Ue, Tardino “Pd e M5s votano per svuotacarceri europeo, vergogna”
Borsellino, Tardino “Da Pd-M5s polemiche strumentali contro Salvini”
PALERMO (ITALPRESS) – “Da Pd e M5s l’ennesima polemica strumentale contro Matteo Salvini, addirittura criticato per aver reso omaggio alla memoria di Paolo Borsellino indossando una mascherina che ne ritrae la foto: è assurdo e inaccettabile che, alla ricerca di qualche minuto di notorietà, alcuni esponenti dei due partiti riescano a polemizzare anche su figure eroiche della lotta alla mafia, una battaglia senza se e senza ma, che riguarda tutti noi e che non ha e non deve avere colori politici o partitici. La verità è che queste forze politiche si confermano sempre più distanti dalla realtà e dai cittadini. Anziché dedicarsi a queste polemiche sterili e puntare il dito contro il leader dell’opposizione, dovrebbero vergognarsi e pensare al Paese, in grave crisi e mandato alla deriva dalla loro maggioranza più impegnata a trattare poltrone che a lavorare per il futuro degli italiani”. Così in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare siciliana della Lega.
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Il Crotone di Cosmi si rialza e batte il Torino 4-2
CROTONE (ITALPRESS) – Finisce 4-2 allo “Scida” tra Crotone e Torino. Buona la prima tra le mura amiche per Cosmi che, grazie alla doppietta di Simy e alle reti di Reca e Ounas, conquista tre punti d’oro in uno scontro diretto per la salvezza. Inizio di gara arrembante degli ospiti che, all’8′, mettono paura a Cordaz con Rodriguez, direttamente da punizione. La reazione dei padroni di casa non tarda ad arrivare e, al 26′, Ansaldi tocca il pallone con la mano in area granata. Guida non ha dubbi e indica immediatamente il dischetto del rigore. Dagli undici metri si presenta Simy, che batte Sirigu per il vantaggio degli “squali”. Incassata la rete, la squadra di Nicola prova subito a rimettere a posto il risultato. Al 36′, palla per Ansaldi sul versante sinistro dell’area; l’argentino non ci pensa troppo e calcia di prima intenzione ma Cordaz para. La pressione offensiva granata non diminuisce e, al 45′, Nicola può esultare per il gol del pareggio: tiro-cross dalla sinistra di Ansaldi, sul pallone si avventa Mandragora che spinge il pallone in rete. Nella ripresa la squadra di Cosmi si mostra propositiva e al 54′ passa con una zampata di Simy. La rete messa a segno regala nuove energie ai calabresi che, all’80’, trovano la rete del 3-1 con Reca. La gara sembra ormai chiusa ma il Torino non ci sta e all’ 84′, dalla distanza, Sanabria s’inventa una conclusione che lascia di sasso Cordaz. Gli ultimi minuti della partita sono scintillanti, il Crotone non si lascia intimorire e in pieno recupero Ounas si mette in proprio e segna il gol del definitivo 4-2.
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Krunic-Dalot, il Milan vince a Verona e si avvicina all’Inter
VERONA (ITALPRESS) – Il Milan vince 2-0 al Bentegodi contro il Verona e accorcia momentaneamente a -3 in classifica dall’Inter capolista, impegnata domani sera contro l’Atalanta. Pioli soffre diverse assenze, tra cui Ibrahimovic e Theo Hernandez, ma i sostituti non li fanno rimpiangere: a segno Krunic e Dalot. Dopo un brivido per un retropassaggio di Tomori che innesca Lasagna, la gara si mette in discesa per i rossoneri. Il protagonista è Krunic: da una sua percussione nasce una punizione dal limite, battuta dallo stesso Krunic che trova una traiettoria difficile su cui Silvestri, un pò sorpreso, non arriva: 1-0. La reazione della squadra di Juric è poco incisiva e il Milan si limita a gestire la palla fino all’intervallo, abbassando i ritmi.
Nella ripresa passano solo 4 minuti e arriva il raddoppio. Dopo un’azione in velocità tra Saelemaekers e Leao, la palla arriva a Dalot al limite dell’area che finta, si accentra e calcia un destro potente all’incrocio dei pali. Juric prova a cambiare qualcosa un pò in tutti i reparti, ma il centrocampo del Milan riesce a contenere senza particolari problemi le iniziative dei padroni di casa. Dimarco e Bessa portano un pò di vivacità nelle manovre d’attacco e creano un paio di situazioni potenzialmente pericolose, soprattutto quando da un cross di Dimarco, Ceccherini mette a lato di testa in due occasioni. Queste restano le occasioni più grosse per il Verona, con il Milan che con ordine gestisce il vantaggio e “accompagna” la gara verso il fischio finale. Sono tre punti fondamentali per i rossoneri di Pioli che consolidano il secondo posto e mettono pressione all’Inter.
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Finale pirotecnico al Franchi, Fiorentina-Parma finisce 3-3
FIRENZE (ITALPRESS) – Fiorentina e Parma si regalano un punto per uno al termine di un pirotecnico 3-3 che vive nel finale le sue emozioni più importanti. E’ Iacoponi a recupero quasi scaduto a beffare sè stesso ed i suoi compagni dopo la rete del momentaneo 3-2 firmata da Mihaila al 90′. La Fiorentina passa in vantaggio al 28′ quando su un cross di Pulgar, dopo angolo battuto da Borja Valero, Martinez Quarta sfugge alla marcatura di Iacoponi e Pezzella ed in solitaria in area piccola batte di testa di Sepe. La gioia viola però dura tre giri di lancette perchè Kucka pareggia al 31′ su calcio di rigore assegnato da Abisso per fallo di mano di Pulgar in area, e Dragowski dopo un altro giro di lancette compie un miracolo di piede su Gervinho lanciato solo davanti a lui in contropiede. Nei minuti finali del primo tempo la Fiorentina torna in vantaggio con Milenkovic bravo ad approfittare di una respinta corta di mano di Sepe dopo tiro cross di Pezzella da dentro l’area. D’Aversa nella ripresa decide più volte di cambiare tatticamente la propria squadra: prima dentro Mihaila, poi dopo un’ora di gioco anche Brunetta ma con risultati non soddisfacenti nell’immediato. Deve inserirsi in fase offensiva Kurtic, che si fa beffe di Malcuit, su cross di Laurini deviato, per regalare il 2-2 ai gialloblù. Pezzella cross per Man in area ma il calcio rumeno di testa spreca un’occasione che fa disperare D’Aversa e tutto il Parma. E’ la Fiorentina a sfiorare il colpo con una traversa di Quarta ma sul cambio di fronte sono i ducali a trovare il momentaneo 3-2 di Mihaila. Sembra finita ma al secondo dei cinque minuti di recupero Iacoponi fa un’autorete per il 3-3 finale che scontenta tutti e lascia soprattutto gli ospiti con tanto amaro in bocca.
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La politica tra responsabilità e contegno per ricostruire la fiducia
Che l’Italia fosse il paese degli eccessi e delle contraddizioni lo sapevamo già. Nei secoli, i più attenti commentatori stranieri e non, hanno usato tanto inchiostro per descrivere ora con curioso interesse per le qualità indubbie di genialità individuali degli italici, ora con disapprovazione e stupore per la scarsa attitudine alle virtù collettive, il nostro carattere peculiare storico. Una grande prova di eccessi, nell’ultimo quarto di secolo, l’ha data la politica con tutto quello che gli fa da contorno e gran cassa come il sistema di informazione sia scritta che parlata, fenomeno che peraltro negli ultimi anni si è fortemente acutizzato. Fiumi di parole, di invettive, di promesse vuote quando non dannose, che hanno visto leader politici e rappresentanti delle istituzioni bruciare giornate e giornate senza fine in perenni tour lungo la penisola, e instancabili maratone per dichiarazioni televisive e presenze persistenti nei numerosi talk show. Io stesso mi sono chiesto spesso di come si possa in tale modo distorto impegnarsi nella gestione razionale della cosa pubblica e assolvere all’oneroso incarico di ministro, di presidente di regione e di altri incarichi pubblici che richiedono molto tempo per studiare i dossier e poi affrontarli con gli innumerevoli soggetti interessati. Ma ormai la situazione si è così esasperata negli ultimi tempi che i primi vistosi segni del contrappasso si stanno già manifestando. Infatti, se notiamo con fastidio che tanta classe dirigente ha propensione per la rumorosa e perditempo competizione, abbiamo potuto anche apprezzare ai massimi vertici della Repubblica due persone che per come vanno solitamente da noi le cose, sembrano marziani ma riscuotono molto consenso popolare. Ad esempio Sergio Mattarella che da circa sei anni, sta svolgendo il compito più alto della Repubblica con discrezione e interventi di grande equilibrio, anche nei momenti più tormentati e difficili da governare. Così come Mario Draghi giunto provvidenzialmente alla ribalta in Italia in questo ultimo mese alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che già nei primi giorni del suo impegno ha dato già segni eloquenti di non amare gli interventi mediatici come invece è stato per tutti i governanti della lunga tormentata stagione della cosiddetta Seconda repubblica, e di preferire scelte anche difficili. Penso che queste grandi personalità, nonostante tutto ciò che li circonda, possono dare aiuti sinora insperati al nostro Paese in situazioni molto critiche, come governare con fermezza ed efficacia ogni piano di investimento per la ricostruzione dell’economia, attraverso la transizione energetica e la digitalizzazione delle funzioni produttive, amministrative e civili. Possono però anche dare una decisa spinta per rigenerare le istituzioni e la politica così malandate e precarie attraverso la loro autorità morale, il forte credito nazionale e internazionale. Al punto in cui siamo, basta la loro presenza con la loro marcata diversità per contribuire a sgretolare tutto ciò che ha contribuito a fare dell’Italia la malata d’Europa. Un adagio dell’antica Roma diceva: “è sempre la ruota più malmessa del carro a fare più rumore”. Ma come si sa, per accorgersi del rumore anomalo di una ruota mal funzionante, devono esserci nel contempo altre silenziose ed efficienti. Ecco, la speranza è che gli italiani possano fare la differenza tra statisti così preziosi e politici in perenne campagna elettorale per convincersi che si può fare meglio e di più recuperando alla politica responsabilità e contegno che sono il segno distintivo della buona politica, il presupposto per ricostruire fiducia e coesione sociale.
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Tennistavolo, Di Napoli confermato Presidente “Avanti nelle scuole”
ROMA (ITALPRESS) – Renato Di Napoli guiderà la Federazione italiana tennistavolo anche per il quadriennio 2021/2024. Napoletano di nascita e torinese di adozione, il presidente uscente è stato confermato per il secondo mandato dall’assemblea elettiva nazionale ordinaria riunita all’Hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino. Di Napoli, in carica dal 2016, ha ottenuto 20.121 voti, pari al 51,93% delle preferenze, battendo di misura lo sfidante Marcello Cicchitti, fermatosi a 18.627 voti (48,07%). “Il mio ringraziamento va a chi mi ha votato e anche a chi non lo ha fatto – ha dichiarato il presidente della Fitet – Sono grato a tutto il movimento, ai dirigenti, tecnici e atleti che hanno premiato il lavoro che abbiamo svolto in questi quattro anni e hanno voluto sostenere la continuità del nostro progetto. Ora è arrivato il momento di lasciare da parte le polemiche e lavorare insieme per il bene del tennistavolo”. Per il prossimo quadriennio Di Napoli ha le idee chiare sul programma da portare avanti. “Continueremo a credere nel progetto ‘Scuole di Tennistavolò, che nel 2020 ha riscosso grande entusiasmo, per far sì che diventi sempre più capillare su tutto il territorio nazionale – ha osservato il numero uno della Fitet – Proseguirà il nostro impegno all’interno delle scuole, con iniziative come ‘Racchette in Classè e ‘TennistavolOltrè, con l’intendimento di aumentare sempre più il numero dei ragazzi che praticano il tennistavolo nell’ambito del settore olimpico e paralimpico. La promozione rimarrà sempre una delle nostre parole d’ordine e investiremo risorse ed energie a favore del TTX, disciplina divertente e inclusiva. Sul fronte della formazione accresceremo il numero e il livello qualitativo dei tecnici, degli ufficiali di gara e dei dirigenti attraverso programmi diversificati”.
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Sanremo, Amadeus “Non era scontato portare a casa il festival”
SANREMO (ITALPRESS) – “Finalmente è arrivato il 7 ed è arrivato come non pensavo. Non parlo di ascolti, come non ero preoccupato il primo giorno, non sono esaltato l’ultimo. E’ naturale che il fatto che 13/14 milioni abbiano seguito il Festival rende il nostro lavoro ancora più grande e immenso”. Così Amadeus in conferenza stampa, facendo il punto sull’edizione numero 71 del Festival di Sanremo. “Sono certo che molti degli artisti saranno i superbig di domani. E’ stato fatto un passaggio davvero epocale nella storia musicale del Festival, per voltare pagina prendendo al volo l’occasione per cambiare qualcosa”, ha aggiunto. Poi ha ringraziato chi gli è stato vicino negli ultimi 2 anni, da Rosario Fiorello, “che non è solo mio fratello, ma che ha portato allegria e felicità nelle case di tutti gli italiani”, all’orchestra “che è stata il nostro pubblico per cinque serate”, fino a Gianmarco Mazzi e Lucio e Niccolò Presta. “Ho 58 anni, ne ho viste tante, ma stare davanti al nulla è una cosa che non auguro a nessuno, e non era scontato portare a casa il Festival. La prima sera ho avuto un attimo di smarrimento, pur sapendo cosa ci aspettava. Ma ce l’abbiamo fatta”. Quanto al futuro, ha aggiunto: “Il mio contratto in Rai scade in agosto. Spero di continuare, perchè per me è motivo di orgoglio e onore. Spero di farlo il più a lungo possibile”, dicendosi anche “felice di tornare a quello che è il mio lavoro quotidiano, a fare quiz, a trovare nuove idee”.
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