ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna fare in modo che il Next Generation Eu diventi permanente. Questa è la partita della vita a Bruxelles, e la squadra Italia deve essere unita e determinata”. Lo ha detto il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, intervenendo alla 32esima edizione del Workshop Finanza organizzato da The European House-Ambrosetti.
“Il patto di stabilità finora ha gestito male le crisi, bisogna passare a un patto di sostenibilità, con regole meno basate su criteri esclusivamente finanziari. L’Italia deve essere credibile per ottenere questo risultato”, ha aggiunto Letta.
“La nostra democrazia è malata – ha poi spiegato il leader dem -. In dieci anni abbiamo avuto sette governi con maggioranze diverse. Come può un Paese essere governato ogni anno e mezzo da una maggioranza diversa? E’ una follia, non funziona. Com’è possibile che in metà legislatura ci siano stati 200 cambi di casacca? Come è possibile che il gruppo misto sia il secondo o terzo gruppo per importanza? Sono cose che non esistono, sono follie, il gruppo misto non esiste quasi in nessun Paese del mondo. Da noi è un soggetto politico, ed è una specie di paradiso nel quale i parlamentari preferiscono andare”.
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Letta “Next Generation Eu diventi permanente, squadra Italia sia unita”
Ue, Gentiloni “Debito e investimenti sfide da gestire dopo la crisi”
ROMA (ITALPRESS) – “Alla fine dell’emergenza bisognerà affrontare il tema delle prospettive della nostra politica economica comune e fare passi ulteriori in questa direzione. Quando si stabilizzerà la ripresa, ci saranno due grandi problemi: un debito medio attorno o superiore al 100%, e un rischio di caduta degli investimenti che nella crisi precedente si sono gradualmente avvicinati allo zero”. Lo ha evidenziato Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, intervenendo al Finance Workshop The European House – Ambrosetti 2021. “Il rischio è evidente e dobbiamo affrontare con le nostre regole queste due sfide: come gestiamo il percorso di uscita dal debito e come riusciamo a incoraggiare gli investimenti”, ha detto ancora Gentiloni.
“Le nostre previsioni sono di una crescita media del 3,8% quest’anno e l’anno prossimo”, ha spiegato il commissario europeo. “Vedremo nelle prossime settimane se saranno confermate o se alcune ulteriori misure restrittive le modificheranno, ma credo che nell’insieme potranno essere confermate”, ha aggiunto.
“Il Next Generation Eu – ha sottolineato ancora Gentiloni – è importante non solo per il contributo economico, ma anche perchè per la prima volta in Europa stabiliamo una strategia comune di crescita. E questa somma viene incanalata su grandissime priorità”.
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Proporzionale e preferenze per ridare centralità al Parlamento
In un lasso di tempo brevissimo, il sistema politico è stato rivoltato come un calzino. Cambiati i protagonisti, cambiato linguaggio, propositi, alleanze. L’Italia ha sempre riservato agli osservatori stranieri grandi colpi di scena, ma bisogna ammettere che gli accadimenti ultimi non sono passati inosservati. È cambiato il presidente del Consiglio e la struttura di Governo con componenti partitiche a dir poco in perenne contrapposizione tra loro; il PD e movimento 5 stelle hanno cambiato i vertici senza congressi con una velocità mai registrata in passato. La Lega e M5 stelle si sono dichiarati europeisti, rigoristi in economia, atlantisti.
Qualche commentatore ha avuto modo di sottolineare che questa duttilità delle forze politiche è da attribuire a un sistema politico tutto sommato solido, ma penso che a ben vedere la realtà dimostra proprio il contrario: i rapporti con i cittadini non sono idilliaci, i rapporti con le loro rappresentanze sono labili, il credito del sistema maggioritario che è la loro principale fonte di potere come rendita di posizione ormai in decomposizione. La ragione di questo stato risiede fondamentalmente dal fatto che il maggioritario nella sostanza ha allontanato dalle urne la metà dei cittadini italiani che non hanno potuto esprimere il proprio voto per soggetti compatibili con le loro culture; la impossibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento, che negli ultimi anni hanno dato di loro performance non degne del loro ruolo.
Va ricordato che il sistema elettorale maggioritario e rimozione delle preferenze sono state propagandate nel corso della cosiddetta seconda repubblica per ridurre i partiti, assicurare governabilità, per sottrarre al clientelismo ed alla criminalità organizzata il controllo dei voti. Ma a conti fatti, i partiti sono molti di più che nella prima repubblica, la stabilità dei governi più o meno è rimasta identica se non peggiorata, il controllo dei voti dei criminali in alcune aree è ancora più pesante, talvolta in combutta con i maggiorenti delle formazioni politiche come risulta dalle indagini e condanne giudiziarie.
Ma oltre a questi aspetti negativi, se ne sono aggiunti altri gravi come il fenomeno sconcertante dei transfughi che vagano da un partito all’altro; fenomeno che oramai in questa legislatura ha coinvolto più di un terzo dei parlamentari. L’abbandono del proporzionale e delle preferenze ha stravolto il senso del ruolo costituzionale delle associazioni politiche incapaci ormai di provocare partecipazione nelle attività politiche e partecipazione al voto dei cittadini a causa della loro sbiadita filosofia di appartenenza piegate alla necessità delle liste maggioritarie. La stessa rappresentanza in parlamento, sequestrata dalla ferrea scelta dei candidati dai capi dei partiti, ha annullato la rappresentanza territoriale, ha nettamente abbassato la qualità degli eletti, ha provocato un sistema che sostanzialmente spinge alla deresponsabilizzazione del mandato parlamentare e ha pressoché annullato il rapporto con l’elettore, ha favorito il leaderismo non da consenso ma da baratto nei partiti.
Per queste ragioni, peraltro aggravate dalla riduzione dei parlamentari che restringerà ulteriormente la rappresentanza territoriale, occorre rivedere la legge elettorale in senso proporzionale e con la scelta diretta da parte del cittadino del proprio parlamentare. Si è notata la sottolineatura in una sua dichiarazione del neo segretario Pd Letta a favore del maggioritario, dopo che il suo predecessore aveva acconsentito alla riduzione dei parlamentari proposta dal movimento 5 stelle, alla sola condizione che venisse ripristinato il proporzionale. Se quella decisione venisse annullata, la nostra rappresentanza parlamentare per i territori verrebbe ridotta pesantemente, verrebbero eletti dalla metà dei cittadini, verrebbero espressi dai capi nazionali dei partiti. Un vero colpo al senso costituzionale che affida ai partiti il compito di organizzare la partecipazione alla politica dei cittadini, al Parlamento di essere autentico luogo di rappresentare la volontà popolare.
Raffaele Bonanni
Teatro, Franceschini “Gli aiuti non si fermeranno”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi in tutto il modo si celebra il teatro e lo spettacolo dal vivo. In Italia doveva essere una giornata di festa, una data di una prima ripartenza. Purtroppo non è così: la grave emergenza sanitaria non ha consentito la riapertura di teatri e cinema, già prevista nelle zone gialle, essendo purtroppo tutta Italia in zona rossa o arancione. Questo non ha consentito le consuete celebrazioni e per il secondo anno consecutivo la giornata mondiale del teatro viene ricordata in tutto il mondo con i teatri chiusi. Ma arriverà presto il momento in cui riapriranno e fino ad allora quel momento continueremo a aiutare gli artisti, le maestranze e tutti gli operatori dello spettacolo e a sostenere con misure straordinarie le arti di scena”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, in occasione della giornata mondiale del Teatro.
“La pandemia – aggiunge – è stata l’occasione per intervenire in via emergenziale sulle gravi lacune che da tempo questo settore soffre nelle tutele dei lavoratori. E per questo stiamo lavorando a un disegno di legge che possa finalmente correggere questi aspetti, anche raccogliendo le iniziative già presenti in Parlamento”.
“Il Ministero della Cultura – ricorda una nota – dall’inizio della pandemia ha introdotto un insieme diversificato e massiccio di misure di sostegno delle arti di scena che ha riguardato lavoratori, artisti e imprese dello spettacolo dal vivo.
Tra queste, in particolare, i 252 milioni di euro che sono stati destinati alle indennità speciali da 600 e 1.000 euro per i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo e gli oltre 200 milioni di euro del recente DL Sostegno indirizzati a una indennità speciale da 2.400 euro. E poi: i 35,9 milioni di euro che sono stati indirizzati al sostegno degli artisti e delle maestranze scritturati per spettacoli non più andati in scena; i 25 milioni di euro per lo spettacolo viaggiante; 10 milioni di euro per gli spettacoli annullati; i 5 milioni di euro per il sostegno dei fornitori di beni e servizi dello spettacolo”.
“E ancora – prosegue la nota – i 53,6 milioni di euro per estendere i sostegni alle realtà dello spettacolo finora escluse dal FUS, mentre le realtà sostenute dal FUS hanno beneficiato dei 348 milioni di euro stanziati nel 2020 in deroga agli obblighi di programmazione. I teatri privati e le piccole sale hanno ottenuto un sostegno pari a 14 milioni di euro, mentre i teatri di tradizione e i centri di produzione danza hanno ricevuto 5 milioni di euro. 10 milioni di euro sono stati devoluti al sostegno delle scuole di danza private. Nel 2021 il FUS è stato incrementato di 50 milioni di euro, mentre 90 milioni di euro sono andati ad accrescere il fondo emergenze spettacolo e cinema. Un milione di euro è stato devoluto al sostegno dei circhi, mentre 35 milioni di euro sono stati destinati alla musica dal vivo. 40,9 milioni di euro sono stati indirizzati alla prosecuzione del risanamento delle fondazioni lirico sinfoniche, che hanno ricevuto inoltre sostegni ulteriori per 20 milioni di euro. Altri 118 milioni di euro, infine, sono stati riservati al sostegno di autori, interpreti, esecutori e mandatari per la riscossione dei diritti d’autore”.
“L’impegno per lo spettacolo ha riguardato anche il cinema – sottolinea la nota -. In particolare: il fondo cinema e audiovisivo è stato incrementato di 875 milioni di euro nel biennio 2020/2021, con misure pensate anche per il rilancio dell’attrattività dell’industria cinematografica nazionale quale, ad esempio, l’innalzamento al 40% del tax credit cinema. Sono stati devoluti contributi a fondo perduto per un totale di 112 milioni di euro per compensare i mancati incassi da biglietteria delle sale cinematografiche e per sostenere la programmazione estiva delle arene. 90 milioni di euro sono stati destinati a compensare i comuni per l’esenzione della seconda rata dell’IMU 2020 e dell’intero importo dell’IMU 2021 e 2022 per cinema e teatri. L’Istituto Luce Cinecittà ha ricevuto un finanziamento straordinario di 35 milioni di euro per potenziare il suo ruolo propulsivo dell’industria cinematografica nazionale. Le imprese di distribuzione cinematografica hanno ricevuto contributi a fondo perduto per 25 milioni di euro.
Ulteriori 200 milioni del DL Sostegni rifinanzieranno il fondo per parte corrente destinato al sostengo del cinema e dello spettacolo nel 2021. Ieri sono stati destinati 11 milioni allo spettacolo viaggiante e ai circhi. Nei prossimi giorni, il fondo sarà impiegato per far arrivare risorse e sostegni a lavoratori e imprese del settore”, conclude la nota.
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Vaccino, al via da Messina visita in Sicilia del generale Figliuolo
MESSINA (ITALPRESS) – Ha preso il via questa mattina da Messina, la giornata siciliana del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Francesco Paolo Figliuolo.
Il generale, dopo un incontro in prefettura, ha visitato l’hub vaccinale della città dello Stretto – realizzato all’interno della Fiera campionaria – dove è stato accolto dal capo della protezione civile regionale, Salvatore Cocina, e dal commissario per l’emergenza Coronavirus nel territorio della Asp di Messina, Alberto Firenze, e dal direttore dell’azienda sanitaria, Dino Alagna.
La visita del commissario nell’Isola proseguirà nel pomeriggio a Catania con un sopralluogo all’interno dell’hub vaccinale allestito nell’ex mercato ortofrutticolo del capoluogo etneo.
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Acqua, sulla qualità luci e ombre al Sud, il nodo delle “zone grigie”
ROMA (ITALPRESS) – La qualità del servizio idrico al Sud Italia e nelle isole è generalmente buona ma ci sono “zone grigie”, ovvero aree di cui ancora non si conoscono i dati. E’ quanto emerge da un’analisi delle informazioni che Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha raccolto e pubblicato sul proprio sito in mappe interattive relative alla qualità contrattuale dei servizi idrici forniti ai cittadini.
La popolazione nazionale è servita per il 43% da gestori che offrono un livello di qualità buono per quanto riguarda l’avvio e la cessazione del rapporto contrattuale. Per il 34%, invece, si registra un ottimo livello di qualità e solo per il 3% si ha una classificazione “discreta” (dati non trasmessi per il 20%). Considerando in particolare le regioni del Sud e le isole, per il 37% si registrano buoni livelli di qualità per avvio e cessazione del rapporto contrattuale. Ottima qualità per l’11%, discreta per il 7% ma buona parte dei territori non ha trasmesso i dati (44%). Per quanto riguarda la gestione del rapporto contrattuale e l’accessibilità del servizio, soltanto il 15% della popolazione del Mezzogiorno è servita da operatori che si trovano nella fascia di qualità più elevata.
Un livello “buono” per il 34% e discreto per il 7%. Dati che migliorano se si considera l’intero territorio nazionale, con un gap di 40 punti nella fascia di qualità più elevata (classe ottima per il 55%, buona 19%, discreta 5%, dati non trasmessi 20%). Proprio in relazione alla gestione del rapporto contrattuale e all’accessibilità del servizio, da un confronto tra i comuni capoluogo delle regioni del Sud emerge che la qualità è generalmente discreta a Palermo, Potenza e Matera; buona a Napoli, Salerno e nelle città pugliesi; ottima a L’Aquila, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta e Agrigento (i dati si riferiscono al 2018).
Per Andrea Guerrini, componente del collegio Arera e presidente di Wareg, l’associazione europea dei regolatori idrici, “i dati sono positivi” anche se “c’è un divario tra il Centro-Nord e il Sud”. In una mappa in cui i livelli di qualità sono indicati con i colori, al Mezzogiorno “ci sono varie tonalità” ma “il problema – spiega Guerrini all’Italpress – è che c’è il colore grigio. Si tratta di gestioni che non hanno inviato i dati all’autorità”.
Oltre alla Sardegna, per cui esistono “deroghe”, i vuoti informativi riguardano Calabria, Molise, parte della Sicilia e della Campania. “I cittadini di queste regioni – aggiunge – non possono confrontare dati sulla qualità contrattuale, quindi non hanno diritto a questa trasparenza e forse non hanno neppure un diritto pieno al servizio idrico”.
L’infografica è anche dedicata ai livelli minimi delle prestazioni contrattuali introdotti da Arera per tutelare gli utenti e che stabiliscono i tempi massimi che i gestori devono rispettare nella loro attività. Per esempio, in riferimento ai tempi medi del complesso delle performance dei gestori, l’attesa agli sportelli dovrebbe essere in media di 20 minuti. Fanno meglio le lucane Potenza e Matera con un tempo medio di 10,4 minuti, ma anche Bari e L’Aquila dove i cittadini attendono allo sportello rispettivamente 15,3 e 18 minuti in media. Napoli, invece, si attesta a 29,5 minuti.
Inoltre, rispetto allo standard di tre ore per arrivare sul luogo di chiamata per pronto intervento, il capoluogo partenopeo raggiunge il 78,2%. Poco sopra Bari con il 79,8% e poi L’Aquila con il 94,4% mentre in Sicilia raggiungono il 100% Siracusa, Trapani, Ragusa e Caltanissetta. Il tempo medio di attesa da rispettare per il servizio telefonico è di 240 secondi.
A Trapani, però, per rispondere alle chiamate gli operatori impiegano in media soltanto 12 secondi. Siracusa si attesta sui 33, L’Aquila 47, Bari 199 mentre a Napoli la media è di 253 secondi (i dati si riferiscono all’anno 2019).
Attorno alla governance del settore idrico sono “previste riforme” che “in particolare interessano il sud”, evidenzia Guerrini accennando anche al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Tra le proposte, quella di “non prevedere uno spacchettamento delle gestioni idriche al Sud in particolare – afferma – spezzettando la parte all’ingrosso dalla parte di distribuzione”. “Dal punto di vista gestionale – spiega Guerrini – spezzettare la filiera tra grossisti e distributori e dividere questa attività di riforma intervenendo prima sull’ingrosso e poi sulla distribuzione non faciliterebbe la razionalizzazione del servizio idrico al Sud, perchè il Mezzogiorno ha bisogno di investimenti ma anche di certezza dal lato dei gestori nella raccolta dei corrispettivi”.
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Mieloma Multiplo, Ail promuove la campagna “Meno Male!”
MILANO (ITALPRESS) – MM, Mieloma Multiplo. Più di 5 mila italiani, con una leggera prevalenza di uomini rispetto alle donne, scoprono ogni anno di esserne colpiti e il momento della diagnosi è anche quello in cui la maggioranza di loro sente pronunciare per la prima volta quella “doppia emme”. Alla quale ne va aggiunta una terza: quella di marzo, il mese dedicato a livello internazionale alla sensibilizzazione su questa malattia catalogata come “rara”, ma che rappresenta comunque il 13% dei tumori del sangue registrati nella popolazione, soprattutto nella fascia d’età tra i 65 e i 70 anni.
In 8 casi su 10 è il dolore osseo a spingere dal medico la persona affetta da Mieloma Multiplo: “Questa particolare neoplasia ematologica induce un’incontrollata proliferazione delle plasmacellule presenti nel midollo osseo, con una conseguente produzione di anticorpi anomali che si diffondono nell’organismo alterando la funzionalità di organi e tessuti e aggredendo anche lo scheletro. In particolare, sono colpite la colonna vertebrale, le costole e le ossa del bacino, e le ossa lunghe come femore e omero”, spiega Renato Zambello, del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova, Ematologia e Immunologia Clinica.
“Nello specifico – aggiunge -, il danno osseo è dovuto al fatto che le plasmacellule mielomatose da una parte attivano le cellule (dette osteoclasti) che sono deputate al riassorbimento dell’osso, mentre dall’altra inibiscono l’azione delle cellule (dette osteoblasti) che favoriscono invece la costruzione dello stesso. Una diagnosi precoce è quindi come sempre fondamentale, seguita da una cura mirata con farmaci di vecchia e nuova generazione: inibitori del proteasoma, immunomodulanti, anticorpi monoclonali”.
Al momento della diagnosi di Mieloma Multiplo il 75% dei pazienti presenta interessamento osseo e in seguito l’attenuazione del dolore osseo, insieme con la prevenzione secondaria dello scheletro (fino all’84% dei malati va incontro a successive fratture), è un obiettivo fondamentale per assicurare una buona qualità di vita alla persona.
Da qui l’importanza di un’altra “doppia emme”: quella di “Meno Male!”, la nuova campagna di sensibilizzazione e di aiuto ai pazienti promossa da AIL (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma), con il sostegno non condizionante di Amgen.
“Come recita anche il sottotitolo della campagna ‘Meno Male!’, la finalità di questa iniziativa è quella di aiutare i pazienti con Mieloma Multiplo a prendere il controllo del dolore osseo”, afferma Sergio Amadori, Presidente Nazionale Ail.
“Oltre a mettere a disposizione una Guida per il paziente scaricabile dal sito www.ail.it – spiega -, abbiamo realizzato e pubblicato sul nostri canali web e social una serie di video interviste in cui specialisti di diverse discipline spiegano i meccanismi che innescano la malattia, illustrano le possibilità terapeutiche e soprattutto forniscono indicazioni utili per contrastare e mitigare il dolore osseo, mentre una paziente racconta com’è riuscita ad affrontare la nuova condizione dal punto di vista pratico e psicologico. In questo senso, è fondamentale da parte del paziente associare alle cure una particolare attenzione per la dieta e, laddove le condizioni lo consentono, anche una moderata ma regolare attività fisica”.
“Un approccio integrato alla patologia è quindi fondamentale, con il coinvolgimento di specialisti multidisciplinari e la presa in carico della persona non solo dal punto di vista terapeutico «la ricerca farmacologica ha consentito di innalzare considerevolmente la sopravvivenza, portandola da 2 a 10 anni dalla diagnosi di Mieloma Multiplo. Un risultato importante, che acquisisce ancora più valore nel momento in cui il paziente viene aiutato a migliorare la qualità di vita considerando tutti gli aspetti collegati alla malattia”, afferma Maria Luce Vegna, direttore medico di Amgen Italia.
“Informare e consigliare il paziente a 360 gradi, dando utili indicazioni su come impostare la dieta e migliorare il proprio stile di vita per contrastare il dolore osseo – aggiunge -, fa quindi parte di una strategia di prevenzione secondaria che può fare la differenza; e la campagna Meno Male, che siamo felici di sostenere, persegue questo obiettivo prezioso”.
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Speranza “campagna vaccinale è la priorità del Paese”
PALERMO (ITALPRESS) – “Questa mattina a Latina ho ringraziato i Carabinieri Nas – Nucleo Tutela della Salute – che nei giorni scorsi sono prontamente intervenuti con i controlli sugli stoccaggi dei vaccini. La campagna vaccinale è la priorità del Paese. Siamo a 250 mila iniezioni in 24 ore e dobbiamo fare ogni sforzo per arrivare a mezzo milione di somministrazioni. Lavorando uniti ce la faremo”. Così in un post su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.
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