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Coronavirus, Hedberg (Windtre) “Emersa importanza digitalizzazione”

ROMA (ITALPRESS) – Per Jeffrey Hedberg, Ceo di windtre, intervenuto al webinar dedicato agli studenti Mba della Luiss Business School, “l’emergenza sanitaria ha reso evidente l’importanza di accelerare il processo di trasformazione digitale del Paese. Servono infrastrutture solide e performanti, precisa, a partire dal roll out del 5G, vero volano per lo sviluppo dell’Italia, per consentire a famiglie e imprese di continuare nelle loro attività anche in condizioni speciali. Basti pensare all’e-learning e allo smart working ormai parte del nostro quotidiano. In questo scenario, assicura Hedberg, le telco hanno un ruolo di primo piano. Il comparto, spiega, si è dimostrato all’altezza della sfida, a fronte di un’impennata senza precedenti nel consumo di dati e voce. Dal canto nostro, continua, abbiamo investito molto nella modernizzazione della nostra rete e, proprio ieri, il nuovo report di Opensignal ha riconosciuto a Windtre il primato per la velocità di download e upload nel mobile”. Digitale non solo in ambito infrastrutturale, ma anche per quanto riguarda il capitale umano. Per il Ceo è “fondamentale investire sulle competenze, nella collaborazione tra aziende, Università e policy maker in un ecosistema virtuoso di partnership pubblico-private, in grado di favorire la valorizzazione dei talenti. Abbiamo individuato opportunità concrete per il futuro delle nostre città e le skill necessarie al loro sviluppo. Il mio augurio – conclude Hedberg – è che questo modello positivo venga ora applicato su scala nazionale”.
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Coronavirus, Monceri (Intesa Sanpaolo): “In Sicilia pesa crisi turismo”

PALERMO (ITALPRESS) – Nulla sarà come prima, perchè nulla potrà essere come prima. La Sicilia esce da tre mesi di lockdown forte di alcuni comparti d’eccellenza che hanno resistito al Covid-19, con il commercio che deve reinventarsi, con l’incognita del turismo e una necessità non più rimandabile di infrastrutture.
“Sono stati mesi di un’intensità assoluta”, dice all’Italpress, Pierluigi Monceri, che da tre anni e mezzo gestisce la direzione regionale di Intesa Sanpaolo che comprende la Sicilia insieme a Lazio, Sardegna, Abruzzo e Molise. Sotto la sua responsabilità territori che valgono il 20% del Pil, il 24% della popolazione e il 23% delle imprese del Paese.
“Abbiamo gestito l’emergenza con prontezza. Il primo intervento è stato quello sulle moratorie dei mutui, in Sicilia abbiamo avviato 13 mila sospensioni delle rate, per un valore degli immobili finanziati di circa un miliardo di euro. Due terzi delle domande hanno riguardato le imprese, un terzo alle famiglie. E’ una misura che a marzo ha avuto numeri importanti, poi è calata ma tuttora è operativa. E’ stata una misura tempestiva e molto apprezzata che ha dato respiro ai bilanci familiari”.
“Dopo le prime misure del Governo – afferma Monceri -, la banca ha deciso di mettere a disposizione 50 miliardi. La prima risposta che dovevamo dare era legata alla cassa delle imprese, per non bloccare la catena dei pagamenti. Il nostro finanziamento 18 mesi meno un giorno rispondeva a questa esigenza, grazie anche ai sei mesi di preammortamento. Una vera e propria boccata di ossigeno, che in Sicilia si è concretizzata in 50 milioni di fondi erogati”.
La ripresa come sarà per la Sicilia? “Qui certamente rispetto alle regioni del Nord, l’impatto sanitario è stato inferiore – dice Monceri -. Inoltre, il tessuto economico avendo un’attitudine inferiore all’export sembra subire meno gli effetti della pandemia, quindi prevediamo un riposizionamento verso i trend pre-Covid meno sofferto. Non hanno invece subito rallentamenti i settori agroalimentare, farmaceutico e tecnologico, con il polo di Catania, che rappresentano un’eccellenza che non ha smesso di essere tale. Infine, anche la presenza maggiore della Pubblica Amministrazione contribuisce a ridurre gli scostamenti dai livelli pre-crisi”, ma “il turismo è un punto interrogativo importante. In Sicilia nel 2018 il 51% delle presenze era portato dagli stranieri, e difficilmente torneranno quest’anno. Ecco perchè bisogna pensare alla stagione 2020 puntando sugli italiani affinchè rimangano in Italia e scelgano anche la Sicilia”.
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Casellati “Basta Dpcm, il Parlamento sia protagonista della ripartenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Parlare oggi di centralità del Parlamento agli italiani, che sono in grande di difficoltà, sembrerebbe quasi un gioco dialettico, una questione fuori da quelli che sono i problemi della quotidianità. Ma non è così, perchè la centralità del Parlamento è un principio costituzionale che regge la nostra vita, dalle libertà personali a quelle economiche”. Lo ha detto il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, intervistata da Paolo Liguori nell’approfondimento di Tgcom24 “Dentro i Fatti”.
“E’ proprio il Parlamento il luogo dove si decide, dove le risorse vanno allocate, il luogo che ascolta la voce dei cittadini che riportano quelle che sono le istanze dei territori – ha aggiunto -. In Parlamento si risolvono i problemi e il Parlamento non lascia indietro nessuno. Basta con i Dpcm calati dall’alto, il Parlamento e il Senato sono aperti. Sono qui da 3 mesi per garantirne la funzionalità. Il Senato non è in quarantena e sa rispondere ai cittadini in tempi più brevi e in modo migliore”.
E sul ruolo che il Parlamento deve avere in questa ripresa del Paese ha spiegato: “Il Parlamento deve essere il protagonista della ripresa, deve scommettere sul futuro degli italiani, dei nostri i figli e dei nostri nipoti. Deve poter avere un progetto chiaro, una visione ampia che si poggi su alcune priorità. E questo significa aprire tutte le attività in situazione di sicurezza sanitaria. Ma aprirle subito perchè il tempo è un fattore decisivo. Bisogna aiutare e venire incontro con le risorse, che significa mettere soldi nelle tasche degli italiani e dire un no molto fermo ai vincoli, alle troppe carte della burocrazia. Penso agli investimenti per le famiglie e per le piccole e medie imprese, penso a un piano delle infrastrutture perchè quando l’Europa ci darà i denari noi dovremo già sapere, in modo chiaro, dove questa liquidità verrà riposta. Nelle scuole, nelle imprese, alle famiglie: bisogna dirlo subito in maniera chiara”.
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Dl rilancio, Stella “Per i professionisti due pesi e due misure”

MILANO (ITALPRESS) – “Inaccettabili e superficiali. Le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, secondo il quale ‘i professionisti sono persone e beneficiano delle indennità di 600 euro, quindi non hanno diritto ai contributi a fondo perduto delle impresè, non sono appropriate per un ministro della Repubblica”. Così il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, dopo le dichiarazioni di ieri del ministro Gualtieri, che ha ribadito l’esclusione di 2 milioni di liberi professionisti dai contributi a fondo perduto per le imprese previsti dal decreto rilancio. “Le dichiarazioni di Gualtieri denotano una preoccupante e pericolosa approssimazione su un settore economico, quello degli studi professionali, che occupa 900 mila lavoratori tra dipendenti e collaboratori e muove un volume d’affari di circa 210 miliardi all’anno. Un settore che investe e produce ricchezza per il Paese. Ma anche un settore colpito duramente dalla crisi economica, innescata dalla pandemia. Non vedo differenze tra un imprenditore che per effetto del Covid-19 ha subito un calo di fatturato e un dentista, un avvocato, un architetto o un commercialista che per lo stesso motivo hanno subito il medesimo danno. Due pesi, due misure”, sottolinea Stella. “Ci troviamo di fronte a una visione ottocentesca dell’economia che inquadra ancora il lavoro professionale con la lente delle corporazioni. Evidentemente, al ministro Gualtieri sfugge la nozione di impresa, così come formulata nelle raccomandazioni della Commissione europea, che considera impresa ‘ogni entità’, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. Il decreto rilancio – conclude – segna un punto di non ritorno e faremo valere in tutte le sedi i diritti di 2 milioni di professionisti contro una norma discriminatoria e palesemente incostituzionale”.
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Alitalia, Usaerospace ribadisce interesse per la compagnia

ROMA (ITALPRESS) – USAerospace Partners ha formalizzato una richiesta di incontro ai ministri Gualtieri, Patuanelli e De Micheli, nel quale intende ribadire – a seguito della promulgazione in Gazzetta Ufficiale del Dl Rilancio – il proprio immutato interesse per la Compagnia aerea. USAerospace Partners ha, inoltre, formalizzato le sue intenzioni su Alitalia anche al Parlamento attraverso una lettera indirizzata alle commissioni Bilancio e Trasporti di Camera e Senato. La presidente di USAerospace, Michele Roosevelt Edwards, si è dichiarata “pronta a ragionare con il Governo e con il Parlamento su quali possano essere le formule di governance societaria che meglio possano garantire un reale e duraturo rilancio della Compagnia, mantenendone stabilmente lo sviluppo in Italia”. Governance societaria che “USAerospace vedrebbe con piacere aperta, oltre che al Governo, ad altri soggetti strategici del Sistema Italia, certa che solo con una grande condivisione si possa portare la Nuova Alitalia a essere una grande Compagnia, simbolo di una nuova grande Italia”. La presidente della società ha, inoltre, dichiarato che questi incontri saranno la sede che le permetteranno di confermare di essere già stata autorizzata a contrarre linee di finanziamento con un importante istituto statunitense fino a un miliardo e mezzo di dollari al fine di sostenere il piano strategico di rilancio di Alitalia. Roosevelt potrà dettagliare il basso impatto sui livelli occupazionali nel triennio del proprio Piano Strategico e la volontà di posizionare nell’aeroporto di Fiumicino l’hub e la sede direzionale ed amministrativa della Compagnia.
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Morto Gigi Simoni, con l’Inter scudetto sfiorato e una Coppa Uefa

ROMA (ITALPRESS) – Nel decimo anniversario del ‘Tripletè, l’Inter, e tutto il calcio italiano, perde uno dei suoi allenatori più amati e stimati. A 81 anni è morto a Pisa Gigi Simoni, colpito quasi un anno fa un ictus nella sua abitazione e ricoverato d’urgenza nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cinisello della città toscana. Nato a Crevalcore il 22 gennaio 1939, Simoni ha avuto anche una buona carriera da giocatore militando nel Mantova di Edmondo Fabbri, poi nel Napoli, al Torino e alla Juventus. Da allenatore, ha iniziato la carriera sulla panchina del Genoa in Serie B, poi per due anni guidò il Brescia, prima di portare il Pisa in Serie A e trasferirsi a Roma, sponda Lazio. Poi Empoli e Cosenza, sempre in serie cadetta; ottiene due promozioni con il Pisa (con relativo campionato vinto) e 4 esoneri, con Lazio, Genoa, Empoli e Cosenza (i primi della carriera). Nel 1990 riparte dalla C1 subentrando alla guida della Carrarese, poi allena la Cremonese e nel 1996 viene nominato allenatore del Napoli. Nel luglio successivo firma un contratto con l’Inter. Grazie anche ai gol del nuovo acquisto Ronaldo, la formazione milanese contende il primato alla Juventus in campionato: il duello si risolve nello scontro diretto, vinto dai bianconeri tra le polemiche. Lo stesso Simoni viene espulso per ingiurie rivolte all’arbitro Ceccarini, “reo” di non aver fischiato il calcio di rigore per un contatto in area tra Iuliano e Ronaldo. Concluso il torneo al secondo posto, i nerazzurri si consolano vincendo la Coppa Uefa contro la Lazio. La stagione successiva, nonostante l’arrivo di Roberto Baggio, vede l’Inter in difficoltà di gioco e risultati. A fine novembre il tecnico viene esonerato dal presidente Massimo Moratti. Il 1° giugno 1999 viene nominato allenatore del Piacenza, il 2 giugno 2000 diventa allenatore del Torino in Serie B. Il 10 dicembre 2001 è il tecnico del Cska Sofia. Sulla sua strada l’Ancona, ancora il Napoli, poi Lucchese e Gubbio.
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Coronavirus, prosegue fase di decrescita in tutte le regioni

ROMA (ITALPRESS) – “Non ci sono novità sulla curva epidemica, non si registrano significative variazioni e la curva prosegue nel calo. Il Paese continua a essere a tre velocità con delle regioni che hanno pochi casi e altre con una presenza significativa, ma la fase di decrescita prosegue in tutte le regioni, anche in Lombardia”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa sull’andamento epidemiologico. “La Lombardia ha un netto trend in calo questo segnala che sebbene sia ancora la regione più colpita, quotidianamente ha un decremento dei casi”, ha aggiunto. Per Brusaferro più ci saranno casi limitati e tanto più il sistema sarà sensibile per individuarli subito. “Procede la crescita della quota degli asintomatici e questo significa che sempre di più le Regioni fanno tamponi e contact tracing. Rt ha una grande oscillazione e questa oscillazione ci da un elemento dinamico. E’ importante – ha spiegato – che Rt non venga visto come una pagella perchè non lo è. Va letto non da solo ma con gli altri dati che mostriamo. C’è un modello di monitoraggio che il paese ha adottato, ma non è uno strumento per comparare i sistemi sanitari regionali, accompagna il paese e le singole regioni a condividere ciò che avviene per intervenire tempestivamente”.
Il presidente dell’Iss ha poi ribadito come le misure abbiano funzionato in tutte le regioni. “Il virus circola ancora e non possiamo allentare le misure di comportamento individuale. Nelle prossime settimane certamente si avranno dei dati che ci consentiranno di capire meglio come sta evolvendo la situazione. Abbiamo un sistema che è capace di intercettarlo e questa è la migliore garanzia, ma i nostri comportamenti sono quelli che determinano la circolazione del virus. L’obiettivo – ha concluso Brusaferro – è quello di evitare in maniera assoluta le ripartenze della curve epidemica che poi siano incontrollate. Ci aspettiamo però che su base settimanale, ci potrebbero essere delle crescite di casi nelle singole parti di regioni o episodi man mano che andiamo a garantire ampi gradi di libertà”.
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Il rilancio del Paese passa anche dalla “Blue Economy”

ROMA (ITALPRESS) – Rilanciare il mare, a partire dalla sua difesa valorizzazione e puntando sulla Blue Economy. Ne hanno parlato gli esperti del settore nel corso dell’evento web “L’Italia riparte dalla Blue economy: trasporto marittimo, cantieri navali e difesa del mare”, promosso dalla Fondazione UniVerde e dall’Agenzia di Stampa Italpress in collaborazione con Marevivo Onlus, Teleambiente e SOS Terra Onlus, e con il supporto di Marnavi e IdroAmbiente.
“In questi anni è maturata ancora di più la convinzione che il mare debba essere un elemento centrale per la nostra vita e oggi potrebbe essere il momento per rilanciarlo, puntando sulle infrastrutture importanti, a partire dalla cantieristica”, ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, nel corso del dibattito moderato dal direttore responsabile dell’Italpress, Gaspare Borsellino.
Anche la cantieristica sconta la delocalizzazione, come ha spiegato Domenico Ievoli, presidente di Marnavi: “La flotta armatoriale italiana fattura 15 miliardi l’anno, ed è costituita da 1500 navi, attualmente noi stiamo costruendo in Cina, con grosse difficoltà, spostiamo grandi capitali dall’Italia verso la Cina, questo comporta un dispiacere come italiano e una perdita di manodopera”.
Per Carla Ruocco, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, quello che manca è una pianificazione della finanza rispetto agli obiettivi: “C’è in Italia una carenza di un piano industriale che possa far confluire la finanza rispetto a un obiettivo, per esempio la valorizzazione del settore marittimo. Dove si orienta la finanza in assenza di un piano industriale? Penso che il governo stia mettendo in campo tante risorse ma la carenza che il paese ha rispetto ad una pianificazione non risale ad ora, è atavica”. Serve una maggiore attenzione nei confronti dei nostri mari, ne è convinto Tullio Berlenghi, capo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente. “Il mare è una risorsa preziosissima dell’Italia e dell’Unione Europea, le risorse non vanno sprecate, le aree marine protette sono luoghi da preservare dal punto di vista ambientale, non sono dei musei, ma c’è molto turismo e sono consentite tutte une serie di attività che le rendono ricche e interessanti, anzichè sfruttare le nostre risorse le dobbiamo valorizzare”, ha aggiunto Berlenghi.
Pecoraro Scanio ha sollevato, nel corso del dibattito, anche il tema dei dissalatori, caro all’associazione MareVivo. “Da tempo stiamo sostenendo una battaglia perchè finalmente anche la normativa italiana sul’impatto ambientale venga aggiornata. Spesso i dissalatori sono visti dai territori come incubi, gli studi hanno messo in campo necessità di avere una regolamentazione sullo scarico in mare, si deve tutelare il mare e la sicurezza dei cittadini”, ha detto Antonio Cavallo, componente del comitato giuridico di Marevivo.
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