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Messe con fedeli, Papa “Rispettate le norme”

ROMA (ITALPRESS) – “Da domani in Italia si potrà celebrare la Santa Messa con il popolo ma per favore andiamo avanti con le norme, le prescrizioni per custodire la salute”. Lo ha detto Papa Francesco che ha anche ricordato che le prime comunioni sono state rinviate a causa del Coronavirus, e ha rivolto “un pensiero affettuoso a bambini e bambine che avrebbero dovuto ricevere per la prima volta l’eucaristia”.
(ITALPRESS).

IN GERMANIA CALCIO BATTE COVID IN ATTESA DEI TEST

Si può fare. Per ora, Calcio batte Coronavirus: vedremo che succederà dopo i test. E’ ripartita così la Bundesliga e noi tutti appassionati di calcio in astinenza da oltre due mesi non potevamo glissare. Il “sì” di Angela Merkel è stato da esempio per gli altri, pavidi attendisti di tutto il mondo. Così tutti noi calciofili dalle Alpi alle Piramidi, ci siamo messi davanti al televisori: abbiamo spasimato per Borussia Dortmund-Schalke 04 e tutte le altre partite della Bundesliga. Del resto, con i cinema e teatri chiusi, è stato il primo spettacolo fruibile. Il primo, senza canovaccio. Un pò di ruggine degli attaccanti, all’inizio, un pizzico d’invidia (e di preoccupazione) per il calcio tedesco, nel sentimento comune. E abbiamo appreso, oltre alle pallonate, che i club più importanti del calcio teutonico hanno stanziato 20 milioni di euro per aiutare i club in difficoltà economiche e rimettere in piedi il baraccone. La cooperativa del pallone ha bisogno di stampare soldi anche in Germania. Erano in programma sei partite e, seguendo la tv, è sembrato di assistere, col passare dei minuti, alla resurrezione del calcio. Intendiamoci: avevamo assistito a parecchie partite senza pubblico e ci rendiamo conto che qualcuno doveva pur cominciare in qualche modo. Troppi interessi in ballo. Ma che le prime partite della ripresa (sei) si siano giocate a tribune vuote (ammesse solo 322 persone a partita, compresi gli operatori della tv) e, da qualche parte, con i cartonati dei tifosi (pochi: 20 euro l’uno versati per beneficenza) hanno fatto sembrare le gare delle pièces teatrali, dove tutti recitavano una parte, come gli attori o forse le marionette. Si fa strada l’idea di giocare sempre senza tifosi maleducati. Lo spettacolo comunque non ha deluso in generale. Il Dusseldorf ha preso solo pali, il Lipsia l’ha scampata bella. La Bundesliga perderà teoricamente 750 milioni di euro, ha detto la federazione, ma per i vantaggi d’immagine e l’orgoglio di aver dato i primi calci al pallone, è valsa la pena, considerato che le tv detentrici dei diritti hanno scucito senza batter ciglio i 300 milioni di euro dell’ultima rata annuale. Sono stati appesi gli striscioni, da parte degli addetti e ci è stato risparmiato lo strazio del tifo “finto”, diffuso nello stadio dagli altoparlanti, come capita in Giappone. Il primo gol dopo la sosta è stato di Haaland del Borussia Dortmund (che ha strapazzato lo Schalke), un bel gol. Poi ci ha messo lo zampino pure l’italiano Vincenzo Grifo il cui angolo è stato deviato da Gulde: i gol sono in seguito fioccati. I giocatori sono disciplinatamente andati a fare a doccia, a fine gara, a casa o in albergo. Il pallone doveva essere sanificato di tanto in tanto, ma noi non ce ne siamo accorti. Ai margini del campo, quattro raccattapalle (minimo 16 anni) con mascherina, riserve sulle tribune, a distanza, dietro le panchine. Non abbiamo visto molti allenatori col bavaglio. A proposito di tecnici: quello dell’Augsburg, Heiko Herrlich, che era stato assunto appena il 10 marzo scorso e avrebbe dovuto esordire in panchina contro il Wolfsburg, è stato beccato con le mani nella marmellata. Così non ha potuto guidare la squadra bavarese (1-2 contro il Wolfsburg) che si è ripromesso di salvare dalla retrocessione: era andato a comprare un dentifricio e una crema per le mani, lo sciagurato, lasciando l’albergo del ritiro e infrangendo una delle drastiche regole “inflitte” dalla Bundesliga a tutte le squadre. Denti e mani pulite, ma fedina “sporca”: si farà la sua bella quarantena, due tamponi e poi si vedrà. Si è giocato con la possibilità di cinque sostituzioni. Nessuno ha esagerato. Quanto ai test: le società pagheranno di tasca loro i 20.000 tamponi (due la settimana per ciascun componente del club) previsti sino a fine stagione. Altro che servizio sanitario nazionale ! Ma quello che ha impressionato gli osservatori (televisivi, come noi) la disciplina di questo calcio tedesco da Coronavirus: niente abbracci, niente strette di mano, i gol sono stati festeggiati con un colpo di gomito. Distanziamento fisico per quanto possibile, salvo che nelle azioni di gioco. Per fortuna neppure sputi, portatori di virus. I giocatori tedeschi ci sono apparsi educatissimi. E’ mancato quindi il “sangue”, per ragioni sanitarie, e chissà se ci saranno gli insulti nelle trasmissioni, come da noi. Un tecnico tv è stato stordito da una pallonata, ma non vale perchè non giocava. Arbitri dai cento occhi hanno usato il VAR e sorvegliato sul rispetto delle regole. Ora aspettiamo gli esiti dei controlli sanitari. In caso di positività dei giocatori, i malati saranno sostituiti dai giovani del vivaio e si potrà arrivare, in caso di diffusione grave della malattia, alla sospensione del campionato. In gran forma i telecronisti, rianimati dai primi gol del rinascimento pallonaro.

Coronavirus, Lippi “Moralismo inaccettabile, dobbiamo ripartire”

ROMA (ITALPRESS) – “Il presente è veramente vomitevole. Mi fa incazzare, lo dico sinceramente. Sento solo discorsi di questo tipo: bisogna fare squadra, bisogna essere uniti, compatti, coesi. Essere squadra? Ognuno pensa ai cavoli suoi, ognuno pensa a casa sua, pensa alle poltrone, a livello politico, a livello scientifico, a tutti i livelli”. E’ lo sfogo di Marcello Lippi che, sulle pagine de ‘Il Corriere dello Sport’, analizza il momento delicato dell’Italia e anche del calcio nostrano, fermo a causa della pandemia di Covid-19 in un week-end che ha invece salutato il ritorno in campo della Bundesliga. “Qui in Italia si strumentalizza tutto a proprio uso e consumo – spiega l’ex ct della Nazionale, campione del mondo a Germania 2006 – Se c’è qualcuno che fa o dice qualcosa di buono viene immediatamente sputtanato, gli mettono i bastoni tra le ruote. A livello scientifico è ancora più vergognoso: ma, dico io, siamo nel 2020, andiamo su Marte e non siamo capaci di trovare una medicina, un rimedio per questo cavolo di virus, un vaccino… Se uno scopre una cosa importante che potrebbe risolvere i problemi di un’altra nazione la tiene per sè, non la comunica perchè non vuol far fare bella figura all’altro, questa è la situazione”. Per Lippi, 72 anni, reduce da una lunga militanza sulla panchina della Cina, il campionato “deve ripartire. Tra l’altro, ci dicono da un sacco di tempo che dovremo convivere a lungo con questo virus. Riparte quello, riparte quell’altro, e allora perchè il calcio non deve ripartire? Non è più come due mesi fa, quando purtroppo ci siamo ritrovati a dover far fronte a uno tsunami, una crisi drammatica che non eravamo preparati a gestire. Persone che finivano in ospedale quando ormai era troppo tardi. Non c’era l’organizzazione che c’è adesso. Il virus ha perso potenza, numerose terapie intensive sono vuote, oggi siamo in grado di contrastare diversamente la pandemia e allora cosa spinge qualcuno a sostenere che il calcio non deve ripartire. Nei confronti del calcio c’è una demagogia impressionante, un moralismo inaccettabile. Il calcio può piacere o meno, si può essere tifosi o non tifosi, ma una cosa non va mai dimenticata: il calcio professionistico – conclude l’ex allenatore di Juventus, Inter e Napoli – è un’industria e come tale deve essere trattato”.
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Fase 2, accordo raggiunto nella notte tra Governo e Regioni

ROMA (ITALPRESS) – Accordo raggiunto nella notte fra sabato e domenica tra Governo e Regioni sulla fase 2. Un accordo raggiunto dopo un lungo confronto, che ha portato alla sintesi dopo le tensioni tra le due parti.
“Alla fine il risultato è arrivato”, dice il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro notturno che ha chiuso una lunga giornata di confronto. “In un’ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l’accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo – continua Bonaccini -. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini. Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro – sottolinea Bonaccini – omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.
“Nel corso della riunione di questa notte abbiamo svolto un lavoro intenso e molto utile per far ripartire il Paese in sicurezza. L’accordo, che riprende le linee guida delle Regioni per le ordinanze, sancisce ancora una volta la leale collaborazione tra regioni e governo. Ringrazio i presidenti per aver sempre ricercato una soluzione nell’interesse del Paese. Ci stiamo muovendo su un terreno nuovo e, spesso, serve da parte di tutti un’assunzione ulteriore di responsabilità”, dice il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.
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Coronavirus, Solinas: “In Sardegna un passaporto sanitario per turisti”

ROMA (ITALPRESS) – “La Sardegna è una destinazione Covid free, ai turisti chiederemo un passaporto sanitario”, lo dice il governatore Christian Solinas in una intervista al Sole 24 ore.
“Siamo stati i primi in italia a chiudere porti e aeroporti oggi dobbiamo capitalizzare questo sacrificio mantenendo la percezione a livello internazionale che questa è una destinazione turistica Covid free”, afferma Solinas. “Pensiamo a un sistema di controlli in ingresso che se da una parte possono apparire come un aggravio dall’altro offrono un plus al turista che potrà trovare appena sbarcato un affievolimento delle misure di sicurezza con la possibilità di godere di una vacanza in serenità”, per questo “ogni turista dovrà avere un passaporto sanitario – aggiunge Solinas -. Che si traduce in estrema sintesi nella richiesta per chi voglia trascorrere le vacanze nell’isola di un certificato di negatività al virus che non sia anteriore a sette giorni dalla partenza”. Sarà possibile attraverso i tamponi: “Per questo chiediamo la liberalizzazione a livello nazionale, come già accade all’estero, in modo da consentire ai cittadini di poterli fare in laboratorio vicino a casa. Il Governo dovrebbe affrontare questo tema”.
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Coronavirus, Gardini “Voglia di ripartire, problema è il credito”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è tanta voglia di riapertura e di ricominciare. Speriamo che i protocolli di sicurezza e il distanziamento sociale ci aiutino per far diminuire la pericolosità del virus. Se no l’economia tracolla”. Così all’Italpress il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, in merito alla fase 2 dopo il Dl rilancio. L’Italia si trova nell’ultimo weekend di restrizioni severe per l’epidemia da Covid-19. Da lunedì diverse aziende potranno riaprire al pubblico seguendo dei protocolli di sicurezza. “Il 60% delle cooperative non si sono fermate durante il lockdown perchè facevano parte dei settori strategici – sottolinea Gardini – Il restante 40% sta riprendendo con tante difficoltà. Il primo problema è il credito, la liquidità: i provvedimenti economici del Governo non sono bastati. Per quanto riguarda i protocolli di sicurezza siamo pronti ad applicarli”. In attesa del Dpcm per maggiori dettagli, ha fatto discutere, dal lato delle imprese, l’articolo 42 del Decreto Cura Italia insieme a una circolare dell’Inail che mettono il contagio da Coronavirus sul luogo di lavoro sotto la responsabilità del datore di lavoro stesso, anche se la stessa Inail ha chiariato ieri che non esiste una responsabilità diretta. “L’art.42 ci spaventa molto per la responsabilità dei datori di lavoro in caso di contagio dei dipendenti. Limita i diritti delle imprese, auspico che si possa cambiare in Parlamento, perch’ disincentiva l’apertura. Il rapporto con le Regioni mi è sembrato più improntato al buon senso che con l’Inail. E’ aberrante che il datore di lavoro debba preliminarmente giustificarsi dopo aver messo in atto tutti i provvedimenti”, conclude Gardini.
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Coronavirus, Conte “A pieno regime in fase 2 con prudenza e fiducia”

ROMA (ITALPRESS) – “Ieri abbiamo approvato il decreto legge che da lunedì ci consente di entrare a pieno regime nella Fase 2. Affrontiamo la fase con voglia di ricominciare, ma anche con prudenza. I dati sono incoraggianti ci confermano che gli sforzi collettivi hanno prodotto i risultati attesi”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa presentando il nuovo Dpcm per le riaperture di lunedì 18 maggio.
“Siamo in condizione di affrontare questa Fase 2 con fiducia, ma anche senso di responsabilità. In questo percorso non sarà meno importante il lavoro e il dialogo con le Regioni, Anci e Upi, dovranno anche loro assumersi le loro responsabilità. Abbiamo predisposto un piano nazionale di monitoraggio – ha spiegato – basato su flussi informativi che ci perverranno dalle Regioni quotidianamente. Questo ci consentirà di tenere sotto controllo la curva e in caso di necessità intervenire con misure restrittive ma ben mirate. Andiamo incontro a un rischio calcolato nella consapevolezza che la curva potrà tornare a salire. I nostri principi rimangono gli stessi – ha proseguito Conte – il primo è la tutela della vita e della salute dei cittadini, valori non negoziabili ma che dobbiamo declinare diversamente. Stiamo affrontando un rischio ma dobbiamo ripartire, non possiamo permetterci aspettare il vaccino”. Da lunedì 18 maggio stop alle autocertificazioni all’interno della stessa Regione, riprende la vita sociale e gli incontri anche con amici e non più solo congiunti, rimane il divieto di uscire per chi positivo e in quarantena, resta il divieto di creare assembramenti. “In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro e la mascherina è obbligatoria in specifici luoghi”. Per quanto riguarda gli spostamenti da una regione all’altra che saranno limitati fino al 3 giugno, Conte ha assicurato che in prossimità di questa scadenza se i dati saranno incoraggianti, “si valuterà se si potrà tornare a muoversi in tutta Italia senza limitazioni. Sempre dal 3 giugno sarà possibile spostarsi all’interno degli Stati Ue senza obbligo di quarantena per chi arriva dall’Italia”.
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Coronavirus, Musumeci “Da lunedì fase2 con mascherina ma inflessibili”

PALERMO (ITALPRESS) – Anche la Sicilia si avvia da lunedì alla Fase 2 con l’apertura di Bar, ristoranti, negozi al dettaglio, parrucchieri ed estetisti, mentre per gli stabilimenti balneari dobbiamo aspettare ancora un paio di settimane. A tracciare le novità di questa nuova fase, in un’intervista all’agenzia Italpress, il presidente della Regione Nello Musumeci.
“E’ una fase destinata a durare a lungo perchè non credo che ci sia una terza fase fin quando non sarà stato scoperto il vaccino. E’ la seconda fase nella quale le attività economiche devono necessariamente riprendere fiato e si deve tentare tutti una quasi normalizzazione, dico quasi perchè continueremo a non poterci abbracciare, stare con la mascherina fuori casa. Noi – continua il governatore siciliano – saremo assolutamente inflessibili, dobbiamo convincere i cittadini che finora si sono comportati in maniera esemplare che la battaglia non è assolutamente vinta, c’è solo una tregua. E’ una fase da vivere con grande senso di responsabilità. Con il governo, nell’incontro con il premier Conte siamo riusciti a strappare la disponibilità a riconoscere alle regioni quel minimo di autonomia per potere adottare misure diverse rispetto a quelle generali indicate da Roma, in funzione delle specifiche esigenze del territorio. E’ confermato che lunedì apriranno i bar, ristoranti, servizi alla persona e commercio al dettaglio. Nei ristoranti – sottolinea – la gente si potrà sedere con le necessarie distanze che stiamo inserendo nella mia ordinanza che conto di poter firmare entro stanotte, ma dipende da quando arriveranno i documenti da Roma. Gli stabilimenti balneari stanno già organizzandosi in attività di manutenzione e pulizia degli arenili, prevediamo di poter autorizzare l’apertura tra qualche giorno, non immediatamente”.
Ci saranno aperture differenziati rispetto al Nord? “Già ci sono state, il passaggio alla seconda casa, ad esempio, non era autorizzato nelle direttive nazionali, ma lo abbiamo fatto con una piccola forzatura per la consapevolezza che il dato epidemiologico dell’Isola ci consentiva di spingerci un pò oltre. Credo che entro la fine di maggio noi avremo normalizzato tutte le attività, si dovrà comunque mantenere la distanza interpersonale. La legge finanziaria proposta ed elaborata dal mio governo prevede interventi per tutti gli operatori economici, c’è la concreta possibilità di avere qualche boccata di ossigeno, a quelle regionali si aggiungono le provvidenze del governo nazionale”.
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