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Nuova Defender con la livrea della Croce Rossa Italiana

ROMA (ITALPRESS) – Una delle prime Defender arrivate nel nostro mercato ha la livrea della Croce Rossa Italiana. Daniele Maver, presidente Jaguar Land Rover Italia l’ha consegnata al presidente CRI e della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca. La vettura va ad aggiungersi agli altri veicoli che Land Rover Italia ha reso disponibili per le attività umanitarie in cui è impegnata la Croce Rossa, a sostegno delle persone più vulnerabili e, recentemente, in occasione della drammatica emergenza Covid-19. Proprio per questo Land Rover aveva sostenuto, con una piccola flotta di vetture, un progetto innovativo di CRI che prevedeva l’utilizzo delle auto da parte delle unità SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio remoto, ndr) per poter garantire interventi a supporto delle attività dei soccorritori con droni, il monitoraggio degli scenari operativi, la consegna di farmaci in aree remote e il raggiungimento della popolazione in aree altrimenti inaccessibili, per intervenire tempestivamente in caso di necessità. Precedentemente, con il Progetto “Le Strade della Solidarietà”, Land Rover era stata al fianco di Croce Rossa per portare aiuto ad un numero, purtroppo sempre crescente nel nostro paese, di nuovi poveri, di persone “senza fissa dimora”.
Defender è la Land Rover che più di ogni altra esprime autentici valori di solidarietà e di volontà di non fermarsi mai di fronte alle difficoltà: unstoppable. “Sono davvero molto orgoglioso di poter consegnare la nuova Defender a Croce Rossa Italiana, a testimonianza di una collaborazione con una storia straordinaria alle spalle. Una storia di partnership globale che dura da oltre 65 anni, ma anche la storia di un’auto nata nel 1948 e prodotta fino al 2016: l’icona Land Rover per eccellenza, di cui oggi la nuova Defender è la degna erede” ha detto Daniele Maver, presidente di Jaguar Land Rover Italia.
“Desidero ringraziare Land Rover per la grande storia di amicizia e di collaborazione che ci unisce e che, spero, proseguirà per molti anni ancora. Ci hanno aiutato a sostenere concretamente tante persone bisognose, arrivando anche nei luoghi più impervi, per poter raggiungere chiunque, ovunque. Land Rover è un’ideale compagna di viaggio nella nostra avventura che è quella di portare aiuto necessario, senza fermarsi mai. Unstoppable come Defender” ha dichiarato Francesco Rocca.
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Cio, Bach si candida per il 2° mandato, Malagò “Molto felici”

ROMA (ITALPRESS) – Thomas Bach è pronto a candidarsi per il secondo mandato alla presidenza del Comitato olimpico internazionale. Il tedesco ha annunciato la volontà di proseguire il suo lavoro nel corso della sessione odierna del Cio, per la prima volta nella storia organizzata in videoconferenza a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19. Le elezioni si svolgeranno il prossimo anno e Bach, in carica dal 2013, potrebbe ottenere se eletto un secondo mandato di quattro anni. “Personalmente e per conto del movimento sportivo italiano ti posso dire che siamo molto felici nell’apprendere la notizia della tua ricandidatura. E’ molto importante per tutti noi”, ha dichiarato il presidente del Coni e membro del Cio Giovanni Malagò rivolgendosi a Bach durante la sessione del Comitato olimpico internazionale.
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Intesa-Ubi, Coldiretti-Confapi “Grande banca è #OrgoglioItalia”

ROMA (ITALPRESS) – “Dalla filiera agroalimentare all’industria manifatturiera, le nostre imprese pensano in grande e per questo Coldiretti e Confapi oggi sono insieme per sostenere Intesa Sanpaolo nella Ops su Ubi Banca”. E’ quanto affermano il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il presidente di Confapi Maurizio Casasco. “Oggi più che mai è infatti strategico – dicono Coldiretti e Confapi – che l’Italia abbia una sua grande banca strettamente connessa con il territorio per garantire un adeguato livello di credito al cuore della nostra economia reale. Una necessità per sviluppare nuovi investimenti su volumi più grandi e su territori finora trascurati, per creare e realizzare nuove offerte di servizi e per ridurre il costo della burocrazia.
Con la conclusione positiva dell’operazione ci sarà più Italia in Europa in questa delicata fase di transizione dove – proseguono Coldiretti e Confapi – è strategico rafforzare il potere contrattuale del Paese e restituire un’immagine corrispondente alla sua forza reale #orgoglioitalia”.
“Con l’emergenza Coronavirus la filiera dell’agroalimentare italiana deve crescere non solo per generare ricchezza, ma anche per garantire nella sicurezza nazionale la nostra indipendenza alimentare”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “pensare di poter contare su un colosso bancario, al terzo posto nel continente, consentirebbe anche alle nostre imprese di cogliere meglio le nuove opportunità che vengono dall’Europa”.
“Momenti difficili come questo richiedono scelte coraggiose, oggi più che mai – ha affermato Maurizio Casasco – accesso al credito e servizi efficienti a costi competitivi sono fattori determinanti per il rilancio del sistema delle piccole e medie industrie private che Confapi rappresenta. La pandemia ha messo ancora più in evidenza la necessità di un’Europa autorevole e coesa, nella quale l’Italia, anche attraverso il suo sistema finanziario e industriale, deve consolidare il suo ruolo di campione e leader nella manifattura. Conseguentemente banche con una struttura patrimoniale più poderosa, in grado di competere un mondo finanziario attraversato da cambiamenti epocali, sono la migliore garanzia di sviluppo e crescita per il nostro sistema produttivo, per il nostro mercato del lavoro, per il nostro Paese. Saremo più forti in Italia e più forti in Europa”.
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Epatite C, AbbVie riceve da AIFA la rimborsabilità per Maviret

ROMA (ITALPRESS) – AbbVie (NYSE: ABBV), azienda biofarmaceutica globale impegnata nella ricerca, annuncia di aver ottenuto la rimborsabilità in Italia per Maviret (glecaprevir/pibrentasvir) per la riduzione della durata della terapia, che prevede una singola somministrazione al giorno, da 12 a 8 settimane in pazienti affetti da Epatite C cronica anche di genotipo 3, affetti da cirrosi compensata e naive al trattamento.
Maviret era già indicato come regime pangenotipico (genotipi 1-6), con una singola somministrazione al giorno, della durata di 8 settimane per pazienti non cirrotici affetti da epatite C, e naive rispetto al trattamento, e come regime terapeutico, con una singola somministrazione giornaliera, della durata di 8 settimane per pazienti affetti da HCV di genotipo 1, 2, 4, 5 e 6, con cirrosi compensata e non precedentemente trattati.
“Una più breve durata della terapia significa che un maggior numero di pazienti con HCV può ricevere il trattamento con Maviret per 8 settimane sulla base di una ottimizzazione della gestione del paziente”, ha spiegato Annalisa Iezzi, Direttore Medico di AbbVie Italia. “La possibilità di semplificare la gestione clinica delle persone affette da HCV rappresenta un cambiamento di paradigma nel modo in cui la malattia viene trattata, potenzialmente accelerando l’iter assistenziale e permettendoci di fare maggiori progressi verso la realizzazione dell’obiettivo della Organizzazione Mondiale della Sanità di eliminare l’HCV entro il 2030”, continua.
L’ottenimento della rimborsabilità da parte di AIFA segue l’Autorizzazione della Commissione Europea di una variazione all’autorizzazione all’immissione in commercio supportata dai dati generati dallo studio di Fase 3b EXPEDITION-8.
Lo studio di Fase 3b EXPEDITION-8 ha valutato la sicurezza e l’efficacia di Maviret in pazienti affetti da infezione cronica da HCV di tutti i principali genotipi (genotipi 1-6), con cirrosi compensata e naive alla terapia.
“Sebbene l’epatite C sia ora curabile, in Italia si stima siano oltre 300mila le persone che hanno un’infezione cronica causata da questo virus. Molti di questi pazienti non hanno mai ricevuto alcun trattamento, spesso perchè non è loro possibile gestire le complessità di natura pratica e clinica che si associano al percorso terapeutico”, ha affermato Massimo Andreoni, Direttore della UOC Malattie Infettive, Policlinico Tor Vergata, Roma. “Una opzione terapeutica di minore durata e un approccio semplificato prima della terapia possono eliminare la necessità di visite aggiuntive e aiutare un numero significativamente maggiore di persone a superare gli ostacoli al trattamento che sono reali e concreti”.
All’interno della regione europea definita dall’OMS, si stimano 14 milioni di persone con infezione cronica da virus dell’epatite C, molte delle quali non sono consapevoli di avere l’infezione. Ogni anno in Europa, 112.500 persone muoiono a causa di malattia epatica correlata all’epatite C.
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Ue, Sassoli “E’ il tempo di scegliere, lottare contro disparità”

BRUXELLES (ITALPRESS) – “E’ arrivato il tempo di scegliere come e dove crescere nell’interesse dei cittadini e del pianeta”. Lo ha detto David Sassoli, presidente del Parlamento Ue, rivolgendosi al Consiglio europeo.
“La pandemia – aggiunge – ci consegna nuove responsabilità e doveri: la responsabilità di scegliere e il dovere di farlo nell’interesse di tutti e non di pochi. Se questo è il quadro le scelte su dove investire sono chiare: economia verde, salute, formazione, diritti digitali, diritti democratici e diritti sociali. Inclusione invece che esclusione. E devo dire che questa era la nostra visione quando il Parlamento europeo ha accordato la sua fiducia alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen. Le nostre priorità erano già quelle giuste, e la crisi adesso non ha fatto altro che confermarci in questa convinzione”.
“Il piano di ripresa – prosegue Sassoli deve essere all’altezza delle nostre ambizioni. Deve contribuire a trasformare l’economia e lottare contro le disparità che si stanno aggravando. Della crisi dobbiamo aver paura perchè gli effetti sociali e la perdita di posti di lavoro non risparmiano nessuno. Il pacchetto di misure annunciato dalla Commissione europea il 27 maggio è un passo decisivo nella lunga storia dell’integrazione europea”.
“La Commissione ha proposto, per la prima volta – aggiunge – di prendere in prestito fino a 750 miliardi di euro sui mercati finanziari nel quadro di un nuovo strumento di ripresa. E’ questo il dispositivo essenziale di cui dotare l’Europa in questa fase. Il Parlamento sostiene questa impostazione, il suo importo e la ripartizione indicata tra sovvenzioni e prestiti”.
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Emanuele “La Cultura è l’unico vero grande asset del Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “La cultura è l’unico vero grande asset del nostro Paese. La politica sarebbe dovuta intervenire in maniera massiva, potenziando queste attività. Non è stato così, è mancata una risposta che gratificasse almeno dal profilo estetico e intellettuale i cittadini italiani”. Lo afferma il Professor Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e Presidente onorario della Fondazione Roma, in un’intervista al magazine InsideArt, nella quale ricorda l’importanza dell’utilizzo delle tecnologie, anche in ambito culturale.
“Ho sempre sostenuto che la cultura è l’unico vero grande asset del nostro Paese visto che purtroppo dobbiamo prendere atto che la grande industria statale non esiste più e l’industria privata è in grande difficoltà a causa della pressione fiscale e della oppressione burocratica – continua Emanuele -. Io ho sempre pensato che la meraviglia del nostro Paese, che ospita le più belle e armoniose realtà estetiche naturali e quelle create dall’uomo, sia nell’universo mondiale un punto assolutamente di bellezza irripetibile. Credo che la politica avrebbe dovuto tenere conto di quanto dico e intervenire in maniera massiva per sostenere gli imprenditori, come nel caso della Fondazione che presiedo privi di interessi di lucro, potenziando, così facendo, queste attività. Non è stato così, e tra le tante promesse che sono state fatte agli italiani, è mancata quella che forse più mi aspettavo, una risposta che gratificasse almeno dal profilo estetico e intellettuale i cittadini del nostro Paese”.
Il Professor Emanuele ripercorre i difficili mesi del lockdown, un periodo segnato dall’urgenza di dare risposte concrete ai bisogni della popolazione: “La Fondazione in sostanza non si è mai fermata durante il periodo del lockdown perchè i bisogni della gente, non più in questa occasione di livello culturale, artistico, istruzione e quant’altro, si sono manifestati preminentemente nel bisogno di sopravvivere mediante aiuti atti a consentire ai bisognosi di cibare loro e le loro famiglie. La gente ha bisogno di consumare cibo per sopravvivere e noi abbiamo dato una risposta sentita con grande intensità attraverso la donazione di 1.000.000 di euro alla città di Roma che verrà distribuita dalla Caritas alle parrocchie. Inoltre, da uomo mediterraneo quale sono e resto, ho pensato di distribuire 700.000 euro nel meridione d’Italia nelle città di Napoli, Cosenza, Reggio Calabria, Trapani, Palermo, Enna, Agrigento, per consentire anche ai più bisognosi di quei Comuni di poter avere una risposta alla necessità elementare della sopravvivenza. Abbiamo ritenuto, infine, di donare 500.000 euro allo Spallanzani per la ricerca su questo virus del Covid-19 che, come dovremmo ben capire, è un virus mutevole e come tale potrebbe accadere che una volta trovata la soluzione per questo, tra qualche tempo compaia un virus Covid-20 pronto a continuare la strage degli innocenti”.
Emanuele richiama poi l’attenzione su come, anche nelle difficoltà e nella necessità di dare risposta in prima istanza alle esigenze primarie, sia importante continuare a guardare avanti senza tralasciare l’aspetto culturale: “Nonostante queste priorità assolute, non ho dimenticato che la cultura e l’arte sono le attività che mi hanno consentito di mantenere in equilibrio il mio impegno esistenziale e pertanto non ho smesso un attimo di ipotizzare una grande mostra dopo quella di Alsoudani, che abbiamo dovuto sospendere a marzo scorso e che speriamo di poter inaugurare nella primavera prossima. Sto perciò organizzando una mostra di Manolo Valdès, questo grande artista spagnolo, per il quale grazie alla collaborazione del Vice-Sindaco di Roma sono riuscito ad ottenere che le principali piazze della città saranno popolate dalle statue di questo grande artista. La mostra è prevista con apertura il giorno 15 ottobre, a cura di Gabriele Simongini e in collaborazione con la Galleria Contini di Venezia, e speriamo che il Covid ci consenta di realizzarla e non ne impedisca la fruizione”.
Il Professor Emanuele aggiunge poi un nuovo progetto: “La mostra che ho in mente è quella che consentirà di mostrare le opere degli artisti italiani e internazionali che sono stati durante il periodo del lockdown reclusi nelle loro case e hanno sfogato le loro disperazioni in maniera artistica. Questo progetto mi piacerebbe molto, e il titolo sarebbe: “L’arte non si ferma neanche di fronte alla pandemia””.
Non sempre, però, le istituzioni sono sensibili alla necessità di sostenere nuove iniziative. Talvolta la burocrazia mette dei paletti in grado di frenare le migliori intenzioni: “Io credo di poter dire di essere protagonista nella creazione di un’istituzione museale, il Museo del Corso, che annovera tra i suoi capolavori opere dal ‘400 a oggi, convinto come sono che l’arte non ha tempo, non ha periodi, ma è un fluire ininterrotto che parte dalla mente e dal cuore dell’uomo, e che quindi bisogna farla ammirare in tutta la sua interezza. Sono orgoglioso di affermare che ho raccolto in un unico museo quelle opere d’arte dal ‘400 fino ad altre degli street-artist di fama mondiale che hanno illuminato con le loro creazioni un quartiere periferico di Roma come Tor Marancia, ma sono addolorato di dover dire che a causa della burocrazia di questo Paese – in particolare di questa città, che da cinque anni mi denega la possibilità di aprire al pubblico gratuitamente lo spazio espositivo, nonostante io paghi tutte le spese per ristrutturarlo e renderlo fruibile – questo progetto ancora non ha visto la luce. Ho inserito quindi in questo progetto museale la digitalizzazione, che consente ai visitatori di scoprire il contenuto e la storia dell’opera d’arte attraverso la lettura via app. A questo proposito, sono convinto che la tecnologia digitale sia sempre più un’esigenza. Io ricordo di essere nato nell’epoca in cui intingevo la penna nel calamaio, e oggi sono tra coloro i quali leggono i giornali sul tablet; insegno Scienza delle Finanze in via telematica per l’Università Telematica San Raffaele – dopo averla insegnata nelle università di Roma alla LUISS, alla Link Campus e all’Università Europea direttamente o, come si dice, frontalmente – e partecipo ai Consigli di Amministrazione e alle conferenze attraverso le piattaforme Zoom e Cisco Web Meeting”.
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Carlo Urbinati nuovo presidente di Assoluce

ROMA (ITALPRESS) – E’ Carlo Urbinati il nuovo presidente di Assoluce, l’associazione di FederlegnoArredo che raggruppa le più importanti aziende italiane produttrici di apparecchi di illuminazione, che succede al presidente uscente Stefano Bordone giunto al suo secondo mandato. Eletto all’unanimità dagli 11 consiglieri a loro volta eletti nel nuovo Consiglio di Presidenza, Urbinati entra nel consiglio di Assoluce nel 2017 ricoprendo l’incarico di vicepresidente. Presidente e Fondatore di Foscarini dove inizia il suo percorso nel 1981 fino a quando, nel 1988, rileva la maggioranza del pacchetto azionario dell’azienda diventandone il presidente e avviando collaborazioni con molti designer, facendo della ricerca di nuove tecnologie e materiali da affiancare al vetro un tratto distintivo del brand. Nel 2014 diventa socio unico di Foscarini e, a più di trent’anni anni dalla fondazione conserva lo stesso entusiasmo degli esordi. “Un entusiasmo – sottolinea il past presidente Bordone – che sono certo metterà anche in questa nuova sfida. La conoscenza approfondita del settore e dell’associazione rappresentano le garanzie per una presidenza che saprà affrontare al meglio le sfide che il mercato e l’emergenza Covid ci prospettano. A lui e a tutto il consiglio di presidenza vanno i miei migliori auguri di buon lavoro e un grazie per il percorso fatto insieme”. “Sono molto soddisfatto dei caratteri di rappresentatività e autorevolezza del nuovo Consiglio di Presidenza – commenta il neo presidente Urbinati – con cui ci impegneremo a raccogliere e sviluppare al meglio il patrimonio di visione, unitarietà e compattezza creato dalle presidenze Bordone”.
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Allarme Dia, dalla pandemia possibile boom di guadagni per le mafie

ROMA (ITALPRESS) – “L’emergenza globale” legata alla pandemia “se non adeguatamente gestita nella fasi di ripresa post lockdown, può rappresentare un’ulteriore opportunità di espansione dell’economia criminale”. E’ quanto si legge nella relazione semestrale della Dia che dedica una sezione all’emergenza Covid-19.
Secondo la Dia, la “paralisi economica” causata dall’emergenza “ha assunto dimensioni macro” e “può aprire alle mafie prospettive di espansione e arricchimento paragonabili ai ritmi di crescita che può offrire solo un contesto post-bellico”. “Si profila così – si legge nella relazione – un doppio scenario. Un primo di breve periodo, in cui le organizzazioni mafiose tenderanno a consolidare sul territorio, specie nelle aree del Sud, il proprio consenso sociale, attraverso forme di assistenzialismo da capitalizzare nelle future competizioni elettorali”.
Il “secondo scenario, invece, è “di medio-lungo periodo”: le mafie “vorranno ancor più stressare il loro ruolo di player, affidabili ed efficaci anche su scala globale. L’economia internazionale avrà bisogno di liquidità ed in questo le cosche andranno a confrontarsi con i mercati, bisognosi di consistenti iniezioni finanziarie”. “Sarà fortemente auspicabile perciò – afferma la Dia -, l’adozione di una strategia di prevenzione antimafia adattativa”.
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