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Bonomi “Il Governo non presenta un piano dettagliato, lo faremo noi”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi sarei aspettato che nelle convocazioni a Villa Pamphili il Governo presentasse un piano ben dettagliato, con un cronoprogramma, con gli effetti attesi, in quanto tempo, gli effetti sul Pil: io questo piano non l’ho visto, sarei curioso di leggerlo e vorrei ascoltarlo. Detto ciò noi come Confindustria siamo sempre positivi e propositivi e quindi andremo a Villa Pamphili dicendo quello che pensiamo e soprattutto presentando un nostro piano ben preciso”. Lo ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, al termine di un incontro con la stampa estera. Il piano “sarà pubblicato, ne abbiamo fatto un libro”, ha aggiunto Bonomi mostrando un volume dal titolo “Italia 2030”.
“Noi ci crediamo, non molliamo e ci impegneremo affinchè questo Paese possa esprimere quelle potenzialità che ha che gli hanno permesso, nonostante la carenza di materie prime, di essere un grande Paese trasformatore, un Paese che è secondo esportatore dopo la Germania e di poter mettere in campo quei modelli di rapporto tra istituzioni e parti sociali, come in Germania, che hanno consentito in 21 ore di discussione di mettere in campo 15 pagine e un bazooka di 120 miliardi per rilanciare l’economia”, ha proseguito Bonomi.
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Stati generali, i sindacati chiedono un Patto per la ripartenza

ROMA (ITALPRESS) – Un patto per il rilancio del Paese. E’ il filo conduttore delle proposte che i sindacati, con toni e priorità diverse, hanno presentato al premier Giuseppe Conte agli Stati Generali dell’Economia in corso a Villa Pamphili.
“Abbiamo chiesto il blocco dei licenziamenti per tutto l’anno”, ha detto dopo l’incontro il leader della Cgil Maurizio Landini.
“Se non rimettiamo al centro ambiente, mobilità, infrastrutture e orari di lavoro, il Paese non cambia”, ha aggiunto, spiegando che “bisogna fare i conti con gli errori del passato” e che serve “una chiara cesura, cancellando le leggi sbagliate sul lavoro, perchè i diritti e le tutele devono essere uguali per tutti”.
Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, dà “un giudizio positivo” sull’incontro: “Il Governo – spiega – ha proposto una serie di linee di intervento che in gran parte riprendono le richieste che da tempo come Cgil, Cisl, Uil stiamo proponendo. Come Cisl abbiamo ribadito il concetto che è necessario un’alleanza, un patto forte tra il governo, le istituzioni, le parti sociali, per individuare 4 o 5 obiettivi prioritari su cui concentrarsi”.
Secondo il leader della Uil Carmelo Barbagallo “bisogna ridisegnare il Paese con un Patto che coinvolga tutti: serve un nuovo modello complessivo”. “Abbiamo apprezzato l’impegno del Premier Conte ad andare in questa direzione – aggiunge e abbiamo suggerito alcune priorità”.
Critico con il Governo il segretario dell’Ugl Paolo Capone, che ha parlato di misure finora “insufficienti e confusionarie”. L’Ugl chiede “l’adozione di un nuovo piano Marshall da finanziare a debito, dell’importo di circa 350 miliardi per favorire lo sviluppo delle infrastrutture strategiche e l’implementazione della banda larga attraverso un piano da definire entro 3 mesi, volto anche alla riduzione del gap che penalizza il Mezzogiorno”.
Anche per la Cisal c’è la necessità di “un confronto permanente con le parti sociali per definire compiutamente gli interventi da adottare per far ripartire il Paese”. Per il sindacato guidato da Francesco Cavallaro “occorre sburocratizzare l’Italia, dando alla Pubblica Amministrazione, ai lavoratori che vi operano e ai cittadini strumenti adeguati, facilmente fruibili e meno onerosi sia per la macchina pubblica che per chi fruisce dei servizi da essa resi”.
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Leucemia linfatica cronica, il trattamento a durata definita è realtà

ROMA (ITALPRESS) – AbbVie, un’azienda biofarmaceutica globale guidata dalla ricerca, annuncia che la terapia chemo-free a durata fissa con venetoclax più rituximab mantiene la sua superiorità rispetto ai regimi standard nei pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante/refrattaria. Lo evidenziano i dati a 4 anni dello studio clinico MURANO2 che confermano l’efficacia del meccanismo d’azione in grado di attivare la morte programmata delle cellule tumorali (apoptosi). Il nuovo protocollo recentemente rimborsato dall’Aifa, che ha il potenziale di trasformare gli standard di cura per i pazienti con tumori del sangue, è stato presentato oggi nel corso della conferenza in live streaming “Leucemia linfatica cronica: verso una nuova terapia definita nel tempo” organizzata da AbbVie. Si tratta del primo regime terapeutico somministrato per un periodo fisso e senza chemioterapia approvato in Italia, con il potenziale per generare risparmi per il Sistema sanitario nazionale. “Un’analisi di costo-terapia realizzata di recente in Italia ha dimostrato che una terapia con durata definita di 24 mesi genera una spesa inferiore per il SSN di circa 31 milioni di euro rispetto ad una terapia cronica” sottolinea il Professore Antonio Cuneo, Direttore della sezione di Ematologia dell’AOU Arcispedale Sant’Anna di Ferrara. “Nello specifico, l’analisi ha calcolato la minor spesa di una terapia con durata definita rispetto ad una terapia cronica per il trattamento di 1.000 pazienti nell’arco di 37 mesi”. L’aggiornamento dei dati dello studio Murano a 48 mesi di follow-up ha permesso di confermare l’efficacia sostenuta della combinazione venetoclax più rituximab con durata fissa del trattamento: il 64% dei pazienti aveva raggiunto la negatività della MRD e l’87% di questi pazienti era rimasto libero dalla progressione della malattia due anni dopo il trattamento. La MRD, malattia minima residua non rilevabile, è la presenza di meno di una cellula di LLC in 10.000 globuli bianchi rimasti nel sangue o nel midollo osseo. Di fatto, in seguito al trattamento, la malattia risulta talmente residuale da non essere rilevabile con gli strumenti diagnostici oggi disponibili. “Venclyxto è un farmaco – il primo della sua classe – che inibisce selettivamente la funzione della proteina BCL-2, che svolge un ruolo cruciale nel processo di apoptosi, ovvero la morte cellulare programmata” dichiara Annalisa Iezzi, Direttore Medico, AbbVie Italia. “Nell’analisi quadriennale dello studio MURANO, il trattamento con la combinazione venetoclax ha comportato una riduzione dell’81% del rischio di progressione o morte rispetto allo standard di cura. AbbVie si sta impegnando in particolare nel trattamento di alcune delle malattie tumorali più diffuse e difficili da trattare e a migliorare l’accesso dei pazienti a queste nuove soluzioni terapeutiche più sostenibili”.
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Coronavirus, si alza l’età media dei morti

ROMA (ITALPRESS) – L’età media dei deceduti positivi al Covid-19 è andata progressivamente crescendo da marzo a giugno, al punto che se si prendono i dati prima del 4 maggio e dopo questa data si passa da 79,8 A 82,5 anni. Lo ha rilevato uno studio dell’Istituto Superiore di sanità, secondo cui il fenomeno potrebbe essere dovuto a una serie di fattori legati all’assistenza sanitaria, da una migliore capacità di trattamento dell’infezione ad una migliore organizzazione nel contrasto dell’epidemia.
L’età media dei casi diagnosticati più recentemente si è abbassata di almeno 6-7 anni rispetto al periodo precedente e questo anche aiuta a spiegare una riduzione del rischio di morte. Nell’analisi sono stati presi in considerazione circa 30mila decessi avvenuti prima del 4 maggio e più di 3mila dopo questa data. Per le donne l’età media è passata da 83.1 a 85.1 anni, mentre per gli uomini da 77.6 a 79.1.
“L’età media della popolazione deceduta per COVID-19 va progressivamente aumentando dopo la metà di marzo – concludono gli autori -. Questo può essere legato a diversi fenomeni: migliore capacità di trattamento dell’infezione, migliore organizzazione sanitaria per contrastare l’epidemia soprattutto in una fase senza un sovraccarico delle strutture sanitarie dedicate alle persone con Covid-19, e anche all’esecuzione di un maggior numero di tamponi che nei mesi più recenti sono stati eseguiti anche in pazienti molto anziani e complessi (per esempio in RSA), in cui non sono stati eseguiti nelle prime fasi dell’epidemia (mese di marzo). Questo può aver determinato un aumento dell’età media dei deceduti diagnosticati”.
Il numero di decessi, hanno rilevato gli esperti del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento e di quello di malattie Infettive, va progressivamente riducendosi dalla fine di marzo fino ai primi giorni di giugno. “Questo dato – spiega l’ISS – riflette il basso numero dei diagnosticati dopo tale data, inoltre, nell’ultimo mese le regioni sono verosimilmente riuscite a diagnosticare casi meno gravi rispetto alla fase precedente e questo anche si riflette una apparente riduzione della letalità”.
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100 anni fa nasceva Alberto Sordi, il ricordo in Campidoglio

ROMA (ITALPRESS) – Grande, gigante, empatico, innovatore sono stati solo alcuni degli aggettivi utilizzati questa mattina in Campidoglio per ricordare Alberto Sordi. L’occasione è stato un incontro organizzato dalla Fondazione Museo intitolata all’attore romano nel giorno in cui avrebbe compiuto 100 anni. Un momento per dare voce a chi lo ha conosciuto da vicino e per ricordare chi ha saputo rappresentare al meglio quel suo popolo che tanto lo ha amato. Da Christian De Sica a Massimo Ghini, da Carlo Verdone a Edoardo Pesce, che lo ha recentemente rappresentato in un film biografia, passando per due ex sindaci, Walter Veltroni e Francesco Rutelli, fino a Gianni Letta che nel 2000 gli cedette la fascia tricolore per un intero giorno, tutti hanno voluto presenziare e lasciare un piccolo ricordo.
“E’ stato un onore fare da tramite per raccontare attraverso un film un Sordi meno conosciuto” ha detto Edoardo Pesce, che ha vestito i suoi panni in “Permette? Alberto Sordi” film biografia diretto da Luca Manfredi.
“Non l’ho mai considerato come attore ma come uno zio, perchè veniva a cena a casa nostra almeno due volte a settimana – ha raccontato Christian De Sica -. Lui non era un comico di battuta, è stato un grande e questi italiani sono delle istituzioni. Devo molto a lui e mi sono ispirato e lui mi ha aiutato tantissimo. Ho avuto la fortuna di farci due film insieme. Lo ringrazio ancora oggi”.
Ultimo a parlare è stato il suo figlioccio, Carlo Verdone, che con Sordi girò “In Viaggio con Papà”: “Noi siamo spettatori incantati della sua arte. L’ho conosciuto quando avevo vent’anni. Con Alberto Sordi ho capito quanto fosse importante la commedia italiana”.
Oggi è stata anche l’occasione per annunciare l’apertura della mostra presso la Villa, il prossimo 16 settembre, che era stata rinviata a causa della pandemia. La mostra farà conoscere un Sordi segreto, si potrà visitare la casa in una esperienza immersiva, un viaggio alla scoperta dell’uomo e sarà aperta fino al 31 gennaio 2021. A lui, il Campidoglio, sta pensando per intitolargli la piazza vicino alla casa, come chiedeva la sorella Aurelia: “Ci stanno lavorando gli uffici – ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi – stiamo seguendo questa questione con molta attenzione”.
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Sport e Salute, Cozzoli “Ora pensiamo anche a misure strutturali”

ROMA (ITALPRESS) – “In questa fase storica dobbiamo ringraziare il governo e il ministro Spadafora non solo per aver riconosciuto la dignità del lavoro sportivo attraverso il bonus da 600 euro ma anche per aver fornito delle misure di sostegno oggettivo per associazioni e società sportive dilettantistiche. Ora è il momento di pensare anche a misure strutturali, non solo emergenziali”. E’ il pensiero di Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute, ospite de “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento. “Non vogliamo occuparci solo della gestione dell’emergenza, che era necessaria, ma essendo il soggetto attuatore delle politiche del governo in tema di sport e benessere vogliamo svolgere il ruolo centrale che è assegnato dalla riforma”. Fra le misure suggerite da Cozzoli “una fiscalità di vantaggio, la promozione di investimenti pubblici e privati per far crescere lo sport, il riconoscimento previdenziale degli operatori sportivi. L’industria sportiva può dare un grande contributo alla ripartenza del Paese e allo sviluppo economico”. Intanto, sta per scadere il termine per richiedere il bonus per aprile e maggio dopo la riapertura della piattaforma di lunedì scorso. Da allora “abbiamo ricevuto 15.610 domande, ne abbiamo già istruite in 5 giorni seimila, più del 40%, e venerdì ne sono state pagate tremila, più del 20%. Durante l’Iban Day abbiamo autorizzato 120 mila bonifici e finora abbiamo erogato più di 213 milioni di euro di indennità: il bilancio è soddisfacente”, afferma ancora Cozzoli.
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Dossier Industriali “Senza Ponte sullo Stretto non c’è futuro”

PALERMO (ITALPRESS) – Un dossier degli industriali di Sicilia e Calabria raccoglie le cifre del Ponte sullo Stretto.
Sono passati 65 anni, spesi 960 milioni di euro, coinvolti circa 300 progettisti, 100 tra società, enti, atenei.
“Non si può parlare di futuro e non si può parlare di Italia senza ponte. Siamo nel 2020, usciamo da una pandemia: non c’è spazio e non c’è tempo per battaglie ideologiche. Sicilia e Calabria sono distanti 3 miglia. Un trasportatore può impiegare (dipende dal traffico) fino a 3 ore per varcare lo Stretto – rilevano il vicepresidente di Confindustria Natale Mazzuca, il vicepresidente vicario di Sicindustria Alessandro Albanese, il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco, il presidente di Confindustria Siracusa Diego Bivona – . Questo è inaccettabile, in un’epoca in cui il mondo viaggia con l’alta velocità. Scandaloso in un Paese in cui un progetto di rilancio e unità del Paese diventa terreno di scontri politici e merce di scambio nella becera partita delle logiche spartitorie”.
“Occorre programmare la ripresa dell’Italia e questa passa dall’alta velocità, Calabria e Sicilia comprese. Cioè dal ponte sullo Stretto. Occorre scardinare il falso paradigma secondo cui costruire il ponte significa non realizzare e/o completare le altre infrastrutture necessarie. ‘Non si farà maì è una formula senza visione. E’ il pretesto per chi non vuole progettare un modello di sviluppo del Meridione slegato da dipendenze politiche ed economiche. E’ un alibi per chi preferisce guardare al Sud con lo specchietto retrovisore”.
La richiesta degli industriali della Calabria e della Sicilia ha il peso specifico di una rappresentanza diffusa e articolata: in Sicilia ci sono quasi 470 mila imprese, per un totale di ricavi che sfiora i 40 miliardi e circa 500.000 lavoratori occupati. In Calabria sono poco più di 187 mila imprese per un totale di 400 mila addetti circa e ricavi per oltre 20 miliardi di euro. Insieme si tratta di una robusta falange di oltre 650 mila imprese che, unite, sostengono l’improrogabilità del ponte.
Per realizzarlo è necessaria una gestione commissariale, con tempi e costi certi. Per far sì che non ci sia più un Paese diviso a metà.
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SEMIFINALI DIVERSE E PROBLEMI DI FORMA MA IL CALCIO E’ RIPARTITO

La ripartenza ci ha restituito i vecchi vizi, le abitudini e le emozioni quasi dimenticate: la nostra impressione è che l’italico pallone abbia fatto meglio di quello tedesco. Il fatto che ci fosse un traguardo immediato da raggiungere (la finale di Coppa) ha inciso: il campionato ha tempi più lunghi. Ormai in questo calcio si punta più a un buon finale che a una prestazione uniforme: ride bene chi ride ultimo, diceva un vecchio proverbio. Nella speranza che nessuno abbia contratto il virus (i partenopei hanno esultato senza riguardo per le distanze), le due semifinali di Coppa sono state diverse, pur denunciando i problemi di forma delle squadre. E tuttavia anche se i gol sono stati pochi (due, tutti al San Paolo) il ritmo di Juve e Inter è stato superiore a quello di Milan e Napoli, ma i risultati dell’andata sono stati decisivi per la qualificazione e la finale Juve-Napoli mercoledì a Roma sarà un “deja vu”. Gli azzurri hanno dato spesso filo da torcere ai bianconeri. La Juventus avrà un giorno in più di riposo, ma qualcuno ha posto l’accento sul fatto che Cristiano Ronaldo abbia sbagliato parecchio (oltre al rigore mandato sul palo) e che forse non gradisce il ruolo di centravanti, dovuto anche alla presenza di Dybala a sua volta non decisivo come altre volte.

Dato che nel calcio non c’è la controprova, vedremo cosa farà Sarri in finale. Certo, il particolare che i bianconeri sono rimasti all’asciutto (fatto raro) contro un Milan non celebre per la propria saldezza difensiva (34 gol subiti in campionato), ha un significato e Sarri è tornato sulla graticola. L’assenza di Lazio, Atalanta e Roma nella fase finale dei Coppa Italia non permette giudizi sullo stato dell’arte per le squadre maggiormente in evidenza in campionato. Ma mentre la Juve si è qualificata per quel rigore in extremis segnato da CR7 a San Siro, la squadra di Conte non ha saputo approfittare della buona partenza e il gol di “Ciro” Mertens (ma si può lasciar via uno che segna 122 reti?) ha portato la squadra di Gattuso in finale. E’ stato messo in rilievo come il portiere partenopeo Ospina (che salterà la finale per squalifica) forse non è stato eccezionale sul gol dell’Inter, ma poi, col suo lungo lancio per Insigne, ha offerto un assist fondamentale per il gol del pareggio napoletano, che ha portato alla finale. Ora il fatto che Cristiano Ronaldo voglia mettere in bacheca il suo trentesimo trofeo personale non può essere considerato un elemento influente per la vittoria della Juventus: è solo il desiderio di un campione che deve tuttavia dimostrare sul campo di essere decisivo, al contrario di quanto ha fatto contro il Milan.

Scarsa consolazione, quella dei rossoneri, di aver lasciato l’Allianz Arena senza subire gol: l’espulsione di Rebic ha certamente influito sull’andamento della partita, ma non ci sembra che la squadra di Pioli (peraltro priva di Ibrahimovic, Hernandez e Castillejo) abbia impressionato particolarmente. Capiamo che ognuno si attacca come può a quel di positivo che ha fatto e che le circostanze e la lunga sosta abbiano pesato sul rendimento di tutti, ma non sappiamo se il Milan conquisterà l’Europa League in campionato. Delle due semifinali, più divertente è stata quella del San Paolo. Gattuso ha saputo fronteggiare l’ondata iniziale dell’Inter, piazzando al momento opportuno il colpo della qualificazione e ora spera di far lo stesso contro la Juventus nella finale di Roma. La squadra azzurra ha già chiuso la prima fetta di campionato in crescendo e adesso potrebbe portare a casa la Coppa Italia, grazie alla vivacità dei suoi folletti d’attacco. Ma deve essere più attenta in difesa. L’Inter non ha potuto contare in pratica sul contributo di Lukaku e del partente Lautaro. Conte ha visto crescere Eriksen, ma non gli altri del reparto offensivo, sicchè il predominio mostrato nelle prime fasi della partita non ha dato risultati.

E’ vero lo 0-1 di San Siro ha pesato sulla qualificazione, ma che dobbiamo pensare del fatto che nelle ultime partite giocate -prima della sosta -i nerazzurri le avessero prese, a vario titolo, da Lazio, Juve e Napoli e che adesso non siano riusciti a qualificarsi? Le sei vittorie iniziali in campionato avevano fatto già sognare lo scudetto, poi le buone premesse hanno lasciato il posto alle incertezze e non sono giovati i rinforzi invocati da Conte (Eriksen, Young, Moses), per cambiare il corso degli eventi. Gli arbitri si sono dimostrati meno ondivaghi del passato: Orsato è andato al Var per dare il rigore alla Juve dopo aver sorvolato; poi ha giustamente cacciato Rebic; per Rocchi solo una manina non vista, al San Paolo. Poca roba. Si sa che nessuno resta mai contento, specie se perde. E’ stata confermata l’inadeguatezza di un calcio senza pubblico: ma dato che si doveva salvare la stagione (e soprattutto la cassa), non si può sottilizzare. La Rai ha fatto il pieno di ascolti: la gente era stufa di minestre riscaldate. La diretta del calcio è un’altra cosa: pur senza enfasi e commenti facinorosi offre pathos ed emozioni. Più delle stucchevoli fiction. Specie se gratis.