Home Senza categoria Pagina 3751

Senza categoria

Fis sbarca su telegram, attivo il canale informativo

0

Si amplia l’offerta in termini di comunicazione della Federazione Italiana Scherma. Dopo essere stata antesignana nella presenza di una federazione sulle piattaforme social e dopo aver lanciato la web tv FederSchermaTV che con la sua programmazione h12 rappresenta un “unicum” nello scenario sportivo federale italiano, la Federazione Italiana Scherma approda su Telegram e nasce il canale “FederScherma”. Si tratta di un nuovo strumento di comunicazione a disposizione delle società, dei tecnici, dei tesserati e degli appassionati, che vede la Federazione Italiana Scherma presente sull’applicazione di messaggistica con l’obiettivo di veicolare, in tempo reale, informazioni in modo semplice e diretto, giungendo direttamente ai pc, tablet, smartphone di chiunque si iscriverà al canale. Per iscriversi al canale Telegram è necessario scaricare e installare la app sul proprio dispositivo (è gratuita per iOS e Android), aprirla, cercare tramite il motore di ricerca “FederScherma” e unirsi.
(ITALPRESS).

LA BUNDESLIGA HA INDICATO LA VIA, COSA FARANNO GLI ALTRI?

Dopo la ripartenza dei tedeschi, come reagirà il Mondo, l’Europa, l’Italia del calcio ? La Bundesliga ha fornito un primo esempio di quello che potrebbe essere il campionato ai tempi del coronavirus. Il transfuga Klopp, dall’Inghilterra, se ne è detto entusiasta. Certo, bisognerà vedere cosa succederà negli esami medici dei prossimi giorni per dire con sicurezza se si può ricominciare ovunque, anche da noi. In ogni caso, abbiamo capito come saranno le partite dell’immediato futuro: senza pubblico, con i giocatori che non si rotoleranno per terra in occasione dei gol, uno sull’altro, ma si daranno solo di gomito con grazia e a distanza. Inoltre, pallone sanificato, riserve in tribuna dietro le panchine, fair play per evitare perniciose scazzottature. Qualcuno ha già detto che senza i tifosi non ci può essere spettacolo, ma si sa che da tempo il nostro sport non è più calcio per mille motivi: le regole che cambiano ad ogni piè sospinto, i contratti che vengono ignorati o stracciati, le risse di cortile sui canali televisivi e altro ancora. Insomma, è un’altra cosa, che può piacere o no, specie agli antichi suiveurs.

Nemmeno la vita di tutti i giorni del resto, è quella di prima, con le mascherine che ci impediscono, per la strada, di riconoscere i nostri parenti più vicini, le distanze da osservare, la salute da preservare dagli assalti del virus che non si riesce a sapere dove sia: in cielo, in terra e in ogni luogo. Ma siccome ci tocca ingoiare l’amara pillola finchè quest’emergenza non finirà, è già qualcosa – in assenza di cinema, teatri e spettacoli d’arte varia – che si possa assistere a qualche partita, anche se molti pensiamo (e alcuni lo hanno fatto) che sia il caso di lasciar perdere e ricominciare in autunno con il prossimo campionato. Epperò, ci sono i soldi dei club di mezzo e uno straccio di tentativo di ricominciare bisogna farlo. Le idee sono talvolta confuse, ma la buona volontà è tanta. In ogni caso, la Germania è passata dalle chiacchiere alla pratica, mentre altri (fra cui noi) fanno filosofia e non decidono nè di fermarsi, nè di ricominciare. I politici bisogna capirli: hanno delle responsabilità e devono evitare di commettere errori (ci sono di mezzo credibilità ed…elezioni) e quindi vogliono scaricare la decisione su altri.

Così da noi il premier Conte, assediato dai critici che non gli perdonano nulla, dato che il potere logora chi non ce l’ha (Andreotti), ha dato un colpo di freno agli entusiasmi dei calcianti, dicendo che per far partire il campionato occorrono garanzie che ali momento non ci sono. Ma il campionato italiano è fra quelli che non hanno certezze. Siamo andati a scartabellare e sono parecchie le nazioni che hanno fissato delle date di inizio, ma prevalentemente domina l’incertezza. In Spagna, per esempio, contano di recuperare il terreno perduto a tappe forzate (in campo ogni 72 ore) facendo giocare le partite in orari che terranno conto del “calor” locale, dato che nella penisola iberica l’estate non è uno scherzo: alcune gare potranno cominciare alle 23, finendo all’una di notte. Un campionato per nottambuli. Dall’Inghilterra (dove sarà un lunedì di incontri fra i capitani che vogliono rassicurazioni sulla salute) è giunta notizia dai tabloid che un ignoto giocatore dal nome importante e dal portafogli ben fornito, ha affittato un jet, un locale e un appartamento di Parigi per una serata a luci rosse, poi è tornato a Londra per allenarsi, ma mantenendo le dovute distanze…

Intanto, leggendo i bollettini della Protezione Civile, si vede che i numeri dei contagiati e dei morti (in calo, ma sempre di persone si tratta, non di cifre) sono più rassicuranti, ma si teme che l’apertura indiscriminata a tutte le attività, ai viaggi, possa provocare un ritorno del “caro” virus. Poi, si sa, noi siamo più realisti del re e, non fidandoci gli uni degli altri, sono in corso ispezioni presso le società al lavoro, inchieste e quant’altro per tenere occupate le persone. E c’è chi si chiede chi abbia sbagliato il protocollo. Già, il protocollo. Bisogna ritoccarlo. Al momento comunque, ci sono alcune società con un passato importante (il Catania) che rischiano di fallire, gli arbitri che chiedono rispetto e tante variazioni sul tema. Rizzoli, il designatore, ha detto che in ogni gara un fischietto prende circa 200 decisioni e quella più difficile riguarda sempre la volontarietà del “mani”, specie in area, nonostante la presenza del Var. Insomma nel salotto buono del pallone si disquisisce e si chiacchiera amabilmente del più e soprattutto del meno, in attesa che la palla torni a rimbalzare. Le ultime dicerie ci fanno sapere che, mentre il Coronavirus si è fermato a Parma, contagiando qualche giocatore (due in isolamento dopo un primo tampone positivo e un secondo negativo), i presidenti per metterci su i soldi della ripresa, vogliono avere la certezza di giocare il 13 giugno.

Altrimenti niente. E, per cambiare, pullulano i dubbi: completare la stagione giocando tutte le 12 partite non disputate, i recuperi e la Coppa Italia, oppure finire l’annata con i playoff? Vedremo. Ma chi ci potrà assicurare che qualcosa si farà? Per adesso l’unico sport praticato è quello dello scaricabarile.

Intesa Sanpaolo Vita acquisisce il controllo di Rbm Assicurazione Salute

ROMA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo Vita ha assunto il controllo di RBM Assicurazione Salute, acquistando direttamente per cassa dal Gruppo RBHold della famiglia Favaretto, il 50% +1 azione al prezzo di 325 milioni di euro. E’ stato altresì confermato il piano di incremento della partecipazione fino al 100% del capitale, in modo progressivo dal 2026 al 2029, che avverrà ad un prezzo di acquisto determinato in base al raggiungimento di obiettivi di crescita prestabiliti, secondo una formula mista patrimoniale e reddituale.
Con questa operazione – autorizzata dall’IVASS lo scorso 16 aprile – il Gruppo Intesa Sanpaolo rafforza significativamente il proprio posizionamento nel business Salute, cresciuto in Italia del 9,3% nel periodo 2015-19 e con ulteriori prospettive di espansione per i prossimi anni.
La nuova Compagnia, che prenderà il nome di “Intesa Sanpaolo RBM Salute”, vede la conferma di Marco Vecchietti nel ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale della prima Compagnia assicurativa nel ramo malattia con 577 milioni di premi e una quota di mercato del 18,0%. Nella classifica dei gruppi assicurativi, Intesa Sanpaolo Vita risulta ora il secondo operatore in Italia, con 690 milioni di euro di premi ed una quota di mercato del 21,5%.
Intesa Sanpaolo RBM Salute si rivolgerà sia alla clientela tradizionale di RBM Assicurazione Salute (fondi sanitari, aziende ed enti pubblici), sia alla clientela retail ed imprese di Intesa Sanpaolo.
“La Divisione Insurance del Gruppo Intesa Sanpaolo – si legge in una nota – beneficerà di numerosi fattori di crescita: forza propulsiva del canale diretto della ‘nuovà Compagnia (attraverso i rapporti consolidati con le parti sociali, le aziende, gli ordini e le casse professionali e la pubblica amministrazione); pieno sviluppo del modello distributivo della bancassicurazione, verso la clientela small; medium corporate e retail; offerta di piani sanitari collettivi per le imprese e integrazione del modello d’offerta XME Protezione, già sviluppato da Intesa Sanpaolo Assicura, con prodotti assicurativi individuali e servizi sanitari destinati al segmento delle famiglie; costituzione di un’Agenzia assicurativa per la vendita di prodotti personalizzati, dedicati principalmente alla clientela mid e large corporate, valorizzando le opportunita di cross-selling, tramite l’offerta di soluzioni assicurative di tutte le Compagnie della Divisione. L’accordo di servicing con il partner strategico Previmedical – la più grande rete medicale convenzionata in Italia (con oltre 113.000 strutture tra Ospedali, Case di cura, Centri diagnostici, Laboratori di analisi, Fisioterapisti e Studi Dentistici) – metterà a disposizione della clientela di Intesa Sanpaolo RBM Salute terapie e cure di elevata qualita e a condizioni economiche vantaggiose rispetto alla media di mercato. La centrale operativa di Previmedical, per la gestione delle prestazioni sanitarie, sara a disposizione dei clienti 24/7, 365 giorni l’anno”.
“La nascita di Intesa Sanpaolo RBM Salute rappresenta un momento significativo per la storia del nostro Gruppo Assicurativo e di tutto il Gruppo Intesa Sanpaolo, un passaggio fondamentale verso un futuro che vogliamo vivere da protagonisti nel comparto della protezione ed in particolare nella tutela del bene piu importante, la salute – spiega Nicola Maria Fioravanti, ad di Intesa Sanpaolo Vita, responsabile della Divisione Assicurativa del Gruppo Intesa Sanpaolo e nominato presidente di Intesa Sanpaolo RBM Salute -. L’integrazione di RBM Assicurazione Salute, oltre a rafforzare il nostro posizionamento come Wealth Management & Protection Company, conferma la volonta di raggiungere la leadership nel business non-motor retail e di affermare il nostro modello di successo di banca assicurazione, unico nel mercato italiano”.
“La sottoscrizione di questa partnership con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che vede l’ingresso di Intesa Sanpaolo Vita nel capitale di RBM Assicurazione Salute – sottolinea
Roberto Favaretto, Presidente di RB Hold – rappresenta un’ulteriore conferma della validita del progetto industriale lanciato dal nostro Gruppo agli inizi degli anni 2000 nel settore del Welfare Contrattuale. Abbiamo sempre creduto che la sostenibilita del Sistema di Sicurezza Sociale del nostro Paese non possa prescindere da una collaborazione virtuosa tra Pubblico e Privato e abbiamo investito, negli ultimi anni, passione e risorse per dimostrarlo. Oggi siamo convinti che, grazie alla presenza di un partner come Intesa Sanpaolo, questo progetto possa finalmente arrivare a pieno compimento, mettendo a disposizione del Paese un importante strumento per affrontare la ripresa ed il futuro”.
(ITALPRESS).

Si riparte anche in Sicilia, Musumeci “tornato il sorriso ma attenti”

PALERMO (ITALPRESS) – Tra dubbi e incertezze si riparte, anche in Sicilia. Riaprono i battenti e alzano le saracinesche le attività commerciali, dopo circa due mesi di chiusura a causa della diffusione del coronavirus. Anche se, avverte il presidente della Regione, Nello Musumeci, “sarà necessario rapportarci con il dato epidemiologico e se il dato dovesse subire variazioni si dovrà intervenire subito, senza aspettare Roma, ma oggi in Sicilia respiro un’aria nuova, è tornato il sorriso in bocca”.
“Noi – spiega Musumeci, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7 – abbiamo chiesto autonomia e questo vuol dire soprattuto responsabilità, significa capacità di assumere l’onere delle conseguenze, sia positive che negative. Il governo su questa tesi ha tergiversato, ha perso tempo e abbiamo perso una notte insonne nel confronto con Roma, ma alla fine le linee guida che noi regioni avevamo proposto al presidente del Consiglio sono diventate materia del premier”. “A parte un pò di teatralità – sottolinea Musumeci – la verità è che l’Italia non è un territorio omogeneo, anche dal punto di vista del dato epidemiologico e questo è sotto gli occhi di tutti. Il mezzogiorno se l’è passata meglio. La riapertura rappresenta una molla psicologica, qui siamo al deserto dell’economia, ognuno spera di poter guardare avanti con un minimo di prospettiva. Davanti abbiamo due domande: quanti posti di lavoro perdiamo? Quante vite umane perdiamo? Sono due facce della stessa medaglia e nessuno può dare una risposta certa, perchè non abbiamo esperienza, non abbiamo parametri con i quali rapportarci”.
“Per ora – aggiunge – non abbiamo posto alcuna sanzione per chi gira senza mascherina ma ho visto tante persone che girano senza e non escludo nei prossimi giorni di prevedere sanzioni”.
(ITALPRESS).

Sequestrato nel brindisino scafo con mezza tonnellata di droga

La Guardia di Finanza, in una operazione aeronavale, dopo un breve inseguimento, ha fermato un’imbarcazione a poche miglia dalla costa nel brindisino. Occultati in un sottofondo, numerosi involucri cellophanati di varie dimensioni per un totale di 546 kg di marijuana e 17 kg di hashish che al mercato clandestino avrebbero fruttato oltre 5 milioni di euro.
Il natante utilizzato, uno scafo in vetroresina di circa 6 metri, con un potente fuoribordo, è stato sequestrato, mentre lo scafista, un trentunenne albanese, è stato arrestato per detenzione e traffico di sostanze stupefacenti e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
(ITALPRESS).

Ad aprile crollano i consumi, -47,6% su base annua

ROMA (ITALPRESS) – “Da oggi possono riaprire circa 800 mila imprese, ma il completo lockdown di aprile ha avuto conseguenze che il sistema economico italiano non ha mai sperimentato dopo la seconda guerra mondiale”. Lo evidenzia il Centro Studi di Confcommercio nel Rapporto Congiuntura.
Dopo la flessione del 30,1% di marzo, nel mese scorso i consumi sono crollati, rispetto ad aprile 2019, del 47,6%. Pochissimi i segmenti che sono riusciti a registrare un segno positivo (alimentazione domestica, comunicazioni ed energia), per molti altri, invece, soprattutto quelli legati alle attività complementari alla fruizione del tempo libero, la domanda è stata praticamente nulla. “Cifre quasi inverosimili che, purtroppo, testimoniano gli effetti derivanti dalla sospensione, non solo di gran parte delle attività produttive, ma anche di quelle sociali e relazionali dirette – sottolinea Confcommercio -. E la ripartenza, iniziata già dopo Pasqua e in via di rafforzamento nella prima settimana di maggio, come risulta sia dai consumi giornalieri di energia elettrica che dalle percorrenze dei veicoli leggeri, si presenta ancora densa di difficoltà. La questione più grave è la concentrazione delle perdite su pochi importanti settori, come il turismo e l’intrattenimento, che sono anche quelli più soggetti a forme di distanziamento e rigidi protocolli di sicurezza, ma anche la mobilità e l’abbigliamento”.
“Pertanto, la fine del lockdown non sarà uguale per tutti. Ma soprattutto, dopo la riapertura si avvertiranno anche dolorosi effetti su reddito e ricchezza che si protrarranno ben oltre l’anno in corso – spiega l’associazione di categoria -. Anche per queste ragioni, il rimbalzo congiunturale del 10,5% del Pil, stimato per il mese di maggio, appare modesto se confrontato alle cadute di marzo ed aprile e, nel confronto annuo, la riduzione è ancora del 16%. Non basteranno gli ulteriori recuperi di attività attesi da giugno in poi per cambiare significativamente la rappresentazione statistica di una realtà fragile e profondamente deteriorata. Una realtà in cui l’eccesso di burocrazia, male endemico di cui soffre il nostro Paese, ha presentato il suo conto anche durante la pandemia e nella quale anche l’efficacia dei provvedimenti messi in cantiere dalle autorità nazionali e internazionali rimane un’ulteriore incognita”.
(ITALPRESS).

Pozzo “Partire il 13 giugno è un insulto all’intelligenza”

UDINE (ITALPRESS) – Riprendere il 13 giugno “è un insulto all’intelligenza. Qualsiasi preparatore atletico dice che dopo due mesi e mezzo di inattività un giocatore ha bisogno minimo di un mese di allenamenti veri. Allenamenti agonistici, con la palla, con le partitelle, con scontri fisici. C’è ancora tempo per iniziare ma facciamo col cervello”. Va dritto al punto il patron dell’Udinese, Gianpaolo Pozzo, ospite di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno. La data della possibile ripresa della serie A non va bene, considerando che gli allenamenti di gruppo non sono ancora cominciati. “I calciatori hanno bisogno di giocare e sarebbe opportuno trovare una soluzione logica per giocare, quindi fare un mese di allenamenti. C’è questo trionfalismo della Germania ma lì ci sono già 16 infortunati e stanno giocando una volta a settimana. Noi, invece, dovremmo giocare due volte a settimana. Per essere coerenti dovremmo cominciare a fine giugno”.
(ITALPRESS).

Finanza di Parma scopre frode fiscale, 7 arresti e sequestri per 12 mln

PARMA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Parma ha scoperto una maxi frode fiscale nel settore dell’impiantistica industriale. Sette persone sono state arrestate e sono stati sequestrati beni patrimoniali per 12 milioni di euro.
L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Parma su richiesta della locale Procura, ha riguardato imprenditori e professionisti, operanti nel settore della metalmeccanica e dell’impiantistica industriale attraverso due distinti Consorzi riconducibili a due imprenditori, uno dei quali recentemente condannato in primo grado dal Tribunale di Catanzaro per il reato di associazione mafiosa in quanto organico alla cosca di ‘ndrangheta Farao- Marincola. Sono in corso di esecuzione sequestri per equivalente, fino a concorrenza delle imposte evase, per circa 12 milioni di euro di euro, su conti correnti, depositi e immobili riconducibili agli indagati.
Le indagini, dirette e coordinate dalla Procura e svolte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma, hanno consentito individuare un articolato meccanismo di frode attraverso il quale il gruppo criminale riusciva a fornire, ad importanti aziende di rilevo nazionale ed internazionale operanti in territorio emiliano, servizi e manodopera a prezzi fuori mercato.
(ITALPRESS).