Senza categoria

Maschio Gaspardo inaugura il primo Full Line Store in Spagna

LEON (SPAGNA) (ITALPRESS) – Maschio Gaspardo ha inaugurato a Leòn, in Spagna, il suo primo “Full Line Store” in collaborazione con il concessionario Ferreras Comercial Agraria, diventando così il primo punto vendita monomarca nella storia dei 60 anni dell’azienda italiana.
Questa iniziativa segna un importante passo in avanti per il brand, con l’obiettivo di potenziare l’esperienza di acquisto e offrire un supporto diretto agli agricoltori. Il “Full Line Store” permette loro di accedere in modo esclusivo ad una vasta gamma di prodotti per tutte le fasi del ciclo agronomico, alle ultime innovazioni tecnologiche, e di beneficiare di consulenza specializzata e servizi personalizzati.
Il “Full Line Store” introduce un nuovo modello di vendita al dettaglio, offrendo agli agricoltori attrezzature che spaziano dalla lavorazione del terreno alla semina, dalla concimazione alla protezione delle colture, fino alla manutenzione del verde e alla fienagione. Questo approccio risponde alle crescenti esigenze di soluzioni sostenibili e di alta qualità per migliorare la produttività e l’efficienza delle operazioni agricole.
La collaborazione tra Maschio Gaspardo e Ferreras Comercial Agraria è strategica. Ferreras Comercial Agraria infatti, da oggi, si specializza esclusivamente nella vendita dei prodotti Maschio Gaspardo, concentrando l’offerta sulle attrezzature per garantire un servizio altamente specializzato. I fratelli Pablo e Javier Ferreras, con un team di 25 professionisti con elevate qualifiche commerciali e tecniche offrono agli agricoltori la possibilità di ottenere le migliori prestazioni dalle macchine che acquistano, all’interno della loro area di azione che comprende le province di Leòn, Valladolid e Zamora.
Il design del punto vendita è stato studiato e progettato da un team di architetti per essere accogliente e professionale, offrendo spazi dedicati sia all’interno che all’esterno. Dispone di showroom, ambienti adibiti alla formazione e agli incontri e officine, assicurando agli agricoltori un supporto completo e un’esperienza coinvolgente nel mondo di Maschio Gaspardo, grazie anche ad una postazione dedicata alla realtà aumentata che, permette ai visitatori di esplorare virtualmente le ultime novità di prodotto in modo interattivo.
Mirco Maschio, Presidente di Maschio Gaspardo S.p.A., ha dichiarato: “L’apertura del “Full Line Store” a Leòn segna un passo significativo nella nostra visione strategica a lungo termine, consolidando il nostro impegno nel costruire relazioni più strette e dirette non solo con gli agricoltori, ma anche con i nostri rivenditori. La decisione di Ferreras Comercial Agraria di sposare in esclusiva il brand Maschio Gaspardo rappresenta un passo importante nella visione di entrambe le aziende di portare maggior valore agli agricoltori, garantendo accesso diretto a soluzioni innovative e di alta qualità per ogni fase del ciclo agronomico”.
Andrea Maschio, Presidente di Maschio Holding S.p.A., aggiunge: “Il “Full Line Store” offre agli agricoltori un’esperienza di acquisto centrata sulle loro esigenze e arricchita dalla competenza di personale specializzato. Inoltre, consente loro di accedere immediatamente a tutte le nuove tecnologie prodotte da Maschio Gaspardo. Si tratta di un progetto importante che siamo convinti porterà vantaggi alle aziende agricole del territorio”. Luigi De Puppi, Ceo di Maschio Gaspardo S.p.A., commenta: “Questo approccio rappresenta un avanzamento nel percorso di crescita e innovazione nel modello distributivo di Maschio Gaspardo, facilitando un dialogo più diretto con gli agricoltori per comprendere meglio i loro bisogni. Un obiettivo che l’azienda persegue da sempre e che oggi viene potenziato”. Alfonso Egea, Managing Director di Maschio Gaspardo Iberica, aggiunge: “L’apertura di questo store è un chiaro segnale del nostro impegno nel mercato spagnolo, offrendo agli agricoltori locali accesso diretto alle migliori tecnologie del settore”. Pablo Ferreras, socio di Ferreras Comercial Agraria, dichiara: “Siamo entusiasti di ospitare il primo “Full Line Store” di Maschio Gaspardo in Spagna. Questa partnership offre alla comunità agricola locale un accesso senza precedenti a una vasta gamma di soluzioni e servizi, ridefinendo gli standard del settore”. Javier Ferreras, socio di Ferreras Comercial Agraria, sottolinea: “Questo Full Line Store segna un nuovo approccio nel rapporto tra agricoltori, rivenditori e produttori. Siamo qui per offrire ai nostri clienti consulenza, formazione e supporto a 360 gradi, grazie alla nostra stretta collaborazione con Maschio Gaspardo. Noi vediamo in questo modello di collaborazione un motore di progresso per la comunità agricola”.
– foto ufficio stampa Maschio Gaspardo –
(ITALPRESS).

Athletica Vaticana in Portogallo per gli Europei Master

ROMA (ITALPRESS) – Per dare una chance di pace a un’Europa ferita dalla guerra lo sport prova a costruire relazioni partendo dalla periferia. E Athletica Vaticana, con il suo stile solidale e inclusivo, c’è. Da giovedì, con la cerimonia inaugurale, a domenica quattro atleti dell’Associazione polisportiva ufficiale vaticana saranno in gara agli Europei master (over 35) “non stadia” nell’isola di Porto Santo, nello splendido scenario dell’arcipelago di Madeira, in Portogallo. E’ la terza partecipazione di Vatican Athletics, la Federazione di atletica leggera nell’ambito di Athletica Vaticana, a un campionato europeo per atlete e atleti che hanno superato i 35 anni di età. Nello stile della “squadra del Papa” ci saranno incontri solidali con la comunità civile di Poerto Santo. In particolare, gli atleti saranno ospitati della Fondazione Nostra Signora della Pietà, una casa per persone anziane e sole aperta dalla diocesi di Funchal. Ai campionati – organizzati da European Athletics con European Master Athletics – partecipano 424 atlete e atleti di 23 Paesi in 6 competizioni “no stadia” e cioè la mezza maratona, la marcia (10km e 20km), la corsa su strada (10km), la staffetta-cross country e il nordic walking.
Sabato 22 giugno Athletica Vaticana scenderà in pista a Gibilterra – sempre nella periferia del profilo geografico europeo – per i Campionati dei diciotto Piccoli Stati d’Europa, un evento di alto livello sportivo e sociale. La squadra vaticana sarà accolta dalla diocesi e incontrerà la comunità “Fede e luce” – composta da giovani con disabilità intellettiva e le loro famiglie – preparando una cena nello stile della cucina italiano. Nella precedente edizione dei Campionati dei Piccoli Stati, a Malta, il team vaticano ottenne uno “storico” terzo posto nei 5000 metri femminili. Athletica Vaticana rilancia dunque la sua presenza – anche nel padel, nel cricket, nel ciclismo e in altri sport – sul palcoscenico sportivo internazionale partendo proprio dal “piccolo”, insieme a popoli che – non solo sportivamente – non hanno la grande ribalta, per testimoniare concretamente la “cultura della fraternità” e la “cultura dell’incontro”. Perchè, in un contesto internazionale di tensione e di guerra, lo sport, attraverso il dialogo tra culture e religioni diverse, può “creare amicizia tra persone e popoli”.
– foto ufficio stampa Athletica Vaticana –
(ITALPRESS).

Vlahovic mette ko l’Atalanta, Coppa Italia alla Juventus

ROMA (ITALPRESS) – La Juventus vince la quindicesima Coppa Italia della sua storia. All’Olimpico di Roma la squadra bianconera gioca una delle migliori partite della stagione e batte per 1-0 l’Atalanta grazie ad una rete di Vlahovic. E’ il quinto trionfo (più di tutti) nel torneo per Massimiliano Allegri (espulso nel finale), mentre per Gian Piero Gasperini è la terza finale persa di Coppa Italia, aspettando l’ultimo atto di Europa League in programma il 22 maggio a Dublino contro il Bayer Leverkusen. Quello di oggi però è un segnale d’allarme per il tecnico bergamasco che domenica scorsa aveva visto la sua Atalanta lasciare pochissimi varchi alla Roma. La Juventus, nonostante sia orfana del suo regista titolare, lo squalificato Manuel Locatelli, fa meno fatica dei giallorossi nel costruire gioco contro la Dea. Nicolussi Caviglia (alla nona apparizione stagionale) non sfigura, mentre Cambiaso si conferma un regista aggiunto in posizione laterale. E’ lui dopo quattro minuti ad ispirare la rete dell’1-0 bianconero con una verticalizzazione. Al resto pensa Vlahovic che vince il duello con Hien e batte Carnesecchi. Senza Scamacca (anche lui squalificato), Gasperini affida le chiavi dell’attacco a De Ketelaere, ma il belga è in ombra per tutto il primo tempo e all’intervallo viene sostituito da Tourè. A provarci in avvio di ripresa per la Dea sono Lookman (destro deviato di poco fuori) e Koopmeiners (colpo di testa a lato), mentre la Juve protesta per un contatto in area tra Hien e Vlahovic. L’Atalanta – costretta a sostituire l’infortunato De Roon con Toloi – subisce il 2-0 al 72′, ma il Var cancella la doppietta a Vlahovic per fuorigioco. All’80’ la Dea sfiora il pari: Lookman rientra sul destro e calcia dal limite, ma la palla scheggia il palo esterno. A pareggiare il conto dei legni è Miretti che all’83’ penetra in area e colpisce la traversa. Un tiro di Ederson parato da Perin è invece l’ultima emozione di una finale che la Juventus riesce a gestire fino al triplice fischio. Allegri (furibondo con il quarto uomo e allontanato dall’arbitro Maresca nel recupero) vince l’ennesimo trofeo della sua carriera, forse l’ultimo in bianconero, mentre Gasperini ora dovrà pensare a Dublino con un altro spirito.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Europee, Agcom “Duelli tv legittimi se accettati da maggioranza liste”

ROMA (ITALPRESS) – I confronti televisivi tra leader in vista delle Europee possono considerarsi legittimi “ove il relativo format sia accettato da una larga maggioranza delle liste in competizione elettorale e comunque dalla maggioranza delle liste con rappresentanza in Parlamento”. Lo ha stabilito il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che nella riunione di oggi ha esaminato e si è pronunciato, con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, sulla questione dell’organizzazione dei confronti televisivi in trasmissioni di informazione giornalistica tra esponenti politici in vista delle elezioni Europee, a seguito di specifiche richieste della Rai, della comunicazione della presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia, della segnalazione di Michele Santoro, nonchè tenendo conto dell’annunciata volontà di alcune emittenti in relazione a questi confronti.
La disciplina sulla par condicio, ricorda l’Agcom, prevede che qualora la Rai o le emittenti nazionali private intendano trasmettere trasmissioni dedicate al confronto “devono assicurare una effettiva parità di trattamento tra tutti i predetti esponenti (…) oltre che nell’ambito della medesima trasmissione, anche nell’ambito di un ciclo di più trasmissioni dello stesso programma, organizzate secondo le stesse modalità e con le stesse opportunità di ascolto”.
“Occorre quindi valutare la sussistenza del rispetto del principio di parità di trattamento, come delineato nell’articolo citato, in funzione delle modalità di esecuzione e collocazione delle trasmissioni – sottolinea l’Autorità -. Nel caso specifico, la parità di trattamento può essere garantita dall’offerta a tutti i soggetti politici della medesima opportunità di confronto”. Il Consiglio dell’Autorità, ritiene inoltre che “le trasmissioni dedicate al confronto, come definite dall’articolo 7, comma 11, del regolamento dell’Autorità e dall’articolo 4, comma 7-ter, del provvedimento della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, possano considerarsi legittime ove il relativo format sia accettato da una larga maggioranza delle liste in competizione elettorale e comunque dalla maggioranza delle liste con rappresentanza in Parlamento. Eventuali spazi compensativi per coloro che dovessero rinunciare al format dei confronti dovranno essere organizzati nel rispetto dei principi previsti dalla citata normativa e in particolare del principio delle stesse opportunità di ascolto”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Doppietta di Milan al Giro, Pogacar resta maglia rosa

FRANCAVILLA A MARE (ITALPRESS) – Secondo successo di Jonathan Milan sulle strade del Giro d’Italia 2024. Il velocista friulano della Lidl-Trek, già vincitore ad Andora, ha battuto tutti nella volata di gruppo nell’undicesima tappa, la Foiano di Val Fortore-Francavilla al Mare di 207 chilometri. Milan, in maglia ciclamino di leader della graduatoria a punti, ha preceduto il belga Tim Merlier (Soudal Quick-Step), poi declassato per aver spinto Molano sulle transenne; secondo dunque l’australiano Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) e terzo l’altro azzurro Giovanni Lonardi (Team Polti Kometa); gli ultimi metri sono stati segnati da una brutta caduta che ha coinvolto diversi corridori tra cui l’olandese Fabio Jakobsen (Team dsm-firmenich PostNL). Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Emirates) conserva la maglia rosa di leader della classifica generale. Ritiro ad inizio giornata del belga Cian Uijtdebroeks (Team Visma | Lease a Bike), che cede così la maglia bianca di miglior giovane ad Antonio Tiberi (Bahrain Victorius). Domani la dodicesima frazione, la Martinsicuro-Fano di 193 chilometri.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Giustizia, Palamara “Oggi ci sono le condizioni per le riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Separare le carriere è una battaglia di civiltà giuridica, perchè il diritto di difesa comunque deve prevalere”. Lo ha detto Luca Palamara, capogruppo di Alternativa Popolare nell’Italia Centrale, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano – Elezioni Europee 2024” dell’agenzia Italpress.
“Da magistrato e da componente del Consiglio Superiore della Magistratura ho sempre sostenuto il ‘mantrà che esiste nella magistratura: le carriere non devono essere separate”, ma “la mia esperienza ha evidenziato che, nei fatti, le carriere sono già separate”. La separazione delle carriere, l’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale, la composizione e il funzionamento del CSM “sono temi che bisogna avere il coraggio di affrontare per quello che è venuto fuori”, cioè un “eccesso di politicizzazione”, ha spiegato. “Mai limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sono assolutamente contrario a un pubblico ministero che dipende dall’Esecutivo”, ma “bisogna creare una nuova struttura”: lo schema alternativo “potrebbe essere quello della Corte Costituzionale, cioè un terzo al Presidente della Repubblica, un terzo alla magistratura e un terzo alla politica, però è chiaro che poi dovremmo vedere anche quali saranno i poteri del Presidente della Repubblica: è un tema sul quale penso ci debba essere una seria e approfondita riflessione”.
Oggi “ci sono sicuramente le condizioni per fare le riforme che tutti si aspettano, spero che Alternativa Popolare possa essere un ulteriore pungolo – ha sottolineato Palamara -. La magistratura è una istituzione fondamentale, ma non avere la forza di fare una riforma e di capire quello che è successo in Italia significa non voler affrontare un problema che penso che tanti italiani invece vogliono che sia affrontato”.
Sull’inchiesta per corruzione che ha coinvolto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, “le indagini devono sicuramente svolgere il loro corso”. Ma Toti si deve dimettere? “Dobbiamo separare la sfera dell’aspetto penale dalla sfera della politica, ci sono situazioni che riguardano fatti reato che verranno chiariti”, ma “penso che questa vicenda potrebbe essere l’inizio di un percorso per capire chi finanzia la politica in Italia”, ha spiegato Palamara.
L’immagine del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che durante un incontro pubblico ha raccontato l’incontro con la sorella di un boss dimostra “l’assoluta contraddizione del sistema – ha aggiunto l’esponente di Alternativa Popolare -: è un’immagine che plasticamente raffigura l’Italia. Pensare che durante una campagna elettorale non si stringano mani, non si facciano foto oppure non si cerchi il voto di chiunque è un’assoluta ipocrisia”.
Un’ipocrisia che Palamara non riconosce a Stefano Bandecchi, il sindaco di Terni e leader di Alternativa popolare. “In un momento in cui un italiano su due non vota”, apprezzo “l’idea che in qualche modo si esca dal politicamente corretto, che si cerchi di capire e di comprendere quelli che sono i bisogni degli italiani”. Per questo, “più Europa significa comprendere che ormai è una realtà indifferibile, anche a scapito della sovranità degli Stati membri” che “non deve mai venire meno, ma allo stesso tempo penso che non si possa tornare più indietro”, come dimostra “tutto quello che accade in ambito mondiale la guerra tra Russia e Ucraina, il problema del Medio Oriente”. Bisogna “avere un’Europa che in qualche modo si presenti al pari degli altri colossi mondiali: è una scelta che non possiamo più nascondere”. L’Europa “non è una matrigna, ma ha mostrato dei difetti, primo tra tutti la burocratizzazione, che ha fatto in qualche modo diventare l’Unione Europea un vero e proprio carrozzone” lontano dalle “istanze dei cittadini”: su questo tema penso che ci debba essere uno sforzo forte e comune, per poi dare una risposta”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Vannacci “Vorrei un’Europa più identitaria. Ucraina? Ricercare la pace”

ROMA (ITALPRESS) – ‘Vorrei un’Europa più sovrana, più sicura e più identitaria perchè l’identità dei popoli esiste e non la si può distruggere. La vorrei anche più prospera e più ricca – quindi dovremmo riscrivere questo Green Deal – e la vorrei più liberà, un luogo ‘dove non si cerca di imbavagliare la gente al fine di non farla esprimere, dove le minoranze non prevaricano le maggioranze e impediscono loro di poter manifestare liberamente il proprio pensiero. E la vorrei anche più meritocratica: vorrei che il sogno americano fosse invece il sogno italiano o il sogno europeo, dove un giovane che si basa sulla propria capacità e merito possa assurgere ai più alti livelli di realizzazionè e non debba ‘più contare sulle caste e sulle lobby’. E’ il pensiero del generale Roberto Vannacci, candidato per la Lega e intervistato da Claudio Brachino per la rubrica ‘Primo Piano – Elezioni Europee 2024’ dell’agenzia Italpress. ‘Credo nei valori dell’identità che ci fa italiani, abbiamo delle caratteristiche peculiari alle quali non possiamo rinunciare: siamo invidiati in tutto il mondo e dobbiamo valorizzare il know-how del nostro territorio e del nostro popolò, ha sottolineato Vannacci.
‘Sono un candidato indipendente della Lega e ci tengo a rimarcarlo: continuerò a battermi per i principi nei quali credò che, ‘per molti versi, coincidono e sono sovrapponibili con quelli del partito col quale io mi presento: credo nei valori di patria una patria che è individuata da un territorio con dei confinì che ‘vanno protetti. Credo nel valore della sovranità nazionale e degli interessi nazionali e andrò in Europa per difendere questi interessì che ‘non possono essere annacquati o addirittura eliminati, in nome di un’Europa che per ora non ci ha ancora fatto capire che cosa potrà essere in futurò. Ad esempio, spiega Vannacci, l’immigrazione ‘è un campo in cui L’Europa è diventata una ‘non Europà perchè non si non si esprime: è così brava a darci direttive e regolamenti sulle energie verdi, però delega l’immigrazione ai singoli Stati e quindi la Polonia è libera di erigere dei reticolati per proteggersi dagli immigrati iracheni in provenienza della Bielorussia e l’Italia però non può agire in maniera completa contro i barconi che arrivano invece dal Nord Africà, sottolinea.
‘Quanti immigrati potrà ancora contenere l’Europa? 10 milioni, 100 milioni, 500 milioni? Prima o poi bisognerà regolamentare questi flussi, bisognerà fare in modo che chiunque arrivi in Europa abbia un visto, così come succede in qualsiasi Paese, dall’Australia al Giapponè. Il Green, invece, ‘è un’enorme tassa nei confronti di tutti i cittadini, soprattutto di quelli italiani, che dovranno sborsare dei capitali estremamente ingenti per cambiare le proprie autovetture e per isolare le proprie case, ottenendo un risultato totalmente irrilevante da un punto di vista ambientale, perchè questi due settori, qualora realizzati nella loro completezza, non rappresentano neanche 1,5% delle emissioni totali di anidride carbonica a livello planetario e costeranno alle tasche degli italiani decine, se non centinaia, di migliaia di euro. Questa è una politica fiscale, non è una politica ambientalistà. La transizione verde ‘la si ottiene con dei cambiamenti che sono convenienti: adesso ci vogliono obbligare a una scelta non conveniente, mettendoci davanti un’Apocalisse che ancora non è avvenutà. Poi ‘vorrebbero che i nostri agricoltori lasciassero incolti una parte dei campì: al contrario ‘dobbiamo cercare la biodiversità in tutte quelle foreste la cui estensione è raddoppiata negli ultimi 80 anni e non nei campi coltivati dei nostri agricoltorì, ha ribadito Vannacci. ‘Se si vuole essere ambientalisti e se vogliamo concedere più diritti, bisogna essere ricchi: i Paesi poveri non possono essere ambientalisti, i diritti hanno un costo, sia da un punto di vista sociale che da un punto di vista economico. Se non si hanno le risorse, questi diritti rimangono solamente un’utopià. Per Vannacci ‘ci facciamo belli con questa storia dei diritti civili che, se li andiamo a esaminare, sembrano più dei capricci a volte. Una delle caratteristiche dei diritti è quella di essere per tutti e non riservati solo a determinate categorie. E poi ogni diritto presuppone un dovere, cosa che spesso invece non accadè. L’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest ‘ci dà una rappresentazione di un’Europa che è totalmente falsatà che ‘diffondiamo a milioni di bambini e di adolescenti che lo stanno guardandò e ‘propone un modello che non rappresenta la mia idea di Europa. Sembra quasi che questo modello trasgressivo, totalmente eccentrico, sia quello che dobbiamo perseguirè: invece ‘questo modello mi crea la nauseà. Il cantante svizzero che ha vinto ‘si definisce non binario: il binario lo conosco nel linguaggio matematico, oppure quando vado alla stazione dei treni. Non ho questa fantasia talmente sviluppata da capire che cosa significhi non binario: anche su questi temi bisogna essere più attaccati alla realtà’, ha aggiunto Vannacci. ‘Anche il Papa ha definito l’ideologia di genere come una delle peggiori piaghe della società moderna. Ma che cosa significa ideologia di genere? Come posso far prevalere la percezione sulla realtà? I sessi sono duè. Su questo e su altri temi, ‘la censura in Italia esiste ma è al contrario, perchè la censura generalmente è portata avanti da chi detiene il potere, invece in Italia è portata avanti dalle minoranze: sono le stesse minoranze che mi impediscono di fare i miei eventì, ha sottolineato il generale. ‘Sono quelle minoranze di studenti che bloccano le università e che impediscono invece alle decine di migliaia di altri studenti di seguire le lezioni. Sono quelle minoranze di Ultima Generazione che bloccano il Grande Raccordo Anulare e che obbligano a fermare il traffico, in nome di una ideologia green che sinceramente non dovrebbe esisterè, ha spiegato. ‘Siamo di fronte a una società che ormai pensa di poter censurare chi vuole, c’è una censura sia fisica e morale, dalla quale dovremmo uscire perchè la libertà di manifestazione del pensiero è una colonna portante della nostra democrazià. Vannacci poi torna sulle sue recenti dichiarazioni. ‘L’ho detto e lo rivendico: Mussolini, Stalin, Kennedy e Cavour sono degli statisti, semplicemente perchè hanno occupato posizioni di Stato: è una definizione neutra, voglio evitare di esprimere giudizi. La storia non ammette giudizi moralì, chiarisce. ‘Quella dei disabili in classi separate non l’ho mai detta, non la penso: è stata una strumentalizzazione di quello che io invece ho asserito. Ho detto anzi che i disabili hanno bisogno di specialisti che siano preparati sulla disabilità, che devono essere supportati nella loro condizione, sia da personale specificatamente preparato, sia dalle strutture ad hoc. Ho detto che hanno bisogno di socializzare con le altre persone e che devono essere messi in condizioni di realizzarsi nel miglior modo possibile: questa è la mia espressione sui disabili che è stata puntualmente travisata e falsificatà.
Riguardo alle questioni internazionali, in Ucraina bisogna ‘ricercare la pace con tutti i mezzi, con tutti i sistemi e con tutte le procedure: questo è l’unico modo per uscire fuori da questa guerra. La pace di oggi potrebbe evitare la guerra di domani. Credo che l’unico modo per battere Putin e la Russia eventualmente implicherebbe l’ingresso aperto del conflitto della NATO e questa è un’eventualità che io mi auguro non possa e non debba mai accaderè perchè ‘ci metterebbe di fronte a un confronto fra potenze nucleari e che sarebbe la soglia dello scoppio di un conflitto atomico che potrebbe rischiare di cancellare l’umanità stessa dalla faccia della Terrà, ha spiegato. ‘Ritengo che ormai si stia combattendo da troppo tempo, che ogni giorno di guerra con porti morte e distruzione e che questa pace debba essere ricercata con tutti i mezzi, aprendosi al dialogo, alla negoziazione e alla trattativa e riaprendo i colloqui e le relazioni internazionali con la Russia: i russi sono i nostri vicini, dobbiamo parlare con loro dobbiamo parlare con tuttì. Vannacci non vorrebbe mai che ‘un soldato italiano debba essere costretto ad andare a combattere in Ucrainà. Sì o no all’esercito comune europeo? ‘Prima dobbiamo definire che cosa vuol dire ‘esercito comune europeò perchè se vuol dire mettere insieme gli eserciti nazionali e costituire un contenitore che li racchiude tutti, direi che questo è uno slogan. La vedo estremamente difficile come eventualità’, ha sottolineato. ‘Cedere il proprio esercito nazionale a una entità europea vorrebbe dire cedere quel poco di sovranità nazionale che c’è ancora rimastà. Poi ‘ci sono dei problemi tecnici: chi comanda questo esercito europeo? Chi stabilirà le modalità di impiego? Se comandasse Macron, per esempio, saremmo già a combattere in Ucrainà, ha ricordato. ‘Dovremmo cercare di scavare e di andare in profondità sui concetti di difesa comune, capire che cosa implicano, i rischi e le perdite di sovranità. Se invece ‘esercito comunè vuol dire realizzare delle sinergie e delle collaborazioni a livello industriale, queste sono cose sulle quali si può sempre discutere: sono temi aperti e che non implicano la perdita di sovranità’. La scelta di candidarsi alle europee, conclude Vannacci, ‘l’ho fatta essenzialmente pensando alle mie figlie, sono bambine di 10 e 12 anni: pensando a loro vorrei continuare a combattere come ho fatto fino ad adesso. L’ho fatto col fucile in mano e magari da oggi in poi, se gli elettori lo vorranno, lo farò seduto sugli scranni di Bruxelles, perchè la mia idea di Europa è diversa da quella che c’è’, continua. ‘Non sono un candidato di facciata, non mi presento alle elezioni solo per dare un’immagine e poi delegare a qualcun altro questa responsabilità che gli elettori ci consegnano. Mi trasferirò a Bruxelles e combatterò 365 giorni all’anno 7 giorni su 7, 24 ore su 24, per i principi e per gli ideali in cui credo: sarò come la goccia che scava la pietra. Sono estremamente determinato ed ossessivo quando mi metto a fare un lavoro, continuerò a farlo a Bruxelles’, dove ‘probabilmente porterò la mia famiglià. Per quanto riguarda invece l’esercito, ‘seguo le norme. Tutti questi benpensanti che si sono espressi dicendo che non avrei dovuto candidarmi in qualità di militare e che hanno ipotizzato le cose più assurde dovrebbero studiare e leggere la normativa: i militari, così come i magistrati, possono tranquillamente partecipare alle elezionì. In caso di vittoria ‘ho due possibilità’, un’aspettativa che ‘produce una sorta di congelamento della carriera, che poi potrebbe essere ripresa qualora io rinunciassi alla vita politica o a fine mandato, oppure potrei decidere di andare in quiescenza. Ma queste sono decisioni che prenderò più tardì.
-foto Italpress –
(ITALPRESS).

Incontro Baccarini-Prete sui temi del settore immobiliare

0

Incontro tra il presidente nazionale Fiaip, Gian Battista Baccarini, e il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, in occasione del quale la federazione ha sollecitato l’interlocuzione di Unioncamere con il ministero delle Imprese e del Made in Italy su alcune tematiche di strategica importanza per la categoria e per il mercato. In particolare, in riferimento all’imminente emanazione da parte del ministero del decreto attuativo della L.57/2001 che, come voluto dall’Europa, introdurrà un percorso alternativo di accesso alla professione, è atteso dal dicastero il parere formale di Unioncamere che, durante l’incontro, ha espresso massima condivisione circa la necessità di prevedere un esame/test/verifica alla fine del praticantato di 12 mesi, oltre a condividere l’opportunità di introdurre normativamente un percorso di formazione continua obbligatoria per tutti gli agenti immobiliari pena la perdita del mantenimento dell’iscrizione al Rea e, pertanto, l’inibizione all’attività. Unioncamere si è, anche, impegnata a sollecitare il ministero circa la necessità di emanare una circolare che chiarisca alle Cciaa (che a oggi producono interpretazioni disomogenee) quali debbano considerarsi le attività compatibili con l’attività di agente immobiliare, dando concreta attuazione alla riforma delle incompatibilità avvenuta con la L. 37/2019 – Legge Europea 2018, che, nel recepire un emendamento proposto da Fiaip, ha introdotto l’opportunità per gli agenti immobiliari di erogare ulteriori servizi in ambito immobiliare. “Un incontro pragmatico in cui abbiamo posto all’attenzione del presidente di Unioncamere temi particolarmente sentiti da tutta la categoria – dichiara Baccarini – Ringrazio il presidente Prete per la convinzione nell’aver compreso, condividendole nel merito, le questioni attenzionate e, soprattutto, per l’impegno ad attivarsi con il ministero sin dai prossimi giorni”.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Fiaip –