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Rifugiati, a Pfizer il riconoscimento Welcome dalle Nazioni Unite

ROMA (ITALPRESS) – In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato anche nel 2024 il polo produttivo Pfizer di Ascoli Piceno ha ricevuto la certificazione Welcome. Working for Refugee Integration, assegnato ogni anno dall’UNHCR (Agenzia ONU per i Rifugiati) alle imprese che hanno favorito l’inserimento lavorativo e sociale dei rifugiati. Un numero sempre crescente di persone in tutto il mondo abbandona le proprie case o il proprio Paese alla ricerca di sicurezza e protezione. La Giornata Mondiale del Rifugiato è un’occasione per ribadire impegno al fianco di fugge dal proprio paese per motivi di discriminazione, persecuzione e guerre.
Il lavoro rappresenta una delle principali modalità con cui le persone possono integrarsi nelle comunità di destinazione. Nel prossimo futuro Pfizer faciliterà ancora di più l’inclusione lavorativa su scala globale grazie alla Refugee Leadership Initiative, progetto che permetterà di assumere 600 rifugiati entro il 2025, di cui 100 in Europa e Italia.
In questi giorni prosegue anche l’impegno a livello locale, supportando gli sforzi della Comunità di Sant’Egidio, associazione che da decenni garantisce supporto e accoglienza ai rifugiati e ai più bisognosi: le sedi Pfizer di Roma e Milano sono state coinvolte in una raccolta di beni a favore della Comunità di sant’Egidio, raccogliendo prodotti alimentari, articoli per l’igiene, utensili e vestiti.
“Siamo fieri dei risultati di Welcome, un programma che dimostra che una società più inclusiva non solo è possibile, ma è necessaria per il presente e il futuro del nostro Paese – afferma Chiara Cardoletti, Rappresentante di UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino -. Il messaggio della Giornata Mondiale del Rifugiato è ‘La forza dell’inclusionè, per ribadire che si tratta della soluzione più concreta e vantaggiosa per tutti dinanzi agli effetti catastrofici dei conflitti e della crisi climatica che costringono decine di milioni di persone a fuggire e a stare lontani dal loro Paese mediamente per 20 anni. Ma non solo: l’inclusione lavorativa dei rifugiati offre risposte a un problema serio e strutturale della nostra economia come il mismatching tra domanda e offerta di lavoro. Ci tengo a ringraziare tutti i partner e soprattutto le aziende coinvolte per aver interiorizzato lo spirito del Global Compact e per aver pienamente compreso che l’assunzione di persone rifugiate rappresenta un valore aggiunto in termini di disponibilità di forza lavoro e di competenze ma anche che la creazione di un ambiente di lavoro più inclusivo comporta un miglioramento delle relazioni tra dipendenti e della percezione da parte dei consumatori”.
Pfizer è stata riconosciuta per due anni di seguito dal programma Welcome. Working for Refugee Integration promosso da UNHCR.
Negli anni Welcome è cresciuto in portata, efficacia e qualità, riuscendo a offrire risposte concrete tanto al bisogno di integrazione da parte dei rifugiati quanto al problema del disallineamento fra domanda e offerta che oggi caratterizza il mercato del lavoro italiano. In 7 anni sono state premiate 742 aziende, 220 soltanto in questa edizione. La crescita riguarda ogni settore produttivo e coinvolge sia grandi aziende – sono 75 le premiate per gli inserimenti realizzati nel 2023, vs 58 nel 2022 e 35 nel 2021 – che PMI. Passando agli inserimenti, oltre a un aumento in valore assoluto (11.770 vs 9.300 per il 2022), va rilevato anche un incremento dei contratti a tempo indeterminato che passano dal 5% al 6%, mentre il 91% delle persone assunte ha ottenuto un contratto a tempo determinato. Complessivamente il numero delle donne rifugiate inserite passa dal 18% al 20%.
Rossella Bruni, direttore dello stabilimento di Ascoli, ed Enrico Bovi, responsabile del progetto DE&I per Pfizer Italia: “Siamo orgogliosi non solo di questo riconoscimento da parte di UNHCR, ma soprattutto dell’impegno che le persone di Pfizer Italia hanno messo nelle iniziative locali, quest’anno a favore della Comunità di Sant’Egidio. E’ un impegno che ci permette di concretizzare in Italia i valori di diversità, equità ed inclusione, che promuoviamo quotidianamente a livello globale”.

– foto ufficio stampa Pfizer –

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SLA e SM: nuove prospettive di trattamento con staminali cerebrali

ROMA (ITALPRESS) – IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina e Revert ONLUS, hanno presentato oggi due nuove prospettive di trattamento per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e la Sclerosi Multipla (SM), attraverso il trapianto di cellule staminali cerebrali. In occasione di un evento presso la sede della Pontifica Accademia per la Vita alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, di sua Eccellenza Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontifica Accademia per la Vita, del Direttore Amministrativo dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Giovanni Pavesi, del Presidente e del Direttore della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, rispettivamente l’Arcivescovo Franco Moscone e Gino Gumirato e il Presidente della Fondazione Revert Onlus, Gaetano Tasca, sono stati illustrati gli importanti risultati del trial clinico di Fase 1 per la SM secondaria progressiva e il recente inizio della sperimentazione di fase 2 per la SLA.
Il trattamento con cellule staminali cerebrali rappresenta, ad oggi, una delle terapie potenzialmente più efficaci contro queste patologie. La metodologia messa a punto e le ricerche condotte dal Professor Angelo Luigi Vescovi – Direttore Scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietralcina, Presidente del comitato nazionale di Bioetica e Fondatore di Revert ONLUS – hanno infatti mostrato che il trapianto intracerebrale di cellule staminali cerebrali può normalizzare il quadro fisiopatologico mediante il rilascio di sostanze trofiche e antinfiammatorie.
Per quanto riguarda la ricerca per la terapia della SLA, a gennaio 2024 è iniziato il reclutamento dei pazienti per la sperimentazione clinica di fase 2 con le stesse cellule. Sotto la direzione della professoressa Letizia Mazzini, tra marzo e maggio del 2024, il team ospedaliero del dottor Leonardo Gorgoglione e del dottor Giuseppe d’Orsi ha trapiantato due pazienti, e il terzo intervento si terrà a luglio. Questo importante traguardo è stato raggiunto grazie agli incoraggianti risultati ottenuti con la fase 1 della sperimentazione, iniziata nel 2012 e che ha visto per la prima volta al mondo, il trapianto di cellule staminali cerebrali in differenti aree del midollo spinale di pazienti affetti da SLA. La sperimentazione condotta dal gruppo di ricerca del professor Vescovi è l’unica al mondo ad essere approdata alla fase 2.
Il costo di questa nuova fase sperimentale è di 4,3 mln di euro. Un finanziamento di 1 mln di euro è stato ricevuto grazie ad un bando PNRR europeo (il progetto si è classificato primo su 300 presentati).
‘In questa nuova fase sperimentale il trapianto di cellule non sarà più effettuato mediante iniezioni a livello del midollo spinale – come nella fase 1 – ma con una procedura chirurgica molto più semplice e sicura per i pazienti – ha spiegato il professor Vescovi -. Le cellule staminali verranno inoculate nei ventricoli cerebrali mediante l’impiego di un catetere collegato ad un reservoir di Ommay. L’estremità del catetere verrà posizionata nel ventricolo, mentre il serbatoio sotto il cuoio capelluto. Si tratta di una procedura chirurgica consolidata e utilizzata routinariamente nella chirurgia dei tumori e che è stata applicata anche nell’ambito del trial clinico di fase 1 per la Sclerosi Multipla, condotto sempre dal mio team e portato a termine nel 2021 senza che siano stati rilevati eventi avversì.
‘Questo approccio, meno invasivo e potenzialmente più efficace in quanto permette alle cellule di raggiungere più motoneuroni ammalati, rappresenta un’importante evoluzione nella ricerca sulla terapia cellulare per i pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica, di cui siamo stati pionieri ormai 20 anni fà, ha aggiunto la professoressa Letizia Mazzini, Direttrice della SCDU Neurologia e del Centro Esperto SLA dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara.
Per quanto riguarda invece, la sperimentazione per il trattamento della SM, il team di ricerca guidato dal professor Vescovi ha portato a termine un trial clinico di fase 1 con cellule staminali cerebrali umane, i cui risultati sono stati pubblicati a novembre 2023 sull’autorevole rivista Cell Stem Cell. Grazie agli incoraggianti risultati ottenuti è possibile a questo punto procedere con la fase 2 della sperimentazione che sarà mirata a consolidare i risultati sulla sicurezza del trattamento ottenuti nella fase 1, ma sarà progettata anche per fornire alcune indicazioni utili a valutare il dosaggio e la possibile efficacia terapeutica delle cellule. Il team di lavoro del professor Vescovi è impegnato nella stesura del protocollo che verrà sottoposto ad AIFA per ottenere le autorizzazioni necessarie per dare inizio alla seconda fase del trial clinico.
La metodologia messa a punto da Vescovi coniuga ricerca scientifica avanzata ed etica perchè le cellule staminali cerebrali impiegate per la sperimentazione clinica provengono esclusivamente da tessuto prelevato da feti deceduti per cause naturali e segue la medesima procedura autorizzativa e di certificazione della donazione volontaria di organi. Le cellule vengono prodotte in regime di Good Manifacturing Practice (GMP), secondo la normativa italiana ed europea presso l’Unità Produttiva per Terapie Avanzate (UPTA) posta nella struttura dedicata alla ricerca sulla medicina traslazionale (Institute for Stem Cell Biology, Regenerative Medicine and Innovative Therapies ISBReMIT) dell’IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo. Le ricerche condotte in fase preclinica hanno dimostrato che le cellule sono in grado di portarsi in prossimità’ di zone in cui sono in corso processi di morte cellulare e di bloccarli, normalizzando il quadro fisiopatologico tramite il rilascio di sostanze trofiche e rigenerative.
La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cellule del sistema nervoso responsabili del controllo della muscolatura. In particolare risultano compromessi i motoneuroni superiori localizzati nella corteccia cerebrale e quelli inferiori a livello bulbare e spinale.
I primi sintomi includono debolezza della muscolatura di gambe e braccia, rigidità o fascicolazioni muscolari, difficoltà nella deglutizione e nell’elaborazione della parola. La malattia si estende progressivamente a tutta la muscolatura scheletrica determinando una paralisi completa e la morte del paziente, solitamente per crisi respiratoria, nell’arco di 3-5 anni. La patologia non influisce invece sulle funzioni sensoriali, sessuali, sfinteriali, che vengono completamente preservate.
La SLA è una patologia multifattoriale e le sue cause non sono note: alla base può esserci una componente genetica, ma solamente il 25% dei pazienti è portatore di mutazioni genetiche che potrebbero essere causa della malattia. L’incidenza si colloca a 3 casi ogni 1000.000 abitanti/anno, la prevalenza è pari a 10 ogni 100.000 abitanti nei paesi occidentali ed attualmente in Italia sono circa 6.000 i malati di SLA.
La SLA colpisce entrambi i sessi, anche se vi è una lieve preponderanza nel sesso maschile.
Il protocollo per la sperimentazione di fase 2 per la SLA, approvato a giugno 2023, è stato concepito come un protocollo in triplo cieco. Ciò significa che sia i ricercatori, quindi neurologi, neurochirurghi e biologi, sia i pazienti e gli statistici non sono a conoscenza del fatto che i pazienti ricevano il trattamento o il placebo.
Nel corso della fase 2 i pazienti vengono suddivisi in due gruppi sperimentali e vengono testati due differenti dosaggi di cellule, in particolare 20 e 40 milioni. Il protocollo prevede una prima fase in cui sei pazienti vengono sottoposti ad un solo trattamento con cellule: tre ricevono 20 milioni di cellule, mentre i successivi tre 40 milioni. In una seconda fase dello studio i 24 pazienti verranno invece sottoposti a due trattamenti: il primo trattamento in cui, in maniera assolutamente randomizzata, riceveranno una dose di placebo oppure una delle due dosi di cellule previste dal protocollo, quindi 20 o 40 milioni; a distanza di tre mesi i pazienti verranno sottoposti ad un secondo trattamento. Quelli che avranno già ricevuto le cellule saranno infusi con placebo mentre gli altri riceveranno 20 milioni o 40 milioni di cellule. Al termine dell’inoculo verrà anche rimosso il catetere. Ogni paziente arruolato verrà sottoposto ad un follow up clinico della durata di un anno a partire dal primo trattamento ricevuto e verrà monitorato ogni 6 mesi per almeno 5 anni o possibilmente per tutta la durata della vita. Lo studio avrà una durata complessiva di 36 mesi.
La SM è una patologia neurodegenerativa caratterizzata da un’azione anomala del sistema immunitario che attacca e danneggia la mielina, la guaina protettiva che circonda le fibre del sistema nervoso, causando un’interruzione nella trasmissione dei segnali elettrici nel cervello e nel midollo spinale. La malattia si manifesta in maniera differente a seconda della sede delle lesioni nel sistema nervoso. Si possono avere disturbi visivi, della sensibilità, cognitivi, motori, della coordinazione, parossistici e del linguaggio. Il decorso della SM è estremamente variabile ed imprevedibile.
Nel mondo sono quasi 3 milioni i casi di SM, 122.000 in Italia, con circa 3400 casi nuovi all’anno solamente in Italia. La SM può esordire ad ogni età della vita, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 ed i 40 anni e prevalentemente nelle donne che risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Per frequenza, nel giovane adulto, è la seconda malattia neurologica e la prima di tipo infiammatorio cronico. Al momento non esistono terapie in grado di curare la patologia.
Il trial clinico di fase 1 è iniziato a gennaio 2018, ha avuto una durata complessiva di circa 3 anni e si è trattato di un trial clinico multicentrico internazionale che ha coinvolto centri di competenza in tutta Italia e in Svizzera, coordinati dal centro di medicina rigenerativa IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Nel corso dello studio sono 15 i pazienti ad essere stati sottoposti al trapianto di cellule staminali e al successivo monitoraggio di 12 mesi. Durante l’intero anno non sono stati riscontrati decessi o eventi avversi gravi dovuti al trattamento e gli effetti collaterali sono stati modesti, temporanei o comunque reversibili. Tutti i pazienti all’inizio del trial clinico mostravano alti livelli di disabilità – erano per esempio costretti ad utilizzare la sedia a rotelle – ma nel corso del monitoraggio di dodici mesi non hanno mostrato alcun aumento del grado di disabilità o un peggioramento della sintomatologia. Nessuno dei pazienti ha inoltre mostrato sintomi che indicassero una recidiva, segni di progressione o ulteriori evidenze di riattivazione della malattia suggerendo una sostanziale stabilità della patologia, sebbene i livelli elevati di disabilità all’inizio dello studio lo rendano un dato difficile da confermare. Inoltre, durante la sperimentazione di fase 1, un importante dato è emerso nella valutazione del “volume cerebrale complessivo” che nei pazienti affetti da SM tende ad aumentare a causa del processo di neurodegenerazione: nei pazienti sottoposti al trapianto si è osservato che, tanto più alta era la dose di cellule staminali iniettate, tanto più si notava una diminuzione del volume cerebrale stesso. L’ipotesi è che il fenomeno possa essere legato ad un effetto anti-infiammatorio o anche neuroprotettivo dovuto all’azione delle cellule staminali trapiantate.

– foto ufficio stampa PubliOne –
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Athletica Vaticana torna in pista sabato a Gibilterra

ROMA (ITALPRESS) – Sabato 23 giugno Athletica Vaticana sarà in pista a Gibilterra con i 18 Piccoli Stati d’Europa per i Campionati di atletica leggera. Porterà in segno di fraternità sportiva il testimone della staffetta benedetto e firmato da Papa Francesco. La presenza sportiva vaticana a Gibilterra, affacciata sul Mediterraneo, è particolarmente significativa: la «squadra del Papa» rilancerà, con umiltà e semplicità, i contenuti del messaggio di fraternità, inclusione e pace, anche attraverso lo sport, testimoniato da Francesco. Con i cinque atleti vaticani – Emiliano Morbidelli, Carlo Pellegrini, Rien Schuurhuis, Giuseppe Tetto, Giuseppe Zapparata – scenderanno in pista sportivi in rappresentanza di Albania, Andorra, Armenia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Georgia, Gibilterra, Islanda, Kosovo, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro e San Marino. Tra loro ci sono atleti protagonisti di finali olimpiche e di finali mondiali. Per la terza volta Athletica Vaticana partecipa a questa manifestazione europea, dopo le edizioni organizzate a San Marino e a Malta dove Sara Carnicelli ha ottenuto uno «storico» terzo posto nei 5000 metri. Athletica Vaticana rilancia il suo servizio di fraternità sul palcoscenico sportivo internazionale insieme a popoli che – non solo sportivamente – non hanno la grande ribalta, per testimoniare concretamente la «cultura della fraternità» e la «cultura dell’incontro». Costruendo ponti di amicizia e di dialogo con tutti. In un contesto internazionale di tensione e di guerra, proprio lo sport può essere opportunità di conoscenza reciproca che fa cadere pregiudizi e ostilità attraverso il dialogo tra culture e religioni diverse. Un messaggio che Papa Francesco ha riproposto nei giorni scorsi, nella prefazione del libro «Giochi di pace. L’anima delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi» (Libreria editrice vaticana) promosso proprio da Athletica Vaticana. A Gibilterra, nello stile indicato da Papa Francesco, la squadra di atletica leggera vaticana – partita da Roma nella mattina di giovedì 20 giugno – incontrerà le realtà sociali: in particolare preparerà una cena italiana per le persone con disabilità intellettiva, e i loro familiari, che fanno parte dell’associazione «Fede e luce». Significativo l’abbraccio con la comunità cristiana di Gibilterra che ospiterà fraternamente la squadra. Con gli atleti ci saranno alcuni familiari, la vicepresidente Valentina Giacometti, e Claudio Carmosino che, dopo 40 anni di esperienza nel Gruppo sportivo Fiamme Gialle della Guardia di Finanza, coordina gli allenamenti di Athletica Vaticana.
– Foto Ufficio Stampa Athletica Vaticana –
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InPost, gli italiani aprono le porte alla consegna fuori casa

ROMA (ITALPRESS) – Si sta diffondendo anche nel nostro Paese una consuetudine già largamente presente nelle abitudini delle popolazioni del nord ed est Europa, dove la preferenza per il ritiro fuori casa dei pacchi acquistati online raggiunge punte del 70%. (Out of home delivery in Europe 2023, Last Mile Experts – June 2023).
InPost Group, gruppo logistico specializzato nelle consegne fuori casa, nato in Polonia e presente in 9 Paesi, nel 2023 ha consegnato oltre 891 milioni di pacchi in tutta Europa. Anche in Italia, dove è l’unico specializzato esclusivamente nella consegna fuori casa, continua a crescere e conta già oltre 7500 punti di distribuzione (erano 6000 a fine 2023), aggregando locker ed esercizi commerciali di quartiere che ospitano l’innovativo servizio. Una crescita rapida, che dimostra il successo costante di questa modalità di consegna, che rispetto alla classica spedizione a domicilio garantisce alle persone maggiore libertà, tranquillità, efficacia e privacy.
Tra le 10 città in cui si concentra maggiormente la copertura del servizio offerto da InPost ci sono Firenze, Bologna e Torino che saranno anche tappe dell’imminente Tour de France.
Da quest’anno, InPost è official partner del Tour De France e la partenza dall’Italia sarà fondamentale per far conoscere il proprio nome e servizio a una fetta ancora più ampia della popolazione.
“Siamo particolarmente felici di questa partnership con il Tour de France – commenta Nicola D’Elia, managing director Southern Europe di InPost – E’ uno degli eventi sportivi internazionali più seguiti, anche in Italia, mercato strategico per la crescita del Gruppo InPost, dove quindi avremo una forte spinta di notorietà proprio grazie all’esposizione del nostro brand durante tutte le tappe di gara. Far parte della celebre carovana del Tour con le sue 4 tappe che si svolgeranno in Italia ci permetterà di interagire direttamente con il pubblico italiano lungo le strade delle città tappa. Approfitteremo di questa preziosa opportunità per presentarci e spiegare al pubblico italiano i benefici delle consegne out of home, l’unica modalità per InPost, che sosteniamo con convinzione come best practice per le consegne, anche e soprattutto per la tutela dell’ambiente”.
A Firenze sono presenti 15 locker e 57 InPost Point; sono 459 i punti totali di distribuzione presenti in Toscana; a Bologna ci sono 25 locker e 57 InPost Point, che insieme ai punti presenti nelle altre città fanno salire a 597 i punti di ritiro in Emilia Romagna; a Torino infine sono 63 i locker e 89 gli InPost Point, per un totale di 472 a livello regionale.
Scegliere il ritiro presso un locker o un InPost point significa certezza di consegna al primo tentativo, evitando alle persone i disagi e lo spreco di tempo connessi a ulteriori tentativi di consegna. L’efficacia del servizio si traduce anche in un importantissimo risparmio per l’ambiente: ottimizzando i trasporti e riducendo il via vai dei mezzi su strada, scegliere la consegna fuori casa significa anche contribuire a ridurre le emissioni in atmosfera, l’inquinamento acustico e il rischio di incidenti.
Questo tipo di consegna si adatta alle esigenze di un’ampia varietà di consumatori: lavoratori che hanno orari imprevedibili; residenti in aree urbane densamente popolate, dove le consegne a domicilio possono essere difficili a causa della mancanza di spazio per lasciare i pacchi in modo sicuro; consumatori orientati alla sostenibilità; acquirenti online frequenti che devono gestire più consegne contemporaneamente.
La presenza sempre più capillare del servizio permette ai cittadini di spedire e ritirare mentre svolgono le altre loro abitudini quotidiane. I locker InPost sono infatti posizionati in luoghi strategici come centri città, supermercati, parcheggi, centri commerciali, benzinai, stazioni…
InPost si avvale inoltre della collaborazione degli esercenti di quartiere che, aggiungendo il servizio di consegna e ritiro dei pacchi al loro business abituale, diventano punti di riferimento importanti per la popolazione del quartiere, facendosi promotori di un cambiamento culturale che punta alla consegna fuori casa come principale modalità di gestione degli acquisti online.
“Nel mio negozio offro come servizio il ritiro dei pacchi spediti con InPost – commenta Barbara dell’InPost Point Agenzia Il Punto di Firenze – Essere in centro è come trovarsi in un piccolo paese e ti permette di conoscersi un pò tutti. I miei clienti sono abituali e con loro ho creato una relazione di confidenza, ma ora, il mio punto vendita è frequentato anche da volti nuovi, provenienti da zone limitrofe o di passaggio per il centro che entrano per ritirare il proprio pacco. Il Tour de France sarà una grande opportunità per la nostra città e sono sicura che vedremo un gran passaggio di persone”.
“Il mio negozio è proprio nel centro storico di Bologna – continua Ciro dell’InPost Point Towerservice – a un passo dalle due Torri e da piazza Maggiore, in una stradina caratteristica circondata da botteghe e uffici di chi vive quotidianamente la città, ma anche da molte attrazioni turistiche che portano sempre nuovi volti a farci visita. Qui a Bologna le persone ricercano un punto di contatto anche per la semplice consegna di un pacco! Dal Tour De France ci aspettiamo un maggior flusso di persone e più visibilità per la nostra città”.
“La mia edicola è in un punto nevralgico e raccoglie un ampio bacino d’utenza che arriva sia dagli abitanti della collina che scendono verso la città per lavoro o commissioni, sia da Borgata Rosa, San Mauro e Madonna del Pilone – commenta Laura dell’InPost Point presso l’Edicola del quartiere Sassi a Torino – Abbiamo rilevato questo chiosco dopo 2 anni di inattività e devo dire che i cittadini ci hanno accolto molto bene. Ho deciso di offrire ai miei clienti abituali il servizio aggiuntivo di ritiro dei pacchi acquistati online e questo ha consentito di attrarre anche nuovi clienti. Dal Tour de France mi aspetto tanto turismo. E’ una bella opportunità per far conoscere la nostra città”.

– foto ufficio stampa Master Communication –
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AQP restituisce acqua in natura contribuendo a conservare biodiversità

BARI (ITALPRESS) – Sotto le ali delle mamme cresce ben protetta, tra un gioco in acqua e gli insegnamenti per stare al mondo, la nuova generazione di anatroccoli del germano reale, fiero capostipite della maggior parte delle domestiche anatre, che a Casamassima (Bari), nell’impianto di depurazione realizzato e gestito da Acquedotto Pugliese (AQP), ha deciso ormai da anni di far casa. Corpo robusto, collo corto, becco piatto e largo; scuotono la coda e quel capo, dalla chioma marrone, pronta a spiccare in un capoverde.
La colonia starnazza calma, nel vederli crescere e riconosce loro amici i tecnici dell’impianto: “Una nuova schiusa, diverse decine di pulcini che sono cresciuti in questa che è per loro un’oasi – spiega il manutentore Vincenzo Mirizzi – è per noi motivo di gioia. E’ un evento che accogliamo con allegria perchè non è scontato che ambiente sia di loro gradimento e non è consueta la schiusa su impianti di depurazione. E’ sicuramente un altro buon segno”.
“Insediatisi naturalmente nelle trincee drenanti, hanno trovato un ambiente ecosostenibile, in linea – aggiunge Vito Labate, responsabile della conduzione e della manutenzione del depuratore di Casamassima – con il processo di depurazione di tipo biologico realizzato da Acquedotto Pugliese. Li abbiamo da subito adottati, ormai 4 anni fa, nelle trincee drenanti, laghetti che raccolgono fino a 3.000 litri di acque depurate al giorno, che lentamente restituiscono acqua alla terra; e da allora a oggi certo si fanno ben sentire, scandendo la giornata a lavoro; non sol quando attestando ogni giorno la loro presenza diamo mangime, integrando la loro nutrizione”.
“Restituiamo l’acqua in natura contribuendo a conservare la biodiversità negli ambienti acquatici e terrestri con impianti e sistemi di depurazione che ne mantengono alta la qualità, donandola – sottolinea la Direttrice generale di AQP, Francesca Portincasa – a nuova vita. Abbiamo riguardo alle necessità del domani, quando ogni giorno ci prendiamo cura di 4 milioni di abitanti del più grande Ambito Territoriale Ottimale d’Italia. Lo facciamo con una sempre maggior tutela dell’acqua, bene pubblico primario, e della sua qualità. Tanto che la depurazione è uno snodo strategico per la nostra gestione circolare delle acque. Gli impianti di depurazione in esercizio nella regione Puglia sono 185. La potenzialità complessiva è di 5,8 milioni di abitanti equivalenti”.
“Il continuo miglioramento dell’efficienza dei trattamenti ha contribuito al miglioramento della qualità delle acque marine nell’ultimo decennio, come riportato dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), secondo la quale la Puglia è ai primi posti tra le regioni costiere italiane per la qualità delle sue acque di balneazione, risultate eccellenti nella quasi totalità dei monitoraggi. A sua volta, l’eccellente qualità delle acque è la stessa che, con la tecnologia delle trincee drenanti o della fitodepurazione, reimmettiamo in natura, donando nuova vita alla terra, alimentando canali e sostenendo ritrovate zone umide che rendono così biodiversa la Puglia”.
“Nel biennio 2023-24 – conclude la Direttrice generale, Francesca Portincasa – gli investimenti sugli impianti di depurazione ammontano a 290 milioni, dei quali 150 già impiegati lo scorso anno. Stiamo portando avanti interventi diretti a raggiungere le potenzialità di trattamento previste nel Piano di Tutela delle Acque, l’adeguamento normativo, la produzione di energia elettrica con la cogenerazione dai gas, l’ammodernamento delle stazioni alle tecnologie più recenti, il trattamento avanzato negli impianti con effluente destinato al riuso, oltre al quanto necessario in manutenzione straordinaria per la gestione quotidiana dei 185 impianti, al cui interno lavorano senza sosta migliaia di apparecchiature elettromeccaniche ed elettroniche, in centinaia di opere civili per cui è necessario garantire l’efficienza e il rinnovamento delle strutture”.

– foto ufficio stampa Acquedotto Pugliese –
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L’Ateneo telematico IUL approda sul Metaverso

FIRENZE (ITALPRESS) – L’Università Telematica degli Studi IUL apre il suo Metaverso attraverso la piattaforma Spatial.IO. Saranno attivati nuovi spazi ed esperienze 3D per i docenti e gli studenti iscritti all’Ateneo IUL che potranno accedere ad ambienti formativi personalizzati.
Il progetto architettonico del Metaverso IUL si compone di tre diversi spazi dedicati a corsi di laurea, master e alle attività di ricerca. In ognuno di questi spazi è inclusa una sala conferenze dove è possibile accedere ad una library di contenuti asincroni, ma anche a meeting sincroni, organizzati dall’università. L’integrazione con la piattaforma di formazione dell’ateneo ha incluso elementi personalizzati, tra cui arredi coerenti, il logo dell’università, lo skydome e il modello di piattaforma per la sala conferenze.
Dagli avatar personalizzati con opzioni di azione/reazione alla perfetta integrazione di contenuti multimediali reperibili all’interno dell’ambiente 3D: il Metaverso IUL, che supporta fino a cinquanta avatar per spazio, è un’occasione dinamica e coinvolgente sia per i docenti che per gli studenti dell’Università telematica IUL. Si aggiunge poi l’opportunità di aumentare gli spazi di condivisione con sale virtuali per conferenze, riunioni ed esami amplificando notevolmente la versatilità e la funzionalità della piattaforma e dunque dell’ateneo.
Il successo di questo progetto non risiede solo nelle sue caratteristiche innovative, ma anche nel valore aggiunto che l’Università IUL offre ai suoi docenti e studenti. Integrando perfettamente i contenuti multimediali, favorendo le interazioni personalizzate e offrendo servizi completi di supporto, lo spazio consente interazioni versatili e su larga scala e sessioni fluide e produttive.
L’accesso al Metaverso IUL è immediato direttamente dal sito di ateneo, per adesso libero a tutti con l’obiettivo di far conoscere il nuovo ambiente anche al grande pubblico. Dal prossimo anno accademico 2024/2025, l’accesso sarà differenziato tra gli iscritti IUL per lezioni, laboratori, conferenze, tutoring, e i non iscritti per il servizio di orientamento.

– foto ufficio stampa IUL –
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Performance sociosanitarie delle Regioni, Italia divisa in due

ROMA (ITALPRESS) – Performance regionali: Veneto, Piemonte, Bolzano e Toscana (oltre 13,3 milioni di abitanti) promosse con livelli complessivi di tutela della salute migliori dalle altre e con un indice di Performance che supera il 50% del livello massimo (rispettivamente 60%, 55%, 54% e 53%). Friuli-Venezia Giulia, Trento, Emilia- Romagna, Liguria, Valle d’Aosta, Marche e Lombardia (19,3 milioni di abitanti) promosse, ma con la sufficienza: raggiungono livelli di Performance tra 45 e per cento. “Rimandate” con livelli tra il 37 e il 44% Sardegna, Campania, Lazio, Umbria, Abruzzo e Puglia (circa 18,9 milioni di abitanti). Fortemente insufficienti (livello di performance inferiore al 35%) Sicilia, Molise, Basilicata e Calabria (circa 7,5 milioni di abitanti). Il 55% degli italiani, quindi vivono in Regioni con risultati soddisfacenti per la tutela della salute, mentre per il 45% le cose non vanno del tutto bene. Questo il primo risultato che emerge dall’analisi delle opportunità di tutela della salute nelle Regioni, condotta dai 104 esperti raggruppati dal C.R.E.A. Sanità, Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità (per il quale operano ricercatori e docenti universitari nei campi dell’economia, del diritto, dell’epidemiologia, dell’ingegneria biomedica, della statistica medica) in un Panel multistakeholder diviso in cinque gruppi: Istituzioni, Management aziendale, Professioni sanitarie, Utenti, Industria medicale.
Inoltre, in questa annualità, gli esperti hanno ideato un sistema di monitoraggio ‘dinamicò degli effetti dell’autonomia differenziata in Sanità, basandosi su un sottogruppo di indicatori di Performance selezionati dal Panel nel Rapporto CREA Sanità 2024 “Opportunità di tutela della Salute: le Performance Regionali”, presentato oggi a Roma.
L’analisi – che non si limita alla valutazione degli aspetti sanitari ed economici, ma analizza anche quelli sociali e di equità dell’assistenza – è stata condotta in base a 20 indicatori articolati su cinque dimensioni: equità, appropriatezza, esiti, innovazione, economico-finanziaria e sociale (v. figura allegata), e il risultato dà la misura reale dell’efficacia dell’organizzazione e degli esiti dell’assistenza sociosanitaria, e permetterà anche di monitorare gli effetti dell’applicazione dell’autonomia differenziata dal Nord al Sud del Paese.
Le dimensioni Appropriatezza, Esiti e Sociale contribuiscano per oltre il 60% alla Performance: rispettivamente per il 26,6%, 23,9% e 16,2%; segue la dimensione Innovazione (11,4%), mentrei Equità e dimensione Economico-finanziaria, contribuiscono rispettivamente per l’11,2% e il 10,7 per cento.
Gli Esiti e l’Appropriatezza (quest’ultima con l’eccezione dei rappresentanti delle Istituzioni) sono nelle prime tre posizioni per tutte le categorie di stakeholder; la dimensione Sociale anche, ma con l’eccezione dei rappresentanti del Management aziendale.
La dimensione Equità è in quarta posizione per tutte le categorie di stakeholder e l’Economico-finanziaria è tra le ultime due per tutte le categorie, a eccezione del Management aziendale, per il quale è al secondo posto dopo l’Appropriatezza.
Poichè la Performance ha una natura dinamica, quest’anno il rapporto offre anche una novità: la dinamica nel medio periodo delle opportunità di tutela della salute nelle Regioni: negli ultimi cinque anni si è registrato un miglioramento del 46% della Performance, che ha interessato tutte le ripartizioni geografiche e, in maggior misura le Regioni del Mezzogiorno (+75,9% in media), poi quelle del Nord-Est (+44,9%), quelle del Nord-Ovest (+40,9%) e del Centro (+37,4%).
Questo anche se il Sud è ancora indietro in termini di livello di Performance e i suoi indici, anche se in forte miglioramento rispetto alle altre aree geografiche, sono ancora bassi.
Negli ultimi anni quindi, si è realizzata secondo il CREA Sanità, una riduzione delle distanze in termini di opportunità di tutela della salute tra Meridione e Settentrione. Questo anche perchè, nonostante i margini di azioni ci siano (per raggiungere il 100% del valore dell’indice di performance), “non sembra – spiega il rapporto – che le Regioni con Performance migliori riescano a registrare significativi passi avanti: probabilmente ad indicare l’esistenza di limiti strutturali nell’attuale assetto del sistema sanitario”.
Per quanto riguarda l’autonomia differenziata, il CREA ha messo a punto la metodologia per monitorarne gli effetti, e darà i primi risultati non appena verrà concessa ad una o più Regioni. Nella prima fase di implementazione, sono state calcolate e poi comparate, per il periodo 2017- 2022, le dinamiche su dieci indicatori scelti dal Panel di esperti in gruppi di Regioni: il gruppo delle Province/Regioni Autonome o a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige con Trento e Bolzano) verso le altre, quelle in Piano di Rientro (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia) sempre verso le altre e quello delle Regioni che hanno richiesto l’autonomia differenziata nel 2017 (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna), ancora una volta verso le altre.
I risultati sono stati aggregati in aree “cumulate” di miglioramento e peggioramento, ponderate con i pesi attribuiti agli indicatori dal Panel di esperti, e sono stati sintetizzati, per ogni gruppo di Regioni proposte per il confronto, in un indice numerico: l'”Indice Sintetico Ponderato” (ISP), misura del rapporto tra le aree di peggioramento e di miglioramento nel periodo considerato. Il valore “0” indica una complessiva compensazione fra i miglioramenti e i peggioramenti regionali, il valore “1” un miglioramento per tutte le Regioni del gruppo e “-1” un loro peggioramento.
Nel primo confronto, per le Province/Regioni Autonome o a Statuto Speciale l’ISP è di 0,38 e 0,40 per le altre. Quindi, nel periodo 2017- 2022 la dinamica nelle Province/Regioni Autonome o a Statuto Speciale è stata (leggermente) peggiore che nel gruppo delle altre.
Nel secondo confronto, le Regioni in Piano di rientro registrano un ISP pari a 0,44, verso lo 0,37 delle altre: le Regioni in Piano di Rientro sono andate meglio delle atre.
Infine, nel terzo confronto, le Regioni che hanno chiesto l’autonomia differenziata registrano un ISP pari a 0,36 verso lo 0,40 delle altre.

– foto ufficio stampa Crea Sanità –
(ITALPRESS).

Via libera al Senato al Ddl Cybersicurezza, è legge

ROMA (ITALPRESS) – Con 80 voti favorevoli, 3 contrari e 57 astensioni l’Aula di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il ddl di iniziativa governativa su rafforzamento della cybersicurezza e contrasto a reati informatici. “Esprimo apprezzamento e soddisfazione per l’approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge del governo sulla cybersecurity: è un testo che ha trovato arricchimento e positiva integrazione nel percorso parlamentare, grazie anche al contributo emendativo delle opposizioni. Da oggi l’intero sistema della sicurezza nazionale, e in particolare quello cyber, che è diventato il fronte principale di attacchi da parte di soggetti statuali ostili, viene finalmente dotato di strumenti operativi più adeguati a respingerli”. Lo dichiara il Sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano.
“Viene allargato il cosiddetto ‘perimetrò dei soggetti tenuti a rafforzare le proprie difese, è individuata una procedura di allarme e di collaborazione con ACN, l’Agenzia per la cyber sicurezza, per gli interventi riparatori, viene definita la modalità di intervento quando ci sono competenze concorrenti per esempio di ACN e della polizia giudiziaria, viene rafforzata l’azione contro i cyber crime, con l’individuazione di nuove fattispecie di reato e l’uso di più efficaci strumenti di indagine. Da oggi la responsabilità passa dal Parlamento, che ha meritoriamente licenziato il testo a pochi mesi dal suo varo da parte del Consiglio dei ministri, a tutti i protagonisti del sistema cyber, ciascuno per quanto di propria competenza” conclude Mantovano.

foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).