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Coronavirus, Istituto Tumori Milano: nuove misure a tutela dei pazienti

MILANO (ITALPRESS) – Ottimizzazione dei percorsi di diagnosi, controlli e terapie, ripresa degli screening interrotti a marzo a causa del lockdown. L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si riorganizza per la gestione dei pazienti oncologici nella fase due della pandemia Covid-19. Il nuovo assetto ha come obiettivo la tutela di pazienti che a causa della malattia sono particolarmente fragili sotto il profilo immunologico.
Assistenza in telemedicina, terapie a domicilio, rimessa a regime di tutti gli screening sono i punti chiave di tale riorganizzazione.
“Il nostro obiettivo e’ mantenere la continuita’ terapeutica e assistenziale dei pazienti oncologici, a seconda delle priorita’ individuali”, spiega Filippo de Braud, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica. “Questo significa una valutazione non solo clinica, ma anche psicologica. Non scordiamoci infatti che il Covid-19 ha determinato inevitabili stati di insicurezze relativi a se stessi e al futuro. Pertanto, se il malato preferisce un contatto diretto con l’oncologo, e’ nostro compito favorirlo, garantendogli un elevato livello di sicurezza. Al contrario, se a causa della pandemia il paziente e’ in un momento di disagio economico e non abita a Milano, dobbiamo mettere in pratica tutte le risorse possibili da parte nostra, per evitargli costose trasferte”.
In questo la teleassistenza ha un ruolo importante, uno strumento utile a guidare e accompagnare il paziente in ogni fase del suo percorso, a partire dalla gestione dei primi appuntamenti nella fase iniziale della diagnosi. Con il nuovo progetto riorganizzativo, il paziente viene contattato telefonicamente in modo da valutare il caso, visionare gli esami effettuati e ridurre cosi’ il numero di accessi diretti, necessari solitamente per definire la diagnosi e il piano terapeutico. Si’ anche alla teleassistenza per seguire il paziente in corso di terapia, con la possibilita’ di ricevere a casa propria i farmaci necessari.
“Per limitare i controlli in ospedale, chiediamo che le analisi di routine vengano effettuate in un laboratorio vicino a casa e che il referto ci venga inviato per mail – sottolinea de Braud -. Quando possibile, concordiamo col paziente anche un cambio di terapia, dando priorita’ ai trattamenti orali o sottocutanei rispetto ai trattamenti a base di infusione per ridurre il tempo trascorso in ospedale. Inoltre, abbiamo un servizio di consegna dei farmaci orali a casa dei pazienti, piuttosto che prevederne il ritiro in farmacia”.
“Oggi stanno riprendendo le visite e gli esami di controllo ma con un criterio diverso rispetto a prima della pandemia” – interviene Marco Votta, presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori.
“Ogni paziente viene contattato il giorno prima dell’appuntamento in modo da confermare l’orario di arrivo in ospedale. Questo e’ un anello estremamente importante nella nuova routine dell’ospedale e richiede la partecipazione del malato. Non possiamo piu’ permetterci che arrivi con largo anticipo, come accadeva spesso prima e che attenda il suo turno spalla a spalla con pazienti e accompagnatori”. Previsti anche percorsi separati per i pazienti affetti da Covid-19, come previsto dai decreti regionali.
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Intesa Sanpaolo e Federalberghi insieme per il rilancio del settore

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e Federalberghi – la principale organizzazione imprenditoriale del segmento turistico-ricettivo in Italia – hanno condiviso “l’urgenza e la necessita’ di attivare un pacchetto di soluzioni dedicato alle aziende rappresentate dall’associazione che consenta loro di superare un periodo piu’ lungo di difficolta’, di salvaguardare l’occupazione e di porre le basi per una ripresa sicuramente posticipata rispetto ad altri settori dell’economia”.
“Intesa Sanpaolo – si legge in una nota congiunta – ritiene il turismo una delle principali leve di attrazione del nostro Paese, grazie a un vasto patrimonio diffuso – materiale e immateriale, culturale e naturale – e rappresenta una componente strategica dell’intera economia italiana anche in prospettiva futura. L’offerta ricettiva italiana, infatti, si caratterizza per la prevalente presenza di micro/piccole imprese che, per affrontare l’attuale sfida emergenziale, hanno la necessita’ di investire nelle proprie strutture, considerando l’impatto, anche prospettico, delle tutele previste dall’avvio della Fase 2 che prevedono l’introduzione di azioni mitigative della mobilita’ nazionale con particolare riferimento all’attuale stagione estiva”.
“L’iniziativa e’ parte integrante delle misure straordinarie gia’ avviate in queste settimane da Intesa Sanpaolo a sostegno dell’economia, delle imprese e delle famiglie italiane, anche grazie alle misure varate dal Governo: 50 miliardi di euro di credito complessivo a favore del Paese per l’emergenza Covid 19. In questo quadro, le realta’ associate a Federalberghi potranno accedere alle seguenti misure straordinarie – prosegue la nota -:
Sospensione straordinaria sino a 24 mesi dei finanziamenti a medio-lungo termine in essere, rivolta al solo settore turistico-alberghiero per la sola quota capitale o per l’intera rata, e richiedibile entro il 30 giugno 2020 in alternativa alla moratoria di Legge prevista dal DL Cura Italia; Nuovi finanziamenti per le imprese di tutto il territorio nazionale a supporto della gestione del circolante, declinata attraverso linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti, nella formula del 18 mesi -1 giorno, con sei mesi di pre-ammortamento;
Supporto per la liquidita’ rivolto ai clienti Intesa Sanpaolo, e tra questi le imprese associate Federalberghi, grazie a linee di credito gia’ deliberate a loro favore e ora messe a disposizione per finalita’ ampie e flessibili, quali la gestione dei pagamenti urgenti; Soluzione per gli investimenti e la liquidita’ attraverso finanziamenti a medio-lungo termine, di durata fino a 72 mesi e con un preammortamento che potra’ arrivare sino a 36 mesi”.
Inoltre Intesa Sanpaolo e Federalberghi hanno deciso di avviare sin da subito – attraverso la costituzione di tavoli di lavoro comuni – un percorso congiunto volto ad individuare tutte le azioni da intraprendere, in coerenza con le norme di legge, al fine di mettere in campo i migliori strumenti – non solo finanziari – di accompagnamento delle imprese per sostenerne l’immediato rilancio.
In particolare, Intesa Sanpaolo potra’ accompagnare le aziende aderenti a Federalberghi, attraverso azioni e strumenti concreti al fine di fornire supporto finanziario alle imprese mediante l’attivazione di finanziamenti tailor-made per la realizzazione, ampliamento e miglioramento delle strutture ricettive; nonche’ l’apertura di credito stagionale a breve termine per esigenze di liquidita’ e anticipo sulle prenotazioni dei soggiorni, rimborsabili anche attraverso gli incassi derivanti dall’operativita’ dei POS.
Verranno, infine, messe a disposizione degli associati anche le competenze che Intesa Sanpaolo ha maturato nel settore attraverso il proprio Desk Turismo: un team di risorse dedicate in grado di assistere le imprese dalla valutazione dei progetti di investimento alla predisposizione del business plan.
In aggiunta, completeranno l’offerta, l’accesso per tutti gli associati al plafond Circular Economy della banca, alla piattaforma digitale di formazione del Gruppo; cosi’ come la messa a disposizione delle piu’ moderne tecnologie legate agli strumenti di incasso e pagamento; e, attraverso Intesa Sanpaolo Forvalue, la disponibilita’ di servizi non finanziari, di e-commerce e di strumenti per favorire lo smart working. Da ultimo, le imprese potranno utilizzare la piattaforma Welfare Hub, dove sono disponibili prodotti e servizi da destinare ai propri dipendenti.
“L’accordo della Federalberghi con Intesa Sanpaolo e’ il frutto di una intensa collaborazione dettata dallo sforzo comune di voler sostenere le imprese del sistema ricettivo, tra le piu’ provate dalle conseguenze della pandemia da Covid – afferma Bernabo’ Bocca, presidente di Federalberghi -. La nostra Federazione, che conta 27mila associati, ha una massa critica che costituisce in parte la nervatura del nostro Paese sotto il profilo economico. Parallelamente, abbiamo trovato in Intesa Sanpaolo una solidale risposta alle esigenze impellenti che le nostre aziende stanno vivendo a causa dell’emergenza per il coronavirus. Contiamo che questa iniziativa rappresenti una boccata di ossigeno per le imprese e impedisca concretamente l’eventualita’ che molte di esse chiudano per l’impossibilita’ di fronteggiare la crisi. E’ un primo passo, che speriamo porti ancora frutti”.
“L’accordo sottoscritto con Federalberghi rappresenta un tassello ulteriore da parte del nostro Gruppo a sostegno del rilancio dell’economia del Paese. Pochi giorni fa avevamo annunciato la predisposizione di un plafond di 2 miliardi di euro per tutto il comparto turistico. Oggi facciamo un passo avanti, sottoscrivendo un progetto di rilancio ad ampio respiro, perche’ per la ripresa non basteranno solo il credito e la liquidita’; bensi’ occorrera’ puntare anche sulle competenze umane e sugli strumenti di pianificazione”, spiega Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.
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Turismo organizzato “Decreto Rilancio il colpo di grazia sul settore”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisognera’ attendere l’emanazione del decreto, ma se le intenzioni – che sono trapelate da alcuni ministeri e da alcuni quotidiani nazionali – sono quelle contenute nella bozza del DL cosiddetto ‘Rilancio’ si puo’ affermare, senza timore di smentita, che non si e’ fatto nulla per salvare il turismo dal collasso e che si e’ dato un colpo di grazia, probabilmente terminale, ad un settore che rappresenta il 13% del PIL e il 15% degli occupati”. Lo affermano in una nota congiunta le associazioni del turismo organizzato Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto.
“In tutta Europa i governi si sono immediatamente preoccupati di dare sostegno al settore, sebbene in molti dei Paesi europei il turismo non rappresenti una fetta cosi’ importante dell’economia nazionale come nel nostro Paese – proseguono le associazioni -.
In Italia abbiamo sentito parlare di sostegno al Turismo da parte del Presidente del Consiglio Conte nella conferenza stampa del 26 Aprile e lo abbiamo sentito ribadire in molti interventi, sia dal Ministro Dario Franceschini sia dal Sottosegretario al Turismo, Lorenza Bonaccorsi ma, all’atto pratico, sembra che l’orientamento del Governo sia quello di affossare il settore, anziche’ sostenerlo in questa delicatissima fase”.
“Per quanto riguarda i contenuti della bozza di DL, evidenziamo solo alcune delle principali storture: servono finanziamenti a fondo perduto anche per le imprese turistiche con fatturati oltre i 5 milioni di euro; quindi il tetto dei 5 milioni va eliminato. Come attualmente previsto nel decreto, la soglia inserita taglia fuori, di fatto, tutte le medie e grandi imprese turistiche italiane, in particolare esclude oltre il 99% dei Tour Operator, tutte le medio grandi aziende del business travel, dell’incoming, degli eventi – spiegano Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto -. La misura va finanziata con almeno 2 miliardi di euro per essere realmente efficace e il periodo di riferimento del calo di fatturato previsto per il solo mese di aprile va allungato almeno per il periodo marzo-giugno, mesi in cui la filiera turistica ha realizzato ricavi prossimi allo zero. Inoltre, per le agenzie di viaggi, un contributo sul mese di aprile non rappresenta assolutamente un sostegno significativo e congruo alle reali necessita’ delle imprese, applicato tra l’altro senza distinguere il peso di organizzazione e intermediazione dei viaggi”.
“La cassa integrazione, come prevista nella bozza di DL non consente alle imprese di poterne usufruire quando effettivamente necessario e non puo’ essere limitata a 5 settimane nei mesi di giugno, luglio e agosto; mesi che registreranno volumi di fatturato ancora bassissimi. Occorre lasciare alle stesse imprese la possibilita’ di modularne l’applicazione temporale in base alle effettive esigenze”, aggiungono.
Per le associazioni inoltre “servono prestiti e mutui a 30 anni a tasso fisso minimo a fronte del mantenimento della forza lavoro. Il bonus vacanza, per come ipotizzato, e’ piu’ un’operazione di marketing da parte del Governo che un vero aiuto alle persone e alle imprese e, peraltro, non e’ previsto che possa essere utilizzato anche attraverso il canale delle agenzie di viaggi e dei tour operator. Occorre aumentare l’ISEE di riferimento e rendere lo stesso direttamente incassabile dall’imprenditore. Non e’ immaginabile che le imprese che attendevano un aiuto sulla liquidita’ diventino invece finanziatrici dello Stato facendosi carico del 90% del valore del bonus come anticipo da portare in compensazione tributaria a fine anno”.
“Dunque nulla e’ stato fatto ma, soprattutto, non e’ stato creato un vero fondo a sostegno dei mancati ricavi per le imprese turistiche. Si sarebbe potuto optare anche per una formula che concedesse un credito d’imposta a fronte delle perdite registrate, come pure avevamo proposto, ma tutto e’ caduto nel vuoto – spiegano Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto -. Senza un fondo a sostegno dei mancati ricavi, nonostante le rassicurazioni del Governo, nessun italiano andra’ piu’ in vacanza e nemmeno il famigerato ‘bonus’ potra’ essere utilizzato perche’ non ci saranno piu’ agenzie di viaggi, tour operator e – da quanto apprendiamo dalle associazioni che rappresentano il comparto alberghiero – anche molte strutture ricettive non riapriranno mai piu’. Lo sdegno ha ormai superato lo sconforto perche’ si tratta di una morte annunciata. E tutto cio’ mentre vengono varate ennesime misure a sostegno di altre aziende che da anni prosciugano le casse dello Stato a spese dei cittadini. Questa volta il Turismo alza la voce e non si lascia mettere nell’angolo. Il Turismo merita un vero Ministero, che sia dotato di portafoglio, interamente dedicato al settore e non piu’ condiviso con altri, che sia la cultura o l’agricoltura – concludono le associazioni -. Se la bozza del decreto ‘cosiddetto Rilancio’ verra’ confermata tal quale, verra’ sancita la fine di un settore che occupa milioni di lavoratori e che fornisce un contributo decisivo all’economia nazionale. Immaginiamo quindi che qualcuno dovra’ rendere conto di cio’ alle migliaia di lavoratori e di famiglie che presto si troveranno senza reddito in conseguenza di una tale irresponsabile scelta”.
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Da Comitato Paralimpico 5 milioni per societa’ sportive in difficolta’

ROMA (ITALPRESS) – Stanziamento di 5 milioni di euro in favore delle Federazioni e Discipline Sportive che svolgono attivita’ paralimpica finalizzato al sostegno dell’associazionismo sportivo di base, in particolare delle societa’ sportive che promuovono lo sport paralimpico nei territori e che, a causa dell’emergenza COVID-19 si trovano ad affrontare gravi difficolta’ economiche. Lo ha deliberato il Comitato Italiano Paralimpico nel corso di una Giunta straordinaria in videoconferenza con la partecipazione del Ministro per lo Sport e le Politiche giovanili Vincenzo Spadafora e il Presidente del Coni Giovanni Malago’. Le risorse straordinarie verranno messe a disposizione delle Federazioni e Discipline Sportive cui spettera’ il compito, sulla base di specifiche linee guida, di individuare i beneficiari dell’intervento. “Anche il Cip, nel suo piccolo, ha voluto dare un sostegno concreto a tutte le realta’ sportive del nostro Paese che si occupano di sport paralimpico, per affrontare questo momento di crisi sanitaria ed economica” ha detto Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico. “Nelle ultime settimane ci siamo interrogati su quali iniziative adottare per aiutare quell’associazionismo sportivo di base che rappresenta un punto di riferimento per tanti cittadini con disabilita’. Abbiamo dunque deciso di intervenire mettendo a disposizione una parte delle risorse del nostro bilancio per favorire la ripartenza di queste attivita’. Una misura che si aggiunge a quelle previste dal Governo e dalle Regioni. Abbiamo tutti la necessita’ di rimettere in moto lo sport, un settore strategico per il nostro Paese anche sotto il profilo sociale, culturale e sanitario”.
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Uila “Il settore alimentare si conferma anticiclico”

ROMA (ITALPRESS) – “Il settore alimentare conferma il suo ruolo anticiclico e la sua capacita’ di reagire, meglio di altri comparti produttivi, alla crisi indotta dall’emergenza pandemia. Gli ultimi dati Istat sono chiari al riguardo: nel periodo gennaio-marzo 2020 il settore alimentare registra un +0,8% a fronte di un -11,7% del manifatturiero in generale, con punte del -24,3% per il tessile”. Cosi’ il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza legge i recenti dati sulla produzione diffusi dall’Istat, sottolineando come, “anche dal punto di vista delle relazioni sindacali, il sistema vigente nel settore alimentare abbia saputo dare il meglio di se’ in questo difficile momento, esaltando la capacita’ di adattare l’organizzazione del lavoro alle novita’ che sono emerse”.
“Fai-Flai-Uila hanno negoziato accordi con le imprese, da un lato sulle misure di prevenzione necessarie per garantire a tutti i dipendenti di svolgere il proprio lavoro in sicurezza; dall’altro sulle esigenze derivanti dal mutato contesto produttivo – spiega Mantegazza – abbiamo definito accordi sulla cassa integrazione in molte aziende, anche per singole linee produttive costrette a fermarsi a seguito della chiusura dei canali horeca ed export o per incrementare, in quelle stesse aziende, i turni di lavoro su altre linee produttive, estendendoli anche al sabato e alla domenica, per rispondere agli ordini della grande distribuzione e alle richieste dei consumatori”.
“Abbiamo quindi dimostrato, nei fatti – conclude Mantegazza – la nostra disponibilita’ ad assicurare quella flessibilita’ tanto richiesta dalle aziende ma condivisa anche dal sindacato e dai lavoratori che hanno dato prova, in questo difficile momento di grande senso di responsabilita’”.
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Fase 2, da Inail e Iss linee guida per ristoranti e spiagge

ROMA (ITALPRESS) – Garantire la ripresa delle attivita’, successiva alla fase di lockdown, assicurando allo stesso tempo la tutela della salute dei lavoratori e dell’utenza. E’ questo l’obiettivo dei due nuovi documenti tecnici sui settori della ristorazione e delle attivita’ ricreative di balneazione pubblicati sul sito dell’Inail, che li ha realizzati in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanita’ per fornire al decisore politico elementi di valutazione sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del nuovo Coronavirus nella fase 2 dell’emergenza sanitaria. Nel settore della ristorazione, ad assumere un aspetto di grande complessita’ e’ la questione del distanziamento sociale. Durante il servizio, infatti, non e’ evidentemente possibile l’uso di mascherine da parte dei clienti. Lo stazionamento protratto, inoltre, in caso di soggetti infetti da Sars-CoV-2 puo’ contaminare superfici come stoviglie e posate. Un altro aspetto di rilievo e’ il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati, anche in relazione ai servizi igienici, che spesso sono privi di possibilita’ di aerazione naturale.
Il Documento Inail-Iss raccomanda, tra l’altro, “di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza predeterminato che preveda uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilita’ di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie”. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Nel Documento relativo al settore della balneazione, viene indicata una strategia di gestione del rischio che tenga conto di vari aspetti, che riguardano il sistema integrato delle infrastrutture collegate con la meta di balneazione, gli stabilimenti e le spiagge libere. “Determinare l’area utilizzabile dai bagnanti richiede inoltre valutazioni specifiche, perche’ le aree costiere sono molto differenti tra loro. Si ritiene quindi opportuna l’adozione da parte delle autorita’ locali di piani che permettano di prevenire l’affollamento delle spiagge, anche tramite l’utilizzo di tecnologie innovative”, si legge nel documento.
Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate, viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie.
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Coronavirus, Zaia “Da lunedi’ riaprire tutto quello che si puo'”

VENEZIA (ITALPRESS) – “E’ passata la linea che ho tentato di portare avanti assieme a molti colleghi: dire che il Governo per il 18 faccia scelte di base, standard per tutta l’Italia, dopodiche’ deleghi le Regioni a rifinire l’abito in maniera sartoriale. Considero positivo l’incontro di ieri sera”. Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nel corso della consueta conferenza stampa sui numeri del Coronavirus, in riferimento all’incontro dell’11 maggio tra Governo e Regioni.
“Ho detto al presidente del Consiglio – ha continuato Zaia – che siamo uno spartiacque tra l’ordine e il disordine: fare il percorso assieme vuol dire ordine, non farlo assieme vuol dire disordine. Se sara’ confermato l’impegno avremo un Dpcm che stabilira’ aperture o nuove possibilita’ e poi demandera’ alle Regioni per fare l’abito sartoriale”.
“Premesso che dovremmo rispettare i parametri stabiliti dall’Istituto superiore di sanita’ e dal Comitato tecnico-scientifico e che non si scherza, la nostra idea e’ di provvedere, da lunedi’ se ci saranno i presupposti, all’apertura di tutto quello che si puo’ aprire”, ha evidenziato poi il governatore veneto.
“Ieri sera – ha aggiunto Zaia – ci siamo accordati sul fatto che urgentemente devono essere inviate alle Regioni le linee guida dell’Inail perche’ stiamo parlando di ambienti di lavoro ed e’ fondamentale che ci siano, spero anche in maniera molto semplice”.
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CHIELLINI, BALOTELLI E IL “VERO UOMO”

L’operazione e’ riuscita. Prim’ancora che uscisse in libreria la biografia di Chiellini e’ come de l’avessero letta tutti. Un bel lancio, diciamo la verita’. “Io, Giorgio”? “Massi’, e’ quel libro dove Chiellini dice che Balotelli e’ un cretino”. E chi gliela toglie questa fama nel Paese in cui si comprano pochi libri che non si leggono?
Ma no – mi dicono – non esser caustico, e’ un libro i cui proventi andranno tutti in beneficenza alla fondazione creata da Giorgio per assistere ragazzini sfortunati. Bene – dico io – allora diteglielo, a quei ragazzi, che gran parte dei soldi li devono a Balotelli.
Siamo in una radio, la difesa del libro e’ forte, interessata anche. Ma si butta acqua sul fuoco: son cose che si dicono, dai,…come l’odio per l’Inter, e’ un modo di dire…. Poi il conduttore chiama la voce del popolo, e la voce arriva: “Sono d’accordo con Chiellini, Balotelli e’…”(Immaginate). E un altro: “Per sapere che Balotelli e’ una mela marcia non c’era bisogno di Chiellini…”. E ancora: “Finalmente uno che dice quel che pensa”.
Vero, ma per favore passate anche quella battuta di Balotelli che risponde a Chiellini:”Non hai il coraggio di dire le cose in faccia, da vero uomo”. Ohibo’. “Vero uomo” e’ un richiamo storico, ricorda Bobo Vieri che, rivolto a molti giornalisti (e giornaliste) disse senza timore “Sono piu’ uomo di tutti voi messi insieme”, come ricorda Stefano Bartezzaghi nel suo libro “Non se ne puo’ piu'” dedicato ai “logori stereotipi della chiacchiera”. E Berlusconi che defini’ Mario “mela marcia?”. Di li’ a poco il Milan dei bravi ragazzi divento’ una mela avvelenata che fa ancora vittime…
L’operazione marketing e’ riuscita, d’accordo, l’editore ha passato ai media quell’anticipazione “audace” e l’hanno ripresa tutti, moi aussi. Bene per il libro, peccato per Giorgio. Non voglio rammendare lo strappo – lui e’ dottore, mi suggeriscono, sapra’ difendersi da solo – voglio dire che non me la sento di condannarlo per una battuta infelice che gli hanno fatto indossare come uno smoking, non con la divisa da campo che rende leciti anche certi suoi interventi “assassini”, come si diceva un tempo quando non esisteva l’ipocrisia del politicamente corretto. Killer? Spaccagambe? No, semplicemente “rude difensore”. Che a me sta bene in tutte le salse, calciatore e uomo, insomma, che non e’ un ossimoro.
Sentite cosa dicevo di lui in queste pagine il 30 marzo scorso: “Giorgio e’ il vero capitano della Juventus…ma i gradi conquistati sul campo anche come guida dei compagni non sono tutto: il rude difensore – ah ah – bianconero che ha partecipato alla conquista di otto scudetti consecutivi e di plurime coppe nazionali e europee ed e’ prossimo all’abbandono dell’attivita’ per raggiunti limiti d’eta’ (36 anni) sta gia’ mutandosi in abile dirigente al punto di meritare un pur immaturo confronto con Giampiero Boniperti”. Boniperti?!?!? Boccaccia mia statti zitta! – gridava tal Provolino cinquant’anni fa. Dovrei imitarlo. E invece ricordo che Benito Lorenzi lo battezzo’ “Marisa” non perche’ fosse un angelico pedatore ma proprio per sbugiardare quei cronisti “angelici” che evitavano di cantare le imprese di quel pedatore biondo che picchiava come un fabbro.
Giorgio, scusami: quando puoi, quando te la senti, fai una carezza a Mario Balotelli. Lui, ne son sicuro, ti vuole bene. E l’apprezzera’, restando se stesso. Ahilui