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Ganna vince la crono a Desenzano, Pogacar resta in maglia rosa

DESENZANO DEL GARDA (ITALPRESS) – Finalmente Filippo Ganna. Il cronoman azzurro, dopo la delusione di Perugia, conquista la sua prima tappa al Giro d’Italia 2024 nella cronometro individuale, la Castiglione delle Stiviere – Desenzano del Garda di 31,2 chilometri, 14esima frazione della corsa rosa. Una prova contro il tempo dominata dal corridore della Ineos, ma a sorprendere ancora una volta è stato Tadej Pogacar: la maglia rosa, arrivato in seconda posizione con 29″ di distacco dall’azzurro, ha dato un’ulteriore spallata alla classifica generale guadagnando su Geraint Thomas e Daniel Martinez, ora rispettivamente a 3’41” e 3’56”. Domani tappa durissima col Mortirolo di mezzo: lo sloveno vuole dominare ancora nella Manerba del Garda – Livigno (Mottolino) di 222 chilometri.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Servono nuove regole nel rapporto tra politica e affari

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Le crescenti campagne di denuncia di singoli fatti incresciosi di casi di corruzione o ritenuti tali, raramente portano alla luce i presupposti su cui fondano le loro dinamiche. Pare che l’unico aspetto che interessa sia quello di screditare l’avversario politico, anche se il giorno successivo gli stessi fatti possono accadere nel proprio campo. Ma intanto continua il gioco pericoloso che scredita politica e istituzioni, ma non a riparare le maglie larghe da riparare affinchè finiscano i comportamenti sleali verso la comunità. A ben vedere l’area economica in questione è pericolosamente estesa e riguarda per volume parte della spesa pubblica e privata italiana. Ad esempio, gli appalti pubblici nelle sue variegate forme, con l’anomalia di decine di migliaia di minuscole stazioni appaltanti (unico caso nel mondo), che però possono affidare quatti quatti a professionisti privati collegati a imprese, progettazioni e controlli sulle stesse opere commissionate, in assenza di proprio ufficio pubblico di progettazione e di direzione delle opere.
Come gli affidamenti degli Enti locali alle cosiddette multiservizi e l’area vastissima delle concessioni grandi e piccoli che vanno dalle autostrade ai camposanti. Anche le convenzioni e autorizzazioni nell’ambito della sanità, dei trasporti e di tanti altri settori economici, come le autorizzazioni delle costruzioni abitative dei Comuni, e quelle commerciali piccole e grandi. Dunque tutti questi ambiti, e di tanti altri che rientrano nella sfera delle autonomie locali, necessitano di profonde riforme rivolte alla efficienza tecnica e operativa raggiungibile alla condizione di economie di scala di ridisegno degli assetti amministrativi. Deteniamo il pessimo primato di un groviglio di entità decisionali istituzionali che non hanno pari per numero e poteri non confrontabili con i grandi paesi federali 20-30 volte più estesi e più popolosi dell’Italia. Ma oltre alla revisione dell’assetto istituzionale e tecnico operativo degli enti pubblici, occorrerebbe regolare il rapporto tra politica e affari. Non giova a nessun leader politico che si possano finanziare le campagne elettorali per amministratori locali o nazionali dalle imprese impegnate in lavori decisi dalle amministrazioni pubbliche. Ne vale la loro autorevolezza e onorabilità rispetto alla opinione pubblica. Occorre che si concludano definitivamente le campagne scandalistiche utili solo a occasionali disfide nel sistema politico per contendersi il potere. Se possono essere utili agli scontri tra parti, sicuramente compromettono ogni credibilità delle istituzioni in assenza di soluzioni definite e convergenti. Insomma bisogna fare presto a dismettere la musica suonata senza spartito, eseguita a orecchio senza senso, irrispettosa dei cittadini. Ma in questa storia, è difficile negarlo, ritroviamo i mali che sempre più spesso attaccano gli interessi dei lavoratori. Oltre alla corruzione, ai colpi inferti al sistema della concorrenza tra imprese, alla infezione inoculata nei centri nevralgici della pubblica amministrazione, ritroviamo la spiegazione del perché, nell’area economica governata da decisioni politiche, la sicurezza i bassi salari sono all’ordine del giorno. La ragione è semplice: se oltre i conti economici del guadagno d’impresa, del costo dei materiali da impiegare e delle maestranze, si aggiungono anche quelli di chi vuol farsi pagare le frequenti campagne elettorali per l’elezioni che interessano il rinnovo delle rappresentanze elettive dei troppo numerosi livelli istituzionali, a pagarne le spese sarà meno sicurezza del lavoro, minore salario, minore qualità della produzione dell’impresa.
(ITALPRESS).
– Foto Ipa Agency –

Santuccio di bronzo in Coppa del Mondo a Fujairah

FUJAIRAH (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Alberta Santuccio chiude con una medaglia di bronzo la prova individuale della tappa di Coppa del Mondo di spada femminile a Fujairah, l’ultima prima di Campionati Europei e Giochi Olimpici. La catanese delle Fiamme Oro, vicecampionessa mondiale in carica, negli Emirati Arabi ha sciorinato un’ottima prestazione, chiudendo con un terzo posto che bissa il risultato di due mesi fa a Nanchino e le vale l’ottavo podio in carriera nel circuito iridato. Si è fermata invece agli ottavi di finale Rossella Fiamingo, chiudendo 12^. La giornata di bronzo per Santuccio è iniziata con un netto successo sull’egiziana Gaber (15-1) ed è proseguita con un vibrante derby azzurro contro Nicol Foietta, che ha visto “Alby” prevalere sui titoli di coda per 15-14. Parallelamente avanzava anche “Ross” Fiamingo, prima con un 12-11 batticuore sulla cinese Qu e poi con un meritato 15-10 sull’estone Lehis. Negli ottavi di finale le due spadiste di Catania hanno visto la prospettiva di una sfida tutta italiana tra le “top 8”, sfumata però perchè Santuccio ha battuto l’atleta neutrale Bekmurzova con il punteggio di 15-13, mentre Fiamingo ha ceduto 15-9 all’ucraina Kharkova. Quest’ultima, dunque, è diventata l’avversaria dell’etnea nel match per il podio: un assalto interpretato in maniera perfetta da Santuccio che, vincendo 15-7, si è assicurata così la certezza del podio. Solo in semifinale la 29enne poliziotta siciliana si è arresa sul 15-8 a Man Wai Kong, portacolori di Hong Kong e poi vincitrice della prova davanti alla svizzera Pauline Brunner. Per Santuccio terza posizione insieme alla francese Auriane Mallo Breton. Così le altre azzurre in pedana oggi: 19^ Federica Isola, 27^ Nicol Foietta, 34^ Giulia Rizzi, 35^ Mara Navarria, 45^ Roberta Marzani e 56^ Alessandra Bozza. La tappa di Coppa del Mondo di spada femminile a Fujairah si chiuderà domani con la prova a squadre. L’Italia del ct Dario Chiadò (negli Emirati Arabi ci sono i maestri di staff Roberto Cirillo, Daniele Pantoni e Alfredo Rota) sarà in pedana, da testa di serie numero 1, debuttando negli ottavi contro la vincente di Germania-Egitto, con il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Alberta Santuccio, Giulia Rizzi e Mara Navarria.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Zhang “Da Oaktree minacce legali, a rischio la stabilità dell’Inter”

MILANO (ITALPRESS) – “Cara famiglia nerazzurra, quest’anno, insieme, abbiamo raggiunto un traguardo leggendario all’interno dei nostri 116 anni di storia: portiamo ora con orgoglio due stelle sul petto, il simbolo di tutto l’impegno delle donne e degli uomini dell’Inter. Mentre ci avviciniamo alla fine di questa fantastica stagione, voglio rispondere alle speculazioni sulla stabilità finanziaria del nostro club”. Inizia così una lunga lettera pubblicata dal presidente dell’Inter, Steven Zhang, sui canali ufficiali del club nerazzurro. “Gli anni 2020 e 2021 sono stati indimenticabili per la nostra generazione, poichè la pandemia globale ha cambiato profondamente molti aspetti della nostra vita – ha aggiunto il numero uno dell’Inter -. Per continuare a sostenere l’Inter, dopo avere già investito nel club oltre un miliardo, abbiamo aperto la linea di credito con Oaktree, con l’obiettivo di proseguire il progetto vincente che abbiamo avviato nel 2016. Da allora, io e il mio management ci siamo impegnati a sviluppare successi sul campo, allo stesso tempo mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria. Il nostro duro lavoro ha dato i suoi frutti. Negli otto anni sotto la nostra gestione, insieme al nostro staff, ai giocatori e agli allenatori, abbiamo conquistato sette trofei, due finali europee, e due volte abbiamo raggiunto la vetta del campionato di Serie A. La leggendaria seconda stella è una testimonianza della nostra crescita e del nostro successo. Naturalmente, tutti i nostri partner, inclusa Oaktree, hanno potuto trarre beneficio dal raggiungimento di tali incredibili traguardi dentro e fuori dal campo”.
Nel corso dei mesi che hanno condotto alla data di scadenza della struttura di finanziamento con Oaktree “abbiamo fatto ogni tentativo per trovare una soluzione amichevole con il nostro partner, compresa l’offerta di molteplici possibilità per Oaktree di ottenere un ritorno finanziario completo e immediato – ha sottolineato Zhang -. Purtroppo, i nostri sforzi finora sono stati esasperati da minacce legali e dalla mancanza di un coinvolgimento significativo da parte di Oaktree. Tutto ciò è stato molto frustrante e deludente, ma questo comportamento sta ora creando una situazione di rischio per il club che potrebbe metterne seriamente a repentaglio la stabilità. A nome dell’Inter e in qualità di presidente, voglio rassicurare le centinaia di milioni di tifosi in tutto il mondo che faremo tutto il possibile per proteggere i nostri colori, i nostri valori fondanti e la nostra stabilità. Ci impegniamo a lavorare per una risoluzione pacifica con Oaktree e a continuare la nostra storia di successi per la nostra amata Inter. Forza Inter sempre”, conclude la nota.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Allegri paga l'”allegrata” dell’Olimpico e il politicamente corretto

Allegri licenziato. Licenziato? Direi in ferie anticipate, con un pacco di milioni che scoraggia ogni tentativo di compiangere la sua dolorosa vicenda. Vacanziere, dunque? Un ritorno a Livorno per anticipare l’estate ai Bagni Pancaldi? Macchè, qui ci sta un anno sabbatico, anzi un biennio visto che la Juve deve pagargli anche la stagione ’24-’25. La felicità è un pacco di soldi e un posto in Champions. Voglio dire che il Conte Max se ne va lasciando la qualificazione europea e i relativi 100 milioni che incasserà la società (ci sta dentro, comoda, la sua liquidazione) e la quindicesima Coppa Italia bianconera, la sua quinta. I nemici dicono ch’è solo una consolazione. Non conoscono la storia della Juve fidanzata d’Italia non solo per tanti scudetti, ma per quelle Coppe che Giampiero Boniperti mi mostrava orgoglioso, tanti anni fa, nella storica sede di Piazza Crimea.
Se è vero che la polemica stagione di Allegri è stata suggerita dal suo nongioco divisivo, con ultrà giochisti scandalizzati opposti ai risultatisti ispirati dal bonipertiano “vincere è l’unica cosa che conta”, è verissimo che l’esonero è dovuto alla scandalosa “allegrata” dell’Olimpico.
Via la giacca, corsette isteriche, vaffa a mitraglia: la sceneggiata non è piaciuta lassù dove si paga. Dubito che l’abbia deciso John Elkann in persona, lui sa bene che Allegri dopo i cinque scudetti consecutivi è tornato per reggere una società allo sbando dopo il siluramento di Andrea Agnelli. No, direi che – almeno formalmente – è intervenuto il politicamente corretto. Cinque-scudetti-cinque, ma che maleducato! Non è una novità. Carlo Carcano, il mitico allenatore che con la Juve vinse quattro scudetti consecutivi negli anni Trenta, fu esonerato nel 1935, mentre vinceva il quinto, perchè accusato da amici di Casa Agnelli di essere gay. Omosessuale, come si diceva. Ho conosciuto Carcano, a Sanremo, cronista del torneo Carlin’ Boys: era un signore. Come Allegri, schiamazzi a parte. Un signore di Livorno un pò particolare, come i suoi concittadini versati nella polemica ma a cuore aperto. Come si dice alla Gran Guardia? Livorno, ‘r peggio portuale sona ‘r violino ‘ò piedi.
Volete sapere chi lo sostituirà? Dicono Motta. E io dico a Thiago, se proprio è tentato dalla Juve, di farsi raccontare la storia di Manfredi. Giuntoli, ch’è di quelle parti, dovrebbe saperla…
Italo Cucci ([email protected])
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Papa “Il futuro non è solo dei leader ma nelle mani dei popoli”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono sempre più convinto che ‘il futuro dell’umanità non è solo nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e delle èlite. E’ soprattutto nelle mani dei popoli, nella loro capacità di organizzarsi e anche nelle loro mani che irrigano, con umiltà e convinzione, questo processo di cambiamentò”. Lo ha detto papa Francesco nel corso dell’incontro all’Arena di Verona sulla giustizia e la pace, citando il discorso al secondo Incontro mondiale dei movimenti popolari del 9 luglio 2015. “Il popolo deve avere coscienza di sè stesso e agire come popolo, agire con questa volontà di fare pace. Voi, però, tessitrici e tessitori di dialogo in Terra Santa, per favore, chiedete ai leader mondiali di ascoltare la vostra voce, di coinvolgervi nei processi negoziali, perchè gli accordi nascano dalla realtà e non dalle ideologie”, ha aggiunto.
“Ricordiamo che le ideologie non hanno piedi per camminare, non hanno mani per curare le ferite, non hanno occhi per vedere le sofferenze dell’altro. La pace si fa con i piedi, le mani e gli occhi dei popoli coinvolti, insieme tutti. La pace non sarà mai frutto della diffidenza, frutto dei muri, delle armi puntate gli uni contro gli altri. Fratelli e sorelle, le nostre civiltà in questo momento stanno seminando, distruzione, paura. Seminiamo speranza, siamo seminatori di speranza. Ognuno cerchi il modo di farlo, ma seminatori di speranza, sempre. E’ quello che state facendo anche voi, in questa Arena di Pace: seminare speranza. Non smettete. Non scoraggiatevi”, ha concluso il Papa.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Tregua olimpica un miraggio, anche Zelensky dice no

ROMA (ITALPRESS) – Si allontana sempre di più l’ipotesi di una tregua olimpica durante i Giochi di Parigi2024 (26 luglio-11 agosto). La possibilità di far tacere le armi in Ucraina, teatro bellico dopo l’invasione russa del Donbass, era stata avanzata innanzitutto dal presidente francese Emmanuel Macron e in qualche modo discussa nell’incontro tra i leader di Cina e Russia, Xi Jinping e Vladimir Putin. A chiudere ogni spiraglio per un’intesa è stato proprio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, certo che un’eventuale tregua nel periodo delle Olimpiadi potrebbe ritorcersi contro la sua stessa popolazione e rivelarsi decisiva per le sorti del conflitto. “Nessuno ci garantirebbe che la Russia non ne approfitterebbe per portare truppe sul nostro territorio, una tregua giocherebbe a favore del nostro nemico – ha sostenuto Zelensky, rispondendo a distanza a Macron – Non siamo contro una tregua, nè contro la fine della guerra, ma vogliamo una giusta fine per questa guerra”. In realtà anche Putin aveva fatto intendere di non essere favorevole ad una tregua olimpica, ma a causa del divieto agli atleti russi di partecipare ai Giochi Estivi parigini proprio a causa della guerra scatenata sul territorio ucraino. “I funzionari sportivi internazionali oggi violano i principi della Carta Olimpica nei confronti della Russia, impedendo ai nostri atleti di partecipare alle Olimpiadi sotto la loro bandiera, con il loro inno nazionale, ma vogliono che noi obbediamo alle regole che vogliono loro imporci – le parole del capo del Cremlino – Per pretendere qualcosa dagli altri, devi rispettare tu stesso le regole”. Difficile, se non impossibile, a questo punto trovare un’intesa tra le parti per interrompere, almeno per il periodo delle Olimpiadi, un conflitto sempre più sanguinoso.
– Foto Ipa Agency –
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Sanità digitale, nasce il network MEDITeH BEYOND

CATANIA (ITALPRESS) – Si è concluso oggi a Catania, il Summit Internazionale MEDITeH BEYOND; workshop e dibattiti in una due giorni dedicata a incontri di scienza e diplomazia, promossi da Diplomatia con l’Health Policy Commission (HCP) e la Direzione Scientifica di Francesco Gabbrielli, per dare vita ad un progetto di cooperazione per il futuro dell’ecosistema della sanità digitale e telemedicina e per sancire la nascita di un network collaborativo dedicato a ricerca e sviluppo in questi ambiti, nell’area del Mediterraneo, Africa e del Medio Oriente.

Il Summit, dunque, è l’atto costituente di un progetto continuativo e duraturo che vuole evidenziare l’impegno dell’Italia a trovare ambiti di cooperazione transnazionale.


“E’ già nata una rete collaborativa, il MEDITeH Network, che unisce due mondi e crea una opportunità di confronto transnazionale che va ben oltre i limiti geografici e le convenzioni in un’ottica di reale collaborazione in termini di innovazione digitale. Nella seconda giornata del Summit, dieci gruppi di lavoro hanno già lavorato in sinergia sulle sfide presenti e le future prospettive. MEDITeH Beyond non è stato solo un convengo di tecnici e scienziati ma ha significato l’incontro tra il mondo della digital Healthcare e quello diplomatico, raccogliendo l’interesse di 20 paesi tra Mediterraneo, Africa e Medio Oriente di cui 14 hanno partecipato attivamente con i propri rappresentanti diplomatici”, dichiara Francesco Gabbrielli, Responsabile Ricerca e sviluppo sull’attività clinica in telemedicina di Agenas.
“L’Italia è, per tradizione, il nord dei paesi del Mediterraneo e il sud dell’Europa, ovvero un elemento di congiunzione, inoltre viene vista come una Nazione avanzata in ambito medico, in tutta Europa. Questo ci conferisce due responsabilità: aiutare gli altri a fornire una medicina di valore ai pazienti che spesso non ne hanno le possibilità. E, allo stesso tempo, promuovere, a livello di rete nell’area del Mediterraneo, lo sviluppo della medicina per favorire, anche laddove in alcuni casi non è semplice, un rapporto medico-paziente migliore”. Queste le parole di Alberico L. Catapano, Direttore del Dipartimento di Farmacologia e Scienze Biomolecolari all’Università Statale di Milano, uno dei relatori nazionali invitati a portare il loro contributo al congresso e membro del comitato scientifico.
“Con l’avvento del digitale, il mondo della sanità si è irreversibilmente evoluto. Il Summit è di particolare rilevanza a livello internazionale poichè il tema salute e sanità sono di primario interesse da parte di tutti i governi. La parola Beyond incarna il concetto di superamento di barriere e confini su un tema crociale a livello globale” dichiara Giovanni Castellaneta, Presidente di Diplomatia.
“Il convegno MEDITeH non ha solo una importante e qualificata valenza scientifica. Esso apre la strada a una crescente connessione digitale e medica tra paesi del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente che rivestirà importanti contenuti sociali e istituzionali”, ha dichiarato Mario Boffo, Responsabile Relazioni Diplomatiche di Diplomatia.
La salute è una priorità globale e l’innovazione lo strumento per rispondere ai bisogni emergenti in modo efficiente, personalizzato e integrato. La salute, il benessere e la vita dei cittadini di tutto il mondo, richiedono infatti un approccio sempre più interconnesso. Affrontare le sfide sanitarie, in un mondo che cambia e si evolve invita alla cooperazione tra Paesi, a individuare insieme processi e strumenti di partnership.
Il primo giorno, oltre ai saluti istituzionali, ha previsto una importante sessione di approfondimento sull’evoluzione delle scienze biomediche e un workshop per condividere lo scenario, presente e futuro prossimo, sulle tecnologie digitali al servizio del settore medico-scientifico, con relazioni frontali di illustri scienziati e professionisti nazionali e internazionali invitati al Summit.
Il secondo giorno del Summit è stato dedicato ai lavori di gruppo sulla sanità digitale a cui hanno partecipato i delegati accreditati al Summit. La discussione ha affrontato diverse macro-tematiche, evidenziando le possibilità di cooperazione e sviluppo dei servizi di telemedicina nella realtà attuale e mettendo in luce le prospettive della ricerca applicativa in ambito sanitario future.
Le aree di lavoro sulle quali i gruppi si sono confrontati sono state cinque: accessibilità al trattamento e alla prevenzione; gestione delle grandi emergenze (quali, ad esempio, pandemie, terremoti e disastri naturali); protezione dei pazienti cronici; cura e riabilitazione nella sanità digitale; cura e ricerca clinica in oncologia.
Tutti i Delegati e Coordinatori dei Gruppi di Lavoro hanno contribuito all’elaborazione di un position paper che verrà successivamente finalizzato e validato dal Comitato Scientifico per essere diffuso pubblicamente.
Nel corso dell’evento si sono svolte altre due tavole rotonde, moderate da Francesco Gabbrielli, Lead of R&D on clinical activity in telemedicine, National Agency for Regional Healthcare – AGENAS, Rome, Carola Salvato, Member of the Board of Directors Diplomatia; Spokeperson for the healthcare working group #InclusioneDonna?.
Alla prima, dal titolo “Startup Innovation”, hanno preso parte
Giuseppe Andreoni, Professor at Politecnico di Milano, Dept. of Design; Luca Buscioni, CEO & Founder PharmaPrime; Carola Cantaluppi, Public Affairs Manager InnovUp; Federico Chinni, Managing Director UCB Italy; Stefano Crisci, Professor of IA Law La Sapienza University Rome; CBA Partner; Roberta Gilardi, Delegate/Ambassador ASSD, CEO G-Gravity Milan; Marzia Minozzi, Head of Regulation and Legislation ASSTEL; Danilo Mirabile, Harmonic Innovation Group; Manuele Monti, CEO & Founder TechBricks; Marco Venturelli, Ambassador Life Sciences Federated Innovation @MIND
Alla seconda tavola rotonda, dal titolo “Contribution of women’s vision to the development of digital health”, presenti Laura Antonioli, Medical Affairs Head at UCB; Elena Bottinelli, Head of digital transition and transformation, San Donato Group, Milan;
Monica Calamai, President of “Donne Protagoniste in Sanità” Association, Ferrara; Juli Hysenbelli, Connected Care Lead Global Healthcare, Non-Profit organizations – WWPS; Laura Patrucco, President of Scientific Association for Digital Health (ASSD), Rome; Lucia Tuccitto, President ADGI Catania.

– foto ufficio stampa Havas –
(ITALPRESS).