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Ripresa attività giovanile, aperte iscrizioni U13 Elite e U12 femminile

ROMA (ITALPRESS) – Il Settore Giovanile e Scolastico della Figc è pronto a riavviare anche l’attività territoriale offrendo a tutte le Società la possibilità di partecipare ad attività federali organizzate nel proprio territorio di appartenenza tenendo conto delle aperture che il nuovo decreto legislativo prevede per gli sport di squadra. Al fine di riprendere con gradualità l’attività giovanile delle categorie di base, in considerazione delle indicazioni generali riportate nel Protocollo per le Attività di Squadra Giovanili, vengono proposte diverse opportunità di gioco che continuano a perseguire l’obiettivo di sviluppare un percorso di formazione tecnico-sportiva ed educativa rivolta al territorio e alle sue peculiarità per recuperare il più possibile le occasioni di gioco che sono mancate in questo periodo. La novità sostanziale consiste nella proposta di Tornei che, dopo l’avvio in questo fine di stagione, potranno consentire agli stessi giovani di proseguire l’attività anche nella successiva stagione sportiva senza la necessità di modificare le previste categorie per fascia di età indicate nei vigenti regolamenti.
L’attività ufficiale proposta (da considerarsi integrativa e non sostitutiva delle attività ordinarie delegate ai Comitati Regionali o alle Delegazioni Provinciali) potrà essere sviluppata nelle categorie Pulcini ed Esordienti come segue:
1)Attività aperta a tutte le Società:
Esordienti Fair Play (attività regionale per i nati nel 2008 e nel 2009);
Pulcini #GrassrootsChallenge (attività regionale per i nati nel 2010 e nel 2011);
U12 Femminile (attività regionale per le nate nel 2008 e nel 2009 che potrà svilupparsi anche a livello interregionale e nazionale dal mese di novembre).
2) Attività esclusiva per le società riconosciute come Scuole di Calcio Elite, Club Professionisti e Società incluse nelle Aree di Sviluppo Territoriale (Evolution Programme):
U13 Fair Play Elite (attività regionale che potrà svilupparsi a livello interregionale e nazionale dal mese di novembre, per i nati nel 2008 e nel 2009).
(ITALPRESS) – (SEGUE).
Compatibilmente con le opportunità che saranno determinate dall’evoluzione della situazione epidemiologica l’attività viene suddivisa nei seguenti periodi:
Dal 03 Maggio al 7 Giugno: Grassroots Challenge 2021 (Sfide Tecniche per tutte le categorie)
Dal 22 Maggio al 30 Giugno: prima fase Torneo a livello territoriale
Dal 12 Settembre al 3 Ottobre: seconda fase Torneo a livello territoriale/interprovinciale
Dal 10 Ottobre al 31 Ottobre: terza fase Torneo a livello territoriale/regionale
Ovviamente non si può non tenere conto della situazione epidemiologica che impedisce ad alcune regioni di tornare a giocare in modalità collettiva, per cui tra le proposte è stata inserita anche una competizione a distanza che consentirà a tutti di mettersi in gioco con Sfide Tecniche proposte dai nostri Tecnici Federali attraverso i “Grassroots Challenge”, dove tutte le Società possono iscriversi ad un concorso tecnico nazionale e partecipare a delle sfide a squadre, seppur disputate a coppie ed in forma individuale, per le differenti categorie Esordienti, U12 Femminile e Pulcini. I punteggi ottenuti nei “Grassroots Challenge” verranno utilizzati per le graduatorie dei nuovi Tornei avviati.
(ITALPRESS).

Ponte sullo Stretto, relazione dei tecnici “Sì a collegamento stabile”

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – “Profonde motivazioni” per realizzare un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche in presenza del “previsto potenziamento/riqualificazione dei collegamenti marittimi (collegamento dinamico)”. Sconsigliati i tunnel, sia in alveo che subalveo, e confronto su ponte a campata unica e a più campate. Sono queste le conclusioni del gruppo di lavoro tecnico, avviato dal precedente governo e promosso dall’allora ministro Paola De Micheli per valutare gli eventuali sviluppi del progetto del sistema di attraversamento stabile dello Stretto. Il gruppo, che è stato istituito a fine agosto 2020 e si è insediato il successivo 2 settembre, ha concluso i suoi lavori con una relazione di 158 pagine. Il documento è stato trasmesso dal ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ai presidenti del Senato e della Camera.
Un collegamento stabile dello Stretto, secondo i tecnici, consentirebbe di “aumentare notevolmente l’integrazione delle due città metropolitane di Reggio Calabria e Messina, che già oggi esprimono circa il 30% della domanda di attraversamenti dello Stretto. Un’unica area metropolitana integrata dello Stretto, con i suoi circa 800 mila abitanti, costituirebbe – si legge nella relazione – un acceleratore di sviluppo più che proporzionale alla dimensione demografica”.
Nel documento vengono analizzate quattro possibili soluzioni: il ponte a campata unica, quello a più campate, il tunnel in alveo e quello subalveo. Il progetto del ponte a campata unica di 3.300 metri, adottato nel 2011, secondo i tecnici, “andrebbe comunque adeguato ai risultati di nuove indagini, alle nuove normative tecniche per le costruzioni e alle più recenti specifiche tecniche di interoperabilità inerenti al sottosistema infrastruttura e sicurezza delle gallerie ferroviarie”.
Un aspetto sfavorevole di questa soluzione, per il gruppo di lavoro, è il “vincolo della sua ubicazione nel punto di minima distanza fra Sicilia e Calabria” che “allontana l’attraversamento dai baricentri delle aree metropolitane di Messina e Reggio Calabria”. A un “notevole impatto visivo” e alla “vicinanza di zone sensibili sotto il profilo naturalistico”, fanno riscontro una “ridotta sensibilità sismica dell’impalcato e nessun impatto sulla navigazione”.
Il ponte a più campate, invece, “consentirebbe di localizzare il collegamento in posizione più prossima ai centri abitati di Messina e Reggio Calabria, con conseguente minore estensione – si legge nella relazione – dei raccordi multimodali, un minore impatto visivo, una minore sensibilità agli effetti del vento, costi presumibilmente inferiori e maggiore distanza dalle aree naturalistiche pregiate”. Tuttavia, “andrebbero approfonditi i temi relativi alla risposta delle pile in acqua rispetto ad eventi sismici e alle forti e variabili correnti marine”.
Per quanto riguarda il tunnel in alveo, secondo il gruppo di lavoro, “appaiono più critiche le considerazioni sul rischio sismico, soprattutto in corrispondenza dell’attraversamento delle sponde per la presenza di estesi sistemi di faglie attive, non sufficientemente noti, che richiederebbero estese indagini geologiche e che potrebbero subire rigetti di alcuni metri, oltre all’assenza di riferimenti tecnici e normativi ed esperienze specifiche”. Per il tunnel subalveo, invece, occorrerebbero “gallerie di raccordo molto lunghe che arriverebbero ad oltre 45 km senza interruzioni per quella ferroviaria (sarebbe la terza più lunga del mondo) e di circa 21 km per quella stradale (sarebbe la seconda più lunga del mondo)”.
Il gruppo di lavoro, quindi, ritiene di “sconsigliare le soluzioni dei tunnel subalveo e in alveo” mentre reputa che “la soluzione aerea a più campate sia potenzialmente più conveniente di quella a campata unica”. Per questo, il suggerimento è di “sviluppare la prima fase del progetto di fattibilità limitando il confronto ai due sistemi di attraversamento con ponte a campata unica e ponte a più campate. La prima fase del progetto di fattibilità – si legge nel documento – dovrà essere sottoposta ad un successivo dibattito pubblico”.
Inoltre, secondo tecnici, è “più efficiente finanziare il sistema di attraversamento interamente e trasparentemente a carico della finanza pubblica, anche in relazione ai benefici diffusi che l’opera ha sull’intero Paese”. Si propone, infine, di “valutare diversi livelli di pedaggio per autovetture, autocarri, treni locali/regionali, treni ad Alta Velocità e treni merci, tali da stimolare la domanda di mobilità e lo sviluppo socioeconomico dei territori coinvolti”.
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Coronavirus, Fedriga “Insistere con Rt è sbagliato”

ROMA (ITALPRESS) – «Più che i colori, vanno rivisti i parametri ora che i numeri si sono ridotti. Insistere con l’Rt rischia di essere distorsivo». E’ l pensiero di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia e alla gida della Conferenza dele Regione in una intervista al Corriere della Sera.
“La prossima settimana incontreremo il ministro Speranza e lì esamineremo il lavoro che sta facendo su questo tema un tavolo tecnico». Sul tanto dibattuto coprifuoco: «Abbiamo avanzato una soluzione di buon senso. Perchè se permetti la ripresa delle attività di ristorazione devi anche consentire agli operatori orari adeguati ad accogliere i clienti. Le 23 rappresentano un buon compromesso. Decide il governo. Ma penso che il primo passo avverrà a breve. Attenzione, però, a focalizzarsi solo sul coprifuoco». “Il tetto delle 23 è la proposta presentata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni. Se il governo deciderà altrimenti lo vedremo» conclude.
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Libia, peschereccio “Aliseo” rientrato a Mazara del Vallo

MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) (ITALPRESS) – E’ giunto al porto di Mazara del Vallo, il peschereccio “Aliseo”, raggiunto dai colpi di arma dei libici. A scortarlo una motovedetta della Guardia Costiera. Grane attesa per il ritorno dei sette uomini d’equipaggio compreso il comandante Giuseppe Giacalone, rimasto lievemente ferito. “Un pezzo della Guardia libica non rispone al Governo. Ci vuole un gran lavoro di diplomazia affinchè anche la nostra marineria nel Mediterraneo abbia la giusta sicurezza” denuncia il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci, al porto accogliendo il rientro del peschereccio Aliseo. “La prossima settimana incontrerò a Roma i ministri degli Esteri e della Difesa” aggiunge il primo cittadino di Mazara che già aveva fatto sentire la propria voce attraverso i social: “Adesso basta! E’ inconcepibile pensare di continuare così. Servono accordi diplomatici, nuovi accordi commerciali, serve soprattutto un’azione forte e determinata da parte del Governo italiano affinchè intervenga con la Libia”.
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Fondazione Guido Carli premia 14 personalità imprenditoria, sport,danza

ROMA (ITALPRESS) – “Facciamo della lunga attesa alla quale ci ha costretto la pandemia un avamposto di progetti e di visione per l’avvenire. La grandezza di un’idea si misura in base a quel che genera e dalla potenza con cui si rigenera”. Con queste parole Romana Liuzzo, Presidente della Fondazione Guido Carli, ha aperto la dodicesima edizione del Premio che porta il nome dello statista e padre fondatore dell’unione monetaria europea. Lo ha fatto illustrando la proposta – avanzata al mondo della politica e delle istituzioni – di celebrare il prossimo 18 settembre la Giornata nazionale della Rinascita: data simbolica della ripartenza, economica e sociale, sei mesi dopo la Giornata della Memoria delle vittime del Covid, celebrata in ricordo della notte dei camion lungo le vie di Bergamo. Ad aprire la cerimonia, l’esposizione – sul palcoscenico della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica – della Medaglia del Presidente della Repubblica, destinata dal capo dello Stato Sergio Mattarella quale premio di rappresentanza alla dodicesima edizione. Si è trattato di un’edizione straordinaria, in un anno particolare, vissuta all’insegna dell’ottimismo “non sconsiderato”, come ha ricordato la neo Ufficiale della Repubblica Liuzzo citando il presidente del Consiglio Mario Draghi e il suo appello allo spirito repubblicano con cui siamo chiamati a costruire il nostro futuro. Di più, a riprendere il “gusto del futuro”. Ad intervenire dal palco – dopo il saluto iniziale della presidente della Fondazione Guido Carli – il ministro degli Affari regionali, Mariastella Gelmini che portando i saluti e sentimenti di stima e di gratitudine da parte del governo ha dichiarato: “Anche in questa edizione la Fondazione Guido Carli ha saputo cogliere lo spirito dei tempi, immaginando un premio per la solidarietà e proponendo il condivisibile progetto dell’istituzione della giornata della rinascita. E’ grazie a uomini come Guido Carli e alla generosità di donne come Romana Liuzzo che si occupano di tenerne viva la memoria, che al risveglio da questo incubo il nostro Paese potrà guardare al futuro con ritrovata speranza e fiducia nelle sue capacità”. Al sindaco di Roma Virginia Raggi invece il compito di chiudere portando il saluto finale della città “in un evento così importante che in questo momento lo è ancora di più perchè abbiamo bisogno di non perdere i nostri valori. Premiare il merito e l’eccellenza significa ancorarsi alle nostre radici ma anche guardare con fiducia al futuro”. Gianni Letta, Presidente Onorario della Fondazione, ha aperto i lavori di una edizione caratterizzata tra l’altro dalle novità nella composizione della giuria, arricchita dalla presenza delle due new entry: Lavinia Biagiotti, Ceo e presidente di Biagiotti Group, e Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. A lui anche il compito di dare lettura del messaggio giunto dalla Presidente del Senato, Elisabetta Casellati che ha parlato di “un appuntamento prestigioso dedicato al ricordo di una delle personalità più autorevoli e brillanti della nostra epoca”. Ricordando la memoria di Guido Carli e ringraziando la Presidente Romana Liuzzo “per aver tenuto non solo viva la memoria di un nonno così autorevole e di un personaggio così stimato nel mondo ma aver consentito agli italiani di non disperdere quella eredità morale di cui parlava la Presidente Casellati e di riproporre una lezione che è ancora sorprendentemente attuale” Gianni Letta, ha aggiunto che “è l’anno di una Europa finalmente solidale. E’ l’Europa che avrebbe voluto e nella quale credeva Guido Carli”. E’ stata anche l’edizione eccezionale con numeri da record dei premiati: ben 14. Non solo economisti e imprenditori, ma personalità legate al mondo dello sport, della danza e della solidarietà sociale.
Il Premio Speciale è andato a un principe del palcoscenico, Roberto Bolle, simbolo di gioia e di ritorno alla vita. “Grazie ai premiati e a Intesa Sanpaolo – ha detto Bolle – per il sostegno alla cultura durante l’anno del Covid e un grazie particolare a Stefano Lucchini”. Premio alla Carriera invece a Elisabetta Belloni, primo Segretario generale della Farnesina. Ad Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, il Premio alla Solidarietà. Di seguito l’elenco dei premiati e dei componenti della giuria del Premio Guido Carli che hanno conferito il riconoscimento (la medaglia realizzata dall’Istituto poligrafico Zecca dello Stato): Vincenzo Boccia, Presidente della Luiss Guido Carli, ha premiato Aldo Bisio, Amministratore Delegato di Vodafone Italia; Ornella Barra, Co-Coo for Walgreen Boots Alliance, ha premiato Alfredo Ambrosetti, Fondatore dell’omonimo Studio e del Forum di Cernobbio; Lavinia Biagiotti, Ceo e Presidente di Biagiotti Group, ha premiato Marco Bizzarri, Presidente e Ceo di Gucci; Barbara Palombelli, giornalista e conduttrice televisiva, ha premiato Giovanni Floris, giornalista, conduttore televisivo anche lui e scrittore; Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo, ha premiato Giovanni Grasso, Consigliere per la stampa e la comunicazione della Presidenza della Repubblica, e Patrizia Grieco, Presidente del cda di Banca Monte dei Paschi di Siena; Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, ha premiato Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria; Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha premiato Stefano Sala, Amministratore Delegato di Publitalia 80; Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, ha premiato Massimo Martinelli, Direttore del Messaggero; Giampiero Massolo, Presidente di Fincantieri, ha premiato Andrea Ceccherini, Presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani- Editori; Urbano Cairo, Presidente della Cario Communication e Rcs, ha premiato Stefano Domenicali, Presidente e Ad della Formula 1; Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi, ha premiato con il premio alla solidarietà Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio; Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha premiato con il premio alla carriera Elisabetta Belloni, Segretario generale della Farnesina; Romana Liuzzo, presidente della Fondazione Guido Carli, ha premiato con il premio speciale, l’etoile, Roberto Bolle.
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Salvini “Nel prossimo Cdm chiederemo di abolire il coprifuoco”

ROMA (ITALPRESS) – “Solo oggi 15.580 italiani guariti, 591 ricoverati in meno, 55 letti di terapia intensiva liberati, e solo ieri 501.236 vaccinati. Chissà se i TG daranno queste buone notizie o preferiranno terrorizzare. Nel prossimo Cdm i ministri della Lega chiederanno il ritorno al lavoro in sicurezza per tutti, senza discriminazioni, e no al coprifuoco che qualcuno voleva confermare fino a giugno o addirittura a luglio”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
(ITALPRESS).

Aperta al traffico nuova variante di Cividale del Friuli

Anas ha aperto al traffico la nuova variante di Cividale del Friuli, in provincia di Udine. La nuova opera, del valore complessivo di oltre 4,5 milioni, è costituita da un sottopasso alla linea ferroviaria Udine – Cividale, ed ha una estensione complessiva di 1,8 km. “La nuova variante di Cividale – ha dichiarato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga – era molto attesa dalla popolazione e risolve un vero e proprio collo di bottiglia. Vanno apprezzati i criteri di razionalità – di cui l’attenzione alla mobilità ciclopedonale è un requisito ormai essenziale – e di avanzamento tecnologico che hanno accompagnato la progettazione dell’opera e l’esecuzione dei lavori. In Friuli Venezia Giulia promuoviamo la realizzazione di infrastrutture di larga e media portata accanto alla capillare manutenzione stradale con interventi mirati a snellire il traffico e a connettere con efficacia reti e abitati, tenendo la sicurezza di pedoni e automobilisti come stella polare. Oggi salutiamo un nuovo tassello della buona mobilità”.
“Il tratto che oggi apriamo al traffico – ha dichiarato l’Ad di Anas Massimo Simonini – ha una significativa importanza per il territorio e per la sua sostenibilità misurabile con benefici in termini di riduzione dei tempi di percorrenza, di innalzamento dei livelli del comfort di guida e della sicurezza stradale. Rappresenta anche un contributo alla salvaguardia ambientale con la riduzione della CO2 emessa dai veicoli, grazie alla più fluida mobilità consentita dalla variante, e all’istallazione di impianti di illuminazione a led a basso consumo energetico. E’ anche un’opera che supporta la mobilità sostenibile, grazie al nuovo percorso ciclopedonale lungo il tracciato”.
Il progetto della variante di Cividale del Friuli nasce dalla necessità di alleggerire dal traffico automobilistico l’abitato cittadino, il cui centro storico e residenziale è oggi attraversato nella sua interezza dall’attuale S.S.54 “del Friuli”, che da Udine arriva al confine di Stato in località Stupizza. La variante bypassa parte della zona sud-ovest dell’abitato di Cividale del Friuli. Il tracciato è costituito da un primo nuovo tratto di 800 metri, realizzato ex novo, che si innesta alla rotatoria posta al km 13,900 della strada statale 54 “del Friuli”, e dall’adeguamento del secondo tratto dell’esistente viabilità comunale, di pari lunghezza. Sono state inoltre realizzate due rotatorie dotate di un impianto di illuminazione a led a basso consumo energetico. La prima nuova rotatoria si trova al termine del nuovo tratto, presso l’intersezione via del Laterano – via Boiani mentre la seconda, a fine tracciato, si trova in prossimità del Palazzetto dello Sport. Nel tracciato di nuova costruzione assume particolare rilevanza il sottopasso della linea ferroviaria Udine-Cividale che, grazie all’adozione di tecniche ingegneristiche d’avanguardia, è stato realizzato senza dover mai interrompere il traffico ferroviario. La galleria realizzata integra anche la nuova pista ciclabile costruita per aumentare la sicurezza dell’utenza debole.
(ITALPRESS).

Covid, Cacopardo “Non aspettiamoci ulteriori grandi varianti”

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PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia resta in zona arancione nonostante i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità confermano gli ottimi dati degli ultimi giorni, con l’isola che scende sotto l’indice di 1 dell’Rt (0.89) e riduce del 17% i nuovi casi settimanali. I numeri dei contagi, seppur altalenanti, quindi, sembrano andare regolarmente verso il basso. A livello italiano è ormai appurato, però, che tutti i contagi sono, per oltre il 90%, riconducibili alle varianti.
“Questo è un evento abbastanza normale, non desta particolare sorpresa ed a mio avviso non deve destare nemmeno preoccupazione – dice all’agenzia Italpress Bruno Cacopardo, primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Garibaldi di Catania – Che un virus durante la sua storia naturale si modifichi, tende a variare cioè a mutare, è una cosa abbastanza normale, sarebbe strano il contraio”.
“Quello che è importante è che le mutazioni non aumentino l’impatto clinico della malattia. Questo in realtà, nonostante ci siano dati controversi, possiamo dire che è avvenuto solo in parte. Quello a cui stiamo assistendo è il coinvolgimento legato alla maggiore contagiosità ma non alla maggiore virulenza della variante, ma appunto il coinvolgimento di fasce di popolazione di età più bassa. Questo è il motivo per cui abbiamo ricoverato una media d’età di pazienti sensibilmente più bassa, direi inferiore ai 50 anni, mentre alcuni mesi fa l’età media era superiore ai 65-70” continua.
Tra le varianti, in Italia, la più diffusa è quella relativa al ceppo cosiddetto inglese: “È evidente che la variante è stata prodotta nello sforzo del virus di avere una maggiore adattabilità all’ambiente circostante e al luogo che infetta – ha spiegato Cacopardo -. Ritengo che sia estremamente improbabile che il virus muti nella direzione di una maggiore patogenicità, anzi ritengo che pian piano il virus dovrebbe trovare maggiore endenizzazione cioè entrare nel territorio con un più basso tasso di letalità”.
A far scendere la soglia di età dei soggetti contagiati anche la campagna vaccinale che sta proseguendo soffermandosi in maniera particolare sugli anziani e sui soggetti fragili o a rischio. Al momento in Italia sono a disposizione quattro vaccini: Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Tra tutti il più discusso degli ultimi mesi è sicurante quello di AstraZeneca: “Ci sono dei lavori del New England Journal Magazine che sanciscono con molta chiarezza l’efficacia dei vaccini su tutte le varianti virali, compresa quella sudafricana che è tanto temuta – ha sottolineato Cacopardo -. Siamo di fronte ad un evento pandemico, che non è nè il primo nè l’ultimo, e dalle grandi epidemie si esce con la vaccinazione. Non dobbiamo dimenticare da cosa veniamo fuori vaccinandoci, quindi è importante fare un bilancio costi-benefici; questo vale quando si fa qualunque terapia, ancora mi domando come mai non ci poniamo il problema quando assumiamo un antinfiammatorio per il mal di testa che ha un’incidenza di eventi avversi assolutamente superiore a quella del vaccino”.
“Le vaccinazioni, nella storia, non sono esenti da eventi avversi: come avvenne col vaccino contro la poliomielite o il vaiolo – racconta Cacopardo -. Questi vaccini che noi ora stiamo utilizzando sono ora un progresso perché il numero di eventi avversi è sensibilmente ridotto a quello dell’epoca del virus vivo, siamo in presenza di vaccini prodotti dalla bioingegneria molecolare, in cui si porge una porzione, una proteina, una parte del virus che evoca una risposta immunitaria assolutamente selettiva e specifica. Su AstraZeneca credo che abbiamo commesso un errore mediatico perché abbiamo dato troppa diffusione a degli eventi avversi, immaginiamo se i media cominciassero a concentrarsi su eventi avversi degli antinfiammatori, dell’aspirina o della novalgina o della Tachipirina, se iniziasse una campagna mediatica sulle epatiti fulminanti da paracetamolo che è forse il farmaco più utilizzato al mondo. Certamente, ha avuto un ruolo anche il fermo vaccinale con AstraZeneca, ma questo ci è servito ad identificare anche con chiarezza la sindrome indotta da vaccino, una rarissima forma di trombosi, che è di interesse più scientifico che medico-clinico”.
Vaccinare più soggetti possibili nell’immediato per evitare eventuali altre mutazioni, anche se, a detta di Cacopardo, difficilmente eventuali altre varianti potrebbero essere più ‘forti’: “È evidente che se non estendiamo il raggio di copertura vaccinale in tempi rapidi, il virus, nella fetta non vaccinata, tenderà a passare, da un individuo all’altro, mutando un po’ più rapidamente perché sottoposto alla cosiddetta ‘pressione selettiva immunologica’. Ritengo che le variazioni hanno un limite perché il punto in cui varia la proteina Spike, ha una zona variabile che è una zona limitata ristretta, il resto delle zone sono profondamente conservate quindi è improbabile che mutino. Questa regione variabile è già quasi tutta mutata, quindi il grosso delle varianti le abbiamo già incontrate, ritengo che non avremo ulteriori grandi variazioni. È chiaro che più velocemente procederemo molto meglio sarà dal punto di vista del rischio di una variante maggiore”.
Infine, il dottor Cacopardo ha lanciato un messaggio a tutti coloro che sono ancora indecisi se vaccinarsi o meno: “Ci si vaccina per due ragioni: una è di protezione individuale; supponiamo una persona fragile esposta a rischio di covid, si vaccina per proteggere se stesso; poi un’altra ragione che è quella di una protezione collettiva, ci vacciniamo per creare un network immunologico che non consente al virus di penetrare, creare una muraglia cinese che ostacoli la diffusione del virus. Per cui ci vacciniamo per proteggere noi stessi ma anche per un dovere collettivo e sociale che è quello di ostacolare la circolazione del virus e di spegnerne la diffusione. Credo che astenersi dalla vaccinazione per motivazioni estremamente futili siano forme insopportabili di diserzione rispetto ad una condizione che ci imporrebbe di proteggerci e di proteggere gli altri”, ha concluso Cacopardo.
(ITALPRESS).