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Arditti “Occidente sotto assedio, peso della ricchezza si è spostato”

MILANO (ITALPRESS) – L’attacco ai Paesi dell’Occidente e ai loro sistemi democratici è il tema principale del libro di Roberto Arditti “Rompere l’assedio. L’Occidente si salva solo se capisce le vere sfide del nostro tempo”. L’autore è direttore editoriale di Formiche.net, ed è stato intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. Un’intervista in cui Arditti si è espresso sulle ragioni, sulle cause e sulle dinamiche per cui le Nazioni occidentali si trovano sotto assedio: “Quello che intendo per Occidente è semplice: sono le Nazioni in cui la selezione della classe dirigente avviene attraverso elezioni in cui l’esito non è predeterminato, il potere è contendibile e il ricambio della classe dirigente è frequente. La gestione del potere è la cartina al tornasole più rilevante per una governance democratica. Come Occidente siamo sotto assedio perchè le democrazie che hanno guidato la comunità internazionale per lungo periodo lo hanno fatto perchè erano le aree più ricche del mondo. In questo primo quarto di secolo i pesi delle ricchezze si sono spostati: oggi gli Usa rappresentano soltanto il 16 per cento del Pil mondiale. Questo spostamento si è verificato verso Nazioni e sistemi che non considerano lo stesso nostro modo di gestire il potere: queste Nazioni guardano con ostilità verso quelle democrazie capaci di infettare e condizionare la piramide perfetta del potere che in quei Paesi si basa sulla coercizione. La nostra idea di libertà viene vissuta come minaccia e per questo hanno deciso di reagire”.
Uno dei modi con cui le democrazie occidentali vengono attaccate, secondo Arditti, è la circolazione del fentanyl, che verrebbe addirittura tollerata da alcune autorità statuali: “Il fentanyl è una medicina di grande efficacia per la terapia del dolore quando gli altri farmaci non sono efficaci: è un farmaco potentissimo, che arriva a cinquanta volte l’efficacia della morfina. Ma da un pò di anni esiste una versione illegale, molto più pericolosa, gestita dalle organizzazioni della malavita – la cui più importante sono i cartelli messicani dei narcotrafficanti – che hanno invaso il mercato americano con pastiglie o polveri a pochi dollari e che hanno fatto negli ultimi dieci anni circa 800mila morti. Il fentanyl illegale è un prodotto di sintesi chimica, tutto di laboratorio: i materiali chimici (i cosiddetti precursori) con cui si fanno le varie versioni del fentanyl sono tutti di produzione cinese, nonostante in Cina venga represso in tutti i modi ogni tentativo di farlo circolare. Ciononostante vanno direttamente nelle centrali e nei laboratori dei narcos e del Centro America e così invadono il mercato di tutte le nostre democrazie passando attraverso l’America, come un assedio alla stabilità della popolazione. Non abbiamo evidenza precisa che venga organizzato e gestito dalle autorità statuali, ma siamo certi che questo traffico in esportazione venga tollerato”.
La questione dei migranti è un altro dei temi centrali delle posizioni di Arditti: “Se c’è una persona che parte da un Paese sfortunato e riesce ad arrivare in una Nazione più fortunata, quella persona dobbiamo accoglierla e aiutarla. Se invece di una persona ne abbiamo davanti mille, bisogna ragionare su come si può gestire l’aiuto. Se anzichè mille sono un milione, la questione cambia colore: la sinistra e il mondo cattolico dovrebbero fare più attenzione su questo tema. La sensibilità della gente ormai è chiara in tutta Europa: basterebbe girare per alcuni quartieri anche dell’Italia per capire come stanno cambiando le cose, non in meglio. Noi non possiamo trattare un flusso di milioni di persone come dei casi singoli. Cinque milioni sono diversi da dodici milioni: se dodici milioni è una questione umanitaria, cinque milioni è una questione di costi di gestione, welfare, criminalità che entra, possibilità di integrazione”.
Infine, Arditti si rivolge alla futura classe dirigente europea, in vista di quello che accadrà successivamente alle prossime Elezioni Europee: “L’Europa vive le sue contraddizioni, ma io non dico che è un disastro. L’Europa ha reagito alla pandemia ed è un’Europa in cui convivono le posizioni di Macron e di Orban: non è una tragedia, è il senso di una comunità che cerca di stare assieme e tutto sommato ci riesce in modo più che dignitoso. Quella che abbiamo davanti è un’Europa che ha bisogno di comprendere alcuni dossier, tra cui la difesa della sicurezza e dell’intelligence che hanno bisogno di investimenti, regia, governance e di una capacità autonoma. Secondo me, la Nato andrebbe estesa aprendola a Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Australia, Argentina, Israele. Un’alleanza che dovrebbe avere due pilastri, due teatri militari: gli americani e gli altri si occupino del Pacifico e di altre zone del mondo compreso il Medio Oriente; gli europei e i mediterranei dovrebbero gestire invece i territori europei. Questa è la sfida che deve vincere la nuova classe dirigente europea”.

– Foto Italpress –

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Vincenzo Italiano è il nuovo allenatore del Bologna

BOLOGNA (ITALPRESS) – Sarà Vincenzo Italiano a raccogliere l’eredità di Thiago Motta. Ufficiale l’arrivo sulla panchina del Bologna del tecnico originario di Karlsruhe, classe 1977, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2026. Italiano, nel corso della sua carriera da allenatore, ha guidato Trapani, Spezia e Fiorentina. Con i siciliani ha ottenuto una promozione in serie B, poi ha portato i liguri in A, mentre con i viola ha ottenuto due qualificazioni alla Conference League raggiungendo poi altrettante finali, oltre a una finale di Coppa Italia. Il club felsineo fa sapere che sarà presentato ufficialmente alla stampa nel corso della prossima settimana.
– foto Ipa Agency –
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Emirati Arabi, all’Ambasciata italiana l’Excellence Award

ROMA (ITALPRESS) – L’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi ha ricevuto il premio Excellence Award del Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti.
“E’ un premio di eccellenza conferito all’ambasciata italiana ad Abu Dhabi per il livello delle relazioni bilaterali tra i due paesi”, ha spiegato all’Italpress Lorenzo Fanara, ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti. “E’ il frutto di un lavoro collettivo – ha continuato – dell’ambasciata e di tutto il sistema Italia, sia negli Emirati ma anche a Roma, un sistema guidato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni. E’ un premio che riconosce all’ambasciata e a tutto il sistema Italia di aver raggiunto un’eccellenza nei rapporti bilaterali. Le nostre relazioni sono davvero a un livello eccezionale”.
A ritirare il riconoscimento è stato proprio l’ambasciatore Fanara. “E’ stato molto emozionante perchè è stato consegnato personalmente dal ministro degli Esteri Abdullah bin Zayed Al Nahyan in una sala del ministero piena di ministri, sottosegretari e di tutta la diplomazia emiratina”, ha spiegato.
“E’ il riconoscimento – ha aggiunto Fanara – di un lavoro svolto da mesi e, soprattutto, è anche un segnale di fortissima attenzione alle relazioni tra i due governi. Questo, tra l’altro, è dimostrato dal fatto che in 18 mesi negli Emirati abbiamo organizzato 18 visite di esponenti del governo italiano, tra cui due missioni del presidente del Consiglio”.
Diverse sono, infatti, le iniziative organizzate negli Emirati Arabi. Tra queste i concerti di opera lirica con il teatro alla Scala di Milano in trasferta a Dubai e le celebrazioni per il centenario di Giacomo Puccini con un “grande concerto ad Abu Dhabi con più mille persone”, ha ricordato Fanara. “Abbiamo celebrato anche – ha aggiunto – la Festa della Repubblica con 1.300 persone e con la presenza di Serena Autieri”.
“A dimostrazione della profondità e dell’eccellenza dei nostri rapporti – ha concluso l’ambasciatore – il presidente emiratino Mohamedbin Zayed è stato invitato a prendere parte al Summit G7 che si terrà in Puglia”.

– Foto Ambasciata Italiana ad Abu Dhabi –

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Migranti, Meloni “In Albania centri operativi da agosto”

ROMA (ITALPRESS) – “Il complesso dei due centri” in Albania “sarà operativo dal 1° agosto del 2024”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa col premier albanese Edi Rama dopo la visita al centro per migranti di Shengjin.
“C’è chi ha sollevato le obiezioni sui tempi e sulla operatività dei centri, sui quali ci sarebbe un ritardo: è un pò curioso, perchè prima ci accusano di voler creare Guantanamo e poi si lamentano per i tempi di costruzione di Guantanamo…”, ha sottolineato.
“A sette mesi dalla firma dell’accordo” con l’Albania “siamo qui per annunciare il completamento della prima struttura, quella di Shengjin, che assolverà le funzioni tipiche dei centri di prima accoglienza, cioè gli hotspot che chiaramente ci sono anche in Italia e che sono dedicati ai migranti che vengono soccorsi e sbarcati”, ha spiegato Meloni.
“Qui si effettua lo screening sanitario, l’identificazione, il fotosegnalamento e la formalizzazione della domanda di protezione internazionale – ha proseguito -. Al porto di Shengjin potranno sbarcare solamente migranti salvati in acque internazionali da navi italiane, mentre non saranno portati in Albania soggetti vulnerabili, ovvero minori, donne, anziani e persone fragili”.
“Non stiamo spendendo risorse aggiuntive, stiamo facendo un investimento: facendo un rapido calcolo, con l’attuale capienza di questi centri a pieno regime, considerando i migranti che non vengono accolti in Italia, risparmieremo 136 milioni”, ha detto ancora il presidente del Consiglio.
“Non posso non cogliere questa opportunità per esprimere tristezza su tante mezze verità che sono state dette dai media italiani, servizio pubblico incluso, sull’Albania, con il chiarissimo intento di gettare fango su questo paese, per attaccare l’accordo di cooperazione tra i due governi nella lotta contro l’immigrazione clandestina”, ha detto Rama.
“La Procura speciale contro il crimine organizzato ci ha rassicurato che il cuore malavitoso non esiste nè in quest’area, nè in altre aree dell’Albania dove certamente agiscono dei gruppi criminali ma, sempre secondo la procura speciale che fa parte della rete di Eurojust, non ci sono i presupposti per parlare di una mafia albanese, concetto molto usato ultimamente per buttare fango sull’Albania”, ha sottolineato.
“Ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà da amici in Italia e nel mondo davanti al fiume di fango scatenato verso l’Albania e verso il nostro governo, che avrà tutti i peccati ma mai ha avuto un solo giorno di pace nella lotta contro la criminalità e la corruzione”, nè si è girata “dall’altra parte”. Rama ha ricordato che “l’Italia è stata utile all’Albania molte volte” e si è detto “fiero” che l’Albania possa essere “utile all’Italia: raccogliamo questa opportunità e lo facciamo con il cuore e con la convinzione che il mare tra Italia e l’Albania non è uno spazio che ci divide, ma è uno spazio che ci unisce”.

– Foto screenshot da video Palazzo Chigi –

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Da venerdì a Folgaria gli Assoluti di ginnastica ritmica

FOLGARIA (TRENTO) (ITALPRESS) – Le stelle della ginnastica ritmica tornano a brillare sulle cime del Trentino nella sfida tra le migliori individualiste per i titoli della 54ª edizione dei campionati italiani assoluti, in programma al Palasport di Folgaria da venerdì a domenica. Un weekend ricco di grande ginnastica, che vedrà protagoniste anche tante squadre, provenienti da tutto il Paese, nelle finali dei Campionati d’insieme Allieve, Giovanile e Open. Lo spettacolo sarà garantito, per il quinto anno consecutivo – l’esordio sulla ‘montagna dei campionì risale al 2020 – dall’organizzazione della Federazione Ginnastica d’Italia in collaborazione con la società locale Gym Club Ala e con l’Azienda per il Turismo Alpe Cimbra, nell’ambito dell’accordo di partnership federale con Trentino Marketing e con il supporto dell’amministrazione locale del Comune di Folgaria.
Saranno 21 le ginnaste che si contenderanno la posta in palio, tra le favorite c’è senz’altro Sofia Raffaeli, vicecampionessa continentale agli Europei di Budapest con la medaglia d’oro alla palla. L’agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato detiene il titolo nazionale da due anni consecutivi, dopo l’ultimo successo di Milena Baldassarri nel 2021.
La compagna di allenamenti alla Ginnastica Fabriano, aviera dell’Aeronautica Militare, ha anch’essa brillato in Ungheria, chiudendo al sesto posto nell’all-around continentale, mentre lo scorso anno, a Folgaria, si era fregiata della medaglia d’argento. Occhio anche alle giovani Viola Sella, terza miglior individualista italiana in carica, e a Tara Dragas che in terra magiara ha contribuito alla piazza d’onore del nostro paese nella classifica del Team Ranking. Come da tradizione, inoltre, verrà assegnato il premio per il “10° Memorial Franco Ruffa” alla società che otterrà i migliori piazzamenti nelle finali d’Insieme Giovanile, Open e in una final eight individuale dell’Assoluto.
La competizione si aprirà venerdì 7 giugno con le qualificazioni dell’Insieme Allieve e a seguire (intorno alle 18.30) con la finale. Poi, dalle 20, prende il via il campionato assoluto che ricalca il programma internazionale e si dividerà in due parti – in vista anche dell’appuntamento con la World Cup di Milano all’Unipol Forum di Assago dal 21 al 23 giugno: cerchio e palla venerdì sera, clavette e nastro il giorno seguente (stesso orario), con l’assegnazione, sabato sera, del titolo 2024 del concorso generale. Sabato 8 giugno andranno in scena anche le qualifiche per le gare di squadra Giovanile e Open. Domenica, infine, si conclude con le finalissime dei due gruppi, Giovanile e Open (alle 9.45) e con le quattro specialità individuali (alle 12.15). la due giorni del completo e le finali per attrezzo degli assoluti, oltre a tutte le finali dei campionati d’insieme, saranno trasmessi sul web in diretta su Sportface Tv.
“Non potrei essere più felice che, per il quinto anno consecutivo, le migliori ginnaste d’Italia tornino a sfidarsi nello splendido scenario di Folgaria, in un connubio perfetto tra le bellezze del territorio dell’Alpe Cimbra e le magie delle ètoile della Ginnastica Ritmica – sottolinea Gherardo Tecchi, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia – Mi auguro che tutti i nostri appassionati, dei piccoli attrezzi e non solo, possano riempire gli spalti del Palaghiaccio, così come non hanno mai mancato di fare nelle precedenti edizioni. Ormai veniamo qui, sulla Montagna dei Campioni, dal 2020 e ci sentiamo davvero a casa. Ringrazio pertanto le amministrazioni locali, Trentino Marketing e l’APT Alpe Cimbra, la delegata provinciale FGI Micaela Baroni e la società organizzatrice, l’ASD Gym Club Ala, per aver realizzato e mantenuto vivo il progetto ideale di sport e turismo”. Gianluca Gatti, presidente dell’Azienda per il Turismo Alpe Cimbra, ribadisce che “l’Alpe Cimbra, che sarà Comunità Europea dello Sport 2025, è orgogliosa di ospitare anche quest’anno a Folgaria i Campionati Nazionali Assoluti e Campionato d’Insieme di ginnastica ritmica. Una manifestazione che da alcune edizioni ha trovato casa sull’Alpe Cimbra e che è pronta ad accogliere le giovani atlete e le loro famiglie. I grandi eventi sportivi saranno anche quest’estate al centro della proposta turistica dell’Alpe Cimbra, a confermare quanto il connubio sport e turismo faccia parte del DNA della nostra destinazione”. “Tra pochi giorni a Folgaria batteranno forte i cuori di centinaia di giovani atlete che, provenienti da tutta Italia, si sfideranno nelle prove dei Campionati Nazionali d’Insieme – aggiunge Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing – Il Trentino promuove da molto tempo lo sport come elemento connaturato a questo territorio. Per questo abbiamo condiviso cinque anni fa con l’Alpe Cimbra la proposta della Federazione Ginnastica di ospitare e organizzare il principale appuntamento dedicato alla ginnastica ritmica in Italia. Un evento sportivo che movimenta numeri importanti fra atlete, dirigenti, accompagnatori e familiari, e dunque un’occasione preziosa di promozione per questo territorio che da sempre esprime una profonda anima sportiva”.
– foto Simone Ferraro – ufficio stampa Federginnastica –
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A Firenze e Fiesole il 28° Premio Fair Play Menarini

ROMA (ITALPRESS) – Un appuntamento imprescindibile per sottolineare ancora una volta come il fair play sia la base per vivere uno sport sano e valoriale. Si è tenuta presso la Sala d’Onore del Coni a Roma la conferenza di presentazione della ventottesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, manifestazione che ogni anno promuove i valori di etica, lealtà e rispetto, e che avrà luogo il 3 e 4 luglio a Firenze e Fiesole. Durante l’evento sono stati anche annunciati i nomi dei premiati che riceveranno il riconoscimento sul palco del Teatro Romano di Fiesole; si tratta di Cesare Prandelli, vice campione d’Europa con la Nazionale 2012; Alessandro Costacurta, vice campione del mondo con l’Italia di Sacchi nel ‘9; Ciro Ferrara, terzo ai Mondiali del ’90 e vice campione d’Europa nel 2000; l’ex campione del mondo del ‘Mundial ’82’ Giuseppe Dossena; Fabio Cannavaro, campione del mondo nel 2006; Marco Belinelli, primo e unico italiano a conquistare il titolo Nba; Gian Paolo Montali, ex commissario tecnico della Nazionale maschile di volley due volte campione d’Europa; Francesca Lollobrigida, oro europeo nel pattinaggio di velocità; Ambra Sabatini, campionessa paralimpica e record del mondo dei 100 metri; Roberto Rigali, vice campione del mondo nella staffetta 4×100; Cesare Fiorio, leggenda del rally; Clemente Russo, idolo della boxe. Presentando il premio, la vice-presidente del Coni, Silvia Salis, ha ricordato che “il fair play è un concetto fondamentale alla base dello sport. Noi ci occupiamo di sport di alto livello, dove comandano i risultati, ma abbiamo una missione morale molto importante, perchè i risultati sportivi sono fatti da persone che ispirano gli italiani e la Nazione. Non sempre lo sport dà il messaggio corretto, lo dà nella maggioranza dei casi, ma la prestazione non deve mai giustificare atteggiamenti di scarso livello morale. Dobbiamo, quindi, farci portatori di questo valore positivo”. E’ intervenuto con un videomessaggio anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha parlato di “evento legato a due parole meravigliose, ‘fair’ e ‘play’, l’essenza, la base e le fondamenta del nostro mondo dello sport. Sono sinceramente grato alla Fondazione Fair Play Menarini per la sua dedizione e il suo impegno”. “Tutti nasciamo con i valori del fair play ben radicati e la vita ci porta a volte a rinunciarci, quando vediamo che il più furbo e più scaltro riesce a vincere e sovrastarci e pensiamo così di adeguarci: questo, però, è uno standard sbagliato”, ha concluso Ennio Troiano, membro del Board della Fondazione Fair Play Menarini.
– Foto Italpress/Spf –
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A Firenze e Fiesole il 28° Premio Fair Play Menarini

ROMA (ITALPRESS) – Un appuntamento imprescindibile per sottolineare ancora una volta come il fair play sia la base per vivere uno sport sano e valoriale. Si è tenuta presso la Sala d’Onore del Coni a Roma la conferenza di presentazione della ventottesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, manifestazione che ogni anno promuove i valori di etica, lealtà e rispetto, e che avrà luogo il 3 e 4 luglio a Firenze e Fiesole. Durante l’evento sono stati anche annunciati i nomi dei premiati che riceveranno il riconoscimento sul palco del Teatro Romano di Fiesole; si tratta di Cesare Prandelli, vice campione d’Europa con la Nazionale 2012; Alessandro Costacurta, vice campione del mondo con l’Italia di Sacchi nel ‘9; Ciro Ferrara, terzo ai Mondiali del ’90 e vice campione d’Europa nel 2000; l’ex campione del mondo del ‘Mundial ’82’ Giuseppe Dossena; Fabio Cannavaro, campione del mondo nel 2006; Marco Belinelli, primo e unico italiano a conquistare il titolo Nba; Gian Paolo Montali, ex commissario tecnico della Nazionale maschile di volley due volte campione d’Europa; Francesca Lollobrigida, oro europeo nel pattinaggio di velocità; Ambra Sabatini, campionessa paralimpica e record del mondo dei 100 metri; Roberto Rigali, vice campione del mondo nella staffetta 4×100; Cesare Fiorio, leggenda del rally; Clemente Russo, idolo della boxe. Presentando il premio, la vice-presidente del Coni, Silvia Salis, ha ricordato che “il fair play è un concetto fondamentale alla base dello sport. Noi ci occupiamo di sport di alto livello, dove comandano i risultati, ma abbiamo una missione morale molto importante, perchè i risultati sportivi sono fatti da persone che ispirano gli italiani e la Nazione. Non sempre lo sport dà il messaggio corretto, lo dà nella maggioranza dei casi, ma la prestazione non deve mai giustificare atteggiamenti di scarso livello morale. Dobbiamo, quindi, farci portatori di questo valore positivo”. E’ intervenuto con un videomessaggio anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha parlato di “evento legato a due parole meravigliose, ‘fair’ e ‘play’, l’essenza, la base e le fondamenta del nostro mondo dello sport. Sono sinceramente grato alla Fondazione Fair Play Menarini per la sua dedizione e il suo impegno”. “Tutti nasciamo con i valori del fair play ben radicati e la vita ci porta a volte a rinunciarci, quando vediamo che il più furbo e più scaltro riesce a vincere e sovrastarci e pensiamo così di adeguarci: questo, però, è uno standard sbagliato”, ha concluso Ennio Troiano, membro del Board della Fondazione Fair Play Menarini.
– Foto Italpress/Spf –
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Volare basso, per Spalletti necessità e virtù

E adesso, Spalletti? Zero davvero? Verrebbe voglia di girare la domanda a Montella che con lui ha diviso vita e 4-2-3-1. Come ci hai visto, Aeroplanino? Voliamo basso, eh. Spallettone è furbo, ha messo dentro Er Più, Calafiori, per farci capire che questo era un allenamento per forze nuove. Per allontanare pronostici velenosi. E infatti mi taccio. Rievoco soltanto – è cerimoniale apotropaico – antiche avventure.
E’ vero – parlo da testimone oculare – che l’Italia Grandi Eventi va bene quando comincia male. Vista a Bologna contro la Turchia, questa Nazionale dovrebbe realizzare un Europeo trionfale. E vincerlo. Non ironizzo, prendo nota di uno stato di tale modestia che non vidi nel ’68 quando – dopo la Corea – vincemmo con l’antimago Valcareggi il torneo continentale con Rivera e Riva tra altre stelle; neppure nell’82, quando la critica ferì gli azzurri del detestato Bearzot spaventati dal Camerun e quelli si fecero campioni del mondo con Conti, Pablito e altre meraviglie; nè nel 2006, quando arrivammo in Germania con la nomea di imbroglioni ma buoni, buonissimi, come Del Piero e Totti che Spalletti ha invitato insieme al Golden Boy a Coverciano: Lippi – pur contestato dagli intellettuali – fece un capolavoro e tutti salirono sul suo carro.
Ma c’è una novità, Spallettone sta bene a tutti, è arrivato con l’aureola presa in prestito da San Gennaro – e da Osimhen – ma ha disposizione quel poco che la scelta esotica dei club lascia alla Nazionale: intorno a Chiesa, l’unico crack riconosciuto, peraltro sostituito da Zaccagni, solo un gruppo di Bravi Ragazzi; Bologna s’aspettava Orsolini, ma l’Orso non era in serata, l’ha sostituito Cambiaso. Presente una discreta difesa, chi fa gol?
Quasi-gol tanti, almeno quando i radiotelecronisti gridano Rete…gui! Inutilmente invocato dai bolognesi che Spalletti ha chetato offrendogli Raspadori, enfant du pays. Senza emozioni. Al punto che i turchi di Montella – mai vittoriosi con l’Italia – si fanno audaci anche e soprattutto con i “nostri” Chalanoglu, Yldiz e Celik. Dopo una qualificazione brillante sono parsi in buona forma rispetto ai logorati azzurri che ho visto spenti anche psicologicamente, poco guerrieri, privi di un trascinatore e a pochi giorni dall’inizio del Mondiale alleva tristi pensieri anche l’Albania.
[email protected]
(ITALPRESS).