ROMA (ITALPRESS) – Nella prima giornata di gare della prova di Coppa del Mondo di scherma paralimpica in scena a San Paolo medaglia di bronzo per Michele Massa nel fioretto maschile B. Un podio importantissimo per il marchigiano, che vede così il pass per i Giochi Paralimpici di Parigi. Stop a un passo dal podio per Emanuele Lambertini.
Grande prova per Massa che sale sul podio nella gara che chiudeva il percorso per le Paralimpiadi2024. Il fiorettista dell’Accademia della Scherma Fermo ha iniziato la sua gara con la vittoria per 15-3 sul polacco Castro negli ottavi di finale. Ancora una netta vittoria ai quarti per il marchigiano che ha superato 15-8 l’ucraino Serozhenko. Lo stop per il classe 2004 è arrivato in semifinale contro il britannico Coutya con il punteggio di 15-4. Michele Massa ha così conquistato la prima medaglia a livello individuale nel fioretto dopo le due nella spada nella sua giovane carriera.
Nella gara di fioretto maschile A quinta posizione finale per Emanuele Lambertini. L’azzurro, numero 1 del ranking mondiale, nel tabellone da 32 ha superato per 15-2 il padrone di casa Lucas Juliao. Negli ottavi l’atleta delle Fiamme Oro si è poi imposto 15-7 sull’ucraino Zakusylov. Lo stop per Lambertini è arrivato nei quarti contro il cinese Sun 15-10. Nella stessa gara 10° Matteo Betti che, dopo il 15-3 sul brasiliano Damasceno negli ottavi si è dovuto fermare contro l’altro cinese Li per 15-8.
Nella gara della sciabola femminile B 12esima posizione per Julia Markowska, battuta 15-8 negli ottavi di finale della cinese Kang. Si è fermata nel tabellone da 32 la prova di Loredana Trigilia e Andreea Ionela Mogos nella sciabola femminile A. Le due azzurre hanno chiuso rispettivamente in 18esima e 22esima posizione la loro gara.
– foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Fioretto B, bronzo per Massa in Cdm a San Paolo
Milano, morto il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli
MILANO (ITALPRESS) – Nella tarda serata di ieri, nella sua abitazione milanese, il Magnifico Rettore dell’Università Cattolica professor Franco Anelli “è tragicamente scomparso in circostanze in corso di accertamento”. Lo comunica l’Ateneo. “Con profonda costernazione la Comunità dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, alla quale egli ha dedicato la propria opera e l’intera sua vita, si raccoglie nel compianto e nella preghiera, esprimendo il più sentito cordoglio alla sua mamma e ai suoi cari”, si legge.
– foto: Agenzia Fotogramma –
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Cagliari-Fiorentina 2-3 nell’ultima di mister Ranieri
CAGLIARI (ITALPRESS) – Un gol all’ultimo respiro, ottavo posto assicurato e al di là del verdetto della finale di Conference di mercoledì a Dublino, la certezza di giocare anche l’anno prossimo in Europa. La Fiorentina passa 2-3 in casa del Cagliari e si fa un regalo nella 38^ e ultima giornata di Serie A (anche se i viola hanno ancora la gara con l’Atalanta da recuperare): decisivo un calcio di rigore trasformato da Arthur al 112′. Minuti di commozione prima del calcio d’inizio, con l’intera Unipol Domus che omaggia mister Claudio Ranieri, alla sua ultima presenza sulla panchina rossoblù. La formazione viola prova a partire subito forte, ma a costruire la prima occasione da rete sono i padroni di casa al 17′ con una spizzata di Lapadula su tiro di Viola, che termina sopra la traversa. Tre minuti più tardi Scuffet effettua un grande intervento su Belotti, difendendo lo 0-0. Intorno alla mezz’ora il Cagliari ha una tripla chance per passare in vantaggio, ma Terracciano è fenomenale nel dire di no a Luvumbo e due volte a Deiola. Al 39′ la Fiorentina, una volta superato il momento di affanno, va avanti grazie a Giacomo Bonaventura che, dopo aver ricevuto palla da Castrovilli, entra in area e infila la sfera alle spalle di Scuffet.
In pieno recupero la squadra rossoblù agguanta il pareggio con Lapadula, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Si va, dunque, a riposo sul parziale di 0-1.
Nella ripresa Italiano decide di gestire le energie in vista della finale di Conference League e inserisce forze fresche. La compagine rossoblù, dal suo canto, sfiora il pareggio al 58′ con un colpo di testa sugli sviluppi di corner di Deiola, che termina di poco sul fondo. Il centrocampista è sempre il più pericoloso tra i sardi e al 64′ capitalizza al massimo un perfetto cross di Prati, anticipando Ranieri e realizzando l’1-1. A questo punto i ritmi della partita si abbassano e il gioco diventa molto spezzettato in seguito alla girandola di sostituzioni effettuata dai due allenatori. A cinque minuti dal 90′ i ragazzi di Ranieri completano la rimonta con il neo-entrato Kingston Mutandwa, autore di un gran destro a giro. Tre minuti più tardi, però, Nico Gonzalez sfrutta il traversone di Biraghi e fissa il punteggio sul 2-2. Al 103′ Arthur trasforma un calcio di rigore e regala il successo ai viola. In virtù di questo risultato la Fiorentina mette al sicuro l’ottavo posto con 57 punti ed è certa di un posto in Europa, mentre il Cagliari, salvo dalla scorsa settimana, chiude a quota 36. Chiude anche mister Ranieri con l’ultima delle sue imprese almeno a livello di club. Magari ci sarà un futuro da ct, se così non sarà, la storia l’ha già scritta.
– foto Ipa Agency –
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Salvini “Non sosterremo Draghi, in Ue vogliamo un centrodestra unito”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa deve fare meglio meno cose. La Comunità Europea nasce per garantire pace, benessere e lavoro, non per imporre auto elettriche cinesi o nuove tasse sulla casa”. A dirlo il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, in un’intervista al quotidiano “Avvenire”. Per il leader della Lega “il centrodestra italiano esiste ed è compatto da decenni e questa campagna elettorale non mi pare proprio stia mettendo in fibrillazione il governo, che andrà avanti fino al 2027. Il nostro obiettivo è costruire un centrodestra unito e il più possibile allargato, ma alternativo alla sinistra. E’ quanto ci ha insegnato Silvio Berlusconi proprio perchè – come dimostriamo nel governo italiano – le differenze tra i diversi partiti sono meno di ciò che ci accomuna, a partire dai valori fondamentali”.
La Lega che ha sostenuto Mario Draghi in Italia lo sosterrebbe anche in Europa? “No, in Europa puntiamo a una maggioranza di centrodestra come in Italia, per rimettere al centro la difesa del lavoro, della salute, della sicurezza e della vita, dall’inizio alla fine”, replica Salvini.
Alla domanda se questa sia la sfida elettorale più importante della sua carriera politica, Salvini replica che “non è importante non per me ma per i miei figli, anche perchè sul tavolo c’è un tema decisivo come quello della pace. Sono molto preoccupato dalle parole di guerra pronunciate da alcuni leader europei come Macron, che non esclude di mandare nostri soldati a combattere e morire in Ucraina. La Lega non accetterà mai l’invio di un solo militare italiano a combattere col rischio di scatenare una guerra mondiale. Condivido e sostengo la posizione del Santo Padre”.
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Bettini “Il Pd deve essere inclusivo e con anime diverse”
ROMA (ITALPRESS) – “Noi ci chiamiamo Partito Democratico, significa inclusivo e articolato. O il Pd chiede una disciplina in ogni passaggio delle sue decisioni all’insieme del partito, come si faceva con il centralismo democratico del Pci, ma questo logora i rapporti, oppure fa un’altra operazione: di fronte agli avversari si sta insieme, nei passaggi legislativi decisivi si sta insieme, ma queste anime diverse in maniera permanente devono potersi rivolgere alla società. Abbiamo buoni sondaggi per le Europee, perchè abbiamo buone liste, aperte anche a forze indipendenti, con personalità e messaggi diversi. Questo accade anche nel Partito Democratico americano. Biden e Sanders non si eliminano, si sommano. E noi dobbiamo fare la stessa cosa”. Lo ha detto Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress.
Per le Europee, secondo Bettini, le liste del Pd “sono molto buone, aperte anche a forze indipendenti che vanno sostenute, perchè partono svantaggiate rispetto a chi ha una sedimentazione nel partito molto più forte. Nel collegio Centro – ha continuato – abbiamo una lista buonissima: la guida Schlein, il numero 2 è Zingaretti, e poi la presenza di alcune forze come Tarquinio, che è un valore assoluto, una personalità che lavora su un’altra prospettiva. Ci sono sindaci, apprezzo moltissimo Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, dirigente di una nuova generazione. Possiamo suonare tanti tasti”.
Per il dirigente del Pd, “la destra ha avuto la fortuna per certi aspetti di avere un uomo dell’intelligenza anche tattica di Berlusconi”. “A seconda dei momenti e degli avvenimenti che determinavano oscillazioni nei partiti di centrodestra – ha proseguito -, una cosa era certa: si doveva andare insieme. La tendenza della sinistra è invece che quando ci sono divergenze, differenze, si esaltano invece di cercare i punti in comune. E’ oggettivo l’incontro con il M5S alle prossime Politiche, altrimenti perderemo come nelle precedenti elezioni tutti i collegi del Sud. Potevamo pareggiare o persino vincere, invece abbiamo perso in maniera rovinosa”. Nel libro di Giorgia Meloni “è chiaro quali sono i suoi riferimenti”, ha detto Bettini. “E’ un discorso di una certa corposità – ha continuato – che si aggancia molto a certi ideologi conservatori inglesi. Lei però vive una contraddizione. Viene dalla destra sociale, una destra curiosa di certi autori dell’inizio del Novecento di una visione critica della modernità quindi nelle sue ricerche giovanili non era una borghese di destra. Ora nella pratica deve fare i conti con quello che c’è, i poteri economici, un certo tipo di capitalismo, l’Europa di un certo tipo. Il messaggio che vorrebbe portare avanti si è offuscato”, ha aggiunto.
In vista delle Europee, preoccupa l’astensionismo. Il problema, secondo il dirigente del Pd, riguarda il fatto che “la democrazia occidentale è in profonda crisi” ed è “vista come uno strumento che non risolve i problemi, non aggredisce il grande problema della diseguaglianza e la qualità dell’esistenza. La democrazia è diventata più un fatto tecnico, di regole ma non di sostanza esistenziale e le persone si sentono sole”, ha evidenziato.
Sui temi europei, per quanto riguarda Next Generation Eu, secondo Bettini, il commissario europeo agli Affari Economici Paolo Gentiloni “dice una verità tecnica, nel senso che la distribuzione delle risorse è stata fatta attraverso un algoritmo. Ma il tema politico – ha sottolineato – è un altro: questi fondi sono stati stanziati grazie moltissimo all’iniziativa del governo italiano, di Conte, di Amendola, di Gualtieri. L’impulso politico per realizzare un’inversione di tendenza generale rispetto all’austerity è stato merito fondamentale del governo Conte 2”, ha aggiunto.
Quest’anno è stato pubblicato il libro di Bettini dal titolo “Attraversamenti. Storie e incontri di un comunista e democratico italiano”, edito da Paperfirst. “Perchè Attraversamenti? E’ un libro sull’amicizia e gli amici si attraversano – ha spiegato -, lasciano qualcosa all’altro soprattutto in termini di cultura, di esperienze e sentimenti. E’ un libro un pò più intimista rispetto a quelli più politici che ho fatto precedentemente”. Nel libro c’è anche il tema della memoria che per Bettini è “decisiva”. “Serve prevalentemente – ha spiegato – per non fare nel futuro gli errori del passato. Oltre alla memoria, però, do un grande valore anche alla nostalgia, che può essere di due tipi. C’è la nostalgia per cui ci si ricorda delle cose fatte sapendo di non poterle più fare mentre la nostalgia di cui parlo nel libro è diversa ed è attiva, non riguarda ciò che hai fatto ma quello che avresti voluto fare e non hai fatto. La nostalgia, quindi, è un sentimento attivo, di combattimento”.
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Ciucci “Ponte sullo Stretto entro il 2032, benefici superano i costi”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Ponte sullo Stretto di Messina si farà entro il 2032”. Nessuna profezia o salto nel buio, ma il riscontro concreto del lavoro che da poco meno di un anno a questa parte coinvolge la Stretto di Messina Spa e il suo amministratore delegato, Pietro Ciucci. Dopo il blocco posto al progetto nel 2012 da parte del Governo di Mario Monti, la nuova vita del ponte sullo Stretto di Messina è cominciata proprio nel giugno del 2023, con la nomina dello stesso Ciucci alla carica di amministratore delegato della società, ruolo che aveva già ricoperto dal 2002 fino al momento dell’interruzione. Intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, l’ex presidente e direttore generale dell’Anas ha chiarito i vari aspetti che ruotano intorno alla realizzazione dell’opera, a partire dai prossimi passaggi burocratici e normativi che si attendono per dare inizio effettivo ai lavori: “Abbiamo fatto molto negli ultimi dieci-dodici mesi, con il progetto del ponte sullo stretto di Messina che è ripartito di fatto a giugno dello scorso anno. Una governance totalmente riconfigurata – ha ricordato l’ad di Stretto di Messina -, con un aumento di capitale e un cambio della strutturazione area della società. Da qui siamo partiti con due procedure fondamentali quali la valutazione degli impatti ambientali e la conferenza dei servizi. A completamento di questi ultimi aspetti – prosegue -, si andrà al Cipes, punto di non ritorno del progetto, dovendo approvarne la linea tecnica, il piano finanziario e la dichiarazione di pubblica utilità, puntando ad avere entro fine anno la valutazione completa dell’impatto ambientale e la delibera di questa entità per cominciare i lavori”.
Un percorso “lungo e articolato” ma che prosegue per gradi, anche dal punto di vista ambientale, nodo cruciale sia in termini di benefici green che di rischi legati ai forti venti e al pericolo sismico: “L’ambiente è un valore condiviso, e noi siamo impegnati a difenderlo con attività di monitoraggio e studio per le quali investiamo decine di milioni di euro, prima, durante e dopo i cantieri. Vento e pericolo sismico? Sono due temi ben noti. Il nostro team di progettisti – evidenzia – è straordinario, quindi vuole che non siano stati considerati questi aspetti? Dal punto di vista sismico si sta considerando una resistenza di almeno 7.3 sulla scala Richter, magnitudo attribuita al terremoto di Messina del 1908; mentre consideriamo una strutturazione che sappia sostenere venti che vanno oltre i duecentocinquanta o trecento chilometri orari, nonostante il vento più forte registrato finora nella zona sia di centocinquanta chilometri orari. Tra i benefici, anche la riduzione delle emissioni di CO2, a dimostrazione di un’opera importante anche per il rispetto dell’ambiente e della transizione ecologica”.
Proprio in relazione al rapporto costi-benefici, lo stesso Ciucci ha voluto chiarire i particolari di un’analisi anche e soprattutto economica, concentrandosi poi sulla matassa relativa ai posti di lavoro diretti ed effettivi che la realizzazione dell’opera potrà portare: “L’obiettivo è accelerare le procedure per arrivare ad aprire il ponte nel 2032. Trasparenza e legalità sono valori assoluti che si trovano al centro del progetto. Il beneficio principale sarà il tempo, basti vedere l’esperienza di altre grandi infrastrutture del passato contrastate prima ancora che venissero realizzate, come l’autostrada del sole o il Mose. Questa analisi costi-benefici, inoltre, chiude con un margine economico positivo di quattro miliardi di euro e un tasso di rendimento del 4%. L’occupazione diretta dei cantieri sarà mediamente di più di quattromila posti di lavoro annui. A volte si fa polemica sul numero degli occupati, ma è chiaro che se il cantiere dura per otto anni, questa occupazione diretta deve essere moltiplicata proprio per la durata complessiva dei lavori, fino ad arrivare tra i centomila e i centoventimila posti di lavoro per i quali il nostro ministro Salvini viene spesso criticato”. Infine il tema degli espropri, tra i principali generatori di preoccupazioni per la popolazione locale delle due regioni coinvolte, in ragione alla considerevole quantità di prime case presenti sulle due sponde e alle misure di indennizzo che verranno adottate in materia di risarcimento: “Stiamo dedicando da qualche mese molta attenzione al tema degli espropri, aggiornando il piano dedicato e comunicandolo ufficialmente. Stiamo creando – ha aggiunto Ciucci – degli uffici sul territorio dove gli espropriandi potranno rivolgersi per chiedere informazioni. Ci sono trecento abitazioni coinvolte in Sicilia e centocinquanta sulla costa calabrese, di cui poco più della metà sono prime case. Stiamo aggiornando, con il coinvolgimento dei Comuni, dei protocolli che fissino per tutte le ipotesi di esproprio delle unità di calcolo per gli indennizzi”.
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Europee, Procaccini “L’Ue faccia meno ma faccia meglio”
ROMA (ITALPRESS) – “In questi cinque anni ho visto cose che voi umani…”. Nicola Procaccini, candidato al collegio Centro di Fratelli d’Italia alle elezioni europee, usa una famosa citazione cinematografica per riassumere i suoi cinque anni passati da parlamentare europeo. Intervistato da Claudio Brachino, per la rubrica dell’agenzia Italpress “Primo Piano – Elezioni Europee 2024” ha detto: “Essendo un parlamentare uscente ho avuto un punto di vista privilegiato nei cinque anni alle spalle, questa Europa è un disastro, c’è stato un eccesso di furia ideologica ma penso che questa sia stata una stagione particolare, una stagione dominata dalle sinistre rosse che hanno imposto una piattaforma programmatica pseudoambientalista ma che a me ha ricordato un’altra ideologia del secolo scorso, gli orfani di quella ideologia che imponeva, vietava, diceva come lavorare, cosa dire. Ci sono delle similitudini, un atteggiamento centralista da parte dell’Unione Europea che tende ad imporre comportamenti, stili di vita, perfino ideologie di gender, una pressione centralista, dirigista che in qualche modo annulla le nazioni e annulla le persone. E anche questo approccio con la natura è un approccio malsano perchè parte dal presupposto che gli esseri umani nuocciono la natura, quindi per far star bene la natura bisogna far star male gli essere umani”.
Ambiente ed ecologia sono temi centrali dell’attività dello storico esponente di Fdi: “Quello della transizione ecologica è un tema che a me sta molto a cuore, io sono anche responsabile ambiente energia di Fdi e rivendico il mio ecologismo con cui sono cresciuto, che è altro da questa follia radical chic che si vuole spacciare per ambientalismo. E’ ovvio conservare l’ambiente, la natura che è quanto di più identitario esista, per noi è vitale ma il punto è che va fatto con equilibrio e buon senso – ha aggiunto -. La nostra proposta è di sviluppare le nostre società su due temi: uno è quello della reciprocità, l’altro aspetto riguarda la neutralità ecologica, vuol dire darsi un obiettivo di sostenibilità ambientale però lasciando libere le nazioni di scegliere tra le tecnologie disponibili quella che fa per loro. Per esempio, ai motori elettrici c’è una alternativa che sono i biocarburanti che sono a saldo zero di emissioni C02, non c’è un motivo per dire no ai biodiesel e ai biocarburanti, ma c’è il vizio dell’Unione Europea di imporre qualunque cosa. Noi sosteniamo una Unione Europea che faccia meno ma faccia meglio, che si occupi di poche cose ma importanti, quella di oggi paradossalmente sparisce nelle cose serie dove servirebbe”.
“Il patto di stabilità non mi piace ma è meglio rispetto a quello che c’era prima, per questo ci siamo astenuti – ha evidenziato Procaccini -. Questo patto è migliorativo rispetto al passato però mi piacerebbe cambiarlo nella prossima legislatura, serve ragionare meno sulla mera contabilità e più sullo sviluppo perchè sono lo sviluppo e la crescita economica che poi aiutano a tenere i conti in ordine, noi abbiamo bisogno di crescita”. E guardando ai conflitti ai nostri confini ha concluso: “Abbiamo smesso di prendere lezioni dalla storia ma la storia ci insegna che bisogna sempre farsi trovare pronti, che bisogna conservare la pace, non soltanto insegnandone il valore a scuola, come giusto e necessario, ma anche facendo delle scelte che possono sembrare impopolari ma hanno una ragione d’essere, quindi serve avere delle forze armate che siano quanto più efficienti, delle tecnologie avanzate”.
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Sequi “L’Europa non può più trascurare l’Africa”
ROMA (ITALPRESS) – Conoscere e far conoscere l’Africa, le sue opportunità in termini di sviluppo, ma anche le sue necessità, come quelle sanitarie e formative. Questa la mission di Ecam – European Corporate Council on Africa and the Middle East – e del suo segretario generale, Ettore Sequi, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, per fare il punto sui progetti in via di sviluppo nei vari Paesi africani e fornire un quadro completo fatto di opportunità, criticità e sfide in seno allo stesso continente. Uno sviluppo, quello portato avanti da Ecam, che parte da lontano, andando a coinvolgere le fondamenta di Stati in cui situazioni di profonda criticità interna – sotto molteplici ottiche – rendono preziose anche delle opportunità che in Europa potrebbero essere concepite come scontate o di facile accesso. “Conoscere Ecam significa capire quali opportunità porta con sé il continente africano. Ecam è un’organizzazione no profit di carattere privato, che si occupa di rapporti tra Europa, Italia e Paesi dell’area Africana e del golfo. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la conoscenza di aree facenti parte dell’est Africa e non solo, favorendo il loro sviluppo. Tutto ciò si deve all’intuizione di un uomo d’affari e filantropo di grande successo, Kamel Ghribi, che ha avuto questa idea geniale che sta portando avanti con impegno e successo”.
“La cooperazione tramite soggetti quali l’Europa, nord e centro Africa e il golfo ha in sè una serie di opportunità, dallo sviluppo del business agli aspetti riguardanti salute, agricoltura e formazione. Ecam ha una vocazione naturale per favorire dialogo e conoscenza, con le proprie risorse rivolte al settore umanitario, fondamentale per assistere popolazioni spesso colpite in maniera grave – parlando della situazione a Gaza -. Dal punto di vista sanitario abbiamo raggiunto risultati importanti. E’ stato creato un importante centro di cardiochirurgia infantile in Tunisia, dove abbiamo anche fornito ossigeno e ventilatori. Quando vi fu il terremoto che colpì Turchia e Siria – ha proseguito Sequi – abbiamo inviato attrezzature di emergenza, ambulanze, medicinali e kit sanitari di assistenza per la popolazione”.
Diversi, infatti, i progetti a sostegno di settori come la sanità e la formazione nei Paesi africani, il tutto nella piena “interazione e cooperazione” con piccole e medie imprese italiane, oltre che Ospedali e Istituti: “In questo senso – ha proseguito Sequi – abbiamo sviluppato un progetto che garantisce la formazione di giovani cardiochirurghi che a Milano imparano a svolgere operazioni delicate per bambini con dei cuori creati da una stampante 3D. Sotto la direzione di un’equipe medica italiana, questi ragazzi si specializzano nell’affrontare patologie che nei Paesi di origine sarebbe complicato trattare. Ancora, in Costa d’Avorio ci stiamo occupando in quanto Ecam di un progetto per fornire, tramite piccole e medie imprese italiane, macchine e tecnologie per la commercializzazione del cacao. Opportunità del genere – ha evidenziato il segretario generale – passano sempre attraverso la formazione, e in questo senso è calzante l’esempio dell’accordo con l’istituto Garibaldi di Roma, attraverso il quale forniamo delle borse di studio a giovani africani in materia agricola e direzione di piccole imprese, contribuendo a creare un certo tipo di stabilità sia in Italia che in Africa qualora questi stessi ragazzi dovessero tornare nei loro Paesi d’origine”.
Il lavoro di Ecam passa tuttavia attraverso situazioni geopolitiche di non semplice risoluzione, con effetti di influenza non solo evidenti nel nord del continente, “ma spesso originati da tutto ciò che accade nel centro Africa”, ha continuato Sequi, osservando la competizione costante portata da Stati come Russia e Cina: “Questi potenze mondiali sono ben presenti in Africa per l’acquisizione di materie prime fondamentali – ha chiosato Sequi -. Basti pensare che dal punto di vista militare la presenza russa è intensa, sia nel Sael che che nell’area mediterranea, dalla Siria alla Libia, fino a Tunisia e Sudan. L’Europa – sottolinea – sta cominciando a comprendere anche i rischi di trascurare l’Africa. Quanto sta capitando nel Mar Rosso – conclude – ha un impatto proprio su piccole e medie imprese, che possono scaricare meno i costi, assicurativi, in termini di carburante e di tempistiche, rispetto a grandi imprese che sono capaci di attutire eventuali perdite dovute a tali conflitti”.
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