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Fiorello compie 60 anni, re degli show tra radio e tv

ROMA (ITALPRESS) – “Amadeus mi ha convinto e mi convincerà pure stavolta… Potrebbe essere l’ultima cosa. Faccio Sanremo, come va va, e chiudo la carriera”. Così, tra il serio e il faceto, Rosario Fiorello che compie 60 anni oggi (16 maggio).
Showman, comico, cabarettista, imitatore, cantante, conduttore radiofonico e televisivo, grande mattatore, animale da palcoscenico, diventa ben presto uno degli animatori più conosciuti a livello nazionale, per poi approdare nel 1981 a “W Radio Deejay”. Il debutto sul piccolo schermo avviene nel 1988 con Dee Jay Television. La notorietà e la fama arrivano con il Karaoke (1992): Fiorello riporta la gente in piazza, facendo cantare in tutte le città d’Italia giovani e meno giovani. La sua carriera è costellata di successi televisivi e radiofonici: dal Festivalbar a “Stasera pago io” su Rai, al programma radiofonico “Viva Radiodue” assieme a Marco Baldini. E ancora: “Il più grande spettacolo dopo il weekend” e sul web il programma “Edicola Fiore”. Il 29 gennaio 2018, dopo 26 anni, torna su Radio Deejay con Il Rosario della sera.
Nel 2019 torna in Rai, in una produzione creata ad hoc per il portale RaiPlay, dal titolo Viva RaiPlay!. A febbraio 2020 è stato il “co-conduttore” del festival di Sanremo al fianco di Amadeus, riscuotendo un enorme successo.
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Coronavirus, lunedì si riapre e il 3 giugno riaprono le frontiere

ROMA (ITALPRESS) – Si dal 3 giugno agli spostamenti tra le Regioni, ma già da lunedì 18 maggio ci sarà la riapertura di negozi al dettaglio, centri commerciali, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti e mercati non alimentari. E si potrà tornare, con le dovute precauzioni, anche nei musei, nelle biblioteche, nelle gallerie d’arte e nei siti archeologici.
L’intesa, dopo l’ennesima giornata di colloqui e contrattazioni tra Governo ed Enti locali, arriva in seno alla Conferenza Stato-Regioni, ed è stata presentata poi al Consiglio dei ministri.
Inoltre, saranno riaperte le frontiere con il resto d’Europa. Nel decreto e nel successivo Dpcm che saranno varati nelle prossime ore dal governo, è prevista la possibilità dal 3 giugno di entrare in Italia dai Paesi dell’Unione europea, dell’area Schengen compresi Svizzera e Monaco.
In pratica, per chi varcherà i confini non sarà più prevista la quarantena obbligatoria con l’isolamento di 14 giorni. Una misura che mira a far riprendere il flusso turistico in vista dell’estate.
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Apertura Spadafora “Squadra in quarantena se c’è un positivo? Vediamo”

ROMA (ITALPRESS) – Se la curva dei contagi nei prossimi 10 giorni lo consentirà, “massima disponibilità da parte nostra a rivedere in maniera meno stringente questa regola. Ma che le regole già in vigore vengano rispettate. Da parte nostra nessun ostruzionismo o voglia di mettere in difficoltà”. E’ l’apertura del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ospite di “Stasera Italia” su Rete 4, a proposito del problema sollevato dal mondo del calcio sulla quarantena obbligatoria di tutta la squadra nel caso in cui ci fosse anche un solo positivo al coronavirus. Per quanto riguarda invece le altre questioni del protocollo, e in particolare la questione dell’auto-isolamento delle squadre in vista della ripresa degli allenamenti collettivi, Spadafora si dice sorpreso dal fatto che “la Lega dice di avere difficoltà ad attuare il protocollo che Figc e la stessa Lega ci hanno proposto. Oggi si rendono conto che per auto-isolarsi non hanno i centri adatti. Ma non lo avevamo chiesto nè noi, nè il Comitato tecnico scientifico. Se non sono in grado di farlo ne prendiamo atto. Se la Figc ritiene che non ci siano le condizioni per l’auto-isolamento di tutta la squadra, va bene, ce lo dicano, purchè rispettino poi le regole che rispettano gli altri sport – ha aggiunto – Da parte nostra c’è la massima disponibilità, se gli allenamenti non possono ricominciare, riparliamone, purchè partano. Se poi tutto questo va in successione, non vedo perchè il 13 giugno non possa ripartire il campionato”.
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Mancini “Ripresa del campionato? Darebbe una parvenza di normalità”

ROMA (ITALPRESS) – “Le difficoltà ci saranno perchè questa è una cosa mai accaduta prima e ripartire non sarà semplice: la mia speranza è che, come sembra, questo virus con il passare delle settimane possa andarsene e si possa tornare alla normalità. Anche giocare sarà importante, ripartire ci darebbe una parvenza di normalità: se si potrà fare credo sia la cosa migliore”. E’ l’auspicio del ct azzurro, Roberto Mancini, ospite di Tg Sport Speciale su Rai2. La Nazionale sarà costretta a un tour de force da settembre. “Potrebbe essere più faticoso, ma lo sarà per tutte le squadre: stiamo lavorando su situazioni diverse, magari riuscendo a convocare più giocatori e avere qualcuno da fare riposare. Chiaramente le partite si accumuleranno e per i giocatori sarà più difficile, questo è certo”. E poi ci saranno gli Europei. “Venivamo da tante partite giocate bene e vinte, c’era grande entusiasmo, sarebbe stato bellissimo giocare ora. La speranza è che questi ragazzi, con un anno in più, possano migliorare con continuità e magari che ne possano uscire altri da serie inferiori. Penso che la squadra possa migliorare. Zaniolo? Potrà essere un giocatore molto importante, anche lui è molto giovane, avrà un anno in più per migliorare: la mia speranza è quella di avere tutti a disposizione e avere dunque difficoltà nelle scelte”.
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Lavori in corso sul protocollo, Gravina “Cerchiamo aggiustamenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo cercando di trovare degli aggiustamenti, dei punti incontro per risolvere qualche piccolo ostacolo all’applicazione del protocollo”. Ospite del Tg Sport Speciale su Rai2, Gabriele Gravina prova a fare il punto in vista della possibile ripresa del campionato. “Stiamo cercando comunque di prendere coscienza di alcune difficoltà e una è oggettiva: l’impossibilità di reperire, da parte dei club, strutture ricettive disponibili, perchè sono ancora bloccate. Dunque dobbiamo consentire, condividendo il percorso con i ministri Spadafora e Speranza, una piccola variazione al protocollo che possa consentire di continuare gli allenamenti trasformandoli da individuali in collettivi”. Ma il vero nodo da sciogliere è un altro. “Quello che ci preoccupa, e lo abbiamo rappresentato al ministro Spadafora trovando accoglienza e considerazione, è il tema della quarantena obbligatoria per tutta la squadra in caso di un nuovo positivo. E’ un problema e lo stiamo affrontando con determinazione, prudenza ma attenzione per evitare che un rapporto stressato possa generare tensione e bloccare la partenza del campionato”. Il numero uno della Federcalcio ringrazia intanto il governo per la norma “che ci consente di definire gli organici, le classifiche e prendere decisioni, è una sorta di paracadute che ci aiuta per la stagione 2019/2020. Ma ci aiuta ancora di più per rilanciare un progetto di riforma per la stagione 2020/21”. E sull’ipotesi dei play-off per terminare i campionati ventilata nelle scorse settimane, Gravina rivela: “Non è accantonata, dobbiamo essere pronti a qualsiasi evento”.
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ITALIA-GERMANIA: A SCUOLA DAGLI SCONFITTI

Ricordo il titolo di un giornale italiano: “Sul coronavirus non c’è partita: Italia-Germania finisce 0-4”. Sanità, Produzione, Struttura Amministrativa, Classe Dirigente, più bravi loro, una squadra quasi perfetta, un trainer – Angela Merkel – di statura internazionale.
Da oggi, Germania-Italia 5-0. Già. Loro giocano il campionato per portarlo a conclusione mentre noi sappiamo che FORSE il 13 giugno si potrebbe, SEMPRE CHE i club che si erano detti disponibili e compatti non cedano piuttosto alle lusinghe di Spadafora, il quale offre, mellifluo, fin dal Parlamento a giocatori e dirigenti ignavi una lunga vacanza senza lavorare. Già che c’è, gli garantisca anche il reddito di cittadinanza, perchè grazie a loro – se il disegno criminoso riuscisse – la Serie A, già Paradiso dei milionari, diventerebbe l’Inferno dei disoccupati.
A dire il vero, preferisco vestire i panni dell’appassionato, non del tifoso, e so che oggi (sabato), dopo la sospensione della Serie A con Sassuolo-Brescia, ultima partita della 26esima giornata, giocata lunedì 9 marzo, rivedrò una partita di calcio, Borussia Dortmund-Schalke 04, alle 15.30, paytv, non so se con la voce di Caressa o di Adani, suggerisco uno dal taglio teutonico e Sky dovrebbe farsi prestare dalla Rai Bizzotto. Poi alle 18.30 l’altro Borussia quello di (cito Brera) Munchenvadarviaiciapp contro l’Eintracht. E domani, prima domenica dopo il Coronavirus (tedesco) Berlino contro Bayern, e lunedì Werder Brema -Leverkusen…
Ma in realtà mi girano. Eccome. Prendiamo lezione da un calcio che abbiamo – con rispetto – dominato. Da Italia-Germania 4 a 3 a Messico 70, alla finale di Madrid 82, Italia-Germania 3 a 1, eppoi quella magica semifinale nel 2006, Italia-Germania 2 a 0 da morire, Grosso al 119′, Del Piero al 121′, Dio che festa! E adesso, dobbiamo prendere lezione di come si fa, come si organizza un campionato, come di gioca col virus, solo perchè siamo in mano a burocrati cacasotto. Sì, come dice anche Malagò è possibile che si cominci eppoi ci si fermi per qualche contagiato. Come no. Ci stanno pensando anche le imprese vere, non sportive, dopo il regalo che gli ha fatto il governo decidendo che chi si ammala di Coronavirus in fabbrica, in azienda, deve considerarsi infortunato sul lavoro. Ma è mai possibile che ci debba far guardar dietro così, fessi d’Europa? Almeno Macron ha deciso: campionato chiuso per ferie. A loro, ai francesi, il calcio gli fa un pò schifo, come a noi il rugby che non vince mai.
Poi Rummenigge, il “Kalle” che noi abbiamo reso simpatico, gradevole (mi torna in mente Helmut Haller che definii “napoletano” per la sua liberata fantasia) che annuncia: “La finestra del nostro campionato si aprirà sul mondo intero, ci vedranno un miliardo di persone che avranno una notizia preziosa: la Germania sta bene, lavora e si diverte”.
La partita di pallone che si gioca oggi a Dortmund, davanti a tribune vuote, anzi piene di cartonati che rappresentano il pubblico assente, per i tedeschi è un atto di coraggio, per noi un rischio; per loro un segnale di speranza, per noi un fremito di paura; per loro un momento esaltante del Lohengrin wagneriano. Per noi, massì, “O Signore, dal tetto natio..”. Già, il coro dei Lombardi all’ennesima crociata.

In fiamme azienda chimica a Marghera, due feriti gravi

VENEZIA (ITALPRESS) – E’ di due feriti gravi il bilancio dell’incendio scoppiato questa mattina attorno alle 10 nello stabilimento della 3V Sigma di Marghera, azienda specializzata in prodotti chimici. Secondo le prime ricostruzioni, il fuoco potrebbe essere divampato a causa dello scoppio di un serbatoio che era in manutenzione, investendo due operai, immediatamente trasportati in elisoccorso ai centri grandi ustionati degli ospedali di Padova e Verona. Secondo quanto ricostruito dalla Protezione Civile veneta, al rogo sono seguite una serie di esplosioni e dal luogo del rogo si è subito alzata una coltre di fumo nero ben visibile in tutta la provincia, che fortunatamente è stata spinta dal vento verso il mare e lontano dal centro abitato. Sul luogo si sono subito portate 8 squadre dei vigili del fuoco di Venezia, per un totale di 90 operatori, che hanno immediatamente circoscritto il fuoco. L’incendio ha interessato un’area di 10mila metri quadrati. Attorno alle 14 l’incendio è stato finalmente domato e il suono di una sirena contemporaneamente sancito il cessato allarme, consentendo alle persone di poter uscire di casa e alla polizia locale di riattivare la viabilità. Contemporaneamente però, sono scoppiate le polemiche legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
(ITALPRESS).

In fiamme azienda chimica a Marghera, due feriti gravi

VENEZIA (ITALPRESS) – E’ di due feriti gravi il bilancio dell’incendio scoppiato questa mattina attorno alle 10 nello stabilimento della 3V Sigma di Marghera, azienda specializzata in prodotti chimici. Secondo le prime ricostruzioni, il fuoco potrebbe essere divampato a causa dello scoppio di un serbatoio che era in manutenzione, investendo due operai, immediatamente trasportati in elisoccorso ai centri grandi ustionati degli ospedali di Padova e Verona. Secondo quanto ricostruito dalla Protezione Civile veneta, al rogo sono seguite una serie di esplosioni e dal luogo del rogo si è subito alzata una coltre di fumo nero ben visibile in tutta la provincia, che fortunatamente è stata spinta dal vento verso il mare e lontano dal centro abitato. Sul luogo si sono subito portate 8 squadre dei vigili del fuoco di Venezia, per un totale di 90 operatori, che hanno immediatamente circoscritto il fuoco. L’incendio ha interessato un’area di 10mila metri quadrati. Attorno alle 14 l’incendio è stato finalmente domato e il suono di una sirena contemporaneamente sancito il cessato allarme, consentendo alle persone di poter uscire di casa e alla polizia locale di riattivare la viabilità. Contemporaneamente però, sono scoppiate le polemiche legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
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