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Campionessa olimpica Banti del team Webuild nominata velista dell’anno

ROMA (ITALPRESS) – Supera un nuovo record Caterina Banti, che si conferma ambasciatrice dell’eccellenza italiana nel mondo con la nomina di velista dell’Anno FIV (Federazione Italiana Vela) per la sesta volta. La campionessa olimpica, del team Webuild del Circolo Canottieri Aniene di Roma, porta a casa la nomina dopo il recente trionfo insieme a Ruggero Tita nelle acque francesi di La Grande Motte, con la conquista del quarto titolo mondiale, e terzo di fila, ai Campionati Mondiali di Vela, classe Nacra 17.
Caterina Banti è salita sul podio della vela italiana in occasione della cerimonia che si è svolta a Genova – quest’anno capitale europea dello sport – a Palazzo Ducale, insieme a Tita. Una consacrazione storica per la coppia d’oro della vela italiana, raggiunta grazie alla tenacia e allo spirito di squadra del duo azzurro, in cui Webuild ha creduto con forza già dal 2011, prima delle medaglie e dei successi mondiali, sostenendo il Circolo Aniene che nel tempo ha cresciuto tanti grandi atleti.
Webuild ha intrapreso, nel corso degli anni, numerose iniziative a favore del mondo dello sport e dei suoi valori, con l’intento di promuovere spirito di squadra, resilienza e competizione leale. Proprio domani si svolgerà l’amichevole di calcio, sponsorizzata dal Gruppo, che vedrà affrontarsi per la prima volta in Australia le squadre AC Milan e AS Roma, presso l’Optus Stadium di Perth. L’iniziativa si svolge in un paese strategico per il Gruppo, l’Australia è infatti il più grande mercato per Webuild dopo l’Italia, in termini di fatturato e portafoglio ordini, un mercato in costante crescita per il Gruppo e la sua controllata australiana Clough.
Con il sostegno a team ed eventi sportivi nei principali paesi in cui opera, Webuild punta anche a confermare il proprio impegno nel creare valore condiviso nei territori, sostenendo lo sport come strumento di crescita e sviluppo personale e collettivo, e come fonte di ispirazione per costruire un futuro migliore. Come nello sport, anche nei suoi cantieri Webuild investe nei giovani talenti e nel loro futuro, dando valore alle loro competenze e favorendone lo sviluppo con percorsi professionali e formativi che permettono a ciascuno di esprimere in pieno il proprio potenziale.
Con gli under 35 che rappresentano il 41% delle proprie persone, il Gruppo ha lanciato nei mesi scorsi il programma di formazione e impiego ‘Cantiere Lavoro Italià, per l’assunzione di 10 mila persone entro il 2026, specialmente nei cantieri del Sud Italia. In parallelo, il Gruppo collabora con un network di quasi 20 atenei di eccellenza in Italia e nel mondo e con istituti superiori a indirizzo tecnico, con l’obiettivo di attrarre, selezionare e formare profili junior di talento. Webuild promuove anche la ricerca su temi di innovazione nel settore, attraverso il Premio Alberto Giovannini per laureandi, laureati e dottorandi, giunto alla sua terza edizione e di cui a breve si terrà la premiazione per l’edizione 2023-2024.

– Foto ufficio stampa Webuild –

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Confapi, patto etico per sicurezza sul lavoro con IA e strategia Ue

ROMA (ITALPRESS) – L’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare la sicurezza sul lavoro, l’importanza della formazione per ottenere lavoratori qualificati, una strategia europea per accompagnare la transizione e un green deal da ricalibrare: sono i temi al centro dell’assemblea di Confapi che si è svolta oggi a Roma, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e del ministro degli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, e che si è aperta con un videomessaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha ricordato la centralità delle pmi per l’economia italiana.
“La sicurezza sul lavoro per noi è una priorità. Il nostro sistema di sicurezza sul lavoro soffre di un alto tasso di regolazione normativa e di un basso livello di effettività nella formazione. Siamo convinti che si debba sempre più operare nell’ottica della prevenzione, oltre che di una formazione più efficace. Pensando alla prevenzione, l’intelligenza artificiale può rappresentare un valido supporto. Proponiamo una sorta di Sicurezza 5.0, un Patto etico tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria attraverso cui utilizzare l’AI per garantire maggior sicurezza sui luoghi di lavoro. Contestualmente attraverso un’analisi visuale creare un database statistico sui comportamenti non corretti in azienda che permetta di fare prevenzione mirata. Occorre che si arrivi a un anonimato condiviso di qualsiasi dato per evitare che si possa anche solo pensare a una forma di controllo dei lavoratori”, ha detto il presidente di Confapi, Cristian Camisa, nel suo intervento dal palco.
“Le industrie italiane hanno bisogno di lavoratori qualificati, con competenze in linea con l’evoluzione tecnologica, ma abbiamo bisogno di agire sin da subito con maggiore efficacia. Per farlo è necessario da un lato rilanciare il modello della contrattazione collettiva territoriale, consentendoci di poter valorizzare i nostri dipendenti e di distribuire la ricchezza dove si produce e potendo rinviare ai contratti territoriali gli incrementi retributivi in modo che si tenga conto del diverso costo della vita e delle diverse diseconomie esterne ai sistemi produttivi. E, dall’altro, detassando gli straordinari dei nostri dipendenti, consentendo loro realmente di fruire di un beneficio a fronte del sacrificio di qualche ora di lavoro in più. “In un contesto di cambiamento del mercato del lavoro – ha aggiunto – le competenze trasversali e specifiche legate alla digitalizzazione e alla sostenibilità diventano sempre più centrali. Inoltre, i Quattro Grandi Shock (pandemia, crisi geopolitica, inflazione, esplosione del debito pubblico) hanno accentuato le sfide economiche e sociali, complicando il percorso di ripresa e di adattamento del mercato del lavoro italiano. Il Pnrr offre un’opportunità straordinaria di sviluppo, ma richiede una capacità sistemica di sfruttare al meglio le innovazioni tecnologiche per migliorare la produttività”. Inoltre, la transizione è “un orizzonte imprescindibile”, ma “necessita di essere sostenuta da investimenti e supporti ad hoc per le Pmi. I 6,3 mld all’anno per due anni previsti da Transizione 5.0 sono fondamentali. Come Confapi abbiamo chiesto fin dalla prima ora al Governo di cambiare in Europa i parametri del Pnrr che, in un primo momento, era pensato quasi esclusivamente per pubblico e grandi industrie. Abbiamo chiesto e ottenuto, e di questo ringraziamo il ministro Fitto, che si puntasse sul credito di imposta, un’agevolazione semplice, intuitiva e già ampiamente conosciuta dai nostri imprenditori. Ora i decreti attuativi devono essere emanati quanto prima perchè non c’è più tempo e noi imprenditori abbiamo bisogno di programmare e regole certe per investire. Non è più procrastinabile – ha sottolineato – una politica industriale europea focalizzata sulle Pmi con piani strategici settoriali e di filiera che possano rafforzare la competitività delle nostre piccole e medie imprese industriali nel mercato globale e accompagnarle nella doppia transizione, digitale e green. Mai come in questo momento, con due terribili conflitti alle nostre porte, l’Europa ha necessità di effettuare un vero e proprio cambio di passo, tanto più necessario se si pensa che l’UE è stretta nella morsa di colossi mondiali che rappresentano dei competitors economici che rischiano di schiacciarci”. Per Camisa “occorre una strategia europea che dia centralità all’industria manifatturiera e che valorizzi le indiscusse capacità sul piano dell’innovazione e di resilienza delle Pmi puntando in maniera concreta sulla transizione ecologica e digitale, che sia davvero sostenibile, pragmatica e competitiva. Il futuro economico, commerciale e sociale dell’Unione potrà davvero essere radioso come lo avevano immaginato i padri fondatori solo se si sarà capaci di eliminare quei troppi paletti anacronistici purtroppo esistenti superando l’attuale soffocante burocrazia”.
Infine, il Piano Mattei, che vede Confapi tra i componenti del tavolo: per Camisa “è cruciale valorizzare la centralità delle Pmi il cui coinvolgimento assume una rilevanza strategica nell’ottica della cooperazione win-win con il Continente africano intrinseca nel modello di business più flessibile, orientato alla sostenibilità economica e sociale e a collaborare con gli interlocutori esteri per una crescita comune. Il coinvolgimento attivo delle piccole e medie industrie potrà assicurare efficacia alle diverse iniziative del Piano garantendo una crescita condivisa e sostenibile e una maggiore coesione sociale. Il Piano Mattei può rappresentare un vero catalizzatore per lo sviluppo sostenibile e inclusivo dei Paesi africani, garantendo al contempo la competitività delle imprese nazionali e il benessere delle comunità locali”, ha spiegato il presidente di Confapi soffermandosi su “due temi cruciali: formazione in loco della manodopera e terre rare. Il 63% delle imprese non riesce a coprire i propri fabbisogni in termini di forza lavoro. Tenendo in considerazione il fatto che il 60% della popolazione africana ha meno di 24 anni, stiamo già portando avanti progetti di labor migration che prevedono una prima parte di formazione in loco con lo studio anche della lingua italiana e una seconda sessione con corsi presso le associazioni di categoria mirati ai fabbisogni delle aziende sui singoli territori. Le terre rare – ha aggiunto Camisa – hanno un’importanza strategica in relazione all’ampia disponibilità mineraria della maggior parte dei Paesi del continente africano per l’approvvigionamento e la competitività delle nostre Pmi”. In quest’ottica, Confapi ha siglato oggi un accordo per lo sviluppo delle opportunità di business all’estero, in particolare in Africa, e l’implementazione di progetti di formazione con Bvmw, la Confederazione tedesca delle Piccole e Medie Industrie: insieme collaboreranno, attraverso gli uffici locali di Bvmw in Africa, per creare il giusto contesto per lo sviluppo e l’implementazione di progetti di formazione locale, al fine di ottenere forza lavoro qualificata e specializzata per rispondere alle crescenti esigenze delle Pmi in termini di competenze tecnologiche, digitali e tecniche. Si tratta di “un passo importante per la messa a terra del Piano Mattei nella parte che riguarda gli interventi di formazione in loco di cui Confapi è protagonista e ci permetterà di essere presenti, da domani, con le nostre imprese in 25 Paesi africani”, ha concluso Camisa.
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Fontana “Lo scranno di Matteotti non sarà più occupato”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi la Camera dei deputati onora Giacomo Matteotti, uno dei padri della nostra democrazia, vittima dello squadrismo fascista. Esattamente 100 anni fa, dallo scranno di quest’aula, dove è stata apposta una targa in suo ricordo, Giacomo Matteotti pronunciò il discorso che gli sarebbe costato la vita. A perenne ricordo del suo sacrificio questo scranno non sarà più assegnato ad alcun deputato”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel corso delle celebrazioni, che si sono svolte nell’aula di Montecitorio, a cent’anni dal discorso del 30 maggio 1924 in cui Giacomo Matteotti denunciò in Parlamento le violenze perpetrate dai fascisti durante le elezioni politiche del 6 aprile di quell’anno. All’evento hanno partecipato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il vicepresidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. In apertura la Banda Interforze ha eseguito l’inno italiano e l’inno europeo. Circa 300, inoltre, gli studenti nel pubblico. Sono intervenuti, ricordando la figura di Matteotti: Bruno Vespa, il professor Emilio Gentile e l’ex presidente della Camera Luciano Violante.
Dopo la premiazione degli studenti vincitori del concorso “Matteotti per le scuole” (la III A dell’Istituto Alta Val di Sole di Ossana di Trento, la IV B del Liceo Artistico Buccini di Marcianise, la I B della scuola secondaria “Maria Gaetana Agnesi” di Casatenovo), in chiusura l’attore Alessandro Preziosi, dallo scranno da cui il deputato Matteotti svolse il proprio intervento il 30 maggio 1924, ha riletto un estratto del testo. Prima della cerimonia, il Presidente Fontana e il Presidente Mattarella hanno inaugurato l’esposizione dedicata a “Matteotti parlamentare” in Transatlantico. La mostra – organizzata in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della morte di Giacomo Matteotti – raccoglie una sintesi dell’attività del deputato attraverso i documenti dell’archivio storico e della Biblioteca della Camera, i resoconti parlamentari, altri documenti e una selezione dello scambio epistolare con la moglie Velia Titta, forniti dalla Fondazione di Studi storici “Filippo Turati” e dalla Fondazione Giacomo Matteotti ETS.

– Foto ufficio stampa Camera dei Deputati –

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Lupi “Oggi più che mai c’è bisogno di un’Europa popolare e moderata”

MILANO (ITALPRESS) – “Oggi più che mai c’è bisogno di un’Europa popolare e moderata. Infatti, l’Europa in questi cinque anni è cambiata totalmente. Subito dopo le elezioni del 2019 è arrivata la pandemia e ci si è accorti che o si affrontavano i problemi insieme oppure saremmo poco alla volta morti tutti, anche economicamente. Allora l’Europa per la prima volta ha messo da parte le burocrazie e deciso che bisognava avere un debito pubblico in comune per sanare le ferite di tutti. E poi si sono presentate altre sfide come la guerra” in Ucraina. Così il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, durante un’intervista di Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni europee 2024” dell’agenzia Italpress. “L’Europa deve essere popolare perchè deve mettere al centro il benessere dei popoli. Vuol dire che ognuno non è che va per conto proprio. Una politica estera comune e un esercito comune ci devono essere. Anche perchè se no continuiamo a dipendere da altri. Questo vuol dire fare un passo in avanti”, ha proseguito poi, riferendosi al via libera del cancelliere tedesco Olaf Scholz e del presidente francese Emmanuel Macron all’utilizzo delle armi Nato per colpire obiettivi in Russia.
“La guerra in Ucraina ha messo in discussione uno dei principi fondamentali dell’Occidente: il valore delle nazioni e del rispetto del diritto internazionale”. Perciò, serve “un’Europa popolare a fianco dell’Ucraina, che non entra in guerra nel senso che non manda uomini e armi per attaccare la Russia e che cerca l’idea della diplomazia”.
Secondo Lupi, un’altra delle principali sfide attuali per l’Unione Europa è il calo demografico. “Se andiamo avanti così nel 2050 l’Italia avrà solo 51 milioni di abitanti e l’Europa raddoppierà la popolazione sopra gli 80 anni – ha sottolineato – . Questo vuol dire che tutti insieme dovremmo spendere di più per salute e welfare. Sono soldi da mettere in campo che valgono come gli investimenti e quindi devono essere fuori dal Patto di Stabilità”. Sulle politiche per la natalità, anche l’Italia deve “avere il coraggio di concentrare le risorse e non di disperderle. Lo dico perchè anche noi” del centrodestra “non è che abbiamo fatto tutto bene. In questi 30 anni abbiamo anche governato e siamo stati all’opposizione. La politica dei bonus non va da nessuna parte. Nessuno mette al mondo più figli se non è sicuro che, per esempio, il bonus asilo nido durerà più di un anno. E credo che per il centrodestra questa sia una sfida. Non è una battaglia ideologica, qui c’è il futuro”.
Il leader di Noi Moderati ha poi precisato che il centrodestra al governo vuole “ammodernare le istituzioni”, per questo è assolutamente necessario “andare avanti con il premierato”. “E’ una sfida nuova, bisogna percorrerla. Così come la a riforma della giustizia” perchè “così com’è non funziona. Io dico alla sinistra: invece di criticare, collaborate per il cambiamento”, ha concluso.

– foto Italpress –
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Stress e stanchezza, un nuovo integratore per combatterle

MILANO (ITALPRESS) – Lo stress è spesso causa di stanchezza. Secondo una ricerca commissionata da Bayer il 70% degli italiani in età adulta, fra i 25 e i 65 anni, si sente stressato e oltre 4 milioni di persone assumono integratori per combattere l’affaticamento da stress. Durante un evento a Milano, l’azienda ha presentato un nuovo prodotto studiato per avere una duplice azione: da un lato gestire lo stress e dall’altro ricaricare le energie. “Molti italiani che assumono un integratore per alleviare la stanchezza da stress non sono soddisfatti – ha detto Lorenzo Ronchi, Marketing Category Head di Bayer Italia durante l’evento – questi consumatori infatti acquistano multivitaminici non specifici. Questi prodotti non possono aiutare pienamente il nostro corpo ad adattarsi alle circostanze di stress. Bayer porta una soluzione specifica: il nuovo Supradyn Ricarica No Stress si compone infatti di due azioni. Da un lato ricarica le energie con vitamine e minerali e dall’altra introduce elementi botanici per rispondere e gestire meglio lo stress cui è sottoposto l’organismo”.
La dottoressa Michela Barichella, Responsabile Medico Unità Operativa di Nutrizione della Clinica ASST G.Pini-CTO e professoressa all’UniMi ha spiegato perchè lo stress è associato a stanchezza: “Quando ci troviamo in presenza di potenziali fattori stressanti mettiamo in atto una serie di meccanismi di adattamento che ci permettono di tornare allo stato fisiologico precedente. La risposta allo stress comprende una serie di reazioni che coinvolgono l’asse ipotalamo ipofisi-surrene. Vengono quindi rilasciati degli ormoni che portano a un aumento di adrenalina, noradrenalina e cortisolo. Questa risposta, sebbene sia essenziale per il funzionamento umano, se eccessiva può provocare diversi disturbi sia fisici che mentali, detti ‘disturbi dell’adattamentò che possono comprendere sintomi come stanchezza e affaticamento”.
“Supradyn Ricarica No Stress contiene estratti vegetali – ha spiegato Cristina Nicastro, Responsabile scientifico Bayer Consumer Health – che lavorano sullo stress. La Rhodiola rosea è una pianta adattogena che aumenta la resistenza allo stress e riduce la sensibilità ai fattori che inducono stress, mantenendo uno stato di equilibrio. Deve le sue proprietà alla presenza di due polifenoli, salidroside e rosavine che influenzano favorevolmente le funzioni fisiologiche e le attività all’interno del sistema nervoso centrale. Il prodotto poi contiene estratti di Melissa officinalis che abbassa la risposta emotiva e ha un effetto calmante. Agisce poi anche a livello gastrointestinale dove produce un effetto di distensione e allevia la tensione addominale”. Se gli estratti vegetali hanno un effetto “stress out”, per la parte di “energy in” ci sono le vitamine del gruppo B: Vitamina B5, B6, B12 e l’Acido Folico (B9). “Altrettanto importante – ha spiegato ancora Cristina Nicastro di Bayer – è il Magnesio. E’ un minerale che è presente in più di 300 reazioni enzimatiche nel nostro corpo. Lavora in sinergia con le vitamine per darci le energie di cui abbiamo bisogno”.
“Questo innovativo integratore copre un bisogno crescente e ancora insoddisfatto dei consumatori che spesso si affidano a soluzioni non specifiche per affrontare la stanchezza da stress – ha detto in conclusione dell’evento milanese Heiko Petersen, Cluster Head ITAGRIS Consumer Health Bayer – e Supradyn Ricarica No stress è stato appositamente sviluppato per fornire loro un supporto mirato”.
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“Linee dell’Invisibile”, a Baku la mostra dello scultore Gianfranco Meggiato

ROMA (ITALPRESS) – “Linee dell’Invisibile” (Görünməyənin cizgiləri) è il titolo della grande mostra dello scultore Gianfranco Meggiato, allestita a Baku, la capitale dell’Azerbaijan, nell’Heydar Aliyev Center, uno dei più importanti complessi culturali dell’Asia, gioiello dell’architettura contemporanea, progettato da Zaha Hadid.
L’esposizione, inaugurata nelle scorse ore, potrà essere visitata fino al 26 ottobre e presenta 39 opere, alcune delle quali di dimensioni imponenti, di cui 19 realizzate appositamente per questa mostra: al centro della riflessione dell’Artista, la relazione con l’invisibile, la possibilità di vivere la materia, trascendendola, dandole un significato che non sia esclusivamente materiale; la relazione con l’energia, alla luce delle ricerche della Fisica Quantistica e uno sguardo alla spiritualità, che si esprime nelle forme che rimandano ai quattro elementi e all’Unità Primigenia.
La mostra di Baku, inoltre, assume un’importanza internazionale, perché Gianfranco Meggiato è il primo artista italiano vivente a esporre in una grande mostra Personale presso l’Heydar Aliyev Center. Un polo culturale, presso cui, negli anni, sono state ospitate opere di alcuni fra gli scultori e artisti più importanti del mondo, tra i quali Anish Kapoor, Yayoi Kusama, Tony Cragg.
La mostra è allestita su più livelli e in diversi luoghi dell’Heydar Aliyev Center: le sculture sono, infatti, visibili nel grande parco esterno, all’ingresso del complesso culturale, nella hall del pianterreno e in una sala espositiva appositamente allestita nel cuore del museo. Ed è proprio la grande visibilità, data dal Centro Heydar Aliyev alle opere di Meggiato ad apparire come un significativo tributo a questo scultore italiano e all’Italia nel suo complesso da parte della massima istituzione culturale dell’Azerbaijan. Entro l’estate sarà realizzato un libro-catalogo completo della mostra da Editoriale Giorgio Mondadori.
Tra le 19 opere realizzate appositamente per Baku ci sono “Germinazione”, “Sfera Primigenia”, “Mistral”, “Scienza e Conoscenza”, “Creazione”.
Fra le sculture più imponenti, l’opera “Germinazione”, alta oltre 6 metri e situata proprio davanti all’ingresso principale dell’Heydar Alyiev Center, ha un significato speciale: “la scultura – come sottolinea Gianfranco Meggiato – ricorda che siamo tutti foglie di un albero, cellule di un organismo, parti di un Essere. Fino a quando l’umanità non accetterà questi concetti di unità e fratellanza, non ci sarà né pace né rispetto per il mondo a cui apparteniamo”. La scultura appare, inoltre, come un concatenarsi di quattro elementi abbracciati, che solo uniti possono germogliare, riportandoci alla vita: un tema che è un richiamo forte al rispetto della natura e dell’ambiente, alla possibilità di uno sviluppo che guardi al pianeta, non stravolgendo il suo equilibrio. Un richiamo che arriva non a caso da Baku, città che a novembre ospiterà la Cop 29, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
“Mistral” (alta 4 metri), con la sua forma caratterizzata dalle volute a spirale che si avvolgono attorno al nucleo e con il suo colore rosso, simbolicamente incarna e riunisce insieme il concetto del vento e della fiamma di fuoco, che rappresentano rispettivamente la città di Baku e l’Azerbaijan. Nell’Opera “Sfera Primigenia”, ispirata dalla fisica quantistica, vi sono le stringhe di energia attorno al nucleo, che è l’Origine, l’essenza creatrice. In “Sfera Samsara” si fa riferimento ai cicli di vita, morte e rinascita, che simboleggiano la vita. La ciclicità. All’uomo è data la possibilità di vivere i cicli, ma anche quella di trascenderli.
Presentando la mostra, Anar Alakbarov, Direttore dell’Heydar Aliyev Center, ha evidenziato la lunga tradizione del Centro di presentare opere di scultori importanti, esprimendo la fiducia che la mostra catturerà i visitatori ed esprimendo la propria gratitudine a Gianfranco Meggiato. L’esposizione è curata da Amina Melikova, Direttrice del Dipartimento di organizzazione eventi ed esposizioni presso l’Heydar Aliyev Center.
“Questo straordinario Centro Culturale che ospita la mostra – sottolinea Gianfranco Meggiato – con le sue forme fluide e armoniche, definito “l’incredibile trasformazione dell’Arzebaijan”, ha reso tangibile un sogno, quello di modernizzazione di un Paese. E rendere visibili i sogni, ispirare e materializzare ciò che si riteneva impossibile, è una delle grandi possibilità dell’arte in tutte le sue forme: è per questo che l’architettura avveniristica e sognatrice di Zaha Hadid e le mie sculture condividono gli stessi ideali e sono in perfetta sintonia. Ringrazio di cuore il direttore dell’Heydar Aliyev Center, Anar Alakbarov, la curatrice e direttrice del Dipartimento Eventi, Amina Melikova per avere voluto ospitare le mie sculture e la Città di Baku per l’eccezionale accoglienza”.
Gianfranco Meggiato, scultore di origini veneziane, dal 1998 partecipa ad esposizioni in Italia e all’estero e ad eventi internazionali. È ospite, nei padiglioni nazionali, a due edizioni della Biennale di Venezia (2011, 2013). L’artista modella le sue sculture ispirandosi al tessuto biomorfo e al labirinto, che simboleggia il tortuoso percorso dell’uomo teso a trovare sé stesso e a svelare la propria preziosa sfera interiore. Meggiato inventa, così, il concetto di “introscultura”, in cui lo sguardo dell’osservatore viene attirato verso l’interiorità dell’opera, non limitandosi alle sole superfici esterne. Cercando di realizzare complicate forme astratte, sceglie non tanto di scolpire la pietra, ma modellare la morbida e fluida cera d’api, per poi fondere a cera persa. Utilizzando la più antica tecnica di fusione del mondo, crea un proprio stile riconoscibile e contemporaneo.
Dal 2017 Gianfranco Meggiato realizza opere urbane e installazioni di grande potenza e nello stesso anno ha ricevuto il Premio Icomos-UNESCO “per aver magistralmente coniugato l’antico e il contemporaneo in installazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica”.
Sue mostre sono state allestite, negli anni, in diverse città italiane e in varie parti del mondo: Canada, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Principato di Monaco, Ucraina, Russia, India, Cina, Emirati Arabi, Kuwait, Corea del Sud, Taipei, Australia, Londra, Montecarlo, Singapore e in diverse città degli Stati Uniti.
-foto ufficio stampa Gianfranco Meggiato-
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Assoluti a Cagliari dal 5 al 10 giugno

CAGLIARI (ITALPRESS) – Dodici titoli di campione italiano in palio, con 42 medaglie in tutto e circa 500 atleti fra cui i migliori a livello nazionale. Sono i campionati italiani assoluti di scherma 2024, che si svolgeranno a Cagliari dal 5 al 10 giugno negli impianti di Monte Mixi, con le finali al PalaPirastu. Un torneo, organizzato dall’Accademia d’Armi Athos, che sarà con ingresso libero e gratuito. Nei sei giorni di gara si vedranno atleti come Arianna Errigo, portabandiera azzurra ai Giochi Olimpici di Parigi, e gli altri convocati dalla Nazionale (fatta eccezione per Luigi Samele) fra cui Martina Favaretto, Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alice Volpi, Luca Curatoli, il vicecampione del mondo in carica Davide Di Veroli, Alessio Foconi e Tommaso Marini solo per citarne alcuni. Ci saranno sei gare individuali e altrettante a squadre, una per ogni arma divise per ciascun giorno e sempre sia maschili sia femminili: si comincia mercoledì 5 giugno col fioretto individuale (finali ore 17-19.30), giovedì 6 fioretto a squadre (finali ore 17.30-20), venerdì 7 spada individuale (finali ore 17.30-20), sabato 8 spada a squadre (finali ore 17-19.30), domenica 9 sciabola individuale (finali ore 16.30-19) e infine lunedì 10 sciabola a squadre (finali ore 15.30-17.30).
“Cagliari ospiterà il momento clou della stagione nazionale”, segnala il presidente federale Paolo Azzi nella presentazione stamattina all’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna a Cagliari. “I Campionati Italiani Assoluti pre-olimpici rappresentano un test per i nostri atleti, andremo a Parigi a ranghi compatti e siamo pronti a vivere un’Olimpiade all’altezza della tradizione della scherma italiana”. Grande soddisfazione anche per Franco Cuccureddu, assessore al Turismo della Regione Sardegna: “Gli eventi sportivi rappresentano una vetrina unica per la nostra regione. Sono molto contento che la Sardegna e Cagliari ospiteranno i campionati, l’obiettivo è portare sempre più eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale”.
– foto col/Italpress –
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Ucraina, Gentiloni “Risposta adeguata a minacce consistenti”

TORINO (ITALPRESS) – “L’importante penso sia conservare una linea molto chiara che è la linea della Commissione europea, cioè che noi sosterremo l’Ucraina per tutto il tempo in cui sarà necessario”. Così Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, a margine della visita a un cantiere di Torino.
A chi gli chiede se il sostegno di possa passare anche dall’utilizzo di armi che possono colpire la Russia, l’ex premier risponde: “Questo è un dibattito che si sta sviluppando, non spetta alla Commissione dire esattamente come ogni Paese deve comportarsi. Dobbiamo sapere che la minaccia è molto consistente e che quindi la risposta deve essere adeguata”.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –