ROMA (ITALPRESS) – “La crisi non è nelle mie mani. Si va avanti solo se c’è la fiducia, ma non astratta, reale. Sono qui per lavorare nell’interesse del Paese, a me interessa solo trovare soluzioni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo alla trasmissione Porta a Porta, di Bruno Vespa, in onda questa sera su Rai 1. “Se le forze politiche mi chiedono di fare un rinnovamento della squadra se ne parla, si valuta come, se e perchè, come è stato fatto la scorsa settimana, quando è emerso che non ce ne è la necessità – ha aggiunto -. Ho una squadra di ottimi giocatori ai quali bisogna portare rispetto”.
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Governo, Conte “La crisi non è nelle mie mani”
Sicindustria: “I fondi per l’editoria vadano alle imprese siciliane”
PALERMO (ITALPRESS) – “La legge per il sostegno all’editoria è in Gazzetta Ufficiale e per questo esprimiamo tutto il nostro plauso. Ora si apre la fase più delicata: è fondamentale che i fondi siano vincolati a obiettivi di rilancio e di sviluppo delle imprese siciliane o che abbiano indubbio radicamento e tradizione in Sicilia, e che garantiscano l’occupazione dei lavoratori nelle imprese siciliane”. Sicindustria – attraverso la sezione Comunicazione di Palermo – lancia un appello e chiede “presupposti e parametri oggettivi per la redistribuzione dei fondi sull’editoria”.
“I fondi – sottolinea Sicindustria – devono avere l’obiettivo di creare sviluppo. E dunque la concessione delle risorse deve essere ancorata ad alcuni criteri fondamentali come: fatturato, numero di dipendenti, insediamento pluriennale nel territorio siciliano. E soprattutto, bisogna evitare il rischio di distribuzione a pioggia di tante briciole. No alla parcellizzazione”. Inoltre “deve valere il principio della territorialità. E’ un bene che la Regione dia fondi alle imprese, ma devono essere le imprese siciliane o radicate da anni nel territorio dell’Isola e devono dare occupazione a lavoratori siciliani. Si creino quindi le condizioni per un reale rilancio della Sicilia”.
Ancora, “alla territorialità è necessario che si abbini anche il principio della storicità, l’azienda deve avere una tradizione locale. Bisogna cioè scongiurare il rischio di operazioni meramente speculative”. Per gli industriali “gli investimenti” devono essere “realmente rivolti alla crescita”, dunque “devono essere vincolati a obiettivi di trasformazione e innovazione digitale, al consolidamento delle strutture e al mantenimento dei livelli occupazionali. Solo così il grande impregno finora manifestato dalla Regione non sarà vano”.
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Granelli “Innovazione per reagire alla crisi Covid”
“Usciremo da questa crisi con un terzo delle aziende in grandi difficoltà, quindi a rischio chiusura”. Lo ha detto Marco Granelli, presidente di Confartigianato, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di stampa Italpress.
“Il Covid – ha spiegato – ha colpito duramente un po’ tutti i nostri settori. Se dovessimo fare una classifica su quali sono più in difficoltà, direi il settore della moda, dei mobili, della creazione degli eventi, la filiera legata alla ristorazione e al turismo. È stato un colpo assai duro ma stiamo cercando in qualche modo di tenere perché noi artigiani abbiamo nel Dna una capacità di adattamento e di resilienza che abbiamo messo in campo”.
Per Granelli, quindi, dalla pandemia “si esce non piangendosi addosso”. “Bisogna interpretare questo nuovo corso dell’economia che sta venendo avanti – ha proseguito – all’insegna di una innovazione e una competenza alta. Oggi non è più ammesso essere troppo generalisti. Innovazione, oltre alla tecnologia, vuol dire anche competenza e formazione continua”.
Nei giorni scorsi, il presidente di Confartigianato ha incontrato il premier, Giuseppe Conte. “E’ stato un incontro all’insegna dell’attenzione e della disponibilità”, ha spiegato Granelli.
“E’ stata una bella chiacchierata – ha continuato – che ha anche messo al centro le tematiche per cui ci battiamo. Siamo partiti da argomenti che tutti i giorni hanno a che fare con le nostre aziende, specificatamente il superbonus. Sembrerebbe un tema che può appartenere solamente all’edilizia, in realtà smuove tante altre realtà come legno, plastica, arredo, materie prime”. “E’ un vantaggio duplice: dà respiro al comparto dell’edilizia e consente – ha aggiunto – di rinnovare il patrimonio immobiliare. Per potere avere una ricaduta positiva dovrebbe essere esteso almeno fino al 2023. Mi è stato anticipato – ha continuato – che arriverà al 2022 però con la possibilità che chi ha iniziato un lavoro può ultimarlo nel 2023 e usufruire degli stessi benefici”. Per Granelli è comunque necessario che “diventi una riforma strutturale”.
“Nel collegato alla legge di bilancio – ha aggiunto in riferimento alle altre richieste – abbiamo chiesto espressamente di rivedere la legge quadro dell’artigianato perché noi oggi siamo ghettizzati in un limite dimensionale. Vorremmo essere riconosciuti, come in tutta Europa, con un limite dimensionale che dica che è impresa artigiana quella fino a 49 addetti. Dovremmo essere riconosciuti anche per quello che esprimiamo, per la qualità dei prodotti che abbiamo, per le eccellenze soprattutto in ambito manifatturiero”.
Per Granelli in Italia c’è “un sentimento generale anti-impresa. Oggi – ha proseguito – chi si mette a fare un’attività imprenditoriale si sente molto solo e si sente di combattere contro tante iniquità”, ha spiegato facendo riferimento anche alla burocrazia. Secondo il presidente di Confartigianato, di fronte alle nuove sfide del futuro e, in particolare del digitale, occorre “giocare su due livelli”, ovvero quello di “ricorrere alle nostre botteghe artigiane” per “sostenere le comunità” e allo stesso tempo “allargare un mercato” rivolgendosi anche a un ambito internazionale.
“Stiamo vivendo – ha aggiunto – un’economia di standardizzazione. L’artigianato è riconosciuto come il driver che potrebbe far tornare la personalizzazione, con un elemento di distinguo in un mercato sempre più competitivo e internazionale”. Inoltre, il “vero valore” che c’è nelle aziende è, per Granelli, “il patrimonio umano”. “Abbiamo persone – ha spiegato – che entrano a lavorare con noi in azienda una volta finita la scuola e sono ancora con noi quando vanno in pensione”.
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Ferrero, in Italia il fatturato sale a 1,5 miliardi
ALBA (CUNEO) (ITALPRESS) – Le società del Gruppo Ferrero in Italia hanno approvano i bilanci civilistici al 31 agosto 2020. Il fatturato è in crescita per la società Ferrero Commerciale Italia a 1.527,1 milioni di euro. Confermata la centralità dell’Italia in termini di investimenti industriali. Nell’esercizio sono stati infatti investiti 125 milioni di euro nei 4 poli produttivi (Alba, Pozzuolo Martesana, Sat’Angelo dei Lombardi e Balvano).
“Ferrero S.p.A. e le quattro società controllate in Italia hanno garantito difesa e stabilità del livello occupazionale, in virtù della priorità data alle risorse umane e ai valori della Responsabilità Sociale d’Impresa che, da sempre, caratterizzano ed ispirano la cultura del Gruppo – si legge in una nota -. Sul fronte del lavoro, in particolare, l’organico medio al 31 agosto 2020, aggregando il dato della Ferrero S.p.A. e quello delle quattro Società controllate, risulta pari a 6.374 unità, in incremento rispetto al dato medio dell’esercizio precedente di 141 unità. L’organico puntuale al 31 Agosto 2020 risulta pari a 7.043 risorse”.
“Ferrero ha altresì confermato il suo significativo impegno verso la comunità ed il territorio di appartenenza tramite le attività della Fondazione Ferrero di Alba, promuovendo molteplici iniziative nel campo sociale, culturale ed umanitario. Ed è stato ulteriormente sostenuto il programma “Kinder Joy of Moving”, dedicato alla diffusione della pratica dell’attività sportiva tra i più giovani”, prosegue la nota.
L’andamento gestionale della società Ferrero Commerciale Italia S.r.l, nell’arco del periodo 1 Settembre 2019 – 31 Agosto 2020, ha registrato una crescita delle vendite sul mercato nazionale del 3,5% a valore, con un fatturato al 31 Agosto ’20 di 1.527,1 milioni di euro (vs 1.475,5 al 31 Agosto ’19). La performance delle vendite (sell-out) sul mercato nazionale (distribuzione moderna, negozi tradizionali e discount) dell’insieme dei prodotti Ferrero è stata caratterizzata da una crescita sia a valore che a volume, con relativi incrementi delle quote di mercato.
“E’ stato fondamentale per questo risultato il contributo del brand Nutella, sia con la classica crema spalmabile che con il nuovo Nutella Biscuits”, prosegue la nota.
Ferrero Commerciale Italia S.r.l., attiva nell’ambito della distribuzione e della vendita di prodotti dolciari ed affini sul mercato italiano, nonchè della gestione delle attività di marketing, ricerche di mercato ed assistenza clienti ha realizzato un utile d’esercizio di 36,3 milioni di euro in crescita di 1,2 milioni di Euro.
In materia di investimenti produttivi, l’azienda ha confermato il proprio impegno nel contesto italiano investendo nell’esercizio tramite Ferrero Industriale Italia S.r.l. 125 milioni di euro in beni materiali. Osservando gli ultimi 10 anni di attività nel solo perimetro nazionale, gli investimenti realizzati dal Gruppo Ferrero sul territorio si attestano a 1,2 miliardi di euro in Italia.
Ferrero Industriale Italia S.r.l., attiva attraverso i 4 stabilimenti italiani di Alba, Pozzuolo Martesana, Balvano e Sant’Angelo dei Lombardi, nella lavorazione e trasformazione di materie prime in prodotti finiti nonchè nella gestione dei rapporti con i terzisti e dei controlli inerenti la qualità, al 31 agosto 2020 ha realizzato un fatturato pari a 678,1 milioni di Euro (+ 8,9% Vs 31 Agosto ’19) ed un utile dell’esercizio di 50,7 milioni di Euro in crescita di 7 milioni di euro.
Ferrero Management Services Italia S.r.l., attiva nell’ambito dei servizi di natura amministrativa, di finanza e controllo, legali e di gestione del personale al 31 agosto 2020 ha realizzato un fatturato pari a 64,8 milioni di euro (-1% Vs 31 Agostò19) ed un utile dell’esercizio di 1,7 milioni di euro in linea con il precedente esercizio.
Ferrero Technical Services S.r.l., attiva nell’ambito dello svolgimento di attività di natura tecnica ed informatica, nella fornitura di servizi di ingegneria, di sviluppo packaging, di organizzazione e coordinamento dei processi documentali e di sviluppo dei sistemi di produzione al 31 agosto 2020 ha realizzato un fatturato pari a 206,1 milioni di euro (-30% Vs 31 Agosto ’19) ed un utile dell’esercizio di 13,2 milioni di euro in decrescita di 5,7 milioni di euro.
FERRERO S.p.A., holding delle attività italiane, ha generato un utile d’esercizio di 223,3 milioni di Euro in crescita di 1,1 milioni di Euro
Ferrero S.p.A. ha infine nominato il Consiglio di Amministrazione. Bartolomeo Salomone viene confermato presidente e il CdA, è composto anche da Alessandro d’Este, Gian Mauro Perrone, Bruno Ferroni, Massimo Micieli e Gian Luca Bassi.
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Aperta al traffico la ss79bis “Ternana” tra Umbria e Lazio
Anas (Gruppo FS Italiane) ha aperto al traffico l’asta principale dell’ultimo tratto della strada statale 79bis “Ternana”, che rende interamente fruibile l’itinerario Terni-Rieti, alla presenza della Ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli e del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio. Il tratto aperto è lungo circa 3 chilometri e collega la galleria “Valnerina” (lato Umbria) e la galleria di Montelungo (lato Lazio). Il tracciato comprende il ponte sul fiume Velino, lungo circa 500 metri e realizzato con una struttura mista acciaio/cemento armato, e un viadotto a due campate per lo scavalco della viabilità secondaria. “L’odierna apertura – ha affermato l’Amministratore Delegato di Anas Massimo Simonini – è il risultato del forte impegno di Anas e del MIT per includere nell’intervento del lotto laziale anche il completamento del tratto umbro, i cui lavori erano stati interrotti dal 2017 a causa del fallimento dell’impresa esecutrice. Lo sblocco del cantiere ha evitato il rischio di un’opera incompiuta e ci ha consentito di completare l’itinerario Terni-Rieti, che garantisce agli utenti notevoli risparmi sia in termini di tempi di percorrenza che di costi di trasporto”. I lavori, per un investimento di oltre 20 milioni di euro, riguardano anche la realizzazione dello svincolo di Piediluco e una serie di rami secondari per i collegamenti con la viabilità locale, i centri abitati e l’esistente stazione ferroviaria, che saranno ultimati da Anas nella primavera 2021. Inoltre è in fase di completamento una galleria artificiale. La sezione stradale dell’ultimo tratto della Terni-Rieti è a carreggiata unica, con una corsia per senso di marcia, per una larghezza complessiva di 10,5 metri. Il transito sarà provvisoriamente consentito a velocità ridotta fino al termine del cantiere.
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Immobili, intesa Fiaip-Permicro–Auxilia per favorire accesso al credito
FIAIP, Auxilia Finance e PerMicro hanno siglato un’intesa per favorire l’accesso al credito a soggetti in situazione di “vulnerabilità economica finanziaria”, esclusi oggi dal sistema bancario perché senza garanzie reali, ai quali si intende dare un’opportunità per affrontare situazioni di emergenza abitativa o di necessità per spese legate all’acquisto o locazione di immobili per uso abitativo o commerciale.
“Secondo il Rapporto Annuale 2020 dell’ISTAT, la pandemia in corso si è innestata su una situazione sociale con forti e crescenti disuguaglianze, dichiara il Fondatore di Auxilia Finance Paolo Righi. Tali disuguaglianze pesano molto sulle opportunità individuali, sulla partecipazione al mercato del lavoro, sui nuclei famigliari. Sulle famiglie grava anche una certa vulnerabilità finanziaria causata da un sistema produttivo che potrebbe essere fortemente impattato dalla crisi di liquidità determinata dal lockdown. Nell’attuale situazione economico finanziaria, le imprese e le associazioni, hanno il dovere di trovare soluzioni a favore dei più deboli, con questo accordo e con spirito di servizio Auxilia e Fiaip, grazie a PerMicro, scendono in campo a favore delle fasce deboli della società”.
“Siamo estremamente orgogliosi di questa nuova collaborazione con Fiaip e Auxilia Finance. Una collaborazione nata per rispondere alla aggravata emergenza abitativa che le famiglie stanno subendo nel nostro paese, conseguenza della crisi sanitaria legata al Covid, e per supportare startup e piccole attività imprenditoriali. PerMicro è da sempre vicina e vuole continuare ad essere al fianco delle famiglie e dei loro bisogni primari legati alla casa, alla salute, alla scuola e al lavoro. Grazie a questa intesa, contiamo di raggiungere un numero molto più elevato di giovani, nuclei familiari e piccoli imprenditori e professionisti; nonché di aiutarli attraverso i nostri piccoli finanziamenti e servizi di microfinanza a superare questa fase così difficile della nostra vita”, afferma l’amministratore delegato di PerMicro, Benigno Imbriano.
“L’accesso alla locazione per le famiglie in difficoltà, l’accesso al credito per i giovani che intendano avviare una nuova attività, sono problemi che attanagliano la nostra società, con questo accordo con PerMicro, vogliamo fornire a chi in questo momento è in difficoltà, una possibilità per affittare un’abitazione o gestire situazioni di difficoltà – sottolinea Gian Battista Baccarini, presidente nazionale della FIAIP – ritengo questo accordo fondamentale per cercare di ricucire quel tessuto sociale che a causa della pandemia ha subito profonde lacerazioni”.
“Attraverso il microcredito e l’accordo siglato con Fiaip e PerMicro intendiamo supportare i soggetti più vulnerabili e piccole e medie imprese e professionisti già titolari di partita IVA. Cresce sempre più nel Paese il numero dei soggetti costretti a tenere chiuse le proprie attività, anche durante le festività. La pandemia – dichiara Roberto Bassani, direttore generale di Auxilia Finance – ha messo in difficoltà molti giovani negozianti, professionisti e tante partite Iva che non riescono più a pagare le rate delle locazioni commerciali, non avendo fra l’altro avuto accesso né ad aiuti né a sgravi fiscali”. Tra i prodotti oggetto dell’accordo tra Fiaip, PerMicro e Auxilia Finance finanziamenti ai privati e alle famiglie e finanziamenti alle imprese, ditte individuali, free-lance.
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Torino, colazione garantita per i senzatetto a Natale e Santo Stefano
TORINO (ITALPRESS) – Una coperta, una sostanziosa colazione in un packaging speciale e un caffè caldo è ciò che riceveranno i senzatetto di Torino la mattina di Natale e quella di Santo Stefano. Ci pensano Reale Mutua con una coperta, Lavazza, con il caffè e Gerla, con una scatola di panini e muffin. Un progetto rivolto alla grande famiglia torinese di senzatetto dei quali si prende cura da anni Specchio dei Tempi tramite Casa Santa Luisa di via Nizza. I senzacasa che non andranno di persona in via Nizza, riceveranno il dono direttamente in strada dalle mani dei volontari vincenziani di Casa Santa Luisa. Si stima che beneficeranno di questi pasti circa 250 persone per un totale di 400 colazioni per le due mattine di Natale e Santo Stefano.
“Quella dei senza fissa dimora è un’emergenza nell’emergenza – ha detto Virginia Antonini, Direttore Sostenibilità e Comunicazione Istituzionale di Reale Group -. Convinti che la collaborazione con partner di eccellenza sia alla base di qualsiasi strategia di sviluppo sostenibile, insieme a Lavazza, Gerla e Specchio dei Tempi, vagliamo concretamente aiutare chi è più solo”.
“Inclusione, attenzione al territorio e vicinanza alle comunità rappresentano per Lavazza i princìpi che ispirano il senso di responsabilità del Gruppo. Questi valori ci accomunano a Reale Mutua, Gerla e Specchio dei Tempi. E’ importante che realtà appartenenti anche ad ambiti diversi, unite da un obiettivo comune, possano collaborare insieme, supportando le fasce più fragili della popolazione – spiega Mario Cerutti, Chief Institutional Relations & Sustainability Officer del Gruppo Lavazza”.
“Da oltre sei anni Specchio dei tempi è vicino a Casa Santa Luisa. In questo lasso di tempo abbiamo offerto quasi 300.000 colazioni ai senza tetto della città, insieme a tutta una serie di servizi che spaziano dalle docce agli indumenti, ai medicinali, all’assistenza. In queste festività abbiamo messo volentieri a disposizione il nostro staff operativo per aggiungere qualcosa in più alle quotidiane colazioni. Perchè sia Natale per tutti”. Ha dichiarato Lodovico Passerin d’Entreves, Presidente di Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi.
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Innovazione e sostenibilità nuove priorità per aziende e Ceo italiani
MILANO (ITALPRESS) – C’è chi punta sulle nuove forme di energia come l’idrogeno, chi sulle piattaforme per sviluppare portafogli sostenibili, c’è chi punta ad azzerare l’utilizzo di carbonio e chi scommette sulla mobilità elettrica. Sempre più grandi gruppi e sempre più amministratori delegati vedono un solo futuro possibile, quello sostenibile e innovativo. E così la parola sostenibilità, declinata in vari aspetti, da quelli ambientali a quelli di governance sta pian piano prendendo sempre più spazio all’interno delle strategie aziendali.
Il primo settore chiamato direttamente in causa è quello dell’energia, considerato da molti uno dei principali nemici dell’ambiente. In questo senso tutte le grandi società italiane, Eni, Enel e Snam, hanno attivato programmi e protocolli per trasformare in tempi rapidi i rispettivi business.
Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel è da poco diventato anche presidente dell’Administrative Board di Sustainable Energy for All (SEforAll) ed era tra i firmatari della lettera congiunta mandata da alcuni ceo dei più grandi gruppi industriali alle istituzioni Ue (Consiglio, Parlamento e Commissione Europee) per sostenere la ripresa dell’economia e il piano Next Generation Eu, in un’ottica di crescita sostenibile nel lungo periodo.
In concreto, Enel prevede di completare il percorso di decarbonizzazione in tempi più rapidi di quanto previsto da molti e ha già lanciato sul mercato bond legati agli obiettivi delle Nazioni Unite. In parallelo c’è l’impegno di Snam. Nell’ambito del proprio piano di investimenti da 6,5 miliardi al 2023, il gruppo guidato da Marco Alverà ha destinato 1,4 miliardi al programma “SnamTec” (dove Tec sta per “Tomorrow’s energy company”) con iniziative per incrementare la sostenibilità delle proprie attività e per dare impulso ai nuovi business green come mobilità sostenibile, efficienza energetica e biometano.
Proprio Snam insieme a Diasorin, Iren e Sesa è stata al centro dell’evento “Italian Champions for sustainability” organizzato all’inizio di dicembre da Equita, nel corso del quale Snam ha illustrato il suo ruolo ormai centrale nella strategia nazionale italiana per la transizione energetica verso fonti di energia alternativo come l’idrogeno.
Spesso però parlare di sostenibilità implica andare di pari passo con l’innovazione. Banca Generali, in teoria appartenente a un settore conservatore come quello finanziario, ha comunicato a fine anno uno spaccato delle sue attività in campo Esg, mostrando come il segmento delle soluzioni di investimento sostenibile sia in costante crescita: 200 strumenti certificati Esg all’interno della gamma offerta e masse totali investite in soluzioni legate alla sostenibilità salite a 4,5 miliardi, ossia oltre il 13% delle masse in risparmio gestito. In parallelo, l’istituto guidato da Gian Maria Mossa, sta accelerando sulle soluzioni fintech.
In particolare, con una piattaforma digitale che sviluppa portafogli in linea con gli obiettivi di sostenibilità del risparmiatore, scegliendo tra i prodotti che investono nei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 come sicurezza alimentare, azzeramento povertà, migliore istruzione. Il risultato è stato che MSCI Esg Rating ha alzato il giudizio sulla società da BB a BBB. Sempre sul fronte dell’innovazione la società guidata da Mossa da anni opera attivamente per affermare un modello di open banking sempre più solido. Da una parte il lancio di Bg Saxo con due piattaforme all’avanguardia per operare nel mondo del trading, dall’altra l’ingresso nel capitale nella fintech Conio che la banca private ha annunciato pochi giorni fa e che le consentirà di allargare la propria proposta digitale per offrire servizi di custodia, negoziazione e reporting, focalizzati sulle criptovalute.
Difficilmente però si trovano campi che abbinano i due concetti di innovazione e responsabilità come il mondo delle auto elettriche, che sono una delle frontiere sulle quali è pronta a investire Stellantis, ossia la holding nata dall’unione di FCA e PSA. Il presidente del gruppo sarà John Elkann mentre il ceo sarà Carlo Tavares ed entrambi hanno già reso noto che il nuovo colosso dell’automobile non rallenterà, ma anzi accelererà sullo sviluppo di piattaforme per la realizzazione di auto elettriche (ne sono previste 3, due provenienti da Psa e una da Fca). Una scelta che non solo porta Stellantis verso un futuro sostenibile, ma che secondo un’indagine realizzata dalla Camera di Commercio di Torino in collaborazione con Anfia e Università Cà Foscari di Venezia potrebbe dare una spinta anche al settore automobilistico italiano.
L’elenco dei manager che puntano su sostenibilità e responsabilità sociale per fortuna non è così corto come sarebbe stato 10 anni fa.
Anzi, c’è qualcuno che per certi versi è stato pioniere di questi concetti, calati nel pieno della sua realtà aziendale ed è Brunello Cucinelli, che peraltro nonostante una spiccata propensione al mondo esg ha realizzato negli anni risultati in crescita. Il modello di business lo definisce lui stesso “sostenibilità della crescita e profittabilità sana”, modello che per l’imprenditore è un tratto distintivo dell’azienda. Il gruppo è diventato così un “caso” nel mondo della moda, per come è stato tra i primi a limitare l’impatto di un settore tra quelli potenzialmente più dannosi per l’ambiente, dal massiccio impiego di prodotti chimici, al rilascio di quantità significative di CO2, al consumo di energia diretta dei macchinari utilizzati nella lavorazione delle materie prime, fino all’impiego intensivo di fibre come lana e cotone.
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