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La carta prepagata Mooney ancora più digitale

MILANO (ITALPRESS) – A distanza di quattro mesi dal lancio, la carta Mooney è ancora più digitale: si può richiedere e attivare direttamente da smartphone o tablet attraverso l’app, oltre che sulla rete di punti vendita. Mooney è la prima azienda di proximity banking & payments in Italia nata a gennaio 2020 dall’accordo tra SisalPay e Banca 5 (Gruppo Intesa Sanpaolo).
Grazie all’IBAN italiano che la rende una vera e propria “carta-conto”, con Mooney è possibile fare acquisti online e in tutto il mondo nei negozi del circuito Visa, eseguire operazioni di pagamento come bollette, ricariche di carte prepagate e telefoniche, e usufruire di servizi che prima erano disponibili solo nelle filiali bancarie (come prelievi e bonifici). Con la carta Mooney è possibile prelevare negli ATM di tutte le banche. Il costo del canone annuo è di 8 euro.
Mooney è stata scelta già da più di 170 mila nuovi clienti, l’app Mooney da 600 mila utenti. Oltre a gestire tutte le operazioni della carta prepagata, l’applicazione permette anche di pagare multe, bollette, bollettini e tributi, scansionando il codice a barre presente all’interno dell’avviso di pagamento con la fotocamera dello smartphone, di pagare il bollo auto e moto inserendo il numero di targa, di fare ricariche telefoniche e archiviare le ricevute dei servizi effettuati in punto vendita in pochi semplici passi.
Nei primi 4 mesi del 2021 il 50% delle transazioni dell’azienda è stato effettuato in modalità cashless: una crescita del 20% rispetto agli stessi mesi del 2019 che conferma il trend di cambiamento delle abitudini di acquisto degli italiani accelerato anche dalla pandemia.
Secondo Emilio Petrone, amministratore delegato di Mooney, “la carta Mooney piace agli italiani grazie alla velocità di attivazione, alla facilità di utilizzo e agli elevati standard di sicurezza. Uno strumento di pagamento inclusivo che conferma la nostra vocazione innovativa e risponde alle necessità di una società sempre più cashless”.
(ITALPRESS).

Fico “Gravissimo il dirottamento a Minsk, l’Ue agisca con forza”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ di una gravità enorme quanto accaduto al volo civile diretto a Vilnius e dirottato a Minsk dall’aeronautica bielorussa per arrestare un passeggero, attivista dell’opposizione. L’Unione europea agisca con forza dinanzi a questa inconcepibile violazione, anzitutto attraverso la leva dell’inasprimento delle sanzioni nei confronti del governo bielorusso”. Lo scrive su Facebook il presidente della Camera, Roberto Fico.
(ITALPRESS).

JUVE, VERONA E FARAONI: PER IL NAPOLI UN’ALTRA BEFFA ATROCE

La beffa per il Napoli è atroce. Passi non farcela a entrare in Champions ma che l’abbia espulso la Juventus suona come una persecuzione: ci sono sempre i bianconeri sulla strada dei napoletani a negare conquiste spesso meritate, anche se c’è sempre un ultimo passo falso che, come nel caso di ieri sera, impedisce che si realizzi l’ingresso nell’Europa che conta. In realtà, il dramma napoletano di nomi ne ha due, Verona e Faraoni. Si potrà parlare, tanto per far colore dell’ennesima Fatal Verona, di Giulietta è ‘na zoccola, di Juric che è stato già scoperto da tempo, di quel che vi pare, ma l’uomo del destino è il braccianese Davide Faraoni, trentenne di belle speranze vissute tutte nelle giovanili azzurre, una biografia che per quantità di storie (e geografia) supera quella di Ronaldo. E un gol che ammazza la squadra fino ad oggi favoritissima. E tuttavia il Napoli non può piangere sfortuna. Se ricordate, quando venne fuori la bufala della Superlega, il signore del Real, Perez, disse che avrebbe presto invitato De Laurentiis a partecipare; avesse visto quest’ultimo Napoli, non avrebbe aperto bocca: bella squadra, bei giocatori, ma dov’era il cuore rabbioso di chi deve stabilire, in 90 minuti, che differenza c’era fra Napoli e Verona? C’è la differenza o no? O esaminati i calciatori uno per uno la differenza la fa Faraoni? C’è una complicità…veniale nel dramma del Napoli: il pentimento di Andrea Pirlo o dei mandanti che gli chiesero stentate guardiolate eppoi l’hanno lasciato libero di giocare per vincere. Secondo tradizione juventina. E’ tuttavia da sottolineare con fastidio (per me tristezza) la prova del Bologna, mai così arrendevole, debole e menefreghista anche se da anni cerca soltanto il decimo posto, forse un godimento per un siculocanadese, non per chi conosce la tradizione rossoblù. Mihajlovic ha strigliato i giocatori, io preciso “i suoi giocatori”, e lo vorrei vedere faccia a faccia con Gattuso. Per carità, la Juve è cambiata anche grazie alla Coppa Italia, una sorta di doping psicologico, e s’è fatta apertamente minacciosa, e alla fine ha salvato la stagione. Il Napoli l’occasione l’ha buttata. Giulietta sarà ‘na zoccola, ma il Verona ha tante nuove amanti dalle quali trarre giusto godimento. Un solo ultimo pensiero: il più meritevole di plauso, Stefano Pioli. Con il suo Milan. Non ho molto da dire: li ho scoperti un anno fa.
Italo Cucci ([email protected])

TRIONFO INTER, NAPOLI SENZA CHAMPIONS E LA JUVE…SI SALVA

Celebrato lo scudetto, dopo aver strapazzato l’Udinese, l’Inter con i soldi trovati in prestito, guarda avanti. L’ultimo verdetto del campionato, dominato dai nerazzurri, ha costretto il Napoli a rinunciare alla Champions. Lo spareggio di Bergamo è finito 2-0 per i rossoneri (due rigori di Kessie). In Champions sono andati Inter, Milan, Atalanta e Juve. Sta tornando il pubblico. Conte è stato il re della Serie A e, anche se l’inizio non lo faceva presagire, nel girone di ritorno ha infilato una serie di successi incredibile. La sua difesa è stata la meno battuta (35 gol subiti, l’anno scorso la Juve 43), l’attacco tra i più prolifici (89 reti segnate, i bergamaschi 90), il capocannoniere è stato Lukaku (23 gol, 29 Ronaldo), mentre il giocatore che ha compiuto un grande scatto in avanti è stato Barella. L’Atalanta ha fatto più di quanto si immaginasse (solo qualche flop nel finale) e, fra le squadre che hanno disputato una bella stagione, possiamo annoverare il Sassuolo e il Verona. Tutte le altre si possono dividere in due categorie: quelle che hanno deluso e quelle che hanno fallito.
Fra le prime possiamo includere la Juventus e la Roma. Fra quelle che hanno mancato gli obiettivi possiamo annoverare la Lazio e le tre retrocesse Benevento, Crotone e Parma. Nè carne nè pesce le altre. Tutto è naturalmente relativo alle ambizioni di ogni club. L’Atalanta ha disputato una grande stagione. Gasp ha ottenuto il terzo posto e la terza qualificazione in Champions. Da Romero a Pessina, da Zapata a Muriel, primatista di gol (22) segnati da subentrante, sono molti i giocatori da citare. Il Napoli (1-1 col Verona) non è arrivato in Champions: difficoltà contro i veneti. La lievitazione di Oshimen dopo l’infortunio e il bravo Insigne hanno contribuito molto al campionato azzurro, come naturalmente Gattuso che lascerà la panchina per dissidi con De Laurentiis. Il Sassuolo (2-0 alla Lazio), con il rivoluzionario De Zerbi al timone, ha fatto un bel campionato, ha portato alla ribalta parecchi elementi come Berardi, Locatelli, Raspadori ecc. assurti anche agli onori azzurri. Ma il tecnico se ne andrà allo Shakthar. La Juventus è andata in Champions, ma ha deluso perchè ci eravamo abituati alle sue vittorie e ha fatto capire che sono stati commessi degli errori. Il centrocampo spesso non si è rivelato all’altezza, Ronaldo è stato il capocannoniere, ma in certe partite decisive è rimasto muto.
A Bologna (4-1 per i bianconeri) è andato il panchina perchè era stanco… La difesa dei senatori ha spesso scricchiolato. Solo Chiesa e Cuadrado hanno risposto alle attese. Pirlo verrà assolto, avendo vinto due trofei? Il Milan (secondo) era stato campione d’inverno e aveva sperato persino nello scudetto, confidando troppo nei miracoli di Ibrahimovic, spesso infortunato. E comunque Donnarumma ha fatto spesso miracoli e Kessie, Hernandez, Calhanoglu e talvolta Rebic si sono rivelati all’altezza. La Roma (2-2 a La Spezia) è stata per un pò fra le prime, ma non ha battuto mai una “grande”. Il gap si è visto, anche se in Europa League è giunta in semifinale ed è andata in Conference League. Pellegrini e Mancini fra i migliori. Fonseca lascerà la panchina a Mourinho. La Lazio, pur in possesso di giocatori della abilità di Immobile, Luis Alberto e Correa non ha mai corso per le posizioni di vetta. Nel mare delle squadre di mezza classifica, la Sampdoria (3-0 al Parma) ha disputato un buon campionato ma Ranieri ha deciso di andarsene perchè ha delle ambizioni e forse il club ne ha poche. Il Verona è partito bene e ha finito male la stagione. Zaccagni e Dimarco validi. Il Bologna si è barcamenato, ma alla fine ha disputato un campionato non troppo esaltante. Bene Soriano e Schouten.
Ci sono state squadre che hanno vissuto di alti e bassi come l’Udinese che si è salvata per tempo e ha avuto in De Paul e Musso i giocatori di maggior spicco. Gotti resterà? La Fiorentina, che pure ha trovato in Vlahovic uno dei cannonieri più rinomati, ha temuto di precipitare. Il ritorno di Iachini al posto del rinunciatario Prandelli l’ha salvata. Anche il Genoa (1-0 a Cagliari) è stato portato in linea di galleggiamento dal ritorno di Ballardini, che ha preso il posto di Maran. Strootman efficace. Fra gli emergenti Shomurodov e Scamacca. Lo Spezia ha mostrato a volte un bel gioco, ma “capitan” Italiano l’ha aiutata a restare in Serie A. Più squadra che singoli. Anche il Cagliari, passato dalle mani di Di Francesco a quelle di Semplici, ha fatto un bel finale. Joao Pedro goleador. Il Torino (1-1 col Benevento) ha tribolato sino all’ultimo ma, grazie a Nicola, subentrato a Giampaolo, si è confermato specialista in salvataggi. Mandragora e Sanabria hanno inciso. Delle tre retrocesse, il Benevento di Pippo Inzaghi è partito male ed è finito peggio. Al contrario, il Crotone (0-0 con la Fiorentina) ha fatto qualche passo avanti col passaggio da Stroppa a Cosmi e ha evitato l’ultimo posto grazie anche ai 20 gol di Simy. Difesa troppo debole: 92 i gol subiti. Infine il Parma (peggior attacco: 39 gol) è finito in coda a tutti, nonostante il cambio Liverani-D’Aversa. Per gli arbitri è stata una stagione travagliata, la questione del VAR ha creato pasticci. Occorre chiarire la situazione. Qualcuno si è sentito preso in giro.
(ITALPRESS)

Grave ma stabile il bambino ricoverato a Torino

TORINO (ITALPRESS) – Ha passato la notte il bimbo di 5 anni, unico superstite della tragedia della funivia del Mottarone. Ricoverato dal 23 maggio al Regina Margherita di Torino, si trova in rianimazione dopo l’intervento per ricomporre le fratture subite durante la caduta. Le sue condizioni sono stabili, è intubato e sedato. La prognosi è riservata e le condizioni sono gravi. Lo apprende Italpress da fonti ospedaliere.
(ITALPRESS).

Philip Morris pubblica report integrato, obiettivo eliminare sigarette

ROMA (ITALPRESS) – Philip Morris International Inc. ha pubblicato la nuova edizione del suo Report Integrato che traccia un’analisi dei progressi negli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) raggiunti nel corso del 2020, a partire dall’obiettivo di eliminare le sigarette.
Il report conferma l’ambizione di PMI di supportare il passaggio ai prodotti senza combustione entro il 2025 di oltre 40 milioni di fumatori adulti che altrimenti continuerebbero a fumare. Coerentemente con la strategia di costruire un futuro senza fumo, Philip Morris International si è data l’obiettivo di generare entro la stessa data oltre il 50% dei ricavi netti da tali prodotti, rendendoli disponibili in 100 mercati. Per accelerare il percorso di trasformazione, nel 2020 PMI ha investito 495 milioni di dollari in ricerca e sviluppo, di cui quasi la totalità nei prodotti senza combustione. In linea con l’impegno di rivolgersi esclusivamente a fumatori adulti, PMI ha assunto inoltre l’impegno di dotare, a partire dal 2023, il 100% dei suoi dispositivi elettronici senza fumo con tecnologie in grado di verificare l’età dei suoi utilizzatori.
“La sostenibilità è al centro della trasformazione di PMI e guida lo sviluppo dei nostri ambiziosi programmi ESG per mitigare i rischi associati alla nostra filiera, stimolando al contempo innovazione e crescita per garantire il nostro successo a lungo termine”, ha affermato Emmanuel Babeau, Chief Financial Officer. “E’ nostra ferma convinzione che la sostenibilità e la performance aziendale non seguano percorsi separati e sono orgoglioso che abbiamo trascorso l’ultimo anno continuando a rafforzare la nostra governance in termini di sostenibilità assicurandoci che i fattori ESG siano integrati nei processi decisionali a tutti i livelli della nostra organizzazione”.
Sotto il profilo della responsabilità ambientale, PMI ha confermato l’obiettivo di raggiungere la carbon neutrality come azienda entro il 2030 e come filiera produttiva entro il 2050. L’Azienda ha ricevuto il punteggio “Tripla A” da CDP (Carbon Disclosure Project) – la principale organizzazione non-profit internazionale indipendente che valuta gli sforzi ambientali di migliaia di aziende in tutto il mondo – per i risultati raggiungi a difesa dell’ambiente: dalla lotta al cambiamento climatico, riducendo le emissioni di CO2 del 26%, alla promozione della sicurezza idrica. Nel 2020 PMI ha inoltre raggiunto l’obiettivo di acquistare il 100% del tabacco greggio senza rischi per la deforestazione, contribuendo a tutelare la biodiversità.
“Nonostante le sfide senza precedenti portate dalla pandemia globale, non abbiamo deviato dai nostri sforzi per dimostrare solidarietà, supportare chi sta condividendo il nostro percorso, e perseguire l’obiettivo di diventare un’azienda più sostenibile”, ha dichiarato Jennifer Motles, Chief Sustainability Officer, che ha aggiunto “il coinvolgimento di diversi stakeholder e un dialogo costruttivo rimangono essenziali nel nostro percorso di trasformazione. Nel 2020, le partnership multi-stakeholder sono state fondamentali per i significativi progressi che abbiamo compiuto nell’affrontare molti temi prioritari di sostenibilità, che vanno dal preservare la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti alla salvaguardia dei diritti umani di chi lavora insieme a noi, accelerando gli sforzi lungo tutta la nostra filiera per ridurre gli impatti sul cambiamento climatico”.
(ITALPRESS).

A Renato Pozzetto il Nastro d’argento speciale 75

ROMA (ITALPRESS) – Un Nastro d’Argento speciale che sigla l’omaggio all’intensa interpretazione del film di Pupi Avati “Lei mi parla ancora” e il riconoscimento a un ritorno al cinema a quasi mezzo secolo dal debutto sugli schermi: così i Giornalisti Cinematografici festeggiano quest’anno Renato Pozzetto, protagonista inatteso di un film emozionante, nel ruolo che Pupi Avati gli ha regalato, dal libro autobiografico di Giuseppe “Nino” Sgarbi. Un ruolo che gli ha consentito di rivelare un registro drammatico e toccante dopo quasi mezzo secolo di film interpretati – 75, proprio come gli anni che i Giornalisti festeggiano in quest’edizione – a volte anche diretti e sceneggiati, sempre, però, fino ad oggi nella commedia.
“Dopo tanti anni di comicità Renato Pozzetto, con un talento drammatico inedito, negli anni mai rivelato, ci ha fatto scoprire grazie a Pupi Avati un’altra gamma di sfumature del suo essere attore, con un’interpretazione intensa e sorprendente – spiega a nome del Direttivo Nazionale la Presidente, Laura Delli Colli – e questo Premio è il riconoscimento ad un nuovo debutto, a quasi cinquant’anni dal Nastro d’Argento che siglò il suo primo successo sullo schermo, nel 1972, come miglior esordiente in ‘Per amare Ofelià di Flavio Mogherini”.
Pochi, da allora, i riconoscimenti dal cinema ma grande la popolarità e l’affetto dal pubblico per Renato Pozzetto, che è stato negli anni soprattutto protagonista di una comicità surreale e inconfondibile, ben rodata in tanti anni di cabaret, poi anche televisivo, fin dalle prime serate all’Osteria dell’Oca. Era il tempo dell’incontro con Aurelio Ponzoni – Cochi – e alla nascita di una delle coppie più amate in quel mondo milanese che univa alla loro avventura ‘complicì straordinari come Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Lino Toffolo, con Bruno Lauzi nel Gruppo Motore da cui tutto, nei primi anni Sessanta, cominciò nelle serate al Cab 64 poi al mitico Derby e approdare poi alle domeniche televisive e quindi, al cinema.
(ITALPRESS).

Di Maio “Confronto con i sindaci sul dl Semplificazioni”

ROMA (ITALPRESS) – “In settimana il Consiglio dei ministri sarà chiamato a dare l’ok al decreto Semplificazioni. Siamo in una fase emergenziale che ci obbliga a procedere con celerità, sburocratizzando tutte le procedure superflue che rallentano la macchina dello Stato. Il Paese deve ripartire, c’è la necessità di creare nuove opere, far partire nuovi cantieri, dare nuove opportunità di lavoro. Per riuscirci è necessario semplificare le procedure, rispettando sempre il tracciato della legalità. Ho detto a più riprese, anche nei mesi peggiori di questa pandemia, che gli amministratori locali hanno faticato più di tutti. I sindaci sono stati sul campo, aiutando i propri concittadini in prima persona. A loro va un doveroso ringraziamento, non smetteremo mai di sostenerli”. Così, in un post su Facebook, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
“A questo proposito – aggiunge -, lasciatemi ricordare anche i 500 milioni stanziati nel decreto Sostegni bis per i Comuni in dissesto. Ma gli amministratori locali vanno ascoltati pure adesso che stiamo per approvare il nuovo decreto Semplificazioni. Loro, più di tutti, sanno cosa serve alle nostre comunità locali per poter procedere spediti verso una ripartenza che metta al centro le riforme necessarie a tutto il Paese. Per questo mi rivolgo anche alla mia forza politica. Nelle ultime ore nel MoVimento 5 Stelle sul tema c’è un positivo confronto: allarghiamolo anche ai nostri sindaci, coinvolgiamo gli enti locali. Credo anche nell’idea di un forum dove confrontarci a tutti i livelli e stilare insieme una linea unitaria”, conclude Di Maio.
(ITALPRESS).