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A Montefiascone una mostra su Carlo Fontana, Banca del Fucino sponsor

ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino è sponsor della Mostra “Carlo Fontana – Fra la terra e il cielo” che si tiene a Montefiascone dal 20 giugno al 15 agosto con lo scopo di celebrare il 350º anniversario della magnifica cupola della cattedrale di Montefiascone, una delle più grandi d’Italia.
La Mostra è stata presentata a Roma – presso la sede della Banca del Fucino in Piazza San Lorenzo in Lucina – con la partecipazione del professor Mauro Masi, Presidente della Banca del Fucino, S.E. Monsignor Fabio Fabene, Arcivescovo titolare di Montefiascone e Presidente Associazione “Rocca dei Papi – per un’ecologia integrale”, S.Em. Cardinale Josè Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, S.E. Monsignor Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, Professor Claudio Strinati, Storico dell’Arte e Dottoressa Lydia Saraca Colonnelli, Storica dell’Arte.
Per celebrare quest’importante anniversario, l’Associazione Rocca dei Papi ha elaborato un programma culturale per valorizzare e diffondere l’unicità e straordinarietà della Basilica avvalendosi anche del patrocinio del Dicastero per la Cultura e Educazione dello Stato della Città del Vaticano.
In quest’ambito la Mostra raccoglie diversi artisti italiani chiamati a prendere ispirazione dal valore simbolico della cupola quale elemento di congiunzione tra cielo e terra e tra il divino e l’umano. Diverse le opere esposte, dalla scultura, alle installazioni e all’architettura.
“Come Banca del Fucino siamo da sempre attenti alla valorizzazione del patrimonio artistico di Roma e del Lazio, che ha nel barocco una delle sue epoche più splendide – ha spiegato Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino -. E siamo quindi oggi particolarmente lieti di sostenere questa iniziativa culturale che lega un capolavoro architettonico del tardo barocco all’arte contemporanea, realizzando un fecondo dialogo artistico tra il nostro tempo e un momento di straordinaria importanza della nostra storia culturale”
“La mostra – ha detto Monsignor Fabio Fabene – è occasione per riscoprire una delle più significative opere di Carlo Fontana. Nella cupola di Santa Margherita egli esprime al massimo grado la sua concezione architettonica. Lo slancio della cupola è un invito ad alzare lo sguardo verso l’alto, per riscoprire la bellezza come componente essenziale per la nostra esistenza umana. L’arte, infatti, riflettendo la bellezza divina impressa nella creazione, libera l’uomo dall’autoreferenzialità e lo mette in relazione con sè stesso, con l’altro e con il suo Creatore”.
L’Associazione “Rocca dei Papi – per un’ecologia integrale” ha come finalità quella di diffondere la cultura dell’ecologia quale interazione tra ambiente naturale, la società, le istituzioni, l’economia e la storia e in particolare, si prefigge la valorizzazione del territorio della Tuscia in tutti i suoi aspetti.

– foto xi2/Italpress –
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Mattarella “Grave quando la politica influenza nomine dei magistrati”

ROMA (ITALPRESS) – “L’indipendenza della magistratura è elemento costitutivo dello stato democratico. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha sottolineato che il requisito dell’indipendenza dei giudici attiene al contentuo essenziale del diritto fondamentale a un equo processo. Alla magistratura infatti compete la tutela dei diritti e la garanzia di giustizia a essa connessa. Senza questa lo stato di diritto fondato sull’uguaglianza e la dignità della persona ne sarebbe gravemente incrinato. Va quindi salvaguardata l’indipendenza della magistratura che allo stesso tempo costituisce una prerogativa di ogni singolo appartenenete all’ordine giudiziario e insieme un diritto di ciascun cittadino”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con una delegazione della Rete Europea dei Consigli di Giustizia.
“Recenti vicende di alcune democrazie occidentali dimostrano quanto possano essere gravi le conseguenze di un’erosione dei pilasti dello Stato di diritto, qualora vengano sottratti spazi di indipendenza alla giurisdizione, ovvero siano influenzate politicamente le nomine e le carriere dei magistrati.
Per questo esiste un dovere collettivo per la magistratura europea di dichiarare in modo chiaro la propria opposizione a qualsiasi atto che possa compromettere l’indipendenza della magistratura. Si tratta del fondamentale, irrinunciabile principio della soggezione del potere, di ogni potere, alla legge”, ha concluso il capo dello Stato.
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– Foto: ufficio stampa Quirinale –

Thiago Motta nuovo allenatore della Juve fino al 2027

TORINO (ITALPRESS) – L’attesa è finita, adesso c’è anche l’annuncio: ad allenare dalla prossima stagione la Juventus sarà Thiago Motta. Contratto fino al 30 giugno 2027 per il 41enne ex centrocampista italo-brasiliano. «Sono davvero lieto di cominciare una nuova esperienza alla guida di un grande club come la Juventus. Ringrazio la proprietà e la dirigenza cui assicuro tutta la mia ambizione per tenere alti i colori bianconeri e rendere felici i tifosi» le prime parole da allenatore bianconero. Una brillante carriera in campo fra Barcellona, Atletico Madrid, Genoa, Inter e Psg, protagonista con la Nazionale italiana a Euro2012 e Euro2016 e ai Mondiali del 2014, Motta muove i primi passi in panchina allenando l’Under 19 del Paris Saint Germain. Dopo un’esperienza breve e negativa al Genoa (ingaggiato a ottobre 2019, viene esonerato due mesi dopo), riparte nell’estate 2021 dallo Spezia, dove centra l’obiettivo salvezza (16esimo posto finale), quindi a settembre 2022 subentra a Mihajlovic al Bologna: dopo una prima stagione chiusa al nono posto, nell’ultimo campionato conduce i felsinei a una storica qualificazione in Champions grazie alla quinta piazza finale. Ora la chiamata della Juventus, che ha deciso di puntare su di lui per tornare a vincere.
– foto Ipa Agency –
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Open Fiber, Angotti “Grandi benefici dall’Intelligenza Artificiale”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Open Fiber è lieta di incontrare la comunità scientifica internazionale di prestigiosi atenei e centri di ricerca, credendo che possa fornire un contributo determinante per innovare, industrializzare e migliorare i processi decisionali e di capacity planning della rete, ottimizzando ulteriormente la qualità dei servizi offerti sulla nostra rete FTTH (Fiber to the Home). In particolare l’utilizzo di metodologie avanzate per il monitoraggio e la gestione della performance della rete permette l’automazione e l’efficientamento di attività di misura e forecast del traffico dati in crescita, considerando l’adozione progressiva di servizi digitali innovativi resi possibili dal nostro progetto di rete in fibra di accesso e trasporto nazionale”. Lo ha detto Domenico Angotti, Responsabile Architettura di Rete, Governance e Accesso di Open Fiber, partecipando a Venezia, al Centro Congressi San Servolo, alla conferenza congiunta Acm Sigmetrics/IFIP Performance 2024. Al centro, temi quali l’intelligenza artificiale, il Digital Content, analisi delle performance. Angotti è intervenuto nel corso del panel dal titolo “Advancing Telecommunications: Leveraging Performance Evaluation for New Challenges”.
“Riteniamo che l’adozione dell’AI anche nel nostro settore possa portare importanti benefici nel miglioramento della accuratezza dell’interpretazione dei dati, contribuendo a intervenire proattivamente nella gestione della rete, minimizzando il rischio di possibili saturazioni o instabilità nella qualità percepita – ha aggiunto Angotti, secondo cui “l’intelligenza artificiale è una delle più grandi sfide della scienza moderna, e interessa un ampio spettro di discipline. Per sua natura, l’IA è un campo di ricerca multidisciplinare in cui la matematica è fortemente coinvolta: la scienza matematica contribuisce allo sviluppo dell’AI con modelli e metodi numerici e statistici. In questo contesto, molti ricercatori italiani e internazionali hanno sviluppato un interesse per l’IA e il machine learning, con risultati importanti”.
Open Fiber, partecipando a questo convegno, “conferma l’interesse e l’apertura al dialogo con il mondo della ricerca per un confronto su un tema cosi innovativo e strategico per l’evoluzione della rete e dei servizi”, ha precisato Angotti, sottolineando come Open Fiber intraveda nell’Intelligenza artificiale “un nuovo strumento per superare il tradizionale approccio utilizzato nell’industry basato su inferenza statistica per il monitoraggio delle misure di traffico. Analogamente a quanto avviene nel campo della diagnostica medica, l’AI permette di assistere l’uomo nella interpretazione dei dati, filtrandoli e correlandoli, cogliendo un contenuto informativo che sfugge ai soli tradizionali mezzi”.
“Le nuove reti FTTH, oggi sempre più pervasive e con una quota crescente di traffico rispetto ad altre reti tradizionali (in rame, cavo, etc), raccolgono, anche con le nuovi applicazioni di fiber sensing, un grande bacino di dati che possono servire da input per gli algoritmi di machine learning, e con le evolute capacità di processing ormai disponibili in rete – ha concluso -. Sono proprio questi algoritmi matematici il motore delle applicazioni AI, pertanto gli studi prodotti in convegni quali questi sono vitali per il progresso delle soluzioni di monitoraggio delle prestazioni delle reti”.

– foto ufficio stampa Open Fiber –
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Nutella Ice Cream, debutto per Ferrero nel segmento vaschette gelato

MILANO (ITALPRESS) – Qualche consumatore l’ha già provato perchè Nutella Ice Cream ha fatto la sua comparsa, a inizio giugno 2024, in alcuni selezionati punti vendita: Ferrero ha presentato ufficialmente ai media, durante un evento a inviti, a Milano, il nuovo arrivato per la categoria gelati confezionati: Nutella Ice Cream. La famosa crema spalmabile, proprio nell’anno in cui festeggia i 60 anni, diventa quindi gelato in vaschetta: “Quest’anno con Nutella Ice Cream entriamo nel mercato delle vaschette perchè era l’ultimo grande segmento che ci mancava, dopo essere entrati nei segmenti degli stecchi, dei coni e dei ghiaccioli”, ha detto a Italpress Federica Roberto, Region Marketing Manager Gelati di Ferrero Italia.
Il nuovo gelato di Ferrero si presenta come un morbido e cremoso gelato alla nocciola, un prodotto strutturato a strati, con un disco superiore di Nutella e un susseguirsi di vortici della crema spalmabile fino al fondo del barattolo. Nutella Ice Cream offre la stessa esperienza della crema ma a una temperatura frozen, mantenendo ingredienti, materie prime e caratteristiche organolettiche che hanno fatto il successo di Nutella. “Non si tratta di un gelato alla Nutella – ha precisato Roberto – ma di Nutella che diventa gelato. Volevamo riprendere quindi il gusto inconfondibile di Nutella, la consistenza, la cremosità e rendere il tutto in questa nuova variante di Nutella, in gelato. Per un assaggio ottimale chiediamo ai consumatori di aspettare almeno 10 minuti prima di affondare il cucchiaino perchè in questo modo il gelato può acquisire un pò di temperatura ambiente e la parte di crema di Nutella presente all’interno ottiene la giusta consistenza. Si avrà così un’esperienza veramente appagante”.
Nutella Ice Cream è prodotto nello stabilimento di Alzira, in Spagna, in provincia di Valencia. Nel 2019 infatti Ferrero ha acquisito Ice Cream Factory Comaker (ICFC), società con 60 anni di esperienza nello sviluppo e nella produzione di gelati, leader a livello globale. E’ con l’acquisizione della ICFC che Ferrero ha potuto iniziare a progettare di avverare un’idea che da sempre era nell’aria, quella di portare sul mercato Nutella in versione gelato. Ad Alzira è stata allestita un linea nuova di produzione che ha richiesto 2 anni di progettazione e che è caratterizzata da impianti innovativi e un alto grado di automazione e tecnologia. Nutella Ice Cream, disponibile nel banco freezer dei supermercati, è contenuto in un barattolo da 230g, realizzato con un packaging a base di carta, proveniente da fonti certificate sostenibili, e riciclabile nella raccolta carta.
Nutella Ice Cream rappresenta l’ingresso del brand Nutella nel mercato dei gelati confezionati.
Secondo la società di ricerche di mercato Circana, il gelato confezionato da consumare a casa vale complessivamente in Italia 1,45 miliardi di euro (vendite a valore 2023). I gelati in vaschetta valgono circa il 30% del valore complessivo. Ferrero è da poco entrata nel mercato dei gelati confezionati ma già con i coni, gli stecchi e i ghiaccioli vale fra il 4 e il 5% del mercato italiano.
Nutella Ice Cream sarà distribuito anche in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Belgio e Lussemburgo: “Siamo l’ultimo player entrato nel mercato – ha aggiunto ancora Roberto – ma abbiamo l’ambizione di crescere e di sbarcare anche su mercati fuori dall’Europa”. Dopo la presentazione con degustazione di Milano, il 15 e il 16 giugno Nutella Ice Cream sarà protagonista di un evento pubblico di lancio in Piazza Municipio a Napoli.

– foto ufficio stampa Ferrero –
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Mattarella “Commercio è libertà”, Sangalli “Terziario crea crescita”

ROMA (ITALPRESS) – “Il commercio è libertà. E’ veicolo di libertà. Libertà di fare. Libertà di scambio. Libertà di impresa. Di scelta per i consumatori. Volontà e capacità di corrispondere ai bisogni delle persone, delle famiglie. Il commercio è valore: dà valore alle cose. E’ specializzazione. E’ territorio. E’ innovazione. Circolazione di consumi e di costumi, di idee. Il commercio accompagna la crescita delle persone, alimenta, con l’accesso ai beni, la società del benessere. Quella che l’Italia ha conosciuto con la Repubblica, dopo la Liberazione. Quella società garantita dalla pace, conseguita in Europa con la realizzazione dell’Unione. Il commercio è dunque servizio alla coesione sociale, spinta allo sviluppo. Strumento essenziale per obiettivi come la sostenibilità ambientale. Palestra per l’integrazione, come testimonia la presenza, significativa, di aziende guidate da immigrati da altri Paesi”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento all’Assemblea 2024 di Confcommercio, sottolineando come il commercio “costituisce un pilastro del modello sociale del continente, oltre che un motore decisivo, imprescindibile, dell’economia. E’ stato un elemento generativo della società moderna”.
Il capo dello Stato, accolto in sala da un lungo applauso e da una standing ovation, ricorda come il commercio in Italia sia stato colpito “severamente dalla contrazione dei consumi, dovuto alle crisi che abbiamo attraversato, a partire da quella del Covid per giungere alla aggressione russa all’Ucraina, con ripercussioni sulla rete distributiva al dettaglio. La Repubblica ricorda e deve conservare memoria. Questa è l’occasione per rinnovare la riconoscenza per quello che avete fatto nei momenti più duri della pandemia, quando le nostre società erano paralizzate, le strade deserte: i negozi aperti sono diventati presidi della resilienza collettiva, anticipatori di quella ripartenza che poi è avvenuta. Grazie per quanto avete fatto”. Mattarella, inoltre, parla dei divari territoriali che penalizzano “le aree interne e insulari, i territori montani, insomma quelle parti del Paese più lontane dalle reti infrastrutturali e da alcuni servizi essenziali. Questo divario frena lo sviluppo nazionale nel suo insieme e si tratta di un tema decisivo della competitività del Paese. Lo sviluppo tecnologico e digitale, il potenziamento delle reti immateriali, una più efficiente organizzazione del welfare possono fare molto per la vitalità dei centri più piccoli e dei borghi, anche per potenziare il turismo, interno ed esterno. Ma questo non riduce anzi accresce l’esigenza di evitare lo spopolamento di persone e di negozi. Vi è un rapporto diretto tra insediamenti abitativi e servizi”, conclude.
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nella sua relazione osserva che “le imprese del terziario di mercato, ogni giorno, creano buona occupazione, coltivano conoscenza, abilitano innovazione, immaginano il futuro collettivo”. Ma parla anche di rischio desertificazione spiegando che “turismo, ricettività e cultura dicono molto della centralità delle nostre città e dei nostri territori. Nei quali, però, il ruolo economico e sociale del commercio, dei servizi di prossimità, sempre più si scontra col preoccupante fenomeno delle chiusure delle attività nelle città, dai centri storici alle periferie. Bisogna essere chiari però su un punto. Una cosa è il pluralismo distributivo, di cui la Confcommercio è da sempre la casa comune. Questo pluralismo mette insieme piccole, medie e grandi imprese. E’ un valore: perchè arricchisce la qualità dell’offerta, agisce a favore della concorrenza, produce e diffonde innovazione. Ben altra cosa, invece, è una riduzione del numero di negozi, che, negli ultimi undici anni, ha addirittura superato in alcuni territori, il 25%. Insomma, il rischio di desertificazione commerciale è alla fine una ferita per l’idea di cittadinanza. Conosciamo bene il valore che hanno le attività di vicinato, per la qualità della vita e per la sicurezza di città e territori e ci batteremo fino all’ultimo. Reagire è necessario e possibile. Va livellato il campo di gioco: stesso mercato, stesse regole, amministrative o fiscali che siano. E va dato impulso all’innovazione ‘sartorialè, fatta su misura delle imprese. Per questo – evidenzia – servono politiche pubbliche che riconoscano appieno la funzione economica, sociale e di innovazione dei servizi di prossimità, nel contesto di un’agenda urbana italiana orientata allo sviluppo sostenibile”.
Il presidente, poi, tocca il tema della contrattazione e la necessità di rafforzare il suo ruolo. “Di questa contrattazione, va affermata la valenza erga omnes: è la risposta più efficace alla questione del salario minimo. Produttività, occupazione, crescita: è un circuito che abbiamo tenuto ben presente anche nel rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Terziario. E’ un buon contratto: è il risultato dell’impegno comune delle parti sociali e risponde tanto alle attese del mondo del lavoro, quanto alle esigenze delle imprese. E’ un buon contratto: perchè interpreta le trasformazioni profonde del nostro tempo. E’ un buon contratto: perchè è espressione concreta di responsabilità, e viene applicato, nel 2023, da oltre il 93% delle aziende italiane del terziario. Un buon contratto – spiega -, all’insegna della responsabilità, è anche quello siglato, la scorsa settimana, dalla nostra FIPE, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi. Di responsabilità, di responsabilità comune, c’è poi bisogno per contrastare una volta per tutte – anche con interventi normativi – il dumping contrattuale, i contratti pirata”.
Centrale anche la questione fiscale. “Occorre proseguire nella riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro. Bisogna farlo con misure strutturali, confermando, intanto, per il 2025, i tagli fin qui operati, nonchè i connessi interventi sul fronte IRPEF. Va, poi, valorizzata la sinergia tra welfare pubblico e welfare contrattuale e aziendale, così da rendere più sostenibile ed inclusivo il nostro sistema di sicurezza sociale”.
Il fisco è “un tema che da tempo meritava un ridisegno complessivo con la riduzione del carico impositivo, il contrasto di evasione ed elusione, la semplificazione degli adempimenti, la certezza del diritto. Il percorso attuativo della riforma deve necessariamente ‘fare i contì con il ‘sentiero strettò della finanza pubblica e con la disciplina di un rinnovato Patto europeo di stabilità e crescita. ‘Nessun pasto è gratis’: è, allora, necessario razionalizzare la struttura della spesa pubblica e, in particolare, riordinare le spese fiscali. Anche sul tema del fisco – conclude Sangalli -, le strategie nazionali si intrecciano con quelle europee. Penso alla ‘Global Minimum Tax’, per la quale occorre un deciso impegno europeo: resta determinante per raggiungere una giusta tassazione delle grandi multinazionali, delle grandi piattaforme digitali globali”.
A concludere la mattinata il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, commenta il taglio dei tassi da parte della Bce e la decisione dei dazi sulle auto cinesi. “Quello che ci auguriamo è che il taglio dei tassi della Bce, comunque giunto troppo tardi, non sia stato solo un mero spot elettorale a poche ore dal voto delle europee, ma il primo di una serie di tagli strutturali che permettano alla nostra Europa di crescere in maniera significativa”. Occorrono “misure commerciali che tutelino il mercato europeo dalla concorrenza sleale. Quindi saluto con soddisfazione l’annuncio che la Commissione ha dato oggi, guarda caso dopo il voto, sull’introduzione di dazi sull’ingresso di auto elettriche cinesi in Europa per tutelare la produzione europea, nella piena consapevolezza che abbiamo anche noi la possibilità di riaffermare l’Italia con l’industria automobilistica italiana come uno dei settori trainanti dello sviluppo industriale del nostro Paese, a cui non vogliamo rinunciare assolutamente”.
Infine, Urso ribadisce come “nelle prossime settimane porterò in Cdm una legge a cui stiamo lavorando da un anno con il collega Gilberto Pichetto: la legge di riordino del settore dei carburanti, per migliorare l’efficienza della rete, rendere sostenibile questa attività produttiva e compatibile con la sostenibilità ambientale e con le nuove frontiere della decarbonizzazione, a cui tutti puntiamo”, conclude.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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‘Second Life’ a Pitti Uomo per il legame tra arte, moda e sostenibilità

FIRENZE (ITALPRESS) – Il mondo della moda si unisce all’arte e alla sostenibilità in occasione di Pitti Immagine Uomo 106, appuntamento di rilievo internazionale per la moda maschile, che da ieri e per quattro giorni va in scena alla Fortezza da Basso di Firenze tra anteprime, eventi speciali e installazioni. Per l’occasione Alia Multiutility, in partnership con Firenze Fiera, ha promosso un evento speciale con l’esposizione artistica legata alla terza edizione del contest ‘Second Life, tutto tornà. L’obiettivo è quello sensibilizzare il pubblico sull’importanza della sostenibilità in ogni sua forma e nei più diversi contesti, compreso quello della moda, una industria globale che grazie alla sua influenza e visibilità ha la grande responsabilità di promuovere buone pratiche ecocompatibili e di ridurre sempre di più il proprio impatto ambientale.
L’inaugurazione di ‘Second Lifè è andata in scena la sera dell’11 giugno alla limonaia di Villa Vittoria al Palazzo dei Congressi (piazza Adua 1, Firenze), dove dall’11 fino al 14 giugno e poi dal 19 al 21, dalle 9 alle 18.30, i visitatori possono ammirare 30 opere (selezionate tra oltre 130 candidate) realizzate da giovani artisti italiani e stranieri, che hanno voluto esplorare le connessioni profonde fra l’arte e la difesa del Pianeta. L’iniziativa, inserita nel calendario ufficiale di Pitti Uomo 2024 e in collaborazione con Firenze Fiera, che ormai da alcuni anni ha avviato una programmazione culturale autonoma con un ricco calendario di eventi, mette in mostra non solo il talento emergente, ma sottolinea anche l’importanza cruciale della sostenibilità nella moda e nell’arte contemporanea. Un tema verso cui ‘Second Lifè mostra attenzione fin dalla prima edizione, tanto che nella mostra a Villa Vittoria, insieme alle 30 opere dell’edizione 2023-24, è presente, fuori concorso, anche l’opera di Mariarita Ferronetti intitolata ‘No One Should Die for Fashion’, realizzata con la pratica del ricamo, vincitrice del primo premio dell’edizione 2021-2022. Un’opera che lancia un potente grido d’allarme sull’impatto del fast fashion e che quindi è stata inclusa a pieno titolo nella nuova esposizione, in cui spiccano anche i vincitori dell’ultima edizione: Sofia Salerno, Federica Mariani e Leonardo Cardamone.
‘Il contest Second Life rappresenta una occasione per ribadire il nostro impegno per un mondo più sostenibile, attraverso linguaggi nuovi: immagini, video, installazioni continuano a parlarci di questa missione, assieme ad un ricco calendario di appuntamenti dedicati alle scuole e alle associazioni. Il legame fra moda, arte e sostenibilità è intrinseco e potente. Quando arte e moda si uniscono per un fine comune, come in questa mostra, creano un dialogo capace di motivare e ispirare il cambiamentò, commenta Lorenzo Perra, presidente di Alia Multiutility. ‘Per i giovani artisti che partecipano a questa mostra, esporre le proprie opere durante Pitti Uomo rappresenta un’opportunità senza precedenti e siamo lieti di poter dar loro questo palcoscenico. Pitti Uomo è un evento globale che attira l’attenzione di media, professionisti del settore, influencer e appassionati da tutto il mondo. Un bel biglietto da visita per il loro futurò, aggiunge.
‘Il fatto che la terza tappa della terza edizione di Second Life si svolga alla Limonaia di Villa Vittoria e veda Firenze Fiera a fianco di Alia in qualità di coorganizzatore dell’evento, non è casuale – dichiara Lorenzo Becattini, presidente di Firenze Fiera – in quanto la nostra società in questi ultimi anni ha intrapreso tutta una serie di attività nel campo della sostenibilità che le hanno permesso di essere fra i primi quartieri fieristico-congressuali in Italia ad ottenere la certificazione ISO 20121, l’ambito riconoscimento che sancisce l’applicazione delle ‘buone pratichè di gestione sostenibile degli eventi. La mostra – conclude Becattini – che accende i riflettori sulle diverse proposte di giovani artisti sul tema del riciclo, della salvaguardia dell’ambiente e del decoro urbano, si inserisce nel filone degli eventi culturali che sta portando avanti Firenze Fiera per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei suoi spazì.
‘La moda e l’arte, nonostante il comune sentire, sono linguaggi e discipline diversi. Ciò non toglie che molte volte ci siano punti di tangenza, addirittura permeabilità tra i due, che non significa solo somiglianze formali tra l’una e l’altra – tipo il Mondrian dress di Yves Saint Laurent – quanto piuttosto attenzione consapevole verso la realtà del mondò, dice Marco Meneguzzo, curatore della mostra Second Life. ‘Come le case di moda cominciano oggi a inserire nella produzione le problematiche della sostenibilità, così l’arte e le generazioni più giovani di artisti vivono addirittura in maniera ansiogena il problema, e lo esplicitano a loro modo, utilizzando gli strumenti più diversi e con una libertà che nessun progetto industriale può sinora concedersi. Sinora…’.
Nell’arco degli ultimi tre anni, il concorso ‘Second Lifè ha coinvolto quasi 400 giovani artisti (tutti con meno di 28 anni) in una riflessione originale sul tema del mondo in trasformazione, soprattutto dal punto di vista ambientale, ispirando narrazioni e lavori che riguardano l’intero ciclo della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. In precedenza, la mostra aveva già fatto tappa a Firenze, nel Cortile di Michelozzo a Palazzo Vecchio e poi al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Sono stati 130, nella terza edizione, gli artisti che hanno partecipato per lanciare un messaggio a favore della tutela delle risorse del Pianeta e un impegno per una società più sana, giusta, green e sostenibile. Le 30 opere finaliste sono state selezionate da una giuria qualificata, composta dai rappresentanti delle principali istituzioni culturali toscane.
Il primo premio della terza edizione di Second Life è andato a Sofia Salerno, nata e cresciuta a Catania, che dopo gli studi classici ha continuato il suo percorso in Arti visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua opera – intitolata ‘Nascondini 65, 115, 130’ – consiste in una serie di tre video in cui l’artista stessa prova a nascondersi in piena vista davanti alla propria videocamera. ‘Ero appena rientrata nella bollente Sicilia. Luglio 2023. Mentre provavo a spegnere gli incendi vicino casa, a Milano temporali e tempeste colpivano la città. Sono rientrata a Milano in autunno, e ho osservato ciò che queste tempeste avevano causato nella zona di Parco Nord. Il primo albero, il più piccolo, è morto a 65 anni. Quello di mezzo a 115. Il più grande a 130. Nascondersi in piena vista è sinonimo di una evidenza che tendiamo a ignorarè, ha detto Salerno nel raccontare la propria opera. Che ha ottenuto il consenso della giuria ‘per aver saputo ricordare ed evidenziare un gruppo di problemi relativi alla sostenibilità, con mezzi minimi e con una semplicità letterale che diventa, proprio per questa caratteristica elementare, fortemente simbolicà.
La seconda opera classificata è firmata da Federica Mariani, artista milanese di 24 anni, e si intitola ‘A Head for One Dollar’. Si tratta di scarti di pelli animali cucite insieme, che ricreano come patchwork una serie di teste di tilacino, animale che nel 2018 è stato candidato come specie da de-estinguere. Un’idea artistica che ha incontrato i favori della giuria ‘per aver proposto all’attenzione il tema dell’estinzione, attraverso la creazione di un simulacro del tilacino, animale estinto da pochi anni, che diventa allo stesso tempo scultura, maschera, modello e totem’.
Terza classificata è l’opera senza titolo di Leonardo Cardamone, 24 anni, di Vittoria (Ragusa). Si tratta di un video in bianco e nero, di fatto una serie di impressioni, una sorta di highlights dei pensieri dell’artista nel corso del tempo: idee, canzoni, immagini, video derivanti da discussioni sull’ambiente sentite nel corso della sua vita. Motivazione del premio: ‘Per aver interpretato in maniera allargata il tema proposto sino a sovrapporlo alla propria vita quotidiana, ben sintetizzata in un video dalle caratteristiche professionalmente elaboratè.
Le tre menzioni speciali sono state assegnate a Martina Abati, artista lucchese di 26 anni, per ‘I ghiacci perenni nell’era dell’Antropocenè, una serie di incisioni con tecnica mista che mostrano la fragilità del ghiacciaio della Marmolada, prima e dopo il collasso del seracco avvenuto il 3 luglio 2022; Elysee Farazmand, iraniana di 24 anni che ha studiato a Bologna, per ‘Buy Yourself Timè: un carrello trovato rotto e abbandonato per strada, poi recuperato e trasformato, che diventa ossimoro di ciò che rappresentava: un movimento immobile, un richiamo alla sosta; infine Massimo Pugliese, 25 anni, di Alberobello (Bari), poi trasferitosi a Milano, con ‘Radicì. Si tratta di una grafite su tela che traccia e rintraccia presenze umane all’interno di un paesaggio naturale diradato, poco definito, quasi inafferrabile.
Gli altri artisti selezionati sono Diego Azzola, Elena Benzoni, Gianluca Braccini, Marta Cantarini, Paola Cenati, Pietro Paolo Cesari, Benedetta Chiari ed Elisa Pietracito, Elisa Cocchi, Martina Cocco, Raimondo Coppola, Cecilia D’Urso, Elisa Paola Hampe, Ire Ere (collettivo), Miriam Marafioti, Chiara Marchesi, Chiara Mecenero, Alessia Ottaviani, Roberto Picchi, Giuseppe Raffaele, Chiara Russo, Irene Stellin, Erica Toffanin, Mingrui Wang e Wang Xin.
Il progetto ideato e promosso da Alia, si avvale del patrocinio istituzionale della Regione Toscana, dei Comuni di Firenze, Empoli, Prato, Pistoia e della Conferenza dei Presidenti delle Accademie. Sono partner del progetto: Fondazione Palazzo Strozzi, Centro Pecci, Museo Novecento, Mad Murate Art District e Foundation MAIRE. La giuria che ha selezionato le opere vincitrici – raccolte anche nel catalogo ufficiale pubblicato da Mandragora e nel portale dedicato https://secondlifecontest.it/ – è formata da Martino Margheri (Fondazione Palazzo Strozzi), Valentina Gensini (direttore artistico Centro Murate Art District), Stefano Collicelli Cagol (direttore generale del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato), Sergio Risaliti (direttore artistico Museo Novecento Firenze), oltre al curatore, professor Marco Meneguzzo, e Giuseppe Meduri, direttore Relazione esterne, Comunicazione e Sostenibilità di Alia.

– Foto ufficio stampa Alia –

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Bosch Italia, performance stabile nonostante le incertezze del mercato

MILANO (ITALPRESS) – Bosch, azienda leader di tecnologie e servizi, nel 2023 ha conseguito in Italia un fatturato di 2,6 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,8% circa rispetto all’anno precedente. In Italia, il Gruppo Bosch è attivo con 19 società, di cui 3 centri di ricerca, con un organico di oltre 5.600 collaboratori, al 31 dicembre 2023.
“Stiamo intensificando la proposta di prodotti e servizi ad elevato contenuto tecnologico con un’ampia selezione di soluzioni connesse per cogliere, anche se in un contesto difficile, tutte le opportunità di crescita” ha dichiarato Renato Lastaria, General Manager del Gruppo Bosch in Italia. Nel 2024 l’azienda attende un’ulteriore moderata crescita complessiva, ma il contesto rimane sfidante, molto dipenderà dall’andamento dell’economia globale e dalla complessa situazione geopolitica. “Grazie alla nostra diversificazione di business siamo in grado di bilanciare le debolezze di alcuni mercati”, ha concluso Lastaria.
“Attualmente il settore Mobility sta registrando una performance particolarmente positiva. Questo importante settore, proprio a inizio anno, si è completamente riorganizzato per consentire una risposta migliore, più rapida e più flessibile alle esigenze dei clienti e del mercato. Vogliamo rimanere un fornitore leader di tecnologia e il partner preferito per i nostri clienti nel settore della mobilità”, ha dichiarato Camillo Mazza, General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.
Nel 2023 il settore di business Bosch Mobility ha ottenuto una crescita in tutte le principali aree di business. I risultati più significativi sono stati conseguiti grazie ai prodotti e servizi per la mobilità del futuro, sempre più guidata dal software e dalle soluzioni tecnologiche tradizionali. Bosch Mobility, con un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico, dai motori a idrogeno a quelli endotermici, dalle fuel cell fino ai veicoli elettrici, è stata in grado di cogliere le opportunità di crescita offerte dalla trasformazione in atto. Attraverso innovazione, qualità, efficienza e grande attenzione alla sostenibilità, l’obiettivo è quello di migliore l’esperienza di guida per dare forma alla nuova era della mobilità.
Per la divisione Mobility Aftermarket, l’andamento nel settore ricambi per veicoli in Italia, nel 2023, è stato positivo. Come per l’anno precedente, il mercato aftermarket è stato sostenuto, in parte, anche da un mercato dell’usato ancora molto forte che ha favorito la necessità di riparare e manutenere i veicoli circolanti. La divisione Mobility Aftermarket ha chiuso l’anno con un risultato superiore al mercato, sfruttando la tendenza positiva e continuando ad investire sui clienti a sostegno delle loro attività di sell out, tra cui quelle per le officine aderenti ai programmi Bosch Car Service, AutoCrew e per i Ricambisti partner.
Nel 2023 il settore di business Industrial Technology ha confermato l’andamento dell’anno precedente. Bosch Rexroth Italia ha conseguito un fatturato stabile rispetto all’anno fiscale 2022. La seconda metà dell’anno è stata caratterizzata da un rallentamento del mercato, in particolare nelle business unit della divisione di idraulica mobile; bene invece le vendite nel segmento fast mover consumer goods che segnano un incremento. In Bosch Rexroth Italia, mentre continua la digitalizzazione nei processi interni ed esterni, nel 2023 è cresciuta la soddisfazione dei clienti, a testimonianza di una cultura aziendale solida e resiliente orientata al successo del proprio mercato e del proprio territorio, favorendo progetti di responsabilità sociale ed ambientale.
Il settore di business Consumer Goods nel 2023 ha confermato il volume d’affari rispetto all’anno precedente. La divisione Elettroutensili si è sviluppata in linea con i mercati di riferimento con uno sviluppo leggermente superiore nel comparto hobbistico. La divisione Elettrodomestici BSH Italia ha chiuso positivamente il 2023 in termini di volumi di fatturato, nonostante il contesto economico sfidante. La quota di mercato è cresciuta grazie a un sostanziale mantenimento di quota nel canale Electrical Retail e allo sviluppo nel canale Kitchen Retail.
Il settore di business Energy and Building Technology ha registrato un rallentamento. La divisione Bosch Home Comfort, grazie all’introduzione sul mercato di nuove innovative gamme di prodotto e alla costante vicinanza ai propri partner commerciali, ha saputo reagire prontamente alle mutate condizioni di mercato limitando le perdite di volumi dopo un anno 2022 molto positivo e soprattutto rispetto alla media di mercato, guadagnando così quote di mercato nei segmenti di prodotto più strategici.
La divisione Building Technologies, il cui portafoglio prodotti include soluzioni video, antintrusione, rivelazione incendio, gestione e controllo degli accessi, nonchè sistemi audio e per conferenze professionali, ha mantenuto e consolidato la posizione di mercato in tutte le linee di prodotto. La divisione ha confermato la propria vocazione all’innovazione tecnologica e massima attenzione alla qualità dei prodotti, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale ed alla sicurezza sia fisica sia informatica degli stessi.
Il Gruppo Bosch ha aumentato il fatturato e gli utili nel 2023 e sta implementando con successo la strategia di crescita nonostante il contesto difficile. Bosch ha generato un fatturato di 91,6 miliardi di euro, nonostante le condizioni sfavorevoli dell’economia e dei mercati. Attestandosi al 5,3%, il margine operativo EBIT è risultato superiore di 1 punto percentuale rispetto all’anno precedente. E’ stato dunque superiore del previsto, ma ancora più basso dell’obiettivo di margine di almeno il 7% richiesto nel lungo termine e che Bosch intende realizzare entro il 2026. Nel primo trimestre del 2024, il fatturato è diminuito dello 0,8% su base annua che, al netto degli effetti valutari, corrisponde a un aumento del 2,7%. Tuttavia, l’azienda prevede che sarà difficile migliorare il margine operativo EBIT dell’anno precedente. Oltre a mercati ancora poco favorevoli e con un ulteriore incremento degli investimenti nelle aree di importanza strategica, anche la riorganizzazione e i miglioramenti dei processi inizialmente avranno un impatto negativo e daranno risultati positivi solo dopo un certo periodo. Anche se il contesto economico e sociale rimane impegnativo, l’obiettivo di Bosch è quello di posizionarsi tra i tre principali fornitori nei propri mercati chiave in tutto il mondo.
“Nel settore della mobilità, per esempio, Bosch porta avanti decisioni strategiche per la crescita futura. Solo quest’anno lancerà ben 30 progetti di produzione per i veicoli elettrici. Nella crescente area dell’idrogeno, Bosch ha confermato le previsioni di business – si legge in una nota -: entro il 2030 il fatturato della tecnologia legata a questa soluzione potrebbe raggiungere i 5 miliardi di euro. Inoltre, Bosch sfrutta anche le opportunità di crescita nell’area delle tecnologie di riscaldamento. Nonostante nel 2023, in Europa, il mercato delle pompe di calore sia rimasto fermo, il Gruppo Bosch è stato in grado di incrementare il suo business di quasi il 50%. Negli anni a venire Bosch continuerà a crescere molto più velocemente rispetto al mercato in questo segmento”.

– Foto ufficio stampa Bosch –

(ITALPRESS).