Home Senza categoria Pagina 3747

Senza categoria

Diecimila firme per la petizione Siae, Mogol “Diventi tsunami”

ROMA (ITALPRESS) – A 24 ore dal lancio, la petizione della Società Italiana degli Autori ed Editori #404Copyright promossa dal Presidente Giulio Rapetti Mogol ha raccolto circa 10.000 firme. Ieri sera è arrivata anche l’adesione di Luciano Ligabue, Eros Ramazzotti e Luca Barbarossa.
“Dobbiamo farlo diventare uno tsunami – dichiara Mogol – Per questo invitiamo tutti gli autori ed editori, anche non iscritti a SIAE, tutti gli interpreti e gli esecutori, tutti coloro che lavorano nell’industria della cultura, dello spettacolo, dell’informazione e dell’intrattenimento a sottoscrivere e sostenere la nostra petizione e il nostro appello. Siamo pronti alla mobilitazione. Ai Parlamentari della Repubblica ripeto: ‘Fate presto! Fate subito!'”.
Il Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini rivolge il suo invito direttamente ai cittadini: “La musica, i film, il teatro, la letteratura, gli autori della radio e della televisione e i giornalisti che fanno informazione in questi mesi hanno svolto una funzione fondamentale, seconda solo a quanti operano nella sanità. Ci hanno aiutato a resistere, a non perdere la speranza, a sognare la ripartenza alla fine di questo incubo. Firmando la petizione sosteniamo chi ci fa sognare. L’industria creativa è strategica per il nostro Paese e gli autori, che producono bellezza, devono poter vivere del loro lavoro. Senza la musica, il cinema, il teatro, la letteratura, le arti figurative, la nostra vita come sarebbe? Non vogliamo che un giorno cercando un contenuto in rete appaia ‘404: COPYRIGHT NOT FOUND'”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Aiop “Garantire diritto alla salute in maniera uniforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Rileviamo una disparità nel diritto di accesso alle cure sul territorio nazionale, determinato dalla scelta di alcune Regioni di non autorizzare la ripresa delle attività di assistenza ambulatoriale e per acuti. Non comprendiamo, infatti, la scelta di quei governatori che, nonostante le norme favorevoli alla ripresa contenute nei decreti del Governo e a fronte di un indice di contagio da Covid-19 in continua diminuzione su tutto il territorio nazionale, sono rimasti fermi nel voler mantenere le restrizioni alla possibilità, per le strutture private, di erogare prestazioni a beneficio della salute di tutti gli italiani”. Lo dichiara Barbara Cittadini, presidente dell’Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata). “Desideriamo ricordare – prosegue – che le restrizioni permangono in regioni il cui tasso di contagio da Covid-19 risulta essere più basso rispetto ad altre realtà nelle quali l’attività di assistenza è già ripresa nella sua normalità. Siamo, inoltre, preoccupati perchè questa condizione sta determinando l’acuirsi del fenomeno delle liste d’attesa, oltre a un aumento dei decessi a causa di patologie ‘non Covid’, determinato dalla diminuzione dell’offerta di salute. La componente di diritto privato – conclude Cittadini – sollecita le Istituzioni affinchè le attività di assistenza ripartano con immediatezza su tutto il territorio nazionale, evitando qualsiasi rischio per la salute degli italiani. Riteniamo che solo così possa trovare piena attuazione l’art. 32 della Costituzione che qualifica come ‘inviolabilè il diritto alla salute del cittadino e l’interesse della collettività. Oggi più che mai, la salute degli italiani va tutelata in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale”.
(ITALPRESS).

Scuola, Azzolina firma decreto per stabilizzazione 4.500 precari

ROMA (ITALPRESS) – La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ha firmato il decreto ministeriale che dà il via libera definitivo all’assunzione di 4.500 insegnanti precari sui posti che si sono liberati lo scorso anno a seguito dei pensionamenti della cosiddetta Quota 100. “Si chiude finalmente un percorso cominciato in autunno durante l’approvazione in Parlamento del decreto scuola – commenta Azzolina -. Una battaglia che ho personalmente condotto per rendere giustizia a tutti quegli insegnanti che avevano diritto ad ottenere quei posti, ma non li hanno avuti perchè non sono stati resi disponibili per le assunzioni del 2019”. Si tratta di docenti che saranno assunti dalle graduatorie a esaurimento e da quelle dei vecchi concorsi ancora vigenti. “E’ una buona notizia per la scuola – sottolinea la ministra – e per tanti insegnanti precari che ora vengono finalmente stabilizzati. Avevamo 6.500 posti a disposizione, abbiamo potuto assegnarne solo 4.500 perchè non c’erano abbastanza profili da assumere dalle graduatorie in corso di validità. Un dato che dimostra che abbiamo bisogno di fare nuovi concorsi per avere nuove graduatorie da cui attingere, soprattutto nella scuola secondaria”.
(ITALPRESS).

Confassociazioni ‘Tre piaghe per la fase 2: liquidità, domanda, fiducià

ROMA (ITALPRESS) – “Ormai ne siamo consapevoli: la pandemia ha prodotto una situazione di incertezza sanitaria globale. Ma, se non ci muoviamo in fretta, ci saranno almeno altre 3 crisi che colpiranno il nostro sistema economico nella fase 2: la crisi della liquidità, la crisi della domanda, la crisi della fiducia”.
Lo dice all’Italpress Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni.
“La prima piaga è la crisi della liquidità. Una crisi che viene dalla Fase 1 e sulla quale, nonostante i provvedimenti già emanati, siamo già in gravissimo ritardo”, afferma Deiana. “In un mondo colpito da un infarto come quello della pandemia, dare liquidità in qualsiasi modo a imprese, professionisti e famiglie, era come offrire ossigeno in terapia intensiva per proteggere l’occupazione e la capacità produttiva durante il coma artificiale del lockdown. Per questo bisognava fare presto. Ma il Decreto Liquidità non ha raggiunto questo fine. La piaga numero 2 è la crisi della domanda. E comunque dobbiamo essere consapevoli che, se non ci sarà domanda di consumo, prima o poi la liquidità dell’economia reale finirà comunque”.
“La terza piaga, la crisi della fiducia, sarà forse la più grave – sottolinea il presidente di Confassociazioni -. Siamo in un mondo dove, dall’inizio del lockdown, ormai nessuno paga più nessuno e usa qualsiasi scusa disponibile per evitare di saldare fatture e pagamenti. Sistemi di reputazione e solidarietà costruiti in tanti anni praticamente morti e tutti da ridiscutere. Non pagare per lucrare o, più spesso, per sopravvivere. Ci vorrà un tempo molto lungo per ricostruire la filiera della fiducia. E così le imprese che vorranno approvvigionarsi di materie prime dovranno pagarle prima della consegna e non a 60/90 giorni come in passato. Così come i professionisti chiederanno almeno il 50/60% di anticipo per offrire le proprie prestazioni. E come si fa senza liquidità? Meno fiducia produce meno liquidità che genera meno domanda. Il paradigma della crisi”.
“Bisogna dire la verità e chiarire agli Italiani che, senza una rapida politica di investimenti – non detassazioni e bonus in ritardo – e una spinta vigorosa al settore privato, anche coloro che si sentono al sicuro oggi potrebbero non esserlo più domani”, conclude Deiana.
(ITALPRESS).

Zaia “Troppa movida, richiudo tutto se aumentano i contagi”

VENEZIA (ITALPRESS) – Con 524.582 tamponi effettuati, 10.700 in più rispetto a ieri, 3.639 persone in isolamento, 231 in meno, 577 (-15), dei quali 44 in terapia intensiva (dei quali solo 18 positivi) è positivo l’andamento del coronavirus in Veneto. A preoccupare sono però gli eccessivi assembramenti della movida nei centri cittadini, che hanno spinto il presidente della Regione Luca Zaia, nel corso della quotidiana conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile di Marghera a lanciare un appello: “Ci sono arrivate, ma credo a tutti, decine di foto e video dei centri delle nostre città con movida a cielo aperto. Non ho nulla contro la movida, ma gli assembramenti da evitare e la mascherina sono però sacrifici necessari. Se qualcuno pensa che è finito tutto è sulla strada sbagliata. Aspetteremo queste persone sulle porte degli ospedali”. “In 10 giorni – ha aggiunto – io vedo i contagi: se aumentano richiuderemo bar, ristoranti, le spiagge, e torneremo a chiuderci in casa col silicone”.
(ITALPRESS).

In Calabria 1500 nuovi occupati con la realizzazione della SS Jonica

MILANO (ITALPRESS) – A Francavilla Marittima, in provincia di Cosenza, è stata posata oggi la prima pietra del Megalotto 3 della Strada Statale Jonica, che permetterà la creazione di 1500 nuovi posti di lavoro tra diretti e indiretti. Un’opera simbolo di nuove opportunità di crescita economica e lavoro nel Sud Italia che fa leva sul rilancio delle infrastrutture. Del valore di circa 980 milioni di Euro, commissionata da ANAS nell’ambito di un investimento complessivo di circa 1,3 miliardi di Euro, l’opera sarà realizzata dal Gruppo Webuild in corso di consolidamento nell’ambito di Progetto Italia, l’operazione industriale promossa da Salini Impregilo per il rafforzamento ed il rilancio del settore delle infrastrutture nel Paese. “Gli investimenti per il futuro del nostro Paese ripartono oggi e da qui, dal Sud Italia. E questo è il momento dei fatti, per creare lavoro e crescita grazie alle grandi infrastrutture che trasformano il volto dell’Italia e la portano nel futuro” ha dichiarato l’Amministratore Delegato Webuild Pietro Salini in occasione della cerimonia della posa della prima pietra. “Il tema oggi non è tanto programmare nuove infrastrutture, con il rischio di attendere anni prima di poter posare la prima pietra, ma pianificarle e realizzarle in tempi rapidi, semplificando i processi e garantendo liquidità alle imprese. Tante opere sono già pronte sulla carta e le risorse economiche ci sono per farle partire subito, dagli ospedali, alla manutenzione delle strade, dalle nuove metropolitane alle nuove ferrovie. Quello che ci attende dopo l’emergenza Covid-19 è una rivoluzione anche di pensiero, oltre che economica, che va affrontata tutti insieme. In Italia investiamo meno del 2% della spesa pubblica sulle infrastrutture, una scelta che ci fa perdere il treno della modernità, della mobilità, della multi-modalità, fondamentale per crescere e per spingere avanti un piano di sviluppo sostenibile. Dall’alta velocità alle reti stradali alle linee metropolitane, l’Italia ha bisogno di modernizzarsi. L’emergenza è diventata un alibi per questo Paese. Pensiamo a Genova, dove stiamo realizzando il nuovo Ponte in tempi record perchè tutti remiamo nella stessa direzione, non perchè sia stato applicato un processo straordinario. Solo con questo spirito compiremo un balzo nel futuro. E Webuild è pronta a farlo. Quella di oggi è una prima pietra anche per la nostra nuova Società, perchè su questa strada parte un cantiere in cui Webuild lavora come un unico Gruppo più grande e più forte”, ha concluso Salini.
Il Megalotto 3 della Strada Statale Jonica prevede la realizzazione in nuova sede della tratta della SS-106, che dall’innesto con la SS-534 (Km 365+150), nell’area di Sibari, arriva a Roseto Capo Spulico (Km 400+000), in Calabria. La durata dei lavori prevista è di circa sette anni. L’opera si svilupperà per 38 chilometri e correrà a circa un chilometro dal tracciato storico, andando a collegare i litorali ionici della Calabria, della Basilicata e della Puglia, e a costituire anche una cerniera tra il sistema trasportistico dell’Autostrada A3 e la Puglia.
(ITALPRESS).

Commercio, grandi problemi da saper gestire

Un grido di dolore e di allarme è stato rassegnato alla politica ed alla economia dalla Confcommercio, la confederazione degli imprenditori del terziario. Il presidente, Carluccio Sangalli, ha messo in guardia circa il rischio che sta correndo il paese, per la contrazione dei settori chiave dei servizi e del commercio, decisivi per la economia italiana. Ma racconta anche di una difficolta mai più conosciuta, almeno dal dopoguerra, da piccole, medie e grandi imprese del settore e dei loro lavoratori, che rischiano di dare forfait per i consumi scaraventati nel fondo più buio dalle conseguenze della pandemia. Il dato drammatico rassegnato da Confcommercio relativo al mese di aprile scorso riguardo l’arretramento di consumi ad aprile, è del 44,6% al confronto con i consumi dello stesso mese di aprile dell’anno scorso; dopo che sempre a marzo di quest’anno, all’inizio del lockdown, già si era registrato un improvviso calo del 30,01%. Sangalli chiede, come stanno ripetendo tutti i capi delle associazioni imprenditoriali, indennizzi più robusti e liquidità subito fruibili.

In effetti i settori del terziario già venivano da una forte debilitazione dei consumi interni a causa di una crisi economica come quella di dodici anni fa mai smaltita in Italia, appesantita da un aumento progressivo delle imposizioni fiscali dirette ed indirette in carico ai cittadini sempre più spinti a ridurre spese per le loro famiglie. Peraltro, generalmente nel settore terziario, la rivoluzione digitale applicata alle vendite, alla intermediazione, e ai servizi, aveva già indebolito fortemente le strutture saldissime commerciali ed economiche che eravamo abituati a conoscere.

Non è un caso che la tradizionale pressione dei commercianti sui governi, ha riguardato costantemente due interventi: la riduzione fiscale sulle aziende per reggere la concorrenza on line quando non la vendita molto diffusa in nero, la riduzione del carico fiscale per i cittadini per irrobustire i consumi interni, la tassazione delle grandi holding internazionali on line, che nei fatti accrescono a proiezione geometrica la sfera di influenza commerciale, forte del sostanziale vantaggio di non pagare tasse.

Dunque l’appello è accorato, per il rischio reale per centinaia di migliaia di piccoli operatori economici di non riuscire ne a procurarsi più un reddito, ne in questi tempi di pandemia e di contrazione dei volumi di affari, a poter provvedere agli impegni economici degli affitti, delle utenze, degli obblighi verso i dipendenti. Quindi un aiuto per potersi riavviare nelle attività, un aiuto concreto ed immediato, soprattutto per tutto il settore del tempo libero, che come si sa, sarà il settore che tornerà alla ‘semi normalità’ più tardi di altri, ma che comunque dovrà già prepararsi a volumi inferiori di guadagni per la contingentazione necessaria degli utenti per i servizi e a spazi ed attrezzature costose per la sicurezza. Dunque davvero grandi problemi da saper gestire per garantire a queste attività una rinnovata prosecuzione è una vitale stabilità da raggiungere.

Annullata la fase internazionale della Danone Nations Cup 2020

0

In questo momento in cui il mondo si trova ad affrontare una grave difficoltà, dettata dall’emergenza relativa al COVID-19, la FIGC e Danone hanno come priorità quella di proteggere la salute e la sicurezza di tutti i partecipanti al torneo, dai giovani giocatori alle famiglie, dai numerosi fan agli addetti ai lavori. In quest’ottica, nel rispetto di quanto stabilito dalle autorità competenti a livello nazionale e internazionale, e in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, con grande dispiacere per tutti i partecipanti coinvolti, è stato deciso di annullare la finale mondiale della Danone Nations Cup prevista a Giacarta, in Indonesia, nell’ottobre 2020. Una decisione difficile, considerando che la finale mondiale della Danone Nations Cup rappresenta uno degli eventi annuali più attesi da milioni di bambini e bambine di tutto il mondo. Nel contempo, per quanto riguarda l’edizione italiana riservata alle giovani calciatrici Under 12, la Figc, attraverso il proprio Settore Giovanile e Scolastico, insieme a Danone, continueranno a lavorare congiuntamente per offrire alle ragazze delle 98 società partecipanti nuove e diverse esperienze nel rispetto della sicurezza e delle indicazioni istituzionali.
Con la speranza di poter ripristinare al più presto le attività di gioco in campo già previste nella nuova stagione sportiva, stiamo monitorando con attenzione l’evolversi della situazione per poter offrire al più presto soluzioni di gioco, attività ed intrattenimento alternative che contribuiscono alla crescita e alla formazione delle calciatrici del futuro. In tal modo, il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC e Danone vogliono valorizzare al meglio quelle competenze trasversali che lo sport e il calcio femminile in particolare possono contribuire a sviluppare nei giovani e nelle future generazioni di donne responsabili del proprio ruolo di “change maker”, ancora più importante oggi per aiutare l’intera società a superare al meglio, da veri sportivi, questo difficile momento. “Play Football, Change the Game”…. and Play Fair!.
(ITALPRESS).