MILANO (ITALPRESS) – “Con la firma del ministro Patuanelli del decreto attuativo della legge di Bilancio 2020, finalmente il credito di imposta ricerca e sviluppo viene esteso anche a innovazione e design, ovvero al fulcro e alla ragion d’essere delle nostre produzioni, della nostra filiera e del nostro saper realizzare prodotti che hanno proprio nel design e nell’innovazione un unicum inimitabile, che come tale è un valore aggiunto da difendere e valorizzare”. Lo afferma in una nota Stefano Bordone, vicepresidente di FederlegnoArredo.
“Il lavoro della Federazione con le istituzioni è stato fondamentale affinchè fra i settori innovativi fossero riconosciuti anche quelli del nostro Made in Italy, a partire proprio dal legno-arredo che rappresentiamo nel mondo. Un grande risultato di cui andiamo orgogliosi e che riconosce come determinante il lavoro di designer, architetti e progettisti che insieme ai nostri artigiani e a tutta la filiera realizzano i prodotti che in molti cercano di imitare. Difendere l’opera dell’ingegno – spiega Bordone – significa tutelare anche le nostre produzioni e i nostri posti di lavoro: oggi più che mai è un’ottima notizia e confidiamo possa essere d’aiuto per tutta la catena del valore: alle piccole e medio-piccole per crescere e restare competitive e alle grandi per consolidarsi sempre di più anche nel panorama internazionale”.
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Federlegnoarredo “Credito d’imposta anche per design e innovazione”
Coronavirus, Visco “La crisi può aggravare le disuguaglianze”
ROMA (ITALPRESS) – “Nel medio termine sussiste il rischio che l’emergenza Covid-19 accentui le disuguaglianze, sia per la maggiore presenza di lavoratori a basso reddito nei settori con più elevato rischio di contagio e con minore possibilità di lavoro a distanza, sia perchè gli ammortizzatori sociali offrono un sostegno di natura temporanea, a fronte di ripercussioni potenzialmente durature sulla capacità reddituale dei lavoratori più coinvolti”. Lo afferma nelle considerazioni finali il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.
“Dall’inizio dell’anno la rapida diffusione in tutto il mondo del nuovo coronavirus ha causato una gravissima emergenza sanitaria, milioni di persone sono state colpite, centinaia di migliaia hanno perso la vita. E’ una crisi senza precedenti nella storia recente, che mette a dura prova l’organizzazione e la tenuta dell’economia e della società”, spiega Visco, che prosegue: “Il governo si è mosso secondo le medesime priorità che hanno guidato gli interventi a livello internazionale, concentrandosi sulla capacità di risposta del settore sanitario e sugli aiuti ai lavoratori, alle famiglie, alle imprese – ha aggiunto Visco -. Tra marzo e maggio sono state varate misure che accrescono il disavanzo pubblico di quest’anno di circa 75 miliardi, il 4,5 per cento del prodotto”.
Per il governatore della Banca d’Italia “l’impatto della recessione e delle misure messe in campo per contenerne le conseguenze è forte sulle finanze pubbliche. Un lascito così pesante impone una presa di coscienza della dimensione delle sfide di fronte a noi”. “La sostenibilità del debito pubblico non è in discussione, ma il suo elevato livello in rapporto al prodotto è alimentato dal basso potenziale di crescita del Paese e al tempo stesso ne frena l’aumento”, sottolinea Visco.
“Con il dissiparsi della pandemia potremo ritrovarci in un mondo diverso. E’ molto difficile prefigurare quali saranno i nuovi ‘equilibrì o la nuova ‘normalità’ che si andranno determinando, posto che sia possibile parlare di equilibri e normalità. Per affrontare tanta incertezza è però cruciale, oggi ancora più di prima, che siano rapidamente colmati i ritardi e superati i vincoli già identificati da tempo – aggiunge -. Oggi da più parti si dice: ‘insieme ce la faremò. Lo diciamo anche noi: ma purchè non sia detto solo con ottimismo retorico, bensì per assumere collettivamente un impegno concreto. Ce la faremo con scelte mature, consapevoli, guardando lontano. Ce la faremo partendo dai punti di forza di cui qualche volta ci scordiamo; affrontando finalmente le debolezze che qualche volta non vogliamo vedere. Molti hanno perso la vita, molti piangono i loro cari, molti temono per il proprio lavoro. Nessuno deve perdere la speranza”.
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Tg News – 29/5/2020
In questa edizione:
– In netto calo fiducia consumatori e imprese
– Crolla l’export extra Ue ad Aprile
– Banche, 413 mila domande al fondo di garanzia
– A marzo raccolta latte in Europa +1,2%
Crolla il Pil nel primo trimestre 2020, -5,4% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – Nel primo trimestre del 2020 il Prodotto interno lordo (Pil) è diminuito del 5,3% rispetto al trimestre precedente e del 5,4% nei confronti del primo trimestre del 2019. Lo rende noto l’Istat.
La flessione congiunturale del Pil diffusa il 30 aprile 2020 era stata del 4,7% mentre quella tendenziale era stata del 4,8%.
Il primo trimestre del 2020 ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al primo trimestre del 2019.
La variazione acquisita per il 2020 è pari a -5,5%.
Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con un calo del 5,1% dei consumi finali nazionali e dell’8,1% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono diminuite, rispettivamente, del 6,2% e dell’8%.
“La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali mai registrate dal primo trimestre del 1995 – spiega l’Istituto di Statistica -. Nella stima preliminare il calo era risultato del 4,7%. A trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna (incluse le scorte), mentre quella estera, anch’essa in calo, ha fornito un contributo negativo meno marcato (-0,8 punti percentuali). Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati è stato fortemente negativo per 4 punti e quello degli investimenti per 1,5, mentre un ampio contributo positivo (+1 punto percentuale) è venuto dalla variazione delle scorte”.
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Motomondiale, cancellati i Gp di Gran Bretagna e Australia
PALERMO (ITALPRESS) – Il motomondiale nel 2020 non farà tappa nè a Silverstone, nè a Phillip Island. Fim, Irta e Dorna Sports hanno annunciato in una nota la cancellazione sia del Gran Premio di Gran Bretagna, sia del Gran Premio d’Australia a causa dell’emergenza coronavirus e delle conseguenti modifiche apportate al futuro calendario.
Il weekend Oltre Manica era programmato inizialmente dal 28 al 30 agosto sul circuito di Silverstone, che nel 1977 aveva ospitato il Mondiale per la prima volta e che aveva riaccolto la MotoGp dieci anni fa, dopo la lunga parentesi a Donington. Il 2020 sarà il primo anno in cui il Regno Unito non potrà ospitare il motomondiale in oltre 70 anni di storia. Il Gp d’Australia, invece, si sarebbe svolto a Phillip Island dal 23 al 25 ottobre. Il suggestivo circuito australiano è stato il primo ad ospitare la MotoGp nel 1989. “Ci rattrista dover annunciare la cancellazione di questi eventi emblematici e il motivo è legato ai problemi logistici e operativi derivanti dalla pandemia di coronavirus e dalla riorganizzazione del calendario – ha spiegato Carmelo Ezpeleta, Ceo di Dorna Sports – Silverstone e Phillip Island sono sempre stati due degli appuntamenti più emozionanti della stagione. Entrambe le piste non vengono mai a meno alla promessa di offrire alcune delle gare più combattute del nostro campionato e non vediamo l’ora di tornare il prossimo anno per altre incredibili battaglie”.
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Amendola “Il Recovery Fund non serve a tagliare le tasse”
ROMA (ITALPRESS) – “Credo che alla fine tutti capiremo che la proposta della Commissione non mira a salvare questo o quel Paese e che il rischio riguarda l’intero mercato unico. Tutti potrebbero perderne i benefici, noi come i Paesi cosiddetti frugali. L’impianto proposto dalla Commissione, con piani di ripresa e riforme di competitività, serve gli interessi dell’intero continente”. Lo afferma il ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola, in un’intervista al Corriere della Sera sul Recovery Fund proposto dalla Commissione Europea.
“Il recovery fund si finanzia con titoli di debito emessi sul mercato, merito anche della caparbietà di Paolo Gentiloni a Bruxelles – spiega Amendola -. Quindi non ci sarà un aumento dei contributi nazionali ma avanzeremo, finalmente, nella direzione di creare e utilizzare risorse proprie dell’Unione europea. Avremo forme di tassazione europea legate a obiettivi come l’ambiente e il digitale. In altri termini, si profila una nuova sovranità europea”.
Nel governo c’è chi pensa di usare il Recovery Plan per un taglio delle tasse. “Due mesi fa il tormentone era: ‘l’Europa ci ha abbandonatò. Oggi si fa a gara nel fare proposte sull’utilizzo delle risorse, notevoli, che ci saranno messe a disposizione. Io mi limito a far notare che i sussidi e i prestiti del Recovery Plan sono destinati a investimenti, non alla spesa corrente – afferma il ministro -. E servono per tornare a crescere in modo robusto, in modo da ridurre il debito. Noi negli ultimi due decreti abbiamo mirato, correttamente, a proteggere la coesione sociale. Ora, con il piano italiano di rilancio, dovremo rivoluzionare la nostra capacità di impiego delle risorse europee nei settori cruciali”.
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Solinas “Lombardi nostri amici, ma screening serve per vacanze sicure”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo pianto e piangiamo troppi morti, perchè la vicenda possa essere banalizzata o ridotta a un risibile contrasto tra governatori ‘dubbiosì e ‘accoglientì. E non è neppure accettabile che chi ha sottovalutato la portata della pandemia fin dall’inizio, baloccandosi in ideologici aperitivi pubblici contro la paura, assurga oggi al ruolo di censore delle cautele altrui delineando un contesto inesistente secondo cui sarebbero rivolte a discriminare i milanesi, i lombardi o chicchessia”. Lo scrive il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, in una lettera al Corriere della Sera, in merito alle polemiche di questi giorni sul “passaporto sanitario”.
“Abbiamo consolidato nei decenni rapporti umani, culturali ed economici con i cittadini di Milano e della Lombardia, nostri amici e sempre graditi ospiti, ed è per me inaccettabile che qualcuno possa cercare di innescare una sterile polemica su un’inesistente volontà di discriminazione nei loro confronti. Qui si legge tutta la superficialità salottiera di chi si attribuisce una superiorità autoreferenziale tale da formulare giudizi ed emettere più o meno velate minacce (‘ce ne ricorderemò) – aggiunge -. Io non ho mai parlato di improbabili patenti di immunità, ma più semplicemente ho osservato che dopo la grande paura per una pandemia – che non è purtroppo finita – uno dei driver principali nella scelta della destinazione, per chi vorrà fare una vacanza, sarà certamente la sicurezza sanitaria”.
“Le Canarie, la Corsica propongono un passaporto sanitario per salvare la stagione turistica. Non si tratta, come preteso da qualcuno, di un pericolo per la libera circolazione delle persone, quanto piuttosto di un bilanciamento tra valori e interessi costituzionalmente rilevanti, a partire dalla tutela della salute pubblica”, sottolinea Solinas.
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Coronavirus, Berlusconi “Provvedimenti inadeguati, rischio recessione”
ROMA (ITALPRESS) – “Forza Italia ha fatto e sta continuando a fare quello che deve fare un’opposizione responsabile in un momento di assoluta emergenza: mettere da parte ogni polemica politica e con il consueto senso delle istituzioni, offrire il proprio contributo per il bene del Paese. Questo non cancella però il fatto che noi siamo all’opposizione e il nostro giudizio su questo governo è severamente critico. I provvedimenti presi in questa fase sono del tutto inadeguati, si è affrontata in ritardo l’emergenza sanitaria e questo ritardo ha contribuito al dilagare della pandemia nel nostro Paese. Adesso si sta affrontando con altrettanto ritardo l’emergenza economica scatenata dai mesi di blocco di ogni attività. Lo ripeto tutti gli interventi del governo sono stati troppo lenti, troppo scarsi, troppo frammentari”. Così il leader di Fi, Silvio Berlusconi, nell’intervista a “Dritto e Rovescio” su Retequattro.
“Corriamo il rischio di una grave recessione, nella quale – aggiunge – molte aziende dovranno chiudere e licenziare, ci saranno meno occupati e più disoccupati e questo farà così via via calare la domanda interna, i consumi, il risparmio in un circolo vizioso deleterio anche per i conti pubblici, perchè significherà minori entrate fiscali e maggiore spesa sociale per consentire a chi non ha più nulla di sopravvivere. Se per far fronte a tutto questo si aumentassero le tasse, quindi si sottraesse altra liquidità alle famiglie e alle imprese come ha proposto qualcuno della sinistra, il fenomeno si aggraverebbe ancora di più. Bisogna fare il contrario, bisogna inondare il mercato di liquidità, anche a fondo perduto, perchè gli italiani non possono continuare a indebitarsi”, conclude.
(ITALPRESS).








