MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Riparte la Liga e riparte il testa a testa fra Barcellona e Real Madrid. Dopo il successo dei blaugrana sul Maiorca, ecco la risposta dei blancos che alla ripresa stendono l’Eibar 3-1. Nella cornice dell'”Alfredo Di Stefano” di Valdebebas, dove il Real giocherà fino a fine stagione visto l’inizio dei lavori di restyling al Bernabeu, la gara si chiude già nel primo tempo. Kroos la sblocca al 4′ con un bel destro sotto la traversa mentre alla mezz’ora timbra il cartellino Sergio Ramos al termine di un micidiale contropiede. Passano altri sette minuti e Marcelo cala il tris con un potente diagonale. Nella ripresa, al 15′, l’Eibar accorcia con un pò di fortuna, complice la deviazione di Bigas sul tiro di De Blasis che inganna Courtois, ma il Real regge e torna a -2 dal Barça.
Ricomincia invece con un pari l’Atletico Madrid, che non va oltre l’1-1 al San Mames contro l’Athletic Bilbao. Succede tutto in due minuti, con i padroni di casa avanti con Muniain al 37′, che colpisce di prima intenzione sul cross dalla destra di Berchiche, e il pari di Diego Costa al 39′ sull’imbucata di Koke. Colchoneros ora a quota 46 al quarto posto assieme al Getafe e alla Real Sociedad che scenderà in campo alle 22 contro l’Osasuna.
(ITALPRESS).
Il Real Madrid riparte con una vittoria: 3-1 all’Eibar
Chiellini “Chiudere con un grande Europeo sarebbe un bel finale”
TORINO (ITALPRESS) – La rottura del crociato, il lungo stop e il ritorno in campo salvo poi dover fare i conti col lockdown. Ora la ripresa, per l’inizio di tour de force dove Giorgio Chiellini potrebbe scrivere il suo ultimo capitolo con la maglia azzurra. In diretta Instagram con Martina Colombari, il capitano della Juventus ammette di aver vissuto “dei mesi strani. All’inizio è stato difficile accettare l’infortunio ma sono contento di averlo avuto a 35 anni, ho una maturità diversa e ho vissuto la riabilitazione bene, è stata una sfida con me stesso”. In futuro “mi piacerebbe fare un percorso nel mondo del calcio, più dirigenziale che di campo. Vivo con serenità che possa finire fra poco, ne sono consapevole e mi sto preparando. Arriverà un momento in cui dovrò riadattarmi ma non mi spaventa, avrò tanto entusiasmo anche per la vita che verrà dopo”. E potrebbe non mancare tanto. “Il prossimo anno cercherò di capire come sto, come reggono i muscoli e le ginocchia, ci sta che alla fine della prossima stagione possa smettere ma lo vedrò con grande serenità la prossima primavera”, assicura ancora Chiellini. Che vede negli Europei slittati al 2021 la chance per uscire dalla porta principale. “Mi auguro di finire con un grande Europeo, sarebbe una bella soddisfazione – ammette – Spero di arrivarci in ottime condizioni e vivermi questa mia ultima manifestazione internazionale alla grande e fare da guida a una squadra giovane che sta crescendo: ci sono giovani forti e giocare a Roma ci darà carica e anche grande responsabilità. Sarebbe anche una bella fine, la chiusura di un cerchio importante”.
(ITALPRESS).
Coronavirus, i nuovi casi in Italia sono 338
ROMA (ITALPRESS) – Il totale delle persone che hanno contratto il virus ad oggi è di 236.989, con un incremento rispetto a ieri di 338 nuovi casi.
Il numero totale di attualmente positivi è di 26.274, con una decrescita di 1.211 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi, 209 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 11 pazienti rispetto a ieri.
3.594 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 153 pazienti rispetto a ieri.
22.471 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 44 e portano il totale a 34.345. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 176.370, con un incremento di 1.505 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 15.989 in Lombardia, 2.648 in Piemonte, 1.637 in Emilia-Romagna, 772 in Veneto, 499 in Toscana, 243 in Liguria, 1.322 nel Lazio, 626 nelle Marche, 319 in Campania, 418 in Puglia, 66 nella Provincia autonoma di Trento, 837 in Sicilia, 103 in Friuli Venezia Giulia, 511 in Abruzzo, 95 nella Provincia autonoma di Bolzano, 20 in Umbria, 33 in Sardegna, 7 in Valle d’Aosta, 44 in Calabria, 74 in Molise e 11 in Basilicata.
(ITALPRESS).
Ferrovie, Battisti “Alta velocità a Frosinone traguardo storico”
FROSINONE (ITALPRESS) – Viaggio inaugurale del Frecciarossa Milano Centrale – Napoli Centrale via Frosinone/Cassino.
“E’ un traguardo storico, non solo importante, colloca Frosinone in un circuito come quello dell’alta velocità, che si caratterizza per circolare non solo in Italia ma in prospettiva in tutta Europa, un opportunità per mettere Frosinone al centro di un asse fondamentale del corridoio che parte dalla Scandinavia e arriva a Bari” ha detto Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore Generale Gruppo FS Italiane, alla stazione di Frosinone. “Oggi è una giornata molto importante. Stiamo continuando la battaglia contro il virus ma è tempo di aprire una grande battaglia comune italiana per il lavoro, per le imprese, per le famiglie, per la competitività del nostro territorio. E’ il momento della visione e della concretezza, la giornata di oggi è il nostro contributo all’Italia e alla ripresa – ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Non solo nuove fermate per l’Alta velocità ma 18 miliardi di investimenti delle Ferrovie nella seconda regione italiana per Pil – ha aggiunto Zingaretti -. Una cosa concreta che creerà lavoro e unirà ancora di più un Paese che vogliamo subito riaccenda i suoi motori. Dietro la giornata di oggi c’è anche un’idea di Italia, che deve essere ad alta velocità nei trasporti, nel digitale, nei servizi alle persone, un’Italia più green e più inclusiva e un’Italia di una nuova sanità. Dobbiamo cominciare a sporcarci le mani per fare iniziare la ripartenza”.
(ITALPRESS).
Coronavirus, Conte “Orgoglio per l’apprezzamento Ue all’Italia”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono giornate molto impegnative per il governo. Progettiamo il rilancio del nostro Paese. Ieri da parte dei vertici delle istituzioni europee è stato riconosciuto il ruolo centrale che l’Italia ha avuto in questa emergenza: in prima linea, indicando anche agli altri la via da percorrere.
Non si tratta di parole vuote. Esprimono un sincero apprezzamento e anche un profondo senso di riconoscenza verso tutti noi. Per il nostro coraggio, il senso di responsabilità, i sacrifici che ogni singola persona ha dovuto compiere. Siamo stati un esempio per l’Europa e la gratitudine che è stata espressa è indirizzata a ciascuno di noi. Dobbiamo essere orgogliosi di tutto questo. Dobbiamo essere orgogliosi di essere Italiani”. Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
(ITALPRESS).
Renzi “Escludo coalizione con M5S, non mi fidanzo con Di Battista”
ROMA (ITALPRESS) – “Coalizione con il M5S? Direi di no. Siamo una coalizione nata da un’emergenza perchè Salvini chiedeva pieni poteri e avrebbe portato l’Italia in uno stato di crisi. Avremmo avuto una gestione in stile Bolsonaro e un presidente della Repubblica con i voti dei no-euro, sono quindi contento di aver fatto la mia mossa del cavallo. Di qui a dire che mi fidanzi in casa con Di Battista ce ne passa”. Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a Sky Tg24.
“Quanto durerà il governo? In Italia è in grado di durare solo se fa cose. Io sogno un meccanismo in cui i cittadini scelgono e chi vince dura 5 anni senza essere messo in discussione”, ha aggiunto Renzi.
(ITALPRESS).
Confedilizia “La nuova Imu aggrava i problemi dell’immobiliare”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ una scadenza pesante, che il governo ha deciso di non considerare tra i problemi di questo periodo lasciando la scelta ai Comuni”. Così il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, sul termine massimo fissato per martedì 16 giugno legato al pagamento della prima rata dell’IMU, la patrimoniale sugli immobili da 22 miliardi l’anno. In un’intervista all’Italpress, il presidente della Confederazione italiana della proprietà edilizia va nel dettaglio della nuova Imu: “Semplicemente con il 2020 si è cambiato nome all’imposta. Nel 2019 c’erano Imu e Tasi, ora sono state unificate nella sola Imu. Dal punto di vista sostanziale non c’è un cambiamento, ma ci sono dei peggioramenti”.
“Adesso sono all’attenzione di tutti le attività economiche che non riescono a ripartire. E’ da tempo che diciamo di eliminare l’Imu sui negozi sfitti, sono dei costi importanti. Il problema si aggraverà perchè molte attività rimarranno chiuse”, spiega Spaziani Testa, che aggiunge: “Bisogna ridurre questo carico di imposizione che è eccessivo. Noi avevamo chiesto che si approfittasse della riforma dell’Imu per eliminare alcune storture”.
“Per esempio il tema della tassazione degli immobili inagibili e inabitabili: sono ancora tassati, a nostro avviso questa cosa grida vendetta. Il 50% non basta”, prosegue Spaziani Testa. Al centro del ragionamento del presidente di Confedilizia soprattutto i piccoli comuni e i borghi: “Sono tassazioni che gravano su famiglie che hanno ereditato luoghi dove purtroppo non c’è più vita, andrebbero aiutate. Secondo noi, nei comuni fino a tre mila abitanti bisognava togliere l’Imu per gli immobili”.
Confedilizia sarà presente agli Stati “Saremo lì con le altre organizzazioni nella giornata di mercoledì, ad ascoltare e fare le nostre proposte. Chiederemo di rafforzare il credito d’imposta previsto per gli affitti non abitativi nel decreto rilancio. Necessario potenziarlo perchè è una buona misura che necessita di maggiore spinta. Per il settore commerciale bisognerà, per il futuro, ridurre la tassazione sui proprietari che affittano”.
(ITALPRESS).
Le riforme l’antidoto migliore alla ristrutturazione del debito
L’Italia cammina sul filo del rasoio rischiando da tempo la propria sicurezza economica e sociale, incurante della salute della propria economia, vivendo al di fuori di regole e cognizioni che necessariamente un paese tradizionalmente presente nell’agone della competizione di mercato deve assolutamente considerare. Ma bisogna ammetterlo, sinora tutto va avanti come se nulla fosse. Nel paese si parla d’altro. Bastano poche informazioni false provenienti da piattaforme digitali occulte autoctone o straniere, e il depistaggio rispetto alla consapevolezza della condizione economica esplosiva in cui ci troviamo viene messa in second’ordine. Fa male constatarlo, ma questa situazione si trascina da molto tempo, e non viene corretta dalla politica, intenta com’è alla continua ricerca del consenso offrendo all’elettorato l’esatto contrario di quello che occorre. Tutti i fattori economici sono in rosso fuoco da molti anni, ed anziché curarli con politiche virtuose per crescere il reddito nazionale, sul fuoco, generalmente, si continua a buttare la benzina con sprechi dello Stato, delle Regioni, dei comuni, con relative baracche e burattini. Fatto sta che il rapporto debito pubblico/Pil ha raggiunto la punta record del 160%, mentre la produzione industriale si è progressivamente indebolita a causa di condizioni dei fattori di sistema in gran parte sottosopra, a partire da tasse incompatibili per un paese Impegnato nel regime di concorrenza internazionale, di costo per unità di prodotto al di fuori di ogni parametro di paese Ocse, di spesa pubblica pressoché piegata alla improduttività.
Insomma se l’Italia non avesse ancora un apparato industriale e di servizi importanti e fino a qualche tempo fa un avanzo primario positivo, ci avrebbero già da tempo imposto la ‘ristrutturazione’ del nostro debito. In questo momento però ci troviamo nell’occhio del ciclone: la pandemia ci ha indeboliti ancor più di come lo eravamo, ed in alcuni ambienti finanziari internazionali e cancellerie europee c’è la preoccupazione di un possibile terremoto italiano e delle sue ricadute sulle altre economie. Per questa ragione in più d’uno, sostiene la necessità di ristrutturare il drasticamente il debito italico, sancito magari da una conferenza internazionale, per arginare il più possibile le rovine che ne potrebbero derivare. Una soluzione del genere, seppur giustificabile sul piano della scuola economica, scatenerebbe, ad esempio una tempesta distruttrice del sistema bancario nazionale, il quale detiene nella propria pancia almeno 700 miliardi di titoli del debito. Dunque l’effetto che ne deriverebbe rischiererebbe di diventare l’equivalente di una cura molto potente, ma con effetti pericolosamente debilitanti sul corpo economico e produttivo italiano, già fortemente devastato, e peraltro senza avere la certezza di riuscire ad ottenere il risultato sperato. Ecco perché la migliore soluzione non può che essere quella di concorrere tutti a promuovere un nuovo clima culturale e morale, orientato a prendere coscienza collettiva della nostra condizione, utile a decidere efficaci politiche economiche virtuose di sviluppo.
Infatti senza riforme immediate la sorte d’Italia è segnata; basterà che nei prossimi giorni e mesi, le scelte siano orientate ancora una volta alle solite politiche stravaganti, e ci ritroveremo ben presto come è accaduto alla Grecia con l’obbligo della ristrutturazione del debito pubblico, con guai annessi e connessi. Arrivati a questo punto, se potenzialmente le condizioni del cambiamento di mentalità sono in atto, lo capiremo dal linguaggio e dalle indicazioni che si daranno già agli Stati Generali che il governo sta tenendo in questi giorni. In quel importante consesso, dove la classe dirigente si esprimerà sul da farsi, si capirà subito che clima avremo. Gli analisti economici e politici infatti lo capiranno se ci dovessero essere idee chiare su come qualificare la spesa pubblica, su quali settori si intenderà investire, se si dovesse annunciare che le tasse per gli investimenti potranno essere ridotti sensibilmente. Un vecchio adagio dice: “Il bel giorno si vede di mattina presto”. Gli Stati Generali che si tennero a Versailles nel 1789, voluti da Luigi XVI aveva il proposito di sanare la condizione di potenziale bancarotta in cui versava la Francia, ma mentre l’economista più autorevole dell’epoca il ginevrino Necker, reclutato dal “Capeto”, raccomandava di cessare gli sprechi e di ridurre le tasse, il re propugnava l’aumento delle tasse, rovinando ancor più il regno. Sappiamo come andò a finire. Gli Stati Generali italiani potrebbero spingere alcuni poteri economici forti internazionali a voler imporre la ristrutturazione del debito, oppure se si dovessero annunciare riforme concrete e chiare, a dare ancora fiducia nel “calabrone” Italia.
Raffaele Bonanni








