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Il Papa incontra gli sportivi di “We run togehter”

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Al termine dell’Udienza Generale, Papa Francesco ha ricevuto nella sua Biblioteca privata una piccola rappresentanza di atleti che avrebbero partecipato al Meeting internazionale “We Run Together – Simul Currebant” organizzato da Athletica Vaticana, in collaborazione con il Gruppo sportivo Fiamme Gialle della Guardia di Finanza, il “Cortile dei Gentili” e la Federazione Italiana di Atletica Leggera, FIDAL-Lazio. L’incontro era stato previsto per il 21 maggio 2020, nel corso del meeting, sospeso a causa della situazione sanitaria internazionale.
Il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presentato l’iniziativa al Santo Padre, che, dopo aver ringraziato il Cardinale, si è intrattenuto in una breve conversazione con un’atleta bambina. Il Papa si è poi rivolto ai presenti con delle parole e a seguire ha letto loro un messaggio, indirizzato per l’occasione a tutti gli sportivi.
“Ringrazio tutti voi per il lavoro che fate: ognuno fa qualcosa per la comunità, per gli altri. E questa è la gioia, no? La gioia di fare qualcosa per gli altri. E poi, di conseguenza, si riceve dagli altri. Ma quello che ha citato il Cardinale, la gioia di dare, di offrire, di offrire la bellezza dello sport, la possibilità di ognuno: offrire per la gioia e la felicità degli altri qualcosa che io ho. E questo è grande, è un atteggiamento umano, è creativo. E le persone offrono persino la vita per gli altri: le mamme per i figli, e i papà per i figli, e tanti… Dare qualcosa di mio per gli altri. E voi date bellezza agli altri, la bellezza dello sport. Questa è una cosa importante: capire come dare bellezza. Questo aiuta, perché quello che voi state facendo non è un esercizio, diciamo così, di pratica di velocità o di giochi, no.
Questo è vero, ma c’è di più. È dare agli altri. È quel motto dell’associazione che è tanto importante: voi non siete staccati dagli altri, “You run together”, voi correte insieme, insieme. E sempre c’è un atteggiamento che troviamo in quel passo del Vangelo, dei due discepoli che correvano al sepolcro di Gesù la mattina della Risurrezione (cfr Gv 20,3-6). Arriva prima il più giovane [Giovanni], e il più vecchio [Pietro], resta indietro. Ma sempre c’è il rispetto di aspettare l’altro. E c’è un’antica regola medievale per i pellegrini, per coloro che facevano i pellegrinaggi ai santuari nel Medio Evo – anche oggi si fanno, pensiamo a Santiago de Compostela, per esempio – una regola che dice: Si deve andare al passo di quello che è più debole, di quello che cammina più adagio. “No, ma io vado prima…”. No. Si deve andare al passo. Come ha fatto Giovanni: sì, è arrivato per primo, ma ha aspettato l’altro. Questa è una cosa molto bella, che noi dobbiamo imparare, come umanità: andare al passo delle persone che hanno un altro ritmo, o almeno considerarli e integrarli nel nostro passo. Grazie. Grazie di tutto questo. E adesso io vorrei fare un … ma, diciamola com’è: un discorso. Così, a tutte le associazioni, a tutti voi, perché rimanga come un messaggio a tutti di questo incontro con voi.

Care amiche e cari amici sportivi, domani, 21 maggio, avrebbe dovuto svolgersi a Castel Porziano il Meeting internazionale di atletica “We Run Together – Simul Currebant”. Campioni olimpici avrebbero corso – per la prima volta – con atleti paralimpici, atleti con disabilità mentale, e con rifugiati, migranti e carcerati, che sarebbero stati anche giudici di gara. Tutti insieme e con pari dignità. Una testimonianza concreta di come dovrebbe essere lo sport: cioè un “ponte” che unisce donne e uomini di religioni e culture diverse, promuovendo inclusione, amicizia, solidarietà, educazione. Cioè un “ponte” di pace.
Domani non si potrà correre con le gambe, ma si potrà correre con il cuore. L’’anima” di questo Meeting inclusivo è solidale: correre insieme. E così i tantissimi atleti che hanno aderito – e che, con piacere, avrei incontrato personalmente – metteranno a disposizione alcuni oggetti ed esperienze sportive per un’iniziativa di beneficenza. L’intero ricavato sarà devoluto al personale sanitario degli Ospedali “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo e alla “Fondazione Poliambulanza” di Brescia, tutti e due simboli della lotta contro la pandemia che ha colpito tutto il pianeta. È un’iniziativa per aiutare e ringraziare le infermiere, gli infermieri e il personale ospedaliero. Sono degli eroi! Stanno tutti vivendo la loro professione come una vocazione, eroicamente, mettendo a rischio la loro stessa vita per salvare gli altri. Gesù ha detto: “Nessuno ha più amore di quello che dà la vita per gli altri” (cfr Gv 15,13). Sono contento che questa iniziativa sia promossa da Athletica Vaticana, una realtà che testimonia concretamente, sulle strade e in mezzo alla gente, il volto solidale dello sport. Il primo gesto di Athletica Vaticana è stato quello di accogliere come atleti “onorari” alcuni giovani migranti e una bambina con una grave malattia neurodegenerativa. Oggi sono venuti, qui, a trovarmi. Con Athletica Vaticana collaborano a questa iniziativa le Fiamme Gialle, il Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza, e il “Cortile del Gentili”, struttura del Pontificio Consiglio della Cultura che promuove l’incontro e il dialogo tra credenti e non credenti. Hanno tutti dimostrato sempre una particolare sensibilità nei confronti dei bisogni reali delle persone: in particolare per le famiglie assistite dal Dispensario pediatrico Santa Marta, attivo da quasi cent’anni anni qui in Vaticano.
Insieme a loro, a questo progetto di sport inclusivo e per tutti collabora anche il Comitato Regionale Fidal-Lazio. Vi incoraggio, care amiche e cari amici sportivi, a vivere sempre più la vostra passione come un’esperienza di unità e di solidarietà. Proprio i veri valori dello sport sono particolarmente importanti per affrontare questo tempo di pandemia e soprattutto, la difficile ripartenza. E con questo spirito vi invito a correre, insieme, la corsa della vita. Grazie per tutto quello che fate”.

Bonomi eletto presidente di Confindustria

ROMA (ITALPRESS) – Carlo Bonomi è il nuovo presidente di Confindustria. L’assemblea privata lo ha eletto sostanzialmente all’unanimità: 818 i voti a favore, nessuno contrario e una sola scheda nulla.
“L’assemblea privata dei delegati, riunita in via telematica – spiega Confindustria in una nota -, ha eletto Carlo Bonomi alla presidenza di Confindustria per il quadriennio 2020-2024 con un’altissima partecipazione, pari al 94,13 per cento degli aventi diritto al voto, e una percentuale record dei consensi espressi pari al 99,9”.
L’assemblea privata ha anche approvato il Bilancio 2019 di Confindustria, che rileva un avanzo della gestione operativa e finanziaria di 30.794 euro, in linea con quanto previsto nel Budget di periodo. Nell’esercizio in corso è proseguita l’implementazione del piano strategico approvato a novembre 2017 dal Consiglio Generale, con il completamento di circa il 90% degli obiettivi di sviluppo previsti.
Il Totale Oneri e il Totale Proventi della gestione operativa e finanziaria si attestano a 37,4 milioni di euro. Il Totale Oneri, confrontato con la serie storica, si presenta sempre in evidente riduzione rispetto ai valori del 2002.
Confindustria presenta al 31 dicembre 2019 un Patrimonio Netto di 205,5 milioni di euro con una Riserva Attività Istituzionali di 49,2 milioni di euro.
(ITALPRESS).

VICINI ALLA NORMALITA’, MA OCCHIO AI PESCECANI

Nessun trionfalismo. Diciamocelo sottovoce: sì, si giocherà. Dieci formule per spiegare, da parte del ministro, dei suoi fedeli, anche dei suoi nemici. La verità? Mi hanno insegnato: risposte semplici e chiare. Hanno vinto i tedeschi, ha vinto Haaland, il calcio della Bundesliga ha fatto solo vittime sul campo, i portieri che han preso gol; niente tamponi, niente contagio. La Federcalcio ha confermato. Aggiungendo un dettaglio che pare preso dalle mie prime note a favore della liberazione pallonara:”Le competizioni potranno andare avanti fino al 31 agosto”. Ricordate? Dicevo che il campionato ’20/’21 poteva cominciare a settembre. I vecchi maestri ci insegnavano che non è elegante vantare successi. Io non me ne vanto, me ne rallegro.
Poi parla Ceferin, il presidente dell’Uefa, soddisfatto lui pure, nonostante “la visione apocalittica per cui dovremmo aspettarci una seconda, una terza, una quinta ondata. No, quando ci sbarazzeremo di questo virus le cose torneranno alla normalità”. Sono d’accordo. A metà. La normalità ce la siamo persa. Come la verginità. E non dico dei cambiamenti banali che già sento annunciare: “Finalmente al bar, ho ordinato il mio primo caffè post lockdown, un euro e trenta! E’ uno scandalo!”. Calma. Vedrete quando costeranno più care anche la frutta, la verdura, la pasta, la carne, la pagnotta. E sarà nulla in confronto a altri prezzi. Anche morali.
Nel Quarantacinque ricordo che in casa parlavano di pescecani. E io dicevo sbalordito: “Pescecani a Rimini?”. Mi spiegarono, e ritrovo quelle parole in un vecchio libro: “Della Milano tanto vituperata non è rimasto nulla: le giovani miserevoli si prostituiscono senza pudore; gli antichi mestieri hanno lasciato il posto ai pescecani”. Che sono apparsi dopo la Grande Guerra, riapparsi dopo l’ultima: gli affamatori che s’arricchiscono sulla pelle dei bisognosi vendendo a prezzi altissimi i beni di prima necessità che hanno nascostamente accumulato, come dire una bottiglia d’alcol a cinque euro, un’amuchina a quindici… Poi c’è la variante cravattari, sapete chi sono. Ho sorriso quando ho sentito il grande Maurizio Marinella dire felice: “Finalmente ho riaperto e alle sette ho venduto la prima cravatta…”; non vedo l’ora di fargli visita per poi darmi un tono dopo questi mesi trascorsi truccato da Robinson Crusoe. Ma i “cravattari” della ‘Ndrangheta e della Mafia – strozzini, usurai, fate voi – sono all’opera già da tempo, incontrastati, peggio del virus. E sarà la lotta più dura cercare di sconfiggerli. Alla fine dei Quaranta ci riuscimmo. Con la solidarietà.
Attenti, torna il Demagogo. Ceferin ha parlato anche dei calciatori, pover’anime, e dei loro guadagni: “Non penso che siano avidi. Il mercato fa i prezzi e se ti offrono 20 milioni a stagione non penso che risponderesti: ‘No no no, non voglio essere avido. Dammi solo 200milà. Per cui no, non sono avidi: è il mercato che decide”. Il Demagogo mi ha passato una notizia: Si chiama Avi Schiffmann, è americano, ha diciassette anni, ha creato un colosso web sul Coronavirus. Ha realizzato un portale sul Covid-19 da 30milioni di visitatori al giorno per un totale di 700 milioni di visualizzazioni: consente di tenere traccia dei numeri legati ai casi di coronavirus nel mondo. Gli hanno fatto un’offerta d’acquisto favolosa, otto milioni di dollari. L’ha rifiutata. Ha detto, serenissimo:”Sono giovane, solo 17 anni, non mi servono tutti quei soldi, non voglio approfittare dell’emergenza sanitaria”. E il Demagogo sorrise.

Mandelli “Più risorse per la sanità territoriale e le farmacie”

ROMA (ITALPRESS) – Ritorna il tema della crescita della spesa farmaceutica. Una crescita che va però a corrente alternata: da una parte l’esborso per i farmaci distribuiti nelle farmacie (farmaceutica convenzionata) ha esibito nel 2019 un avanzo di circa 800 milioni, mentre quella per acquisti diretti (spesa ospedaliera, spesa per i farmaci distribuiti direttamente dalle ASL) ha sforato il tetto di 2,6 miliardi. Di qui la proposta di Farmindustria di spostare tutte le ulteriori risorse previste per il 2020, in totale 736 milioni, sulla spesa diretta, riducendo di fatto il tetto per i medicinali dispensati in farmacia. Una scelta che sarebbe motivata anche dal plausibile aumento della spesa ospedaliera per il 2020, per l’impatto della COVID-19. Non la pensa così Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “E vero, da tempo la spesa convenzionata rimane al di sotto del tetto programmato. Ma la questione è mal posta – afferma -. L’origine del problema è altrove, nel costante definanziamento della sanità italiana rispetto al crescere dei bisogni: il rapporto GIMBE, per esempio, parla di 37 miliardi in meno dal 2010 al 2019. Una delle risposte a questa diminuzione di risorse è stato il sempre maggiore ricorso agli acquisti diretti di medicinali, per le migliori condizioni garantite allo Stato, e il progressivo impoverimento dell’elenco dei medicinali dispensabili in farmacia”.
“Se la spesa convenzionata è ampiamente sotto controllo, anzi ben al di sotto dei tetti programmati, allora è possibile far tornare nelle farmacie i nuovi medicinali che finora le sono stati sottratti per ragioni puramente economiche”, sottolinea Mandelli. La spesa complessiva non cambierebbe molto, però. “Sì, ma sicuramente si diminuirebbero i disagi per i pazienti che oggi sono costretti a recarsi nelle ASL e negli ospedali per ricevere i medicinali prescritti – risponde il presidente della Fofi -. Un sistema che proprio nella fase della pandemia e del lockdown ha dimostrato la sua inadeguatezza: molti non sono andati a ritirare i medicinali e hanno smesso di curarsi, con le conseguenze negative segnalate dai medici. Non è pensabile puntare al rafforzamento della sanità territoriale e poi sottrarle la disponibilità di tutte le terapie che possono essere praticate anche fuori dall’ospedale. Non è il momento di cercare di strapparsi quote di un finanziamento inadeguato, ma di chiedere che alla sanità, assistenza farmaceutica compresa, siano destinate le risorse necessarie. Anche gli eventi di questi mesi dimostrano quale prezzo si paga risparmiando sulla salute”, conclude Mandelli.
(ITALPRESS).

Spada alla guida di Assolombarda fino a rinnovo presidenza

MILANO (ITALPRESS) – Dopo l’elezione di Carlo Bonomi alla Presidenza di Confindustria, Alessandro Spada – già Vicepresidente Vicario di Assolombarda – subentra alla guida dell’Associazione in qualità di Presidente fino al rinnovo, la prossima primavera, della Presidenza per il quadriennio 2021-2025.
E’ quanto ha stabilito il Consiglio Generale di Assolombarda, che ha confermato l’incarico dell’attuale squadra di Presidenza fino a fine mandato per il quadriennio 2017-2021.
“Da parte di tutta Assolombarda a Carlo Bonomi le congratulazioni per la nomina alla Presidenza di Confindustria, nella certezza che saprà essere all’altezza della grande sfida che ha davanti: difendere l’eccezionale valore dell’industria italiana e rilanciare il futuro produttivo del nostro Paese”.
“In questa direzione proseguirà anche il mio lavoro – ha proseguito Spada -. Il Covid-19 ha portato alla luce le fragilità del nostro sistema economico e ci troviamo di fronte all’urgenza di ripartire pensando a nuovi modelli di sviluppo e organizzativi. Il tema della sostenibilità sarà centrale nella sua accezione più ampia, non solo economica ma anche sociale, insieme a quello della tecnologia, che sta disegnando una manifattura completamente diversa da quella a cui eravamo abituati. Ci aspettano anni difficili, che dovremo affrontare con la stessa dedizione e passione civile che le imprese investirono nella ricostruzione italiana. Lavoriamo tutti insieme per la ripartenza” ha concluso.
(ITALPRESS).

Boom delle vendite online, per le consegne a domicilio nasce FG Delivery

ROMA (ITALPRESS) – Quanti prodotti vengono ordinati online? Tanto quanto basta per dire che la parola d’ordine oggi è delivery.
Ne sono sempre più consapevoli le aziende, ma soprattutto piccole e medie imprese che, motivate durante il lockdown dalle scelte e dalle necessità degli italiani, hanno rinnovato in maniera repentina le attività, maturando molti, e solo adesso, l’importanza del delivery come valore aggiunto.
Parallelamente, inoltre, è stato registrato negli acquisti l’atteggiamento più attento, da parte dei consumatori, a una maggiore conoscenza dell’origine del prodotto che si vuole ordinare.
Da questa realtà è nata la sfida dell’imprenditore Alessandro Comparetto, General Manager di Fulmine Group, secondo operatore postale privato italiano. L’investimento, intrapreso già diversi anni fa, caratterizzato dalla personalizzazione di servizi a valore aggiunto nella consegna dei pacchetti del mercato dell’e-commerce, è diventato un progetto consolidato con il nuovo brand, appena lanciato, FG Delivery.
“Oggi il delivery, e questo vale non soltanto per il settore food – afferma Comparetto – è per le aziende un punto di forza per rispondere alle esigenze del mercato. La difficile esperienza Covid-19 ha fatto emergere per ogni attività la necessità dell’inderogabile integrazione tra brand e cliente. E dunque per le aziende l’importanza di instaurare quotidianamente con il cliente una relazione diretta, veloce, immediata e soprattutto espressione di sicurezza”.
(ITALPRESS).

Ugl “Coinvolgere i lavoratori nella gestione aziendale”

Consentire la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’azienda. L’Ugl con il suo segretario generale Paolo Capone rilancia una delle sue proposte chiave nel giorno in cui lo Statuto dei Lavoratori compie 50 anni.
sat/mrv/red

Coronavirus, in 24 ore 161 vittime, gli attuali positivi 2 mila in meno

ROMA (ITALPRESS) – Al 20 maggio il totale delle persone in Italia che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 è di 227.364, con un incremento rispetto al 19 maggio di 665 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 62.752, con un calo di 2.377 assistiti rispetto al 19 maggio. Lo rende noto la Protezione Civile.
Tra gli attualmente positivi, 676 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 40 pazienti rispetto al 19 maggio.
9.624 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 367 pazienti rispetto al 19 maggio.
52.452 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto al 19 maggio i deceduti sono 161 e portano il totale a 32.330. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 132.282, con un incremento di 2.881 persone rispetto al 19 maggio.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 26.671 in Lombardia, 9.151 in Piemonte, 5.098 in Emilia-Romagna, 3.532 in Veneto, 2.117 in Toscana, 2.178 in Liguria, 3.786 nel Lazio, 1.974 nelle Marche, 1.442 in Campania, 1.902 in Puglia, 126 nella Provincia autonoma di Trento, 1.523 in Sicilia, 596 in Friuli Venezia Giulia, 1.317 in Abruzzo, 272 nella Provincia autonoma di Bolzano, 66 in Umbria, 331 in Sardegna, 46 in Valle d’Aosta, 353 in Calabria, 198 in Molise e 73 in Basilicata.
(ITALPRESS).