti per il comparto della fognatura e della depurazione, il totale arriva a 14 miliardi.
L’Italia ha visto negli ultimi anni il susseguirsi di situazioni climatiche estreme, in termini di temperature raggiunte nonchè di scarsità, ma anche di abbondanza di precipitazioni. Ciò ha causato diffusi regimi idrologici di magra, la mancata ricostituzione delle scorte naturali (nevai, ghiacciai, falde, laghi) e una maggiore richiesta di acqua per qualunque attività umana. Il settore idrico è chiamato a tener conto dei rischi naturali derivanti dal clima che cambia, e deve necessariamente implementare sistemi innovativi che consentano non solo l’uso razionale della risorsa e il riuso della stessa, ma anche interventi per l’adattamento al rischio climatico ed idrogeologico.
“Gli eventi siccitosi e quelli alluvionali – spiega il direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo – non possono più essere considerati avvenimenti eccezionali ma eventi dalla ricorrenza ciclica, pertanto devono essere affrontati con interventi e processi strutturali sostenibili nel lungo periodo. Solo un massiccio piano di investimenti potrà quindi consentire di affrontare i cambiamenti climatici e in particolare i periodi fortemente siccitosi”.
Su questo fronte molto bisognerà fare – osserva Utilitalia – puntando sulla grande opportunità storica offerta dal Next Generation EU, e sulla sua capacità di sostenere la ripresa economica in chiave di sostenibilità.
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Riqualificazione green del Villaggio Il Girasole in Umbria con ENGIE

ROMA (ITALPRESS) – In Umbria, polmone verde d’Italia, ENGIE, gruppo energetico mondiale impegnato nella transizione verso un’economia carbon neutral, trasforma, in collaborazione con Germini Multiproprietà, che gestisce da oltre 25 anni il Villaggio Residenziale Il Girasole, rendendolo completamente smart & green, cogliendo appieno le opportunità dei nuovi bonus fiscali varati dal governo. Nel Villaggio Residenziale Il Girasole vivono circa 900 persone in 252 appartamenti. Il progetto di ENGIE, nell’ambito del Superbonus 110%, è fra i primi e più importanti a essere realizzato in Italia e prevede una varietà di soluzioni altamente innovative, tra cui geotermia integrata con pompe di calore per la climatizzazione sia invernale che estiva, le colonnine di ricarica per veicoli elettrici e soluzioni IoT per il monitoraggio e la gestione dei consumi individuali. Inoltre, il progetto prevede l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo integrati in configurazione “Energy Community” che permetteranno al supercondominio di costituire una delle prime comunità di autoconsumo collettivo in Italia, con la possibilità di scambiare energia tra utenze comuni e singole unità abitative, massimizzando il consumo in loco dell’energia elettrica da fotovoltaico autoprodotta e rendendo ancor più sostenibile l’approvvigionamento energetico dell’intero plesso residenziale.
Questo specifico progetto, realizzato in collaborazione con diversi partner territoriali, consentirà un miglioramento delle prestazioni energetiche e un balzo di ben 6 classi energetiche (passando dalla classe E alla A3) con conseguente risparmio dell’80% sui consumi energetici e di oltre il 90% sulle emissioni di CO2. “Sono 28milioni i condomini in Italia di cui oltre l’80% costruiti prima di qualsiasi legge sull’efficienza energetica. E’ indispensabile accelerare il processo di riqualificazione energetica dei patrimonio immobiliare, sia per avere un impatto reale sulla qualità di vita delle famiglie, che per ridurre i consumi e le emissioni in atmosfera di uno dei settori più energivori, contribuendo al raggiungimento degli sfidanti obiettivi che anche a livello governativo ci si è posti – dichiara Monica Iacono, Business to Consumer Director & Information Technology and Digital di ENGIE Italia Oggi sono moltissime le opportunità per aumentare le prestazioni e il valore del proprio immobile: dall’adozione di tecnologie efficienti alla produzione di energia rinnovabile in loco, dalla domotica alla creazione di comunità energetiche. Tutti questi interventi vanno nella direzione tracciata dall’Unione Europea, contribuendo alla decarbonizzazione e l’autonomia energetica. Tuttavia, gli importanti strumenti per la riqualificazione energetica, come ad esempio il Superbonus introdotto recentemente dal Governo, sono percepiti come iter complessi, da un punto di vista burocratico, progettuale e per il numero di soggetti coinvolti. E’ importante quindi semplificare, legare gli incentivi alle prestazioni concrete raggiunte con gli interventi, sensibilizzare e informare cittadini, amministratori e tecnici affinchè abbiano maggior consapevolezza delle possibilità di riduzione del peso energetico delle proprie abitazioni. Ciò consente non solo un risparmio economico sulla bolletta energetica e un abbattimento significativo dell’impatto ambientale, ma anche un elemento di ulteriore valorizzazione del patrimonio immobiliare”. Con la gestione di più di 3mila condomini in Italia, ENGIE diventa punto di riferimento nell’efficientamento residenziale privato, ponendosi come interlocutore unico per il cliente nella gestione del complesso iter progettuale: dalla valutazione dell’opportunità all’identificazione, progettazione e finanziamento degli interventi di riqualificazione da realizzare, fino alla loro realizzazione e manutenzione, garantendo sempre i più alti standard qualitativi in tutte le fasi del processo.
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Elezioni Milano, Albertini “Pronto a fare il vice a Di Montigny”

MILANO (ITALPRESS) – “Perchè no alla candidatura a sindaco e sì a vicesindaco? Per correttezza e per gratitudine delle tante persone che mi hanno sostenuto durante la lunga fase che mi ha portato a un passo dal candidarmi. Mi è sembrato giusto, dopo aver detto no, mettermi a disposizione. Chiaramente se è interesse del candidato e delle forze politiche».
Così Gabriele Albertini, in una intervista al Corriere della Sera risponde a proposito dell’ipotesi di Oscar Di Montigny sindaco e lui vice, la coppia su cui punta Matteo Salvini.
«Per un sindaco i cinque anni del mandato sono un vincolo fortissimo, via lui, via tutti. E’ anche la forza. Io ho governato nove anni con la lettera di dimissioni in tasca e questo mi ha permesso di avere la massima libertà. A differenza del sindaco, il vicesindaco e gli assessori sono intercambiabili».
«Non sto affatto dicendo che se vinco mi ritiro prima della fine del mandato dico che psicologicamente esiste questa possibilità. E’ un pò come quando ho corso la prima Stramilano della mia vita. La corsa non è il mio sport e allora mi sono detto: ‘corro per un’ora e poi vedo come va, se mi sento vado avanti, altrimenti mi fermò spiega Albertini.”Montigny? Ho dato la mia adesione alla sua candidatura anche perchè il suo curriculum è ragguardevole. Qualcuno può considerare i suoi libri come delle magnifiche utopie rispetto al mestiere di sindaco. Però se non si guarda in alto poi si finisce a strisciare nel sottobosco. Consigli? Gli ho parlato per fargli capire i rischi e i problemi di un primo cittadino. Gli altri bid del centrodestra? Non hanno detto niente, ma anche sulla mia candidatura a sindaco sono stati in silenzio”.
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