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Pil, Gualtieri “Stime migliori delle attese”

ROMA (ITALPRESS) – “Le stime diffuse oggi dall’Istat sul Pil del secondo trimestre, pur negative a causa dell’inevitabile impatto della pandemia sui diversi settori produttivi, indicano una flessione meno grave di quanto atteso dalla maggior parte delle previsioni (la stima media era di un ribasso superiore al 15%) e pari a quasi la metà del calo atteso dalle previsioni più negative circolate nelle ultime settimane. E’ un dato che testimonia la solidità degli interventi messi in campo dal Governo e la possibilità per l’Italia di proseguire nel percorso di graduale e costante ripresa dell’attività economica, confermato anche dall’andamento delle vendite al dettaglio, che a giugno sono tornate a livelli vicini a quelli precedenti l’inizio dell’emergenza Covid-19”. E’ quanto afferma in una nota il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.
“E’ ora necessario rimanere vigili sul fronte della sicurezza sanitaria e continuare nelle politiche di sostegno al tessuto economico e sociale del nostro Paese, che saranno ulteriormente rafforzate con le misure contenute nell’imminente decreto in via di finalizzazione”, conclude Gualtieri.
(ITALPRESS).

Immigrazione, De Micheli “con Tunisia attivati canali diplomatici”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il tema dell’immigrazione, soprattutto in questi giorni, risente di quanto si sta realizzando in Tunisia, dove come governo stiamo attivando una serie di canali diplomatici”. A dirlo il ministro alle Infrastrutture e ai trasporti Paola De Micheli, parlando con i giornalisti a Palazzo dei Normanni, a Palermo.
“Le attività che stanno svolgendo a mare gli uomini della Guardia costiera – aggiunge -, di cui mi onoro di essere al vertice, è straordinaria, sia quando si tratta di sicurezza sia quando si tratta di solidarietà. E penso che anche i siciliani siano molto grati del loro impegno”.
(ITALPRESS).

Mazda prevede una costante ripresa delle vendite a livello globale

ROMA (ITALPRESS) – Mazda Motor Corporation ha annunciato oggi i risultati finanziari e commerciali del primo trimestre dell’anno fiscale, riportando vendite totali di 244.000 veicoli nel periodo dal 1° aprile al 30 giugno 2020. Nella maggior parte delle regioni, la pandemia COVID-19 ha continuato ad avere un impatto sostanziale sui risultati. In Europa, le vendite nel primo trimestre sono diminuite del 58% su base annua a 28.000 unità, con una quota di mercato dell’1,1%. La regione più grande per Mazda, il Nord America, ha visto un calo del 19% a 81.000 unità e in Giappone, il mercato nazionale di Mazda, le vendite sono scese del 34% a 26.000 veicoli. In Cina la ripresa della domanda è proseguita nel periodo aprile-giugno, con 61.000 unità vendute, in crescita del 13% su base annua. Per il primo trimestre dell’anno fiscale, Mazda ha registrato vendite nette per 3,2 miliardi di Eurouna perdita operativa di 380,4 milioni di Euroa perdita netta è stata di 560,4 milioni di Euro.
Con le attività commerciali riprese in tutto il mondo e con il ritorno ad agosto 2020 della produzione globale ai livelli pre-pandemia, Mazda prevede di vendere complessivamente nell’intero anno fiscale 1,3 milioni di vetture, con una previsione di 196.000 unità in Europa. A seguito di azioni ponderate per la ripresa delle vendite e la riduzione dei costi fissi, Mazda prevede per questo anno fiscale un fatturato netto di 23,8 miliardi di eurona perdita operativa di 333,3 milioni di euro e una perdita netta di 750,0 milioni di euro. Mazda continuerà a monitorare la situazione economica e le tendenze della domanda di auto in ogni mercato in cui vengono distribuiti i nostri veicoli.
Nonostante l’impatto della pandemia COVID-19 sull’attività globale, Mazda rimane impegnata a investire in tecnologie future, compresa l’elettrificazione. In Italia, il primo veicolo elettrico Mazda è stato introdotto tramite una campagna di lancio digitale realizzata con due iniziative virtuali, la “Mazda MX-30 Virtual Experience” e la “MX-30 Friday Live”, riscuotendo l’interesse di 2.600 clienti. La vettura sarà disponibile presso le concessionarie a partire dalla seconda metà di settembre.
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Con Beteyà l’integrazione è di moda

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Beteyà è un marchio di moda etica nato nell’ambito del progetto Sud Arte & Design, sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD. Otto ragazzi, tra siciliani ex disoccupati e migranti, dopo essere stati opportunamente formati, sono stati inseriti per lavorare su vari fronti dalle vendite alla grafica.
La linea di abbigliamento total look da uomo, donna e ragazzi comprende camiceria, pantaloni, t-shirt, felpe tutti realizzati con stampe e grafiche che richiamano i colori e gli elementi più tipici dell’Africa. Inoltre la quota di 1,33 euro di ogni capo venduto viene devoluta ai progetti che l’Associazione Don Bosco 2000 sta realizzando in Senegal e Gambia. Paesi in cui, grazie al progetto della migrazione circolare, si aiutano i migranti che sono arrivati in Sicilia a rientrare dopo aver acquisito competenze nei settori dell’agricoltura e della gestione d’impresa.
Grazie al loro impegno, si stanno realizzando orti nei villaggi più poveri della savana senegalese e gambiana, per creare opportunità di sviluppo sostenibile in grado di dare un’alternativa alla migrazione forzata di tanti giovani africani. Il resto dei proventi serve a sostenere l’attività del brand.
Parliamo di Beteyà con Gabriella Giunta, dell’ufficio comunicazione Don Bosco 2000.

Come nasce il progetto e perché avete pensato di operare nel settore moda?
Il progetto Beteyà prende il via nel febbraio 2017 quando un network di partner dell’entroterra siciliano propone “Sud – Arte & Design” per il bando “Beni Confiscati 2016” di Fondazione con il Sud, con l’obiettivo di creare un progetto di sviluppo per il territorio che avesse alla base il sostegno alla legalità, l’integrazione, l’eticità, la sostenibilità e l’esclusività. Del network facevano parte l’Associazione Don Bosco 2000 (capofila), il D.A.S. Società Cooperativa, Confcooperative Sicilia, il Comune di Villarosa e l’Associazione Culturale Bellarosa. Ad agosto 2017 il progetto “Sud – Arte & Design” viene finanziato e il 4 ottobre si avvia il progetto dell’atelier nei beni confiscati alla mafia. Nel 2018 si ristrutturano i beni, si definiscono il visual e il piano di marketing, si visitano fiere e fornitori per individuare macchinari e materiali, si inizia il corso di formazione dei giovani del territorio. Alcuni di loro selezionati per il progetto grafico realizzano una work experience presso un’azienda torinese e inizia lo studio dei prototipi per il catalogo mentre si lavora all’allestimento del negozio a Catania e al sito dell’e-commerce https://www.beteya.com/. I valori che connotano il brand Beteyà sono riconducibili gli stessi che hanno mosso i soci fondatori e che informano progetto e business idea. In concreto, visto che il laboratorio nasce all’interno di beni confiscati alla mafia, il valore cardine su cui vengono innestate tutte le scelte aziendali è rappresentato dalla legalità. Inoltre, poiché tra le risorse umane sono presenti ragazzi extracomunitari ospiti dello SPRAR, altro valore fondante dell’azienda non può che essere l’inclusione/integrazione. A fianco a questi elementi valoriali ci saranno, quali corollario dei già elencati, l’eticità e la sostenibilità dei materiali utilizzati e delle scelte di marketing che andranno fatte. La scelta del settore moda è derivata da un’analisi di marketing che ha individuato nell’abbigliamento un settore nel quale le competenze dei giovani avrebbero potuto essere sviluppate in base alle predisposizioni dei giovani, soprattutto i migranti. Molti giovani infatti avevano dimostrato competenze nel settore della sartoria e in effetti la loro abilità è risultata la chiave della buona riuscita del progetto. Tali competenze sono state poi sviluppate attraverso tirocini e work experience presso aziende qualificate. Il team di lavoro, praticamente inalterato dall’avvio del progetto, è composto da giovani siciliani e migranti, insieme per dare unicità ai capi realizzati e decorati.
Anche se il settore di vendita è l’abbigliamento, oltre al settore della produzione dei capi, migranti e siciliani sono impegnati anche nei settori della grafica (per realizzare i visual del progetto) e della vendita (nei negozi). Il team creativo è composto da un grafico siciliano di grande esperienza e da 2 giovani, entrambi migranti che hanno svolto un periodo di formazione per acquisire competenze soprattutto sugli strumenti grafici. L’elaborazione dei visual e la decorazione dei capi è quindi frutto di un lavoro di squadra, eterogenea rispetto all’esperienza, all’età e alla formazione culturale. Il marchio Beteyà è registrato e tutti i visual sono utilizzati solo ed esclusivamente in prodotti o supporti grafici che sono riferiti alle collezioni moda e home (per la casa)”.

I ragazzi stranieri hanno contaminato i prodotti con il loro background culturale?
Questo è un passaggio fondamentale. La strategia complessiva del progetto mira a mettere insieme capitali umani diversi (migranti e italiani) per la realizzazione e la vendita di prodotti che rappresentano la sintesi tra due diversità culturali come quella africana e quella europea. In questo contesto, attraverso una fase compatta di formazione tra giovani al di sotto dei 29 anni siciliani e migranti (con buon livello di scolarizzazione) si son messe in atto una serie di dinamiche già sperimentate per far diventare la diversità tra le risorse umane una ricchezza e non un limite.

Qualche ragazzo pensa di proseguire autonomamente l’attività grazie alle competenze apprese?
Al momento i ragazzi sono tutti impegnati full time nel progetto ma le competenze acquisite sicuramente sono una base di esperienza fondamentale per la crescita personale.
I due shop sono stati chiusi durante la pandemia: come avete reagito a questa grave emergenza?
In osservanza delle norme anti-covid entrambi i punti vendita, quello centro a Catania e quello nel centro commerciale sono stati chiusi e hanno riaperto quando è stato possibile, anche se chiaramente il progetto ha subito una battuta d’arresto non indifferente. Anche lo shopping online ha avuto un calo drammatico ma adesso abbiamo ripreso a pieno regime. Durante le prime settimane dell’emergenza il laboratorio Beteyà è stato convertito alla produzione di mascherine per garantire la sicurezza degli operatori dei centri di accoglienza gestiti dall’associazione Don Bosco 2000, capofila del progetto”.

“Credo sia importante sottolineare – sottolinea Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000, capofila di Beteyà – i valori del progetto, principalmente la legalità, la sostenibilità e l’integrazione. La presenza di ragazzi migranti e ragazzi siciliani è garantita in tutti gli step del progetto”.
“Infine, il valore della legalità è il cardine dell’idea progettuale, non soltanto – conclude Stella – in prospettiva di “antimafia” ma in termini di rifiuto di tutto ciò che è illegale, nel senso più ampio del termine, anche nei confronti di tutto ciò che lede la dignità delle persone, a prescindere dalla loro razza o religione. Nel progetto convergono le storie di tutte le persone che ci stanno lavorando, ognuna delle quali apportando un contributo unico. Non a caso, il visual denominato “people” rappresenta il cuore del progetto con un grande spirito di aggregazione e lavoro di squadra”.
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Cattolica, approvata trasformazione in società per azioni

VERONA (ITALPRESS) – L’assemblea straordinaria dei soci di Cattolica Assicurazioni ha approvato, con il voto favorevole e con la ampia percentuale di circa il 71% degli aventi diritto per testa, le modifiche a 12 articoli dello statuto secondo il testo proposto dal Cda e, con la percentuale di circa il 71% degli aventi diritto per testa, la proposta di trasformazione in società per azioni e conseguente adozione di un nuovo testo statutario. Ora si potrà dare luogo a quanto previsto dall’accordo quadro con Assicurazioni Generali.
Per il presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni, “con questo passaggio storico, prosegue così il percorso di riforme intrapreso dalla società oltre 20 anni fa, volto a renderla sempre più competitiva e al passo con le best practice del settore assicurativo. La votazione di oggi – ha aggiunto – permetterà alla Compagnia di essere sempre più forte sul mercato, solida e proiettata verso il futuro attraverso l’alleanza strategica con un player di grande rilievo quale è Generali. Tutto ciò senza rinunciare, anche attraverso la Fondazione Cattolica, ai propri valori, alla propria identità e al radicamento sul territorio”, ha concluso Bedoni.
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Percorsi alternativi al carcere, a Palermo la “Sartoria sociale”

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La Sartoria sociale di Palermo nasce all’interno di un progetto – sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD – dal nome bellissimo e significativo: “Sartoria sociale: ricucire il territorio’. Logisticamente posizionata all’interno di un bene confiscato nel quartiere Malaspina di Palermo, la Sartoria coinvolge nella sua attività persone in difficoltà che vengono segnalate dai servizi sociali o dai giudici per l’attivazione di percorsi alternativi al carcere. Ha anche un laboratorio di cucito presso la Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo. Ne parliamo con Rossella Failla, responsabile comunicazione.
Come nasce la Sartoria Sociale e che obiettivi si è posta?
La “Sartoria Sociale”, impresa nel campo del riciclo tessile e sartoriale, nasce nel 2012 nell’ambito della cooperativa Al Revés attiva dal 2012 nel lavoro sociale. E’ stata inizialmente avviata in autofinanziamento e dalla sua nascita ha già accolto, formato e seguito oltre 150 persone tra cui detenuti, immigrati, utenti di servizi della salute mentale, donne in difficoltà, giovani adulti, tossicodipendenti e adulti e minori con provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria. Collabora con servizi pubblici, di privato sociale ed aziende del Comune ed ha sviluppato laboratori di avvio agli elementi sartoriali con ragazzi down e nei quartieri popolari in collaborazione con realtà associative. Opera attraverso la predisposizione di piani di auto imprenditorialità personalizzati in base al soggetto svantaggiato preso in carico e tende ad offrire prodotti che provengano da processi di cambiamento (vendita di abbigliamento usato rivitalizzato, restyling e upstyling di abiti e accessori, critical fashion, merchandising, arte tessile d’arredo, bomboniere). A ciò aggiunge la fornitura di servizi che riguardino il campo del cucito e dell’abbigliamento tra cui corsi di cucito, di riciclo creativo, servizi sartoriali, stireria. Al Revés propone un’esperienza di lavoro fondata sul “ciclo di comunità”, cioè su un percorso di educazione al lavoro che coinvolge diverse persone e che si basa sulla condivisione di competenze ed esperienze. Ciascuno viene inserito nell’ambito più consono, in cui possa essere responsabilizzato e valorizzato per le sue abilità. Il processo creativo è sempre frutto di inclusione sociale e di un confronto disomogeneo tra persone con diverse abilità e competenze, e che coinvolge anche il cliente in processi di autoproduzione. La creatività per noi è anche uno strumento di crescita interiore, sociale e umana, quindi ognuno dei collaboratori, volontari e soci della cooperativa viene interpellato nelle decisioni relative alla produzione. Tra le produzioni più attuali indichiamo la linea di borse si chiama Curvy Bags, che abbiamo realizzato in 8 fantasie differenti ispirandoci ai colori, ai paesaggi e alle geometrie della Sicilia.Due di questi modelli vengono realizzati con tessuti di pregio di antichi copriletti siciliani con un richiamo forte alla Sicilia non ‘fantastico’ ma nell’origine stessa del tessuto’.
‘Un’altra collezione di cui andiamo molto fieri – aggiunge -, soprattutto per il messaggio che veicola, è Made In Mediterraneo che abbiamo presentato anche alla Milano Design Week 2019: borse e borsoni in patchwork di jeans con inserti in wax africano. L’idea creativa è ispirata al valore dell’interculturalità e al Mediterraneo come crocevia di popoli. Le increspature blu del jeans si fondono alle calde geometrie degli inserti in wax africano. Un viavai di colori nel mosaico dei popoli’.

Chi sono i partners del progetto?
L’Accademia di Belle Arti di Palermo, la Fondazione Progetto Legalità, il Consorzio ARCAsono i partner mentre la Fondazione con il Sud sostiene il progetto dal 2017 e ciò ci sta permettendo di portare avanti tante collaborazioni professionali e tanti progetti, dalle attività di comunicazione e web marketing alla stampante per tessuti, all’acquisto della motoape…La sfida per noi è quella di diventare auto-sostenibili e per chi fa impresa sociale non è semplice perché abbiamo costi di gestione elevati e dinamiche particolari da tenere in piedi ma ci stiamo impegnando per farlo!
Come avete reagito al lockdown?
Il lockdown ci ha costretti a rimodulare l’attività e ad acquisire dinuovi codici ATECO per la sua prosecuzione dell’attività. Il lavoro sartoriale ha subito una battuta d’arresto e siamo tutti stati impegnati nella produzione di mascherine in stoffa; abbiamo aperto il laboratorio due volte a settimana e abbiamo investito sui social per acquisire nuovi clienti in ambito locale e nazionale. L’impresa sociale non si è fermata: abbiamo donato le nostre mascherine a tanti enti, comunità e persone bisognose, abbiamo distribuito beni di prima necessità in collaborazione con la Caritas presso le abitazioni delle famiglie indigenti e abbiamo continuato ad essere presenti sul territorio nelle modalità consentite. Abbiamo purtroppo dovuto sospendere alcuni tirocini formativi, tutte le attività in presenza e quelle in carcere mentre abbiamo realizzato dei tutorial sulle produzioni artigianali sartoriali per incontrare sui social nuovi contatti e tenere viva l’attività domiciliare dei nostri social addicted. L’attività maggiormente colpita è stata la vendita dell’usato e del vintage, per il quale si è bloccata l’attività di raccolta e rimodulata l’attività di sanificazione con la previsione di utilizzare un nuovo e-commerce. In ambito sociale abbiamo messo in campo molte iniziative compreso l’invio di materiali e di lettere motivazionali alle detenute del laboratorio di cucito del carcere femminile.

Il post pandemia come vi trova?
La ripartenza è complicata, ci stiamo impegnando nel fund raising e stiamo progettando nuove iniziative di marketing e di servizi di prossimità. E’ stata necessaria anche una rimodulazione degli spazi per rispettare il distanziamento sociale. Gli eventi di vendita – mercatini, fiere, ecc.- programmati sono stati tutti annullati e si è fatto fronte alla gestione del personale grazie al supporto della Fondazione con il SUD che ha permesso di proseguire le attività progettuali concernenti le normative vigenti. attualmente stiamo facendo un grande sforzo imprenditoriale e di investimento avviando nuove linee imprenditoriali tra cui la stampa su tessuto e la produzione di t-shirt grazie all’acquisto di una stampante tessile e la vendita mobile e di prossimità con l’acquisto di una MotoApe per ampliare il mercato all’ambito turistico. All’orizzonte vediamo però grosse difficoltà di sviluppo a causa della crisi economica incombente con rischi per la copertura dei costi di gestione delle attività e delle risorse umane
Avete sviluppato l’ecommerce?
E’ proprio una delle azioni previste nel progetto sostenuto dalla Fondazione Con il Sud e recentemente abbiamo riprogettato il nostro sito. Non è stato facile scegliere la struttura migliore per l’e-commerce e decidere la suddivisione delle categorie-prodotto da adottare perchè la Sartoria Sociale è una realtà complessa anche per l’offerta commerciale, che include prodotti realizzati da noi, capi di seconda mano, capi vintage, capi donati da privati e da negozi.
Finalmente siamo giunti ad una versione che ci soddisfa.
Come vanno i vostri laboratori?
I nostri laboratori hanno sempre riscosso un buon successo, soprattutto quelli di livello base. Molte persone possiedono la macchina da cucire ma non sanno utilizzarla e quindi tutte le volte che organizziamo un corso di livello base (tenuto dalla nostra sarta Aurora) abbiamo sempre diverse richieste. Le persone apprezzano moltissimo il fatto di seguire il corso in un ambiente in cui si respira a pieni polmoni l’atmosfera sartoriale In questo periodo chiaramente abbiamo dovuto interrompere qualsiasi attività e ridurre il numero dei partecipanti per garantire il distanziamento sociale. Ci auguriamo di ritornare presto a regime perché la promozione dell’artigianato tessile è una delle attività che portiamo avanti con maggior successo.
Ci sono persone che hanno poi proseguito l’attività lavorativa appresa con voi?
“Smettila di frignare e prendi una decisione”. Ciascuno è responsabile della propria esistenza, e, quindi, della propria felicità; ciascuno ha in sé il potere del proprio cambiamento. Questa Directory muove le fila di tutta la nostra Impresa: Accogliamo persone ai margini di sé stesse e della società, offrendo un’opportunità per sostenere un cambiamento di direzione della propria esistenza. Al Revès, il nome della nostra cooperativa, significa “Al contrario”, sta ad indicare l’inversione di tendenza, il punto di vista diverso da cui osservare se stessi, la persona, il prodotto e l’offerta di servizi dell’impresa stessa. Una sfida con se stessi, Una sfida col mercato. Siamo da sempre una impresa di transizione seguiamo le persone verso nuove e migliori occasioni, quasi tutti dopo di noi si inseriscono in nuove esperienze lavorative a volte individuate anche da noi o realizzano nuove esperienze in tirocinii formativi per i quali individuiamo le aziende ospitanti che possono offrire una esperienza sostenibile per il tipo di problematiche connesse alla persona.
Uno dei nostri motti più significativi è “Siamo Tutti EX di qualcosa”: nella nostra singolarità irripetibile, tutti
proveniamo da una storia, tutti siamo lo “scarto” o il “residuo” di ciò che ci è appartenuto o a cui siamo
appartenuti.

“Siamo Tutti Ex di qualcosa” + mascherina


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Buschini “Parifica Corte Conti riconoscimento a lavoro svolto”

ROMA (ITALPRESS) – “Il parere positivo della Corte dei Conti sul bilancio della Regione Lazio, il settimo consecutivo, rappresenta il riconoscimento di un lavoro importante svolto in questi anni dall’amministrazione regionale Zingaretti all’insegna del risanamento, del taglio agli sprechi e degli investimenti mirati alla crescita complessiva dell’intero territorio. Sono stati sottolineati diversi aspetti positivi e qualificanti della gestione finanziaria e patrimoniale della Regione degli ultimi
esercizi e del 2019 in particolare: il buon andamento della spesa regionale è fondamentale non solo per la finanza pubblica, ma anche per le politiche di sviluppo di tutto il Lazio. Per quel che concerne i gruppi Consiliari, in questi anni la Regione ha sempre recepito i suggerimenti della Corte dei Conti e da settembre avvieremo un confronto proficuo per migliorare ulteriormente la gestione delle risorse dei gruppi”.
Così in una nota il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini in merito al giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Lazio relativo all’esercizio finanziario 2019.
“Continuano a diminuire i tempi dei pagamenti che, mi preme sottolineare, nel 2013 superavano addirittura i mille giorni. E poi l’uscita dal Commissariamento per il ritorno ad una gestione ordinaria della Sanità con la possibilità di programmare investimenti e migliorare i servizi. Risanare i conti – conclude – significa poter lavorare per migliorare la qualità della vita ai cittadini. La Regione Lazio è finalmente un ente virtuoso”.
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FCA presenta “Customer First Award for Excellence”

TORINO (ITALPRESS) – Fiat Chrysler Automobiles presenta “Customer First Award for Excellence”, il nuovo programma in arrivo in Europa dopo il successo riscontrato in Nord America. Il programma di incentivazione e certificazione premia le concessionarie FCA che si sono distinte nella sua rete di vendita e assistenza. Il nuovo progetto è la più recente di una serie di iniziative che vedono FCA avvalersi del supporto tecnologico di Google Cloud, e si inserisce in un contesto che mira all’accelerazione in ambito di innovazione e customer insight delle concessionarie. Il programma prenderà il via coinvolgendo circa 1.200 concessionarie in Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Svizzera, Austria e Belgio, per estendersi nel 2021 anche ad altri Paesi.
Volto a celebrare la Customer Experience nelle concessionarie di Fiat Chrysler Automobiles, il programma si baserà su quattro aree fondamentali – soddisfazione dei clienti, esecuzione dei processi, certificazione e formazione delle persone, coerenza degli showroom e delle officine con gli standard di FCA – confermandosi un importante biglietto di visita per aumentare la visibilità e distinguersi dai concorrenti.
Inoltre, le concessionarie premiate potranno utilizzare “Customer First” in tutte le attività di marketing e comunicazione, su canali tradizionali o digitali, per dare maggiore visibilità a questo prestigioso riconoscimento. Grazie all’insieme di competenze analitiche e soluzioni tecnologiche d’avanguardia di FCA e Google Cloud, con “Customer First Award for Excellence” FCA mira a offrire a chi entra in concessionaria un’esperienza unica e su misura. Ogni cliente potrà consultare i pareri e le opinioni di migliaia di consumatori che hanno già visitato la concessionaria e che ne hanno sperimentato i numerosi servizi, dal preventivo all’acquisto, fino all’assistenza.
“Si tratta di una iniziativa importante – ha affermato Pietro Gorlier, Chief Operating Officer FCA per la region EMEA – e mi fa particolarmente piacere sottolineare che rappresenta un ulteriore tassello che va a incrementare la stretta collaborazione tra Google Cloud e FCA. Possiamo così disporre di uno strumento innovativo che ci permette di incrementare la soddisfazione dei clienti, migliorare i processi, certificare e formare le persone, avere adeguati standard qualitativi di showroom e officine. In una frase: potenziare le nostre performance”.
“I nostri strumenti di collaborazione G Suite si sono dimostrati fondamentali nel processo di trasformazione digitale di FCA nel tempo e siamo felici di estendere ora il nostro impegno anche all’utilizzo di soluzioni di smart analytics e analisi dei dati. Stiamo dimostrando l’impatto che la tecnologia può avere per supportare programmi chiave come ‘Customer First Award for Excellencè, aiutando FCA a migliorare la qualità dei suoi prodotti e servizi, la collaborazione da remoto e facilitando il dialogo con i clienti” ha aggiunto Benjamin Faes, MD Google Cloud Southern Europe & Emerging Markets.
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