ROMA (ITALPRESS) – La Giunta esecutiva di Utilitalia ha nominato Marco Patuano vicepresidente della Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, guidata da Michaela Castelli. Patuano è presidente di A2A dallo scorso maggio e affiancherà nella vicepresidenza Filippo Brandolini (HERAmbiente), Francesco Macrì (Estra) ed Alessandro Russo (Cap Holding).
Marco Patuano è presidente di A2A da maggio 2020. E’ inoltre fondatore e Ceo della holding MP Invest, Senior Advisor di Nomura e consigliere di amministrazione per Telit, AC Milan e Digital Value. Laureato presso l’Università Bocconi di Milano, è stato CEO di Telecom Italia dal 2011 al 2016, membro del Consiglio della GSMA e ha partecipato attivamente alla nascita di TIM.
Ha inoltre ricoperto per diversi anni incarichi di rilievo all’estero come Ceo di TIM Brazil, General Manager per l’America Latina e Ceo di Telecom Argentina. Nel gennaio 2017 è stato nominato Ceo di Edizione. E’ stato inoltre consigliere della Fondazione Telecom Italia, la Fondazione Bocconi e l’Istituto Europeo di Oncologia, oltre ad aver collaborato con diverse Università in Italia e negli Stati Uniti.
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Utilitalia, Patuano nominato vicepresidente
Roma da Pallotta a Friedkin “Accordo per la vendita del club”
ROMA (ITALPRESS) – Ufficiale il cambio di proprietà in casa Roma. In una nota pubblicata stamane, la società giallorossa “conferma che questa notte è stato raggiunto un accordo tra AS Roma SPV, LLC, l’azionista di maggioranza di AS Roma S.p.A, e il Friedkin Group per la vendita del club. I contratti sono stati firmati nella serata di mercoledì”. Dopo l’accordo AS Roma SPV, LLC ha inviato il seguente comunicato alla Consob. “AS Roma SPV, LLC (“AS Roma SPV”), azionista di maggioranza di AS Roma S.p.A. (il “Club”), annuncia la sottoscrizione di un accordo vincolante di acquisto di azioni con The Friedkin Group, Inc. (“Friedkin”) ai sensi del quale, tra le altre cose, AS Roma SPV cederà a Friedkin la sua partecipazione di controllo detenuta nel club e alcune attività correlate, compresi i fondi che ha messo a disposizione del club per supportare la sua prevista capitalizzazione, e Friedkin assumerà alcune passività relative al club. L’operazione sarà effettuata attraverso una cessione a Friedkin dell’intera partecipazione detenuta da AS Roma SPV nel Club pari all’86,6% del capitale sociale del club, di cui una partecipazione diretta del 3,3% del capitale sociale del club e di una partecipazione indiretta dell’83,3% detenuta da AS Roma SPV attraverso la sua controllata NEEP Roma Holding S.p.A. (“NEEP”), per un prezzo di acquisto pari a Euro 0,1165 per azione. Più in generale, l’operazione prevede che Friedkin acquisisca, oltre al 100% del capitale azionario di NEEP, anche il 100% del capitale sociale di ASR Soccer LP S.r.l. e il 100% del capitale azionario di ASR Retail TDV S.p.A. L’operazione è valutata in circa 591.000.000 di Euro. L’Operazione – conclude la nota della Roma – dovrebbe concludersi entro la fine di agosto 2020 ed è soggetta a condizioni standard per questo genere di transazioni”.
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L’Inter vola nei quarti di Europa League, Getafe battuto 2-0
GELSENKIRCHEN (GERMANIA) (ITALPRESS) – Soffre, rischia ma con grande forza l’Inter passa il turno. I nerazzurri di Antonio Conte staccano il pass per i quarti di finale dell’Europa League battendo il Getafe per 2-0 grazie alle reti di Romelu Lukaku e Christian Eriksen. Alla Veltins Arena di Gelsenkirchen, in Germania, è partita vera e gli spagnoli giocano un calcio piuttosto aggressivo, capace di mettere in grossa difficoltà i nerazzurri nel primo quarto d’ora. Poi col passare dei minuti spicca lo strapotere dell’Inter che al 33′ colpisce con il solito Lukaku, bravo a smarcarsi da Exeita per poi concludere con un gran mancino in rete. Il belga si conferma uomo decisivo nelle notti di coppa: trentesima rete in stagione e quinta di fila nelle partite europee. Ma nella sofferenza nerazzurra c’è anche un pizzico di fortuna, con il Getafe che al 76′ sbaglia un calcio di rigore con Molina, penalty concesso da Taylor attraverso l’on field review per un fallo di mano di Godin. Solo nel finale di gara, con l’ingresso e con il gol di Eriksen, l’Inter chiude la partita sul 2-0 e si assicura un posto nei quarti di finale, in attesa di conoscere il nome della propria avversaria tra Rangers e Bayer Leverkusen.
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Marotta “Conte? Testa al Getafe, Sanchez con noi 3 anni”
GELSENKIRCHEN (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Sabato si è concluso un capitolo importante in campionato, un campionato anomalo che ha avuto tante difficoltà. Oggi si apre un nuovo capitolo dell’Europa League che affrontiamo provando a dare il massimo. Vogliamo provare ad arrivare in fondo e magari vincere, nel rispetto della maglia e del blasone della società”: Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, dribbla le domande su Antonio Conte, che dopo la gara con l’Atalanta ha rilasciato delle pesanti dichiarazioni in merito alla poca protezione avuta da parte della società: “Io sono concentrato su questa serata che è spartiacque – ha detto a pochi minuti dall’inizio del match contro il Getafe -. Ieri Conte ha rilasciato una dichiarazione molto chiara, direi di attenerci a quella”. Il dirigente del club nerazzurro ha poi proseguito: “Se sono rimasto sorpreso dalla parole di Conte? Chi è mondo del calcio sa che sono dinamiche che si possono verificare. Non c’è nessuna presa di posizione da parte nostra. In questo momento è importante essere concentrati su questa partita importante per il futuro dell’Inter. La proprietà e Conte mirano allo stesso obiettivo quello di regalare soddisfazioni ai tifosi. In questi due giorni la squadra ha lavorato nel migliore dei modi”.
Marotta ha infine concluso annunciando la chiusura dell’operazione col Manchester United per la conferma di Alexis Sanchez: “L’ufficialità la daremo domani. Il giocatore è interamente dell’Inter. Abbiamo un accordo per tre anni. Pensiamo possa a pieno titolo far parte della rosa. Siamo contenti di questa operazione”.
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Contratti, Confindustria “Inutile evocare sciopero generale”
ROMA (ITALPRESS) – “Come abbiamo spiegato in un documento inviato al governo due settimane fa, se l’esecutivo intende ancora protrarre il divieto dei licenziamenti, il costo per lo Stato sarà pesante. Come correttamente osservato dall’Ocse e da numerosi economisti, il divieto per legge assunto in Italia – unico tra i grandi paesi avanzati – non ha più ragione di essere ora che bisogna progettare la ripresa. Esso infatti impedisce ristrutturazioni d’impresa, investimenti e di conseguenza nuova occupazione. Pietrifica l’intera economia allo stato del lockdown”. Così Confindustria in una nota. “In assenza della libertà di ristrutturazioni, è ovvio che lo Stato dovrà continuare nel suo pieno sostegno a occupati e imprese com’erano prima della crisi e sarebbero del tutto inaccettabili misure che aggravassero gli oneri a carico delle imprese, con qualunque tipo di criteri arbitrari fossero determinati. Il perdurare del divieto deve essere accompagnato dalla simmetrica concessione della cassa integrazione per tutti e senza oneri aggiuntivi”, aggiunge. “Quanto alle accuse rivolte dai sindacati a Confindustria sui rinnovi contrattuali, la nostra posizione resta sempre la stessa. Abbiamo tutti firmato un accordo interconfederale nel 2018 che fissa impegnativamente le coordinate di relazioni industriali ispirate alla cooperazione e non alla conflittualità e all’antagonismo”, sottolinea la nota.
“Oggi più che mai valgono quegli impegni comuni che consideriamo fondamentali per sottoscrivere contratti che mettano al centro la competitività e la retribuzione di merito, insieme al diritto alla sicurezza, alla formazione, e al welfare integrativo aziendale. Inutile aver firmato allora quegli impegni, e ora fingere che non valgano. Inutile evocare uno sciopero generale, specie in questo momento di gravissime difficoltà economiche e sociali in cui sarebbe necessario progettare insieme la ripresa”, conclude la nota di Confindustria.
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FederlegnoArredo interrompe le trattative per il rinnovo del contratto
ROMA (ITALPRESS) – Oggi, durante un incontro in video conferenza fra le delegazioni di FederlegnoArredo (che rappresenta gli interessi della filiera industriale che va dalla lavorazione della materia prima legno alla produzione di mobili, arredamento e accessori) e Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, la delegazione di FederlegnoArredo ha deciso di interrompere le trattative: “La decisione – si legge in una nota – deriva dalla presa d’atto che le Organizzazioni Sindacali reiterano le loro proposte per la regolamentazione della parte normativa, non tenendo assolutamente conto del periodo storico derivante dalla pandemia. In una fase in cui la salvaguardia delle aziende e dei posti di lavoro come valore primario e patrimonio da difendere dovrebbe esser la priorità per tutti, trovano ancora spazio ideologie antiflessibilità scientemente scambiata per precarietà”.
“Le limitazioni inerenti il tempo determinato e il tempo determinato somministrato, già duramente imposte dal decreto dignità, verrebbero ancor più appesantite con la richiesta di riduzione delle percentuali – spiega Federlegnoarredo -. La pretesa di caricare di obblighi burocratici le aziende e di blindare il normale svolgimento delle normali attività d’impresa, va in direzione esattamente opposta alla necessità di libertà e di flessibilità che le imprese necessitano per affrontare una crisi dura, senza precedenti e dal futuro estremamente incerto”.
Inoltre, secondo Federlegnoarredo, “la richiesta di obbligatorietà di iscrizione al fondo sanitario Altea per tutti i lavoratori in forza e solo a carico delle aziende e le importanti e pesanti richieste di aumenti contrattuali, oltre che manifestare volontà dirigistiche, risultano del tutto incompatibili con gli accordi interconfederali già sottoscritti dalle stesse sigle sindacali e fuori da ogni logica rispetto alla situazione economica in essere”.
“Tutti i dati economici dalle previsioni dell’Istat sulla tenuta delle aziende, alle previsioni del Pil nostro, ma anche di paesi che si identificano come i nostri mercati più importanti come USA e Germania, sono molto negativi”. In questo contesto “la delegazione di FederlegnoArredo ha deciso l’interruzione della trattativa per non avere sulla coscienza la responsabilità di costringere alla chiusura aziende a rischio sopravvivenza”.
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Nel primo semestre gettito entrate tributarie in calo
ROMA (ITALPRESS) – Nei primi sei mesi dell’anno, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 186.304 milioni, facendo segnare una riduzione di 13.983 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-7%). La variazione negativa riflette sia il peggioramento congiunturale sia le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria. A giugno le entrate tributarie hanno registrato una variazione positiva di 1.317 milioni (+3,7%) che deriva dall’andamento delle imposte dirette (+4.974 milioni, +25,7%), mentre le imposte indirette continuano a segnare un significativo calo (-3.657 milioni, -23%) imputabile principalmente al risultato dell’IVA sugli scambi interni (-1.693). Le imposte dirette ammontano a 108.442 milioni, con un incremento di 5.439 milioni (+5,3%) rispetto allo stesso periodo del 2019. Il gettito IRPEF si è attestato a 88.444 milioni (-2,3%). Le imposte indirette ammontano a 77.862 milioni e registrano una variazione negativa di 19.422 milioni (-20%). Il notevole calo è imputabile principalmente alla diminuzione dell’IVA (-11.387 milioni, pari a -19,2%) e in particolare alla componente scambi interni (-9.615 milioni, pari a -18,3%).
Le entrate relative ai “giochi” ammontano, nei primi sei mesi 2020, a 4.491 milioni (-3.325 milioni, -42,5%). Il gettito delle entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si è attestato a 4.127 milioni (-858 milioni, pari a -17,2%) di cui: 1.894 milioni (-611 milioni, -24,4%) sono affluiti dalle imposte dirette e 2.233 milioni (-247 milioni, -10,0%) dalle imposte indirette.
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Coronavirus, 384 nuovi casi e 10 decessi, raddoppiati numeri di ieri
ROMA (ITALPRESS) – Impennata dei contagi in Italia. I nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono 384, oltre il doppio di quelli registrati ieri. Un numero che porta a 248.803 il totale dei contagiati dall’inizio della pandemia. Raddoppiato anche il numero dei nuovi decessi, 10 rispetto ai 5 registrati ieri. Lo riporta il bollettino quotidiano del Ministero della Salute. Le regioni con il maggiore numero di contagi sono la Lombardia (138), l’Emilia Romagna (47) e il Veneto (41). La regione Valle d’Aosta è l’unica a non aver fatto registrare nuovi contagi. Gli attualmente positivi sono 12.646, 218 in più rispetto a ieri. 764 invece i ricoverati con sintomi (+3 rispetto a ieri); di questi 41 (come ieri) si trovano in cura nelle terapie intensive. In crescita il numero di coloro che invece si trovano in isolamento domiciliare: 11.841, 161 in più di ieri. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale a 200.976, con un incremento di 110 unità. Il numero di tamponi processati è di 56.451.
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