MILANO (ITALPRESS) – Un anno difficile che non ha comunque fermato la macchina italiana della raccolta e del riciclo degli imballaggi in plastica. Questo, in sintesi, il quadro di un 2020 caratterizzato dal fermo di molte attività produttive, da mesi di lockdown ma anche dalla sostanziale tenuta del sistema di gestione dei rifiuti, la plastica in particolare, reattivo e proattivo di fronte ad un prolungato frangente di stress. Lo dimostrano i dati diffusi oggi nel corso dell’Assemblea annuale di COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi i Plastica.
In un contesto di generale difficoltà, la riduzione dei consumi di materie plastiche, nel 2020, è stata nel complesso relativamente contenuta, grazie alla consistente crescita del settore medicale e di quello della disinfezione/detergenza, al deciso rilancio dell’alimentare confezionato e a un recupero generalizzato nella seconda metà dell’anno.
Per Giorgio Quagliuolo, Presidente di Corepla, “I risultati di questo Bilancio, a fronte di un periodo emergenziale senza precedenti, dimostrano i passi avanti che il nostro Paese ha compiuto nell’ambito della organizzazione di un sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica capace anche di fronteggiare cambi di prospettiva imprevisti e repentini. Si è parallelamente diffusa una più spiccata sensibilità al corretto conferimento di questo tipo di rifiuti, che fa onore all’intera collettività nazionale. Non basta ovviamente. Siamo convinti che negli anni a venire, anche in funzione dei nuovi piani di Rilancio e Resilienza e di una politica economica sempre più improntata ai principi della Transizione Ecologica, sapremo offrire risposte adeguate agli ambiziosi target da conseguire. Noi siamo pronti a mettere a disposizione know-how, competenza ed esperienza perchè i traguardi raggiunti oggi costituiscano solo il punto di partenza per gli obiettivi di domani”.
Il quantitativo complessivo di imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale, per lo scorso anno, è stato stimato in 2.198 kt, con una flessione di circa il 5% rispetto al 2019. In controtendenza a questo dato, la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è cresciuta anche nel 2020: la raccolta conferita ai Centri di selezione, inclusiva di quella di competenza dei Sistemi autonomi, è stata pari a 1.433.203 tonnellate, con un aumento dell’4% rispetto al 2019. Un nuovo record in termini di quantità trattata, che porta l’Italia ad un pro capite medio annuo di 23,7 kg. A guidare la classifica Valle d’Aosta, Umbria e Sardegna, con oltre 32 kg per abitante. Da notare come i risultati della raccolta delle singole regioni si stiano sempre più avvicinando al dato medio nazionale, superando gli enormi divari che sino a tre anni fa caratterizzavano la situazione italiana.
A fronte di 1.914.000 tonnellate di imballaggi in plastica immesse sul mercato e di pertinenza COREPLA nel 2020, il Sistema Italia è riuscito a recuperarne 1.820.270, che corrisponde al 95%, un dato che porta l’Italia sul podio dei paesi europei più virtuosi. Lo scorso anno sono state riciclate 655.393 tonnellate di rifiuti di imballaggio in plastica, prevalentemente provenienti da raccolta differenziata urbana (sono incluse le quantità provenienti dalle piattaforme da superfici private e dai Consorzi autonomi). Alle cifre della gestione consortile, vanno aggiunti i quantitativi di imballaggi in plastica riciclati da operatori industriali indipendenti provenienti dalle attività commerciali e industriali (249.500 tonnellate) per un riciclo complessivo di oltre 900.000 tonnellate.
Sono stati recuperati poi anche quegli imballaggi che ancora non possono essere riciclati; COREPLA ha infatti avviato a recupero energetico 377.807 tonnellate che sono state utilizzate per produrre energia al posto di combustibili fossili. ll materiale avviato da COREPLA a recupero è stato destinato per il 75% a cementifici (43% in Italia e 32% all’estero) e per il restante 25% a termovalorizzazione.
Il servizio di raccolta e riciclo è ormai capillare in tutto il Paese: sono 7.436 i Comuni serviti (94%) con il coinvolgimento del 97% dei cittadini. Il valore economico direttamente distribuito dal Consorzio ammonta complessivamente a 771 milioni di euro, dove la quota di valore principale resta quella destinata ai Comuni e/o convenzionati da loro delegati.
Nel corso del 2020 il corrispettivo riconosciuto da COREPLA ai Comuni italiani o ai loro operatori delegati ha infatti raggiunto i 391 milioni di euro. Quasi 173 milioni sono stati destinati agli impianti che selezionano gli imballaggi dividendo la plastica per polimero e alcuni polimeri come il PET anche per colore, dando così maggior valore al prodotto selezionato.
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Rifiuti, in aumento la raccolta della plastica
Tardino “Ripensare istituzioni Ue dopo la pandemia, al via focus group”
“Ripensare la democrazia parlamentare dopo la sfida del Covid: i Focus Group appena istituiti dal presidente Sassoli, nel più ampio disegno di ripensare e migliorare il ruolo del Parlamento europeo, prendono formalmente avvio. Un onore per me moderare e coordinare il lavoro del gruppo che si occuperà delle relazioni con i cittadini e della comunicazione: sarà fondamentale concentrarsi sulla percezione che gli italiani e gli europei hanno delle istituzioni Ue, da tempo avvertite come molto distanti dai cittadini, che ci vedono impegnati su argomenti e questioni lontani anni luce dalle esigenze concrete della loro vita di tutti giorni. La pandemia ha non solo messo in luce il gap esistente tra le istituzioni e i cittadini, ma ha radicalmente cambiato le nostre abitudini e vite. Da tali considerazioni partirà il lavoro del focus group che coordino, che fornirà raccomandazioni agli organi decisori del Parlamento. Ringrazio il presidente Sassoli e i colleghi Campomenosi e Zanni per la fiducia”. Così in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare della Lega, coordinatrice ID in commissione Libe, nominata a nome di Lega/gruppo ID tra i moderatori dei gruppi di lavoro istituiti dal Parlamento Europeo per ridisegnare le sue regole di funzionamento.
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BAT investe 20 milioni per l’acquisto di tabacco italiano
ROMA (ITALPRESS) – Anche per il 2021 British American Tobacco (BAT) Italia sceglie l’agricoltura italiana. In occasione dell’evento “Acquisto di tabacco e filiera sostenibile: l’impegno di BAT per il settore tabacchicolo italiano”, organizzato da BAT e ITALTAB in collaborazione con Confagricoltura e CIA-Agricoltori Italiani, alla presenza anche del sottosegretario per le politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, l’azienda ha annunciato l’acquisto di 7.000 tonnellate dei migliori tabacchi lavorati in Italia, provenienti da Veneto, Campania, Toscana e Umbria, per un investimento totale di 20 milioni di euro.
Quello tra BAT e la tabacchicoltura italiana è un rapporto consolidato, alimentato costantemente nel corso degli ultimi quindici anni. A fornire le 7.000 tonnellate di tabacco durante tutto il 2021 sarà infatti ancora una volta l’Organizzazione di Produttori di Tabacco ITALTAB, che riunisce in tutto il Paese oltre 400 aziende che operano su una superficie complessiva di circa 3.000 ettari e coinvolgono nel processo produttivo oltre 10.000 lavoratori.
Negli ultimi 10 anni, BAT Italia ha investito oltre 200 milioni di euro nella tabacchicoltura italiana e contribuisce ogni anno all’Erario con oltre 3 miliardi di euro di accise.
“Dare serenità economica ai produttori agricoli – ha evidenziato il sottosegretario Centinaio – è una delle priorità del Mipaaf. L’accordo che viene presentato oggi è fondamentale per garantire programmazione per i coltivatori di tabacco, soprattutto in un momento come questo. Il Ministero è stato e sarà vicino al settore con tutti gli strumenti politico-istituzionali a sua disposizione, per portare avanti contratti di filiera e di aggregazione che possano mettere in sicurezza i comparti produttivi del nostro Paese”.
“Con questo importante investimento, che avrà un impatto positivo sulle aziende e gli agricoltori di tutto il territorio nazionale, vogliamo testimoniare ancora una volta, e ancor più oggi in questo difficile momento storico, il nostro impegno verso l’Italia e la filiera tabacchicola italiana. Questo impegno rispecchia il nostro proposito “A Better Tomorrow”: contribuire ad un futuro migliore per i consumatori e le comunità in cui operiamo, da costruire anche attraverso un’agricoltura più sostenibile, basata su occupazione di qualità, tutela dell’ambiente e innovazione. In quest’ottica prossimamente metteremo in cantiere anche attività sperimentali orientate all’innovazione tecnologica, da realizzare insieme agli stakeholder del settore, con l’obiettivo di rendere la filiera tabacchicola sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale”, ha dichiarato Roberta Palazzetti, presidente e amministratore delegato di BAT Italia e Area Director Sud Europa. “Nella transizione del settore verso una maggiore sostenibilità e solidità un ruolo fondamentale lo hanno naturalmente anche le Istituzioni, a cui chiediamo una maggiore attenzione rispetto al tema dell’equità e omogeneità fiscale tra le diverse categorie di prodotti del tabacco; obiettivo fondamentale da perseguire tenendo in considerazione le evidenze scientifiche sull’effettivo rischio ridotto riconosciute dalle autorità sanitarie, la tenuta del gettito erariale da tabacchi e gli svantaggi competitivi tra filiere tabacchicole che l’attuale disomogeneità determina”, ha aggiunto.
“Anche quest’anno, grazie all’impegno di BAT Italia avremo l’opportunità di vendere la totalità della nostra produzione, assicurando così il sostegno economico agli oltre 10.000 lavoratori che si impegnano ogni giorno per realizzare un prodotto di alta qualità”, ha commentato Vincenzo Argo, presidente di ITALTAB. “Rinnoviamo, tuttavia, il nostro appello alle Istituzioni nazionali e locali sulla necessità di una strategia a lungo termine che incentivi gli investimenti delle Manifatture, così da garantire una maggiore stabilità per tutta la filiera”, ha proseguito.
“Si tratta di un’opportunità per le imprese tabacchicole per mantenere la produzione e l’occupazione. Il tabacco in Italia è coltivato da circa 2.000 aziende che impiegano 50.000 addetti, su una superficie di oltre 14.000 ettari in quattro aree geografiche. E’ parte importante dell’economia locale e oggi anche dell’eccellenza tecnologica del Paese. Per dare slancio alla filiera occorrono scelte politiche adeguate, interventi fiscali più snelli ed equilibrati per salvaguardare tutta la trasformazione tabacchicola e consentire nuovi investimenti”, ha affermato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.
Per Michele Passerini, presidente di CIA-Agricoltori Italiani del Veneto, “la conferma degli investimenti di BAT nell’agricoltura italiana, e il suo impegno per un’agricoltura più sostenibile, rappresentano una risposta importante in un momento di grande difficoltà socio-economica per il Paese”.
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Parmigiano Reggiano, vendite +12% rispetto al periodo pre-pandemia
MILANO (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano chiude il primo trimestre 2021 con le vendite a volume che hanno registrato una crescita del +12% rispetto al periodo pre-pandemia, 8.627 tonnellate contro le 7.704 del 2019, mentre gli altri formaggi stagionati a pasta dura si sono fermati al 5%.
“Un dato straordinario se si considera l’impatto del Covid sulla capacità di spesa delle famiglie, e di riflesso sul carrello del supermercato, ma anche di tutte le altre minacce provenienti dall’estero: innanzitutto Brexit, poi i dazi USA – al momento sospesi ma, ricordiamo, non revocati – e il fenomeno dell’Italian Sounding che alimenta un mercato parallelo da 2 miliardi di euro”, sottolinea il Consorzio.
Anche dal punto di vista del prezzo, il 2021 ha fatto registrare un andamento positivo e stabile: da gennaio, la quotazione del Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore si attesta intorno ai 10,50 euro/kg contro i 7,99 euro/kg di un anno fa (fonte: Borsa Merci Camera di Commercio Di Parma).
Il Consorzio può ora concentrarsi sul capitolo Horeca “affinchè i ristoranti, dopo un annus horribilis, tornino ad essere il palcoscenico naturale per valorizzare il Parmigiano e tutti i prodotti di qualità”.
“Il primo passo concreto in questa direzione è stato un accordo con la realtà congressuale di Identità Golose – afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di Tutela – vogliamo essere vicini ai ristoratori italiani e dimostrare come Parmigiano Reggiano è un alleato per riuscire non solo a offrire piatti ancora più buoni, ancora più sani, ma anche piatti con un ‘raccontò. Pensiamo che la valorizzazione di un piatto attraverso prodotti come Parmigiano Reggiano sia un aiuto anche per i ristoratori”.
L’obiettivo della partnership con Identità Golose è proprio risollevare la quota di mercato del settore Horeca – che nel 2020 ha potuto assorbire solo il 4% del Parmigiano Reggiano in commercio – attraverso progetti di formazione ed educazione con ristoranti e tutte le altre attività del “fuori casa”. Un vero e proprio patto per la ripartenza, fondato sulla trasparenza e sull’utilizzo di prodotti di qualità a Indicazione Geografica.
In una recente analisi di mercato che il Consorzio ha commissionato a Ipsos, è risultato che il 90% dei consumatori vorrebbe che nella descrizione del piatto nel menu fosse indicato il tipo / la marca di formaggio utilizzato; il 91% vorrebbe conoscere queste informazioni anche per il formaggio utilizzato per condire o guarnire i primi piatti. Il 77% degli oltre novecento intervistati si è detto favorevole alla possibilità di grattugiare il formaggio direttamente al tavolo mentre il 56% ha affermato come il formaggio che non può mancare sulla tavola sia proprio il Parmigiano Reggiano.
“Il Parmigiano Reggiano sarà al fianco dei ristoranti – continua Bertinelli – per soddisfare la richiesta dei tanti consumatori che, in virtù di una nuova sensibilità, esigono trasparenza e chiarezza su ciò che viene servito e gli ingredienti utilizzati. Vogliamo evidenziare sempre di più che indicare il nome del formaggio che viene usato come ingrediente, per guarnire un piatto oppure semplicemente quello presente nella formaggiera, non solo soddisfa la curiosità del consumatore, rendendolo più contento, ma può anche valorizzare la portata e l’esperienza nel suo complesso”.
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Lyst supera 150 milioni di utenti, arriva finanziamento pre-IPO
ROMA (ITALPRESS) – Lyst, la più grande piattaforma mondiale di ricerca di abbigliamento di lusso, annuncia oggi un round di finanziamento pre-IPO del valore di 85 milioni di dollari. Tra i nuovi investitori troviamo alcuni fondi gestiti da Fidelity International, Novator Capital, Giano Capital e C4 Ventures, che si vanno ad aggiungere ai già presenti Draper Esprit, 14W, Accel, Balderton Capital, Venrex e LVMH, oltre a Carmen Busquets, la pluri imprenditrice e consulente strategica, che in questa occasione ha deciso di aumentare il suo investimento nella società.
Per l’intero 2020, Lyst è cresciuta, raggiungendo oltre 150 milioni di utenti attivi che hanno potuto acquistare prodotti, via App o via web, scelti tra gli oltre 8 milioni di articoli presenti sulla piattaforma, provenienti da 17mila brand e rivenditori. Sempre l’anno scorso, il GMV di Lyst ha superato i 500 milioni di dollari, a seguito di una crescita dei nuovi utenti sull’App del 1100%. Oggi il GMV lifetime supera i 2 miliardi di dollari.
“Lyst si sta rapidamente imponendo come piattaforma leader nella categoria fashion, cui centinaia di milioni di amanti della moda si affidano per decidere cosa comprare. Mentre la nostra App ed il sito web godono già di un pubblico molto ampio negli Stati Uniti ed in Europa, il settore dell’e-commerce fashion rimane in generale sotto-penetrato, e di conseguenza rappresenta un enorme potenziale di crescita a livello globale. Siamo entusiasti di avere l’appoggio di nuovi investitori di alto livello per continuare a personalizzare l’esperienza di shopping di ogni singolo cliente, supportando al contempo i nostri brand partner a crescere con noi”, spiega Chris Morton, CEO e fondatore di Lyst (nella foto).
“Lyst sta diventando un vero e proprio volano per lo sviluppo dello shopping virtuale del futuro. L’azienda è guidata da un team solido, che ha saputo far crescere il business in modo incredibile ed ha in mente un piano estremamente chiaro su come portare la piattaforma al livello successivo. Dato il cambio di direzione strategica dei mega-brands globali, che scelgono ora di concentrarsi sui propri flussi di reddito Direct-to-Consumer, si apre una grande opportunità per Lyst di collaborare con loro in questa direzione. Non vediamo l’ora di assistere Chris e l’intero team di Lyst nella volontà di elevare l’esperienza di shopping globale di domani”, afferma Alberto Chalon, Partner fondatore di Giano Capital.
Tra le novità dell’azienda, Mateo Rando si unisce al team di Lyst come Chief Product Officer, dopo una carriera in Spotify come direttore di prodotto a livello global per le Mobile App. Emma McFerran diventa invece Chief Operating Officer e si unisce al CdA.
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Malagò confermato presidente Coni per il prossimo quadriennio
MILANO (ITALPRESS) – Giovanni Malagò è stato confermato alla guida del Coni per il prossimo quadriennio. Malagò, in carica dal 19 febbraio 2013, è stato rieletto a larga maggioranza dal Consiglio Nazionale che si è riunito a Milano, presso il Tennis Club Bonacossa. Malagò ha ottenuto 55 voti, superando gli sfidanti Renato Di Rocco, ex presidente della Federciclismo, che ha incassato 13 preferenze, e l’olimpionica del ciclismo, Antonella Bellutti, un voto. Malagò, 61 anni, è al suo terzo mandato alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Da oggi diventa il 3° presidente più longevo nella storia del Coni, dopo Giulio Onesti e Gianni Petrucci. “Non mi risparmierò per ripagare chi mi ha espresso fiducia e anche chi ha votato gli sfidanti. Voglio continuare a onorare un mondo che sento il mio e per il quale ho preso un impegno che ho dimostrato di rispettare. Per me non esiste un ruolo più bello di quello di presidente del Coni. Siete la mia famiglia e mi troverete sempre dalla stessa parte” le prime parole di Malagò appena rieletto.
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Regione Lombardia investe 140 mln nella patrimonializzazione delle Pmi
MILANO (ITALPRESS) – Una grande misura a favore delle piccole, medie imprese è stata approvata ieri dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi. 140 i milioni di euro complessivi, di cui 100 milioni per finanziamenti a medio e lungo termine, 25 come garanzie sui finanziamenti concessi e 15 come contributi a fondo perduto per le Micro, Piccole, Medie Imprese per rafforzare la propria struttura patrimoniale. La Lombardia è la prima Regione in Italia a mettere a disposizione del tessuto produttivo una cifra di queste dimensioni.
Dunque, per far fronte alla sottocapitalizzazione delle MPMI Regione Lombardia interviene con una misura a supporto del rafforzamento patrimoniale. Si tratta di una platea ampia, molto ampia, molto più estesa di quanto si possa immaginare: gli ultimi dati a disposizione parlano di 813 mila attività presenti sul territorio lombardo di cui la stragrande maggioranza, e precisamente 758.666 con meno di 10 dipendenti. Questa la motivazione per la quale l’assessore Guidesi ha deciso di approvare questa misura mettendo a disposizione delle MPMI 140 milioni di euro.
In provincia di Milano sono circa 300 mila le MPMI che potenzialmente potrebbero approfittare della misura.
Le finalità di questa misura sono favorire la capitalizzazione delle imprese e spingere gli investimenti per la ripresa quali: la riconversione e lo sviluppo aziendale, anche finalizzati alla valorizzazione del capitale umano, la transizione digitale e green, nonchè l’attrazione investimenti e il back shoring.
“Siamo la prima Regione, per investimento totale, – ha spiegato l’assessore Guido Guidesi – ad approvare una misura così importante a favore delle micro, piccole, medie imprese. Un nuovo strumento che rientra nel pacchetto economico messo a punto da Regione Lombardia per una cifra totale che supera i 2,5 miliardi di euro derivanti da risorse proprie, statali, europee e quelle gestite da Finlombarda”.
“La patrimonializzazione rafforza la stabilità delle imprese, ed è elemento fondamentale per poter meglio accedere alla liquidità e alla possibilità di investire – si legge in una nota -. La Regione continuerà ad essere alleata degli imprenditori Lombardi perchè sono loro che creano sviluppo e lavoro. La misura è riservata alle Micro, Piccole e Medie Imprese con sede legale e/o operativa in Lombardia e si sviluppa su due linee: la prima è riservata alle MPMI costituite nella forma di impresa individuale ovvero società di persone che decidono di trasformarsi in società di capitali; a queste verrà riconosciuto un contributo a fondo perduto pari al 30% dell’aumento di capitale sottoscritto e versato. Sempre in questa linea sono ammessi anche i liberi professionisti che abbiano avviato l’attività professionale da almeno 12 mesi. La seconda linea invece è riservata alle PMI che sono già costituite nella forma di società di capitali e che prima di presentare la domanda di partecipazione abbiano deliberato un aumento di capitale pari ad almeno 75.000 euro. A queste, oltre al contributo a fondo perduto, sarà data la possibilità di richiedere anche un finanziamento a medio-lungo termine finalizzato a sostenere il programma di investimenti e assistito da una garanzia regionale”.
E’ questa una delle misure che rientra nel pacchetto economico messo a punto da Regione Lombardia per una cifra che supera i 2,5 miliardi di euro derivanti da risorse proprie, statali, europee e quelle gestite da Finlombarda: un esempio che anche il Governo nazionale potrebbe apprestarsi a seguire.
Nei giorni scorsi anche l’apertura di un nuovo strumento sempre dedicato alle imprese Lombarde: si tratta del bando sull’economia circolare, con dotazione finanziaria di 3,6 milioni di euro, mentre il 17 e 19 maggio apriranno le due linee della misura ‘digital business’ con quasi 12 milioni di euro di investimenti.
Regione Lombardia sta accelerando sulle misure economiche e sul sostegno alle imprese, scommettendo sul piano vaccinale che ormai si aggira sulle 100.000 inoculazioni al giorno perchè, è questa la convinzione dell’assessore Guidesi “se riparte la Lombardia, motore economico del Paese, riparte tutta l’Italia” e la patrimonializzazione rappresenta il punto più alto e più importante della rivoluzione silenziosa che la Regione sta compiendo. Un cambio di passo netto, perchè le imprese hanno voglia e necessità di correre.
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Samsung primo “Partner per la Ricerca” di Fondazione IEO-CCM
MILANO (ITALPRESS) – Samsung Electronics Italia è il primo brand ad aderire al Programma “Partner per la Ricerca” di Fondazione IEO-CCM, un progetto di partnership che si rivolge a tutte le realtà aziendali che scelgono di sostenere la ricerca clinica e scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino, due realtà entrambe IRCCS – Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico – riconosciute a livello italiano e internazionale.
Il progetto “Partner per la Ricerca” testimonia il crescente valore che anche il tessuto imprenditoriale riconosce alla ricerca medico-scientifica del nostro Paese. All’interno di questo percorso d’impresa, la prima a entrare nel progetto è Samsung Electronics Italia, che porta il know-how e le soluzioni avanzate della propria Divisione Health & Medical Equipment al servizio della ricerca medico-scientifica, per supportare i professionisti del settore sanitario. Facendo leva, infatti, sulla propria leadership nel settore IT, display e tecnologie mobile, Samsung sviluppa “dispositivi medicali di ultima generazione che offrono diagnosi affidabili, flussi di lavoro semplificati e gestione dei costi efficiente per contribuire a migliorare la salute delle persone”, si legge in una nota.
“Scegliere di aderire a “Partner per la Ricerca” significa stare a fianco di due Istituti di eccellenza riconosciuti a livello internazionale nel campo della prevenzione, della diagnosi e della cura dei tumori e delle malattie cardiovascolari – dice Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione IEO-CCM – e anche favorire l’acquisizione della strumentazione medica all’avanguardia, così necessaria agli ospedali per poter vincere sfide sempre più complesse. Inoltre, il supporto di Samsung Electronics permetterà di far progredire la Ricerca clinica e sperimentale dello IEO e del Monzino con l’obiettivo di individuare le cure migliori per tutti i pazienti”.
“Essere la prima azienda a fianco di Fondazione IEO-CCM all’interno di questo progetto a sostegno della ricerca ci rende davvero orgogliosi e ci consente di condividere con tutti i nostri dipendenti e stakeholder una scelta di responsabilità’ sociale che per noi è molto importante”, dichiara Dario Guido, Head of Health & Medical Equipment Division, Samsung Electronics Italia, che aggiunge: “La nostra missione è da sempre proiettata verso lo sviluppo e l’innovazione in ambito medicale, dove lavoriamo a soluzioni che possano aiutare il personale sanitario ad effettuare diagnosi sempre più precise e affidabili. Con questa partnership, aggiungiamo un nuovo, fondamentale, tassello al nostro impegno a sostegno della ricerca medico-scientifica”.
L’investimento di Samsung nell’ambito medicale copre non solo l’ambito della diagnostica che consente agli operatori di vedere le cartelle cliniche dei pazienti, eseguire gli esami, gestire il programma e firmare direttamente i documenti, ma anche la gestione dei flussi dei reparti grazie all’utilizzo di dispositivi per rendere efficiente la gestione delle code, delle cartelle cliniche, della distribuzione dei farmaci e delle condizioni di salute, fino ad arrivare al supporto per l’assistenza domiciliare da remoto per assicurarsi che i pazienti dimessi siano seguiti grazie a soluzioni di assistenza sanitaria a distanza.
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