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Pil, Bankitalia stima +0,6% nel 2024

ROMA (ITALPRESS) – La crescita del Pil rimarrà moderata nel corso di quest’anno e acquisirà maggior vigore a partire dalla seconda metà del 2025, grazie alla ripresa del reddito disponibile e della domanda estera. E’ quanto emerge dai dati contenuti nelle proiezioni macroeconomiche per l’Italia per il triennio 2024-2026, elaborate dalla Banca d’Italia nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema. In media d’anno il Pil aumenterebbe dello 0,6% nel 2024, dello 0,9% nel 2025 e dell’1,1% nel 2026. Rispetto alle proiezioni pubblicate in aprile, la crescita del Pil è invariata quest’anno e più bassa di un decimo di punto sia nel 2025 sia nel 2026 principalmente per via delle ipotesi, desunte dai mercati, di tassi di interesse lievemente più elevati.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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G7, una Nutella personalizzata tra i regali italiani ai leader

BARI (ITALPRESS) – L’immagine dell’ulivo, simbolo del G7 a presidenza italiana, su una confezione azzurra creata apposta per il Summit di Borgo Egnazia. E’ il barattolo della Nutella che ha accolto i sette capi di Stato e di Governo delle potenze mondiali, una confezione personalizzata per ognuno di loro. Ferrero, infatti, è stata scelta dal Governo italiano come uno dei partner in rappresentanza dell’eccellenza italiana nel quadro del G7 che si tiene questa settimana a Borgo Egnazia in Puglia. Quest’anno ricorre il sessantesimo dalla nascita della crema alla nocciola più famosa al mondo, simbolo del successo dei prodotti italiani che sono riusciti ad entrare nel vissuto quotidiano di tutti i cittadini del mondo. Ferrero è presente anche nel Media Centre della fiera del Levante di Bari con una postazione che offre la mattina ai giornalisti di tutto il mondo una colazione con pane di Altamura dop e Nutella, Nutella Croissant, Nutella Muffin e, il pomeriggio a merenda, l’ultima nata, Nutella gelato.

– Foto xb1/Italpress –

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Domani si corre la terza edizione del “Miglio di Mestre”

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VENEZIA (ITALPRESS) – Si rinnova domani sera, venerdì 14 giugno, l’appuntamento con il “Miglio di Mestre”, la terza edizione della corsa su strada sulla distanza anglosassone del miglio, ovvero 1.609 metri, organizzata da Venicemarathon in collaborazione con il Comune di Venezia, la Federazione Italiana di Atletica Leggera – Comitato provinciale di Venezia, diverse realtà sportive locali, inserita nel progetto dell’Assessorato comunale alle Sport “Salta, Cori, Zoga” e nel cartellone di appuntamenti de “Le Citta` in Festa”. Sarà inoltre il primo appuntamento di “Via Piave Summer Garden”, la manifestazione estiva – organizzata da Confcommercio in collaborazione con il Comune di Venezia – di animazione, musica dal vivo e street food che animerà la zona fino al 14 agosto, tutti i giorni dalle 11 alle 23.
La gara e il Summer garden sono stati presentati questa mattina con una conferenza stampa che si è tenuta al Municipio di Mestre e alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il vicesindaco e assessore comunale allo Sport, Andrea Tomaello, l’assessore comunale alla Promozione del Territorio, Paola Mar, il direttore del Settore Cultura del Comune di Venezia, Michele Casarin, il presidente di Venicemarathon, Piero Rosa Salva, il presidente e il direttore di Confcommercio, rispettivamente Massimo Gorghetto e Matteo Antonich. La gara è riservata esclusivamente a tesserati Fidal e il ritrovo per tutti i concorrenti è previsto a partire dalle ore 18. La prima partenza in programma sarà quella del mini miglio (500 metri) per le categorie esordienti, alle ore 20. A seguire, partiranno le diverse batterie del miglio, riservate alle categorie master, assoluti e giovanili.

Gli atleti dovranno percorrere un tratto di via Piave, con andata, giro di boa e ritorno. Quest’anno il quartier generale della manifestazione sarà ai Giardini di via Piave, che ospiteranno tutti gli stand e le attività del pre e post gara. Il costo dell’iscrizione è di 5 euro (gratuito per gli esordienti) e la quota comprende la t-shirt ufficiale, il pettorale di gara con chip e il ristoro finale. Le iscrizioni sono aperte sul sito www.venicemarathon.it, oppure si potranno effettuare direttamente in campo di gara domani a partire dalle ore 18.“Il nostro obiettivo è quello di portare lo sport e l’intrattenimento anche nei luoghi più difficili – ha esordito il vicesindaco Tomaello – e questa è una gara aperta a tutti, professionisti e semplici cittadini. Allo stesso modo le iniziative di ‘Salta, cori, zoga’ e ‘Sprint’ consentiranno a grandi e piccoli di divertirsi con tanti sport all’aperto e non solo. Infine, anche chi ha semplicemente voglia di bersi una birra in compagnia potrà farlo accompagnato dalla buona musica del Summer garden”.

Da domani infatti, nei Giardini di Via Piave, saranno allestiti un palco e vari gazebo per la somministrazione di cibo e bevande a cura degli esercenti della zona. Inoltre il Settore Cultura, nei giorni di giovedì e venerdì, proporrà un totale di 15 appuntamenti tutti alle ore 21, durante i quali si esibiranno sia gruppi emergenti che noti della città, in particolare proponendo un repertorio di cover. Una serata in particolare sarà dedicata alla street art e infine, fino al 14 luglio, alle ore 18 e 21, saranno trasmesse su un maxi schermo le partite del Campionato europeo di calcio 2024.
“Fondamentale per l’organizzazione e la riuscita di questa manifestazione – ha precisato l’assessore Mar – è l’aspetto della sicurezza: per godere appieno di momenti di relax, intrattenimento e ristoro, l’area sarà recintata, videosorvegliata e con la presenza costante, mattina e sera, di personale dedicato alla sicurezza. Ringrazio Confcommercio per aver voluto portare avanti un’iniziativa di qualità in un contesto particolare ma importante per i cittadini di tutte le età e per i turisti, poiché rappresenta la porta d’ingresso di Mestre per i visitatori che arrivano in treno o soggiornano negli hotel della città”.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

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Le Pmi accelerano sul welfare aziendale, Terzo Settore protagonista

ROMA (ITALPRESS) – Il 75% delle piccole e medie imprese italiane, 3 aziende su 4, ha superato il livello medio di welfare aziendale. Triplica il numero di PMI con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 33,3% del 2024, con un aumento dell’8% negli ultimi due anni. Infine, si sono dimezzate le imprese a livello iniziale, il cui welfare consiste sostanzialmente nell’adozione delle misure previste dai contratti collettivi: dal 48,9% al 25,5%. Sono i dati che emergono dal Rapporto Welfare Index PMI 2024 sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione e promosso da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione delle principali Confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio), a cui hanno partecipato circa 7.000 imprese – più che triplicate rispetto alla prima edizione – di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia.
Dall’osservatorio presentato oggi emerge come si renda possibile fare leva sulle PMI per rinnovare il sistema di welfare del nostro Paese. L’area più matura, con un tasso di iniziativa del 56,4%, è la conciliazione vita – lavoro. Seguono a breve distanza salute e assistenza, previdenza e protezione, tutela dei diritti, delle diversità e inclusione sociale, tutte con un tasso superiore al 50%. L’iniziativa delle imprese a sostegno delle famiglie per la cultura e l’educazione dei figli, con il 10% di imprese attive, sta invece muovendo i primi passi.
Il Rapporto 2024 dedica un approfondimento a un grande protagonista della scena sociale ed economica italiana: il Terzo Settore, che conta 125.000 organizzazioni iscritte al RUNTS (Registro Unico degli Enti del Terzo Settore). Il non profit in senso più ampio coinvolge 894 mila dipendenti, quasi 4,7 milioni di volontari, e produce un valore pari al 5% del PIL.
Il Terzo Settore esercita un duplice ruolo nel welfare aziendale: da un lato offre soluzioni di welfare ai propri dipendenti, dall’altro agisce come fornitore di servizi alle imprese. Gli enti del terzo settore che hanno raggiunto un livello alto e molto alto di welfare aziendale sono il 59,3%, contro il 33,3% delle imprese for profit. E in quasi tutte le aree i tassi di iniziativa sono superiori alla media delle PMI. In due aree, quelle che costituiscono la missione sociale di molti enti, raggiungono livelli di iniziativa molto superiori: nella responsabilità sociale verso consumatori e fornitori (87,2% contro 27,2%) e nella tutela dei diritti, delle diversità e dell’inclusione (82,5% contro 50,4%).
Una quota significativa della spesa di welfare nel nostro paese è a carico diretto delle famiglie, che sostengono il 22% della spesa sanitaria italiana, il 71% di quella assistenziale per la cura dei figli e degli anziani, il 16% della spesa per l’istruzione. Il welfare aziendale, trasferendo parte di questa spesa dalle famiglie alle imprese e trasformandola da individuale a collettiva, agisce come fattore di efficienza e di equità.
Le PMI raggiungono 11,3 milioni di famiglie con lavoratori dipendenti, il 44% delle famiglie italiane, appartenenti a tutte le fasce sociali, di cui 3,2 milioni a vulnerabilità alta o molto alta. Possono quindi rafforzare il proprio ruolo sociale erogando sostegni mirati in relazione alla condizione familiare o alla presenza di fragilità connesse alla necessità di assistere figli o persone anziane. Inoltre, le imprese possono costituire la base di un nuovo welfare di prossimità perchè largamente diffuse nel territorio italiano: le PMI da 6 a 1.000 addetti, oggetto dell’indagine, sono 661.000.
Il 18% delle imprese oggetto dell’analisi sono caratterizzate da un welfare evoluto, ai più alti livelli di iniziativa e capacità gestionale, che considerano centrali gli obiettivi di soddisfazione dei lavoratori e di reputazione. Le aziende di questo profilo intendono il welfare come leva strategica per la sostenibilità dell’impresa e l’81% di esse ottiene i migliori risultati in termini di impatto sociale (il 53% molto alto). Determinanti l’impegno sociale coerente dell’impresa, la diffusione a tutti i livelli di una cultura aziendale orientata alla cura del benessere e alla valorizzazione delle persone, la valorizzazione delle iniziative con la comunicazione e il coinvolgimento dei collaboratori.
La quota di imprese con aumento di fatturato nel 2023 cresce pressochè linearmente con il livello di welfare aziendale, dal 28,8% di quelle con livello iniziale al 46,5% di quelle con livello molto alto. Gli anni successivi al contesto Covid, hanno visto una ripresa con velocità differenziate tra le piccole medie imprese italiane e quelle con livello molto alto di welfare aziendale hanno registrato la crescita più vigorosa, sia nel 2021 sia nel 2022. Rispetto agli indici di produttività, tanto il fatturato per addetto quanto il margine operativo lordo per addetto aumentano quasi linearmente al livello di welfare, raggiungendo i valori più elevati nel segmento delle imprese con livello molto alto di welfare aziendale: 470 mila euro in termini di fatturato per addetto (contro i 193 mila euro delle imprese con livello iniziale di welfare) e 29,4 mila euro in termini di margine operativo lordo per addetto (contro 10 mila euro).
Il welfare aziendale è poi correlato positivamente con la solidità finanziaria delle imprese: l’indebitamento, misurato come quota percentuale sul fatturato, decresce al crescere dei livelli di welfare, con una differenza di oltre cinque punti tra le imprese di livello iniziale (70,3%) e quelle di livello molto alto (64,5%). Inoltre, di particolare interesse è l’analisi della correlazione tra welfare aziendale e capacità competitiva delle imprese sui mercati internazionali: mediamente la quota di imprese esportatrici è dell’8%, ma passando dal livello iniziale ai livelli più elevati di welfare aziendale la quota quasi triplica, dal 5% al 14,1%.
Per la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, “la denatalità è la più grande questione del nostro tempò, per questo “il welfare assume una portata centrale e assolutamente decisiva, perchè dalla capacità del mondo produttivo di agevolare la conciliazione vita-lavoro e di essere accogliente nei confronti della genitorialità passa la rimozione di uno dei più grandi ostacoli, materiali ma anche culturali, che disincentivano la natalità. Abbiamo puntato molto sul coinvolgimento del lavoro e dell’impresa in questa sfidà ed “è un segnale incoraggiante il fatto che accanto all’impegno della politica e delle istituzioni si registri una crescente consapevolezza da parte del mondo produttivo” .
L’edizione 2024 del Rapporto Welfare Index PMI, ha aggiunto Giancarlo Fancel, Country Manger & CEO Generali Italia, “evidenzia come una parte sempre più rilevante delle PMI abbia un elevato livello di welfare aziendale, che utilizza in chiave strategica e che estende alle famiglie dei dipendenti, fino all’intera comunità in cui opera. Il tessuto imprenditoriale italiano composto dalle piccole e medie aziende assume, dunque, un ruolo sociale importante, diventando punto di riferimento sul territorio. Come Generali, siamo certi che attraverso una partnership tra il settore pubblico e il privato che coinvolga le Istituzioni, gli enti territoriali, le famiglie, le imprese e il terzo settore si possa contribuire in maniera importante a rinnovare il welfare del Paese e a guardare con fiducia al futuro”.
Per Giovanni Baroni, vicepresidente Confindustria e presidente Piccola Industria, “il welfare si dimostra ancora una volta un’eccezionale leva per accelerare crescita, produttività e sostenibilità nelle nostre imprese. Tante sono le sue declinazioni: dalla conciliazione vita-lavoro, alla formazione del capitale umano per arrivare alla salute e benessere. Su ognuna di queste le aziende possono dare un contributo importante, facendo la differenza. Tuttavia, guardando alle priorità, senza dubbio la sanità integrativa rappresenta un tassello centrale di ogni politica di welfare. Non mi sorprende, quindi, che la presenza di fondi e polizze integrative nelle Pmi sia in continua crescita. La sanità integrativa, infatti, oggi copre quasi 16 milioni di italiani tra lavoratori e familiari intercettando circa 4,5 miliardi di risorse, a testimonianza di quanto le aziende, attraverso i contratti collettivi, stiano investendo in questa importantissima tutela di welfare che non è più solo appannaggio delle imprese grandi, anzi. In un Paese come il nostro, dove la spesa pubblica per la salute rimane una delle più basse d’Europa, circa il 6,5% del Pil, quanto le imprese possono fare a supporto della tutela sanitaria di lavoratori e familiari è straordinario, a dimostrazione del grande ruolo sociale che svolgono ormai in ogni territorio. E il nostro auspicio è che possa crescere ancora, arrivando a raggiungere fasce ancora più ampie della popolazione italiana, in un’ottica di integrazione e supporto del Welfare State pubblico”.
Anche Davide Peli, presidente dei giovani imprenditori Confartigianato, ha evidenziato che “stare bene in azienda fa bene all’azienda e rappresenta anche un fattore ‘attrattivò nei confronti dei giovani, per i quali la flessibilità, le opportunità di autorealizzazione, l’attenzione alla responsabilità sociale d’impresa, l’equilibrio tra attività professionale e vita privata sono elementi essenziali del rapporto di lavoro. Con il welfare aziendale si migliora la produttività, si ottimizzano le risorse economiche, si incrementa lo spirito di squadra indispensabile ad affrontare le nuove sfide imposte dalla trasformazione del mercato. Confartigianato è impegnata ad offrire risposte strutturate, servizi e assistenza alla crescente e diversificata domanda di welfare degli artigiani e delle micro e piccole imprese, delle famiglie e delle comunità. Da oltre 30 anni ci occupiamo del benessere dei nostri dipendenti con gli strumenti della bilateralità, garantendo interventi su misura per il sostegno al reddito, la tutela della salute, la formazione continua, l’aggiornamento professionale”.
Il Welfare Index PMI e i risultati della sua ricerca “si confermano fondamentali per le imprese del nostro comparto per poter misurare l’efficacia delle proprie iniziative di welfare e confrontarsi con le esperienze più avanzate del settore”, ha commentato Sandro Gambuzza, componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura. “La presenza, anche quest’anno, di aziende associate alla Confederazione tra le premiate mi riempie di orgoglio e conferma l’attenzione che ha il settore primario italiano nella diffusone di efficaci politiche di welfare all’interno delle realtà aziendali. Dai risultati dell’ultimo rapporto appare evidente come le imprese stiano ormai raggiungendo un alto livello di welfare aziendale – ha continuato Gambuzza -, inteso in chiave strategica, estendendolo ai dipendenti e ai loro familiari, fino all’intera comunità. Parliamo di un ambito dagli importanti risvolti: dalle politiche di conciliazione vita-lavoro alla salute e all’assistenza per i familiari, dalla previdenza integrativa alla tutela dei diritti e delle pari opportunità, fino alla promozione dell’istruzione e della mobilità sociale per le nuove generazioni”.
Anche Laura Bernini, responsabile settore Welfare pubblico e privato di Confcommercio ha sottolineato che “le misure di welfare mirate a favorire una maggior conciliazione vita-lavoro e al rafforzamento del secondo pilastro previdenziale e assistenziale rappresentano un importante aiuto per le famiglie e un significativo passo volto al superamento del gender gap occupazionale, retributivo e conseguentemente pensionistico. Il sistema multipilastro di welfare nel quale da sempre crediamo e il recente rinnovo del nostro CCNL vanno in questa direzione al fine di perseguire efficienza, equità e inclusività, agendo su servizi e costi che, in assenza di interventi di tipo collettivo, sarebbero oneri a carico delle famiglie e delle categorie più fragili”.
Infine Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha ricordato che “all’interno degli studi professionali il welfare ha radici profonde. Il prossimo anno celebreremo i vent’anni di attività della Cassa di assistenza sanitaria integrativa, nata dal Ccnl degli studi professionali per offrire prestazioni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai dipendenti di studio. Un lungo percorso che nel corso degli anni ha portato a estendere le tutele di welfare ai familiari dei lavoratori e quindi a tutto il personale di studio fino a coprire i professionisti datori di lavoro. Oggi il welfare è un albero robusto – come conferma il Rapporto Welfare Index Pmi 2024, al quale Confprofessioni contribuisce fin dalla prima edizione – che cresce e si ramifica giorno dopo giorno. Richiede, però, particolari cure per assecondare i profondi cambiamenti economici e sociali che si registrano all’interno delle imprese e degli studi. In quest’ottica s’innesta il recente rinnovo del Ccnl degli studi professionali. Il rafforzamento delle tutele e il potenziamento degli strumenti di welfare (pensiamo all’introduzione della giornata della prevenzione) si focalizza, in particolare, su quelle realtà di più piccole dimensioni, nella consapevolezza che la salute e il benessere di tutti coloro che operano negli studi sia alla base di ogni processo di crescita. L’obiettivo è favorire una maggior produttività, certo; ma soprattutto una sempre più diffusa cultura del benessere che si estende nella sicurezza, nella formazione, nel sostegno al reddito e nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, coinvolgendo sempre più i lavoratori autonomi”.

– Foto xi2/Italpress –

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Rifiuti, sui Raee ancora falsi miti e poca consapevolezza

ROMA (ITALPRESS) – Torna la campagna di informazione di Marevivo “Piccoli Gesti, Grandi Crimini”, realizzata in collaborazione con BAT Italia e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che dedica la sua quinta edizione al corretto smaltimento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Oltre 349 mila tonnellate di RAEE sono state raccolte nel 2023. Un numero apparentemente enorme ma che, se analizzato con attenzione, è in realtà ancora insufficiente, visto che si tratta solo del 36% del totale che viene gettato. “Il riciclo dei piccoli RAEE è indispensabile per ridurre i danni ambientali causati dall’impatto del loro scorretto smaltimento. Occorre attuare una transizione ecologica per arginare la crisi climatica, abbandonando il modello di economia lineare, insostenibile, per passare ad una circolare – dichiara Raffaella Giugni, Segretario Generale Marevivo -. I piccoli RAEE sono una risorsa importante. Da essi è possibile estrarre risorse utili al ciclo produttivo, metalli e materiali preziosi che diventano materie prime seconde, rientrando in un ciclo economico e ambientale virtuoso”.
I RAEE sono rifiuti che, se gettati in aree di raccolta gestite dai Comuni o in specifici punti di smaltimento, possono diventare quindi una risorsa preziosa, eppure gli italiani non li conoscono ancora bene. Solo 4 su 10 ne sanno dare una corretta definizione e il 10% li confonde con una tassa. E anche chi li conosce è convinto perlopiù che si tratti di grandi elettrodomestici come televisori, frigoriferi, computer. Appena 1 italiano su 3 sa che i RAEE sono anche oggetti più piccoli di uso comune come, ad esempio, le sigarette elettroniche, tanto che 1 su 5 crede che i piccoli RAEE possono essere gettati nell’indifferenziata e che non rilascino sostanze tossiche. “Siamo fieri e onorati di essere, ancora una volta, partner della campagna di Marevivo “Piccoli Gesti, Grandi Crimini”, che ci permette di essere parte di un sistema virtuoso che si pone come obiettivo la tutela dell’ambiente – afferma Fabio de Petris, AD di BAT Italia -. Oggi ci troviamo davanti a un mercato che continua a evolversi e che abbraccia nuove categorie di prodotti. Prodotti di nuova generazione che, una volta esausti, diventeranno un rifiuto da smaltire. Questo vuol dire che tutti dovremmo avere contezza del fatto che, seppure di piccole dimensioni, anche questi prodotti vanno differenziati correttamente. BAT, da sempre attenta alle tematiche di sostenibilità – aggiunge -, è stata la prima azienda del settore a sentire l’esigenza di adottare un programma di corretto smaltimento, dotando già nel 2022 i propri punti vendita temporanei di contenitori per la raccolta dei dispositivi esausti e realizzando nel 2023 un progetto pilota nella città di Torino in partnership con Interzero Italia. Siamo felici quindi di partecipare attivamente al progetto di Logista e in quest’ottica, vogliamo essere in prima linea nella promozione di una maggiore consapevolezza circa il corretto smaltimento dei dispositivi elettronici da fumo esausti e nell’incoraggiare i consumatori a fare la propria parte”.

– Foto spf/Italpress –

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Scamacca “Italia pronta, voglio lasciare il segno”

ISERLOHN (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Siamo un gruppo giovane, è iniziato un nuovo ciclo, c’è voluto un pò di tempo per tirare fuori la nostra forza. Credo che siamo pronti e la nostra forza uscirà in questo Europeo”. Così l’attaccante della Nazionale, Gianluca Scamacca, in conferenza stampa da Casa Azzurri a due giorni dal debutto contro l’Albania. “Io sto bene, spero di aiutare al meglio la squadra e di arrivare il più lontano possibile”, dice il centravanti azzurro, protagonista di un’ottima stagione con l’Atalanta. “Chi vorrei emulare? Il gruppo del 2021 che ha vinto l’Europeo e quello del 2006 che ha vinto il Mondiale perchè hanno lasciato un segno nella storia e io voglio lasciare il segno nella storia della Nazionale”. E per farlo bisogna cominciare subito bene, in un girone così complicato partire con una vittoria sarebbe importantissimo. “Sarà una partita difficile, ma in un Europeo lo sono tutte e chi è qui è perchè ha meritato la qualificazione. Noi dobbiamo concentrarci su noi stessi e dare il meglio in campo. Il debutto lo immagino e lo sogno vincente, dobbiamo partire con il piede giusto e subito con una vittoria”. La consapevolezza di vivere un appuntamento di grande valore e che anche sulle sue spalle c’è il peso delle aspettative. “Sicuramente è un momento importante per noi, ma anche per la mia carriera, ci arrivo dopo un bel finale di stagione, spero di portare positività e quello che ho imparato quest’anno, spero di portare anche gol. La stagione scorsa non è andata bene perchè mi sono rotto il menisco, sicuramente questo è stato un anno magnifico, abbiamo vinto una coppa che l’Atalanta non aveva mai vinto. La pressione ce l’hanno i giocatori forti, se così è, preferisco avere pressione tutti i giorni. Ogni giorno è una sfida. Io sono uno dei centravanti dell’Italia, sono contento di far parte di questo gruppo e di vivere questa bellissima esperienza”. Felice di essere qui e grato a chi gli ha dato la spinta giusta. “Sono qui per merito di Gasperini, mi ha aiutato tantissimo in questo anno, è stato importante, ha toccato le corde giuste per farmi fare il click giusto”. Anche Spalletti ha sempre creduto in lui, lo ha aspettato ed escludendolo gli ha dato le motivazioni per rimettersi in corsa. Lo ha definito ‘pigrò, Scamacca non condivide ma ne comprende le ragioni e ci scherza su. “Se sono qui vuol dire che non sono pigro – ride l’attaccante in conferenza stampa da Casa Azzurri -, il mister vuole dire tante cose dietro questa singola parola, mi ha spronato, mi ha stimolato e va bene così, ma personalmente non mi sento pigro”. Ancora sulle esclusioni di Spalletti a marzo, Scamacca risponde così a chi gli chiede se gli sono servite: “Assolutamente sì, mi ha mandato dallo psicologo”, ride ancora il centravanti azzurro, carico e di buon umore.
– foto Ipa Agency –
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Stefano Gallini è il nuovo presidente di Federbeton Confindustria

ROMA (ITALPRESS) – Federbeton Confindustria, la Federazione che riunisce le imprese della filiera del cemento e del calcestruzzo, ha un nuovo presidente: Stefano Gallini. “E’ un privilegio rappresentare un’industria che in Italia conta oltre 35.000 addetti e che rappresenta il primo fondamentale tassello per realizzare infrastrutture e costruzioni sicure e sostenibili – afferma il neopresidente Stefano Gallini -. Il nostro settore sta attraversando un momento cruciale, che ci vede impegnati sulla strada della sostenibilità e della decarbonizzazione. Fornire un materiale carbon neutral è il traguardo finale per cui stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie nel rispetto dei tempi e degli obiettivi condivisi a livello europeo – continua Gallini -. Perchè il nostro sforzo sia veramente efficace, sarà necessario tutelare tutte quelle aziende e quei lavoratori che stanno investendo in ricerca e in tecnologie e che possono contribuire a garantire al nostro Paese scuole, case, ponti e ospedali sicuri, innovativi, Made in Italy e sempre più sostenibili”. Il programma della Presidenza Gallini prevede, tra i punti cardine, l’accelerazione della strategia di decarbonizzazione e la tutela dell’industria italiana: in Italia la filiera produttiva del cemento e del calcestruzzo fornisce un materiale unico, sicuro e sostenibile, degno della qualità propria del Made in Italy. Nonostante ciò, l’industria italiana del cemento rischia una forte contrazione, a causa dell’importazione di materiali con origine extra-EU, proveniente da Paese che si affacciano sul Mediterraneo che, non dovendo rispettare gli alti standard ambientali europei, possono offrire prodotti con costi inferiori. Questo, per una nazione con 8.000 chilometri di coste come l’Italia, si traduce in un aumento esponenziale delle importazioni, arrivate a toccare i 3,6 milioni di tonnellate nel 2023, una crescita del 22,6% rispetto all’anno precedente, con conseguenze pesanti per l’ambiente e per il tessuto produttivo italiano.
All’attenzione per la tutela dell’industria italiana, nel programma del nuovo Presidente, si affianca una rinnovata volontà di fare cultura per raccontare la qualità, le innovazioni e la sostenibilità di materiali fondamentali per la vita quotidiana e per lo sviluppo socio-economico del Paese. Molte iniziative proseguiranno in continuità con la precedente presidenza come nel caso dei Porte Aperte, importanti occasioni di incontro con le comunità locali. Un nuovo impulso sarà dato, inoltre, a quelle iniziative dedicate alla scuola e, più in generale, ai giovani che possono trovare nella filiera del cemento e del calcestruzzo un’opportunità per il futuro. Stefano Gallini, 51 anni, è l’Amministratore Delegato Italia di Heidelberg Materials, il brand globale che lo scorso anno ha raccolto la storica eredità di Italcementi. Entrato in azienda nel 2000, dove ha ricoperto posizioni sempre più importanti nelle vendite e nel marketing in Italia e in Egitto, prima di maturare un’esperienza di general management internazionale come Managing Director in Albania, Sierra Leone e Ghana. Nel 2020 ha assunto la posizione di General Manager per l’area combinata di Ghana, Sierra Leone, Gambia e Liberia, per essere successivamente promosso nel 2022 a General Manager della Regione dell’Africa Occidentale.
Gallini succede alla presidenza di Federbeton a Roberto Callieri, oggi membro del Managing Board globale del Gruppo Heidelberg Materials. “Concludo oggi un percorso durato sei anni. Abbiamo dato voce alla nostra filiera in anni difficili: prima il Covid, poi l’esplosione di conflitti internazionali che si sono tradotti in contesti di instabilità con ripercussioni dirette sulla nostra economia, con il caro energia e la scarsità di materie prime. Nonostante le difficoltà, il nostro obiettivo è stato quello di difendere e dare visibilità e rappresentanza a un settore fondamentale per il mondo delle costruzioni, nonchè per l’economia dello stesso sistema Paese – ha commentato Roberto Callieri -. Federbeton ha deciso di affidare a Stefano Gallini l’importante compito di continuare questo ambizioso ma fondamentale lavoro. A lui e a tutta la squadra di Presidenza vanno le mie più sincere congratulazioni”. “Ringrazio Roberto Callieri per il grande lavoro svolto in uno dei periodi più difficili per il nostro settore. Una preziosa eredità, della quale farò tesoro nel mio mandato”, ha concluso il neo Presidente Gallini. Stefano Gallini assume anche la presidenza di Aitec, l’Associazione che in Federbeton rappresenta l’industria del cemento. In Federbeton sarà affiancato da una rinnovata squadra di vicepresidenti che include Ubaldo Colaiacovo (Colacem – Aitec), Paolo Zelano (Buzzi – Aitec), Paola Colaiacovo (Colabeton – Atecap) e cinque coordinatori di commissione che annoverano Paolo Zelano (Buzzi, Commissione Ambiente e Economia Circolare), Fabrizio Pedetta (Colacem, Tecnologie e Prodotto), Lorenzo Colombo (Heidelberg Materials, Comunicazione), Massimo Angeli (Colacem, Relazioni sindacali), e Luca Leonardo (Heidelberg Materials, Legalità e Compliance).
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– Foto: ufficio stampa Federbeton Confindustria –

Mattarella consegna il tricolore per Parigi 2024

ROMA (ITALPRESS) – “Speriamo di tornare con un pullman di medagliati, ma sarà il vostro comportamento ad onorare l’Italia”. Sono le parole che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto agli atleti nel suo discorso al Quirinale, durante la cerimonia di consegna del tricolore ai portabandiera della squadra italiana in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024. “A Tokyo avete ottenuto una quantità di successi incredibile – ha ricordato – Non faccio previsioni per Parigi, ma sono certo che impiegherete tutto il vostro impegno nella lealtà sportiva e nel rispetto verso gli avversari: questa sarà la nostra prima vittoria”, ha aggiunto il Capo dello Stato. Che ha fatto i complimenti ad Arianna Errigo “per la capacità eccellente di far fronte a due impegni diversi, quello di mamma e quello di campionessa. E’ una dimostrazione straordinaria”. Mattarella ha poi ricordato che “in questo periodo l’assemblea dell’Onu ha chiesto una tregua olimpica sulla moda di quanto avveniva nell’antica Grecia. Non so se avverrà, la richiesta si scontra con l’ottusità di chi scatena queste guerre. Ma il messaggio che lancerete voi atleti è un messaggio di convivenza, amicizia, collaborazione altrettanto importante”. Emozionati gli alfieri azzurri. “Faremo di tutto per rendere l’intera Italia orgogliosa di noi – la promessa di Gimbo Tamberi, che ha ringraziato Mattarella anche per il supporto durante gli Europei di atletica – Mai faremo un passo indietro di fronte alle difficoltà, mai ci arrenderemo per la fatica o per il dolore, mai ci faremo schiacciare dalla paura di non essere all’altezza. Lotteremo in ogni singola competizione con tutti noi stessi, consapevoli che saremo a Parigi sì per noi stessi, ma anche per l’Italia intera”. “Essere con voi è un’emozione immensa – ha confessato Arianna Errigo – Quando ho saputo di essere la portabandiera, non ho dormito per diverse notti, un fatto paradossale visto che ho due bambini piccoli. Oggi sono qui a rappresentare il mio Paese e posso dirlo, mi sento un’atleta più matura e una mamma più felice, perchè continuo a fare quello che ho sempre amato fin da piccola”. Luca Mazzone ha ammesso che “mai avrei pensato di provare questa grandissima emozione come alfiere dei Giochi, segno che lo sport è davvero, nei fatti e non solo nelle righe scritte sulla Costituzione, una grande risorsa per il Paese”. “Forse questo giorno è solo un grande sogno, o forse questa bellezza è il risultato di una scelta consapevole che si ripete ogni mattino e che si realizza nei valori dello sport e nel desidero di misurarsi e confrontarsi l’uno contro l’altro, senza smettere mai di sentirsi fratelli e sorelle d’Italia”, ha commentato infine Ambra Sabatini. Presenti al Quirinale anche i presidenti di Coni e Cip, Giovanni Malagò (“A Tokyo abbiamo fatto un record, a Parigi non solo possiamo ma vogliamo battere questo primato e siamo nelle condizioni di essere ottimisti”) e Luca Pancalli: “Parigi è molto importante: sarà un’occasione per ribadire l’importanza dello sport e il valore delle differenze e delle diversità affinchè questo Paese comprenda sempre più e sempre meglio quanto la diversità sia importante”.
– foto Ipa Agency –
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