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Bilancio, la terza variazione illustrata in commissione in Toscana

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E’stata illustrata nei giorni scorsi in commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd), la terza variazione al bilancio di previsione 2020-2022, che sarà al centro della prossima seduta del Consiglio regionale.
”E’una variazione significativa, che interessa alcuni settori strategici nell’attività di governo e mette a loro disposizione risorse che devono essere utilizzate entro il 2020 –ha sottolineato il presidente Bugliani, sintetizzando i contenuti delle due proposte di legge che caratterizzano la manovra. –Il settore che registra un risultato importante in termini di risorse è il sistema dello spettacolo, con una serie di fondazioni che vedono messi a loro disposizione oltre sette milioni di euro”. Si tratta della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (3milioni e 200mila euro); della Fondazione Teatro della Toscana, (2milioni e 400mila euro); della Fondazione Festival Pucciniano, (un milione e 120mila euro); della Fondazione Carnevale di Viareggio, (un milione di euro).
“Una parte importante di risorse, quasi 11 milioni di euro, viene messa a disposizione del sistema sanitario toscano, anche e soprattutto per l’emergenza sanitaria, con la necessità di 1500 nuovi posti letto –ha aggiunto il presidente –Per assicurare la copertura integrale degli interventi di diritto allo studio, le risorse vengono aumentate di oltre due milioni e mezzo di euro, mentre, tenuto conto della emergenza sanitaria, altri due milioni e mezzo sono a disposizione della didattica a distanza. Le imprese turistiche potranno contare su oltre un milione di euro”.
(ITALPRESS)

Il palinsesto televisivo diventa ibrido e multi device

ROMA (ITALPRESS) – Smart working, lockdown, coprifuoco, DaD, sono solo alcune delle parole che, ormai da diversi mesi, sono entrate nel linguaggio quotidiano. Tutte quante raccontano un nuovo modo di vivere la casa e in casa che sta riguardando le relazioni tra i componenti delle famiglie, ma anche l’utilizzo dei device tecnologici presenti negli stessi ambienti domestici. La TV, ad esempio, che decenni fa occupava il centro del salotto, che vita sta avendo? Che rapporto ha con lo smartphone che oggi consente di riprodurre con la massima nitidezza tanti contenuti multimediali e in streaming? Sono alcune delle risposte a cui Wiko, brand franco-cinese di telefonia, ha voluto rispondere interpellando la sua community Instagram con un sondaggio condotto in occasione del World Television Day del 21 novembre.
La TV piace e si evolve: è un assunto. Non è il sottofondo che accompagna e cadenza la giornata (28%), ma per il 72% è la fonte principale dell’intrattenimento serale in casa.
Quello che è fortemente cambiato è il palinsesto. Il 75% dei rispondenti ha infatti dichiarato di guardare la TV per usufruire di contenuti in streaming, con un ben più contenuto 25% legato ancora al “classico palinsesto” in chiaro. Un dato riportato da Wiko che trova conferma anche nel 3° rapporto Auditel-Censis, rilasciato lo scorso ottobre, e che fornisce una dettagliata fotografia dell’Italia dopo il lockdown. Stando ai dati del rapporto, viene confermata infatti l’esplosione della domanda di contenuti televisivi in streaming, a pagamento o gratuiti, cresciuta del 7,4% dal 2019 al 2020.
Partendo da qui, è facile immaginare che i contenuti preferiti fruiti sulla TV – secondo il sondaggio condotto dal brand di telefonia – siano soprattutto film e documentari (73%) rispetto a talent e talk show (27%).
Per quanto riguarda i talent show più apprezzati, c’è una battuta di arresto sul fenomeno che impazzava fino a qualche anno fa, quella dei gruppi, o meglio dire chat, di ascolto. Il 74% dei partecipanti dal sondaggio ha dichiarato di vederli in solitaria, senza la necessità di commentare i passaggi salienti con gli amici.
Ma allora, lo smartphone è un amico, un rivale o un’alternativa alla TV? Per il 70% dei rispondenti non è sicuramente utilizzato per guardare un programma TV. Chi utilizza il cellulare per guardare sul suo display la TV o altri contenuti in streaming lo fa tendenzialmente in casa (54%), contro un 46% di chi invece lo preferisce in viaggio o durante gli spostamenti per studio/lavoro, magari in treno o in metro.
Se dovessimo quindi dare un ruolo all’uso dello smartphone durante la fruizione televisiva, sarebbe quello di complemento, ma assolutamente imprescindibile. Il cellulare è infatti spesso presente, nell’80% dei casi, durante la visione, per informarsi, approfondire, chattare. Impossibile separarsene.
Il momento della pubblicità non è più un’interruzione: oggi è l’occasione, per il 72% dei rispondenti, per un veloce check delle bacheche dei propri social. Giusto il tempo di lasciare qualche like ed emoji, per poi tornare sulla TV.
E, infine, durante l’esplodere della pandemia, cosa si consultava più spesso per avere informazioni e aggiornamenti attendibili? Il sondaggio condotto da Wiko presenta un assoluto “testa a testa”. La TV vince di misura con il 51%, ma lo smartphone, grazie all’accesso pressochè immediato a più fonti di informazione, conquista il restante 49%.
(ITALPRESS).

La Commissione Ue avverte “A medio termine attenzione ai bilanci”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Apprezzabili gli sforzi di sostenere l’economia durante la crisi causata dal coronavirus, ma bisogna fare sempre attenzione al medio termine e alla sostenibilità dei bilanci. L’indicazione arriva dalla Commissione europea, che ha presentato in conferenza stampa il pacchetto autunnale del Semestre europeo.
Per le misure del 2021 la Commissione ha deciso di focalizzarsi sulla natura qualitativa e non più quantitativa delle misure, ha spiegato il commissario per l’Economia Paolo Gentiloni. Il focus è dunque sul tipo di strategie adottate dai Paesi e sulla durata – temporanea o meno – delle misure scelte.
Proprio su questo punto, Gentiloni ha fatto notare come ci siano delle preoccupazioni per le valutazioni di Italia, Francia, Lituania e Slovacchia, che secondo l’esecutivo europeo avrebbero messo in atto delle misure non temporanee.
Più in generale sul bilancio i commissari hanno sottolineato l’importanza della sostenibilità per quei Paesi che già si trovavano in difficoltà prima della pandemia, come Belgio, Francia, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Sono ben 12, invece, i Paesi segnalati come aventi squilibri macroeconomici. Per tre di questi – Italia, Cipro e Grecia – gli squilibri sono definiti “eccessivi”.
Le raccomandazioni che arrivano dalla Commissione, tuttavia, sono quelle di continuare a sostenere l’economia della zona euro anche nel 2021.
(ITALPRESS).

Covid, per i bambini cresce il rischio della povertà educativa

ROMA (ITALPRESS) – A pagare il prezzo degli effetti a lungo termine dell’emergenza Coronavirus saranno i più piccoli: ne sono convinti oggi i due terzi degli italiani. Con le limitazioni imposte dall’urgenza sanitaria di contenere la pandemia e con la sospensione traumatica della continuità scolastica, gli spazi fisici e prospettici, ma anche le risorse materiali e immateriali intorno ai minori si sono drasticamente ridotte: molto alto si profila il costo sociale ed evolutivo imposto ai minori dal Covid-19. Sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis, per l’impresa sociale Con i Bambini, società senza scopo di lucro nata per attuare i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile in Italia.
“I dati dell’indagine da una parte ci confortano sull’attenzione che gli italiani pongono al tema della povertà educativa e soprattutto sulla percezione che sia un fenomeno che deve interessare tutti, non solo la scuola e non solo la famiglia, ma l’intera comunità educante – ha sottolineato Carlo Borgomeo, presidente di Con i Bambini -. Dall’altra, l’indagine fa emergere anche nella percezione e nel vissuto di genitori, famiglie, associazioni che questa emergenza di fatto sta aumentando una serie di divari già esistenti, sia sociali che territoriali come dimostrano i dati sul Sud”.
“La pandemia ha aggravato ancora di più le disuguaglianze nel nostro Paese – ha spiegato Francesco Profumo, presidente di Acri -. Su tutte, quella innescata dalla povertà educativa minorile, che condanna i nostri concittadini più giovani sin dai primi anni della loro vita. Se un ragazzo o una ragazza era a rischio di abbandono scolastico prima della pandemia, lo è ancora di più oggi, con la chiusura delle scuole e soprattutto delle attività extra-scolastiche”.
Oggi, pensando ai bambini e agli adolescenti in Italia le preoccupazioni dichiarate dai cittadini rivelano lo sguardo “adulto” dell’opinione pubblica sulle dinamiche minorili: il 73% cita lo scarso apprendimento scolastico, preoccupazione cresciuta significativamente (+20 punti) rispetto alla precedente rilevazione dello scorso anno, anche in ragione della prolungata chiusura delle scuole.
Quasi i due terzi degli italiani, intervistati da Demopolis per Con i Bambini, citano il rischio di isolamento e di riduzione della vita sociale a causa del Covid. Considerando – in termini generali – le principali apprensioni relative ai minori, meno della metà del campione focalizza l’impatto più fragoroso e già misurabile dell’epidemia da Coronavirus: le crescenti disuguaglianze e la marginalizzazione (49%), nonchè la riduzione degli stimoli nella crescita, a seguito dell’emergenza Covid (47%).
A causa dell’emergenza sanitaria gli italiani segnalano il peso crescente delle disuguaglianze fra i minori: il 72% ritiene che siano aumentate nell’ultimo anno, mentre solo un quinto non individua variazioni rispetto al 2019.
La maggioranza assoluta cita anche la regressione degli apprendimenti e del metodo di studio (55%) e le disuguaglianze nell’accesso a dispositivi informatici ed a connessioni adeguate (53%).
(ITALPRESS).

L’Aula approva due leggi sui debiti fuori bilancio

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Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), riunitosi in modalità telematica, ha approvato, a maggioranza, tre proposte di legge in materia di contabilità regionale. Con la proposta di legge regionale n. 246, il Consiglio ratifica quattro variazioni di bilancio, per un ammontare complessivo di tre milioni e 741 mila euro, adottate in via d’urgenza dalla Giunta regionale, in deroga alla normativa nazionale in materia di contabilità delle regioni e degli enti locali, ai sensi decreto legge 18/2020 (Cura Italia). Con le pl n. 249 e n. 250, la Regione Lazio riconosce la legittimità dei propri debiti fuori bilancio derivanti da acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa e da sentenze esecutive della magistratura, per un ammontare complessivo di tre milioni e 574 mila euro.
Le quattro variazioni di bilancio oggetto di ratifica da parte del Consiglio sono contenute in tre deliberazioni di Giunta. Come ha spiegato l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, “a seguito della situazione emergenziale connessa alla diffusione sul territorio nazionale del Covid-19, il legislatore nazionale ha previsto la possibilità di adottare misure urgenti e straordinarie, in deroga alle disposizioni in materia contenute all’interno dell’articolo 51 del dlgs 118/2011”. La prima, di 260 mila euro, è stata adottata al fine di dare urgente riscontro alle necessità dell’università agraria di Palestrina. Due le variazioni riguardanti il trasporto pubblico locale, una riguardante la revisione del budget Cotral spa (741 mila euro), e una finalizzata all’erogazione di un contributo straordinario di un milione di euro a favore di Roma Capitale, da destinare ai servizi per la copertura integrativa del servizio di trasporto pubblico locale, per la ripresa delle attività scolastiche.
La quarta variazione, per un ammontare di due milioni di euro, riguarda l’implementazione dello stanziamento del fondo sociale di parte corrente per il finanziamento di provvedimenti legislativi.
In merito ai debiti fuori bilancio, l’assessore Sartore ha spiegato che questi sono il frutto della ricognizione delle situazioni debitorie sussistenti per le relative fattispecie, operata da ciascuna direzione regionale competente, mediante l’adozione di appositi provvedimenti. Con l’approvazione delle pl 249 e 250, le strutture regionali competenti potranno adottare i provvedimenti di spesa relativi ai debiti fuori bilancio riconosciuti. La pl 249 riguarda debiti per un ammontare pari a 706 mila euro, relativi a incarichi di domiciliazione e rappresentanza legale della Regione Lazio, servizi di facchinaggio e vigilanza e spese relative alla gestione degli acquedotti dell’ex Cassa per il Mezzogiorno.
La pl 250, invece, permetterà agli uffici regionali competenti di onorare debiti derivanti da sentenze esecutive della magistratura per due milioni e 768 mila euro.
(ITALPRESS).

Ente Nazionale Microcredito “Pronti a sostenere i progetti dei Comuni”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo pronti come Ente pubblico a sostenere tutte le città che vorranno avviare le progettualità finalizzate alla realizzazione del Microcredito a sostegno delle imprese e del Microcredito sociale, per le famiglie e le persone, così come sottoscritto nel “Modello Roma”, presentato oggi all’ANCI dal sindaco Virginia Raggi”. Lo afferma Mario Baccini, presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, in merito alle dichiarazioni del sindaco di Roma all’Assemblea ANCI. “A Roma abbiamo firmato un accordo per sviluppare il microcredito, creando un fondo rotativo di tre milioni a supporto dei soggetti non bancabili, come commercianti e piccoli artigiani”, aveva detto Raggi.
“I sindaci italiani sono molto sensibili al tema e spero sia possibile replicare l’iniziativa in modo organico – sottolinea Baccini -. Tra l’altro il sindaco Antonio Decaro, presidente dell’ANCI, tra i primi a sottoscrivere un accordo con l’Ente Nazionale per il Microcredito, ben conosce il valore di questo strumento e siamo sicuri in un suo appoggio all’iniziativa”.
(ITALPRESS).

Pubblico impiego, Confintesa Fp “No allo sciopero”

ROMA (ITALPRESS) – “I lavoratori pubblici intendono rilanciare il lavoro e l’immagine del dipendente pubblico, non con scioperi, non con stati di agitazione che, in questo momento, sono uno schiaffo a chi è in grave difficoltà, ma offrendo la possibilità di rendersi utili per il miglioramento dei servizi che offre la Pubblica Amministrazione”. Lo afferma in una nota Claudia Ratti, segretario generale di Confintesa FP, in merito al rinnovo del contratto dei lavoratori del Pubblico Impiego scaduto il 31 dicembre del 2018.
“Confintesa FP – continua Ratti – ritiene che uno sciopero dei lavoratori del PI, in questo particolare momento, rappresenti una mancanza di rispetto verso quelle categorie produttive penalizzate dalle limitazioni sanitarie e che rischiano il collasso delle attività e la chiusura. Questo non vuol dire che Confintesa FP non voglia arrivare ad un giusto rinnovo contrattuale ma che è necessario, al punto in cui siamo, che anche le Organizzazioni Sindacali si facciano carico di scelte coerenti ed eque che possano far ripartire il Paese”.
“Confintesa FP ha espresso la propria posizione fin da aprile, all’inizio di questa terribile emergenza pandemica, in una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella quale scrivevamo che nell’attuale, grave crisi sanitaria che il nostro Paese sta affrontando, emerge, netta, la consapevolezza che lo stipendio è una certezza che consente al popolo dei dipendenti pubblici di dare il proprio contributo – prosegue la sindacalista -. In tal senso Confintesa FP aveva annunciato la disponibilità a rinunciare ai buoni pasto per i lavoratori in smart working e aveva richiesto che le economie di spesa derivanti dal risparmio dei buoni pasto venissero destinate per la difesa delle categorie più deboli, implementando ad esempio, i fondi per la Cassa Integrazione, per i bonus in favore delle categorie disagiate o, ancora, per il consolidamento delle strutture sanitarie. Se è vero che è nel mezzo delle difficoltà che nascono le opportunità, vogliamo rilanciare un’iniziativa che, per quanto unica nel panorama sindacale, è passata in sordina”.
“Nello stesso tempo – conclude Ratti – atteso che il CCNL è scaduto il 31/12/2018, chiediamo al Governo di manifestare concretamente la volontà di rinnovarlo anche perchè rinnovo non vuol dire banalmente solo aumenti economici ma vuol dire, riorganizzare un sistema arcaico riconoscendo il merito e uscendo dall’appiattimento. Per questi motivi Confintesa FP non parteciperà allo sciopero del 9 dicembre”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Solinas “In servizio a Nuoro medici e infermieri militari”

CAGLIARI (ITALPRESS) – Cinque medici e sei infermieri militari entreranno in servizio a Nuoro consentendo l’attivazione e la piena operatività dell’ospedale da campo allestito presso l’ospedale San Francesco, con un totale di venti posti letto per l’assistenza ai pazienti postivi al Covid. “Abbiamo attivato le migliori sinergie tra istituzioni – dichiara il Presidente Christian Solinas – con l’obiettivo di tutelare al meglio la salute dei sardi in un territorio attualmente sotto pressione. Il mio ringraziamento va all’Esercito, in particolare al personale sanitario militare, che in questa emergenza ha più volte dato un contributo prezioso al fianco dei nostri medici, in prima linea contro la pandemia”. Il personale sanitario sarà fornito dall’Esercito ed eventualmente coadiuvato dalla Croce Rossa per una durata di tre mesi, prorogabili a seconda dell’andamento dell’emergenza. “La Protezione civile regionale e la Croce Rossa – prosegue il Presidente – hanno reso possibile la realizzazione dell’ospedale da campo in tempi rapidi con un importante lavoro di squadra. La Regione ha attivato e continuerà ad attivare ogni risorsa per far fronte all’emergenza”.
(ITALPRESS).