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Arcuri “Numeri rilevanti, ma la forza del virus si riduce”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi ci sono oltre 46mila nuovo contagiati e 653 decessi. Sono numeri in progressiva crescita ma dobbiamo fare uno sforzo per entrare dentro le cifre, e spiegare perchè i numeri ci dicono che la forza del virus è molto rilevante, ma grazie alle misure messe in campo si sta riducendo”. Lo ha detto il Commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. “Nelle ultime quattro settimane la crescita si è affievolita e nell’ultima settimana su è ridotta. La crescita è impetuosa ma il suo ritmo va decelerando”, ha aggiunto.
“Il rapporto tra i positivi e i tamponi effettuati comincia a decrescere, oggi è del 14,4%. Noi continuiamo a fare il numero massimo di tamponi, 10 volte di più rispetto alla prima ondata”, ha proseguito.
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Lotta all’agropirateria, #NoFakeFood per difendere il Made in Italy

ROMA (ITALPRESS) – Rilanciare i temi della qualità, della salubrità e della sostenibilità delle produzioni italiane insieme alla campagna #NoFakeFood: questo l’obiettivo della web conference “#NoFakeFood. Stop agropirateria: difesa del made in Italy e del patrimonio agroalimentare da contraffazioni e Italian sounding”, promossa da Fondazione UniVerde, ASACERT – Assessment & Certification, Coldiretti con il patrocinio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e con la partnership di Parmigiano Reggiano e Campagna Amica. Media Partners: Askanews, Italpress, Radio Radicale, TeleAmbiente, Influgramer, SOS Terra Onlus. L’appuntamento si svolge in vista della V Settimana della Cucina Italiana nel Mondo(23-29 novembre). “La campagna ha l’obiettivo di combattere l’agropirateria, io ho avuto l’onore da ministro dell’Agricoltura di inventare questo termine, già allora era un tema delicato, quello di tantissimi prodotti taroccati con un nome di fantasia, venivamo taroccati anche marchi famosi come quello del parmigiano”, ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, “l’obiettivo di questa iniziativa è di mantenere alta la difesa contro l’agropirateria e tenere alta la qualità dei prodotti italiani, puntiamo a mantenere alte le azioni che stiamo portando avanti, dobbiamo insistere sul rilancio del Made in Italy, la battaglia europea sulla tracciabilità è a difesa del made di ogni paese, dobbiamo ergerci in Europa del diritto dei singoli agricoltori di difendere la propria identità”. Pecoraro Scanio ha ricordato l’importanza del lavoro dell’Agenzia delle Dogane. “Solo dall’inizio dell’anno l’agenzia ha sequestrato 10 mila tonnellate di merci, rifiuti, farmaci, elettrodomestici, tessuti, l’agenzia delle Dogane ha il compito di verificare le origini, le caratteristiche chimiche delle merci sequestrate, questo avviene grazie ad un grande sforzo tecnologico fino alla complessa attività di intelligence”, ha detto Marcello Minenna, direttore generale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, “mezzo milione di mascherine sono state bloccate e sono nei nostri depositi e ho denunciato anche l’arrivo dei vaccini fake Covid 19, c’è un gran lavoro da fare per combattere la contraffazione dei prodotti”.
Nella lotta al fake food è fondamentale l’aspetto dell’educazione, come spiega Carlo Ferro, presidente ICE: “Per noi è fondamentale l’aspetto del fenomeno educativo, è un problema di deficienza di sensibilità da parte di tutti i produttori, un fatto culturale che richiede cambiamenti importanti nei comportamenti dei consumatori, si deve informare il consumatore sulla qualità dei prodotti e si deve facilitare la distribuzione dei prodotti originali. Poi c’è il tema dei canali e-commerce: quando interveniamo negli accordi chiediamo sempre una clausola di impegno a non trattare prodotti che siano fake Italia”.
“I prodotti agroalimentari sono il grande punto di riferimento anche per quanto riguarda la crescita delle esportazioni – osserva Ettore Prandini, presidente Coldiretti -. Più noi esportiamo vero prodotto agroalimentare italiano più evitiamo la produzione di prodotti contraffatti e poi così si crea valore”.
“Come per tutti i sistemi economici anche quello agroalimentare è colpito da attività illegali di vario genere, e in questo settore l’attività della criminalità organizzata è favorita da uno scarso allarme sociale, da altri profitti, da notevoli opportunità di riciclaggio, tutto ciò a danno dei produttori e pregiudicando la salute dei cittadini”, ha detto il generale Giuseppe Magliocco, comandante Comando Tutela Economia e Finanza Roma, Guardia di Finanza.
Lavoro supportato anche dal Comitato scientifico Fondazione Osservatorio Agromafie, guidati da Gian Carlo Caselli: “E’ importante cercare di presidiare tutti i segmenti della filiera agroalimentare per assicurare la qualità del cibo e la tutela del made in Italy, il sistema contro i reati agroalimentari attualmente vigente è vecchio come il cucco, occorre aggiornare, mettere al passo con i tempi il sistema normativo. Non possiamo pensare che il nostro paese può governare questo settore con armi spuntate”. Anche programmi televisivi come Striscia la Notizia si occupano del fenomeno dell’agropirateria, con l’inviato Jimmy Ghione in prima linea: “Abbiamo fatto delle lotte con Striscia la Notizia contro l’agropirateria ma il governo deve fare ancora molto contro la contraffazione dei prodotti agroalimentari, il Parmesan è ancora in giro per il mondo e questo fa male ai produttori di quello originale. Si deve fare veramente qualcosa di più e noi ci siamo”.
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Covid, Fontana “Non chiederemo differenziazioni territoriali”

MILANO (ITALPRESS) – Con i sindaci dei Comuni capoluoghi “abbiamo deciso di continuare questa nostra battaglia in maniera unitaria, e quindi di non fare richieste di differenziazione territoriali”.
Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana nel corso del punto stampa dopo l’incontro avvenuto oggi con i sindaci lombardi a proposito dell’ipotesi, concessa dal Dpcm ad alcune aree a basso contagio, di chiedere un allentamento delle restrizioni rispetto alla zona rossa.
Fontana spiega che la decisione è stata presa “anche sulla base dell’esame dei dati che confermano come l’epidemia in questo momento in Regione stia assumendo un comportamento unitario, i dati delle singole province sono sovrapponibili”.
“Credo che sia importante di continuare in modo unitario la nostra battaglia come unitaria fu la scelta di assumere l’ordinanza del 22 di ottobre”, continua il governatore lombardo.
“Da parte del ministro Boccia è stato detto che il Governo vorrebbe mantenere le misure e la situazione odierna fino al 3 dicembre” ha continuato Fontana. In riferimento alla richiesta di modifica dei parametri in base ai quali vengono assegnate le zone per contenere il contagio il governatore precisa che “c’è stata una disponibilità da parte del ministro a sottoporre le nostre osservazioni ai tecnici. Il Governo ha dato massima disponibilità ad affrontare ogni tipo discussione”
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Cariplo e Intesa sostengono il Terzo Settore in difficoltà

MILANO (ITALPRESS) – Nel corso dell’evento “Non Profit e accesso al credito”, è stata presentata l’iniziativa “Sostegno al Terzo Settore”. Un’operazione finanziaria molto innovativa, promossa da Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo, CSVnet Lombardia, Fondazione ONC, Cooperfidi Italia, Fondazione Peppino Vismara e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, che permette l’erogazione di €30MLN di finanziamenti agevolati, sulla base di un articolato sistema di garanzie e fondi di copertura volto a supportare l’accesso al credito degli Enti attivi in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano Cusio Ossola.
L’iniziativa nasce dalla piena consapevolezza dell’attuale condizione di fragilità economico-finanziaria del settore, profondamente colpito dall’emergenza socio-sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19.
Contrazione della domanda, crescenti difficoltà occupazionali, parziale o completa sospensione delle attività, costi per la riorganizzazione e l’attuazione della nuova normativa in tema di sicurezza sul lavoro stanno interessando numerose Organizzazioni Non Profit: un ecosistema che solo in Lombardia include oltre 50.000 organizzazioni (15,7% sul dato nazionale) che impiegano 180.000 dipendenti (22,8%) e circa 1 milione di volontari attivi (18,3%).
L’operazione si sviluppa in coordinamento con l’iniziativa nazionale lanciata a maggio di quest’anno da ACRI-Intesa Sanpaolo, denominata “Sollievo”, ma con caratteristiche particolari, pensate per le organizzazioni non profit del territorio lombardo e delle province piemontesi di Novara e del Verbano Cusio Ossola ed è anche costruita sulla base del progetto In-Volo, storica esperienza di collaborazione tra CSV, ONC, Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo.
E’ rivolta a Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale, Cooperative sociali, Imprese sociali, Fondazioni, Enti filantropici, Società di mutuo soccorso, Enti religiosi, Associazioni sportive, Onlus e altri soggetti – attivi in Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano Cusio-Ossola. Tali organizzazioni potranno beneficiare di un finanziamento erogato da Intesa Sanpaolo, per importi compresi tra 30.000 e 500.000 euro, della durata massima di 56 mesi, con 18 mesi di preammortamento e a tassi agevolati, con copertura dei costi di garanzia e di una eventuale parte degli interessi sostenuti.
“A causa della pandemia molti enti di terzo settore stanno vivendo una situazione di estrema fragilità, e un concreto rischio di non sopravvivere alla crisi. Non è solo un problema di ciascuno di questi enti, ma un problema di tutti: delle persone più fragili, di cui il terzo settore si occupa, e dell’intera comunità, che si alimenta di solidarietà, di legame e di fiducia. Gli enti di terzo settore attivano le competenze dei propri collaboratori, la generosità dei volontari e la coesione della comunità: è urgente costruire alleanze per impedire che questo prezioso patrimonio di competenze e relazioni venga disperso”. La Fondazione ha realizzato un importante intervento di sostegno tramite il Bando LETS GO a cui segue oggi l’iniziativa “Sostegno al Terzo Settore”. Il Fondo, nato grazie alla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore – braccio strategico e operativo di Fondazione Cariplo nell’impact investing – e al contributo di Fondazione Vismara e dei numerosi partners coinvolti, ha lo scopo di consentire l’accesso al credito anche agli Enti più fragili, che rimarrebbero esclusi dai meccanismi tradizionali”, afferma Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.
Carlo Messina, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, ha commentato: “Da molti anni mettiamo a disposizione del Terzo Settore una nostra struttura specifica per erogare credito dotata di professionalità, competenza, strumenti dedicati. Grazie a ciò abbiamo favorito la crescita sostenibile di molti soggetti non profit con ampie ricadute benefiche sulla società nel suo complesso, come è nella natura stessa di questa economia. Siamo lieti di proseguire in questo cammino affiancando una volta di più la Fondazione Cariplo nel sostenere un settore di cui oggi è tanto più evidente la indispensabile e preziosa funzione”.
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Federmanager, sostenibilità strategica per la competitività del Paese

MILANO (ITALPRESS) – Per 2 manager su 3 la certificazione della sostenibilità è la chiave ai fini reputazionali, per essere competitivi, con un conseguente aumento dei profitti e una maggiore attrattività nei confronti della clientela e per l’eccesso ai finanziamenti. Uno su due ritiene che sia una sfida di sistema da vincere tutti insieme, mentre la maggior parte dei dirigenti è convinta che la priorità più urgente sia l’istruzione. Sono questi alcuni risultati della ricerca “La sfida della sostenibilità competitiva”, condotta su 1.121 iscritti a Federmanager e presentata oggi nel web talk “Il valore della sostenibilità. Profitto, concorrenza e reputazione d’impresa”.
Secondo il 66% degli intervistati, la sostenibilità non va percepita come un costo, ma come un investimento strategico. Tra i rischi di una mancata sostenibilità, i manager individuano innanzitutto la possibilità concreta di subire forti limitazioni operative e di non riuscire ad avere uno spazio sul mercato (rispettivamente per il 70% e per il 61% del campione). Interrogati su quali siano i temi più urgenti per favorire un processo di sviluppo sostenibile, gli intervistati hanno messo al primo posto l’accesso ad una istruzione di qualità (65%), seguito dalla riduzione delle emissioni (61%) e dall’importanza di una corretta gestione del ciclo dei rifiuti (51%). Nell’opinione dei manager, poi, emerge la rilevanza di interventi di tipo sociale, come il contrasto della corruzione amministrativa (61%) e un’efficace assistenza sanitaria territoriale (57%). Per un manager su due si tratta di una grande sfida globale che o si vince con l’aiuto di tutti o si perde. Interrogati sull’utilizzo che farebbero del Recovery Fund, i manager hanno indicato la digitalizzazione avanzata della pubblica amministrazione e dei servizi, seguita da un’istruzione di qualità e dalla sostenibilità ambientale.
“La sostenibilità ambientale è un concreto driver di sviluppo. E’ ormai avvertita come una necessità dal mondo del management, non è una velleità, non è un orpello. Se non comprendiamo che questa sfida ha una dimensione economica, non potremo mai veramente vincerla”, ha detto il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, che ha aggiunto: “La cosa che dobbiamo augurarci è che anche il nostro governo nazionale consideri la sostenibilità un progetto-Paese. Non basta che la lotta ai cambiamenti climatici sia sentita come obiettivo. Chiediamo che le risorse sia destinate a supportare la transizione verde dell’industria, a favore di chi adotterà il nuovo modello d’impresa, l’unico capace di far alzare i nostri indici di produttività. Misure come il superbonus per l’edilizia, strumenti fiscali che rendano finanziariamente conveniente investire in efficienza energetica ed economia circolare o, ancora, procedure semplificate per chi sviluppa tecnologie verdi, devono entrare a pieno titolo nell’agenda di governo”.
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Coronavirus, in Italia 36.176 nuovi casi e 653 morti

ROMA (ITALPRESS) – Ancora in aumento, anche se di poco, i nuovi casi di coronavirus in Italia. Sono infatti 36.176 nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 34.283) e ciò a fronte di un incremento dei tamponi effettuati, più di 250 mila. Calano i decessi: i morti nelle ultime 24 ore sono 653 (eri erano stati 753). Crescono di 18.303 gli attualmente positivi, portando il dato a 761.671, mentre i guariti sono in 24 ore sono 17.020. E’ quanto riporta il bollettino del Ministero della Salute. Sul versante ospedaliero, si evidenzia un lieve incremento dei dati: oggi infatti si registra un aumento di 106 ricoverati portando il totale a 33.610, di questi 3.712 (+42) si trovano nelle terapie intensive. Coloro che sono in isolamento domiciliare sono invece 724.349. La regione più colpita anche oggi si conferma essere la Lombardia con 7.453 nuovi contagiati, seguita da Piemonte (5.349), Veneto (3.753).
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Nei primi 8 mesi del 2020 pesante effetto Covid sulle assunzioni

ROMA (ITALPRESS) – Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nei primi otto mesi del 2020 sono state 3.305.000. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la contrazione risulta molto forte (-35%) per effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19 con le conseguenti restrizioni a partire da marzo (chiusura delle attività non essenziali, limitazioni della mobilità individuale) e la conseguente caduta della produzione e dei consumi. Lo rileva l’Inps.
Tale contrazione, particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%), è risultata progressivamente attenuarsi, in corrispondenza dell’allentamento delle misure restrittive, scendendo sotto il 20% sia in luglio che in agosto. Il calo ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, risultando però particolarmente accentuato per le assunzioni con contratti di lavoro a termine (intermittenti, somministrati, a tempo determinato).
Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-agosto 2020 sono risultate 336.000, anch’esse in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019 (-32%; -29% per il mese di agosto); è però da ricordare che, nel corso del 2019, il volume delle trasformazioni era risultato eccezionalmente elevato (712.000) anche per effetto delle modifiche normative dovute al “Decreto dignità”.
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Il Covid non ferma l’Ismett, eseguiti due trapianti di fegato da vivente

PALERMO (ITALPRESS) – L’attività di trapianto di Ismett non si ferma. Sono due i trapianti di fegato da vivente su paziente adulto eseguiti nelle scorse settimane presso il centro palermitano. Lo rende noto l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad alta specializzazione, sottolineando in una nota che attualmente Ismett è la sola struttura in Italia ad avere mantenuto il programma attivo ed adesso, il centro palermitano è in procinto di potenziare il programma trapianto da vivente così da poter supplire alla carenza di donazioni che si è ulteriormente aggravata a causa della pandemia in corso.
Il programma da vivente è stato mantenuto attivo grazie ad una vera e propria riorganizzazione dell’Ospedale. Ismett è, infatti, in prima linea nella lotta contro la pandemia da Sars Cov-19 ed ha già istituito al suo interno un intero reparto di Terapia intensiva esclusivamente dedicato ai pazienti affetti da coronavirus.
In questi ultimi due casi a donare una piccola parte del proprio fegato sono stati i figli che con il loro gesto hanno offerto una nuova possibilità ai loro genitori. Il trapianto da vivente è possibile grazie alla capacità del fegato di rigenerarsi e tornare in dimensioni normali, sia nel donatore che nel ricevente, nel giro di poche settimane. Entrambi i donatori sono stati dimessi dopo pochi giorni dall’intervento.
“Quanto eseguito all’Ismett di Palermo onora la sanità italiana nel suo momento più complesso – afferma Ruggero Razza, assessore Regionale alla Salute – E’ la dimostrazione che tra tantissime difficoltà il mondo della ricerca e dell’alta attività clinica vanno avanti. Il trapianto del fegato da vivente effettuato in questi giorni o quello di utero, primo in Italia, eseguito tre mesi fa a Catania, assumono ulteriore importanza proprio per la difficile convivenza con la pandemia. E’ giusto ricordare che il rapporto con Ismett ed Upmc continua ad essere strategico anche nella gestione dell’epidemia in Sicilia. Nella prima fase dell’emergenza, come si ricorderà, siamo riusciti ad ottenere un approvvigionamento autonomo di dpi, adesso Ismett è parte attiva nella recettività ospedaliera Covid”.
All’Ismett l’attività di trapianto da vivente è un’opzione terapeutica possibile sia per il rene che per il fegato, sia nel caso di paziente adulto che paziente pediatrico. In totale, dall’inizio del programma da vivente, sono stati eseguiti 277 trapianti di rene e 161 di fegato.
“Ismett – sottolinea Salvatore Gruttadauria, direttore della Chirurgia Addominale su pazienti adulti – sta proseguendo la propria attività anche in questo momento così difficile per tutto il sistema sanitario. I nostri sforzi sono concentrati a dare risposte ai tanti pazienti che a noi si rivolgono mettendo in campo tutte le opzioni medico-chirurgiche a nostra a disposizione. Considerata la straordinaria emergenza sanitaria, abbiamo deciso non solo di non sospendere il programma di trapianto da vivente ma anzi pensiamo adesso di potenziarlo ulteriormente così da poter dare risposte concrete ai tanti pazienti in lista di attesa”.
L’Istituto è in prima linea nella lotta al Covid-19. Sono già 24 i posti letto di terapia intensiva messi a disposizione per i pazienti, che diventeranno 30 entro la fine del mese e 40 se sarà necessario, fanno sapere dall’Istituto.
“Lo sforzo organizzativo di Ismett e Upmc e il grande impegno di tutto il personale – spiega Angelo Luca, direttore di Ismett – ha reso possibile continuare ad offrire cure di alta specialità ai tanti pazienti che si rivolgono all’Istituto per i trapianti, per la chirurgia oncologica e la cardiochirurgia e contemporaneamente curare i malati più gravi affetti da Sars Cov-19”.
“Sono attualmente 10 i pazienti con grave insufficienza respiratoria che vivono grazie all’Ecmo (polmone artificiale), 9 nella terapia intensiva Covid ed 1 in quella non Covid. Per fare questo l’Istituto è stato suddiviso in due aree indipendenti. Il modello di rete territoriale con la possibilità di trasferire i pazienti da un centro all’altro a seconda della intensità delle cure necessarie, e l’interazione continua tra tutti i professionisti del territorio a cominciare dagli anestesisti – continua Angelo Luca – consente di gestire al meglio i posti letto di una terapia intensiva di secondo livello che dispone dei più avanzati sistemi di cura per i pazienti Covid più gravi che infatti attualmente occupano solo 15 dei 30 posti letto disponibili”.
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