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Dalla Commissione Ue via libera alle Regioni per gli aiuti di Stato

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo lavorato duramente in queste settimane, ma portiamo a casa un altro risultato importante, grazie al lavoro di squadra con il ministro Francesco Boccia e la Conferenza delle Regioni. La Commissione UE autorizza le Regioni, le province autonome italiane e le Camere di commercio ad utilizzare aiuti di Stato per 9 miliardi di euro a sostegno delle aziende e dell’economia”. Lo annuncia il ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola.
“Un via libera atteso quanto imponente che semplifica e accelera le risorse che vogliamo mettere a disposizione anche per le nostre realtà territoriali – aggiunge Amendola -. Con determinazione stiamo ottenendo più risultati in queste settimane che negli ultimi anni”.
Nel corso della Conferenza Stato-Regioni il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ha espresso “soddisfazione per il via libera al piano ‘ombrellò con cui la Commissione UE autorizza le Regioni, le province autonome italiane e le Camere di commercio ad utilizzare aiuti di Stato per 9 miliardi di euro a sostegno delle aziende e dell’economia”. Boccia ha ringraziato il ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola, “per l’importante lavoro fatto a Bruxelles”. Con il coronavirus, ha concluso, “anche i tempi delle notifiche UE si sono ampiamente ridotti”.
(ITALPRESS).

156 morti in 24 ore, ancora in calo gli attuali positivi

ROMA (ITALPRESS) – Al 21 maggio il totale delle persone in Italia che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 è di 228.006, con un incremento rispetto al 20 maggio di 642 nuovi casi. Lo rende noto la Protezione Civile.
Il numero totale di attualmente positivi è di 60.960, con una decrescita di 1.792 assistiti rispetto al 20 maggio.
Tra gli attualmente positivi, 640 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 36 pazienti rispetto al 20 maggio.
9.269 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 355 pazienti rispetto al 20 maggio.
51.051 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto al 20 maggio i deceduti sono 156 e portano il totale a 32.486. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 134.560, con un incremento di 2.278 persone rispetto al 20 maggio.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 26.715 in Lombardia, 8.710 in Piemonte, 4.926 in Emilia-Romagna, 3.286 in Veneto, 1.877 in Toscana, 2.075 in Liguria, 3.637 nel Lazio, 1.832 nelle Marche, 1.373 in Campania, 1.839 in Puglia, 66 nella Provincia autonoma di Trento, 1.522 in Sicilia, 578 in Friuli Venezia Giulia, 1.272 in Abruzzo, 250 nella Provincia autonoma di Bolzano, 61 in Umbria, 318 in Sardegna, 43 in Valle d’Aosta, 326 in Calabria, 194 in Molise e 60 in Basilicata.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Mossa (Banca Generali): “Per ripartire sostenere imprese”

MILANO (ITALPRESS) – “La crisi ha colpito un’Italia che da anni attraversava una fase in cui gli imprenditori erano sfiduciati al punto di arrivare ad uscire dal business cedendo le aziende. C’è bisogno di capitale perchè il nostro paese è strutturalmente sottocapitalizzato. Fossi nel Governo, punterei sul tema del capitale che è indispensabile per spingere i nuovi investimenti e quindi la ripresa”. E’ questo il parere dell’Amministratore Delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa, sul sostegno necessario alle imprese per far ripartire l’economia italiana dopo la crisi da Covid-19.
Intervenuto in diretta Facebook sul canale di Banca Generali, il manager ha ribadito la necessità di investire sulle imprese per guidare la ripartenza del Paese, provando magari a veicolare anche i capitali privati nell’economia reale.
“Le imprese sono la spina dorsale del nostro Paese e vivono di capitale ma in Italia il capitale disponibile è poco – ha detto Mossa -. Serve aprire un canale costante con le imprese per cercare di svilupparne costantemente la crescita, provando anche a creare un ponte tra economia reale e risparmio privato oppure sfruttando i capitali esteri, tenendo però sempre i riflettori puntati sulla reale volontà di investire e non di speculare”.
(ITALPRESS).

Basterebbe poco per risvegliare l’Ue

È proprio vero che nei momenti di grandi difficoltà per i popoli possono succedere accadimenti impensabili in tempi ordinari. Appena giorni fa, alcuni, anche in Italia, paventavano conseguenze gravissime fino alla perdita di sovranità per chi avrebbe dovuto per necessità ottenere linee di credito. Altri ancora, soprattutto nei paesi del nord Europa, facevano sbarramento contro qualsiasi credito senza garanzia, nel timore di assumere obblighi finanziari per i paesi del sud Europa ritenuti ‘pigs’.

Ma ora ecco che avviene il colpo di scena provocato proprio dalla cancelliera Angela Merkel che in un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, è sembrato ai più attenti osservatori, di voler progettare l’emissione di bond europei comuni per ben 500 miliardi. Il piano sarebbe quello di distribuire le risorse ai paesi più colpiti dalla pandemia per sostenerli nel rilancio economico con risorse a fondo perduto per investire nei settori strategici, tesi a migliorare la capacità competitiva nei mercati internazionali nel digitale, nell’investimento di fonti energetiche pulite, nell’ambiente. Certamente un piano così importante avrà come oppositori gli olandesi, gli austriaci, i danesi e gli svedesi. Ma se la Germania si è decisa, salvo colpi di scena sempre da mettere in conto, le cose andranno bene.

Lo scenario più importante per questo eventuale varo di eurobond, risiede nella indispensabile premessa che ci sia in qualche modo uno strumento finanziario di bilancio che lo garantisca. Peraltro, il fondo perduto, premette che chi lo dispensa faccia davvero parte della medesima entità statale: che insomma abbia stessa appartenenza comunitaria, stessi diritti, stessi doveri, sia legato allo stesso destino economico e politico. Insomma, queste condizioni le può garantire esclusivamente chi mette in comune i propri proventi fiscali; in parte quando non interamente. Se gli eventi dovessero volgere in questa nuova dimensione, si innescherebbero nella politica italiana ed europea, elementi di cambiamento davvero notevoli. Un embrione di meccanismo comune fiscale, porrebbe le basi per un continente, il nostro, di configurarsi come una definitiva entità statuale. Si giungerebbe a capacità di assumere i connotati di vera entità Statuale con ricadute prodigiose sul ruolo europeo, che da soggetto pallido e inconsistente cambierebbe gli equilibri nel mondo. Si dirà che simili considerazioni sono velleitarie, ma a ben riflettere basterebbe ben poco per risvegliare il vecchio continente da un sonno privo di ambizioni, che dura dal dopoguerra ai giorni nostri.

E allora possiamo dire che proprio le incertezze sanitarie ed economiche che stiamo vivendo, senza le pressioni di Trump per disgregare l’Unione, senza l’interesse di Putin verso gli euroscettici, senza l’incalzare dei cinesi sulla economia, difficilmente troveremmo la forza d’animo per superare incrostazioni e piccoli interessi europei, assolutamente inadatti a vivere in un mondo come quello odierno.

Tutta la gamma Hybrid ti aspetta nelle concessionarie Suzuki

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Con il miglioramento delle statistiche relative alla diffusione del Covid-19 e l’avvio di un progressivo ritorno alla normalità da parte del Paese, le Concessionarie Suzuki riaprono le porte al pubblico e i clienti possono recarsi in salone per richiedere maggiori informazioni e vedere da vicino i modelli della gamma, che dall’inizio del 2020 è completamente elettrificata e convertita all’ibrido. Rispetto è la parola chiave attraverso la quale la rete Suzuki stessa si adegua ai protocolli ministeriali. E infatti il Kanji “Kei”, che in giapponese significa rispettare con il cuore, sintetizza perfettamente la filosofia che guida da sempre il lavoro e la relazione con il Cliente della Rete Ufficiale del marchio di Hamamatsu. Durante la fase di lockdown, Suzuki, attraverso un processo di digitalizzazione già iniziato prima della pandemia, ma che ha visto in questa emergenza una forte spinta in tutti i comparti della vita di ciascuno di noi, ha aperto nuovi canali di comunicazione con i clienti.
La novità principale è stata l’attivazione del programma Suzuki Smart Buy, che va ad ampliare le funzionalità del sito ufficiale e consente di prenotare una nuova Suzuki comodamente da casa, in totale sicurezza. Si può consultare la pagina dedicata a ciascun modello, scegliere la versione a lui più adatta e configurarla come preferisce. Si potrà scegliere on line tutta la gamma Suzuki dotata di tecnologia Hybrid, Ignis, Swift o Swift Sport, Vitara e S-Cross, e accedere ad un prezzo esclusivo.

La prenotazione della propria Suzuki avviene con un semplice acconto tramite piattaforma PayPal, con la garanzia e la sicurezza di poter cambiare idea e riavere i soldi indietro con la stessa massima flessibilità che contraddistingue tutti gli acquisti online. Il sito Suzuki permette anche di richiedere una prova su strada dei vari modelli della gamma di Hamamatsu. Per prenotare un test drive occorre cliccare su “Prova” sotto l’immagine di ogni modello in home page, oppure sul tasto “Provala” selezionando la concessionaria più vicina e inviando l’apposito form compilato online. La prenotazione online è utile per ottimizzare al massimo i tempi di prenotazione.

La svolta tecnologica compiuta con Suzuki Smart Buy è al centro anche di una nuova campagna di comunicazione, che si articola attorno a un emozionante spot televisivo. Le immagini del filmato sono suggestive e raccontano come le nostre vite siano sempre più legate a una dimensione digitale. Suzuki Smart Buy permette di entrare nel mondo Suzuki con il semplice click e consente di acquistare online le auto, le moto e i motori fuoribordo Suzuki in un modo alternativo, facile e senza barriere, complementare al tradizionale servizio negli showroom.
(ITALPRESS).

San Marino, all’Ospedale di Stato ripartenza e nuova organizzazione

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L’Ospedale di San Marino ha avviato da lunedì 18 maggio la riorganizzazione della propria operatività, che, a causa l’emergenza sanitaria, era stato bloccata lo scorso 9 marzo 2020. La riorganizzazione consiste in un diverso modello organizzativo in grado di garantire livelli di assistenza adeguati e, al tempo stesso, il rispetto delle mutate condizioni determinate dalla pandemia in atto e il rispetto dei carichi di lavoro del personale. A fronte delle attività in urgenza, che sono state sempre garantite anche durante l’emergenza COVID-19, con la Fase 2 la riorganizzazione delle attività, condivisa con tutti i direttori delle unità operative, prevede che ogni UOC si doti di un’area “cuscinetto” per i pazienti che arrivano in urgenza. Inoltre le camere di degenza, per garantire il distanziamento tra i pazienti, dovranno essere preferibilmente ad un posto letto o a due posti nelle stanze di adeguate dimensioni (ex stanze a tre posti). Resterà operativa l’area di isolamento, realizzata nei locali dell’ex casa di riposo, e sarà mantenuta la guardia attiva per il personale assegnato alla degenza COVID-19.

Per quanto riguarda l’attività operatoria da parte dei reparti di Chirurgia e di Ortopedia, in fase di pre-ricovero verrà effettuato sul paziente il test sierologico per la ricerca degli anticorpi contro il coronavirus SARS CoV-2 e, in caso di positività, verrà effettuato il test molecolare, test che comunque verrà effettuato su tutti i pazienti entro 24-48 prima dell’intervento chirurgico. Per l’attività ambulatoriale cambiano le modalità e la concentrazione di assistiti nelle sale d’attesa, ai fini del opportuno distanziamento, con una prenotazione dei pazienti di almeno 30 minuti per ogni visita. Tutti i pazienti in fase di ricovero provenienti dal Pronto Soccorso saranno sottoposti a test sierologico ed eventuale tampone prima del ricovero. L’attività ambulatoriale ortopedica è articolata su 5 giorni la settimana, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18; l’ambulatorio urologico riprende l’attività con orario dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14:30; gli ambulatori di diabetologia e gastroenterologia riaprono da lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 15:30; l’ambulatorio pneumologico è operativo su due giorni alla settimana, il martedì dalle 8:30 alle 12:30 e il giovedì dalle 14:30 alle 18; la terapia fotodinamica sarà effettuata un solo giorno a settimana con orari distanziati di 30 minuti; l’attività del Servizio di Oculistica è organizzata con tre ambulatori al mattino e tre al pomeriggio tutti i giorni da lunedì al venerdì e al sabato mattina; gli ambulatori di reumatologia e di nefrologia saranno organizzati su quattro giorni a settimana con richiamo iniziale ai pazienti che necessitano di visite prioritarie.

Ha già ripreso l’attività dal 4 maggio scorso, invece, il servizio di Fisioterapia con una programmazione che tiene conto della necessità di distanziamento e di sanificazione degli ambienti. Per quanto riguarda gli esami diagnostici strumentali, resta ancora sospesa l’attività radiologica non urgente, mentre sono riaperte le agende di prenotazione della Risonanza Magnetica, Tac ed esami ecografici. Lo screening mammografico, per garantire il rispetto delle procedure igienico sanitarie, subirà una modifica della programmazione a causa dell’allungamento dei tempi di esecuzione dell’attività diagnostica. Il richiamo per il 2020 sarà portato a 24 mesi anziché 12 per le donne rientranti nella fascia di età da 40 a 50 anni l’intervallo di tempo per l’esecuzione è annuale, mentre per la fascia di età da 51 a 74 anni sarà biennale. Per quanto riguarda la Pediatria, riprenderanno i bilanci di salute, e gli ambulatori specialistici sempre con le regole di sicurezza per i pazienti e gli operatori. Gli ambulatori saranno aperti mattino e pomeriggio con appuntamenti distanziati per non creare affollamenti nelle sale d’attesa. Per l’attività del Laboratorio analisi e per gli altri ambulatori, è in corso di revisione l’elenco delle richieste delle persone in lista d’attesa per una valutazione in base alla priorità. “Ci sono grandi aspettative sulla ripartenza dell’attività ospedaliera, che coincide un po’ con il mio arrivo – ha detto il neo direttore generale dll’ISS, Alessandra Bruschi -. L’esperienza con il Covid-19 ci ha cambiato tutti e pone delle riflessioni e l’orientamento, come Direttore Generale è rivolto in primis agli utenti con la risposta ai bisogni di salute. Il sistema sanitario sammarinese è eccellente e per riuscire a mantenerlo dobbiamo lavorare insieme. In questi giorni ci stiamo già impegnando per la ripartenza, ma con cautela, perché dobbiamo riaprire ma con la dovuta sicurezza per quello che è accaduto e nella consapevolezza che in autunno arriverà il periodo influenzale e quindi bisognerà essere pronti”. (ITALPRESS).

Dal 3 giugno il collegamento Torino-Reggio Calabria in Frecciarossa

ROMA (ITALPRESS) – Sono disponibili nei sistemi di vendita di Trenitalia i biglietti del Frecciarossa che dal 3 giugno, per la prima volta, collegherà senza cambi intermedi Torino con Reggio Calabria.
Inoltre, per collegare anche la Sicilia alle città servite dall’Alta velocità, insieme al biglietto delle Frecce sarà possibile acquistare anche quello della nave veloce BluJet (Gruppo FS Italiane) fra Villa San Giovanni e Messina. Gli orari delle navi e dei treni sono integrati per garantire un interscambio fra i due mezzi di trasporto.
Il collegamento giornaliero in Frecciarossa da e per Reggio Calabria è la principale novità dell’offerta di Trenitalia (Gruppo FS Italiane) che da inizio giugno prevede 74 Frecce e 48 InterCity sulle principali direttrici del Paese, raddoppiando il numero di treni a disposizione dal secondo step della Fase 2 dell’emergenza sanitaria COVID-19, iniziato il 18 maggio.
“Con questo nuovo collegamento per la prima volta il Frecciarossa arriva a Reggio Calabria. Il treno simbolo dell’eccellenza italiana nell’Alta velocità collegherà Reggio Calabria al Sistema AV. Un nuovo servizio che avvicina le persone, nel momento in cui il Paese deve ripartire. L’arrivo del Frecciarossa contribuirà alla ripartenza e al rilancio dell’economia e del settore turistico della Calabria e dell’intero Sud Italia”, commenta Gianfranco Battisti, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo FS Italiane.
(ITALPRESS).

Zaia “App Immuni è partita male, si è atteso troppo”

VENEZIA (ITALPRESS) – “L’app nazionale purtroppo è partita male dal punto di vista del consenso pubblico. Funziona se c’è consenso, altrimenti non funziona. A mio avviso si è atteso troppo e si è lasciata troppo andare la discussione con le preoccupazioni giuste sulla privacy e sulla gestione dei dati. Se non si recupera con un’informazione corretta, l’app avrà grosse difficoltà a decollare”. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nella conferenza stampa sui numeri del coronavirus, in merito all’app Immuni per contrastare la diffusione del virus. “Noi – ha aggiunto – stiamo lavorando con il nostro progetto di biosorveglianza, non stiamo lavorando sulla tracciabilità, cioè sui contatti”.
(ITALPRESS).