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Libro Bianco Ambrosetti, 163 miliardi di investimenti potenziali al Sud

SORRENTO (ITALPRESS) – “Essere cerniera tra Europa e Mediterraneo Allargato, per contribuire a disegnare, interpretare e realizzare il piano di un’Europa protagonista e partner credibile dei grandi cambiamenti geopolitici, economici e sociali che influenzano la costruzione di una società mediterranea vasta più forte, giusta e coesa”. E’ la visione strategica del Sud Italia del Libro Bianco sul Sud Italia presentato oggi da The European House – Ambrosetti (TEHA) in occasione della giornata di apertura del Forum “Verso Sud: La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, in programma a Sorrento (Grand Hotel Excelsior Vittoria) fino a domani.
Nel suo complesso, il Libro Bianco si articola in quattro macro-capitoli, approfonditi nei diversi panel del Forum: le evoluzioni del contesto euro-mediterraneo con particolare attenzione ai grandi progetti di sviluppo dell’Italia e dell’Europa e alle sfide collegate alla situazione geopolitica; la nuova edizione del Mediterranean Sustainable Development Index (MSDI); e sfide di attrattività del Sud Italia nel quadro euro-mediterraneo e le competenze strategiche connesse; l’agenda per il Sud con proposte per il potenziamento delle filiere strategiche territoriali, per la valorizzazione del capitale umano, la transizione energetica e la tutela ambientale e delle risorse.
In base alla nuova edizione del Mediterranean Sustainable Development Index (MSDI), indice progettato da TEHA per misurare l’attrattività e la competitività del Sud Italia nell’area, su un orizzonte di 13 anni e per un totale di oltre 16.500 dati censiti, il Sud si conferma come la 3a regione più attrattiva tra i 22 Paesi del Mediterraneo considerati nell’analisi. In particolare, si posiziona al 5° posto nel dominio di analisi economico, al 3° posto nel dominio di dotazione (che considera gli asset a disposizione del territorio), al 4° posto nel dominio di innovazione e cultura e al 7° posto nel dominio sociale.
L’indice MSDI ha messo quindi in luce profili di attrattività, competitività e sostenibilità che dimostrano quanto il Sud Italia possa giocare il ruolo di baricentro dell’area euro-mediterranea.
Infatti dal 2021, anno di nascita di “Verso Sud”, TEHA ha mappato investimenti nuovi o incrementali nel Sud Italia censiti da fonti dirette e/o fonti pubbliche e con orizzonte al 2030, per oltre 163 mld di euro investiti e 495mila occupati.
L’analisi di TEHA ha messo in luce come lo sviluppo economico del Sud Italia nel quadro euro-mediterraneo passi anche attraverso la crescita della sua attrattività per gli investimenti e gli insediamenti produttivi, che negli ultimi anni stanno registrando una performance positiva. Infatti, nel triennio 2018-2021 la variazione nel numero di addetti delle multinazionali estere in Italia è stata del 32% (contro una media nazionale del 15%, del 14% del Nord e dell’11% del Centro), ovvero circa +48 mila unità, mentre la variazione percentuale del valore aggiunto è stata del 41% (contro una media nazionale del 23%, del 24% del Nord e del 14% del Centro), pari a circa +4,2 miliardi di Euro. Vi sono, però, ancora ampi margini di sviluppo rispetto alle altre aree del Paese: se il Sud si allineasse alla media del Centro-Nord in termini di incidenza del valore aggiunto delle multinazionali estere sul totale (9% nel Sud vs 19% nel Centro-Nord) e di incidenza dell’occupazione (5% nel Sud vs 11% nel Centro-Nord), si genererebbero 14 miliardi di Euro di valore aggiunto in più e 240 mila nuovi posti di lavoro.
Il Libro Bianco mette in evidenza il dinamismo dell’area del Mediterraneo Allargato nella quale tra il 2021 e il 2022 il PIL è cresciuto del +3,4% e del +4,8% nel Mediterraneo Core (che include, oltre all’Italia, 22 Paesi dell’Unione Europea, dell’Area Balcanica, del Medio Oriente e del Nord Africa, tutti accomunati da uno “sbocco” sul Mar Mediterraneo). Si tratta di un risultato superiore a quello delle grandi economie globali come Cina (+3,0%) e Stati Uniti (+2,1%), mentre in termini commerciali nel 2022 l’export è aumentato del +18,3% nel Mediterraneo Allargato e del +19,7% nel Mediterraneo Core. Allo stesso tempo, la popolazione è aumentata del +0,8% (circa 3,7 milioni di persone) nel Mediterraneo Core e del +1% negli altri Paesi del Mediterraneo Allargato (13,1 milioni di persone). Un’area strategica per gli equilibri mondiali e che è interessata da numerosi mutamenti geopolitici che ne testimoniano la crescente rilevanza strategica. La numerosità, la rapidità e la natura strutturale di queste dinamiche possono portare a considerare il periodo attuale come un cambiamento di epoca e non più come un’epoca di cambiamenti.
Verso Sud dedica grande attenzione al Piano Mattei rispetto al quale ritiene strategico valorizzare il coinvolgimento delle imprese (anche per apporti di competenze e tecnologici) e del sistema bancario per generare un importante effetto moltiplicativo sugli investimenti previsti dal Piano e ricadute positive nell’intera area euro-mediterranea. Inoltre, il Libro Bianco mette l’accento sull’importanza di fornire adeguate coperture dei rischi finanziari connessi agli investimenti nelle aree del Piano Mattei e assicurare un efficace allineamento tra lo sviluppo del Piano e la Global Gateway, una nuova strategia europea per promuovere connessioni intelligenti, pulite e sicure nei settori digitale, energetico e dei trasporti e per rafforzare i sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca in tutto il mondo.
Oltre alla centralità dei corridoi energetici (con particolare riferimento al progetto Eastmed e al raddoppio del TAP), il Sud Italia è hub mediterraneo di sviluppo di fonti energetiche rinnovabili. Al 2022 è infatti al quinto posto nel Mediterraneo per quota dei consumi coperti da fonti energetiche rinnovabili (31,6%) e rappresenta il 39,1% di tutta l’energia rinnovabile prodotta in Italia nel 2022 (in aumento di 4,6 p.p. rispetto al 2021). Vanta, inoltre, caratteristiche topografiche strategiche per sfruttare energia eolica e solare.
Nel quadro descritto dal Libro Bianco, sono fondamentali gli investimenti nel potenziamento dei corridoi che collegano l’Italia e il Sud, in particolare sulla direttrice orientale, che offre vantaggi competitivi in termini di sicurezza energetica, privilegiando infrastrutture in grado di incorporare nel medio periodo l’idrogeno verde. Un elemento chiave, secondo il Libro Bianco, è relativo alla definizione di una strategia nazionale per lo sviluppo del sistema energetico del Paese e del Sud Italia come hub energetico rinnovabile, focalizzando gli investimenti sia sulle tecnologie nascenti sia su quelle più mature (tra cui bacini di accumulo, nuove energie del mare, eolico offshore, Small Scale LNG, biometano). Infine, nel percorso di transizione energetica dei modelli di produzione e consumo, occorre valorizzare il contributo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, anche a livello euro-mediterraneo, rendendole un modello di riferimento per tutta l’area e favorendo l’empowerment delle comunità locali.
Tra i settori su cui puntare per uno sviluppo solido e sostenibile del Sud Italia, il Libro Bianco individua l’economia del mare che al Sud conta più di 110 mila imprese (48,8% del totale nazionale), più di 332 mila occupati (36,4% del totale nazionale) e genera 15,7 miliardi di Euro di valore aggiunto (30,0% del totale nazionale). Inoltre, l’incidenza dell’economia del mare sul totale dell’economia territoriale è più alta rispetto al resto del Paese: nelle regioni meridionali il settore pesa per il 4,7% del totale delle imprese (vs. 3,8% in Italia), per il 4,9% degli occupati (vs. 3,6%) e per il 4,4% del valore aggiunto (vs. 3,3%).
L’eolico off-shore galleggiante può offrire già oggi una prospettiva interessante di crescita per le regioni del Sud. Infatti, secondo il Global Wind Energy Council (GWEC), l’Italia si colloca al 3° posto a livello mondiale per il potenziale di eolico galleggiante, un risultato che in gran parte è attribuibile alla posizione strategica delle regioni meridionali del Paese, principalmente la Puglia, la Sicilia e la Sardegna. Si prevede che la capacità di generazione dell’eolico off-shore galleggiante raggiungerà i 207,3 GW, un valore che supera di 3,4 volte la capacità attualmente installata di fonti energetiche rinnovabili e di 17,7 volte la capacità eolica complessiva. Perchè l’economia del mare possa continuare ad espandersi e a crescere nel Sud Italia è necessario, secondo l’analisi di TEHA, agire su rafforzamento ed efficientamento della governance del sistema portuale italiano, aggiornamento del Codice della Navigazione e individuazione di un soggetto unico con competenze generali di coordinamento e controllo, potenziamento del sistema degli incentivi, completamento dei collegamenti ferroviari nei porti e supporto alla transizione verde del settore attraverso le risorse del sistema ETS (Emission Trading Scheme). Occorre, infine, sostenere e incentivare – tramite specifiche politiche industriali, programmi di sviluppo delle competenze e semplificazioni – la creazione di una filiera euro-mediterranea nella cantieristica navale e nell’eolico offshore galleggiante.
Nel Sud Italia attualmente operano le tre maggiori fabbriche italiane per numero di occupati: contestualizzando questi dati nel più ampio scenario produttivo europeo, il Sud Italia si collocherebbe al settimo posto per numerosità di imprese manifatturiere tra i 27 Paesi UE. Il tessuto produttivo manifatturiero del Sud dimostra, inoltre, una forte competitività sui mercati esteri. Le esportazioni manifatturiere meridionali nel 2023 sono state pari a 63,9 miliardi di Euro, in crescita del +35% rispetto al periodo pre-pandemico (47,3 miliardi di Euro), una variazione superiore di 6 punti percentuali rispetto a quella registrata a livello nazionale (+29,1%), al Nord (+29,0%) e di 8,9 punti percentuali rispetto a quella del Centro (+26,1%). Nel contesto manifatturiero, il Sud Italia presenta una forte specializzazione in 4 settori – aerospazio, automotive, agroalimentare e farmaceutico – in cui la macro-area si distingue per performance e competenze nel contesto nazionale. Queste industrie generano, sul totale della manifattura, il 38% del valore aggiunto al Sud (contro il 21% in Italia), impiegano il 33% degli occupati (contro una media nazionale del 18%) e risultano più competitivi sui mercati internazionali, generando il 34% dell’export (contro una media nazionale del 24%). Per attrarre nuovi investimenti e diventare capofila di filiere produttive euro-mediterranee, il Sud deve dotarsi di una politica industriale fortemente integrata con quella del Paese, finalizzata a colmare i divari strutturali esistenti, tra cui: la scarsa propensione alla ricerca e sviluppo (la spesa in R&S è pari all’1,0% del PIL, rispetto all’1,4% dell’Italia), le ridotte dimensioni di impresa (nel Sud si registra la più alta incidenza di piccole imprese manifatturiere, pari al 98,7% del totale rispetto alla media del 97,1%) e le scarse competenze tecniche (14,9 laureati in discipline STEM ogni 1.000 residenti contro una media nazionale di 16,5). Per consolidare il ruolo della manifattura del Sud come motore economico del Paese, il Libro Bianco ritiene strategico sostenere la competitività e la crescita dimensionale delle imprese e delle eccellenze industriali, valorizzando le opportunità della finanza innovativa per le PMI e promuovendo la consapevolezza sull’efficacia di strumenti finanziari a cui possono fare ricorso le PMI e le startup del Sud. Inoltre, occorre accompagnare la Twin Transition (digitale e green) delle imprese, a partire da quelle appartenenti alle filiere più impattate e strategiche per il Sud Italia, favorendo gli investimenti e i percorsi di formazione e sviluppo delle competenze digitali e green, nonchè promuovendo modelli di cooperazione tra le imprese volti alla creazione di consorzi industriali integrati e sostenibili. Infine, è fondamentale identificare progetti industriali di rilevanza euro-mediterranea guidati dal Sud nelle sue filiere distintive.
Il turismo nel Sud è in crescita ma presenta ampi margini di miglioramento, soprattutto in termini di attrattività internazionale del settore. In termini di provenienza dei turisti stranieri, il Sud, rispetto ad altre aree del Paese, presenta un livello di internazionalizzazione inferiore: solo il 35,8% delle presenze è di origine straniera (contro il 53,5% del Nord e il 48,0% del Centro). A testimonianza degli ampi margini di sviluppo in termini di attrattività turistica, nel confronto con altre aree benchmark euro-mediterranee il Sud registra 0,7 arrivi turistici domestici per abitante – un valore inferiore di 26 volte rispetto alle Egadi e Creta – e 0,4 arrivi stranieri per abitante – ovvero 9 volte in meno rispetto alla Corsica. L’opportunità economica derivante da una maggiore valorizzazione del turismo al Sud è estremamente rilevante: se il Sud Italia si allineasse alla media delle aree mediterranee benchmark (Creta e isole egee, Est della Spagna, Corsica, Provenza) in termini di arrivi turistici stranieri, si potrebbero attrarre 70 milioni di turisti stranieri in più e una spesa turistica aggiuntiva di 67 miliardi di Euro.
Nel Libro Bianco si sottolinea che, per sfruttare appieno il potenziale turistico del Sud Italia occorre, in primo luogo, creare una vera e propria industria turistica nel Sud Italia, potenziando l’offerta ricettiva, di infrastrutture e servizi, attraendo nuovi player e capitali sul territorio, favorendo la crescita dimensionale delle imprese turistiche e creando specifici schemi di certificazione. Al tempo stesso, si ritiene strategico promuovere l’aggregazione e internazionalizzazione del settore, tramite lo sviluppo di investimenti e partnership di player nazionali all’estero, la creazione di percorsi turistici integrati che valorizzino il legame tra territori, società e cultura, e la definizione di strategie di tutela del patrimonio naturalistico congiunte, su scala euro-mediterranea, a fronte degli impatti del cambiamento climatico.
Parte da “Verso Sud” il monito di arrivare alla istituzione di un’Academy euro-mediterranea, un hub o polo di eccellenza in grado di coinvolgere, con una governance congiunta, università imprese italiane e del Mediterraneo. Le opportunità connesse sono rilevanti: se – anche grazie all’Academy – il Sud si allineasse alla media italiana in termini di iscrizioni di studenti universitari stranieri (2,6% degli iscritti nel Sud vs 6,7% in Italia), si potrebbero attrarre 21 mila studenti universitari stranieri, riducendo di 7 punti percentuali la quota di lavoratori laureati di difficile reperimento per le imprese. Il Sud ha delle grandi potenzialità dal punto di vista del capitale umano, essendo un’area particolarmente giovane e propensa all’imprenditorialità giovanile: Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata sono infatti nella top-6 per incidenza di giovani tra i 15 e i 29 anni sulla popolazione e nella top-5 delle regioni in Italia per quota di imprese individuali guidate da under-35.
‘I contenuti della terza edizione di “Verso Sud” ne confermano il ruolo di piattaforma unica in Italia, nata con l’ambizione di cambiare il paradigma di sviluppo strategico del Sud Italia: non una macro-area in perenne conflitto con il Nord e “fanalino di coda” d’Europa, ma baricentro delle strategie di crescita, competitività e cooperazione del Mediterraneo, una regione a crescente centralità, non solo sul fronte geopolitico, ma anche economico e sociale – ha affermato Valerio De Molli, Managing Partner and CEO, The European House – Ambrosetti – Le analisi dettagliate e le proposte contenute nel Libro Bianco dimostrano che il Sud, a fianco a criticità di lungo periodo, offre oggi all’Italia e al Mediterraneo non solo grandi potenzialità ma eccellenze reali che possono e devono rappresentare la leva principale per fare di questa area un volano di crescita per l’intero Paese e uno strumento di pace e cooperazione per la macro-regionè.

– foto ufficio stampa Esclapon per The European House – Ambrosetti –
(ITALPRESS).

Hannappel “Impianti produttivi Philip Morris sempre più sostenibili”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel documento che la presidente del B7 Emma Marcegaglia presenterà alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ci sono due temi molto importanti: la transizione digitale, in particolare l’Intelligenza artificiale, che oggi è sulla bocca di tutti, e la sostenibilità delle catene globali del valore. E’ fondamentale affrontare il tema del gap digitale che purtroppo si è ampliato, c’è una accelerazione della domanda di competenze specifiche, domanda che è rimasta insoddisfatta. Noi sappiamo che le persone accedono al mondo del lavoro passando attraverso la scuola, l’università, l’istruzione ma poi devono avere delle competenze che devono essere potenziate nel tempo, si deve creare un tipo di formazione che deve andare avanti per anni”. Lo ha detto Marco Hannappel, presidente e Ceo di Philip Morris Italia, intervenendo al B7 Summit all’Auditorium della Tecnica di Roma nel panel dal titolo “Beyond Borders: Charting a New Course for Global Cooperation”.
“Negli ultimi 10 anni l’economia mondiale è cresciuta molto bene, il 30%, nonostante molti scossoni geopolitici e per crescere c’è bisogno di essere molto uniti”, ha aggiunto “e la sostenibilità delle catene globali del valore, che sono fortemente integrate, specialmente in Italia è fondamentale”.
In tema di transizione energetica Philip Morris “sta trasformando i propri impianti produttivi, quello di Bologna è tra i parchi industriali solari più grandi d’Europa, negli ultimi 30 anni abbiamo ottimizzato l’utilizzo di acqua, ottimizzando anche l’utilizzo di acqua nei campi. I nostri accordi di filiera con il ministero dell’Agricoltura ci hanno portato, negli ultimi 10 anni, a ridurre del 40% l’utilizzo dell’acqua nei campi, che significa risparmiare il lago Maggiore in termini di acqua”, ha concluso Hannappel.

– foto xc3/Italpress –
(ITALPRESS).

Il Sud è la terza Regione più attrattiva nel Mediterraneo

ROMA (ITALPRESS) – “Essere cerniera tra Europa e Mediterraneo Allargato, per contribuire a disegnare, interpretare e realizzare il piano di un’Europa protagonista e partner credibile dei grandi cambiamenti geopolitici, economici e sociali che influenzano la costruzione di una società mediterranea vasta più forte, giusta e coesa”. È la visione strategica del Sud Italia del Libro Bianco sul Sud Italia presentato oggi da The European House – Ambrosetti (TEHA) in occasione della giornata di apertura del Forum “Verso Sud: La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, in programma a Sorrento (Grand Hotel Excelsior Vittoria) fino a domani.
In base alla nuova edizione del Mediterranean Sustainable Development Index (MSDI), indice progettato da TEHA per misurare l’attrattività e la competitività del Sud Italia nell’area, su un orizzonte di 13 anni e per un totale di oltre 16.500 dati censiti, il Sud si conferma come la 3a regione più attrattiva tra i 22 Paesi del Mediterraneo considerati nell’analisi. In particolare, si posiziona al 5° posto nel dominio di analisi economico, al 3° posto nel dominio di dotazione (che considera gli asset a disposizione del territorio), al 4° posto nel dominio di innovazione e cultura e al 7° posto nel dominio sociale.
L’indice MSDI ha messo quindi in luce profili di attrattività, competitività e sostenibilità che dimostrano quanto il Sud Italia possa giocare il ruolo di baricentro dell’area euro-mediterranea.
Infatti dal 2021, anno di nascita di “Verso Sud”, TEHA ha mappato investimenti nuovi o incrementali nel Sud Italia censiti da fonti dirette e/o fonti pubbliche e con orizzonte al 2030, per oltre 163 miliardi di euro investiti e 495mila occupati.
L’analisi di TEHA ha messo in luce come lo sviluppo economico del Sud Italia nel quadro euro-mediterraneo passi anche attraverso la crescita della sua attrattività per gli investimenti e gli insediamenti produttivi, che negli ultimi anni stanno registrando una performance positiva. Infatti, nel triennio 2018-2021 la variazione nel numero di addetti delle multinazionali estere in Italia è stata del 32% (contro una media nazionale del 15%, del 14% del Nord e dell’11% del Centro), ovvero circa +48 mila unità, mentre la variazione percentuale del valore aggiunto è stata del 41% (contro una media nazionale del 23%, del 24% del Nord e del 14% del Centro), pari a circa +4,2 miliardi di Euro. Vi sono, però, ancora ampi margini di sviluppo rispetto alle altre aree del Paese: se il Sud si allineasse alla media del Centro-Nord in termini di incidenza del valore aggiunto delle multinazionali estere sul totale (9% nel Sud vs 19% nel Centro-Nord) e di incidenza dell’occupazione (5% nel Sud vs 11% nel Centro-Nord), si genererebbero 14 miliardi di Euro di valore aggiunto in più e 240 mila nuovi posti di lavoro.
Il Libro Bianco mette in evidenza il dinamismo dell’area del Mediterraneo Allargato nella quale tra il 2021 e il 2022 il PIL è cresciuto del +3,4% e del +4,8% nel Mediterraneo Core (che include, oltre all’Italia, 22 Paesi dell’Unione Europea, dell’Area Balcanica, del Medio Oriente e del Nord Africa, tutti accomunati da uno “sbocco” sul Mar Mediterraneo). Si tratta di un risultato superiore a quello delle grandi economie globali come Cina (+3,0%) e Stati Uniti (+2,1%), mentre in termini commerciali nel 2022 l’export è aumentato del +18,3% nel Mediterraneo Allargato e del +19,7% nel Mediterraneo Core. Allo stesso tempo, la popolazione è aumentata del +0,8% (circa 3,7 milioni di persone) nel Mediterraneo Core e del +1% negli altri Paesi del Mediterraneo Allargato (13,1 milioni di persone). Un’area strategica per gli equilibri mondiali e che è interessata da numerosi mutamenti geopolitici che ne testimoniano la crescente rilevanza strategica. La numerosità, la rapidità e la natura strutturale di queste dinamiche possono portare a considerare il periodo attuale come un cambiamento di epoca e non più come un’epoca di cambiamenti.
Verso Sud dedica grande attenzione al Piano Mattei rispetto al quale ritiene strategico valorizzare il coinvolgimento delle imprese (anche per apporti di competenze e tecnologici) e del sistema bancario per generare un importante effetto moltiplicativo sugli investimenti previsti dal Piano e ricadute positive nell’intera area euro-mediterranea. Inoltre, il Libro Bianco mette l’accento sull’importanza di fornire adeguate coperture dei rischi finanziari connessi agli investimenti nelle aree del Piano Mattei e assicurare un efficace allineamento tra lo sviluppo del Piano e la Global Gateway, una nuova strategia europea per promuovere connessioni intelligenti, pulite e sicure nei settori digitale, energetico e dei trasporti e per rafforzare i sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca in tutto il mondo.
Oltre alla centralità dei corridoi energetici (con particolare riferimento al progetto Eastmed e al raddoppio del TAP), il Sud Italia è hub mediterraneo di sviluppo di fonti energetiche rinnovabili. Al 2022 è infatti al quinto posto nel Mediterraneo per quota dei consumi coperti da fonti energetiche rinnovabili (31,6%) e rappresenta il 39,1% di tutta l’energia rinnovabile prodotta in Italia nel 2022 (in aumento di 4,6 p.p. rispetto al 2021). Vanta, inoltre, caratteristiche topografiche strategiche per sfruttare energia eolica e solare.
Nel quadro descritto dal Libro Bianco, sono fondamentali gli investimenti nel potenziamento dei corridoi che collegano l’Italia e il Sud, in particolare sulla direttrice orientale, che offre vantaggi competitivi in termini di sicurezza energetica, privilegiando infrastrutture in grado di incorporare nel medio periodo l’idrogeno verde. Un elemento chiave, secondo il Libro Bianco, è relativo alla definizione di una strategia nazionale per lo sviluppo del sistema energetico del Paese e del Sud Italia come hub energetico rinnovabile, focalizzando gli investimenti sia sulle tecnologie nascenti sia su quelle più mature (tra cui bacini di accumulo, nuove energie del mare, eolico offshore, Small Scale LNG, biometano). Infine, nel percorso di transizione energetica dei modelli di produzione e consumo, occorre valorizzare il contributo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, anche a livello euro-mediterraneo, rendendole un modello di riferimento per tutta l’area e favorendo l’empowerment delle comunità locali.
Tra i settori su cui puntare per uno sviluppo solido e sostenibile del Sud Italia, il Libro Bianco individua l’economia del mare che al Sud conta più di 110 mila imprese (48,8% del totale nazionale), più di 332 mila occupati (36,4% del totale nazionale) e genera 15,7 miliardi di Euro di valore aggiunto (30,0% del totale nazionale). Inoltre, l’incidenza dell’economia del mare sul totale dell’economia territoriale è più alta rispetto al resto del Paese: nelle regioni meridionali il settore pesa per il 4,7% del totale delle imprese (vs. 3,8% in Italia), per il 4,9% degli occupati (vs. 3,6%) e per il 4,4% del valore aggiunto (vs. 3,3%).
L’eolico off-shore galleggiante può offrire già oggi una prospettiva interessante di crescita per le regioni del Sud. Infatti, secondo il Global Wind Energy Council (GWEC), l’Italia si colloca al 3° posto a livello mondiale per il potenziale di eolico galleggiante, un risultato che in gran parte è attribuibile alla posizione strategica delle regioni meridionali del Paese, principalmente la Puglia, la Sicilia e la Sardegna. Si prevede che la capacità di generazione dell’eolico off-shore galleggiante raggiungerà i 207,3 GW, un valore che supera di 3,4 volte la capacità attualmente installata di fonti energetiche rinnovabili e di 17,7 volte la capacità eolica complessiva. Perché l’economia del mare possa continuare ad espandersi e a crescere nel Sud Italia è necessario, secondo l’analisi di TEHA, agire su rafforzamento ed efficientamento della governance del sistema portuale italiano, aggiornamento del Codice della Navigazione e individuazione di un soggetto unico con competenze generali di coordinamento e controllo, potenziamento del sistema degli incentivi, completamento dei collegamenti ferroviari nei porti e supporto alla transizione verde del settore attraverso le risorse del sistema ETS (Emission Trading Scheme). Occorre, infine, sostenere e incentivare – tramite specifiche politiche industriali, programmi di sviluppo delle competenze e semplificazioni – la creazione di una filiera euro-mediterranea nella cantieristica navale e nell’eolico offshore galleggiante.
Nel Sud Italia attualmente operano le tre maggiori fabbriche italiane per numero di occupati: contestualizzando questi dati nel più ampio scenario produttivo europeo, il Sud Italia si collocherebbe al settimo posto per numerosità di imprese manifatturiere tra i 27 Paesi UE. Il tessuto produttivo manifatturiero del Sud dimostra, inoltre, una forte competitività sui mercati esteri. Le esportazioni manifatturiere meridionali nel 2023 sono state pari a 63,9 miliardi di Euro, in crescita del +35% rispetto al periodo pre-pandemico (47,3 miliardi di Euro), una variazione superiore di 6 punti percentuali rispetto a quella registrata a livello nazionale (+29,1%), al Nord (+29,0%) e di 8,9 punti percentuali rispetto a quella del Centro (+26,1%). Nel contesto manifatturiero, il Sud Italia presenta una forte specializzazione in 4 settori – aerospazio, automotive, agroalimentare e farmaceutico – in cui la macro-area si distingue per performance e competenze nel contesto nazionale. Queste industrie generano, sul totale della manifattura, il 38% del valore aggiunto al Sud (contro il 21% in Italia), impiegano il 33% degli occupati (contro una media nazionale del 18%) e risultano più competitivi sui mercati internazionali, generando il 34% dell’export (contro una media nazionale del 24%).
Per attrarre nuovi investimenti e diventare capofila di filiere produttive euro-mediterranee, il Sud deve dotarsi di una politica industriale fortemente integrata con quella del Paese, finalizzata a colmare i divari strutturali esistenti, tra cui: la scarsa propensione alla ricerca e sviluppo (la spesa in R&S è pari all’1,0% del PIL, rispetto all’1,4% dell’Italia), le ridotte dimensioni di impresa (nel Sud si registra la più alta incidenza di piccole imprese manifatturiere, pari al 98,7% del totale rispetto alla media del 97,1%) e le scarse competenze tecniche (14,9 laureati in discipline STEM ogni 1.000 residenti contro una media nazionale di 16,5). Per consolidare il ruolo della manifattura del Sud come motore economico del Paese, il Libro Bianco ritiene strategico sostenere la competitività e la crescita dimensionale delle imprese e delle eccellenze industriali, valorizzando le opportunità della finanza innovativa per le PMI e promuovendo la consapevolezza sull’efficacia di strumenti finanziari a cui possono fare ricorso le PMI e le startup del Sud. Inoltre, occorre accompagnare la Twin Transition (digitale e green) delle imprese, a partire da quelle appartenenti alle filiere più impattate e strategiche per il Sud Italia, favorendo gli investimenti e i percorsi di formazione e sviluppo delle competenze digitali e green, nonché promuovendo modelli di cooperazione tra le imprese volti alla creazione di consorzi industriali integrati e sostenibili. Infine, è fondamentale identificare progetti industriali di rilevanza euro-mediterranea guidati dal Sud nelle sue filiere distintive.
Il turismo nel Sud è in crescita ma presenta ampi margini di miglioramento, soprattutto in termini di attrattività internazionale del settore. In termini di provenienza dei turisti stranieri, il Sud, rispetto ad altre aree del Paese, presenta un livello di internazionalizzazione inferiore: solo il 35,8% delle presenze è di origine straniera (contro il 53,5% del Nord e il 48,0% del Centro). A testimonianza degli ampi margini di sviluppo in termini di attrattività turistica, nel confronto con altre aree benchmark euro-mediterranee il Sud registra 0,7 arrivi turistici domestici per abitante – un valore inferiore di 26 volte rispetto alle Egadi e Creta – e 0,4 arrivi stranieri per abitante – ovvero 9 volte in meno rispetto alla Corsica. L’opportunità economica derivante da una maggiore valorizzazione del turismo al Sud è estremamente rilevante: se il Sud Italia si allineasse alla media delle aree mediterranee benchmark (Creta e isole egee, Est della Spagna, Corsica, Provenza) in termini di arrivi turistici stranieri, si potrebbero attrarre 70 milioni di turisti stranieri in più e una spesa turistica aggiuntiva di 67 miliardi di Euro.
Nel Libro Bianco si sottolinea che, per sfruttare appieno il potenziale turistico del Sud Italia occorre, in primo luogo, creare una vera e propria industria turistica nel Sud Italia, potenziando l’offerta ricettiva, di infrastrutture e servizi, attraendo nuovi player e capitali sul territorio, favorendo la crescita dimensionale delle imprese turistiche e creando specifici schemi di certificazione. Al tempo stesso, si ritiene strategico promuovere l’aggregazione e internazionalizzazione del settore, tramite lo sviluppo di investimenti e partnership di player nazionali all’estero, la creazione di percorsi turistici integrati che valorizzino il legame tra territori, società e cultura, e la definizione di strategie di tutela del patrimonio naturalistico congiunte, su scala euro-mediterranea, a fronte degli impatti del cambiamento climatico.
Parte da “Verso Sud” il monito di arrivare alla istituzione di un’Academy euro-mediterranea, un hub o polo di eccellenza in grado di coinvolgere, con una governance congiunta, università imprese italiane e del Mediterraneo. Le opportunità connesse sono rilevanti: se – anche grazie all’Academy – il Sud si allineasse alla media italiana in termini di iscrizioni di studenti universitari stranieri (2,6% degli iscritti nel Sud vs 6,7% in Italia), si potrebbero attrarre 21 mila studenti universitari stranieri, riducendo di 7 punti percentuali la quota di lavoratori laureati di difficile reperimento per le imprese. Il Sud ha delle grandi potenzialità dal punto di vista del capitale umano, essendo un’area particolarmente giovane e propensa all’imprenditorialità giovanile: Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata sono infatti nella top-6 per incidenza di giovani tra i 15 e i 29 anni sulla popolazione e nella top-5 delle regioni in Italia per quota di imprese individuali guidate da under-35.
“I contenuti della terza edizione di ‘Verso Sud’ ne confermano il ruolo di piattaforma unica in Italia, nata con l’ambizione di cambiare il paradigma di sviluppo strategico del Sud Italia: non una macro-area in perenne conflitto con il Nord e “fanalino di coda” d’Europa, ma baricentro delle strategie di crescita, competitività e cooperazione del Mediterraneo, una regione a crescente centralità, non solo sul fronte geopolitico, ma anche economico e sociale – ha affermato Valerio De Molli, Managing Partner and CEO, The European House – Ambrosetti – Le analisi dettagliate e le proposte contenute nel Libro Bianco dimostrano che il Sud, a fianco a criticità di lungo periodo, offre oggi all’Italia e al Mediterraneo non solo grandi potenzialità ma eccellenze reali che possono e devono rappresentare la leva principale per fare di questa area un volano di crescita per l’intero Paese e uno strumento di pace e cooperazione per la macro-regione’.

– Foto: grafico da Ufficio stampa Ambrosetti –
(ITALPRESS).

Pioli “Ultimi giorni al Milan? Cerco di non pensarci”

MILANO (ITALPRESS) – “I miei ultimi giorni al Milan? Cerco di non pensarci”. Così Stefano Pioli, in conferenza stampa, alla vigilia della penultima di campionato, in trasferta, contro il Torino. “E’ stata una buona settimana, finalmente. Non vincevamo da un pò di tempo e l’aver ottenuto i tre punti contro il Cagliari ci ha fatto stare più sereni. Ora la tranquillità serve più che mai per finire al meglio il campionato. Abbiamo tutte le motivazioni per fare bene”, ha aggiunto il tecnico rossonero. “Oggi non si è allenato Theo Hernandez, che ha avuto un attacco influenzale, vedrò se farà in tempo a recuperare per domani. Ho detto alla squadra che proverò a fare giocare tutti in queste ultime due gare. L’importante è che abbiamo la volontà e gli atteggiamenti giusti”, ha precisato poi Pioli.
“La situazione di Allegri? E’ sempre difficile giudicare da lontano. Lui è un grande allenatore e ha vinto tantissimo. Per il ruolo che abbiamo dobbiamo purtroppo convivere con tante cose. Ma non mi sento di fare alcun commento in merito. Quello che farò io invece non lo so. A fine campionato si vedrà tutto”, ha continuato l’allenatore del Milan.
“Io col club ho sempre avuto un bel rapporto, dall’inizio alla fine. Poi dopo, giustamente, ognuno farà quello che deve fare. Mi incontrerò con i vertici della società e faremo le nostre valutazioni. Fino ad allora cerco di restare concentrato per aiutare la squadra, poi eventualmente certe emozioni le conoscerò vivendole. Ripeto, a fine stagione parleremo di tutto. Mancano
solo dieci giorni al termine del campionato”, ha puntualizzato Pioli. “Ho avuto in questi anni un rapporto profondo con tutti i giocatori e sono grato e felice per essermi emozionato tanto qui a Milano, assieme a tutta la squadra, alla quale va il mio grazie. Giroud, Kjaer e Ibrahimovic sono stati molto importanti per me e per i loro compagni. Poi, nel frattempo, tanti giocatori sono cresciuti: avranno ora il compito di prendersi le responsabilità e di fare da traino per gli altri. Giroud è stato fondamentale nella crescita della squadra. A lui, a Kjaer e a Ibra sono legato nel modo più assoluto. L’anno dello scudetto si era creata una magia all’interno di Milanello e con i tifosi e siamo stati premiati con un grande successo”, ha concluso l’allenatore rossonero, pronto a salutare a fine stagione.
– foto Ipa Agency –
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Europee, Cota “Fisco più equo e Green Deal da correggere”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho scelto Forza Italia perchè ritengo che i miei ideali e i miei valori siano oggi rappresentati al meglio: le istanze federaliste, l’attenzione al territorio, le istanze legate ad uno Stato che non consideri l’imprenditore come delinquente, la questione fiscale. Questi valori sono portati avanti da Forza Italia”. Così Roberto Cota, candidato di Forza Italia nella circoscrizione Nord-Ovest, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni europee 2024” dell’agenzia Italpress.
L’ex leghista spiega che il Carroccio “non è mai stato un partito nazionalista ma un partito attento al territorio, alle autonomie, inoltre, aveva una visione europea legata ad una costruzione dei popoli e dei territori. Salvini ha individuato delle altre priorità – aggiunge -, si è concentrato, ad esempio, nel creare una presenza al Sud che non faceva parte del core business della Lega, si è buttato a destra pensando di occupare lo spazio politico che in realtà è della Meloni. Ma senza fare polemica perchè ritengo che Salvini sia una persona che ha molte qualità”. Cota parla del comitato Forza Nord ed evidenza come il suo manifesto sia “parte dal concetto se esiste ancora la questione Settentrionale, quel pacchetto di esigenze e aspettative che ha il Nord inteso come locomotiva economica del Paese e come in una prospettiva europee una delle regioni più importanti d’Europa che può giocarsela alla pari con altre”.
Il Nord cosa chiede all’Europa? “Uno dei punti programmatici del Ppe è la creazione del fisco europeo. Secondo me, noi ci possiamo solo guadagnare se lo gestiamo in un determinato modo. Ovviamente non possiamo pensare che facciamo il fisco europeo dove mettiamo le tasse europee per fare la difesa e poi lasciamo invariata la pressione fiscale a livello nazionale. Fisco europeo vuol dire anche porre delle questioni come i paradisi fiscali che ci sono in Europa a danno delle nostre aziende; questi temi dovranno essere posti. Abbiamo dei macro-temi come il green deal – prosegue -, ovvero misure che dovrebbero essere a tutela dell’ambiente ma che in realtà sono viziate da un pregiudizio ideologico e che nella realtà sono insostenibili, la tutela dell’ambiente deve essere ispirata a criteri di sostenibilità. Noi dobbiamo anche gestire le modifiche climatiche, noi abbiamo un modo di fare e una cultura tale per cui rincorriamo sempre l’attualità; ad esempio, 14 anni fa quando ho iniziato a fare il governatore mi sono posto come primo problema quello degli invasi e mi hanno detto che ero un pò incauto perchè non era un argomento elettorale”.

– Foto Italpress –

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NMax 125 di Yamaha è già pronto anche per le autostrade

TORINO (ITALPRESS) – La più che probabile abrogazione del divieto alla circolazione in autostrada delle due ruote con cilindrata da 125 centimetri cubici è uno dei passaggi cruciali previsti nella riforma del Codice della strada. Il via libera potrebbe arrivare entro l’estate anche al Senato, dopo l’ok della Camera, e a quel punto si aprirà il mercato delle due ruote anche a tanti “commuter” non centauri, che sino ad oggi hanno viaggiato tra casa e lavoro in auto o con i mezzi pubblici.
L’NMax 125 di Yamaha si rivolge a questa nuova fetta di mercato, e strizza l’occhio anche al pubblico femminile. E’ infatti leggero, 131 chili con serbatoio pieno, quindi facile da gestire sia in marcia che al semaforo. E’ sicuro anche in autostrada, grazie al doppio freno a disco e a un sistema di controllo della trazione ideale per le strade sdrucciolevoli o bagnate, abbinati ai cerchi da 13 pollici, per un ottimo livello di confort sulle strade italiane. L’NMax 125 è poi facile da accendere in ogni condizione, anche quando si hanno le mani impegnate, grazie all’avviamento elettrico gestito da una Smart Key che basta tenere in tasca o in borsa, per essere “riconosciuti” e per partire senza perdere tempo.
A spingere NMax 125 il motore Blue Core a 4 tempi da 12 cavalli e 11,2 Nm a 6000 giri che garantisce un’autonomia di circa 300 km con un consumo di appena 2,2 litri ogni 100 km percorsi, ed emissioni pari a 52 grammi al km. Il design sportivo è caratterizzato dalle luci anteriori e posteriori a Led in stile Twin-Eye, con luci di posizione incorporate come le frecce. Negli equipaggiamenti di serie c’è anche la Communication Control Unit, che si associa tramite Bluetooth agli smartphone, e tramite l’app “My Ride” consente di accedere a un’enorme quantità di informazioni tecniche e di gestione, oltre alla possibilità di trovare NMax 125 grazie al localizzatore di parcheggio. Di serie anche una presa di corrente nel sottosella, che consente una ricarica rapida in tutta sicurezza mentre si guida. A breve, finalmente anche in autostrada. Ma solo per i maggiorenni, come prevede il nuovo codice.

foto: Ufficio stampa Yamaha Italia

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Ospedale San Raffaele a MEDITeH BEYOND,telemedicina strumento diplomazia

CATANIA (ITALPRESS) – A quattro anni dal lancio della sua piattaforma di Telemedicina, IRCCS Ospedale San Raffaele partecipa e sostiene MEDITeH BEYOND, meeting organizzato a Catania da DIPLOMATIA per analizzare e promuovere il ruolo della telemedicina nel mondo contemporaneo.
Durante il meeting, è emerso il ruolo della telemedicina come prodotto di punta del Made in Italy, da promuovere ed esportare presso i paesi del Mediterraneo ed oltre. Il team di San Raffaele e Gruppo San Donato ha presentato gli eccellenti risultati della propria piattaforma di telemedicina, che giusto in questi giorni ha raggiunto la quota di 100mila iscritti.
Operativo dal 2019, il servizio è nato per facilitare il percorso diagnostico – clinico del paziente, limitando spostamenti e tempi di attesa per ricevere un parere clinico. E’ oggi la più grande piattaforma di telemedicina in Italia, con circa 900 medici operanti.
“La telemedicina, insieme alle iniziative di domiciliazione che abbiamo già attivato da alcuni anni (come i prelievi, le ecografie e le radiografie a domicilio), permettono al paziente di avere una repository digitale sempre disponibile e un unico riferimento, chiaro e certificato, dei rapporti con il proprio medico specialista” afferma Federico Esposti, direttore operativo dell’Ospedale San Raffaele.
“Il progetto rientra nei piani di ampliamento delle attività di Gruppo San Donato verso l’estero, con particolare attenzione verso i paesi del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente: i pazienti provenienti da paesi stranieri possono chiedere second opinion o compiere parte del loro percorso di cura in remoto e – a seguito di accertamenti o intervento in presenza – continuare ad essere seguiti nel follow up dal proprio specialista in qualsiasi luogo. Il continuo investimento sulle nuove tecnologie permette di portare l’eccellenza di Ospedale San Raffaele oltre i confini dell’ospedale tradizionale” conclude Esposti.
Il meeting, a cui hanno partecipato le rappresentanze diplomatiche di oltre 20 paesi, è stata occasione di costruire ponti e collaborazioni, finalizzati a promuovere e migliorare, tramite le nuove tecnologie, la salute dei cittadini dei paesi del Mediterraneo.
-foto fornita da ospedale San Raffaele-
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Omofobia, Meloni “Italia sempre in prima linea contro discriminazioni”

ROMA (ITALPRESS) – “La tutela e la difesa della dignità di ogni persona è sancita dalla nostra Costituzione. E’ una priorità per tutte le Istituzioni, ad ogni livello, combattere ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza e investire sulla prevenzione e sul supporto alle vittime”. Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia.
“E’ nostro compito, inoltre, tenere alta l’attenzione della comunità internazionale sulle persecuzioni e sugli abusi che in molte Nazioni del mondo, come ricordato anche oggi dal Presidente della Repubblica, vengono ancora perpetrati in base all’orientamento sessuale – aggiunge -. Discriminazioni e violenze inaccettabili, che ledono la dignità delle persone e sulle quali i riflettori non devono mai spegnersi. Anche su questo fronte, il Governo è, e sarà, sempre in prima linea”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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