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Incendio in un’azienda chimica a Marghera

VENEZIA (ITALPRESS) – Esplosione e successivo incendio in un’azienda chimica a Marghera. E’ scattato il piano di emergenza esterno per la possibile dispersione nell’ambiente di sostanze chimiche. Risultano almeno due feriti, secondo quanto riferiscono i vigili del fuoco. “Sul posto Arpav e numerose squadre dei Vigili del Fuoco – scrive su twitter il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – da tutto il Veneto che stanno contenendo l’incendio.
In attesa dei dati sulle sostanze,in via precauzionale,invito
tutti a rimanere a casa e chiudere le finestre”.
(ITALPRESS).

Incendio in un’azienda chimica a Marghera

VENEZIA (ITALPRESS) – Esplosione e successivo incendio in un’azienda chimica a Marghera. E’ scattato il piano di emergenza esterno per la possibile dispersione nell’ambiente di sostanze chimiche. Risultano almeno due feriti, secondo quanto riferiscono i vigili del fuoco. “Sul posto Arpav e numerose squadre dei Vigili del Fuoco – scrive su twitter il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – da tutto il Veneto che stanno contenendo l’incendio.
In attesa dei dati sulle sostanze,in via precauzionale,invito
tutti a rimanere a casa e chiudere le finestre”.
(ITALPRESS).

Angelini Pharma, 600 mila disinfettanti ai medici di medicina generale

ROMA (ITALPRESS) – Prosegue l’impegno di Angelini Pharma per aiutare chi combatte in prima linea contro la diffusione del COVID-19, a partire dai medici di medicina generale. L’azienda donera’ oltre 70.000 flaconi e oltre 500.000 bustine di Amuchina gel a SIMG, Societa’ Italiana dei Medici di Medicina Generale, e alla FIMMG, Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, con l’obiettivo di consentire al personale sanitario e ai pazienti che accedono agli studi medici la disinfezione delle mani.
“Abbiamo ricevuto con grande piacere questo ingente quantitativo di gel disinfettante che con estrema sensibilita’ e cortesia e’ stato donato ai Medici di Medicina Generale dell’Associazione che rappresento ed altre Associazioni della Medicina Generale – ha detto Claudio Cricelli, presidente della Societa’ Italiana dei Medici di Medicina Generale (SIMG) -. Abbiamo gia’ iniziato l’invio coordinato ai medici dei prodotti ricevuti: si tratta di dispositivi indispensabili e purtroppo, vista la situazione emergenziale, non sempre semplici da reperire. Desidero quindi esprimere la nostra gratitudine per questa donazione incondizionata che rafforza la solidarieta’ tra i professionisti della Medicina Generale e le Aziende del settore sanitario. Lo sforzo congiunto di tutti noi consentira’ al Paese di affrontare e superare anche questa durissima prova”.
“In questo momento atti concreti di solidarieta’ sono di grande aiuto – dice Silvestro Scotti, segretario generale della FIMMG – reperire il gel disinfettante per le mani non e’ semplice e per i medici della medicina generale e’ una vera e propria arma di prevenzione dal contagio. Ecco perche’ SIMG, coadiuvata dai rappresentanti locali FIMMG, provvedera’ subito a distribuire questi 70.000 flaconcini da 30ml, assieme alle bustine monouso, ai medici di medicina generale della Toscana, regione ancora molto sotto stress a causa del virus. Una donazione che dimostra una grande sensibilita’ che ci aiuta ad arginare una minaccia dalla quale nessuno puo’ dirsi al riparo”.
Angelini Pharma sta producendo i prodotti a marchio Amuchina in enormi quantita’, sia nello stabilimento di Casella (GE) che in quello di Ancona.
“L’impegno per l’Italia dichiarato da Angelini Pharma fin dall’inizio della pandemia continua a essere massimo. L’emergenza non e’ finita e dobbiamo proseguire nel fare la nostra parte – ha detto Michela Procaccini, direttore medico Italia Angelini Pharma -. Questo significa continuare ad adoperarci per proteggere i nostri medici, le nostre infermiere e i nostri infermieri, gli operatori sanitari impegnati in prima linea, cosi’ come i cittadini tutti. Concretamente oggi rispondiamo a una necessita’ di maggiore protezione dei medici di Medicina Generale che avranno da qui in poi un ruolo di prima importanza nella lotta a COVID-19 e dovranno garantire ai pazienti la massima sicurezza possibile”.
In Italia, il primo Paese fortemente colpito dall’epidemia, Angelini Pharma ha donato 10.000 flaconi di Amuchina gel mani a settimana alle prime regioni fortemente colpite e con l’evolversi della pandemia ha esteso la donazione alla Protezione Civile donando 240.000 flaconi di Amuchina disinfettante gel mani: complessivamente oltre 20 tonnellate, “oltre ad avere collaborato con le Istituzioni e il ministero dello Sviluppo Economico per garantire la massima trasparenza sui prezzi”, si legge in una nota.
(ITALPRESS).

Industria, a marzo crolla il fatturato

ROMA (ITALPRESS) – A marzo l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca del 25,8%, rispetto a febbraio. Nella media del primo trimestre dell’anno l’indice complessivo registra un calo del 6,6% rispetto all’ultimo trimestre del 2019.
Anche gli ordinativi, su base mensile, registrano una marcata riduzione, sia rispetto allo scorso mese (-26,5%), sia nella media del primo trimestre rispetto al quarto trimestre del 2019 (-9,5%). La dinamica congiunturale del fatturato e’ molto piu’ negativa per il mercato interno, per il quale si rileva una diminuzione del 27,9%; il mercato estero registra un calo meno accentuato, pari al 21,9%. Analogamente, la variazione congiunturale degli ordinativi riflette una contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-29,9%) piu’ marcata rispetto a quella registrata dalle commesse provenienti dall’estero (-21,4%).
A marzo le flessioni degli indici del fatturato sono ampie e diffuse in tutti i settori: -20,1% per i beni intermedi, -20,8% per i beni di consumo, -32,0% l’energia e, infine, 36,2% i beni strumentali.
Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2019), il fatturato totale cala su base annua del 25,2%, con variazioni negative del 27,6% sul mercato interno e del 20,7% su quello estero.
Con riferimento al comparto manufatturiero, l’industria farmaceutica registra la crescita tendenziale piu’ rilevante (+9,9%) , mentre il settore dei mezzi di trasporto mostra il calo maggiore (-45,7%).
Su base annua l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 26,6%, con riduzioni su entrambi i mercati (-29,3% quello interno e -23,1% quello estero). L’unica variazione tendenziale positiva si registra nell’industria farmaceutica (+19,5%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria dei mezzi di trasporto (-55,4%).
(ITALPRESS).

Tg News – 15/5/2020

In questa edizione:

– BCE “Pil eurozona nel 2020 scendera’ tra 5 e 12%”
– Istat, a marzo export in netto calo
– ABI, 191 mila domande al fondo di garanzia
– Banca Generali, utile in crescita nel primo trimestre

Nazionale fa 110 anni, Mancini “Simbolo Paese che sa rialzarsi”

ROMA (ITALPRESS) – E’ la squadra piu’ amata dagli italiani, e’ quella che unisce tutti e che, come dice Roberto Mancini, e’ “il simbolo di un Paese che sa sempre rialzarsi”. Compie oggi 110 anni, ma non li dimostra. E’ la Nazionale italiana di calcio che, a distanza di oltre un secolo dal suo esordio, continua a far innamorare milioni di italiani, rappresentando il nostro Paese nel mondo, con la sua maglia azzurra che oggi e’ uno dei principali simboli di identita’ e italianita’. La storia degli azzurri inizio’ il 15 maggio 1910: all’Arena Civica di Milano l’Italia si presento’ in campo vestita di bianco in occasione del battesimo ufficiale, di fronte la Francia che aveva iniziato la sua storia 6 anni prima a Bruxelles contro il Belgio. L’esordio fu subito beneaugurante: 6-2 frutto della tripletta messa a segno da Lana e dei gol di Fossati, Rizzi e Debernardi. Proprio il primo successo sui francesi, festeggiato dai 4000 spettatori presenti, e’ rievocato nella campagna della Figc per celebrare l’anniversario della Nazionale attraverso lo slogan ‘Insieme da 110 anni. Oggi come allora’, con le immagini dei protagonisti di quella storica partita. “La Nazionale – dichiara il presidente della Figc Gabriele Gravina – e’ patrimonio di tutti gli italiani; da 110 anni rappresenta un elemento di coesione sociale e un moltiplicatore di emozioni che non ha mai smesso di appassionare, nemmeno nei momenti piu’ difficili della storia del nostro Paese. L’auspicio e’ rivedere presto in campo la Nazionale di Mancini, per continuare a scrivere nuove pagine di questo splendido racconto. Celebriamo il passato guardando con fiducia al futuro”. “La Nazionale – aggiunge il Ct Roberto Mancini – e’ il simbolo di un Paese che nei momenti di difficolta’ ha sempre saputo rialzarsi, mostrando quella coesione e quello spirito collaborativo che rappresentano da sempre due qualita’ distintive di noi italiani. E’ un onore guidare una squadra che gode del sostegno di milioni di connazionali, che ringrazio per l’affetto e la passione con cui ci hanno seguito e a cui spero di poter regalare presto le soddisfazioni che meritano”.
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Conflavoro Pmi “Nel Dl Rilancio briciole per gli affitti delle imprese”

ROMA (ITALPRESS) – Conflavoro Pmi e’ fortemente critica verso il capitolo affitti cosi’ come previsto nel decreto Rilancio. “E’ evidente – spiega in una nota l’associazione guidata da Roberto Capobianco – che il governo non sia andato minimamente vicino alle esigenze reali di affittuari e locatori. Era il 22 aprile quando il ministro Patuanelli, interpellato a proposito nel question time alla Camera, aveva assicurato l’impegno dell’esecutivo sul ‘ristoro, in parte o del tutto, degli affitti dei locali che il negoziante rimasto chiuso ha nei confronti di un altro soggetto privato’. Tutelando, s’intende, entrambi i contraenti”.
“Ma questo non accade con il decreto Rilancio. Vi e’ anzi un sistema farraginoso di calcoli percentuali a stabilire gli aventi diritto al credito d’imposta, che in ogni caso non supera il 60 per cento ed e’ basato sulla differenza di fatturato mensile tra l’attuale e lo scorso periodo d’imposta. Ovvero il credito d’imposta per gli affitti spetta per marzo, aprile e maggio 2020 solo se il fatturato di marzo, aprile e maggio 2019 e’ crollato nel singolo mese almeno del 50 per cento. Fortuna che ‘semplificazione’ doveva essere la nuova parola d’ordine”, spiega Conflavoro Pmi.
“Il fatto e’ che servivano e servono celerita’ e coraggio in scelte cosi’ delicate come le locazioni di immobili a uso non abitativo, di cui in pochi parlano, ma che rappresentano un gravoso costo fisso per le imprese rimaste forzatamente chiuse. Conflavoro Pmi – prosegue la nota – aveva inviato ai ministri competenti un piano dettagliato comprendente un’azione tesa a sospendere le rate di locazione o leasing e, parimenti, a tutelare i proprietari degli immobili attraverso la sospensione dell’Imu. Un piano, secondo noi, in grado di stabilire un serio e accessibile ristoro per tutte le parti. E’ piuttosto inutile parlare adesso di credito d’imposta ad un’azienda che non ha capacita’ per far fronte al pagamento del dovuto. Ma cosi’ e’ stato deciso e prendiamo atto delle scelte fatte. Proporremo un emendamento ad hoc in sede di conversione di legge, ma e’ certo che quanto disposto dal governo nel DL Rilancio non evitera’ assolutamente l’insorgere di situazioni di morosita’”.
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LA NAZIONALE COMPIE 110 ANNI, IL SICILIANO CALI’ PRIMO CAPITANO

Sono passati 110 anni da quando la Nazionale gioco’ la prima partita. Era il 15 maggio 1910 e l’Italia batte’ a Milano la Francia per 6-2. Lana segno’ tre gol per gli azzurri e le altre reti furono messe a segno da Fossati, Rizzi e Debernardi. Le cronache dell’epoca raccontano che allo stadio civico dell’Arena c’erano 4.000 spettatori. L’arbitro era l’inglese Goodley (tesserato per la Juventus) e l’Italia varata da Umberto Meazza (da non confondere con Giuseppe Meazza, il “Balilla”, che 24 anni dopo si sarebbe laureato campione del mondo a Roma con la squadra di Vittorio Pozzo), capo di una commissione formata da Camperio, Crivelli, Gama e Recalcati, si schiero’ cosi’: De Simoni (Milanese); Varisco (Milanese), Cali’ (Doria); Trere’ (Ausonia), Fossati (Inter), Capello (Torino); Debernardi (Torino), Rizzi (Ausonia), Cevenini I (Milan), Lana (Milan), Baiocchi (Milanese). Il varo della squadra azzurra fu difficile. La “palla al calcio” aveva poco spazio sui giornali dell’epoca. Erano atletica (si parlava per mesi della “Cento chilometri”) e ciclismo (anche se non c’era ancora il Giro d’Italia) a farla da padroni. Fu Emilio Colombo della “Gazzetta” a dare impulso al football.
Un mese prima della partita d’esordio non si sapeva quale criterio usare per scegliere la formazione, ne’ si conosceva l’avversario: Francia, Svizzera o Ungheria ? Si penso’ di mandare in campo una delle squadre del campionato: la Pro Vercelli “tutta italiana”. Ma per lo scudetto si doveva giocare una finale, il 24 aprile, fra i vercellesi (che avevano molti militari impegnati) e l’Inter. Una serie di polemiche sulla data fece si’ che i piemontesi mandassero in campo una squadra di quattordicenni e l’Inter vinse 11-3. La Pro Vercelli venne punita e cosi’ per la prima partita azzurra ben sette vercellesi erano squalificati. Per varare la formazione vennero fatte delle prove fra i “probabili” e i “possibili”. Parecchi giornali ignorarono la partita di Milano: il Corriere della Sera ne parlo’ dopo la vittoria sula Francia, reduce da tre sconfitte e 20 reti subite. Nel 2010 siamo stati invitati in una piccola cittadina siciliana, Riposto, dove era nato il primo capitano della Nazionale, Franz Cali’ e dove in seguito e’ nato Franco Battiato, celebre cantante ed ex calciatore, alla celebrazione dei cent’anni azzurri e in particolare della partita di “capitan” Franz Cali’. Cosi’ abbiamo appreso una storia d’altri tempi, che abbiamo approfondito con la lettura di un libretto molto particolareggiato (“Il primo capitano”), scritto dai colleghi Giuseppe Bagnati e Gaetano Sconzo. Dal porto di Riposto partivano i velieri che portavano i vini siciliani in giro per il mondo e la famiglia Cali’ ne possedeva alcuni. Ai tempi dello sbarco dei Mille ne aveva prestato uno a Garibaldi per portare i soldati in Calabria. Successivamente la ditta ebbe problemi a causa dei pirati che avevano danneggiato la piccola flotta. Cosicche’ Bruno Cali’, padre di Francesco (Franz), aveva deciso di mollare tutto e di andarsene in Svizzera, a Zurigo. I suoi figli erano piccolissimi, crebbero e studiarono in terra elvetica e si appassionarono al gioco del pallone. In eta’ giovanissima cominciarono a giocare nel F.C. Zurich -era il 1895- e mentre Salvatore era portiere, Franz faceva il jolly di centrocampo. Poi papa’ Bruno Cali’ alla fine del secolo trasferi’ la sua attivita’ a Genova e i figli, dopo un provino, furono ingaggiati dal “Grifone”: come si sa, il Genoa vinse sei dei primi sette scudetti della storia calcistica italiana. La sua egemonia venne interrotta dal Milan nel 1901. Franz Cali’ gioco’ in tutti i ruoli, prima terzino, poi centrattacco nello partita-scudetto col Milan persa per 3-0. Per farla breve, dato che nel Genoa imperversavano gli inglesi che non vedevano di buon occhio “lo svizzero” (cosi’ lo chiamavano perche’ veniva dallo Zurigo), quando si formo’ l’Andrea Doria lui passo’ sull’altra sponda del calcio genovese. Erano i tempi eroici del calcio e si narra che lui, per allenarsi e poi andare al lavoro, si alzava alle cinque del mattino per correre nel rione Castelletto. Dopo la doccia, andava a lavorare alle otto. Allora i calciatori tesserati facevano pure da arbitri, perche’ non c’era ancora una “associazione” appposita. E cosi’ diresse la partita al campo di Ponte Carrega che assegno’ il quarto scudetto al Genoa in una partita contro la Mediolanum (1-0). Nel 1910 venne organizzata la prima partita della Nazionale, a Milano contro la Francia, come detto. Franz Cali’ fu convocato, gli pagarono il biglietto del treno e l’allenatore Umberto Meazza lo nomino’ capitano perche’ era il piu’ anziano (28 anni). Venne il gran giorno a all”Arena, contro la Francia (6-2), la Nazionale “azzurra” indossava una maglia… bianca con il colletto e i polsini inamidati. Fu scelto il bianco perche’ le magliette colorate costavano…sette centesimi in piu’. Il resto della divisa era…a piacere. Ognuno si porto’ da casa il materiale di cui disponeva. Perche’ sulla divisa ci fosse qualcosa d’italiano, signore della buona societa’ portarono dei nastrini tricolori e li appuntarono sulle maglie dei giocatori. Nella prima foto della Nazionale si vedono i giocatori vestiti con pantaloni corti, lunghi, lunghissimi, sorretti da cinture strette in vita, calzettoni in genere scuri, ma dalle tonalita’ diverse. Anche le scarpe erano di foggia variegata. Il guardalinee italiano signor Bosio portava tanto di bombetta in testa. Abbiamo letto che, in premio per la vittoria, ai giocatori vennero dai dei pacchetti di sigarette. La Gazzetta elogio’ Cali’, che diede a Rizzi la palla del quarto gol azzurro, elogi pure per il triplettista Lana, Capello e Fossati. Franz Cali’ partecipo’ poi alla trasferta fantozziana di Budapest, in cui Trere’ porto’ panini al prosciutto che andarono a male e il viaggio fu caratterizzato da coincidenze perse e da altri contrattempi che causarono un ritardo abissale all’arrivo e una sconfitta pesantissima per 6-1 contro l’Ungheria. La maglia azzurra venne indossata dalla Nazionale, in onore ai colori di Casa Savoia, alla terza partita contro l’Ungheria (0-1) a Milano in cui giocarono quelli della Pro Vercelli. Franz Cali’ non c’era piu’ e si puo’ dire paradossalmente che il capitano…non indosso’ mai la maglia azzurra. Storie di 110 anni fa.