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Legacoop, Dadda “Norma terzo settore, governo misuri impatto sociale”

MILANO (ITALPRESS) – Housing sociale per risolvere il problema abitativo da un lato, qualità e controlli per contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro. Sono questi alcuni dei temi principali di intervento su cui si concentra l’attenzione di Legacoop Lombardia, secondo quanto riportato dal presidente Attilio Dadda in un’intervista all’agenzia stampa Italpress.
“In Lombardia, associate a Legacoop, ci sono 900 cooperative, un milione e 200mila soci, 400mila addetti in forma di contratto di collaborazione a tempo indeterminato e una produzione dal valore di oltre 4 miliardi di tutte le associate messe insieme. Siamo una cooperazione al femminile: il 53% dei soci sono donne, più del 30% siede nei consigli di amministrazione. Inoltre nella base sociale abbiamo 63 etnie non europee e quindi direi che siamo anche un’associazione interculturale – ha spiegato – Ultima cosa importante è la densità cooperativa: l’area metropolitana di Milano ne rappresenta la più alta zona italiana proprio per la maggiore concentrazione di cooperative e per il loro valore economico”. Sul fronte della questione abitativa, secondo Dadda il primo passo da fare è “pensare in modo nuovo il sistema casa a Milano”. Una strada potrebbe proprio essere l’housing sociale dal momento che proprio nel capoluogo lombardo “c’è la maggior concentrazione di beni immobili intergenerazionali di proprietà indivisa, quindi a canone, rispetto al resto del panorama italiano: 18mila e 800 appartamenti costruiti negli anni ’70, già da 3 generazioni occupati”. “L’obiettivo della cooperazione di abitanti è quello di avere un numero significativo di nuovi immobili. Per questo abbiamo incontrato il ministro Salvini, facciamo parte di un gruppo di lavoro sul nuovo Piano-Casa e per noi vuol dire aggiungere altri 50mila immobili a proprietà intesi come risposta abitativa sul livello di quantità e qualità a canone controllato – ha affermato Dadda -. Altra esperienza importante che va citata è che noi abbiamo un livello di morosità molto basso. Quindi selezionando nel tempo e mantenendo servizi collaterali all’abitare si porta anche valore aggiunto alla qualità della vita e all’impatto sul quartiere”. Quando si parla di lavoro, l’ambito degli infortuni è solo una delle parti che necessitano di molta attenzione. “Il tema della qualità del lavoro per noi non è solo quello degli infortuni, sul quale abbiamo molto da fare dal momento che la regione Lombardia ha dei dati bassi con troppi incidenti e troppi morti. Noi dobbiamo legare questo tema alla legalità e al controllo di procedure: siamo la capitale economico-finanziaria del paese e abbiamo bisogno di anticorpi forti” ha dichiarato il presidente di Legacoop Lombardia sottolineando che “il 95% della skyline di Milano è stato costruito da imprese cooperative e non abbiamo registrato incidenti mortali. E’ chiaro che per fare queste cose non bisogna guardare solo al prezzo, ma bisogna mischiare qualità, organizzazione e controlli”. “Non vediamo altre forme che aumentare i controlli e selezionare in funzione della qualità e non del prezzo più basso”, ha puntualizzato. Su questi temi di rilevanza economica e sociale, il sostegno di tutte le istituzioni (europee, nazionali e regionali) è fondamentale. “Siamo soddisfatti del lavoro svolto con questa legislatura europea che ha deliberato la direttiva sull’economia sociale. Ai candidati italiani per l’Europa chiediamo di confermarci la volontà di andare nella direzione di un nuovo pilastro dell’economia, quella sociale – ha sottolineato -. Per l’Italia ci serve il piano di azione che metta a terra le indicazioni della direttiva: abbiamo una storia molto lunga sulle cooperative sociali e sul terzo settore ed è arrivato il momento di definire quale è la condizione d’impatto senza confondere nobili interventi con attività di business. Penso che il governo debba mettere mano alla nuova norma sul terzo settore e qui bisognerà misurare non solo la filantropia, ma anche l’impatto e la redistribuzione degli utili in ambito sociale”. Infine, ha concluso, “a Regione Lombardia chiediamo di continuare sulla strada di ricapitalizzare le cooperative più significative che fanno occupazione in questo territorio”.(ITALPRESS).

Foto: Italpress

Meloni “L’accordo con la Sicilia è strategico, una grande occasione”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sono molto contenta della firma di questo accordo che considero particolarmente significativo e particolarmente strategico tra il Governo italiano e la Regione Siciliana, è una grande occasione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la cerimonia per la firma dell’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Siciliana al teatro Massimo di Palermo.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri –
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Amazon celebra l’artigianalità italiana, al via i Made in Italy Days

MILANO (ITALPRESS) – Le aziende del Made in Italy protagoniste di offerte speciali ed esclusive su Amazon.it, in occasione dei Made in Italy Days. Fino al 2 giugno, giorno della Festa della Repubblica, Amazon celebra la tradizione artigianale italiana con migliaia di prodotti in offerta all’interno della vetrina dedicata alle aziende italiane. Amazon, fin dal 2015, ospita infatti all’interno della vetrina Made In Italy, piccole e medie imprese italiane e prodotti tipici e rappresentativi del territorio. Dalla cucina, con specialità culinarie, vini e liquori, al mondo della casa e dell’arredamento, dagli abiti e accessori ai prodotti di bellezza: i clienti italiani e stranieri durante la settimana dei Made in Italy Days avranno l’opportunità di scoprire le eccellenze prodotte da piccole e medie imprese e da grandi marchi italiani.
Ad oggi la vetrina è disponibile nei negozi online di Amazon di 11 Paesi al mondo e ospita più di 1 milione di prodotti, frutto del lavoro di eccellenza di oltre 5.500 le aziende italiane. Al di là dell’Italia, la vetrina è presente in Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Emirati Arabi Uniti, Svezia, Polonia e Paesi Bassi.
“Per Amazon il supporto alle piccole e medie imprese e la loro crescita, anche all’estero, è una missione – ha detto a Italpress Ilaria Zanelotti, Direttore dei Servizi per i partner di vendita per Amazon.it -. Solo nel 2022 Amazon ha investito circa 8 miliardi di euro in Europa in strumenti, servizi e formazione gratuita per le piccole e medie imprese. In termini di formazione, per esempio vorrei citare ‘Accelera con Amazon’, un’iniziativa di formazione gratuita grazie alla quale 35.000 piccole e medie imprese sono state formate in due anni proprio per l’attività di vendita online. Uno dei nostri obiettivi è proprio quello di fare crescere l’export delle imprese italiane. Ad oggi le vendite di tutti i nostri partner di vendita, incluse sia le aziende che vendono tramite Amazon Marketplace in qualità di partner di vendita terzi, sia le aziende partner di vendita di Amazon Retail nel ruolo di vendor, sono pari a circa 3 miliardi di euro. Ci siamo così posti una nuova sfida: supportare le aziende italiane che vendono su Amazon aiutandole a raggiungere entro il 2025 i 4 miliardi di euro di vendite all’estero”.
I Made in Italy Days sono un’occasione per i clienti di tutto il mondo per scoprire le tante piccole e medie imprese del Belpaese che sono riuscite a farsi conoscere fuori dai confini italiani.

– foto ufficio stampa Amazon –
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Ciocca “Costruire un contenitore del centrodestra in Ue”

MILANO (ITALPRESS) – “Abbiamo la necessità di avere un’Europa rivoluzionata, capace di ascoltare, che possa essere un valore aggiunto per la nostra economia, le nostre famiglie e i nostri figli, non un’Europa nemica”. Lo ha detto Angelo Ciocca, eurodeputato della Lega e candidato alle prossime elezioni europee, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni europee 2024” dell’agenzia Italpress. “L’Europa è sorda perchè preferisce agire dando ascolto agli interessi economici e contro gli interessi dei cittadini”, ha affermato. “In 15 anni – ha proseguito – il Pil dell’Europa è rimasto fermo mentre gli Stati Uniti hanno raddoppiato il loro Pil perchè hanno creduto nell’investimento delle loro potenzialità produttive. Noi abbiamo un’Europa che sta penalizzando le nostre realtà produttive”.
Se rieletto “la prima cosa di cui mi occuperò – ha detto – sarà la revoca della direttiva sulle case green. Si è voluto correre ancor prima di recuperare le risorse. Il tema ambientale – ha continuato – è serissimo ma abbiamo bisogno di tassare chi non rispetta l’ambiente per premiare chi ha la cultura del rispetto dell’ambiente. Invece continuiamo a tassare chi ha la cultura del rispetto dell’ambiente. Dovremmo tassare quei paesi che portano i loro prodotti in Europa senza rispettare l’ambiente e usare quelle risorse per chiedere alle nostre imprese e famiglie di investire ulteriormente. Continuiamo a tirare il cappio verso imprese e famiglie. L’Europa – ha aggiunto – fa il 7% dell’inquinamento mondiale mentre gli altri continuano ad aumentare il loro inquinamento. Cina, India e Stati Uniti fanno il 54%. Continuiamo a mettere mattoni nello zaino dei nostri cittadini con obblighi che sono anche insostenibili”, ha affermato.
“Tutto il patrimonio edilizio europeo – ha evidenziato – fa l’1% dell’inquinamento mondiale. In un anno solo la guerra Russia-Ucraina ha portato 150 milioni di tonnellate di CO2, cinquanta volte di più rispetto al patrimonio edilizio. Non possiamo pensare di non guardare il danno ambientale che fa un missile ma guardare la caldaia della casalinga di Voghera. Penso che sia una visione sbagliata, spinta da interessi economici e che non aiuta a salvare il Pianeta”, ha aggiunto.
Secondo l’eurodeputato, occorre “far sì che nasca la seconda Repubblica europea”. “L’Europa ormai – ha spiegato – ha superato ampiamente i 50 anni di vita, non può stare con i vecchi contenitori. Bisogna aprire una fase nuova e resettare i contenitori europei. In questo reset abbiamo una grande occasione: costruire un contenitore del centrodestra europeo. Sono certo che Lega e Fdi potranno spingere questo contenitore raccogliendo l’adesione di tanti partiti che oggi non vogliono più stare nei vecchi contenitori. Tajani? Verrà dietro, non avrà altra chance”.
“In questo momento – ha affermato Ciocca – deve difendere l’indifendibile: ha votato Ursula von der Leyen e ha sostenuto una maggioranza che ha distrutto gli interessi dei cittadini italiani. Sono certo – ha aggiunto – che la Lega potrà dare un’occasione a Tajani, quella di un contenitore nuovo di centrodestra europeo. Ho la certezza che, per l’intelligenza che gli attribuisco, Tajani preferirà stare con il centrodestra europeo rispetto alla sinistra di becero ambientalismo con cui sta oggi”.
Tra i temi da affrontare, ci sono anche quelli relativi alle guerre. Per Ciocca, “oggi manca la diplomazia europea”. “L’Europa – ha evidenziato – non è stata in grado di occupare quello spazio per evitare le guerre”. Secondo l’eurodeputato, l’Ue deve cambiare “in autorevolezza” con una “seconda fase”, ha spiegato.
Infine una proposta per la guida della Commissione europea. “Se noi proporremo un governatore di Regione o un sindaco – ha affermato -, la Commissione europea potrà avere chance di prospettiva. Sono convinto che se l’Europa dovesse chiedere a Zaia di fare il presidente della Commissione europea – ha aggiunto -, Zaia, che è responsabile e non si è mai tirato indietro, sicuramente metterebbe a disposizione la sua competenza”.

– foto Italpress –
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Meloni “L’accordo con la Sicilia è strategico, una grande occasione”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sono molto contenta della firma di questo accordo che considero particolarmente significativo e particolarmente strategico tra il Governo italiano e la Regione Siciliana, è una grande occasione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la cerimonia per la firma dell’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Siciliana al teatro Massimo di Palermo.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri –
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Europee, Franzi “Regolamentare social per tutelare giovani generazioni”

ROMA (ITALPRESS) – “Penso che oggi un’urgenza sia quella della regolamentazione dei social media perchè l’Europa mette al centro l’importanza dell’individuo, della democrazia, dello stato di diritto, e gli individui sono anche i ragazzi. Io faccio parte di un partito riformista, le riforme sono per le generazioni future e la tutela dei ragazzi è fondamentale”. Così Alessandra Franzi, candidata al collegio Nord-Ovest per Stati Uniti d’Europa alle europee 2024, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni europee” dell’Agenzia Italpress. “Credo che noi stiamo attuando un esperimento sociale a spesa dei nostri figli, il mondo si sta sviluppando in maniera digitale e l’intelligenza digitale fa parte delle nostre vite, ma la riflessione sul consumo di piattaforme social riferendoci ai bambini, viene come messa in disparte, come negata, non si dà spazio non solo al fenomeno ma neppure alle conseguenze. Il problema vero è la dipendenza – osserva -, il consumo di piattaforme come Tik Tok crea una continua dipendenza basata sulla ricompensa, più si consuma un determinato video e più c’è un meccanismo di soddisfazione. E’ un problema diffusissimo e molto serio. Per affrontare questo problema in maniera seria e profonda bisogna creare una collaborazione tra famiglie, istituzioni e scuola. La realtà digitale fa parte di tutti, soprattutto dei ragazzi, la famiglia non può essere lasciata da sola a gestire queste piattaforme, ha bisogno del sostegno delle istituzioni; quindi, l’educazione digitale nelle scuole fin da giovani è importante, in tutte le scuole europee. Penso che sia fondamentale insegnare ai ragazzi come utilizzare la tecnologia a loro vantaggio, senza essere degli schiavi. Penso che le istituzioni in realtà debbano legiferare in modo tale da disincentivare economicamente queste piattaforme social, è complicato ma è la chiave”, aggiunge.
Poi la Brexit. “E’ stata un totale fallimento. In realtà nella città di Londra che molto internazionale, non è stata votata, è stata una propaganda che ha trovato terreno fertile più nelle campagne. Si era venduto il sogno di investire di più nella sanità inglese, ma in realtà questo non è avvenuto e i prezzi sono saliti del 60%. E’ una situazione molto complicata soprattutto per quella fascia di popolazione che l’ha proprio votata”. Un rientro in Ue è possibile ma “non nell’immediato, può essere considerato in futuro, deve trascorrere un pò di tempo. L’Europa è ora una scelta, io ho scelto l’Europa 18 anni fa andando a Londra e diventando una cittadina del mondo e ho imparato moltissimo – spiega -, ho imparato a vedere ed osservare il mondo con gli occhi degli altri. Il fatto di avere uno sguardo ampio aiuta moltissimo in un’ottica europea dove gli Stati devono collaborare. Io vedo l’Europa come un’unione di numerosi Stati e nazioni che possano sostenersi per affrontare quelle che sono le sfide del mondo. Questa legislazione è importantissima perchè il voto determinerà il futuro dei prossimi 20-30 anni, non solo dell’Europa ma degli equilibri del mondo; quindi, è molto importante capire che l’Europa oggi deve essere unita più che mai, i ragazzi devono andare a votare e cercare di costruire un’Europa che tuteli l’individuo, ovviamente le scommesse del futuro. Ma il centro è proprio la cura dell’individuo, della democrazia che a volte diamo per scontata. Il mio appello è soprattutto per i ragazzi, andare a votare per determinare il proprio futuro e non far sì che gli altri decidano al proprio posto”.
Infine, la situazione internazionale. “La guerra inizia come guerra mediatica, fatta di parole, poi però è importante che le istituzioni e la diplomazia lavorino per trovare un terreno dove si possono raggiungere dei compromessi. Mi aspetto un’Europa moderata, più presente, con un progetto di difesa comune, quindi anche federale, che sia in grado di diventare un attore nella realizzazione di un mondo di pace. Devono esserci equilibri tra Russia, Stati Uniti, Europa e Cina perchè in realtà siamo tutti interconnessi”, conclude.

– Foto Italpress –

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Italiani e fisco a Dubai, Pescara “Troppe lacune informative”

ROMA (ITALPRESS) – “La pubblicazione dell’inchiesta condotta da IrpiMedia, intitolata “Dubai, la città dei grattacieli di carta”, ha sollevato in tutta Italia un polverone mediatico mettendo non solo in dubbio l’integrità del mercato immobiliare di Dubai e della stessa economia dell’Emirato ma, altresì, con una trattazione parallela di quelle che sarebbero le “scappatoie” consentite dalla stessa Dubai a tutte le normative antiriciclaggio vigenti in ambito internazionale, arrivando a ventilare l’idea che anche alcuni italiani effettuerebbero investimenti nel relativo settore immobiliare con il fine di perseguire presunte finalità illecite. Sebbene l’inchiesta sia dettagliata va precisato come, tuttavia, la stessa presenti una narrazione unilaterale che evidenzierebbe l’esistenza di alcuni individui che, tramite l’utilizzo di fondi di dubbia provenienza, perseguirebbero presunte attività di riciclaggio ed evasione fiscale attraverso la compravendita di immobili a Dubai”. E’ quanto si legge in una nota di Daniele Pescara, imprenditore veneto che da anni opera a Dubai.
“L’articolo, quindi – prosegue la nota – sembra far emergere delle lacune informative che, oltre a danneggiare in maniera generalizzata l’immagine di Dubai e di tutti coloro che in questo Emirato hanno deciso di stabilirsi per via delle indiscutibili potenzialità offerte in termini di network tra imprese e di migliori condizioni di vita, danneggia ingiustamente anche la reputazione di tutti quegli italiani onesti che operano nello stesso Emirato nel pieno rispetto delle regole esistenti a livello locale ed internazionale”.
L’articolo, infatti, “suggerisce che i progressi degli Emirati Arabi Uniti nella lotta al riciclaggio sarebbero solo “di facciata” poichè, nonostante il GAFI (Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale) abbia rimosso il Paese dalla sua “grey list” ed Enti come l’Economic Security Center of Dubai (ESCD) abbiano introdotto nuove iniziative per contrastare l’evasione fiscale ed il riciclaggio di denaro, tale stato di cose sarebbe solo sulla “carta” e non perseguito in concreto. La narrazione, inoltre, sembrerebbe descrivere una Dubai che non esiste più.
Ove i fatti descritti nell’inchiesta pubblicata da IrpiMedia fossero veri, tuttavia, il vero problema non sarebbe ingiustamente da generalizzare a tutto l’Emirato ma, al contrario, riguarderebbe solo un esiguo numero di alcuni venditori immobiliari spregiudicati che promuoverebbero la compravendita di immobili a Dubai senza far rispettare gli obblighi fiscali italiani ed emiratini, nonchè nascondendo volutamente ai possibili acquirenti gli adempimenti fiscali obbligatori a cui saranno comunque soggetti in virtù dell’intervento che i Player immobiliari e le Autorità locali effettuerebbero in fase di acquisto dell’immobile.
Questa narrazione ha fatto un ingiusto scalpore mediatico, mettendo in cattiva luce anche molti imprenditori onesti senza alcun legame con gli investimenti o con il settore immobiliare degli Emirati Arabi Uniti, alcuni dei quali hanno quindi deciso di rispondere a tale rappresentazione distorta dei fatti così da poter dire quella che è la loro visione e prendere le distanze dal modus operandi di eventuali “cani sciolti” che, a differenza loro e come accade comunque in ogni parte del mondo, operano oltre quelle che sono le regole previste”.
Daniele Pescara, imprenditore veneto che da anni opera a Dubai con il suo Studio di consulenza specializzato nell’internazionalizzazione delle imprese, ha apertamente criticato l’operato di questi individui che danneggiano non solo il buon nome di tutti quegli italiani regolarmente presenti nell’Emirato di Dubai e che lì lavorano in maniera del tutto legale e compliance con le norme internazionali e fiscali, ma anche dello stesso Emirato.
Afferma infatti Daniele Pescara che “Ancora una volta, il problema non è Dubai, nè il settore immobiliare in generale… Il vero problema sono questi soggetti che, in maniera del tutto singolare e slegata da ogni realtà operante sul territorio, promuovono presunte attività illecite al solo scopo di sbarcare il lunario: questi individui non sono professionisti, sono solo dei “venditori di pignatte”. Promuovere investimenti immobiliari senza conoscere e far rispettare la normativa fiscale locale ed internazionale è inaccettabile”, conclude Pescara.
-foto ufficio stampa Daniele Pescara-
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Meloni “C’è margine per costruire una maggioranza diversa in Europa”

ROMA (ITALPRESS) – “Penso che l’Europa debba soprattutto cambiare le proprie priorità, penso che debba tornare a un principio di sussidiarietà dove fa meno cose ma le fa meglio. Oggi c’è il margine per costruire una maggioranza diversa nel Parlamento europeo e quindi un’Europa diversa che faccia politiche diverse. Ho già dimostrato che le cose si possono cambiare con coraggio e buon senso, un’Italia che sa assumere il suo ruolo, che non va a rimorchio degli altri può fare da capofila su molte questioni, può indicare la rotta all’Ue”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a “Giù la maschera” su Rai Radio1.
“Penso che l’Italia sia tornata centrale e noi dovremmo essere contenti di questo, possiamo fare la differenza, siamo gli unici come conservatori che possono portare a un cambio di passo. Con von der Leyen ho costruito un rapporto istituzionale com’era giusto fare perchè io penso a portare a casa i risultati”, aggiunge. Poi un passaggio sui temi internazionali come il prossimo G7 a presidenza italiana e il conflitto tra Russia e Ucraina.
“Se la Russia avesse voluto la pace non avrebbe mosso guerra. Sono molti mesi che sento dire che le cose vanno molto male, questa è molta parte della propaganda russa perchè i dati dicono altro, se oggi c’è una possibilità negoziale è esattamente perchè noi abbiamo reso” complicata “quella che doveva essere una guerra lampo dell’idea imperialista russa. Attenzione a rincorrere una certa propaganda. Oggi si comincia a ragionare di tavoli negoziali grazie a quelli che hanno reso il tentativo espansionistico russo difficile. La Russia ha invaso il territorio ucraino – evidenzia -, se vuole la pace si può ritirare. Il G7 è un luogo dove si discute di grandi temi e si cerca di portare a soluzioni condivise. Per la presidenza italiana è un’occasione che ci permette di portare le nostre priorità. Quello che emergerà lo vedremo perchè siamo ancora in fase di negoziazione, tra le priorità che abbiamo portato ci sono il tema dell’Africa e dell’Intelligenza Artificiale che è la più grande sfida sulla quale noi ci confrontiamo e vedo una politica abbastanza lenta nel dare le risposte rispetto ad una tecnologia che può cambiare tutto”.
Infine, la riforma del premierato e la Rai. “Chi viene scelto dagli italiani per governare deve avere 5 anni per poterlo fare perchè l’instabilità, soprattutto sul piano della nostra credibilità ed economico, è stata la madre di tutti i nostri problemi. Per questo io considero questa riforma la madre delle riforme, ovvero quella che risolve moltissimi problemi”. La riforma del premierato “non la vogliono Pd e M5S che sono le forze della conservazione dello status quo – prosegue -, vogliono continuare a fare i governi nel palazzo, la proposta del Pd è raddoppiare i senatori a vita, il M5S propone il cancellierato alla tedesca. Io penso che invece si debba cambiare perchè le cose non hanno funzionato con i governi fatti nei palazzi con maggioranze mai scelte, con programmi mai votati, addirittura con presidenti che non erano conosciuti”. La Rai “la immagino come un’azienda più plurale di quanto non lo sia stata in passato. Il problema non è ‘vogliamo una Rai indipendentè, ma vogliamo una ‘Rai dipendente con la sinistra al governo e indipendente quando la sinistra è all’opposizionè. Hanno occupato manu militari un’azienda come la Rai e, oggi che cerchiamo di creare un sistema più plurale, loro vanno su tutte le furie perchè evidentemente ritengono che il servizio pubblico appartenga a loro. Se si vuole mettere mano alla riforma della Rai perchè la riforma fatta dal Pd non va bene, bene, ma non credo che sia una competenza che spetti al governo a differenza di quanto fatto da altri, credo che sia una competenza che spetta al Parlamento”, conclude Meloni.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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