In questa edizione:
– Pil, previsioni Istat -8,9% nel 2020 e +4% nel 2021
– Bce, con la pandemia aumentano i pagamenti elettronici
– Ue, spesa sanitaria 9,9% del Pil
– DL ristori quater, scadenza Imu non prorogata
In questa edizione:
– Pil, previsioni Istat -8,9% nel 2020 e +4% nel 2021
– Bce, con la pandemia aumentano i pagamenti elettronici
– Ue, spesa sanitaria 9,9% del Pil
– DL ristori quater, scadenza Imu non prorogata
“Non è possibile affrontare questa seconda ondata dell’epidemia con l’improvvisazione istituzionale. La Sicilia rischia di uscire devastata dall’incapacità cronica di affrontare seriamente, con efficienza e programmazione, l’emergenza Covid come altre situazioni emergenziali già sperimentate in passato”. Lo afferma in una nota l’europarlamentare della Lega Francesca Donato. “Ciò che è sotto gli occhi di tutti – continua la deputata europea del Carroccio – è che a otto mesi dall’inizio della pandemia tutti i livelli istituzionali hanno dimostrato di non saper pianificare una vera strategia di gestione del fenomeno orientata a dotare il Paese e la Sicilia in particolare di un sistema sanitario all’altezza della situazione, ma si sono limitati a sfornare una sequela di interventi disorganici e spesso inutili, reiterando chiusure e divieti senza saper, per converso, fornire il necessario supporto economico e sociale alle categorie colpite ed ai più svantaggiati”.
L’eurodeputata leghista focalizza poi la sua attenzione sulla Sicilia: “nell’Isola emergenza sanitaria ed economica sono un mix letale che non possono essere gestiti con approssimazione e lentezza. Da mesi leggiamo di piani di sicurezza e rafforzamento delle strutture sanitarie, nonché di supporti economici per famiglie ed imprese, ma ancora oggi è in corso il balletto per le provviste alle piccole e medie imprese, i voucher alle aziende turistiche sono rinviati a data da destinarsi e l’annunciato intervento di riorganizzazione sanitaria stenta a vedere la luce”. “L’attuale crisi economica e sanitaria è senz’altro una sfida gravosa e complessa, che nessuno può ridurre ad una banale incombenza. Il peso delle scelte e delle azioni necessarie è notevole, ma il presidente Musumeci è tenuto a farsene carico con coraggio e maggiore determinazione. Serve cambiare passo sul fronte dell’organizzazione degli interventi nella sanità dando più peso al Cts siciliano e una maggiore sollecitudine della Regione nell’erogazione degli aiuti alle attività produttive siciliane”, conclude Donato.
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi tre mesi, la parola “Covid” è stata utilizzata oltre un milione e mezzo di volte dai mezzi di informazione italiani: una media di 16.231 citazioni al giorno, 11 al minuto, una ogni 5 secondi e mezzo. A evidenziare questi dati è il monitoraggio svolto su oltre 1.500 media fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha indagato quali sono state, dal 27 agosto al 27 novembre, le parole più usate in abbinamento con il termine Covid, facendo un confronto con un monitoraggio analogo condotto nel mese di marzo all’inizio dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese.
L’analisi evidenzia come, rispetto ai primi giorni della pandemia, il termine Covid, con 1.525.727 citazioni, ha soppiantato “Coronavirus” che, con meno di un terzo di menzioni (474.122), è al terzo posto. Una voce che nella seconda ondata irrompe nel lessico dei media è “terapia/e intensiva/e”, in seconda posizione con 1.388.201 citazioni. All’inizio dell’emergenza sanitaria si parlava soprattutto di “contagio/i”, che ora invece è ai piedi del podio (357.955), mentre “tampone/i”, al quinto posto con 280.915 citazioni, guadagna sui media una visibilità maggiore rispetto a marzo.
La classifica stilata da Mediamonitor.it vede “lockdown” (149.102) in sesta posizione, precedendo “scuola/e” (144.196), uno dei temi più “caldi” della prima fase. Nella seconda ondata entra di forza il termine “vaccino” (ottavo, con 104.980 citazioni). La corsa delle case farmaceutiche al siero anti Covid, almeno sui mezzi di informazione, è vinta da AstraZeneca (7.296 menzioni), che precede Moderna (6.512) e Pfizer (5.772). Se però ci si limita alle sole radio e tv, quella che ottiene maggiore visibilità è Pfizer, con 1.746 citazioni a fronte delle 1.681 di AstraZeneca e delle 895 di Moderna.
Se in precedenza erano le ordinanze a tenere banco sui media, oggi si parla principalmente di Dpcm (nono posto, con 87.990 menzioni), mentre si parla di meno di “mascherine/a”, che chiudono la top ten (85.603). A ridosso delle prime dieci classificate troviamo le voci “seconda ondata” (66.210), “quarantena” (61.725), “zona rossa” (53.700), “ordinanza/e” (46.468) e “assembramento” (44.005).
Per quanto riguarda le citazioni delle sole emittenti radiofoniche e televisive, Mediamonitor.it ha rilevato alcune differenze: oltre a “Covid” (49.532 citazioni) e “Coronavirus” (32.575), su radio e tv si parla soprattutto di “contagio/i” (terzo posto, 13.804), “tampone/i” (quarto posto, 9.335) e “scuola/e” (quinto posto, 6.926). Rispetto agli altri mezzi di informazione, ha meno visibilità “terapia/e intensiva/e” (sesto posto, 6.879), ne guadagnano invece le voci “vaccino” (settimo, 5.005), “mascherina/e” (ottavo, 3.959), “quarantena” (nono, 2.681) e “seconda ondata”, decima con 2.518 menzioni.
(ITALPRESS).
“Un provvedimento che metterà definitivamente in ginocchio le attività produttive coinvolte e il settore della cultura e dello spettacolo, già duramente provati dal lockdown di
marzo. Con queste chiusure, di fatto, si consegnerà il Sud alla mafia e all’usura”. Con queste parole l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato, stigmatizza le nuove disposizioni contenute nel nuovo Dpcm del premier Giuseppe Conte.
“Nessun intervento economico a sostegno dei cittadini e delle
imprese in difficoltà è previsto a fronte di questo provvedimento mentre la possibilità, per la maggior parte delle attività coinvolte e all’indotto, di poter sopravvivere a questo
nuovo lockdown, è soltanto una chimera. Assisteremo all’inevitabile chiusura e poi ad una mancata riapertura di migliaia e migliaia di attività commerciali, di ristorazione e di
intrattenimento, con la perdita di altri milioni di posti di lavoro e l’esplosione della povertà a livelli incontenibili”.
“Il governo Conte, ignorando totalmente le richieste delle associazioni di categoria, delle regioni e dell’opposizione, sta colpendo i settori strategici che muovono l’economia del nostro paese, dimostrando al contempo di non aver saputo predisporre in sei mesi un sistema sanitario capace di tutelare i propri cittadini, malgrado il loro comportamento esemplare durante la chiusura totale del primo lockdown e i sacrifici già sopportati.
Dunque, il giudizio sul suo operato e su quello del suo governo è quello di un fallimento totale che, purtroppo, pagheremo chissà per quanti anni”.
“Ciò che più mi preoccupa ora è la prevedibile esplosione della rabbia e della protesta, assolutamente comprensibile, da parte di chi sta subendo tutto ciò, dopo aver investito denaro per adeguarsi alle normative in materia di distanziamento e di tutela della salute. Prepariamoci ad assistere a proteste ancora più dure: il pericolo di un’escalation della tensione sociale è altissimo. Cosa intende fare il governo se i cittadini scenderanno
in piazza a protestare? Reprimere il dissenso con la violenza, come nelle dittature? Sarebbe interessante saperlo”, conclude.
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – A partire dall’1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2023 le transazioni effettuate sul circuito PagoBancomat per pagamenti con importo fino a 5 euro saranno a zero commissioni pagate dalle banche.
L’iniziativa, promossa da Bancomat Spa, coinvolge oltre 35 milioni di italiani e oltre 2 milioni di esercenti “e rappresenta uno stimolo importante per la diffusione dei pagamenti digitali”, si legge in una nota.
Il progetto – che avrà durata iniziale di due anni in linea con il piano Cashless di Governo, suscettibile ad ulteriore estensione – ha l’obiettivo di promuovere l’utilizzo delle carte PagoBancomat per tutte le operazioni nel quotidiano di piccolo importo, fino a 5 euro, annullando le commissioni di circuito e interbancarie.
Bancomat Spa, già al fianco di PagoPa nel piano cashback promosso dal Governo, punta ad ampliare la diffusione e l’accettazione dei micropagamenti, che oggi rappresentano solo il 2,3% delle transazioni, con l’obiettivo di incentivarne l’utilizzo di oltre 7 milioni di italiani attualmente non attivi nelle attività di pagamento digitale, nonchè facilitare l’adozione del POS da parte degli esercenti.
“Rappresentando i tre quarti del mercato di carte di debito in Italia, Bancomat Spa ha un ruolo centrale nella sfida promossa dal Governo che ci vede coinvolti in prima linea sia con PagoBancomat che con Bancomat Pay. L’azzeramento delle commissioni per le Banche per micropagamenti sino a 5 euro per le transazioni PagoBancomat è in linea con il nostro programma di sostegno al rilancio del Paese a cui si aggiungeranno ulteriori iniziative di incentivazione ai pagamenti no cash”, spiega Alessandro Zollo, amministratore delegato di Bancomat Spa.
(ITALPRESS).
“E’ inaccettabile che la Libia chieda la liberazione di quattro cittadini libici condannati dal Tribunale di Catania a 30 anni di carcere per traffico di esseri umani e per la morte in mare di 49 immigrati, in cambio del rilascio dei diciotto pescatori di Mazara del Vallo, trattenuti assieme ai loro pescherecci dalle milizie del generale Haftar dal primo settembre,
mentre si trovavano per una battuta di pesca. Un vero e proprio ricatto nei confronti del governo italiano che, in questo momento, si mostra completamente silente e inerme di fronte ad una vicenda così drammatica”. E’ quanto afferma l’europarlamentare della
Lega, Francesca Donato, prima firmataria di un’interrogazione urgente alla Commissione eruropea, assieme agli europarlamentari Marco Zanni (presidente gruppo ID), Marco Campomenosi (capo delegazione), Alessandro Panza, Paolo Borchia, Annalisa Tardino,
Antonio Maria Rinaldi, Stefania Zambelli, Vincenzo Sofo, Angelo Ciocca, Gianantonio Da Re.
“L’Europa – aggiunge l’esponente dell’europarlamento – faccia sentire la propria voce per far liberare i pescatori italiani. Ho presentato un’interrogazione prioritaria, come prima firmataria, alla Commissione Europea, per sollecitare un suo intervento e per chiedere quali azioni possa intraprendere per risolvere rapidamente questa situazione angosciante per i pescatori coinvolti, le loro famiglie e per i tanti pescatori che si trovano a operare in queste zone del Mediterraneo dove azioni piratesche a scopo ricattatorio continuano ad avvenire in palese violazione del diritto internazionale. Anche da Bruxelles, il messaggio deve arrivare forte e chiaro: liberate i nostri pescatori, subito”.
(ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – Ragione e sentimento. E’ questa la filosofia della terza edizione di Dacia Sandero, l’auto straniera più venduta ai privati in Italia, che arriverà nelle concessionarie nel mese di gennaio del 2021. Ragione, perchè pur non essendo più una vettura low cost (semmai Smart buy), rimane uno dei veicoli più economici sul mercato, senza comunque lesinare sulla qualità.
Sentimento, in quanto il nuovo design è più muscoloso e contemporaneo, gli interni più spaziosi e confortevoli, e le dotazioni più complete. Nuova Sandero, disponibile in versione Streetway (Berlina) e Stepway (Crossover), pur mantenendo le stesse dimensioni della precedente generazione, mostrano un look più moderno sia esteticamente che a livello di interni, con materiali, finiture, assemblaggio, ergonomia ed equipaggiamento di una qualità inedita.
Il modello Stepway Comfort 1.0 TCe 90 con cambio automatico da noi testato, sarà disponibile in concessionaria al prezzo di 13.450 euro con media display con touchscreen da 8″, barre da tetto modulari, sensori di parcheggio posteriori e volante in Tep regolabile di serie. Con l’altezza al suolo aumentata, anche grazie ai pneumatici di diametro maggiorato, il design di Sandero Stepway è un chiaro riferimento allo svago e all’avventura. Cofano nervato e alette bombate sopra i fendinebbia, danno l’idea di una vettura muscolosa, con i paraurti che comprendono ski di protezione color metallo. Le barre da tetto sono contrassegnate dal logo Stepway sono comode, perchè in pochi minuti e senza difficoltà possono trasformarsi in un robusto portapacchi.
Rispetto al modello precedente, offre maggiore abitabilità, con tre posti con grande spaziosità per le gambe dei passeggeri nel posteriore ed un bagagliaio da 410 litri.
I sedili anteriori, oltre ad una selleria di migliorie qualità, offrono più comfort grazie ai poggiatesta regolabili in altezza.
Lo sterzo è al 100% elettrico e si sente soprattutto nei parcheggi. Il modello da noi testato è dotato di un sistema multimediale Media Display, con quattro grandi altoparlanti e un grande display touchscreen da 8″ leggermente girato verso il conducente per una migliore visibilità e comodità. Dotato di un’interfaccia intuitiva, dispone di connettività Bluetooth e permette di settare alcuni strumenti di assistenza alla guida, come il cruise control, l’Esp, la frenata automatica d’emergenza, il sensore angolo morto, l’assistenza al parcheggio e l’assistenza alla partenza in salita.
E’ dotata inoltre della nuova piattaforma Cmf che offre una maggiore protezione in caso di urto, grazie alla sua resistenza e rigidità, ma è anche dotata di sensori innovativi che permettono l’apertura in tempi da record dei sei airbag.
Grande maneggevolezza e stabilità in curva per la nuova Stepway, che pur facendo sentire ancora qualche vibrazione nell’abitacolo si lascia guidare anche in condizioni difficili con un ottima aderenza al terreno. Il modello da noi testato montava un motore 3 cilindri 1,0L turbo con cambio automatico di tipo Cvt, ma è disponibile anche una versione che propone un sistema a doppia alimentazione benzina e GPL, che permette una diminuzione delle emissioni dell’11% e un’autonoma di 1.300 km.
(ITALPRESS).
PALERMO (ITALPRESS) – Diciotto dipendenti del comune di Palermo
dovranno rispondere di falsa attestazione di presenza in servizio e truffa ai danni dell’Amministrazione Comunale.
I Carabinieri e la Polizia municipale di Palermo hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare dell’obbligo di presentazione, emessa dal Gip.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, si è sviluppata dopo alcune segnalazioni anonime a seguito delle quali sono stati avviati due differenti filoni d’indagine che hanno fatto emergere un pervasivo fenomeno di assenteismo dal lavoro di molti dipendenti dell’ufficio comunale competente per gli impianti cimiteriali, i quali attestavano falsamente gli orari di svolgimento delle proprie mansioni, traendo in inganno l’amministrazione di appartenenza, in violazione dei doveri di fedeltà e diligenza dei pubblici dipendenti.
Dopo numerosi servizi di osservazione e mirati riscontri documentali, i Carabinieri hanno verificato come un elevato numero di impiegati comunali effettuavano, sia timbrature anche multiple per conto di altri colleghi al fine di attestarne falsamente le loro presenze in servizio, sia allontanamenti autonomi non giustificati.
Nel corso di 5 mesi d’indagine, i Carabinieri hanno documentato quasi 2.000 “timbrature sospette”, di cui 240 sviluppate e contestate, e ciò a testimonianza del fatto che si trattasse di un fenomeno diffuso e generalizzato tra gran parte dei dipendenti dell’ufficio comunale.
Le indagini della Polizia Municipale si sono concentrate, invece, su di dipendenti comunali addetti ai servizi di assistenza ai funerali e pertanto impiegata prevalentemente in mansioni esterne. Nel complesso, l’indagine ha consentito di ricostruire condotte penalmente rilevanti su 55 impiegati, ovvero più di un terzo dei circa 150 dipendenti che prestano servizio presso l’ufficio dei Servizi Cimiteriali del comune di Palermo.
Apprezzamento è stato espresso dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dal vice sindaco Fabio Giambrone e l’assessore Sergio Marino che annunciano coem “ai provvedimenti dell’Autorità giudiziaria seguiranno, oltre alla ovvia costituzione di parte civile, da subito delle severe misure disciplinari, commisurate alla gravità dei comportamenti che hanno arrecato un danno gravissimo non solo all’immagine dell’Amministrazione, ma soprattutto ai servizi resi ai cittadini e, in particolare, ai familiari dei defunti”.
(ITALPRESS).