MILANO (ITALPRESS) – L’ex area imbarchi dell’aeroporto di Linate, un prefabbricato di circa 2.000 mq di proprietà della SEA (Aeroporti Milano) del valore di 1,5 milioni di euro, è stato “donato”, grazie all’intervento di Bancobuilding il banco delle cose, all’Associazione Nazionale Alpini di Brescia. Diventerà il centro operativo e di formazione regionale degli Alpini ma anche la base logistica per gli specialisti A.N.A. della Protezione Civile in Lombardia. Dopo i lavori di ristrutturazione dell’aerostazione milanese la struttura è risultata in eccedenza e nessuno voleva prenderla. Bancobuilding, organizzazione di volontariato che fa da ponte fra aziende e mondo no profit per eliminare gli sprechi e favorire la sostenibilità ambientale con il riutilizzo di materiali edili, arredamento, tessile e altro, ha cominciato a cercare una onlus interessata al prefabbricato ed è arrivata in ultima analisi all’A.N.A. di Brescia. Ieri la consegna ufficiale delle chiavi del capannone agli alpini.
In base a previsioni (pre-Covid) di volumi di traffico in crescita, SEA aveva realizzato un prefabbricato, in acciaio e cemento armato, che diventasse “l’Area Imbarchi” durante le varie fasi di ristrutturazione e che potesse durare nel tempo per essere poi riutilizzato o rivenduto ad altri aeroporti. Un edificio dotato di tutti i servizi e impianti (igienici, elettrici, centrale termica per riscaldamento e raffreddamento), che si potesse smontare e trasferire in altri luoghi. Con la pandemia e la fine della ristrutturazione del nuovo aeroporto di Milano il prefabbricato è rimasto inutilizzato e quasi un “ingombro.
“Con grande incoscienza ma affidandoci alla Provvidenza divina – racconta Silvio Pasero, presidente di Banco Building – abbiamo detto di “sì” alla donazione di SEA. Noi di Banco Building abbiamo fatto tante cose in questi anni ma ritirare un immobile e trasferirlo in altro loco non lo avevamo ancora mai fatto. Si sa c’è sempre una prima volta. Siamo – spiega Pasero – una sorta di agenzia gratuita di collocamento delle eccedenze. Raccoglie da un lato le offerte dalle aziende italiane (mai da privati) e dall’altro lato le richieste degli Enti italiani (con progetti d’intervento in Italia e nel mondo) e mai di privati. L’intervento è totalmente gratuito e avviene grazie a volontari. Quando un’azienda segnala una disponibilità, Banco Building consulta la sua banca dati, individua la richiesta più affine e mette in contatto l’azienda con l’opera di carità. Questa dovrà, a suo onere e cura, ritirare i beni offerti presso il magazzino del donatore. Questo per gli enti è l’unico impegno/costo (che avrebbero comunque): andare a ritirare i beni donati. Il Banco fa sì che tutto proceda nel migliore dei modi”.
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Un “pezzo” dell’Aeroporto di Linate donato agli Alpini di Brescia
Commercio, Gdo chiede semplificazione e sburocratizzazione del settore
ROMA (ITALPRESS) – Attivare un dibattito costruttivo tra le parti per promuovere una reale ed effettiva evoluzione normativa necessaria alla realizzazione di uno stato snello, moderno, in grado di intercettare i bisogni emergenti della società e che consenta alle imprese di cogliere opportunità utili a svolgere al comparto della distribuzione quel ruolo di promotore dello sviluppo economico che ha sempre avuto. E’ quanto si prefigge il “Rapporto sulla legislazione commerciale” promosso dall’Associazione Nazionale Cooperative Dettaglianti Conad, presentato oggi. Giunto alla sua undicesima edizione, quest’anno è stato curato dalla segreteria nazionale e dall’Ufficio Legislazione e Studi di Ancd e dai membri del Channel & Retail Lab della Sda Bocconi. Edito da Franco Angeli, il rapporto dal titolo “L’Italia dopo la crisi sanitaria. Un nuovo patto tra distribuzione e imprese: il ruolo della distribuzione commerciale”, mostra come negli ultimi anni l’accelerazione verso la globalizzazione delle attività e il rallentamento della crescita economica italiana hanno evidenziato le criticità presenti nella legislazione commerciale italiana. Criticità che si sono acuite con la pandemia e che rendono ancora più urgenti gli interventi per il loro superamento.
“Viviamo dei paradossi che tolgono competitività alle imprese italiane della distribuzione e rallentano la ripresa di molti settori produttivi del nostro Paese – ha detto Francesco Pugliese, Ad di Conad nel dibattito che è seguito alla presentazione – Il Pnrr elaborato dal Governo contiene gli interventi necessari: stimolo della concorrenza, semplificazione della burocrazia, uniformità delle regole sui territori e tra le diverse imprese. La legge varata nel 2011 consente alle imprese, ad esempio, di determinare i propri orari di apertura, ma molte leggi regionali rendono difficile la sua applicazione: è nell’interesse dei cittadini consumatori, dei lavoratori delle imprese dettaglianti e delle aziende del comparto avere un chiaro quadro normativo, per offrire più servizi, più posti di lavoro, più investimenti. Poi – ha proseguito Pugliese – deve essere sanata la asimmetria normativa che regola l’attività delle imprese dell’e-commerce da quelle del commercio tradizionale: dobbiamo poter competere sullo stesso piano, non possiamo concedere incredibili privilegi alle prime e penalizzare le seconde. Infine – ha concluso – dobbiamo ripensare la relazione tra stato e imprese e ripristinare l’assoluta fiducia nella Giustizia degli operatori, per attrarre e promuovere quegli investimenti che possono creare nuove imprese e nuova occupazione”. Per il viceministro dello Sviluppo Economico con delega al Commercio, Gilberto Pichetto Fratin, che ha concluso l’incontro, “la semplificazione e la sburocratizzazione del settore del commercio e della distribuzione, in linea con i capisaldi del Pnrr individuati dal Governo, è un obiettivo imprescindibile per fare dell’attività di impresa una opportunità di crescita. La nostra prospettiva, dunque, è impegnarci ad un vero processo di semplificazione burocratica, che vada oltre la logica dei provvedimenti amministrativi di dettaglio, auspicando così da una parte una più attenta responsabilizzazione degli operatori, e a controlli che siano a posteriori, dall’altra. Il futuro non lo si attende. Lo si costruisce insieme e da parte del Governo posso assicurare la massima collaborazione affinchè tutto ciò avvenga”.
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Rifiuti, al Sud mancano 121 impianti di trattamento
ROMA (ITALPRESS) – Il prossimo numero del Rapporto Sud del Sole 24 Ore in edicola domani in Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna dedica l’inchiesta d’apertura al settore dei rifiuti. Al Sud mancano 121 impianti di trattamento. Ce ne sono 155 censiti, ma non sono sufficienti. Lo rivela un’indagine del Conai, il consorzio nazionale per la raccolta degli imballaggi, che indaga sul fabbisogno regione per regione. Il potenziamento del ciclo industriale è necessario – secondo il presidente del Conai, Luca Ruini – perché i rifiuti vanno smaltiti e riciclati vicino al luogo in cui sono raccolti. La carenza – spiega il Rapporto Sud del Sole 24 Ore – costringe le regioni a esportare. La Campania, a esempio, esporta il 66% della frazione organica, dispone di 16 impianti per il trattamento dei rifiuti. Ma gliene servirebbero altri 38. Dispone poi di un termovalorizzatore, quello di Acerra, gestito da A2A: sebbene in passato, ai tempi della grande emergenza ne fossero invocati altri cinque, oggi non se ne richiedono altri. In Sicilia, ai 21 impianti di compostaggio dovrebbero aggiungersene altri 9. Servirebbero poi 5 discariche di servizio. E soprattutto un termovalorizzatore.
Alla Puglia, nonostante una dotazione di 34 strutture, si ritiene che manchino 22 fabbriche: 5 per il compostaggio, altrettante per il trattamento delle terre da spazzamento, quattro discariche di servizio. La Calabria ha una forza di 23 impianti ma per trovarsi pronta nel 2030 dovrà realizzarne altri 11 che potrebbero dar lavoro a 150 persone. La Basilicata ha oggi 9 impianti e ne dovrebbe realizzare altri 6. Infine, la Sardegna, una mosca bianca. Dispone di una rete di 32 impianti: sufficiente a trovare una destinazione ai rifiuti raccolti dai Comuni.
Ferrovie. Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza compare la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Il Rapporto Sud del Sole 24 Ore spiega che, a differenza delle prime ipotesi, la versione definitiva del piano punta a una linea ferroviaria che consentirà di viaggiare a 300 km orari. Con quest’opera il Sud sarà meno isolato. Ma un gruppo di professori delle università della Calabria e della Sicilia criticano il tracciato scelto.
Le città alla prova della rigenerazione urbana. Taranto ha progetti da realizzare e adesso ha anche una dote di oltre 300milioni. Sul prossimo numero del Rapporto Sud del Sole 24 Ore il piano del Comune che punta soprattutto su Borgo, città vecchia, Rione Tamburi e Paolo VI: le quattro aree su cui intervenire per cambiare il volto della città affinché non sia solo considerata sede dell’industria dell’acciaio, ma punti anche alla sostenibilità ambientale. Le leve finanziarie azionate sono diverse e vanno dai bandi nazionali del ministero delle Infrastrutture al Contratto istituzionale di sviluppo. Sono disponibili anche fondi regionali (Strategie integrate di sviluppo urbano sostenibile) e quelli delle delibere Cipe per Taranto.
Le aziende alle prese con la transizione ecologica. Il Rapporto Sud racconta i casi della sarda Maffei silicati che si converte alla produzione di energia con un mega impianto fotovoltaico. E di Isotta Fraschini che, nell’ambito di un piano di rilancio, progetta un nuovo motore industriale a idrogeno.
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La Russa “Stiamo all’opposizione, puntiamo a governo di centrodestra”
“Ci sono dei provvedimenti che votiamo, anche se non abbiamo visto grandi cambiamenti se non nell’autorevolezza di Draghi nei confronti dell’Ue. Ogni giorno ringrazio Dio che non siamo entrati nel governo, sono in lite e sono l’uno contro l’altro armati e non hanno la possibilità di uscire, e sono un po’ prigionieri di una scelta che hanno fatto. Non li condanno, ma credo che abbiamo fatto benissimo a stare all’opposizione”. Lo ha detto Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato ed esponente di Fratelli d’Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Noi all’opposizione siamo da pungolo, se non avessimo sollevato noi il problema del coprifuoco probabilmente ce lo tenevano tutta l’estate”. Mario Draghi presidente della Repubblica? “Secondo me la logica è quella, ma troverà resistenze perchè è troppo comodo per chi non vuole andare a votare che lui non faccia il presidente della Repubblica. Io dico che dipenderà da lui”.
Parlando del successo di Fratelli d’Italia, La Russa che ne è stato cofondatore, ha spiegato: “L’obiettivo in quel momento insieme a Meloni e Crosetto era riacquistare il ruolo e il peso almeno di Alleanza Nazionale del 15%. Giorgia è andata oltre quell’obiettivo. C’è un successo che parte da lontano, innanzitutto abbiamo scelto una donna ma una donna brava, poi c’è un dato politico, la nostra crescita è coincisa con un appannamento di Forza Italia”. Tra Meloni e Salvini non c’è rivalità, “quando sono insieme c’è un rapporto idilliaco, non ho mai visto una parola di troppo o un atteggiamento conflittuale. Forse un po’ di competizione c’è ma questo non impedisce di avere un ottimo rapporto. Una diversità fondamentale tra FdI e Lega è il valore che noi diamo all’identità, un’altra è nel tono e nel linguaggio, noi siamo moderati nei toni ma inflessibili nei contenuti, il che produce forte coerenza. Noi non abbiamo altra volontà se non quella di andare al governo insieme a tutto il centrodestra, quella è la nostra strada”.
Sulla possibilità che Giorgia Meloni diventi premier di un governo di centrodestra, il senatore ha sottolineato che “tutto è possibile ma non deve essere l’obiettivo, bisogna far diventare azione le nostre idee e puntare alla realizzazione del nostro programma, non bisogna condizionare le scelte politiche a un obiettivo di posizioni”. Infine le questioni della tassa di successione, lo sblocca cantieri e la legge elettorale. “Noi riteniamo che la tassa sulle successioni sia una cosa odiosa, non sono beni non tassati perché ad esempio una casa la tassi prima, durante e dopo la successione, noi siamo assolutamente contrari”. Sullo sblocca cantieri serve una “versione liberale con grande aumento dei controlli, altrimenti capisco la prudenza”. Sulla legge elettorale “piuttosto che imbarcarci a cambiarla va bene questa – ha concluso La Russa – noi abbiamo presentato una proposta molto semplice che inverte il numero di proporzionalità e di maggioritario ovvero fa aumentare il maggioritario ma mantiene una quota del 30% di proporzionale”.
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Johnson & Johnson Medical Italia, tre nuove app dedicate ai pazienti
ROMA (ITALPRESS) – Johnson & Johnson Medical Italia, leader nel settore dei dispositivi medici, lancia tre nuove app destinate ai pazienti trattati chirurgicamente.
Le app, messe a punto durante la pandemia, rappresentano soluzioni digitali all’avanguardia per supportare i medici nel seguire i pazienti che, a causa del rischio di contagio, non potevano accedere agli ospedali. Sviluppate grazie a una stretta collaborazione tra J&J, i chirurghi, gli operatori sanitari e le associazioni dei pazienti, partendo proprio dalle esigenze del paziente e dalle raccomandazioni cliniche, le app accompagnano il paziente lungo l’intero percorso di cura. Ai pazienti di chirurgia vengono messe a disposizione nel momento in cui vengono presi in carico dalla struttura ospedaliera, creando subito un legame diretto con il centro. Attraverso l’app, il paziente viene seguito in ogni fase del percorso di cura, facilitando così lo scambio di informazioni con l’equipe medico-chirurgica e riuscendo a ridurre la permanenza in ospedale, pur mantenendo un collegamento continuo e personale con i medici e arrivando preparato, sia fisicamente che psicologicamente, all’intervento. Il collegamento continua anche nel post-intervento, garantendo una continuità nell’assistenza. La app esaurisce la sua valenza quando il paziente esce ufficialmente dal periodo di follow up.
“La pandemia ha evidenziato come l’ospedale non possa più essere l’unico luogo di cura”, afferma Silvia De Dominicis, presidente e amministratore delegato di J&J Medical Italia Spa. “Siamo convinti che il nostro sistema sanitario debba ripensare all’intero percorso di cura, evolvendo dal concetto di luogo esclusivamente fisico verso quello di integrazione con l’assistenza a distanza, grazie allo sviluppo della Sanità digitale e delle Telemedicina. Questo è un primo passo verso la creazione di strutture virtuali che avvicinino gli operatori ai pazienti. Il paziente, anche grazie all’impiego della tecnologia, oggi può essere seguito costantemente dai propri medici da remoto e pertanto avere bisogno di recarsi in ospedale solo quando il tipo di assistenza e di cura lo richiede; questo impatta positivamente sul suo stato di salute e la sua qualità di vita, e consente al sistema sanitario di liberare risorse reimpiegabili per il trattamento di un sempre maggiore numero di persone. Il nostro intento è quello di collaborare con gli operatori sanitari per lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie, soluzioni e prodotti innovativi che abbiano un impatto misurabile sia in termini di miglioramento degli esiti di cura che di efficientamento delle risorse impiegate dal servizio sanitario”, conclude De Dominicis.
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Italiani ottimi risparmiatori ma le conoscenze sono scarse
MILANO (ITALPRESS) – Gli italiani mostrano interesse per il mondo della finanza e dell’economia (58,3%), tuttavia permane la preoccupazione post-Covid. Il 69% degli intervistati crede che la situazione economica finanziaria e lavorativa del Paese sarà peggiore a fine emergenza sanitaria. Ciò nonostante, la percentuale di chi si dichiara preoccupato per il peggioramento economico nazionale (57,4%) scende, se si considerano ripercussioni a livello personale o familiare (27,8%). Rispetto all’influenza del PNRR sulla propria situazione economica, solo il 21,6% si aspetta effetti positivi. Il 52% dichiara di scegliere il “fai da te” nella gestione dei risparmi, ma di fondo mancano una conoscenza adeguata e una sana consulenza ed educazione finanziaria. La casa rimane in cima alla lista dei desideri e gli italiani si confermato un popolo di risparmiatori, prudenti e conservatori, prevalentemente lasciando i soldi sui conti correnti per eventuali imprevisti. Questi alcuni dati emersi dal Rapporto Euromedia Research – Banca Mediolanum: “Gli italiani: risparmio e investimenti” presentato in occasione dell’8^ edizione del Mediolanum Market Forum.
Il rapporto delinea tra l’altro l’identikit del profilo del risparmiatore italiano. Prudente, attento, cauto e parsimonioso, così si descrivono gli italiani. Il 59,1% risparmia fino a 500 euro al mese per gli imprevisti. Il 52% del campione dichiara di non avvalersi di nessun intermediario, mentre il 39,2% investe in azioni, fondi o prodotti finanziari, prevalentemente come forma di protezione per il proprio futuro e per quello dei propri figli.
“Conoscenza e consulenza, questo il percorso naturale per affrontare il timore degli italiani di fronte alla crisi economica generata dalla pandemia ed al futuro che ci aspetta – afferma Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum. L’incertezza nasce dalla scarsa educazione finanziaria che nel nostro Paese raggiunge una diffusa dimensione significativa e dalla poca conoscenza di strumenti base, come la tutela assicurativa o come la strategia di investimento con ingresso graduale e programmato sui mercati. Conoscenza minima anche dei piani individuali di risparmio, una forma di investimento che al contempo può portare valore ai risparmiatori retail e convogliare parte del cospicuo risparmio privato verso il tessuto imprenditoriale nazionale, a favore delle nostre Piccole e Medie Imprese, tuttora la spina dorsale del Paese. Il monito che raccolgo da questo rapporto è di spingere l’acceleratore per favorire una maggiore consapevolezza finanziaria dei nostri clienti risparmiatori e imprenditori, in un momento decisivo per il futuro del Paese”.
“Sono molto soddisfatta del lavoro di ricerca realizzato per Banca Mediolanum. Abbiamo indagato il risparmio, un tema – troppo spesso in secondo piano – di grande rilievo sociale e cruciale per le famiglie italiane. Tra l’altro in un periodo delicato per il nostro Paese – sostiene Alessandra Ghisleri, Direttore di Ricerca di Euromedia Research. Il patrimonio degli italiani è un bene che va difeso e valorizzato. Sono contenta se questa ricerca potrà contribuire a questa finalità”.
Oltre a Massimo Doris e Alessandra Ghisleri, all’8^ edizione del Mediolanum Market Forum si sono confrontati Tommaso Corcos, amministratore delegato e direttore generale Fideuram ISPB e presidente di Assogestioni, Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti S.p.A. e presidente di CentroMarca, Alec Ross, autore dei libri “Il Nostro Futuro” e “I Furiosi Anni 20” e consigliere all’Innovazione nell’Amministrazione di Barack Obama, Nerio Alessandri, fondatore e presidente di Technogym, Stefano Volpato, direttore commerciale di Banca Mediolanum, Walter Bertin, amministratore delegato di Labomar S.p.A., Silvana Chilelli, amministratore delegato Eurizon Capital Real Asset SGR.
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La Russa “Nel Governo liti continue, l’opposizione scelta giusta”
ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono dei provvedimenti che votiamo, anche se non abbiamo visto grandi cambiamenti se non nell’autorevolezza di Draghi nei confronti dell’Ue. Ogni giorno ringrazio Dio che non siamo entrati nel governo, sono in lite e sono l’uno contro l’altro armati e non hanno la possibilità di uscire, e sono un pò prigionieri di una scelta che hanno fatto. Non li condanno, ma credo che abbiamo fatto benissimo a stare all’opposizione”. Lo ha detto Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato ed esponente di Fratelli d’Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Noi all’opposizione siamo da pungolo, se non avessimo sollevato noi il problema del coprifuoco probabilmente ce lo tenevano tutta l’estate”. Mario Draghi presidente della Repubblica? “Secondo me la logica è quella, ma troverà resistenze perchè è troppo comodo chi non vuole andare a votare che lui non faccia il Presidente della Repubblica. Io dico che dipenderà da lui”. Parlando del successo di Fratelli d’Italia, La Russa che ne è stato co-fondatore, ha spiegato: “L’obiettivo in quel momento insieme a Meloni e Crosetto era riacquistare il ruolo e il peso almeno di Alleanza Nazionale del 15%. Giorgia è andata oltre quell’obiettivo. C’è un successo che parte da lontano, innanzitutto abbiamo scelto una donna ma una donna brava, poi c’è un dato politico dove la nostra crescita è coincisa con un appannamento di Forza Italia”. Tra Meloni e Salvini non c’è rivalità, “quando sono insieme c’è un rapporto idilliaco, non ho mai visto una parola di troppo o un atteggiamento conflittuale ma forse un pò di competizione c’è ma questo non impedisce di avere un ottimo rapporto. Una diversità fondamentale tra FdI e Lega è il valore che noi diamo all’identità, altra è nel tono e nel linguaggio, noi siamo moderati nei toni ma inflessibili nei contenuti il che produce forte coerenza. Noi non abbiamo altra volontà se non quella di andare al governo insieme a tutto il centrodestra, quella è la nostra strada”. Sulla possibilità che Giorgia Meloni diventi premier di un governo di centrodestra ha sottolineato che “tutto è possibile ma non deve essere l’obiettivo, bisogna far diventare azione le nostre idee e bisogna puntare alla realizzazione del nostro programma senza condizionare le scelte politiche a un obiettivo di posizioni”.
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Mancini “L’Italia unisce, vogliamo far felici i tifosi”
SANTA MARGHERITA DI PULA (ITALPRESS) – “Questa è l’unica squadra che unisce tutti i tifosi, speriamo di renderli felici”. Così il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, in conferenza stampa alla vigilia dell’amichevole di domani contro San Marino, primo test in vista degli Europei. “Domani giocheranno Cragno, Toloi, Mancini, Ferrari, Biraghi, Cristante, Pessina, Castrovilli, Bernardeschi, Kean, Grifo”, ha annunciato il ct che ha aggiunto: “L’amichevole di domani serve a lavorare sui nostri concetti di gioco e a valutare meglio qualche giocatore. Questi trascorsi a Santa Margherita di Pula sono stati giorni di lavoro importanti per valutare le condizioni fisiche dei calciatori. Le voci di mercato? I ragazzi sono tranquilli e rilassati, i cambi di squadra coincidono spesso con un Europeo o con un Mondiale, ma non vedo grandi problemi”. E a proposito delle condizioni fisiche dei suoi azzurri, il Mancio spiega: “Penso che Verratti ce la possa fare, ha avuto un miglioramento enorme in 15 giorni. Sensi mi preoccupa un pò ed è da valutare in questi giorni. Lo staff medico sta curando gli infortunati. Pellegrini sta migliorando molto, Verratti sta recuperando più velocemente del previsto – spiega Mancini -. Raspadori si è allenato a parte in questi giorni, dobbiamo capire se andrà con l’Under 21 o se resterà qua. Credo che possa avere un grande futuro”. Riguardo alla lista definitiva che dovrà presentare all’Uefa nessuna anticipazione: “Cercheremo di portare i migliori 26 e soprattutto chi starà bene”. Mancini ha anche ricordato Tarcisio Burgnich, simbolo della Nazionale azzurra e in generale del calcio italiano scomparso ieri. “Gli ho voluto bene, per me a Bologna è stato quasi un secondo padre. Mi ha fatto giocare per la prima volta in Serie A, resterà per sempre nel mio cuore”.
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