CAMPOBASSO (ITALPRESS) – Operazione “Piazza pulita” in Molise. Carabinieri e guardia di finanza hanno eseguito, con unità cinofile ed elicotteri, 39 misure cautelari personali e sequestri di beni, disponibilità e quote societarie per oltre un milione di euro, nei confronti di componenti di associazioni a delinquere per stupefacenti. Arrestati anche esponenti della criminalità organizzata di stampo mafioso. Interessate, oltre al Molise, anche la Campania, la Puglia, e la Calabria.
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Arresti e sequestri per droga tra Molise, Campania, Puglia e Calabria
Estorsione e riciclaggio, la Dia sequestra beni nel Foggiano
FOGGIA (ITALPRESS) – Maxi operazione della Dia in provincia di Foggia. Sequestrati beni immobili, mobili registrati, natanti, aziende agricole e commerciali e rapporti bancari a persone indagate a vario titolo per estorsione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, turbata libertà degli incanti, falsità materiale e violazione della normativa tributaria. Tra gli indagati nel blitz coordinato dalla Procura di Foggia spicca la figura di un personaggio, imparentato con una delle più conosciute famiglie mafiose di Cerignola (i Cartagena, coinvolti nello storico processo degli anni ’90 “Cartagine”, che azzerò il clan Piarulli-Ferraro) e coinvolto nell’operazione “Final Cut 2”, con la quale venne smantellata, nel 2011, un’organizzazione dedita alla ricettazione di veicoli.
Il nome dell’uomo era presente anche nell’operazione “Le Iene”, che consentì di individuare, nel 2014, i responsabili del tentato furto al caveau della NP Service di Foggia, e, nel 2016, nella tentata rapina a un portavalori avvenuta sul tratto pisano dell’A12.
Nel corso degli anni, evidenzia la Dia, “è riuscito ad accumulare un consistente patrimonio, intestando i beni ed i rapporti bancari a prestanome (tra cui suoi stretti familiari come la moglie, il figlio, la sorella ed il cognato), indagati nell’odierno procedimento e risultati, di fatto, tutti senza alcuna possidenza”.
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Coronavirus, Malagò “Sono il primo a tifare per ripresa campionato”
ROMA (ITALPRESS) – “Ribadisco quanto vado dicendo dall’inizio del Covid-19. In Italia ci sono almeno 15 sport di squadra. A torto o a ragione tutti, nel giro di poche settimane, hanno chiuso i battenti e deciso di non assegnare gli scudetti. Il calcio, un pò perchè è un mondo a parte e un pò per interessi economici, ha voluto continuare la sua partita e chiudere i campionati”. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, torna in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ a parlare di calcio e di un campionato, quello di Serie A, che salvo imprevisti dovrebbe tornare in campo a metà giugno per completare una stagione interrotta dalla pandemia di Covid-19. “E’ un suo diritto e un dovere: conosco le carte, le deleghe, l’autonomia della Figc e il rimando della Federazione alla Lega dell’organizzazione dei campionati – spiega il numero uno dello sport italiano – E dico, bene, benissimo: sono il primo a fare il tifo perchè il calcio riprenda. Ma dopo pochi giorni alla parola calcio si è sostituita la parola Serie A. Dilettanti e Lega Pro hanno capito abbastanza presto che con certe dinamiche di protocollo non erano in condizioni di riprendere. La Serie B ha votato da poco per ricominciare. Da mesi insisto: puntiamo a ripartire ma non essendo possibile fare previsioni di lunga scadenza, viste tutte le variabili esistenti, deve esistere anche un piano B. Non averlo è un errore”. La A vorrebbe riprendere il 13 giugno, ma il governo ha bloccato tutto fino al 14: “Se la curva dei contagi manterrà un indice basso, credo non ci sarà problema a partire un paio di giorni prima. La Figc pare stia studiando un’ipotesi di playoff e playout? Lo leggo, ma mi risulta che non tutti siano d’accordo. Voglio sia chiaro che il Coni ha solo interesse se il calcio, o meglio la Serie A, riesce a risolvere i problemi. Le mie non sono invasioni di campo come qualcuno le ha definite: ho un atteggiamento propositivo, non critico”.
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Webuild, Salini “Ripartire dalle infrastrutture per rilanciare il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo combattere questo mostro creando fiducia e lavoro”. E’ la ricetta lanciata dal Ceo di Webuild Pietro Salini, che in un colloquio con il Sole 24 Ore spiega come per far ripartire l’Italia serve un maxi rilancio infrastrutturale. “I denari ci sono, certo se li impieghi per finanziare la spesa corrente non produci nulla di buono, ma se li usi per fare investimenti il discorso cambia radicalmente. Possiamo contare complessivamente su 158 miliardi utilizzabili per le infrastrutture tra fondi strutturali europei, fondi di sviluppo e coesione, il meccanismo europeo di stabilità e i social bond”. Le opere pubbliche sono quindi “un moltiplicatore che può essere superiore alle 3 volte. Questo significa che se mettiamo in agenda lavori per 103 miliardi possiamo avere ricadute positive sul Pil per oltre 320 miliardi, che equivalgono peraltro alla creazione di 2,5 milioni di posti di lavoro”.
Secondo Salini “è un’esigenza, anche competitiva, quella di ripartire dai grandi interventi e se non sfruttiamo quest’occasione resteremo ancora più indietro”. Per fare questo “serve un modello Genova. Il Paese ha fatto squadra. E dobbiamo fare lo stesso anche ora. Il codice degli appalti così com’è non può funzionare. Ma non puntiamo a norme speciali basterebbe che venisse applicato pari pari il codice europeo. Dobbiamo eliminare la cultura del sospetto e fissare regole semplici ed efficaci”. Nel dettaglio, spiega ancora Salini, “con 13 miliardi possiamo sbloccare 41 miliardi già stanziati e dare il via a 17 grandi opere strategiche immediatamente cantierabili”, per l’edilizia scolastica “basterebbero 10 miliardi per rimettere a norma le strutture. Poi ci sono gli ospedali” e “con 20 miliardi potremmo dotare le nostre città di sistemi di mobilità urbana rispettosi dell’ambiente”. Un progetto ambizioso da realizzare in 12 mesi e per questo, secondo il Ceo di Webuild, “serve una regia unica, una piattaforma centralizzata presso la Presidenza del Consiglio che allinei e coordini tutte le amministrazioni su un piano infrastrutturale di questo tipo. Se lavoriamo tutti assieme si può fare”.
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Fico “Se cade il Governo si va al voto, no nuove maggioranze”
ROMA (ITALPRESS) – Se ci sarà la crisi di governo, “non ci sarà una nuova maggioranza ma elezioni. Non credo a governi di unità nazionale, ad altre tipologie di maggioranze formate in Parlamento, ma penso che o si va avanti con questa maggioranza e questo governo o saranno elezioni”. Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Camera, ospite di Giovanni Floris a diMartedì su La7.
“Non siamo nelle condizioni, oggi, di avere un’altra tipologia di maggioranza”, ha spiegato Fico, che ha aggiunto: “credo difficile la formazione di un’altra maggioranza e soprattutto non credo che tante forze politiche ci starebbero”.
“Spero – ha continuato – che questa maggioranza parlamentare e il governo possano continuare perchè c’è la fiducia delle camere. Perchè dobbiamo fare ipotesi sulla caduta del governo? In questo momento c’è un lavoro così importante da fare, così forte e pieno di contenuti, che credo che parlare di una possibile caduta del governo sia irresponsabile. Dobbiamo parlare dei provvedimenti e comprendere come fare arrivare subito i soldi a famiglie, imprenditori e lavoratori”.
“In questo momento il governo Conte gode della fiducia in Parlamento, c’è una maggioranza importante. Ogni volta che è stata posta la questione di fiducia, è sempre arrivata. Se poi qualcuno ha in mente di dare spallate al governo, non mi sembra che fino ad ora ci stia riuscendo”, ha sottolineato Fico.
“La mozione di sfiducia – ha continuato riferendosi al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – è presentata dalle opposizioni, quindi se una forza di maggioranza vota con le forze di opposizione mi sembrerebbe una questione molto particolare e sui generis. Credo che domani non finirà così”. “Il ministro Bonafede – ha aggiunto – ha usato il suo potere da ministro per fare le sue nomine che sono discrezionali. Non c’è assolutamente altro e secondo me ha agito nella trasparenza. Le opposizioni, come è loro diritto – ha spiegato Fico -, presentano una mozione di sfiducia al Parlamento, a decidere poi il voto. Quando anche noi eravamo all’opposizione, si cercava sempre sul alcune questioni di mettere in difficoltà il governo. E’ legittimo da parte delle opposizioni. Poi le questioni vere vengono a galla”.
“Mi sembra difficile – ha affermato – che una maggioranza possa andare avanti se un suo pezzo vota con le opposizioni la mozione di sfiducia. Senza dubbio si apre un problema politico e si aprirebbe una crisi di governo. Penso che questo non avverrà”.
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Coronavirus, Conte “Dati epidemiologici incoraggianti”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia è stata uno dei primi paesi a essere colpiti dalla pandemia di Covid-19, ma adesso i dati epidemiologici sono incoraggianti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento alla 73^ assemblea annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
“Stiamo allentando la maggior parte delle misure restrittive, garantendo comunque la sicurezza per le attività sociali e commerciali”, ha detto Conte, spiegando che comunque l’Italia “sta continuando a rafforzare l’infrastruttura sanitaria, aumentando le unità di terapia intensiva e assumendo medici e operatori sanitari”. Inoltre “l’Italia fin da subito ha promosso la necessità di una leadership globale e una solidarietà internazionale per gestire l’emergenza e trovare soluzioni sostenibili”.
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Spadafora “Da Cts ok al calcio, su data ripartenza decidiamo il 28”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Comitato tecnico scientifico ha dato l’ok al nuovo protocollo della Federcalcio, mi sembra un’ottima notizia: finalmente gli allenamenti potranno riprendere, sono state fatte valutazioni molto puntuali e la Figc si è mostrata disponibile a rivedere la prima proposta”. Vincenzo Spadafora annuncia così la svolta attesa dal mondo del calcio. Dopo settimane di dibattiti e complicati tentativi di mediazione, in 48 ore il Comitato tecnico scientifico ha approvato le correzioni al protocollo richieste dalla Lega Serie A, eliminando di fatto i maxi-ritiri dei club nelle prime due settimane di allenamenti e ammorbidendo anche la misura della quarantena. “Dal Comitato tecnico scientifico sono arrivati dei chiarimenti – ha spiegato Spadafora ai microfoni di “Tg Sport Sera” su Rai 2 – Si raccomanda di nuovo che la necessità di intensificare il numero dei tamponi da effettuare non vada a incidere sui bisogni delle persone e soprattutto si evita l’isolamento completo della squadra, in modo da consentire davvero ai club di poter avviare gli allenamenti pur non avendo una struttura dove poter raccogliere i giocatori”. E poi, si esclude la misura della quarantena obbligatoria con isolamento totale per i contatti di un contagiato. “Esatto, è proprio così – ha dichiarato il ministro – Oggi siamo potuti arrivare a questo punto perchè la situazione ci consente di poter rivedere le regole in senso migliorativo, come per tutti gli italiani. E’ giusto che anche il mondo del calcio abbia la possibilità di riprendere in sicurezza, come tante altre attività”. Dal Governo, insomma, trapela ottimismo per la ripartenza del calcio. E c’è anche una data per la decisione sui campionati. “Ho convocato una riunione per il 28 maggio, alle ore 15, con il presidente Gravina, il presidente della Lega Serie A Dal Pino e tutte le altre componenti – ha rivelato Spadafora – Credo che la prossima settimana saremo nelle condizioni di avere tutti i dati per poter insieme decidere se e quando ripartirà il campionato. Ora che il Paese riparte è giusto che lo faccia anche il calcio”.
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“L’Italia riparta dalla Blue Economy”, il 22 maggio diretta web
ROMA (ITALPRESS) – Si svolgerà venerdì 22 maggio alle 11 l’evento web dal titolo “L’Italia riparta dalla Blue Economy: trasporto marittimo, cantieri navali e difesa del mare”, promosso dalla Fondazione UniVerde e dall’Agenzia di stampa Italpress in collaborazione con Marevivo, TeleAmbiente e SOS Terra Onlus, e con il supporto di Marnavi e Idroambiente.
L’evento sarà occasione per rilanciare la centralità della blue economy all’interno della strategia economica nazionale come fattore fondamentale di ripresa post Covid-19. “Occorre un intervento ambizioso – si legge in una nota – che sappia guardare al futuro per affrontare l’emergenza disoccupazione e cassa integrazione con investimenti per favorire la costruzione di nuove navi italiane ad alta tecnologia e la trasformazione di quelle esistenti e con l’obiettivo di contenere lo spostamento di capitali e lavoro all’estero. Sostenere la rinaturalizzazione delle aree costiere e valorizzare le aree protette per rilanciare il turismo sostenibile e l’ecoturismo garantendo trasferimenti marittimi sempre meno inquinanti e sempre più sicuri. Intervenire sui sistemi di dissalazione per garantire un approvvigionamento idrico sicuro e sostenibile”.
Intervengono Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde; Tullio Berlenghi, capo segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Domenico Ievoli, presidente di Marnavi; Antonio Cavallo, componente del comitato giuridico di Marevivo. Conclude Carla Ruocco, presidente Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Modera Gaspare Borsellino, direttore responsabile di Italpress.
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulle pagine Facebook della Fondazione UniVerde (https://www.facebook.com/FondazioneUniVerde/), di TeleAmbiente (https://www.facebook.com/teleambiente), di SOS Terra Onlus (https://www.facebook.com/SOSTerraOnlus) e di Italpress (https://www.facebook.com/Italpress/), e in diretta televisiva su TeleAmbiente, ai canali 78 (Lazio e Umbria) e 812 (Lombardia) del digitale terrestre.
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