ROMA (ITALPRESS) – “L’art. 32 della Convenzione sui diritti
dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce il diritto di ciascun
bambino a essere protetto dallo sfruttamento economico e da
qualsiasi lavoro pericoloso. L’Unione europea ha sviluppato
opportunamente iniziative tese alla applicazione di questi
principi, con i recenti provvedimenti che responsabilizzano le
imprese lungo tutta la catena del valore e impongono il divieto di commercializzazione di beni realizzati con il lavoro forzato, a maggior ragione quello che impiega bambini. Il contrasto
all’abbandono scolastico – fenomeno presente anche nel nostro
Paese – costituisce un importante argine allo sfruttamento del
lavoro minorile”. Così, in una nota, il presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella. “Le guerre e la povertà strappano
le bambine e i bambini alla vita, obbligandoli ad abbandonare la scuola per forme di lavoro ignobili, molto spesso illegali e clandestine, sottraendo loro l’infanzia, compromettendo in modo irreversibile il loro sviluppo psico-fisico e il loro futuro. Tra i migranti sono tanti i minori non accompagnati che rischiano
di diventare forza lavoro fantasma – prosegue il capo dello Stato -, di svolgere mestieri inconciliabili con la loro età o addirittura di sparire nell’illegalità sotto gli occhi di quelle comunità a cui si sono affidati abbandonando le loro terre di origine. Per eliminare le cause profonde del fenomeno e proteggere i diritti dei fanciulli è necessario un approccio che coinvolga governi, organizzazioni, imprese, comunità e individui, per un ambiente in cui le bambine e i bambini possano crescere sani, istruiti e liberi, senza correre il rischio di essere privati della loro età”, conclude Mattarella.
(ITALPRESS).
– Foto: Quirinale –
Mattarella “Contrastare lo sfruttamento del lavoro minorile”
Educazione finanziaria, a Torino l’escape museum di Intesa Sanpaolo
TORINO (ITALPRESS) – Una escape room lungo tutto il percorso museale per stimolare l’educazione finanziaria. E’ questa l’ultima esperienza interattiva al Museo del Risparmio di Torino, iniziativa di Intesa Sanpaolo, che permetterà ai visitatori di cimentarsi in un gioco che rappresenta il percorso della pianificazione finanziaria. “E’ una escape room molto particolare – dichiara Giovanna Paladino, direttrice del Museo del Risparmio – che si snoda attraverso le diverse sale del Museo che diventerà un escape museum. Bisogna risolvere enigmi, toccare, interagire e arrivare alla cima di una vetta. E’ una metafora per raccontare come gestire i propri soldi e arrivare all’obiettivo. La montagna è infatti una metafora perfetta della pianificazione”.
La simulazione riguarda la scalata di una montagna da parte di una cordata di alpinisti. A ogni turno, un gruppo di massimo dieci persone dovrà affrontare gli enigmi da risolvere nel minor tempo possibile. La vetta rappresenta l’obiettivo finale mentre le sfide lungo il percorso rappresentano i passi della pianificazione come il calcolo delle entrate, la stima delle uscite e la previsione di accantonamenti.
“Abbiamo capito – continua Paladino – le potenzialità di un’esperienza come la escape dal punto di vista educativo e formativo per raccontare i nostri temi e contenuti. E’ un’attività che rimarrà nella nostra offerta e sarà fruibile al pubblico una volta al mese. Offriremo anche delle esperienze ad hoc per quelle aziende o scuole che vogliono far svolgere questa attività ai propri dipendenti o studenti”.
L’escape room si potrà, infatti, provare gratuitamente sabato 15 giugno in uno dei tre turni in programma alle ore 15, 16 e 17 prenotandosi tramite l’indirizzo mail [email protected] o al numero verde 800.167.619.
L’attività verrà proposta anche a luglio e da settembre in poi. “Dalla nostra esperienza – conclude Paladino – abbiamo capito e preferito un approccio che prevede una collaborazione tra i giocatori e non una competizione perchè più stimolante e fruttuoso dal punto di vista formativo”. “La Scalata”, questo il titolo dell’escape experience, è l’ultimo progetto del Museo del Risparmio che consolida la sua vocazione all’edutainment, dove tecnologia, interattività e intrattenimento accompagnano i visitatori nel percorso di educazione e formazione finanziaria. Con l’occasione, infatti, i visitatori potranno anche scoprire le varie sale del Museo e i suoi materiali audiovisivi e interattivi.
Tra questi, la postazione di intelligenza artificiale “Test & Fun”, che consente di dialogare con le due mascotte del Museo, e la nuova exhibit “Ammirare”, uno spazio fisico e virtuale dove la riproduzione animata di dieci opere d’arte da musei italiani e internazionali spiega al visitatore in modo originale i principi dell’economia.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
L’Italia ai Giochi Paralimpici in doppia cifra
ROMA (ITALPRESS) – La scherma azzurra va in doppia cifra ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 e sarà rappresentata in tutte le gare sia Individuali che a Squadre. All’esito della lunga fase di Qualifica, dipanatasi tra Coppa del Mondo, Europei e Mondiali delle ultime due stagioni, l’Italia ha ottenuto il numero di 10 partecipanti – ed è un record per il nuovo millennio – alla kermesse in programma dal 3 al 7 settembre sulle pedane del Grand Palais, che si aggiungono ai 24 che un mese prima disputeranno le Olimpiadi.
Un risultato straordinario per la scherma italiana che ha qualificato tutte le sue quattro Squadre paralimpiche in altrettanti Team Event (fioretto e spada sia maschile che femminile, la sciabola invece non è nel programma delle gare a Squadre) e ben 9 atleti per le competizioni Individuali, che diventano 10 in virtù di una Wild Card.
Hanno ottenuto il pass individuale per i Giochi Paralimpici di Parigi 2024: Bebe Vio Grandis nel fioretto, Rossana Pasquino nella spada e nella sciabola, e Andreea Mogos nel fioretto e nella sciabola al femminile; tra gli uomini invece sono qualificati Matteo Betti per il fioretto, Matteo Dei Rossi per la spada e la sciabola, Edoardo Giordan nella sciabola, Emanuele Lambertini nel fioretto e nella spada, Michele Massa nel fioretto e nella spada, e Gianmarco Paolucci nella sciabola e nella spada. Ai 9 ammessi per le rispettive posizioni nel Ranking internazionale, si aggiunge “la capitana” Loredana Trigilia, indicata come Wild Card attribuita all’Italia.
Si delinea così la spedizione di 10 atleti, un numero storico da quando l’attività paralimpica si svolge sotto l’egida della FIS (dal 2011) e seconda solo agli 11 partecipanti di Atlanta 1996. Tre sono i debuttati: Dei Rossi, Paolucci e Massa respireranno per la prima volta in carriera la magia di una Paralimpiade. Il più giovane dell’intero team Italia della scherma, sia olimpica che paralimpica, sarà proprio il marchigiano Massa, 20 anni, mentre la veterana è la romana Loredana Trigilia, classe 1976, che a Parigi disputerà la sua settima edizione dei Giochi.
Un mix di esperienza e gioventù quello costruito dallo staff guidato dal Coordinatore del settore paralimpico della Federazione Italiana Scherma, Dino Meglio, e dai Commissari tecnici Simone Vanni per il fioretto, Francesco Martinelli per la spada e Marco Ciari per la sciabola.
Sarà dunque composta da 34 atleti la delegazione della scherma azzurra ai Giochi di Parigi 2024: in 24 alle Olimpiadi e in 10 alle Paralimpici, con l’Italia rappresentata in tutte le gare sia Individuali che a Squadre del doppio evento.
Un risultato che inorgoglisce il presidente federale Paolo Azzi: “Un’unica grande squadra da 34 atleti a Parigi, una partecipazione straordinaria. Un plauso speciale per il nostro settore paralimpico: qualificare tutte le squadre e avere 10 atleti in gara, cosa che non era mai accaduta da quando la Federazione gestisce l’attività della scherma in carrozzina, altro non è che lo specchio di un eccellente lavoro di cui va da dato merito al Coordinatore, ai ct, ai ragazzi e ai loro maestri e società di allenamento”.
“Il settore paralimpico della FIS è cresciuto in maniera esponenziale e il risultato della Qualifica per Parigi esprime uno sviluppo complessivo che ha portato la scherma in carrozzina in tantissime sale italiane, in uno scenario di perfetta integrazione che ha favorito moltissimo anche il movimento olimpico. Siamo un’unica grande famiglia sportiva che marcia verso un sogno. Adesso si entra nel vivo della preparazione per arrivare competitivi e ambiziosi alle gare del Grand Palais”, ha precisato Azzi.
“A novembre del 2021, quando m’insediai come Coordinatore, affiancando lo straordinario gruppo di lavoro già formato dai tre Responsabili d’arma, arrivare in doppia cifra a Parigi era un obiettivo ma anche un grande sogno. Lo abbiamo coronato con un lavoro di squadra quotidiano e incessante, di enorme qualità, ringiovanendo il gruppo e valorizzando il potenziale dei nostri atleti di vertice più esperti come dimostra il ricco Mondiale di Terni chiuso con ben 12 medaglie. Sono particolarmente orgoglioso del risultato raggiunto ma i 10 qualificati per i Giochi Paralimpici non rappresentano un traguardo, bensì un punto di partenza perchè vogliamo essere protagonisti sulle pedane francesi”, ha detto invece il maestro Dino Meglio, olimpionico che dirige il settore paralimpico.
– foto Ufficio Stampa Federscherma –
(ITALPRESS).
Le mani della ‘Ndrangheta sugli affari elettorali, 14 misure cautelari
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I carabinieri del Ros, insieme ai militari del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Squadrone eliportato “Cacciatori” Calabria, hanno eseguito 14 misure cautelari, di cui 7 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 3 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura. Gli indagati, a vario titolo, devono rispondere di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, reati elettorali, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Le indagini, condotte dal ROS sotto la direzione della Procura di Reggio Calabria, si sono concentrate sulla cosca “Araniti”, egemone nel territorio di Sambatello, ed hanno consentito di delinearne gli assetti, le attività estorsive in danno di appalti pubblici, l’ingerenza nella conduzione della discarica di “Sambatello” attraverso l’imposizione, alle ditte di volta in volta impegnate nella gestione dell’impianto, del personale da assumere e le relazioni con le omologhe consorterie criminali attive nei territori confinanti di Diminniti e Calanna.
È stato inoltre documentato lo stringente controllo esercitato sul territorio che ha portato finanche alla limitazione dell’attività venatoria nell’area agreste della frazione.
Le investigazioni, avviate nel 2019, avrebbero inoltre permesso di acquisire elementi sintomatici del condizionamento delle elezioni – presso alcuni seggi elettorali – per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria (nel 2020 e nel 2021) e del Consiglio Comunale di Reggio Calabria (nel 2020).
In particolare, uno degli indagati raggiunto da provvedimento restrittivo, legato da vincoli di parentela ad esponente apicale della cosca Araniti, con il fine di sostenere i candidati di interesse avrebbe alterato – con la complicità di scrutatori compiacenti – le operazioni di voto, procurandosi le schede elettorali di cittadini impossibilitati a votare ed esprimendo, in luogo di questi ultimi, la preferenza in favore dei candidati sostenuti. L’indagato, dopo i positivi esiti elettorali, avrebbe ottenuto dai politici eletti nomine nell’ambito di enti pubblici o come professionista esterno.
La Procura, con riferimento agli episodi di ipotizzato condizionamento delle competizioni elettorali, ha avanzato richiesta di applicazione di misura cautelare per il delitto di scambio elettorale politico – mafioso, oltre che su soggetti legati alle articolazioni mafiose operanti nell’ambito cittadino, anche a carico di un Consigliere della Regione Calabria e di un Consigliere del Comune di Reggio Calabria. Il gip del Tribunale di Reggio Calabria ha rigettato la richiesta cautelare ed avverso questo provvedimento l’Ufficio della Procura proporrà appello.
Nel procedimento penale risulta indagato, sempre per il reato ex articolo 416 ter, anche il Sindaco di Reggio Calabria, nei confronti del quale, tuttavia, non era stata avanzata richiesta cautelare non avendo ritenuto compiutamente integrati per lo stesso tutti i presupposti legittimanti.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).
Prenotazioni aperte per il concerto di Hybrid Music Ensemble
VENEZIA (ITALPRESS) – Prosegue la programmazione estiva di Piazzetta Malipiero, nell’ambito della manifestazione Palcoscenici Metropolitani, organizzata dal Settore Cultura del Comune di Venezia e da Arteven, Circuito Multidisciplinare Regionale grazie al contributo del MIC riservato a organismi finanziati nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo.
Il palco estivo del Toniolo ospita lunedì 17 giugno alle ore 19.30 il concerto di Hybrid Music Ensemble, formazione musicale nata dall’omonimo progetto musicale, culturale ed educativo sostenuto dal Settore Cultura del Comune di Venezia e condotto da Maria Roveran, Marco Centasso e Joe Schievano per Associazione Tadàn.
L’Ensemble – composto da giovani musicisti/e e cantati dai 18 ai 35 anni – eseguirà i brani inediti che i/le partecipanti hanno “costruito” insieme, alternandoli a brani inediti scritti appositamente per il gruppo anche accompagnati da recitativi musicati realizzati dai ragazzi e dalle ragazze che si sono ispirati al tema del gioco, o meglio, del “mettersi in gioco”.
Il percorso musicale svoltosi da aprile a giugno ha portato il gruppo a lavorare su voce ed esecuzione strumentale, interpretazione e composizione alternando la pratica a nozioni tecnico-teoriche e momenti di feedback e confronto di gruppo.
Hybrid Ensemble in Concerto vuole raccontare questa esperienza di socialità creativa attraverso un concerto che è performance sonora, strumentale e vocale partecipativa ed inclusiva.
La musica che ne risulterà, frutto di un processo creativo partecipato ed attivo, desidera condurre gli spettatori attraverso un’esperienza di ascolto non convenzionale, inducendo ad interrogarsi su che cosa significhi oggi suonare insieme a partire dal tentativo di mettersi in relazione empatica gli uni con gli altri.
Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria: https://www.comune.venezia.it/it/content/hybrid-music-ensemble
(ITALPRESS).
Elly Schlein “Abbiamo riportato il Pd tra la gente”
ROMA (ITALPRESS) – “La politica è organizzare la speranza, amava dire Tina Anselmi. Mi piace pensare che se abbiamo vinto questa tornata, se abbiamo raggiunto un risultato così importante è perchè abbiamo fatto esattamente questo: l’abbiamo restituita a chi l’aveva perduta. Abbiamo parlato di salari e di diritti, di salute e di clima, toccando le corde che gli elettori e ancor prima i cittadini si attendevano da noi”. Così, in un’intervista a la Repubblica, la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“Ho attraversato l’Italia da Nord a Sud, io come i nostri candidati, i capilista come gli indipendenti: tutti hanno dato il loro contributo per allargare il consenso – sottolinea -. E l’operazione è riuscita, il risultato è straordinario”. “Non avevo fatto previsioni – aggiunge -. Abbiamo fatto campagna elettorale, toccando i luoghi del lavoro, della sofferenza e della vita di ogni giorno degli italiani: le piazze e i posti di lavoro, gli ospedali e i quartieri più disagiati. Abbiamo riportato il Pd dove la sua gente si aspettava di trovarlo. Ecco, la cosa più importante, dopo oltre un anno di segreteria, è che finalmente siamo riconosciuti per le nostre battaglie.
Ed era una cosa, mi permetta di dirlo, che prima non accadeva. Abbiamo dato un profilo molto chiaro alla nostra identità. Abbiamo ‘bucatò, come si dice oggi. Poi, diciamoci la verità, abbiamo costretto il governo a fare i conti con la questione sociale. E continueremo come un martello a inchiodarlo sui temi del lavoro e della sanità pubblica”.
“Per noi – prosegue – la crescita è stata costante. Il consenso è lievitato passo passo, nelle varie elezioni amministrative che si sono susseguite fino al voto di domenica scorsa, quando il partito si è ritrovato, certo non per caso, con cinque punti in più rispetto alle Politiche. Quando sono stata eletta segretaria, il Pd era dato al 14,5 per cento. Abbiamo fatto un balzo di dieci punti, due in più rispetto alle Europee 2019”. “Ma se c’è un dato che ci rende ancor più orgogliosi – sottolinea Elly Schlein – è il voto al Sud, un’area in cui diventiamo primo partito. Un segnale chiaro al governo: si fermi sull’autonomia differenziatache spacca il Paese”.
“La distanza con FdI si è ridotta da due milioni a un milione in un solo anno. A Meloni ho detto e ripeto in queste ore solo una cosa: stiamo arrivando”, spiega la segretaria del Pd, rendendo noto di essersi sentite “domenica sera. Ci siamo complimentate per il risultato di entrambe”.
“L’avanzata della destra nazionalista – commenta Elly Schlein -, addirittura con nostalgie di nazismo come in Germania, è un elemento di grande preoccupazione. Anche perchè nel nostro continente il nazionalismo ha prodotto solo guerre. Siamo felici di aver contribuito, coi nostri 5,6 milioni di voti, alla tenuta del Pse. Siamo la forza più votata nella famiglia dei socialisti e democratici, senza la quale non potrà esserci alcuna maggioranza in Parlamento”. “Sono in contatto con gli altri leader socialisti – aggiunge -. Noi rispettiamo l’affermazione dei popolari e la consuetudine che porta il partito più votato a esprimere il presidente della Commissione, in questo caso il Ppe.
Ma come Partito democratico abbiamo tutta l’intenzione di dare un contributo decisivo al programma del futuro governo Ue e alla definizione del perimetro della futura coalizione”. Non ci sarà alcuna apertura alle destre, “lo abbiamo già deciso il 4 maggio a Berlino – spiega -, lo ricordo bene perchè era il giorno del mio compleanno: vertice del Pse. Già allora è stata esclusa qualsiasi alleanza sia con l’Ecr di Giorgia Meloni che con l’Id di Matteo Salvini e Marine Le Pen. Il discorso per noi si è chiuso lì”.
“Gli elettori – evidenzia Elly Schlein – hanno premiato il nostro atteggiamento fortemente unitario. C’è una buona fetta del Paese che vuole un’alternativa alle destre. Noi lavoriamo con questo obiettivo, nella piena consapevolezza della non autosufficienza del Pd. Siamo testardamente unitari e ci sentiamo investiti di una grossa responsabilità. Speriamo che il risultato di domenica faccia riflettere tutte le forze di opposizione. Da oggi l’alternativa è più credibile e concreta”. Un messaggio rivolto a Giuseppe Conte e al M5S? “A lui come a tutti gli altri”. Ed in merito all’Alleanza Verdi e Sinistra “sono sempre stati interlocutori importanti per noi, anche loro con spirito unitario. Abbiamo costruito con loro coalizioni attorno a programmi condivisi e candidature credibili. E se siamo stati premiati dall’elettorato, è anche perchè non abbiamo mai sollevato polemiche con le altre opposizioni. Nelle mie 123 tappe di campagna elettorale abbiamo insistito sui temi, attaccando un solo avversario: la destra. Le divisioni non pagano.
Spero tutti ora se ne siano resi conto”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
Crosetto “Subito la riforma della giustizia, il premierato verrà dopo”
ROMA (ITALPRESS) – “Non ho mai considerato questa legislatura in pericolo. In discesa no, però: viviamo tempi drammatici, affronteremo enormi problemi interni e internazionali che peseranno. Il Paese dovrà fare scelte coraggiose. Certo, tutti i partiti della coalizione crescono e questo non può che essere positivo”. Così alla luce del risultato delle elezioni europee il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una intervista a la Repubblica.
“Non penso che Meloni abbia intenzione di cambiare la sua agenda – aggiunge -. Mi pareva di aver capito che si volesse dare in questa fase la priorità alla riforma della giustizia, perchè quella del premierato andava maturata e spiegata al meglio, visto che finora è stata presentata come il tentativo di distorcere la Costituzione e invece non toglie alcun grammo di democrazia”. “Nell’agenda di Meloni – sottolinea Crosetto – il premierato è il 2% di un’azione politica complessa che si gioca su tutti i fronti, dalla politica estera all’immigrazione, fino al fisco. Ci sono mille riforme e il premierato è una di queste”.
In merito ad alcuni attacchi rivolti al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, il ministro commenta: “Non mi pare che il centrodestra o il governo abbiano alcun problema con il Colle. Io ho un rapporto non solo politico, ma personale con il Presidente. Straordinario, voglio dirlo. In lui ho sempre trovato appoggio e comprensione. Non ha mai lesinato un consiglio o un aiuto verso il sottoscritto o Meloni. Poi, certo, nella campagna elettorale ci sono persone che amano alzare i toni per scuotere un elettorato annoiato”. E sui temi della giustizia, “ho totale fiducia nel ministro Nordio e nella sua capacità di immaginare un sistema giudiziario che metta al centro il cittadino. Sulla giustizia, il confronto che il governo deve avere è parlamentare e politico, non certo con la magistratura. Che, lo ricordo, in teoria dovrebbe solo applicare le leggi. Se invece assorbe anche il potere esecutivo o legislativo, diventa altro”.
Per quanto riguarda l’Autonomia differenziata, “non ho seguito il provvedimento e non so quanto sia centrale nell’evoluzione attuale del progetto di Salvini”, dichiara. E sulla eventualità di un rimpasto, “non mi pare ci sia all’orizzonte alcun rimpasto”. “Per la premier – spiega Crosetto – era decisivo capire se dopo due anni di impegno fisico e familiare pesantissimo, e dopo dieci di traversata nel deserto, queste rinunce avevano un senso. Ora ha ricevuto il riconoscimento popolare del suo lavoro. E posso dirle, io che la conosco bene: se avesse ottenuto il 23%, oggi questo governo forse non ci sarebbe più”.
Ed in merito al dibattito sul bipolarismo: “Uno scontro politico tra due grandi famiglie consente di emarginare gli estremismi – sottolinea il Ministro -. E questo serve alle grandi democrazie. Le ali estreme distruggono le barriere della correttezza istituzionale, come hanno fatto i 5S. Ma così si avvelena il Paese. Ben venga il bipolarismo”. Per quanto riguarda il leader della Lega, Matteo Salvini, “devo trattenermi per non dire molte cose. Non mi sarei mai comportato come lui per strappare qualche voto in più – dice Crosetto -. Persone del suo partito hanno inventato cose non dette dal ministro della Difesa sull’ipotesi di inviare militari in Ucraina. Detto questo, fare parte di un’alleanza di governo non significa avere uguale stima per tutti quelli che ne fanno parte”. “L’eurodeputato Vannacci – aggiunge – da oggi dovrà dimostrare di meritare la fiducia che gli hanno dato i cittadini per servire il suo Paese. Che è l’Italia e solo l’Italia…”.
Poi, sull’onda nera in Europa, “tutti commentate il sismografo, nessuno il terremoto. Intendo: perchè crescono? Perchè la sinistra è crollata? Quando sei così presuntuoso da inseguire l’ideologia di Timmermans, che ha regalato ai cinesi il settore auto, ti ritrovi lontano dal mondo, che non ti vota più. Gli errori dell’intellighenzia di sinistra generano insicurezze, senza una cura. E favoriscono l’astensionismo”. “L’Europa del futuro – aggiunge – non può escludere l’Italia. Non esiste una Commissione forte senza Giorgia Meloni, perchè la leader più forte è quella italiana. Attorno a lei possono coalizzarsi anche altre forze. In ogni caso, non è un tema di famiglie politiche, va molto oltre”. “Sono convinto che la prossima Commissione si costruirà attorno a un programma di legislatura”, sottolinea il ministro Crosetto, aggiungendo: “Mi pare che siano aperti tutti i giochi. Decideranno i governi, lo ripeto, e non le famiglie politiche: su Russia, Ucraina, Ga2a, sono loro che devono trovare una strategia comune europea. Non possiamo permetterci un’Unione debole”. “Il futuro lo decidono i 27 leader. Dovranno portarsi dietro le loro nazioni. Non puoi varare la Commissione con metà dell’Europa contro. Bisogna costruire un’agenda europea che vada al di là delle famiglie politiche. Poi la maggioranza proporrà al Parlamento il suo progetto. Io mi auguro che si poggi di più sul centrodestra ed escluda i distruttivi”. Non si fa nulla senza i socialisti, “penso proprio di sì. E poi parlo di una sottospecie di socialisti, quelli alla Timmermans”. E sulla possibilità che Ecr costruisca un gruppo unico con Le Pen, “non so – dichiara Crosetto -. Ma so che Ursula o chi per lei dovrà dialogare con chi ha preso il 35% e farà forse un nuovo governo”.
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Cirio fa il bis, Cagliari al Csx per Bari e Firenze ballottaggio
Alberto Cirio fa il bis in Piemonte, Cagliari va al centrosinistra mentre tra gli altri capoluoghi più importanti chiamati al voto, come Firenze e Bari, si andrà al ballottaggio. Sono i risultati delle elezioni regionali e amministrative in Italia. In Piemonte festeggia il governatore uscente Alberto Cirio, sostenuto dallo schieramento di centrodestra, che si attesta al 56,15%, mentre Gianna Pentenero per il centrosinistra si ferma al 33,51%. “Sono orgoglioso perché siamo riusciti a confermare un governo”, ha affermato Cirio parlando nel suo comitato elettorale. Per il secondo mandato, “cercherò di non tradire, naturalmente, le aspettative. Ed è quello che io cercherò di fare come già in questi cinque anni”, ha aggiunto il governatore. Tra le città che hanno votato per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale ci sono 29 capoluoghi di provincia e sei di regione, ovvero Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza. Nel capoluogo toscano la candidata del centrosinistra Sara Funaro si attesta al 43,07% mentre Eike Schmidt per il centrodestra al 32,98%. Seguono Stefania Saccardi al 7,31% e Cecilia Del Re al 6,23%. Anche Bari andrà al secondo turno. Nella città pugliese il candidato sostenuto dal Pd, Vito Leccese, è avanti con il 47,95%, seguito da Fabio Romito del centrodestra al 29,23%. Il candidato del Movimento 5 Stelle Michele Laforgia si attesta al 21,69%, annunciando già che al turno di ballottaggio sosterrà Leccese. “Chi mi conosce lo sa – ha affermato – ho dichiarato e scritto in tempi non sospetti che il candidato che andrà al ballottaggio avrà il mio sostengo e io penso quello di tutte le liste che hanno sostenuto la mia candidatura. L’ho anche confermato a Leccese. Non c’è stato nessun disastro a Bari, anzi il centrosinistra è intorno al 70% e la destra unita, che pure governa nell’intero Paese con il suo candidato della Lega non raggiunge il 30% come nel 2019. Noi abbiamo contribuito a questo straordinario risultato, senza di noi il centrosinistra non avrebbe ottenuto questo risultato”. Testa a testa a Perugia, dove la candidata del centrosinistra Vittoria Ferdinandi (48,78%) e Margherita Scoccia (48,47%), sostenuta dal centrodestra andranno a sfidarsi al turno di ballottaggio. A Cagliari è netto il vantaggio del candidato di centrosinistra Massimo Zedda (60,40%) su Alessandra Zedda, in corsa con il centrodestra (34,22). “Lo sforzo collettivo di tutte e tutti ha determinato un’inversione di tendenza e cioè che anche le liste sono avanti a quelle del centrodestra”, ha affermato Massimo Zedda. “Abbiamo anche un dato che, nonostante la bassa partecipazione – ha aggiunto -, ci avvicina in termini assoluti di consenso al primo turno a quello del 2011, ripristinando l’avvicinamento degli elettori alla partecipazione e al consenso espresso nei nostri confronti che è un ulteriore elemento di responsabilità”.
Altra situazione non ancora definita a Potenza, dove gli elettori saranno chiamati a un nuovo turno di voto, visto che Francesco Fanelli del centrodestra è al 40,42%, mentre Vincenzo Telesca sostenuto dal centrosinistra è al 32,38%.
A Campobasso il candidato di centrodestra Aldo De Benedittis si appresta a vincere visto che, dopo che sono state scrutinate 35 sezioni su 56, si trova in testa con il 52,77% dei voti rispetto a Marialuisa Forte del centrosinistra al 31,01%.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –








