CATANIA (ITALPRESS) – C’è una task force a lavoro per verificare le condizioni igienico-sanitarie dei centri di accoglienza e degli hotspot per i migranti sull’Isola. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che a Catania ha illustrato l’ordinanza, firmata sabato notte, sullo sgombero degli hotspot e dei Centri di accoglienza per i migranti, con le relative modalità di attuazione. Ordinanza, la terza firmata dal Governo regionale per contenere la diffusione del contagio da Coronavirus che “è in linea con gli altri due provvedimenti firmati in materia anti Covid-19”. “La task force – ha aggiunto Musumeci – è già a lavoro per verificare le condizioni di sicurezza dei centri di accoglienza, degli hotspot per i migranti, i numeri e le presenze in questi centri. Per verificare se ci siano le condizioni sanitarie adeguate per contenere il contagio da Coronavirus”.
Al presidente Musumeci, ha fatto eco l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza che ha spiegato: “Verificheremo, come è stato fatto a Vizzini, che le strutture presentino le condizioni igienico-sanitarie necessarie. A Vizzini era stato immaginato di tenere in 18 metri quadrati otto migranti su letti a castello. In tempo di una pandemia dichiarata dall’Oms era ed è una follia, anzi un modo per esporre a rischio di contagio che, mi permetto di dire, costituisce reato”. Un gruppo di esperti, quindi, “per avere una situazione aggiornata – ha aggiunto Razza – sul numero di migranti e sulle loro condizioni di salute”.
“La task force – ha puntualizzato – opererà a supporto di ogni tipo di iniziativa che intenderemo adottare”.
Tornando a parlare della nuova ordinanza, Musumeci ha poi sottolineato: “Da parte nostra non c’è alcuna volontà di scontro con lo Stato centrale anche perchè lo Stato siamo noi. La Regione, i Comuni, le ex province. Dal governo centrale ci attendiamo lo stesso rispetto. Ad atteggiamenti improntati ad arroganza, superficialità o ai silenzi che fanno perdere tempo alla risoluzione dei problemi noi diciamo no. Abbiamo rivendicato il diritto di tutelare la salute dei siciliani, di chi si trova in Sicilia, alcuni milioni di cittadini che chiamiamo turisti e di quelle persone che vengono ammassate in hotspot e centri accoglienza meglio identificate come migranti”.
Poi il governatore si è rivolto al Governo nazionale: “Le competenze sono vostre? Anche quelle sanitarie? Se è vostra la competenza, siete fuori legge perchè in questi centri non c’è alcuna garanzia di sicurezza”.
L’ordinanza di Musumeci scade oggi, a mezzanotte. “Aspettiamo la mezzanotte – ha precisato – se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla mia ordinanza non dovessero farlo a noi rimane solo una strada: rivolgerci alla magistratura. Ci troveremmo di fronte a una palese omissione, con tutto quello che determinerebbe in un contesto di epidemia. Se il Governo dovesse impugnare l’ordinanza – e non lo ha ancora fatto – faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”.
“Se invece il governo dovesse venire incontro alla nostra legittima richiesta – ha aggiunto il governatore – può chiederci 2 – 5 – 8 giorni di tempo per ricollocare i migranti e mettere i sigilli negli hotspot e in tutti centri di accoglienza (se non lo fa lo faremo noi) dell’isola con buona pace di un certo buonismo ipocrita: cosi chiudiamo una pagina indecorosa, perchè la gente non ne può più”.
“Invece di rispondere con atti concreti sull’emergenza immigrazione – ha aggiunto Musumeci -, il governo centrale trova la soluzione: creiamo campi di concentramento, che chiamano tendopoli in un deposito militare a Vizzini, abbandonato da anni. Ci troviamo con tende che ci ricordano luoghi e scene da dimenticare assolutamente. Il governo centrale la smetta di mostrare i muscoli e faccia il proprio dovere, che finora non ha fatto del tutto. Noi andremo avanti. No al un politica di bassa cucina e a campagna elettorale su questa materia. Ho il dovere di tutelare la salute della gente che sta sull’isola”.
Per Musumeci la chiusura dei centri per i migranti non è una questione politica, ma una necessità. “Gli hotspot e i centri d’accoglienza – ha dichiarato – non sono rispondenti ai criteri di prevenzione previsti dalla condizione di emergenza da epidemia”.
“Se chiediamo alla gente – ha aggiunto – di tenere la distanza, di portare la mascherina, di stare attenti quando si recano nei ristoranti, se vietiamo gli assembramenti nei locali serali con provvedimenti duri, seri sulle discoteche, è mai possibile che in uno standone debbano stare ammassate 500, 600, 700 persone? Lampedusa è un’isola abbandonata a se stessa. E’ caduto nel vuoto l’appello del sindaco Totò Martello, così come il sopralluogo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Appelli inascoltati, tant’è che ancora oggi la dichiarazione dello ‘stato d’emergenzà non c’è. I numeri degli arrivi sono impressionanti: solo a luglio sono arrivati 7067 migranti e ad agosto altri tremila. Nel 2019 sono stati a luglio 1088, ad agosto 1268 in tutto il mese”.
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Coronavirus, Musumeci “task force per verifica hotspot per migranti”
Conte ad Amatrice “Premesse per accelerare la ricostruzione”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo creando le premesse per procedere molto più speditamente rispetto al passato. Noi siamo qui per ascoltare, per fare sempre meglio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Amatrice in occasione della cerimonia di commemorazione delle vittime del terremoto del 24 agosto 2016. Assieme al presidente anche il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, il commissario straordinario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. “Questi ultimi interventi normativi, in particolare il dl rilancio e il dl semplificazione, insieme al nuovo commissario Legnini, hanno creato un quadro per accelerare notevolmente la ricostruzione. Con la normativa vigente – ha sottolineato – non era possibile ricostruire, abbiamo fatto uno sforzo normativo e devo ringraziare tutti, abbiamo capito che andava modificata la disciplina”.
“Confido che con questa nuova collaborazione – ha proseguito -, con il clima di fiducia tra governo centrale ed enti territoriali e con l’ausilio del commissario alla ricostruzione, noi procederemo molto più speditamente. Il problema di queste aree è anche il rischio spopolamento, è una corsa contro il tempo, dobbiamo fare presto. Sicuramente – ha aggiunto – anche il Recovery Fund potrà dare un contributo per integrare le risorse già stanziate. Qui però non è solo un problema di risorse quanto di accelerare e semplificare”.
Il premier, al termine della messa presieduta dal vescovo di Rieti, Domenico Pompili, si è intrattenuto con alcuni cittadini e familiari delle vittime e alcuni di loro hanno lamentato lentezza nella ricostruzione. “I cittadini hanno completamente ragione, noi siamo qui per ascoltare e fare sempre meglio, dobbiamo agire nella migliore tutela delle comunità locali”, ha concluso Conte.
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Incendi, 34589 interventi dei vigili del fuoco dal 15 giugno
ROMA (ITALPRESS) – Dalla metà di giugno sono stati 34.589 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per incendi boschivi e di vegetazione in genere, 7.015 in meno rispetto allo stesso periodo 2019. Lo rende noto il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile.
La flotta aerea del Corpo nazionale, composta da 15 Canadair e 10 elicotteri impegnati per l’antincendio boschivo, ha svolto finora 1.258 missioni, 2.450 ore di volo con 12.558 lanci di sostanze estinguenti. Nel 2019 le sortite degli aeromobili antincendio furono 1.340 fino al 24 agosto, 2.416 le ore di volo e 12.546 i lanci.
Sono stati 8.637 gli interventi in Sicilia, 6872 in Puglia e 5.288 nel Lazio. Queste le regioni più colpite dai roghi, seguono Campania con 3.479, Calabria 3.175 e Sardegna con 1378 incendi.
Lavoro intenso in provincia di Nuoro, dove più di 50 vigili del fuoco, tre Canadair e un elicottero sono stati impegnati tutta la giornata di ieri per spegnere roghi nel territorio di Irgoli, Orune, Seui e Sarule.
In provincia di Ravenna, 25 vigili del fuoco e 3 Canadair sono al lavoro dal pomeriggio di ieri per un vasto incendio di vegetazione alimentato anche dal forte vento nel comune di Casola Valsenio.
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Terremoto, Mattarella “Ricostruzione ancora incompiuta”
ROMA (ITALPRESS) – “Nella triste ricorrenza del quarto anno dal gravissimo terremoto che provocò nell’Italia Centrale più di trecento vittime e oltre quarantamila sfollati, desidero ancora una volta esprimere ai cittadini di Amatrice, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite, vicinanza e solidarietà”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione del quarto anniversario del terremoto che colpì il Centro Italia. “Il pensiero che si rinnova va, anzitutto, alle vittime e ai loro familiari. E ai tanti che hanno perduto casa o lavoro – e spesso entrambi – in quella notte drammatica. Nonostante tanti sforzi impegnativi, l’opera di ricostruzione dei paesi distrutti – da quel sisma e da quelli che vi hanno fatto seguito in breve tempo- è incompiuta e procede con fatica, tra molte difficoltà anche di natura burocratica. Nello spirito di solidarietà, fondamento della nostra Costituzione, la Repubblica – in tutte le sue istituzioni, territoriali e di settore – deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza”.
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Coronavirus, Zingaretti “giornata importante per la scienza italiana”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stata inoculata la prima dose di vaccino alla prima persona dei 4.000 volontari che hanno risposto”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti, dopo avere partecipato all’avvio della sperimentazione sull’uomo del primo vaccino italiano allo Spallanzani di Roma.
“Questo rende la giornata importante per la scienza italiana – ha aggiunto -, perchè parliamo del primo vaccino italiano. Sostenuto da un progetto di ricerca della regione Lazio, dal ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, rappresenta un importante salto in avanti della battaglia contro il coronavirus. Abbiamo sostenuto con grande forza questo progetto basato sull’eccellenza scientifica dello Spallanzani”. “Ringrazio – ha proseguito Zingaretti – i 4 mila volontari che si sono offerti per avviare questo progetto di ricerca, ringrazio l’equipe dello Spallanzani che da oggi avvia una fase di sperimentazione nuova. Noi crediamo nel vaccino bene comune per questo abbiamo voluto finanziare questo progetto perchè il vaccino italiano sarà un vaccino pubblico per tutti coloro che ne avranno la necessità. Il progetto del vaccino italiano si inserisce dentro questa impostazione”.
“La Regione – ha aggiunto Zingaretti – ha seguito passo dopo passo il processo di sperimentazione del vaccino per arrivare, con garanzie scientifiche, alla produzione industriale e alla sua distribuzione. Oggi parliamo della forza e potenza della scienza italiana e della speranza dei cittadini che stanno aspettando un segnale”. “Non è giusto e corretto – ha concluso – che ancora una volta si scarichi sui medici tutti i problemi del coronavirus, la sanità della nostra regione sta facendo tutto il possibile, ma senza il senso di responsabilità di tutti rischiamo di tornare indietro. Rinnovo in questa giornata importante l’appello a comportamenti responsabili”.
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Pregliasco “Nessun allarmismo, ma gli stadi restino chiusi”
ROMA (ITALPRESS) – “Niente allarmismi e tanto buonsenso. Il calcio sta semplicemente dimostrando che chi vive e lavora in quell’ambito è a rischio tanto quanto noi”. Lo dice, in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’, Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e Direttore Sanitario dell’Istituto Galeazzi. “Come mai questa esplosione di casi nel mondo del calcio? Di fatto è un andamento normale se applicato a ciò che sta accadendo nella nostra società – spiega Pregliasco – I calciatori hanno viaggiato, si sono spostati e hanno corso il rischio di essere contagiati”. La diffusione dei contagi tra calciatori è legata all’abbassamento dell’età: “Certo, gli anziani adesso restano più ‘copertì rispetto a prima. Le occasioni di essere contagiati ora sono più aderenti al mondo giovanile perchè si sposta maggiormente e ha più opportunità di entrare a contatto con diverse persone”. I calciatori colpiti dal virus in questi giorni risultano, secondo i comunicati ufficiali delle società, asintomatici: “Ci sta, non è così strano. Anche se non dimentichiamo che, pur essendo uno sportivo amatoriale, il paziente 1 era un maratoneta, quindi sano e abituato all’attività fisica”. Il campionato di Serie A si avvicina e per qualcuno esiste un rischio di ripartenza: “Esiste sicuramente uno stress test per tutto il Paese. Non uno stress test così profondo come la riapertura delle scuole, ma comunque un passaggio interessante dal punto di vista della reazione. E più che allo sport professionistico penso a quello amatoriale dove non ci sono tutti questi protocolli. Cosa dovrebbero fare calciatori e società professionistici in generale? Lo sport e il calcio dovranno essere più morigerati, quindi allenamenti e utilizzo del buonsenso come qualunque altro cittadino”. Circa la riapertura degli stadi, Pregliasco è perentorio: “Credo che in questo momento non ci siano le condizioni. Non si tratta di andare a teatro o al cinema dove si resta in silenzio e seduti. Allo stadio c’è una commistione nella natura stessa del tifo, un movimento naturale nel seguire una partita”.
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Coronavirus, al via allo Spallanzani test vaccino sull’uomo
ROMA (ITALPRESS) – “Da oggi inizia una fase della ricerca assolutamente nuova”. Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che partecipa, presso l’Irccs Lazzaro Spallanzani, a Roma, all’avvio della sperimentazione del primo vaccino anti Covid-19 sull’essere umano. Presente all’iniziativa, tra gli altri, l’assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. “Rinnovo l’appello alla responsabilità” ha detto Zingaretti. “Senza il senso della responsabilità di tutti rischiamo di tornare indietro”. “E’ una giornata positiva e importante – aggiunge – E’ un traguardo raggiunto”.
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Maltempo in Veneto, Zaia “Monitoraggio costante”
“Ho firmato la dichiarazione dello stato di crisi per il Comune di Verona e altri comuni del Veronese, colpiti ieri sera dal maltempo che ha causato danni a infrastrutture e opere pubbliche, imprese industriali e agricole, e ai privati”. Lo scrive su facebook il governatore del Veneto Luca Zaia che aggiunge: “La situazione è costantemente monitorata dalla Protezione Civile regionale che – in stretto collegamento col Sindaco di Verona – ha mobilitato i propri volontari sul posto e fatto affluire nel capoluogo scaligero anche squadre da Vicenza e Rovigo. Non si esclude che, constatati i danni provocati dall’ondata di maltempo, il decreto sullo stato di crisi possa essere esteso anche da altri comuni del Veneto”. Il Presidente della Regione del Veneto si recherà in mattinata a Verona per constatare personalmente la situazione dei danni causati dal fortunale che ha colpito ieri la città scaligera.
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