VENEZIA (ITALPRESS) – Grande successo per la prima visione del film “Padrenostro” di Claudio Noce con Pierfrancesco Favino, prodotto da Tendercapital Productions e in concorso alla 77esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Tra gli ospiti presenti nella Sala Grande del Festival del Cinema di Venezia anche Matteo Salvini, Francesco Boccia, Anna Foglietta, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Claudio Durigon, Alberto Barbera, Roberto Cicutto, Attilio Lombardi. Il film racconta una storia vera ed è ambientato a Roma nel 1976. Valerio (Mattia Garaci) ha dieci anni quando assiste all’attentato ai danni di suo padre Alfonso (Pierfrancesco Favino) da parte di un commando di terroristi. Ed è proprio in quel periodo buio che Valerio conosce Christian (Francesco Gheghi). Un’amicizia che cambierà per sempre le loro vite. Spiega Moreno Zani, presidente di Tendercapital, società che opera nel settore dell’asset management con sede a Londra e uffici in Irlanda, Italia e Svizzera: “Essere al Festival del Cinema di Venezia in veste di co-produttore mi riempie di orgoglio. Sono molto legato a questa città per la sua bellezza e l’arte che racconta una storia unica al mondo”. Tendercapital è impegnata da anni nel mondo dell’arte supportando artisti di fama internazionale ed emergenti. Per Zani: “L’arte è cultura e deve essere incoraggiata anche dallo Stato, essendo un motore di sviluppo umano e civico della società. E’ un settore fondamentale per l’Italia, tuttavia attualmente in crisi. E’ quindi necessario sostenere, in particolare, le piccole gallerie e gli artisti che anche silenziosamente lavorano per incrementare le opere e la bellezza nei nostri musei”.
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Venezia, successo per il film “Padrenostro” prodotto da Tendercapital
40 anni fa nasceva Solidarnosc, lotta di popolo contro l’oppressione
Chi ricorda gli eventi straordinari agli albori degli anni ottanta che riguardarono il fiero popolo polacco, all’epoca sotto il tallone del potere della dittatura rossa? L’irruzione nella scena polacca e internazionale del Sindacato Cattolico Solidarnosc riuscì a determinare cambiamenti impensabili in un mondo governato rigidamente dal bipolarismo sovietico – americano. Sono passati 40 anni dal settembre 1980, dalla fondazione di Solidarnosc, il Sindacato dei lavoratori del cantiere navale della città anseatica Danzica che costituì l’elemento scardinante del crollo dell’impero sovietico, che ancora oggi può insegnarci che dalla compressione delle libertà dell’uomo, si genera una forza irresistibile per qualsiasi realtà di potere. La nascita di Solidarnosc non avvenne solennemente come accade nelle realtà libere e democratiche; avvenne clandestinamente a opera di un umile elettricista, Lech Walesa, che annunciò con i suoi compagni di lavoro di dedicare l’iniziativa sindacale alla Madonna, quale simbolo di fede che univa ogni lavoratore della Nazione. Non era la prima volta che in Polonia la fede cattolica aveva costituito l’elemento unificante per affrontare gli invasori. In quell’epoca la Polonia era stata ridotta a Stato vassallo del governo sovietico di Mosca, privata di libertà, di democrazia, e di possibilità di vivere una vita dignitosa.
Infatti, i primi passi di Solidarnosc nel cantiere navale furono subito scioperi per l’ottenimento di aumenti salariali, per consentire ai lavoratori di poter acquistare viveri di prima necessità per le loro famiglie. Naturalmente la reazione delle autorità comuniste fu rabbiosa e lo stesso Walesa fu imprigionato. Intanto le azioni clamorose di quegli operai si dimostrarono così in simbiosi con l’intera Nazione polacca, da diventare un segno di speranza per coloro che aspiravano a mettere fine al regime liberticida comunista. Infatti già dopo un anno, nel 1981, gli aderenti a Solidarnosc arrivarono a essere un numero impressionante: ben otto milioni di lavoratori sparsi in ogni territorio. Intanto nelle città fervevano le iniziative di protesta, tutte sostenute da celebrazioni eucaristiche, con l’immancabile icona della venerata Madonna nera di Czestochowa. Insomma Solidarnosc era man mano diventato l’unico riferimento sociale e politico per la riconquista della libertà e dignità di quegli uomini. Ma un fenomeno così grande, che nei fatti sfidava l’impero sovietico, con tutte le conseguenze che si erano già conosciute nel 1956 a Budapest, e nel 1968 a Praga, fu possibile grazie all’evento speciale che era avvenuto appena 2 anni prima: l’elezione del carismatico Cardinale di Cracovia Karol Wojtyla eletto a capo della Chiesa universale di Roma.
Dunque questa situazione inedita diventò un potente cuneo nel fianco dei Sovietici e del loro sistema che si estendeva in tutta l’Europa orientale. Per i polacchi e non solo, Giovanni Paolo lI, diventava nei fatti un grande deterrente alle eventuali reazioni comuniste. Tuttavia le persecuzioni continuarono così come le torture e le uccisioni. Se era importante per i russi avere meno scontri possibili con la Santa Sede, dall’altra erano assaliti dall’idea che quel vento di libertà si insinuasse in ogni altro angolo del loro ‘impero’. Come non ricordare, il martirio del giovane sacerdote Jerzy Popieluszko, rapito e ucciso da funzionari della polizia del regime comunista, sostenitore di Solidarnosc e predicatore instancabile con le sue lunghe omelie contro le malefatte del regime. Peraltro, questo accadimento è impressionante per somiglianza alla dinamica del rapimento e uccisione di Giacomo Matteotti da parte dei fascisti sessanta anni prima. Ma provocazioni, arresti, torture e uccisioni, non poterono fermare la protesta montante di un intero popolo. Allora, si può dire con certezza che Solidarnosc, che aveva catalizzato attorno a sé tutta ‘l’intellighenzia’ cattolica e goduto dell’autorevole simpatia e appoggio di Wojtyla Santo Padre, ha fortemente accelerato lo sgretolamento dell’impero sovietico che aveva concorso a spezzare i tentacoli nazisti sull’est europeo per porvi i propri grazie all’accordo con gli ‘alleati’ a Yalta, tentacoli altrettanto distruttrici e diabolici.
L’esperienza di quel Sindacato di popolo e di liberazione, che poi avvenne a fine anni 80, dimostra che quando un popolo non rinuncia alla propria identità e alla propria liberazione, non può che uscirne vittorioso. Oggi altre oppressioni subdole imprigionano l’uomo: il relativismo e dunque le sue cupe conseguenze sulla identità antropologica, lo strapotere della finanza, la democrazia aggirata e depotenziata da poteri forti mondializzati. Insomma, le persone, in prospettiva, rischiano di restare imprigionati in un groviglio di inedite ragnatele, che mirano a svuotare il loro potenziale di vocazione alla libertà e al progresso. Movimenti spontanei ma fortemente ispirati (come Solidarnosc), sono l’unico rimedio ai mali di questa epoca, per la prosecuzione del cammino dei popoli verso quelle libertà che rendono capaci gli uomini di far girare positivamente la ruota della storia.
Raffaele Bonanni
Coronavirus, Conte “Non ci sarà un nuovo lockdown generalizzato”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo un sistema di monitoraggio molto sofisticato elaborato con il quale siamo in condizione non solo di conoscere andamento della curva ma anche le criticità del sistema. Possiamo affrontare con fiducia l’autunno, non saremo più nella condizione di predisporre un lockdown generalizzato: nel peggior dei casi interverremo con misure restrittive in maniere circoscritte”. Così il premier Giuseppe Conte, intervistato da Antonio Padellaro e Peter Gomez durante la festa de “Il Fatto Quotidiano”.
“Qualche caso positivo a scuola dobbiamo darlo per scontato – aggiunge – Abbiamo disposto un dipartimento di prevenzione, se necessario attraverso la tracciatura dei contatti arriveremo a una quarantena di tutta la classe come caso estremo”. “Dall’oggi al domani si è detto di avere bisogno di un metro di distanza, non è un fatto semplice – ha proseguito – una parte degli investimenti è destinato a edilizia, nel mese di agosto abbiamo lavorato per questo. Se su 8 milioni e mezzo di studenti ne avremo 50.000 in difficoltà per distanziamento, si dirà che ha fallito il governo? Stiamo monitorando anche questi casi, è un grande sforzo collettivo: Azzolina, Speranza, Arcuri ma anche i sindaci. Siamo anche l’unico Paese in Europa che fornirà undici milioni di mascherine distribuite gratuitamente a personale scolastico e ai ragazzi”.
Secondo Conte “la presenza allo stadio così come a manifestazioni dove l’assembramento è inevitabile, non solo sugli spalti ma anche in fase di entrata e uscita, non è assolutamente opportuna”.
Quando si parla di opposizione “parliamo di un centrodestra con esponenti che ha caratteri diversi. Con Forza Italia il dialogo è costante, c’è un confronto molto istituzionale. Anche con Meloni, ma con Salvini ho difficoltà perchè quando gli lascio un messaggio non vengo richiamato”.
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App”Sardegna sicura” in Umbria,Solinas”Programma concesso gratuitamente”
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Abbiamo accolto favorevolmente la richiesta della Regione Umbria, avviando un percorso di collaborazione tra Regioni, finalizzato alla condivisione di infrastrutture e applicativi, e procedendo con l’immediata concessione del programma ‘Sardegna sicurà. Non solo per venire incontro alle impellenti esigenze della Regione Umbria, ma anche per ricavare dal suo utilizzo elementi utili per un perfezionamento ulteriore del servizio nei confronti dei cittadini sardi”. Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando l’accordo deliberato dalla Giunta regionale per instaurare una collaborazione con l’obiettivo di realizzare attività congiunte e per la concessione in riuso gratuito del programma applicativo “Sardegna sicura”. “Una dimostrazione del grande apprezzamento per il nostro lavoro e per un prodotto tecnologico completamente sardo, valutato molto positivamente dagli esperti, nonostante le perplessità e le critiche di qualcuno”, ha aggiunto Solinas. “Siamo molto orgogliosi del lavoro svolto – ha sottolineato l’assessore regionale degli Affari generali, Valeria Satta – Siamo stati i primi in Italia a realizzare, nell’arco di una settimana, un’app che permettesse di mettere in sicurezza la Sardegna. Un’applicazione in nove lingue, compresa quella sarda, che consente di tracciare volontariamente gli spostamenti e li mantiene in memoria. Inoltre, offre la possibilità di conservare i dati personali di chi si reca spesso fuori dall’Isola, permettendo di ritrovare i propri dati in memoria senza doverli inserire nuovamente. Si è rivelata importante anche la creazione di un numero verde dedicato e di un indirizzo mail per risolvere qualsiasi problema ed avere informazioni”.
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Coronavirus, Mattarella “Spartiacque per Ue,in 6 mesi scelte coraggiose”
CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – “La drammatica crisi legata alla pandemia è stata uno spartiacque per l’Unione Europea che in soli sei mesi ha fatto scelte coraggiose e innovative. E’ stato un duro ritorno alla realtà in cui l’Europa ha mostrato sua forza propulsiva, ritrovando lo spirito dei padri fondatori”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in videoconferenza al Forum Ambrosetti di Cernobbio.
“Il dibattito sul futuro dell’Unione Europea – aggiunge – sarà influenzato dal complesso delle decisioni che stiamo affrontando oggi e che sono legate alla reazione alla crisi”.
La crisi legata al Coronavirus ci ha insegnato che “i pericoli e i problemi sono transnazionali” e che l’unico modo per affrontarli in modo efficace è “una collaborazione multilaterale senza riserve, come ad esempio avviene per i vaccini”.
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Coronavirus, Brusaferro “Non avere paura, ma seguire regole”
ROMA (ITALPRESS) – “I dati di questi giorni sono dovuti ai comportamenti di agosto. Però rispetto ad altri Paesi europei, il numero di casi è ancora più contenuto. Se vogliamo che non salgano e che la curva abbia un aggiustamento positivo dobbiamo inserire stabilmente nella nostra vita quotidiana le oramai note regole dell’igiene delle mani, personale e degli ambienti, del distanziamento interpersonale e dell’uso delle mascherine. Non paura, servono invece attenzione, consapevolezza e saper convivere con questo virus”. Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, sui nuovi casi di contagio da coronavirus.
Per Brusaferro “l’apertura della scuola è un passo fondamentale è altrettanto fondamentale tenerla aperta nel corso dell’anno. Altri Paesi europei hanno già riavviato l’attività didattica. Ci sono stati casi e focolai all’interno degli istituti ma gestiti con provvedimenti restrittivi. Emergenze temporanee poi rientrate. In Italia si possono ipotizzare misure di quarantena o provvedimenti restrittivi da definire a partire dalle situazioni locali. Ci sono tutte le premesse per affrontare con fiducia le riaperture, ciò non significa che non ci saranno casi e sospensioni ma senza il bisogno di bloccare il sistema”.
“L’età media – aggiunge – è sotto i 30 anni ma gli asintomatici sono oltre la metà. Il virus è più pericoloso in relazione all’età e alla presenza di altre patologie. La sfida da ora in poi è evitare che i giovani siano veicolo di diffusione di contagio per gli anziani e le persone fragili. Ad oggi non abbiamo elementi per affermare che la malattia sia cambiata”. Riguardo agli eventi sportivi dice: “Il Cts ritiene che allo stato attuale non ci siano le premesse per eventi con spettatori e la preoccupazione è anche quella di non sovraccaricare il sistema di altri fattori di rischio”
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L’Italia pareggia 1-1 contro la Bosnia in Nations League
FIRENZE (ITALPRESS) – L’esordio nel gruppo 1 di Lega A di Nations League è amaro per l’Italia. Dopo undici vittorie consecutive, gli azzurri al Franchi di Firenze non vanno oltre l’1-1 (reti di Dzeko e Sensi) contro la Bosnia in una partita deludente sul piano del gioco e delle occasioni. Il ct Mancini rinuncia a Zaniolo e alla Scarpa d’oro Immobile dal 1′ e dà fiducia a Pellegrini e Belotti. La prima e unica occasione da gol del primo tempo è però di Chiesa, che al 12′ si libera di Kolasinac prima di lasciar partire un destro sull’esterno della rete. Nella ripresa i lampi dell’Italia nascono tutti dai piedi di Insigne: prima con un tiro-cross insidioso respinto da Sunjic, poi con una conclusione col destro a giro bloccata in due tempi da Sehic. Ma il doppio episodio, più che dare la carica agli azzurri, scuote la Bosnia. E al 52′ gli ospiti vanno ad un passo dal vantaggio: Hodzic sfrutta un errore di Florenzi, salta Donnarumma ma da posizione defilata colpisce il palo a porta sguarnita. Ma il vantaggio degli ospiti è solo rimandato: al 57′ sugli sviluppi di un corner, Sunjic anticipa Barella e fa da sponda di testa per Dzeko che col mancino da due passi batte Donnarumma. Ma al 67′ c’è la risposta dell’Italia: il solito Insigne libera al tiro Sensi che in spaccata trova la conclusione vincente con la complicità di una deviazione di Sunjic. La rete dà la scossa all’Italia: due minuti più tardi Chiesa premia la sovrapposizione di Florenzi che col destro impegna Sehic. Alla mezz’ora Mancini si gioca le carte Zaniolo e Immobile. Ma l’impatto dei due giocatori di Roma e Lazio non è di quelli sperati. Anzi, l’ultima occasione è della Bosnia: il neo entrato Besic guida un contropiede, salta Bonucci e col destro spaventa Donnarumma con un tiro che termina a lato.
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Accertati 16 casi di legionella a Busto Arsizio, un morto
MILANO (ITALPRESS) – Sono stati accertati nelle scorse ore 16 casi di legionella a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Una delle persone coinvolte è deceduta. Ne dà notizia l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, sottolineando che “le autorità sanitarie territoriali si sono attivate immediatamente e hanno realizzato i prelievi e la campionatura delle acque nelle abitazioni di residenza il controllo degli impianti idrici (acquedotto) e delle torri di raffreddamento. Le analisi di laboratorio sono in corso. In via precauzionale è stata altresì eseguita una iperclorazione dell’acqua. Sono in corso ulteriori accertamenti igienici e sanitari previsti dai protocolli di sicurezza”.
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