Home Senza categoria Pagina 2903

Senza categoria

Vaccini, Aifa “309 reazioni avverse ogni 100mila dosi, 91% non gravi”

ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il quarto Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 aprile 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso. Nel periodo considerato, fa sapere Aifa, sono pervenute 56.110 segnalazioni su un totale di 18.148.394 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 309 ogni 100.000 dosi), di cui il 91% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Come riportato nei precedenti Rapporti, gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi).
Le segnalazioni gravi corrispondono all’8,6% del totale, con un tasso 27 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.
La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (75%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (70,9% delle dosi somministrate), e solo in minor misura al vaccino Vaxzevria (22%) e al vaccino Moderna (3%), mentre non sono presenti, nel periodo considerato, segnalazioni relative a COVID-19 Vaccino Janssen (0,1% delle dosi somministrate).
La valutazione dei casi italiani di trombosi venosa intracranica e atipica in soggetti vaccinati con Vaxzevria è in linea con le conclusioni della procedura dell’Agenzia Europa dei Medicinali. In Italia, fino al 26 aprile, sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza 29 segnalazioni di trombosi venose intracraniche e 5 casi di trombosi venose in sede atipica. La maggior parte di questi eventi (22 casi, 65%) hanno interessato le donne con un’età media di circa 48 anni e solo in 1/3 dei casi circa gli uomini (12 casi, 35%) con un’età media di circa 52 anni. Il tempo medio di insorgenza è stato di circa 8 giorni dopo la somministrazione della 1a dose del vaccino Vaxzevria.
L’approfondimento a livello nazionale di queste segnalazioni è condotto con il supporto di un “Gruppo di Lavoro per la valutazione dei rischi trombotici da vaccini anti-COVID-19”, costituito da alcuni dei massimi esperti nazionali di trombosi ed emostasi.
(ITALPRESS).

Fico “La democrazia partecipativa rafforza il rapporto con gli eletti”

ROMA (ITALPRESS) – “L’impatto sociale ed economico della pandemia ci ha confermato quanto sia importante che le Istituzioni ascoltino direttamente le richieste dei cittadini per dare una risposta effettiva ai loro bisogni. Coinvolgere le persone nei processi decisionali non risponde soltanto ai principi del Trattato sull’Unione europea e delle nostre Costituzioni. E’ fondamentale anche per assicurare la qualità della decisione pubblica come pure la sua trasparenza e condivisione. E per rinsaldare la fiducia tra cittadini e politica”. A dirlo il presidente della Camera, Roberto Fico, intervenendo alla Conferenza dei presidenti dei Parlamenti dell’Ue. Secondo Fico “la Conferenza sul futuro dell’Europa avviata ieri può costituire un banco di prova per questa sfida, grazie alla piattaforma digitale multilingue e ai panel dei cittadini, volti a promuovere la più ampia partecipazione soprattutto dei giovani. Ragione in più perchè Parlamenti nazionali e Parlamento europeo si rendano protagonisti di questa iniziativa”.
“Le esperienze maturate in alcuni dei nostri Paesi dimostrano come lo sviluppo di canali di democrazia partecipativa non indeboliscano affatto il ruolo dei Parlamenti e la democrazia rappresentativa – osserva Fico -. Rafforzano, al contrario, il rapporto tra elettori ed eletti, la legittimazione e l’autorevolezza del Parlamento e la coesione delle nostre comunità. E inducono le persone ad esercitare consapevolmente le proprie prerogative di cittadini attivi”.
(ITALPRESS).

Al via a Riccione i campionati italiani Cadetti e Giovani

RICCIONE (ITALPRESS) – Dopo il lungo periodo di stop da domani riparte ufficialmente la scherma nazionale. I primi titoli italiani del 2021 verranno messi infatti in palio a Riccione dove da domani e fino al 20 maggio andranno in scena i Campionati italiani Cadetti e Giovani, che rappresentano il primo di una lunga serie di appuntamenti schermistici che animeranno il mese di maggio e quello di giugno. Quella di quest’anno sarà un’edizione speciale, che segna il ritorno di una rassegna tricolore che non si era disputata nel 2020 e che quest’anno invece torna con una formula nuova. Non ci sarà più il solito weekend di gare, ma saranno dieci i giorni in cui gli under 17 e gli under 20 provenienti da tutta la penisola si sfideranno sulle pedane romagnole. Al Playhall di Riccione verranno assegnati dodici titoli a partire dalla sciabola Cadetti che avrà inizio domani: prima la prova maschile, nel pomeriggio quella femminile. Stessa cosa accadrà mercoledì con le gare di sciabola Giovani. Giovedì sarà la giornata dedicata al fioretto femminile Cadetti, mentre venerdì saranno di scena le fiorettiste della categoria Giovani. Sabato e domenica spazio al fioretto maschile, mentre da lunedì toccherà agli spadisti fare il loro esordio: lunedì e martedì sarà la volta delle gare femminili, mercoledì e giovedì di quelle maschili. L’evento si svolgerà in assenza di pubblico e nel rispetto del protocollo per l’organizzazione e lo svolgimento di eventi e competizioni schermistiche e, più in generale, delle linee guida emanate dalle autorità sanitarie preposte. Tutte le gare saranno trasmesse sul canale Youtube della Federazione italiana Scherma, Federscherma TV, che proporrà una diretta giornaliera, mentre l’aggiornamento dei risultati sarà visibile su 4Fence.it.
(ITALPRESS).

Under 18, Inter batte la Roma e allunga in vetta

ROMA (ITALPRESS) – Il messaggio al Campionato Under 18 è arrivato forte e chiaro: sarà l’Inter, con ogni probabilità, la squadra da battere per sollevare il titolo di questa stagione. I nerazzurri, dopo il 4-1 dell’andata, superano la Roma per 2-3 nello scontro diretto, allungando il distacco in vetta a 5 punti. Sui campi di Trigoria è la formazione di casa a portarsi avanti con Pagano, ma dopo neanche 5 minuti arriva pronta la risposta di Iliev, che sigilla il primo tempo sull’1-1. Nella seconda frazione, Cassano risponde su rigore al vantaggio di Peschetola, ed è solo nel finale che i ragazzi di Cristian Chivu trovano la zampata finale con l’ex Jurgens, ora capocannoniere del torneo con 9 reti. Stesso numero di gol anche per Ferrara del Sassuolo e Mancino della Lazio, che si sono affrontati in un altro big match con vista sulla Final Four. Se è il biancoceleste ad andare a segno nella gara, sarà il neroverde ad esultare: Arcopinto, Josemi e Forchignone permettono a mister Pensalfini di neutralizzare il collega Rocchi e agguantare il terzo posto superando l’Atalanta. La Dea cade infatti con un fragoroso 5-0 in casa del Monza, firmato da Zito, Prinelli, Mento, Caccavo e Salducco, e scende in quarta posizione a pari merito con il Genoa, corsaro a Torino grazie allo 0-1 marcato Dimitrijevic. Ultimo incontro in programma quello tra il Parma e la Fiorentina, vinto dai ducali per 3-1 grazie a De Rinaldis, Agostinelli e Sementa, che hanno reso inutile la rete di Gori per la Viola.
Una classifica molto corta, con sette squadre in cinque punti, che renderà ancora più emozionante il turno infrasettimanale di mercoledì. Atalanta e Sassuolo si sfidano per blindare la post season, l’Inter riposa e così la Roma in trasferta a Genoa potrà accorciare a -2, con i rossoblu che però cercheranno a tutti i costi di raggiungere il quarto posto. Ma non è finita, perchè Lazio, Torino e Monza sono assolutamente in corsa, e nelle loro sfide contro Parma, Fiorentina e Milan tenteranno di far valere la propria ambizione.
(ITALPRESS).

PER PIOLI SOLO APPLAUSI, PER PIRLO CONDANNA SENZA ATTENUANTI

Lo hanno chiamato “spareggio Champions”, il confronto fra Juve e Milan, senza che gli interessati, blasonatissimi, si siano sentiti declassati. La presenza di John Elkann, allo Juve Stadium, accanto a Andrea Agnelli, vuol dire solidarietà e insieme – con taglio tutto…sabaudo – “non è successo niente”. Che in fondo è la verità. La Juventus ha fatto l’ennesima figuraccia di stampo tutto calcistico (non c’è di mezzo Superlega nè politica) ma per la Famiglia non è successo niente. L’unico che forse proverà vergogna, Ronaldo, mediterà seriamente sul futuro proprio mentre gli arrivano offerte dal mondo arabo, dai satrapi che gli avevano opposto Neymar, strapagato solo per dar spettacolo. Non è successo niente, dicevo: fra mezzo secolo, quando sarà storia, si dirà che la Juventus vinse scudetti per nove anni consecutivi. E al decimo – Divina – riposò. Anzi, come direbbe Boniperti, che l’ha sempre amata, c’è ancora disponibile una Coppa Italia da aggiungere alle tredici già vinte (finale con l’Atalanta il 19 a Reggio Emilia Città del Tricolore).
Comunque, una gara fra nobili solo occasionalmente “un pò” decadute per un quarto posto non me l’ero mai iscritta fra i possibili eventi di un campionato, eppure è successo nell’indifferenza dei più, ormai conquistati dall’ideologia del Calcio Business: quel che vale non è solo nel comandamento bonipertiano che dunque va aggiornato “vincere è importante ma solo se porta denaro”.
Se è per questo, penso che i giochi non siano già fatti, tre partite e nove punti possono ancora divertire, anzi esaltare, gli appassionati di questo Campionatino per l’Europa che assegna tre scudettini. Restano invece, aldilà del risultato, due verità inoppugnabili: il Milan non ha solo vinto la sfida di cartello, è riuscito a fare molto più di quanto era programmato e preteso dalla Società, pagando solo nel rush finale – tuttavia con il riscatto torinese di iersera- lo scotto di un impegno duro e costante occasionalmente frustrato dal Covid e da assenze pesanti come quelle di Ibra, tanto per dire. Per Pioli solo applausi. Per Pirlo, invece, condanna senza attenuanti non solo per aver perduto scudetto e Coppa, Italia e Europa, ma per avere esibito davvero la squadra più brutta del decennio (almeno) non nella variante estetica (vincente in bruttezza come quella di Allegri) detestata da opinionisti/estetisti in libertà ai quali ha offerto il disastro completo – bruttezza accompagnata dalla sconfitta – consolandoli con un briciolo di guardiolismo: il record di possesso palla. Il massimo del minimo come dire: il minimo le dimissioni.

Immigrazione, Salvini “Italia si comporti come altri paesi Ue”

MILANO (ITALPRESS) – “Noi a Draghi porteremo i modelli degli altri paesi europei. Siccome giustamente si parla di un Governo europeista e di quello che ci chiede l’Europa, chiederemo che l’Italia si comporti come si comporta la Spagna, la Grecia e la Francia. In nessun altro Paese ci sono i numeri, le dimensioni e i problemi che abbiamo in Italia. Non do promozioni o bocciature”. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, parlando con i giornalisti, ribadendo che “parleremo del tema sbarchi, perchè 2.148 sbarchi in 24 ore non sono compatibili con un paese che vuole ripartire. I numeri – ha continuato – dicono che sono arrivati ieri, in una domenica, di maggio il doppio dei clandestini che sbarcarono in tutto il mese di maggio quando ero ministro. Con il più che c’è il Covid. Sicuramente così non si può andare avanti. Volere è potere. Io venerdì sono a Catania in un’aula di tribunale per rispondere di quello che ho fatto e ne vado fiero”. Poi, Salvini ha detto che “con Lamorgese ci siamo messaggiati ieri, però se si aspetta la solidarietà europea penso che andrà a finire come sui vaccini: il nulla. Gli altri paesi non stanno aspettando l’Europa, ma stanno difendendo i loro territori per conto loro con pieno diritto. Il presidente Draghi dice che noi meritiamo rispetto, anche sul fronte dell’immigrazione meritiamo rispetto. Non possiamo invitare i turisti da mezzo mondo su un’isola che ogni giorno vede migliaia di sbarchi. Non è serio”.
(ITALPRESS).

INTER IN DELIRIO, VOLANO ATALANTA, MILAN E NAPOLI

Contraddizioni scudettate, vittoria del Milan nello spareggio con una Juve inesistente e duro attacco del presidente del Benevento Vigorito al Palazzo per l’uso del VAR. E’ il classico fine campionato pieno di livori. Nel delirio della vittoria, gli interisti hanno scoperto di dover diventare più poveri di due stipendi o più. Il calcio sta facendo i conti con la crisi e il piatto piangerà pure per i campioni. Cose mai viste, come quella per i protagonisti della classifica dei cannonieri: Ronaldo la comanda (27 reti) ma la Juve ha perso il campionato; Vlahovic ha salvato la Fiorentina e ha segnato quanto Lukaku (21 reti), che ha dominato la scena, e Muriel che li ha fatti partendo dalla panchina, un record. Simy (19 come Immobile) invece è retrocesso. L’Inter ha festeggiato con la Sampdoria segnando cinque reti: da dieci partite non ne faceva più di due. E’ stata un’impresa, quella di Conte, capace di vincere sulla panchina della Juve e dell’Inter, come Trapattoni. L’attacco nerazzurro (79 gol) è inferiore a quello dell’Atalanta (84), la difesa è la meno battuta (30). Alcuni dirigenti ed esperti di calcio hanno sostenuto in passato che sono i giocatori a “fare” l’allenatore, ma Conte -secondo alcuni- “varrebbe” dieci punti. Vedremo quanti ne varrà Mourinho, suo possibile avversario per lo scudetto del futuro. Ha fatto impressione che Ranieri non sia rientrato negli spogliatoi nell’intervallo e abbia cambiato ben quattro giocatori all’inizio della ripresa. Segnali significativi. In zona Champions, l’Atalanta ha mantenuto il secondo posto mentre nella partitissima Juve-Milan, stravinta dai rossoneri, è emersa la crisi bianconera. La squadra di Pioli è seconda. Napoli terzo e più che mai in corsa, Lazio pressochè fuori. Nello “spareggio” di Torino trionfo rossonero e disfatta juventina. Su Pirlo incombono Allegri, Zidane: entrambi o nessuno? Certo, la Juve ha perso male: tre gol del Milan e un rigore tirato da Kessie e parato da Szczesny. Lo stato maggiore bianconero, presente allo stadio, mediterà su questo risultato umiliante. Il Milan ha riscattato la vittoria dell’andata con una bella prestazione, anche se Ibrahimovic si è infortunato. Ronaldo non l’ha mai vista, gli errori si sono cumulati. Una brutta pagina per la Vecchia Signora. Il Parma ha resistito poco alla valanga atalantina: 5-2. Non è stata una sorpresa: gli emiliani erano già retrocessi. Gasperini ha negato ogni contatto con altri club: l’Atalanta è già una “grande”. Il Napoli ha vinto senza problemi a La Spezia, proponendosi in maniera autoritaria sul campo dove il Milan aveva perso e l’Inter non era andato oltre il pareggio: Osimhen è definitivamente esploso (doppietta) e De Laurentiis ha fatto una carezza a Gattuso: resterà ? Dicono di no. La squadra di Italiano ha confermato che qualche volta il bel gioco non paga. Rischia. La Lazio non ce l’ha fatta e, perdendo a Firenze, ha praticamente visto sfumare le speranze di disputare la Champions, mentre i viola si sono di fatto salvati. Vlahovic è stato decisivo, Immobile no. La Roma (due pali), pur molto rimaneggiata, ha strapazzato il Crotone (90 gol subiti) e spera di entrare nella Conference League. Si è visto il promettente Darboe, arrivato su un barcone dall’Africa. Anche il Sassuolo (Raspadori una altro gol: quinta vittoria in sei gare) vuol giocare la Conference League: ha vinto a Marassi. Al Genoa non sono bastate le prodezze di Zappacosta. L’Udinese, contro un Bologna ben organizzato, ha palesato il solito super De Paul, ma anche stavolta il finale le è stato fatale: un rigore di Orsolini ha pareggiato i conti. In zona salvezza la vittoria del Cagliari a Benevento ha mandato in B praticamente i sanniti. C’è da dire che con Semplici i sardi hanno mostrato qualcosa in più. Ma c’è stato un episodio (rigore prima dato ai giallorossi e poi negato dopo la visione allo schermo) che farà molto discutere. Doveri è finito sulla graticola e più di lui Mazzoleni, che era al VAR, accusato dal presidente Vigorito (“E’ una vergogna!” ha denunciato nella sua filippica) di aver voluto affossare ancora una volta una squadra del Sud. Ha dichiarato pure che Doveri ha detto di ritenere “leggero” il tocco di Asamoah su Viola. Dopopartita caldo: brutta scena. Il pareggio del Torino a Verona ha allontanato i granata dalla zona pericolosa (la squadra di Nicola deve recuperare la gara con la Lazio). Ora un turno infrasettimanale con Roma-Inter che prefigurerà il possibile duello per lo scudetto fra Conte e Mourinho. Scusate, ma tutto fa brodo.

Amministrative, Letta “Su Roma e Torino difficile accordo con M5S”

ROMA (ITALPRESS) – “Sulle grandi città abbiamo deciso di fare le primarie. E’ importante che non sia io a scegliere il candidato sindaco o che sia scelto nel chiuso di una stanza. Abbiamo convocato le primarie a Roma che si svolgeranno il 20 giugno, le faremo anche a Bologna, credo una settima prima”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, intervenendo a “Forrest” su Radio1 Rai. “Zingaretti sarebbe stato un ottimo candidato per Roma, ma l’ipotesi della sua candidatura doveva essere gestita e verificata con gli impegni nella Regione Lazio e con la campagna vaccinale. Quelle condizioni non si sono verificate. Gualtieri aveva fatto sapere da settimane che era disponibile per quella candidatura e la sua è un’ottima ipotesi”, ha aggiunto.
In merito all’alleanza con il M5S, Letta ha aggiunto: “Ci sono due città, Roma e Torino, dove il Pd, quando io non c’ero, perse malamente nel 2016 e il Pd è stato all’opposizione. In queste due città è molto difficile, se non impossibile, che ci sia un accordo. Nelle altre città si cerca di fare un lavoro comune, non mi straccio le vesti per questo: si vota al primo turno per il proprio candidato, dopo si fanno ragionamenti successivi, ma non sono cose che mettono in discussione l’alleanza”.
(ITALPRESS).