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L’Atalanta non si ferma, vincono anche Napoli e Bologna

ROMA (ITALPRESS) – Vittorie per Atalanta, Napoli e Bologna, pari tra Sassuolo e Verona nei match delle 19.30 valide per la 28a giornata di serie A. I nerazzurri si tengono stretto il quarto posto vincendo a Udine. L’ex Zapata porta avanti gli orobici dopo appena 9′ e sembra il solito copione con la squadra di Gasperini pronta a dilagare, ma i friulani resistono e riescono anche a pareggiare con Lasagna al 31′ (in gol anche nel finale). Nella ripresa, però, sale in cattedra l’altro ex, Muriel, che segna una doppietta che regala i tre punti alla squadra di Gasperini. Il Napoli, da parte sua, continua a marciare spedito e rincorrere il sogno qualificazione Champions. La squadra di Gattuso ha la meglio sulla Spal, che rimane ultima in classifica con il Brescia. Mertens apre le marcature, Petagna pareggia, poi è Callejon a segnare la rete del vantaggio e nel finale il neo entrato Younes fissa il punteggio sul 3-1. Il Verona pareggia al Mapei Stadium dopo essere stata avanti 3-1. Ad inizio ripresa Lazovic porta in vantaggio l’Hellas, pronto il pari neroverde con Boga, ma gli scaligeri insistono ed al termine di un’azione corale ripassano in vantaggio con Stepinski. Poco dopo errore della difesa casalinga e terza rete dei veneti con Pessina. Ma non finisce: prima Boga firma il 2-3 ed al 97′ Rogerio il 3-3 finale. Il Bologna vince al Ferraris in casa della Sampdoria e inguaia la squadra di Ranieri al terzo ko di fila. Gara equilibrata, vinta negli ultimi 20′ dai felsinei grazie alle reti di Barrow su rigore e poco dopo Orsolini. Bonazzoli la riapre nel finale, ma i tre punti vanno alla squadra di Mihajlovic.
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Mattarella a Bergamo per vittime Covid “coraggio e fiducia”

BERGAMO (ITALPRESS) – “Tra l’omaggio reso alla lapide con la preghiera in poesia di Ernesto Olivero e la Messa di Requiem di Donizetti, lo spazio delle parole è doverosamente limitato; e rivolto soltanto a riflessioni essenziali. Qui a Bergamo, questa sera, c’è l’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto. E che, volendo riprendere appieno i ritmi della vita, sa di non poter dimenticare quanto è avvenuto. La mia partecipazione vuole testimoniare la vicinanza della Repubblica ai cittadini di questa terra così duramente colpita”. Lo ha detto il
presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il suo
intervento poco prima della Messa da Requiem a Bergamo, per
commemorare le vittime bergamasche del coronavirus.
“Bergamo, oggi – ha aggiunto -, rappresenta l’intera Italia, il cuore della Repubblica, che si inchina davanti alle migliaia di donne e uomini uccisi da una malattia, ancora in larga parte sconosciuta e che continua a minacciare il mondo, dopo averlo costretto, improvvisamente, a fermarsi o, comunque, a rallentare le sue attività”.
“Oggi ci ritroviamo qui per ricordare – ha sottolineato il Capo dello Stato -. Per fare memoria dei tanti che non ci sono più. Del lutto che ha toccato tante famiglie, lasciando nelle nostre comunità un vuoto che nulla potrà colmare. Il destino di tante persone e delle loro famiglie è cambiato all’improvviso. Vite e affetti strappati, spesso senza un ultimo abbraccio, senza l’ultimo saluto, senza poter stringere la mano di un familiare. Tutti conserviamo nel pensiero immagini che sarà impossibile dimenticare. Cronache di un dolore che hanno toccato la coscienza e la sensibilità di tutto il Paese, ma che, per chi le ha vissute personalmente, rappresentano cicatrici indelebili”.
“Questi mesi, contrassegnati da tanta, intensa, tristezza, ci hanno certamente cambiato – ha aggiunto Mattarella -. Hanno in larga misura modulato diversamente le nostre esistenze, le nostre relazioni, le nostre abitudini. Dire che, d’ora in poi, la nostra vita non sarà come prima non è la ripetizione di un luogo comune.
Non sarà come prima perchè ci mancheranno persone care, amici, colleghi. Non sarà come prima perchè la sofferenza collettiva, che all’improvviso abbiamo attraversato ha certamente inciso, nella vita di ciascuno, sul modo in cui si guarda alla realtà. Sulle priorità, sull’ordine di valore attribuito alle cose, sull’importanza di sentirsi responsabili gli uni degli altri”.
“Fare memoria significa, quindi, anzitutto – ha dichiarato il Capo dello Stato – ricordare i nostri morti e significa anche assumere piena consapevolezza di quel che è accaduto. Senza la tentazione illusoria di mettere tra parentesi questi mesi drammatici per riprendere come prima. Ricordare significa riflettere, seriamente, con rigorosa precisione, su ciò che non ha funzionato, sulle carenze di sistema, sugli errori da evitare di ripetere. Significa allo stesso tempo rammentare il valore di quanto di positivo si è manifestato. La straordinaria disponibilità e umanità di medici, infermieri, personale sanitario, pubblici amministratori, donne e uomini della Protezione civile, militari, Forze dell’Ordine, volontari. Vanno ringraziati: oggi e in futuro”.
“Qui – come altrove – si è potuto misurare concretamente il valore e lo spessore di queste testimonianze – ha proseguito -.
Come ben sanno i sindaci – che, vorrei ricordare anche qui, oggi, nei giorni più difficili, hanno operato con la più grande dedizione – si sono formate e messe in opera, in ogni comune, tante reti di solidarietà. Una maggioranza silenziosa ma concreta del nostro popolo che, senza nulla pretendere, si è messa in azione e ha consentito al Paese di affrontare le tante difficoltà e continuare a vivere. Senso del dovere e buona volontà di singoli. Queste risorse, accanto allo spirito di sacrificio e al rispetto delle regole, che la stragrande maggioranza dei nostri concittadini ha dimostrato, costituiscono un patrimonio prezioso per il Paese, da non disperdere”.
“Rammentiamoci delle energie morali emerse quando, chiusi nelle nostre case, stretti tra angoscia e speranza, abbiamo cominciato a chiederci come sarebbe stato il nostro futuro – ha sottolineato il Presidente della Repubblica -. Il futuro della nostra Italia. La memoria ci carica di responsabilità. Senza coltivarla rischieremmo di restare prigionieri di inerzie, di pigrizie, di vecchi vizi da superare. Da quanto avvenuto dobbiamo, invece, uscire guardando avanti. Con la volontà di cambiare e di ricostruire che hanno avuto altre generazioni prima della nostra.
La strada della ripartenza è stretta e in salita. Va percorsa con coraggio e con determinazione. Con tenacia, con ostinazione, con spirito di sacrificio. Sono le doti di questa terra, che oggi parlano a tutta l’Italia per dire che insieme possiamo guardare con fiducia al nostro futuro”.
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Il Milan batte 2-0 la Roma e corre verso l’Europa

MILANO (ITALPRESS) – Sorride il Milan, piange la Roma. Bastano i gol di Rebic e Calhanoglu alla squadra di Pioli per avere la meglio per 2-0 su quella di Fonseca e portarsi a -6 in classifica dai giallorossi al termine di una partita a ritmi lenti e caratterizzata da tanti errori individuali. Al 20′ la Roma ha la prima chance da gol: Kluivert crossa dalla sinistra, Dzeko sfrutta una deviazione di Kessiè ma di testa non trova la porta. La risposta del Milan si registra al 27′: sugli sviluppi di un’azione tutta in verticale dei rossoneri, Bonaventura si libera al tiro ma calcia alto. Al 39′ il Milan sfiora il vantaggio: Theo Hernandez disegna un traversone in area, Mirante sbaglia l’uscita ma Calhanoglu lo grazia con un colpo di testa imprecisa. Due gli episodi da moviola nel corso dei 45′. Prima un intervento duro di Pellegrini su Bennacer: Giacomelli estrae il giallo, poteva starci il rosso. Poi un contatto tra Mancini e Theo Hernandez in area giallorossa: fa bene il direttore di gara a far proseguire. Nella ripresa per assistere alla prima occasione bisogna aspettare il 66′: Rebic serve in profondità Calhanoglu che da posizione defilata trova l’opposizione di Mirante in calcio d’angolo. E al 76′ c’è il vantaggio rossonero: Zappacosta regala il possesso a Rebic che al termine di una rocambolesca azione tra pali e parate di Mirante scaraventa il pallone sotto la traversa. E nel finale c’è spazio per il rigore rossonero: Smalling stende Theo Hernandez in area e Calhanoglu sigla il 2-0 definitivo.
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A Milano l’aperitivo adesso si fa anche al supermercato

MILANO (ITALPRESS) – Un aperitivo a Milano con vini regionali e perfino champagne o una colazione con caffè al pistacchio e brioche calda. Dove? Al supermercato. Consorzio Europa lancia un nuovo format nel capoluogo lombardo: si chiama “Sigusta Sigma” e unisce alla spesa quotidiana uno spazio di ristorazione in un ambiente accogliente, per un veloce spuntino, da consumare in loco o take away. Tra i servizi anche la consegna al domicilio, per rispondere alle abitudini di spesa affermatesi durante il lockdown.
Il primo “Sigusta Sigma” milanese ha aperto giovedì scorso e si trova all’angolo tra via Giovio e via Salutati, a due passi dallo shopping di Corso Vercelli. Aperto dalle 8 di mattina alle 20, il punto vendita, sviluppato da Allways, ha una superficie di 190 mq, con un’area ristoro interna affiancata da una esterna, entrambe dotate di wifi. Sono 3.500 i prodotti disponibili. E poi ci sono le cosiddette linee speciali: ‘Gusto&Passionè (con prodotti regionali tipici italiani di pregio), “Equilibrio&Piacere” (con prodotti salutistici) e ‘VerdeMiò (con prodotti ‘green friendly’, anche no food).
“E’ un negozio particolare, dove ci sono delle nicchie per categoria di prodotti, anche per clienti più esigenti, e una parte di servizio ristorazione”, spiega all’Italpress Oreste Santini, presidente di Consorzio Europa, società consortile nata nel 1999, con oltre 250 punti vendita di soci in gran parte nel Nord Italia (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto e Toscana), che registrano un fatturato complessivo di 400 milioni di euro.
“Abbiamo, ad esempio, una macchina che fa tutti i tipi di caffè, tutti eccezionali, ad esempio al pistacchio”. A ‘Sigusta Sigmà “c’è anche una vetrinetta che vende champagne, con la possibilità di raffreddarlo in qualsiasi momento e degustarlo nella parte ‘dehors'”. Ovviamente sempre nel rigoroso rispetto di distanziamento sociale e norme igienico-sanitarie anti Covid. Grazie al nuovo decreto governativo, spiega Santini, “abbiamo infatti potuto posizionare fuori dal punto vendita tavoli e seggiole sotto ombrelloni, ma degustazioni sono possibili anche all’interno, dove si può assaggiare un vino prima di acquistare, magari con un buon formaggio tipico o altri prodotti a km zero”. Perchè da parte di Consorzio Europa “è grande l’attenzione al territorio”. Per Santini “questo concept di negozio piccolo e di prossimità è il nuovo biglietto da visita di Sigma a Milano, città particolarmente adatta per questa scelta”.
In programma c’è già una seconda apertura tra luglio e settembre, sempre a Milano, in viale Bligny, vicino all’Università Bocconi. Il format sta destando interesse anche in diversi soci di Consorzio Europa in Lombardia, dove sono al vaglio altre ‘location’ dove il format ibrido (acquisto/ristoro) possa essere adatto. Alessandro Camattari è direttore commerciale e marketing D.it-Distribuzione Italiana, gruppo multinsegna e multibrand che riunisce Sigma, Sisa e Coal su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, con 1.222 retailer.
“Il nuovo format di Consorzio Europa è molto interessante – dice all’Italpress -, sono convinto che diventerà attrattivo anche per altri soci pur considerando che è fortemente cittadino e necessita di bacini di utenza molto ampi”.
Un format nuovo, legato anche alla crescita dei supermercati durante il lockdown: “Stando ai dati Nielsen di marzo, aprile e maggio i punti vendita associati a Consorzio Europa in Lombardia, strutture piccole, di prossimità, hanno registrato un incremento del 64% contro il 30% della Grande Distribuzione, dice ancora Santini”. Questo vuol dire, conclude, “che i nostri proprietari dei punti vendita sono molto attenti al consumatore, con il quale instaurano una relazione di sicurezza. Noi trasmettiamo sicurezza, e questo, soprattutto in questo momento, è importante”.
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Moto, per Dovizioso frattura alla clavicola e inizio Mondiale a rischio

MODENA (ITALPRESS) – Gran Premio di Spagna a rischio per Andrea
Dovizioso. Il pilota forlivese della Ducati si è procurato la
frattura della clavicola sinistra mentre partecipava, per tenersi
in allenamento, ad una gara di motocross del Campionato regionale
Emilia Romagna. Impegnato sulla pista del crossodromo di Monte
Coralli, a Faenza, il Dovi è atterrato male con la sua moto,
proprio sulla spalla sinistra. Il ducatista è stato accompagnato
all’ospedale di Forlì dove la radiografia alla quale si è
sottoposto ha confermato la frattura alla clavicola. Il pilota
forlivese è stato quindi trasportato verso l’ospedale di Modena e
sarà sottoposto ad un intervento chirurgico per mettere a posto la spalla e cercare di ridurre i tempi di ripresa, visto che il 19 luglio sul circuito di Jerez de la Frontera è in programma il Gran Premio di Spagna, primo appuntamento del rinnovato calendario del Mondiale MotoGP. “E’ una frattura che poteva anche non essere operata ma che fissandola permetterà ad Andrea di potersi allenare tra un paio di giorni e essere pronti per la prima gara. Andrea è un pò dolorante ma sta abbastanza bene” le parole del suo agente Simone Battistella a Sky Sport24. Un infortunio che non influisce sulla trattativa in corso con la casa di Borgo Panigale per il rinnovo del contratto per la prossima stagione. “La trattiva per il 2021 è una cosa a parte – dice -. Noi siamo concentrati sul 2020. C’è questo piccolo intoppo che va risolto immediatamente. Poi per il 2021 quando sarà il momento si deciderà”.
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Ricerca, Cavaletti primo italiano a ricevere il Premio Alan J. Gebhart

MILANO (ITALPRESS) – E’ andato a Guido Cavaletti, prorettore alla Ricerca e docente di Anatomia umana dell’Università di Milano-Bicocca, il premio Alan J. Gebhart per l’eccellenza nella ricerca sul sistema nervoso periferico, conferito dalla Peripheral Nerve Society nell’ambito del meeting annuale, che per questa edizione, nel rispetto delle regole anti-Covid, si svolge in videoconferenza dal 27 al 30 giugno.
Istituito nel 2016, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato per la prima volta a uno scienziato italiano da parte della PNS, l’organizzazione internazionale no-profit che raggruppa scienziati, medici e altri operatori sanitari impegnati nello studio e nella cura delle malattie del sistema nervoso periferico. Il premio, la cui parte economica verrà interamente devoluta alla ricerca, è stato attribuito per il contributo fornito allo studio delle neuropatie da agenti tossici, con particolare riferimento agli effetti collaterali della chemioterapia antineoplastica, che rappresenta uno dei fattori limitanti più gravi per molti tipi di trattamento.
Guido Cavaletti è professore ordinario di Anatomia umana presso il dipartimento di Medicina e chirurgia. E’ laureato in Medicina e chirurgia e specialista in Neurologia, titoli conseguiti presso l’Università di Milano. E’ stato membro di board di enti e istituti di ricerca internazionali, tra i quali quelli della Peripheral Nerve Society, della European Federation of Neurological Societies e della European Syncrhrotron Radiation Facility.
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Sanità, FNOPI: “Abolire superticket potrebbe non bastare”

ROMA (ITALPRESS) – “Il combinato disposto di ticket e liste di attesa allungate dalla sospensione delle attività ordinarie per la necessità di dedicare spazi alla prima linea della pandemia rappresenta, anche secondo l’Istat, una delle principali criticità nell’accesso alle cure. Accessibilità che è una della maggiori sfide del Servizio sanitario pubblico soprattutto in questo momento, sia per l’assistenza ai pazienti Covid che per quelli NON Covid, quest’ultimi alle prese anche con la sospensione di parecchie prestazioni durante la fase di lockdown”. Lo dice Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli infermieri e da anni impegnato sul fronte della difesa delle politiche di equità per la salute dei cittadini.
La previsione post-COVID dell’evoluzione del quadro sociale ed economico del nostro Paese segnalata solo pochi giorni fa dall’Istat indica nel 2020 PIL -8,3% e occupazione -9,3%, sottolinea Aceti in suo intervento pubblicato su www.fnopi.it.
“Senza considerare – aggiunge – che l’attuale normativa sulle esenzioni dal ticket per motivi economici prevede che per ottenere oggi l’esenzione, il calcolo debba essere svolto sul reddito familiare dell’anno precedente, cioè quello pre-pandemia”.
I dati parlano chiaro: secondo il Rapporto 2020 sul Coordinamento della Finanza Pubblica della Corte dei Conti, nel 2019 il nostro Paese ha pagato oltre 2,9 miliardi di euro di ticket di cui oltre 1,5 mld di ticket sulla farmaceutica e più di 1,3mld su prestazioni sanitarie (specialistica, PS e altre prestazioni sanitarie). Circa 44 milioni in meno rispetto al 2018, anche grazie ad alcuni interventi regionali di riduzione e rimodulazione dei ticket attuati con fondi propri e/o utilizzando il “fondino” nazionale istituito in una precedente Legge di Bilancio.
“Ma – sottolinea Aceti – continuano ad essere particolarmente rilevanti le differenze di spesa pro capite da Regione a Regione: nel 2019 si passa dai 90,2 euro della Valle D’Aosta, ai 61,9 del Veneto, 59,4 della PA Trento, 58 P.A. Bolzano, 57,9 dell’Umbria, 43,8 della Calabria, 41,5 della Sicilia, 33 della Sardegna. Complessivamente si assiste ad una crescita della spesa dell’1,2% nelle Regioni in Piano di Rientro e contestualmente ad una riduzione nelle altre Regioni del 3,1%. Praticamente la spesa aumenta proprio in quelle aree del Paese con minori performance sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), minore ricchezza e maggior problemi dal punto di vista dell’occupazione”.
Secondo le ultime intese Stato Regioni (patti per la salute 2014-2016 e 2019-2021) si sarebbe dovuta trovare un meccanismo per rivedere la politica dei ticket nel nome di universalismo ed equità “e chissà – sottolinea Aceti – se dentro al Piano di Rilancio del Paese e del SSN, qualcuno vorrà mettere mano concretamente a questa revisione della normativa, che comunque poggia sul nostro sistema fiscale con tutte le sue falle che conosciamo e sulle quali dobbiamo intervenire, e magari spingersi anche un po più in là pensando ad un’ulteriore riduzione della pressione dei ticket sui redditi delle famiglie”.
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Rocco Forte “Per il Turismo situazione critica ma sono ottimista”

ROMA (ITALPRESS) – La situazione del turismo in Italia “resta molto critica per via della mancanza di flussi internazionali. E se pensa che una persona su 10 in Italia vive in un modo o in un altro di turismo capisce quanta gente soffrirà”. A dirlo in una intervista al quotidiano La Sicilia è l’imprenditore turistico Rocco Forte, presidente di Rocco Forte Hotels.
“Gli americani, che portano quasi il 50% del fatturato dell’alto di gamma, gli inglesi, gli australiani, i sud americani, tutti grandi clienti, non si vedranno per mesi ancora”, afferma Rocco Forte, dicendosi tuttavia “fiducioso in una ripresa. Siamo partiti mesi fa con proposte assurde di ombrelloni, divisi da lastre di plexiglas, l’approdo finale è stato per fortuna diverso e viviamo una magnifica estate in sicurezza e libertà. Venerdì scorso abbiamo aperto l’hotel de Russie a Roma, in un meraviglioso distanziamento naturale nel giardino. L’Italia ha il grande vantaggio di vivere all’aperto e poter affrontare questa stagione in modo del tutto naturale. L’importante è il rispetto degli altri e la visione dei dati reali, senza paure della pandemia”.
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