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Sardegna, Nieddu “Al fianco dei sindaci nella battaglia contro il Covid”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il momento che stiamo attraversando richiede impegno e massima responsabilità da parte di tutte le istituzioni. Contro il virus serve un fronte comune, occorrono persone che aiutino a ‘farè e non polemiche sterili”. COsì l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, che ha rivolto al presidente dell’Anci Sardegna, in rappresentanza delle amministrazioni comunali dell’Isola, l’invito per un confronto sull’emergenza Covid-19, venerdì 13 novembre. “La rapida crescita dei contagi – precisa Nieddu – ha avuto un forte impatto sul sistema sanitario, creando diverse criticità. La Regione è intervenuta mettendo in campo strumenti importanti per potenziare la nostra capacità di risposta alla pandemia. In particolare, nelle ultime settimane, abbiamo proceduto con l’apertura dei covid-hotel, proseguito con il reclutamento di personale sanitario e rafforzato le strutture deputate al controllo e tracciamento del virus sul territorio, arrivando a impiegare anche i veterinari del servizio pubblico”.
“L’amministrazione regionale è al fianco dei sindaci in una battaglia che riguarda tutti. L’incontro con il presidente dell’associazione dei Comuni sarà un’occasione – conclude l’assessore – per fare il punto della situazione, analizzare quanto è stato fatto e si sta facendo, confrontarci sui problemi e trovare iniziative comuni per far fronte all’emergenza”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 25.271 nuovi casi e 356 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 25.271 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, che portano il totale da inizio emergenza a 960.373. 356 le nuove vittime, per un totale da inizio epidemia di 41.750. I nuovi dimessi/guariti sono 10.215, per un totale di 345.289. Le persone attualmente positive nel Paese sono 573.334, con un incremento di 14.698 casi nelle ultime 24 ore. E’ quanto risulta dal bollettino quotidiano del Ministero della Salute. Sul territorio nazionale sono stati effettuati 147.725 tamponi nelle ultime 24 ore, a fronte dei 191.144 del giorno precedente. In totale, da inizio emergenza, i tamponi effettuati sono 17.522.438. I ricoverati con sintomi sono 27.636 (+1.196 rispetto al giorno precedente) dei quali 2.849 (+100) nelle terapie intensive.
Le persone che attualmente si trovano in isolamento domiciliare, invece, sono 542.849. Le regioni con la maggiore crescita di positivi sono Lombardia (4.777), Campania (3.120), Piemonte (2.876), Lazio (2.244) e Veneto (2.233). Le regioni che hanno registrato l’incremento minore di contsgiati sono Molise (98) e Basilicata (131). Le regioni con maggior numero di ricoverati in ospedale sono Lombardia (6.414), Piemonte (4.540) e Lazio (2.761). Per quanto riguarda le terapie intensive, il numero maggiore è in Lombardia (620), Piemonte (312) e Lazio (237).
(ITALPRESS).

Processo “Cassandra”, Philip Morris: “Massima fiducia nella Giustizia”

ROMA (ITALPRESS) – “Con riferimento alle comunicazioni a mezzo stampa rese note in data odierna da British American Tobacco Italia”, Philip Morris Italia precisa in una nota di riporre “la massima fiducia nel sistema giudiziario”. L’Azienda ritiene che “le accuse mosse dal Pubblico Ministero di Roma” nei suoi confronti siano “infondate” e che “si difenderà in tutte le sedi opportune per provare la propria estraneità ai fatti contestati”. “Come affiliata di Philip Morris International Inc., PM Italia ha rigide procedure e controlli che disciplinano le interazioni di dipendenti e consulenti con pubblici ufficiali. Queste procedure vengono scrupolosamente fatte rispettare in tutta l’organizzazione – si legge nella nota -. Le accuse mosse da British American Tobacco contro la tassazione dei prodotti a base di tabacco riscaldato sono già state chiaramente respinte dalla polizia giudiziaria la quale, dopo aver esaminato la richiesta, ha concluso in termini categorici che la modifica delle tasse è stata decisa dal Legislatore e non è attribuibile a una condotta illecita dell’azienda. Comprendiamo che la radicale trasformazione del settore del tabacco che stiamo guidando per sostituire le sigarette con alternative potenzialmente meno dannose si scontri con chi vorrebbe mantenere lo status quo.
La posizione espressa oggi da BAT è diametralmente opposta a quella apertamente dichiarata sui media un anno fa, quando i vertici della stessa azienda plaudivano all’intervento legislativo ora contestato in quanto avrebbe permesso di rendere più accessibili ai fumatori adulti prodotti senza combustione”.
(ITALPRESS).

Webuild, una filiera di 5 mila imprese per la mobilità sostenibile

MILANO (ITALPRESS) – Cinquemila realtà produttive dal Brennero alla Sicilia: sono la filiera di alcune delle più grandi infrastrutture complesse che il Gruppo Webuild sta costruendo oggi in Italia. Cinque progetti di cui il Gruppo è capofila: da Bicocca-Catenanuova – una tratta della futura Palermo-Catania – al Terzo Valico dei Giovi – la linea che potenzierà il collegamento tra il sistema portuale ligure e le principali linee ferroviarie del Nord Italia e del Nord Europa; dalla Galleria del Brennero – elemento centrale del collegamento veloce tra Verona e Monaco di Baviera – alla Metro M4 di Milano e alla Napoli-Cancello, una sezione della Napoli-Bari. Infrastrutture in costruzione che danno lavoro a 4.921 imprese, di cui 2.185 fornitori e 2.736 subfornitori per un valore complessivo di contratti pari a 4,4 miliardi di euro.
Le 5 mila aziende attive nei più importanti cantieri italiani di Webuild sono rappresentate al 98% da imprese italiane.
Una sostenibilità che, da Palermo al Brennero, viene declinata attraverso la mobilità sostenibile. Quattro di queste grandi opere (la linea Bicocca-Catenanuova, il Terzo Valico dei Giovi, la Galleria di Base del Brennero e la Napoli-Cancello) riguardano l’alta velocità ferroviaria e rientrano nelle reti TEN-T, i collegamenti continentali sostenuti dall’Unione europea; la quinta, la M4 di Milano, è invece la nuova linea metropolitana che collegherà l’aeroporto di Linate al centro del capoluogo lombardo in soli 15 minuti.
Tutte infrastrutture che partono da un comun denominatore, il Gruppo Webuild, e alle spalle hanno la forza della filiera italiana, migliaia di imprese dalle competenze e dalle tecnologie uniche al mondo.
E così da Nord a Sud partecipano alla filiera di Webuild tanto grandi aziende come la Fagioli, specializzata nella movimentazione di maxi manufatti (una tecnica che permette ad esempio di costruire le campate dei ponti in terra e di vararle in quota riducendo al massimo il rischio per la sicurezza dei lavoratori), quanto società più piccole come la Drafinsub, incaricata delle bonifiche dagli ordigni bellici prima dell’inizio dei lavori. E ancora la Fratelli Gentile sulla Napoli-Bari che ha brevettato sistemi innovativi per la raccolta e la gestione dei rifiuti abbandonati lungo il tracciato dell’opera, e la Clivio srl che, nella costruzione del tunnel che correrà sotto il fiume Isarco e sarà parte della Galleria di Base del Brennero, ha messo a disposizione due brevetti necessari per le attività di consolidamento del terreno che anticipano la perforazione delle talpe.
Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia le attività delle imprese fornitrici spaziano su cantieri lontani tra loro, dove clima, caratteristiche geologiche dei territori, ambiente, ma anche condizioni economiche sono molto diversi. Sulla nuova linea Bicocca-Catenanuova, quella che porterà l’alta velocità in Sicilia tra Palermo e Catania, lavorano oggi insieme al Gruppo Webuild 193 imprese tra fornitori e subfornitori che hanno contratti per un totale di 104 milioni di euro.
Sul Terzo Valico dei Giovi (l’alta velocità che collegherà Milano con Genova in circa un’ora) sono invece al lavoro 2.314 imprese per un totale di contratti pari a 3,1 miliardi di euro, e con un baricentro focalizzato sul Nord, dove si concentrano 1.741 fornitori. Un’opera di grande impatto per tre grandi regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia) che – sotto l’organizzazione del Consorzio Cociv guidato da Webuild – arriverà a unire tra loro Genova e Rotterdam.
(ITALPRESS).

Dopo le finali di Como Scalzotto vince la Suzuki Rally Cup

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È stata una gara combattutissima quella che si è corsa sugli asfalti lariani del Trofeo Aci Como, grande finale Nazionale della Coppa Rally di Zona Aci Sport e round conclusivo della Suzuki Rally Cup. Prova di forza per i 17 i partecipanti di Suzuki Italia compreso l’aostano Simone Goldoni insieme ad Eric Macori, trasparente ai fini della classifica di trofeo in corsa con la sua Swift Hybrid nella categoria Classe R1 Ibr. Naz. È stata battaglia nel verdetto finale nel trofeo e relativo montepremi messo in palio da Suzuki Italia. Una sfida iniziata bene il venerdì tra i sedici equipaggi a bordo di Suzuki, scelte tra i modelli sportivi SWIFT 1.6 Sport R1, SWIFT 1.0 Boosterjet R1 oppure Racing Start e Baleno 1.0 Boosterjet, che ha messo subito in luce Ivan Cominelli. Lo svizzero insieme a Igor Leone Fieni, si è aggiudicato la prima prova di Alpe Grande. Cominelli ha però dovuto abbandonare le sfide il giorno dopo per un braccetto rotto alla sua Swift R1. Destino simile per l’aostano Simone Goldoni insieme ad Eric Macori, trasparente ai fini della classifica di trofeo in corsa con la sua Swift Hybrid nella categoria Classe R1 Ibr. Naz. penalizzato da una toccata è stato costretto al ritiro sulla penultima prova.
Spazio, dunque, tutto per i più attesi del monomarca di casa Hamamatsu. In quattro si sono messi in evidenza per la vittoria assoluta della gara lariana. Simone Rivia, Andrea Scalzotto, ma anche Nicola Schileo e Igor Iani. I quattro sfidanti su Swift R1 gommate Toyo Tires si sono alternati negli scratch del day 2, dove Scalzotto si è imposto su entrambi i passaggi della lunga prova di Sormano, valida come prima power stage del trofeo. Dal canto suo Rivia, passato al comando dell’assoluta nella prima frazione di gara del sabato, ha realizzato i migliori tempi sulle prove di Bellaggio e sul secondo passaggio della Alpe Grande qui appaiato con il giovanissimo Iani. Bravo fino alla fine, l’under25 con Nicola Puliani, è stato colpito dalla sfortuna mancando il traguardo finale per la rottura della sua vettura durante l’ultimo trasferimento. In chiusura sugli 11 chilometri della Bellagio, ultima frazione cronometrata in programma valida come seconda power stage del trofeo, Schileo navigato da Gianguido Furnari, su Swift 1.0 turbo R1, si è messo in luce come il più veloce in prova.
Questo in breve il bilancio di un entusiasmante weekend di Suzuki Italia che di fatto aveva consegnato il trofeo nelle mani dell’equipaggio Rivia-Dresti. La classifica è stata poi aggiornata in seguito alle verifiche tecniche e alla decisione di esclusione dalla classifica del rally comminatagli dai Commissari Sportivi per irregolarità tecnica come riportato dalla Decisioni dei Commissari Sportivi n.6 esposta nell’albo di gara del 39°Trofeo ACI Como. Dunque il gradino più alto del trofeo è passato al vicentino Andrea Scalzotto che conclude la sua stagione nel Suzuki Rally Cup con 51 punti finali, cinque di vantaggio su Nicola Schileo, secondo assoluto del trofeo. Resta a 38 punti Simone Rivia appaiato con Giorgio Fichera. Il siciliano navigato da Alessandro Mazzocchi centra la vittoria nella classe Racing Start, davanti all’avversario di classe Roberto Pellé con Giulia Luraschi. Il trentino conclude la sua stagione nel Suzuki Rally Cup con 35 punti. Il Rally di Como ha raccontato altre belle storie tra gli aspiranti trofeisti di Suzuki Italia come quella di Andrea Lamanna. Nel Rally di Como il pilota classe 2000 accompagnato da Alessandro Albertini ha davvero impressionato tutti.
Ottimi tempi alla guida della Swift e un quarto posto assoluto per il giovanissimo emiliano gettano buone basi per una sua partecipazione nella prossima stagione del trofeo. Sulle strade lariane, buone prestazioni per gli altri attori tra le Swift R1B come l’altro giovane in corsa nel trofeo Mattia Zanin con Fabio Pizzol, seguito da Simone Calcagno con Alessandro Parodi e Giovanni Pelosi navigato da Tiziano Pieri sulla Swift in versione RSTB1.0. Traguardo finale nell’ordine anche lo svizzero Lorenzo Albertolli con Valentina Bucksch e Christian Mantoet insieme a Roberto Simioni.
(ITALPRESS).

LAZIO E ATALANTA, STORIE DA LIBRO CUORE

Con l’aria che tira c’è tanta voglia di Libro Cuore. Ma non mi offrono atmosfere deamicisiane Pirlo – nonostante sia attivo in Torino, tutto preso dalla cura dei dettagli ignorati dai suoi “ragazzi” distratti – nè tantomeno Conte che invoca, giustamente, lo Spirito Killer del tutto mancante ai “ragazzi” suoi (“sò ragazzi!” – sembrano dire i due mister – come piaceva a Gigi Proietti). Juve e Inter si sfidano per ora a pareggi, ma se per loro l’1 a 1 dice di due punti perduti, per Lazio e Atalanta vale due vittorie. Non solo morali e spesso inutili. Vittorie che produrranno vittorie.
Il gol di Caicedo al 94′ non ha rivelato soltanto la perdurante inconsistenza della retroguardia bianconera – problema che Pirlo ha promesso di risolvere – ma la potenza del gruppo laziale, e dico di solidarietà, passione, voglia di battersi contro i nemici moltiplicatisi come i tamponi di Lotito; se ha sbagliato la società, tecnico e giocatori non c’entrano e l’hanno dimostrato battendosi fino alla fine con coraggio – sollecitati dalla voglia di farsi giustizia – contro una squadra superiore per mezzi tecnici, la squadra dell’implacabile CR7, mentre a loro mancava Ciro Immobile, il bomber rivale trascinato incolpevole in uno scandalo demenziale. L’abbraccio esaltato di Simone Inzaghi a Caicedo – manifestazione da vittoria in una finale di Champions – è stato bellissimo, un’occasione per dimostrare almeno ai detrattori del gioco più bello del mondo quanta forza morale c’è nel calcio, quale capacità di reagire a scandali e cattiverie. Così abbiamo vinto due Mondiali, nell’82 e nel 2006.
L’altro teatro per una pièce deamicisiana, Bergamo, la città della Dea che ci ha abituato a forti passioni per amore e dolore. L’Atalanta non ha solo confermato le difficoltà caratteriali dell’Inter di Conte ma ha offerto due storie che spiegano la forza di questo club di provincia diventato protagonista nazionale e confermano le qualità di Gasperini, un tecnico da “panchina d’oro” permanente. Il gol del bellissimo pareggio l’ha realizzato Aleksej Andreevic Miranchuk, venticinquenne russo di Slavjansk-na-Kubani, esordiente in serie A e destinato sicuramente ad arricchire il club quando a Percassi giungeranno le solite ricche offerte delle “grandi”. Come se non bastasse aver trovato l’esordiente goleador, l’Atalanta ha offerto ai suoi tifosi e al calcio italiano (anche azzurro, immagino) un ragazzone dì diciott’anni, Matteo Ruggeri, che ha giocato con sicurezza tutta la partita e alla fine (certo da lettore del Libro Cuore) ha sciorinato in tivù una felice storia d’amore per il pallone e per la Dea. Che dire? Grazie.

MILAN SOLO PARI MA CAPOLISTA, VERONA E SPEZIA RIVELAZIONI

Milan sempre capolista, nonostante il pareggio col Verona; Roma e Napoli incalzano; Verona e Spezia “rivelazioni”. Questi i titoli di un campionato che affronta la pausa delle Nazionali. La grana dei tamponi della Lazio avrà degli strascichi. La classifica comincia a pesare e, dopo le grandi lodi al gioco d’attacco e l’entusiasmo per i gol a grappoli, cominciano ad affiorare le partite prudenti. E le reti stavolta sono state solo 18. Abbiamo (hanno) ricominciato ad apprezzare gli 0-0 (tre), i pareggi (sei), si è tornati alle rimonte in extremis e alle vittorie striminzite. Il capolista Milan, senza Romagnoli, infortunato dell’ultim’ora, era andato sotto di due gol a San Siro, per mano di un bel Verona col solito Barak a segno. Già contro il Lille erano apparse delle criticità per i rossoneri. Il Verona è riuscito a tener testa a lungo alla squadra di Pioli, poi ha subito un rigore che Ibrahimovic (un incrocio dei pali) ha tirato alle stelle. Un grande Silvestri ha salvato la porta degli scaligeri, sino a quando non è stato annullato il gol del pareggio di Calabria.
Ma poi Ibrahimovic (ottavo gol) non ha trovato il pareggio. Il Verona non ha mai vinto a San Siro. L’Udinese ha dato una dimostrazione pratica di come si può fermare una squadra (solitamente) brillante come il Sassuolo. Con le riserve, De Zerbi, aveva vinto a Napoli (quasi) dominando un avversario titolato. Tornati alcuni titolari come Caputo e Berardi, il meccanismo si è inceppato. L’attacco che aveva sbalordito tutti (18 gol in 6 partite) è rimasto all’asciutto. Certo, quello del Sassuolo non cesserà di essere un fenomeno interessante.Al terzo posto sono ascesi la Roma, che ha vinto ancora, e il Napoli che ha ripreso ad andare. A Genova non era difficile per una squadra di rango come quella giallorossa. Si temeva l’assenza di Dzeko, ma ci ha pensato l’armeno Mkhitaryan, con una tripletta, a risolvere la partita. La squadra di Fonseca può andare ora lontano. Il Genoa attraversa un momento difficile: ha vinto solo col Crotone. Gattuso aveva spedito Mario Rui e Ghoulam in tribuna perchè “non li aveva visti sul pezzo”. Gli altro lo erano e hanno vinto a Bologna (pur correndo qualche pericolo nel finale) con un gol di Osimhen. La Juve invece ne ha “persi” due, di punti, contro la Lazio in un mezzogiorno di fuoco. Senza alcune celebrità (Immobile, Chiellini, Chiesa), la sfida dell’Olimpico è stata risolta al 94′ dal solito Caicedo, che ha pareggiato quando la Juve sembrava aver già vinto. Ronaldo infatti aveva segnato, colpito un palo e visto Reina negargli il gol del raddoppio. La Lazio ha avuto costanza, ha inseguito il pareggio sino al recupero fin quando non ha ottenuto l’1-1. Si diranno tante cose: che la Juve di atri tempi avrebbe mantenuto il vantaggio, che la Lazio ha sette vite, che i bianconeri hanno pagato l’uscita di Ronaldo, ecc. La realtà è che forse o bianconeri, sul piano dell’esperienza, non sono più quelli di una volta. E così che hanno perso punti preziosi. Atalanta e Inter hanno pareggiato dopo un primo tempo scadente. Nella ripresa, un bel gol di Lautaro di testa ha sbloccato la partita e l’esordiente Miranchuck ha pareggiato appena entrato dalla panca. I due tecnici avevano paura per la labilità delle loro retroguardie. Hanno subito puntualmente gol per gli errori difensivi e il pareggio in fondo le ha danneggiate entrambe. Basta guardare la classifica. Ma, come dice il saggio, meglio pareggiare che perdere. Il Cagliari (stavolta molto più equilibrato) ha interrotto la serie positiva di una Samp in dieci (espulso Augello) con un rigore (contestato) di Joao Pedro che gli ha spianato la strada prima del gol di Nandez. Di Francesco ha sistemato la propria difesa che per la prima volta non ha subito gol. Lo Spezia è un pò la rivelazione del momento. Ha inflitto al Benevento una brutta botta a domicilio. Nzola (doppietta) è stato protagonista. Si tratta della quinta sconfitta consecutiva per Pippo Inzaghi (fra campionato e Coppa Italia). I sanniti hanno la peggior difesa con 20 gol subiti. La Fiorentina è andata a Parma col peso psicologico della difficile posizione del suo allenatore Iachini. Ha cercato il gol, ma non l’ha trovato. E il pareggio a reti inviolate non ha soddisfatto nessuno. La posizione delle due squadre è rimasta anodina, cioè nè carne, nè pesce. Arriverà davvero Prandelli ? Il Torino, dopo la vittoria di Genova nel recupero, è tornato ai verbi difettivi: 0-0 contro un Crotone ultimo e in dieci nel finale per l’espulsione di Luperto. Belotti ha colto in palo, ma Sirigu ha avuto molto da fare. Una curiosità: i calabresi (che non hanno preso gol) hanno fatto punti solo con le squadre torinesi. Sulla scena irrompe ora la Nazionale, con problemi per i convocati di Fiorentina, Lazio e Roma. E siccome anche Mancini è fermo…

Processo “Cassandra”, BAT si costituisce parte civile

ROMA (ITALPRESS) – Dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore di Roma Alberto Pioletti per i manager e collaboratori di Philip Morris e dirigenti dei Monopoli di Stato, accusati di corruzione, British American Tobacco Italia ha notificato la propria dichiarazione di costituzione quale parte civile con l’obiettivo di ottenere un risarcimento dei danni come parte offesa dal reato.
Il procedimento penale nasce dall’indagine della Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, del dicembre 2019 (indagine “Cassandra”).
L’indagine avrebbe evidenziato lo “stabile asservimento della funziona pubblica” – ovvero dei dirigenti dei Monopoli di Stato – che avrebbero “rivelato notizie e documenti, acquisiti per motivi d’ufficio, e riservato un trattamento di riguardo, ai dipendenti di Philip Morris Italia a discapito degli altri produttori concorrenti”, come riportano gli atti della Procura di Roma.
Come si evince dagli incartamenti, il sostituto procuratore Alberto Pioletti ha accusato anche la società Philip Morris Italia S.r.l. “perchè i comportamenti corruttivi e di turbativa della concorrenza sarebbero stati posti in essere da propri dirigenti e collaboratori nell’interesse e a vantaggio della Philip Morris Italia S.r.l”.
“Abbiamo seguito sin dall’inizio e con la massima attenzione ogni sviluppo dell’indagine Cassandra depositando, agli inizi di febbraio, un esposto in Procura – afferma in una nota Alessandro Bertolini, Vice Presidente di British American Tobacco Italia e Direttore Affari Legali e Relazioni Esterne per il Sud Europa -. Nell’esposto abbiamo, fra l’altro, sottolineato come lo “stabile asservimento” evidenziato negli atti dell’indagine potrebbe avere anche influenzato il processo decisionale che ha portato, a fine 2018, al drastico incremento dello sconto fiscale concesso alle nuove sigarette a tabacco riscaldato di cui IQOS HEETS di Philip Morris deteneva, a quella data, il 100% della relativa quota di mercato. Nel medesimo arco temporale, in base agli atti del procedimento in corso, il direttore centrale delle Accise e dei Monopoli avrebbe ricevuto promesse per l’assunzione di un proprio parente stretto”.
“Venire a conoscenza di possibili favoritismi e clientelismi tali da turbare, fra l’altro, la corretta dinamica concorrenziale sul mercato a vantaggio di un concorrente è per noi un fatto gravissimo rispetto al quale ci sentiamo parte lesa ed in relazione al quale, con la costituzione quale parte civile, intendiamo chiedere il risarcimento dei danni. Auspichiamo che il procedimento penale in corso faccia piena luce su fatti e circostanze che gettano ombra sulla trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa e sul doveroso rispetto della libera concorrenza nel mercato di riferimento”, conclude Bertolini.
(ITALPRESS).