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VISTA, la più grande competizione riservata ai tecnici di Volvo Trucks

BERGAMO (ITALPRESS) – Il motto è molto semplice: “More than a competition”, più di una competizione.
Un modo per poter rafforzare lo spirito di squadra e per far crescere individualmente ogni tecnico andando ad esaltare competenze e qualità del singolo. La sede italiana di Volvo Trucks (Bergamo, Zingonia) ha ospitato le semifinali mondiali del VISTA 2024, competizione dedicata ai tecnici specializzati: l’attuale edizione è iniziata il 7 novembre con ben 4500 squadre iscritte che si sono sfidate nei 3 round teorici previsti. Le migliori 120 squadre si sono successivamente qualificate alle semifinali, tra queste cinque team italiani hanno avuto la possibilità di affrontare le varie prove per poter strappare il pass in vista delle finali che si terranno a Gòteborg (Svezia), dal 9 al 13 settembre 2024. “Vista è veramente importante perchè è un allenamento – ha dichiarato Anna Rogbrant, Vista Project Manager -, è un programma di sviluppo delle competenze per tutti i tecnici del mondo. E’ un modo per migliorarsi, per la soddisfazione del cliente, per migliorare anche l’intervento diretto e renderlo più veloce possibile”. L’obiettivo è quello di affrontare i vari problemi che vengono simulati in ogni stazione in un tempo limite (circa 25 minuti), una situazione che permette a tutti i tecnici di sfruttare le proprie competenze singolarmente, ma anche costruire lo spirito e l’orgoglio di squadra, migliorando appunto se stessi: ogni tecnico è chiamato a dimostrare le proprie conoscenze e capacità, oltre all’abilità di lavorare insieme al proprio team. “Vogliamo che le officine giochino in casa, riescano a crescere, sia dal punto di vista personale che di squadra. Dietro VISTA ci sono una serie di aggettivi che descrivono alla perfezione questa competizione estesa in tutto il mondo – ha dichiarato Vista Project Manager (Italy) Enrico Invernizzi -, sappiamo quanto Volvo Trucks tenga a questa competizione. Per quanto riguarda le prove, simuliamo guasti sui veicoli che entrano in officina, i tecnici devono cercare di risolvere i problemi, trovare le informazioni giuste nei nostri sistemi fino a mettere di nuovo in moto il veicolo. Abbiamo anche una stazione interessante che riguarda la realtà virtuale, il team lavorerà dunque in squadra per portare a termine l’obiettivo”.
Non soltanto prove da superare, oltre ai vari test l’evento permetterà a tutti di vivere momenti di networking e scambio di conoscenze tra colleghi e professionisti del settore che provengono da tutto il mondo.
“C’è un problema nel trovare tecnici specializzati in tutto il mondo – ha dichiarato l’amministratore delegato di Volvo Trucks Italia Giovanni Dattoli -, l’obiettivo di questa competizione è
quello di generare orgoglio e capire cosa c’è dietro la riparazione del veicolo. E’ un modo per cercare di creare uno spirito di squadra. Per noi è un piacere ospitare questo evento, respiriamo tanta energia e accogliamo persone da tutto il mondo, vedere tutto ciò è una sfida bellissima”. Le semifinali termineranno il 20 giugno, poi il round finale dal 9 al 13 settembre, in Svezia.

– foto pia/Italpress –
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Trasporti, Verzari “Contratti, appalti e sicurezza temi da affrontare”

ROMA (ITALPRESS) – “Il mondo dei taxi è molto sfruttato dalla politica e questo non è un bene”. Lo ha detto Marco Verzari, segretario generale della Uiltrasporti, in un’intervista all’Italpress. “Noi rileviamo correttamente il fatto che vadano aumentate le licenze in molte realtà”, ha aggiunto Verzari sottolineando che il “governo ha seguito il processo in varie fasi ma deve completare un aspetto normativo fondamentale. Mancano tre decreti importanti: un registro delle licenze, il foglio per gli Ncc e soprattutto la regolamentazione delle piattaforme. Siamo sempre in prossima uscita e non escono mai. Questo – ha spiegato – genera una situazione inaccettabile per cui andrebbe completato quel processo, andrebbe aperto il mercato e andrebbero garantire le licenze per poter fare meglio e dare in qualche modo più risposte all’utenza”.
La situazione è abbastanza critica anche per il trasporto pubblico locale. “Dovrebbero essere tutti un pò coerenti. Stiamo affrontando – ha continuato – le grandi transizioni, quella energetica e quella ambientale e il trasporto pubblico locale in questo contesto sarebbe fondamentale in molte città. In realtà abbiamo una situazione in cui gli investimenti vengono tagliati, abbiamo un problema di carenza di autisti, perchè vengono malpagati e anche malmenati in molte realtà, e abbiamo anche un problema di ricambio del parco mezzi. Poi servirebbe pure una migliore gestione del traffico nelle città”.
Anche per i trasporti c’è la questione degli appalti. “Gli appalti in generale, non solo nel mondo dei trasporti – ha affermato -, rappresentano un metodo utilizzato sempre di più nel Paese. In dieci anni i committenti pubblici mettono a disposizione oltre 300 miliardi, il valore degli appalti si è decuplicato e quindi anche il loro utilizzo. Lì dentro si annidano le peggiori situazioni di lavoro nero e malpagato, lavoratori poveri e lavoratori fantasma”, ha aggiunto.
Per Verzari “nonostante le regole siano migliorate, il codice degli appalti sia migliorato in molti aspetti” restano comunque alcuni problemi. “E’ una cosa inaccettabile che dovrebbe in qualche modo essere adeguata”, ha evidenziato. “Per esempio l’uso del subappalto dovrebbe essere un aspetto prettamente organizzativo e invece diventa spesso un metodo per abbattere il costo del lavoro e i costi sulla sicurezza”, ha aggiunto, parlando di “un sentimento d’indignazione del Paese” di fronte alle morti sul lavoro. Per il segretario della Uiltrasporti “non c’è visione per la soluzione. In molti casi non si tratta di errori, ma di reali omicidi: dove non è curata la sicurezza del lavoro è di fatto un omicidio volontario perchè è una scelta di qualcuno che non dà le condizioni di sicurezza”, ha detto. Verzari è stato eletto segretario della Uiltrasporti da pochi giorni. Le linee di indirizzo del suo mandato “nella realtà dei trasporti e dei servizi sono tantissime. Ho avuto un’eredità importante – ha spiegato – di un sindacato che è in grande salute però i problemi sono enormi. Abbiamo problemi nei contratti da rinnovare, nelle infrastrutture che sono carenti nel Paese e nel fatto che la mobilità delle persone e delle merci ha un ruolo fondamentale per un Paese sia per la crescita economica, sia per una migliore distribuzione del reddito e per una migliore democrazia”.
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– Foto: Italpress –

Giustizia, Meloni “Riforma epocale e necessaria”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il Governo italiano ha rispettato un altro impegno preso con gli italiani. Nel programma di centrodestra avevamo scritto che avremmo riformato la giustizia, e oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale per avere finalmente una giustizia più equa ed efficiente”. Così il premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio sul ddl giustizia approvato dal Cdm.
“In molti hanno detto e scritto in questi mesi che non avremmo mai avuto il coraggio di presentare questa riforma, attesa da decenni: evidentemente ancora non conoscono la nostra determinazione. Quando è giusto fare qualcosa nell’interesse dell’Italia e degli italiani noi semplicemente la facciamo. Ma certo varare questa riforma, dopo 30 anni che se ne parla, è un risultato epocale – prosegue -. Cosa prevede il testo? Innanzitutto, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri in modo da differenziare finalmente il percorso di chi è chiamato a giudicare i cittadini da quello di chi ha l’incarico di muovere le accuse, e rendere così più equilibrato il rapporto tra difesa e accusa nel corso del processo. La seconda novità riguarda la modalità di selezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, cioè dell’organo di autogoverno della giustizia, quello che decide i concorsi, le carriere, i trasferimenti e fino a oggi le condotte disciplinari dei giudici, perchè l’attuale meccanismo di composizione del CSM ha purtroppo creato un sistema dominato dalle correnti della magistratura, che ne ha minato la percezione di indipendenza e ha penalizzato quella stragrande maggioranza di magistrati che vogliono solo fare bene il loro lavoro, senza per questo doversi piegare alla logica delle dinamiche politiche o correntizie”. “Per rompere il meccanismo delle correnti prevediamo che i componenti del CSM vengano selezionati per sorteggio, con modalità che saranno stabilite dalla legge – sottolinea Meloni -. Il terzo e ultimo cambiamento riguarda la costituzione di un nuovo organismo indipendente: l’alta Corte disciplinare, che avrà il compito di esprimersi sugli illeciti dei magistrati, sottraendo questa attività al Csm in modo da superare la criticità registrata finora di un sistema, anche qui, condizionato dal correntismo, e che quindi tende a non sanzionare mai neppure le violazioni più grosse. E’ una riforma giusta, necessaria, storica. E si aggiunge alle altre riforme che questo governo ha già varato, come la riforma del fisco e la riforma istituzionale. Continueremo così, perchè in questa Nazione le cose che non funzionano bene vanno cambiate. E più cercheremo di cambiarle più le forze della conservazione si muoveranno contro di noi. Ma non abbiamo paura, siamo qui per fare quello che va fatto e alla fine di questo lavoro saranno i cittadini a giudicarci. Il disegno di legge approvato oggi in cdm oggi passa ora al Parlamento che dovrà esprimersi, per consegnare il prima possibile all’Italia una riforma che vuole ridare piena fiducia agli italiani nella magistratura, assicurando i principi di indipendenza e parità tra accusa e difesa”, conclude il premier.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Stretto di Messina “Il ponte riduce i tempi medi di attraversamento”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Ponte sullo Stretto di Messina riduce sensibilmente i tempi medi di attraversamento. Saranno infatti sufficienti 15 minuti per i servizi ferroviari diretti tra Villa San Giovanni e Messina Centrale. Oggi senza ponte il servizio ferroviario impiega 120 minuti per i treni passeggeri e almeno 180 minuti per i treni merci; 10/13 minuti su strada (tra lo svincolo di Santa Trada e lo svincolo di Giostra). Con traffico ordinario, si impiega 70 minuti per le auto (Terminal San Francesco) e 100 minuti per i veicoli merci (Terminal Tremestieri). In occasione di traffico straordinario (esodo estivo, festività) si registrano attualmente tempi di attraversamento anche di diverse ore, con incolonnamenti già lungo l’A2 Autostrada del Mediterraneo e le altre vie di adduzione alle aree di traghettamento”. Questi valori sono contenuti, spiega la società Stretto di Messina, nell’aggiornamento 2023 dell’Analisi Costi Benefici, per il quale sono state seguite linee guida operative nazionali ed europee per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche.
“Lo studio – sottolinea la società – ha mostrato che la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina è in grado di contribuire in maniera molto significativa al miglioramento del benessere collettivo, apportando benefici netti alla collettività nazionale, migliorando sia gli aspetti economici sia quelli ambientali. In particolare, i principali indicatori sintetici rappresentano un Valore Attuale Netto Economico (VANE) di 3,9 miliardi di euro (attualizzati 2023) e un Tasso interno di rendimento economico (TIRE) del 4,51%”.
“Nel quadro della riduzione dei tempi di attraversamento, il ponte rappresenta lo strumento che ha il compito di dare continuità a strade e ferrovie e al tempo stesso di valorizzare la portualità. Il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, aperto a treni e auto 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, è la migliore risposta alla domanda di un più efficiente e moderno sistema di collegamento tra la Sicilia, la Calabria e il resto del Continente – evidenzia la Stretto di Messina -. Inoltre, in quanto parte della Rete transeuropea dei trasporti (Ten-T), nell’ambito del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneò, rappresenta una tessera del mosaico trasportistico nazionale ed europeo, che rende sostenibile il prolungamento del sistema di alta velocità/capacità ferroviaria nazionale ed europeo in Calabria e in Sicilia”.
– foto Ipa –
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Ue, Sardone “Mai con Von der Leyen, serve svolta di centrodestra”

MILANO (ITALPRESS) – Un governo di centrodestra in Europa in discontinuità con il passato e come possibile soluzione di fronte ai principali scenari bellici del mondo: questa la speranza rivendicata da Silvia Sardone, candidata con la Lega alle elezioni europee nella circoscrizione Nord-Ovest, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica ‘Primo piano – Elezioni europee 2024’ dell’agenzia Italpress.
Per lei si tratterebbe del secondo mandato consecutivo a Bruxelles, ma stavolta l’obiettivo è che dal voto dell’8 e del 9 giugno esca una geografia europea completamente diversa da quella che nel 2019 ha portato Ursula Von der Leyen al vertice della Commissione europea: “Il nostro auspicio è portare un governo di centrodestra anche in Europa, con un unico gruppo di maggioranza che segue il modello italiano: come Lega abbiamo ribadito che non siamo disposti a votare Von der Leyen e vogliamo una forte discontinuità con gli ultimi cinque anni. Alcune proposte recenti del Parlamento europeo sono folli: sentirmi dire che nel 2035 devono essere vendute solo auto elettriche, quando poi la Cina aumenta le centrali a carbone, è una presa in giro perchè mostra come dietro alle politiche ambientali ci siano politiche industriali che danneggiano il nostro paese”.
Anche sulle guerre in Ucraina e Medio Oriente, secondo Sardone, potrebbe esserci uno scenario diverso con un cambio ai vertici Ue: “Se dovesse esserci un governo di centrodestra in Europa e Trump dovesse vincere negli Stati Uniti credo che si potrebbe arrivare più facilmente a uno scenario di pace laddove oggi c’è guerra: ad ogni modo l’Italia deve tornare ad avere un ruolo di diplomazia. Finora è stato giusto armare l’Ucraina per difendersi, ma sono contraria all’utilizzo delle stesse armi per attaccare la Russia così come all’invio di soldati italiani sul territorio bellico”.
Nel ripercorrere la propria storia politica, l’eurodeputata del Carroccio si sofferma in particolare su ciò che l’ha portata alla stesura del suo libro: “Sono finita sotto scorta poco prima dell’uscita di ‘Mai più sottomessì per tre ragioni: ho detto e ribadisco che il velo islamico non è simbolo di libertà ma sottomissione, ho manifestato di fronte ad alcune moschee abusive e ho detto che le manifestazioni in Francia sono figlie delle seconde e terze generazioni che non sono integrate. Sono stata minacciata di morte sui social, sulla mail e attraverso scritte sui treni dal trapper Baby Gang e dai suoi seguaci: il mio libro serve a scuotere le coscienze contro minacce simili e lasciare qualcosa alle future generazioni”.
Allargando lo sguardo alle difficoltà di coesistenza tra nazionalità diverse a Milano, Sardone sottolinea come “ci siano persone che non hanno alcuna voglia di integrarsi e sentono una rivalsa verso gli italiani: i modelli di oggi sono effimeri e spesso sbagliati, basta vedere che musica ascoltano questi ragazzi per capire che concezione hanno della donna, dei soldi, delle armi. Alcuni quartieri, soprattutto in periferia, sono veri e propri ghetti: l’integrazione che la sinistra ci ha raccontato per anni è miseramente fallita”. Compito dell’Europa di fronte a uno scenario simile deve essere quello di “non indietreggiare sulle proprie radici cristiane: ogni volta che facciamo un passo indietro su ciò che siamo rinunciamo alla nostra identità, cultura, tradizione e libertà. Non voglio finire sottomessa all’Islam, che è una cultura più forte e identitaria della nostra: chi ha un concetto della donna come reclusa in casa non è compatibile con il nostro concetto di libertà e democrazia e deve tornare nel suo paese”.
La candidata del Carroccio presenta poi alcune proposte che punterà ad attuare qualora eletta: “Per i nidi gratis, oltre all’Isee minimo, metterei il criterio secondo cui entrambi i coniugi devono lavorare, altrimenti con i soldi delle nostre tasse agevoliamo una cultura in cui la donna non sarà mai emancipata; sulla sicurezza delle periferie bisogna lavorare non dando soldi alle associazioni, ma spingendo per il rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Ci vuole poi una stretta sulle cittadinanze, andando in direzione opposta allo Ius Soli: chi si sente italiano deve non solo conoscere la lingua e avere un’indipendenza economica, ma anche avere un’idea chiara anche sulla storia e sulla geografia del nostro paese”.

– Foto Italpress –

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Federcanottaggio al fianco del sociale, Abbagnale “Un orgoglio”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Attività sportiva è in Costituzione, come comunicarla per aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone e della comunità? L’esperienza del canottaggio sociale” è il titolo del corso formativo svolto presso la sala conferenze dello stadio Olimpico di Roma. L’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Canottaggio, in collaborazione con l’Associazione Stampa Romana, aveva la finalità di fornire gli elementi per una corretta interpretazione dell’attività sociale legata allo sport in genere e al canottaggio in particolare. Inoltre, il corso si è posto l’obiettivo di affrontare anche l’ingresso dell’attività sportiva in Costituzione e la declinazione di questo “nuovo” modo di affrontare l’attività fisica, aperta a tutti, come elemento di benessere psicofisico. La Federcanottaggio, dal 2013 al 2020 e dal 2021 ad oggi con l’Area Canottaggio Sociale ha sviluppato esperienze nel mondo del terzo settore aprendo le società remiere a minori ospiti degli Istituti di Pena minorili, alle famiglie e ai loro figli che si trovano in condizioni meno abbienti. “L’impegno nel sociale non è solo riferito alla Federazione Italiana Canottaggio, ma dovrebbe essere un impegno per tutte le federazioni perchè, portare all’interno di esse il fenomeno della socialità verso chi ha avuto problemi di diverso genere anche dal punto di vista dell’integrazione sociale, è un atto caritatevole da ogni punto di vista” le parole del presidente della Fic, Giuseppe Abbagnale. Un’attività che fa bene al corpo e al cuore ben rappresentato all’interno della Federazione Italiana Canottaggio da tre progetti: Sport Terapia Integrata, Remare in Libertà e StudiEremoinFamiglia, realizzati anche grazie alla partnership con Sport e Salute. “Complimenti alla Federazione che, attraverso i tre progetti finanziati da Sport e Salute, ha raggiunto un enorme risultato in termini di praticanti sportivi e anche in termini di impatto socio economico degli stessi progetti. Per Sport e Salute tutto questo è un benchmark di grande riferimento e siamo molto contenti di collaborare e di poter raccontare il successo di questo magnifico sport” ha commentato Rossana Ciuffetti, direttore Sport Impact “Le attività di Sport e Salute per la promozione delle politiche dello Sport Sociale”.
– foto ufficio stampa Fic –
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A Forte Marghera una mostra fotografica racconta la guerra in Ucraina

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VENEZIA (ITALPRESS) – Dal 30 maggio al 30 giugno, dopo le tappe di Roma, Milano, Genova, Palermo e Bari, arriva al Forte Marghera la mostra fotografica “Contra Spem Spero. Storie dall’Ucraina”. 7 fotografi ucraini – Lyubov Durakova, Kateryna Aleksieienko, Alena Grom, Gera Artemova, Mykhailo Palinchak, Elena Subach, Volodymyr Petrov – condividono i loro progetti documentaristici e artistici sulla vita durante il periodo della guerra regalando allo spettatore uno sguardo autentico ma mai senza speranza. La mostra fotografica chiude la Festa dell’Europa a Venezia #FestaEuVenezia2024 (3-31 maggio) giunta alla sua XII edizione dal titolo “Diritti al voto” come segno della natura europeista della Città di Venezia e dei partner istituzionali che vi collaborano da sempre. L’iniziativa, in vista delle Elezioni europee di giugno, è frutto della collaborazione tra Comune di Venezia, Europe Direct, Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia, Parlamento Europeo – Ufficio di Milano, Commissione Europea – Rappresentanza a Milano. La manifestazione ha messo in risalto la “vocazione europea” del capoluogo lagunare, quale luogo di riflessione sull’Europa. Soddisfazione per i dati complessivi di questa edizione che volge al termine: circa 30 eventi tra seminari, celebrazioni, proiezioni, incontri e mostre, quasi 30.000 partecipazioni di persone interessate tra giovani e cittadini, con la collaborazione di più di 40 partner locali, nazionali ed europei.
La mostra è a cura di Kateryna Radchenko dell’Odesa Photo Days Festival (Odesa, Ucraina), organizzata dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia con il supporto della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, l’Ambasciata del Belgio in Italia (Presidenza del Consiglio dell’Unione europea) l’Ambasciata di Spagna in Italia, l’Ambasciata di Svezia in Italia e l’Ambasciata d’Ucraina in Italia e in collaborazione con la Città di Venezia, Europe Direct Venezia Veneto, Fondazione Forte Marghera e StudioNex. Fino al 30 giugno 2024 nella Polveriera Francese del Forte Marghera attendono lo spettatore storie visive che vanno da quella della documentarista ucraina che si è arruolata nelle Forze Armate, a quella della gente di Kyiv che si confronta in uno spazio vitale profondamente segnato dalla guerra con una nuova “normalità”, fino al diario visivo personale dei rifugiati ucraini in Polonia.
Il titolo della mostra fa riferimento a un testo della poetessa classica ucraina Lesia Ukrainka, scritto nel 1890, un monologo dell’autrice che proclama lo spirito di speranza e di opposizione a tutti i problemi anche nelle circostanze più difficili. La mostra è divisa in tre parti: la lotta, la speranza e l’indomani. Tre fasi che parlano ognuna della nuova realtà e dell’adattamento alla vita durante la guerra, della lotta per l’esistenza del Paese, delle esperienze traumatiche e della speranza che li spinge a continuare a vivere.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

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Giustizia, dal Cdm via libera alla separazione delle carriere

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ROMA (ITALPRESS) – Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma della giustizia. “Via la politica dai tribunali e le correnti dal Csm, separazione delle carriere fra Pm e giudici, sanzioni disciplinari ai magistrati che sbagliano. Altra promessa mantenuta”, commenta il vicepremier e ministro Matteo Salvini.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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